IL FUTURO È NEL CUORE. Guelmani (valdesi): gli uomini non temano i sentimenti

1 aprile 2001 at 9:04

Identità maschile: contraddizione o tautologia? Per l’uomo, da sempre considerato il simbolo stesso dell’umanità, certe definizioni parrebbero assurde o – al contrario – scontate. Da qualche tempo un numero crescente di uomini ha però cominciato a prendere coscienza della parzialità, e a considerarla una ricchezza. A tal proposito il Centro ecumenico di Agàpe presso Pinerolo, animato da una comunità valdese, ha organizzato, a metà del mese scorso, il primo week-end di auto-coscienza maschile, dal significativo titolo Mas… (chi)… io?.“Ad essere sinceri, Agàpe si è avvalso dell’esperienza dei cattolici di base pinerolesi – spiega Giorgio Guelmani, protagonista dell’incontro e condirettore della rivista “Gioventù evangelica” -. “Da cinque anni, infatti, un gruppo di uomini si riunisce sotto la guida del teologo don Franco Barbero confrontandosi col pensiero femminista della differenza e cercando, a sua volta, di trovare un proprio linguaggio. Ad Agàpe abbiamo cercato di seguire gli stessi criteri: del comitato organizzatore facevano parte tre valdesi, eterosessuali, e due cattolici, omosessuali (ricordo che gli evangelici dialogano sia con altri cristiani, sia con credenti di altre religioni, sia con atei). Trentaquattro i convenuti; il tema era l’emotività”.

Annie Gilbert: Un père et son enfant.

– Data l’importanza dell’argomento e i tempi stretti, avrete lavorato intensamente.

GUELMANI: “E con ottimi risultati. Abbiamo iniziato con la conoscenza vicendevole e abbiamo concluso, la domenica, con il culto, incentrato sul secondo capitolo della Genesi: la creazione di Eva. Il giorno più impegnativo è però stato sabato, con giochi basati sulla fiducia reciproca e il racconto delle esperienze personali: la scoperta della propria sessualità, la problematizzazione dell’essere maschio, l’impatto con l’esperienza di gruppo. È quindi seguita la cosiddetta ‘maratona emotiva’, con esercizi di rilassamento accompagnati da musica, training autogeno, scrittura creativa, ballo, lavori con la creta. Si è trattato di un’esperienza nuova: molti hanno constatato la loro rigidità. A confronto delle donne, gli uomini risultano goffi, impacciati, proiettati verso l’esterno”.

– È sempre destabilizzante trovarsi di fronte al nostro “io”…

“Proprio così. Per quanto mi riguarda, ho vissuto con molta partecipazione la terapia d’urto. Abbiamo dovuto assistere alla visione di spezzoni di film decisamente violenti e maschilisti (certe sequenze di Full Metal Jacket o delle Iene di Tarantino…). Mentre degli altri esercizi veniva in seguito fornita una spiegazione, in quest’ultimo caso ognuno è rimasto solo con le proprie impressioni”.

– Forse perché ogni uomo prendesse coscienza dell’istinto aggressivo che cova in lui.

“Ipotesi verosimile. Ho notato che, davanti a certe deleterie rappresentazioni della maschilità, molti di noi assumevano un atteggiamento di rifiuto; altri, invece, ridacchiavano. Io ero tra questi ultimi. La mia reazione mi pareva mossa da disprezzo e distacco… ma quella risata sardonica avrebbe potuto anche celare, lo ammetto, una inconscia complicità”.

– Emozioni, giochi creativi, danza, auto-coscienza: parole “femminili” per antonomasia. Guelmani, che succede?

“Succede che anche gli uomini si rendono conto di essere cuore e corpo. Per quanto mi riguarda, ho voluto sperimentare la mia debolezza. Mi sono sentito più nudo e indifeso, ma autentico, vero. Credo che oggi sia indispensabile riscoprire questo nostro lato se vogliamo conoscere i nostri più intimi desideri e stabilire un contatto più sincero e profondo con le donne”.

– Quanto ha contato l’apporto dei gay in questo “viaggio interiore”?

“Moltissimo. I gay sono abituati a lavorare su di sé. In genere, gli uomini si accorgono della loro sensibilità solo quando le cose cominciano ad andar male; altrimenti perseguono ostinatamente uno stereotipo che, del resto, è sempre più obsoleto, a causa della pluralità di modelli che la società ci presenta”.

 

 

Daniela Tuscano (“L’Urlo” )

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