Archive for 24 Settembre 2006

IN NOME DELL’UMANITA’: PIERGIORGIO WELBY

Piergiorgio Welby

Piergiorgio Welby (da “Corriere.it” del 22 settembre 2006)

Piergiorgio Welby, co-presidente dell’associazione “Luca Coscioni” http://www.lucacoscioni.it/ e malato di distrofia, ha scritto due giorni fa al presidente Napolitano una toccante lettera http://www.lucacoscioni.it/node/7131 in cui chiedeva, fra l’altro, il ricorso all’eutanasia, in Italia vietata per legge. Immediata la risposta del Presidente http://www.lucacoscioni.it/node/7136, che ha sollecitato un serio confronto sulla questione. Davanti a episodi come questi siamo combattuti da due opposti sentimenti. L’uno è il pudore. Sì, proprio quello. Quando ci ricordiamo della sacertà della vita, ci rendiamo conto che il silenzio (un silenzio che può essere anche preghiera) è l’unica, degna risposta. Il silenzio che non giudica, che ci mette di fronte all’impotenza della nostra razionalità. Ma, anche, il silenzio che comunica amore e com-passione.

Ricordo di aver letto tempo fa, su “Famiglia Cristiana”, una testimonianza sui lager dei nostri giorni. Sulla porta di uno di questi luoghi, inoltre, campeggiava una scritta dantesca, molto simile al celeberrimo “Lasciate ogni speranza voi (visitatori) che entrate”. Gli ospiti, lì dentro, si sarebbe faticato moltissimo a chiamarli uomini: gente dal corpo perfettamente simile a un palo e con un solo piede, bicefali, muniti di due fori al posto di naso e bocca… Unici assistenti, amorevoli, le suore e i religiosi. Gli unici a ravvisare in loro la più vera natura: quella UMANA. Vite abbandonate, vite da amare.

L’altro sentimento è opposto. Il bisogno, direi il dovere, di parlare. Non possiamo tirarci indietro, non possiamo eludere il “grido di dolore” di una umanità che appartiene a tutti. Ma questi due sentimenti opposti non si escludono a vicenda: si integrano in perfetta armonia. Sia il nostro parlare sobrio e misurato: o anche il più ricco periodare somiglia a un inintelligibile grugnito. Favorevoli o contrari all’eutanasia, ricordiamo sempre che, innanzi tutto, in quel letto c’è un UOMO e non un’IDEOLOGIA da difendere. E’ in nome di quell’UOMO, quindi di tutta l’umanità, che dobbiamo lottare.

Invito tutti a lasciare, sul sito di Luca Coscioni, un messaggio a Piergiorgio http://www.lucacoscioni.it/welby/form.php. Qui di seguito trascrivo il mio.

Carissimo Piergiorgio, ti ho visto ieri in televisione e mi sembra di conoscerti da sempre. Non potevi parlare né muoverti, ma quel tuo sguardo fisso, severo eppure dolcissimo, penetrante e sincero, immensamente amorevole nella sua disarmante nudità, pareva leggermi nell’anima. Ammonirmi. Mi metteva di fronte tutte le mie miserie, i miei piccoli, patetici “drammi” quotidiani. Ma mi faceva anche capire quale grande e irripetibile miracolo sia l’essere umano, quando non abdica alla propria umanità.

Non posso sapere cosa provi. Eppure ti sento così “vero” che quasi ne provo imbarazzo e turbamento. Tu soffri, Piergiorgio, in modo crudele e irripetibile; hai sempre sofferto, a quel che leggo. E la domanda vera, mi pare, è questa. Affermi che “morire ti fa orrore”, e ti credo, perché la tua lettera è un autentico, realissimo, inno alla vita. Quella vera, non l’astratto concetto evocato, magari con tanto di maiuscola, dai sedicente paladini della stessa. Ma la tua lettera non è motivata dalla semplice constatazione di vivere in un corpo ormai “squadernato”, come icasticamente descrivi quell’”involucro” che non senti più appartenere a te stesso. L’innaturalità della tua situazione, caro Piergiorgio, è proprio in quest’afasia, in questa, vorrei dire, schizofrenia, in questo cortocircuito che ha diviso con brutalità la realtà sensibile dal tuo spirito.

Dicevo che, secondo me, il motivo ultimo che ti ha spinto a quell’accorato appello non può essere stato il “semplice” – permettimi l’aggettivo, e scusa se ricorro a espressioni banali, goffe e inadeguate – dolore fisico. No, è la consapevolezza dell’ingiustizia della nostra sorte. Perché il male? Perché soffrire? Perché – soprattutto – soffrire senza scopo?

E’ la tua dignità umana che ne viene ferita, scossa, è l’eterna domanda dell’uomo che si ribella, è il grido della sofferenza innocente. Insieme a te gridano gli anziani lasciati soli in squallidi ospizi, i bimbi violati, i bimbi soldato, i morenti di fame, sete, banali malattie, le donne brutalizzate. Il tuo è il grido di Giobbe, cui gli amici dotti nella Scrittura non riescono a fornire risposta. Ma è, non dimenticarlo, anche e soprattutto il grido di Cristo. “Elì, Elì, lemà sabactani?”. Ma Dio non rispose.

Nemmeno io posso risponderti. A te viene negata anche quella possibilità, quella morte “liberatrice”. Una cosa sola mi sento di dirti: se e quando staccheranno quella spina, Piergiorgio, io piangerò, perché mi sentirò privata di una parte della mia umanità. Perché sarò più povera, più sola. Perché non so cosa accadrà a me, quando mi accadrà, e cosa farò. In una società che non esalta la vita, qualsiasi vita, in qualsiasi modo. In una società che preferisce “staccare la spina”, o che vorrebbe farlo, piuttosto che accompagnare tutti a una morte serena. Perché le ricerche sarebbero troppo dispendiose. Perché i malati terminali non “servono” più. Perché le famiglie hanno loro voltato le spalle. Perché non ci si prende cura dell’altro, non si vede nell’altro il proprio volto.
La tua morte è davvero l’unico “premio” che meriti? E il tuo corpo rigido, impersonale, scarnificato, sacrificato, credi davvero non trasmetta più niente? Credi non susciti un grande, immenso abbraccio d’amore, proprio come il “silenzio” di Dio a Cristo?

Daniela Tuscano

(Vedi anche: Dichiarazioni di Cappato, Pannella, Berardo, http://www.lucacoscioni.it/node/7133, UAAR, Cosa intendiamo per eutanasia?http://www.uaar.it/laicita/eutanasia/, Giovanni Paolo II, lett. enc. Evangelium vitae http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/encyclicals/documents/hf_jp-ii_enc_25031995_evangelium-vitae_it.html, B. Sorge, Eutanasia, atto d’amore o delitto?, http://www.donboscoland.it/articoli/visualizzaarticolo.pax?idrealta=1&ID=2594, La vita è per tutti: Maria Luisa, perché dico “no” all’eutanasia, http://danielatuscano.wordpress.com/2006/02/13/la-vita-e-per-tutti-maria-luisa-perche-dico-no-alleutanasia/)

24 comments 24 Settembre 2006


Calendar

Settembre: 2006
L M M G V S D
« Ago   Ott »
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
252627282930  

Posts by Month

Posts by Category