VITA D’UN UOMO. Il sacrificio di Paolo Foglia

1 ottobre 2002 at 6:38

“Quando senti qualcuno chiedere aiuto, non pensare, corri”. Un uomo è corso, il giorno di Ferragosto, e ha fatto anche di più: si è gettato nelle acque limacciose del Ticino e ha salvato una famiglia albanese in pericolo: un bambino di dieci anni, suo padre e una ragazza. Ma, quando si è trattato di mettersi in salvo lui, non ce l’ha fatta. Era un nuotatore provetto, Paolo Foglia: ma il fiume non perdona, e lui lo sapeva. O forse, in quel momento, non lo sapeva. Non aveva pensato, Paolo. Era corso, fedele a quelle sue parole che aveva pronunciato tanti anni prima e che – nemmeno questo sapeva – teneva incise nel cuore.

Paolo festeggiava il suo trentacinquesimo compleanno proprio quel giorno. A settembre, dopo le nozze, si sarebbe trasferito a Bresso. Quando, anni fa, chiesero a Giorgio Perlasca se credesse in Dio, egli rispose affermativamente. “Ed è per questo – incalzò il giornalista – che ha salvato tutti quegli ebrei?”. “No – fu la semplicissima risposta – li ho salvati perché sono un uomo.

La piscina comunale di Bresso, intestata a Paolo Foglia.

Ora Paolo è considerato un eroe. Un uomo eccezionale, straordinario, unico. Come ce ne sono pochi. E invece è stato un uomo come dovrebbero essere tutti. E neanche tanto per il suo sacrificio, quanto perché ci ha comunicato la tenerezza. Paolo è stato splendore, è stato l’umanità gentile. È stato gioventù. È stato il sorriso d’un bambino. Non ha chiesto. Ha dato. Paolo non c’è più. È sceso, un giorno, dalle nostre parti, i suoi piedi hanno percorso le nostre strade, i suoi occhi hanno accarezzato quella casa, quella chiesa, quelle vie dove immaginava di dover rimanere per sempre e che invece sono state mute testimoni della sua tenerezza. La sua storia è tutta qui. Accompagna i giorni declinanti, rende meno dure le attese, più speranzosi gli addii. È la certezza che un giorno, tutti torneremo a casa. È il segnale che non siamo abbandonati, e che il perdono ci attende ancora, laceri e straziati come siamo. 

Daniela Tuscano (“L’Urlo” )

[L’Amministrazione comunale di Bresso ha proclamato per Paolo Foglia il lutto cittadino, assegnandogli alla memoria il premio “Castèla d’Oro”, la più alta onorificenza della città. I funerali sono stati celebrati alla Parrocchia della Misericordia dal card. Carlo Maria Martini.]

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