ENZO E’ MORTO. SCONFITTA DELL’UMANITA’

27 agosto 2004 at 10:37 14 commenti

E’ finita. Ed è finita nel peggiore dei modi. Prima che i soliti tg-videogame ci ragguaglino, con sadico piacere, sui particolari della morte di Enzo Baldoni [vedi Semi di speranza qui a fianco, n.d.A.], rammaricati da non poter offrire agli spettatori paganti un così degno spettacolo, sono arrivati i soliti commenti dei politici.

Il giornalista assassinato Enzo Baldoni Sdegno, barbarie, orrore ecc. E “atto inumano”, secondo Berlusconi.Che, anche in questa circostanza, tragicamente, grottescamente sbaglia. Atto purtroppo umano, troppo umano, da sembrare quasi… bestiale. Enzo, si dice, ha tentato di resistere. È stato ferito, quindi sgozzato (speriamo non peggio, se così si può dire). E non c’è nulla di ferino in tutto ciò.  È un atto premeditato, pertanto umanissimo. Quel ferimento significava: “Non te la cavi così a buon mercato. Voglio che tu ti renda conto di come stai per crepare. Voglio che si sappia che ti ho denudato della tua dignità, che ti sacrifico come un agnello”. Prima la ferita, poi il nulla. Un consapevole nulla.Gli islamisti che hanno massacrato Baldoni non potevano essere sensibili ai richiami dei figli del giornalista, alla sua storia e sensibilità, perché queste categorie scompaiono quando non si riconosca nell’altro l’appartenenza alla tua stessa specie. Baldoni non era un uomo, per loro. Era un occidentale. Ciò bastava e avanzava per ucciderlo.Bin Laden mesi fa, in uno dei suoi deliranti comunicati, diceva press’a poco così: se voi (occidentali) ve ne andate dall’Iraq e dalle nostre terre, noi non vi perseguitiamo. Mentiva sapendo di mentire, perché Bin Laden non è affatto un resistente, è uno che mira a soggiogare il mondo intero. È tout court la versione orientale di Hitler, quando diceva di volere per sé un semplice “spazio vitale”. E qualcuno, purtroppo, gli credette. Come qualche sedicente “progressista” ha mostrato di credere, o comunque di non ritenere del tutto assurde le richieste dello sceicco e dei suoi emuli.Naturalmente non si poteva accettare l’ultimatum dei terroristi. Ma evitare d’invadere l’Iraq si poteva. Si poteva evitare di cannoneggiarlo, ostinandosi a ripetere che i soldati stavano lì per giocare a mosca cieca coi bimbi iracheni (magari davvero ciechi quelli, per qualche granata “amica”). Baldoni e i volontari seri, queste cose le sapevano benissimo. E ciò nonostante ha affrontato il pericolo. Ne è rimasto schiacciato. Perché era un eroe, come qualcuno in vena di retorica già si affretta ad affermare? O perché era un irresponsabile, anzi, un “pirlacchione”, come in modo ben più canagliesco ha affermato l’ineffabile Vittorio Feltri su “Libero” (dal pudore)? Enzo era, leggiamo, “curioso”. Sembra una motivazione frivola, e invece prova il suo immenso amore per l’umanità, il suo mistero, che a volte può essere crudele e violento, ma che vale la pena di esplorare. Enzo certo sapeva che l’essere umano è capace delle azioni più sublimi e della più efferata barbarie. Lo sapeva, eppure era sicuro che l’amore avrebbe vinto.L’umanità esce sconfitta da questo primo round con la morte, sconfitta da un mostro che essa stessa, con lucido e freddo ragionamento, ha creato. Ma vogliamo credere che l’ultima parola non sia questa. Perché lo ha detto Gandhi:“I dittatori e la violenza sono sempre finiti male”.

Lui è morto, le sue idee ancora no. Ciao Enzo.

Daniela Tuscano (nelle foto: Enzo Baldoni, www.unimondo.org, e Muhammad, l’iracheno mutilato degli arti inferiori che Baldoni riuscì a salvare,www.titanio.iobloggo.com)

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Entry filed under: Italia, Europa, mondo.

LAURA BETTI 1934-2004 Comunicato sul maremoto in Asia del 26 dicembre 2004

14 commenti Add your own

  • 1. franco gialdinelli  |  8 ottobre 2006 alle 19:28

    Oggi è il compleanno di Enzo.
    Un piccolo contributo, tra gli altri, qua:

    http://blogfriends.splinder.com/post/9492706/E+mica+ce+lo+scordiamo

    FG

    Rispondi
  • 2. giancarlo  |  8 ottobre 2006 alle 23:30

    Sì me lo ricordo… e lo ricordo con Samuele Bersani…

    OCCHIALI ROTTI

    Ho lasciato la mancia al boia per essere sicuro
    che mi staccasse la testa in una volta sola e ti assicuro
    non lo pagai sperando di fermarlo
    come mai si ritirò è un mistero e il motivo non so spiegarlo
    ma so andarmene lontano
    se nessuno mi trattiene
    e tornarmene a Milano nonostante le catene
    Ho lasciato la mancia al boia, sai quanto mi servisse
    un orologio Bulova
    se il tempo lo scandiva la mia tosse
    tanto che poi in cambio ottenni acqua
    e un sorriso che pensai
    fosse un rischio persino per lui
    per capirmi è necessaria la curiosità di Ulisse
    di viaggiare in solitaria
    vedendo il mondo per esistere.
    E chissà che poi non capita che ad uccidermi
    sia per caso la pallottola amica di un marine
    ma se chi dovrebbe darti aiuto respinge il tuo saluto cosa fai?
    bestemmi o preghi il dio del vetro andando marciandietro via dai guai
    e vai all’inferno
    che la differenza in fondo non ci sta
    Ho lasciato la mancia al boia per essere sicuro
    che mi staccasse la testa in una volta sola e ti assicuro
    non lo pagai sperando di fermarlo
    come mai si ritirò è un mistero e il motivo non so spiegarlo
    ma nel giro di un minuto dietro a un paio di lenzuola
    è sbucato il sostituto
    con in mano una pistola
    Finalmente un po’ di musica
    ma che nostalgia di quando avevo preso la chitarra elettrica
    e l’ho data via
    chissà se gli errori del passato sono ancora adesso in garanzia
    e se mi verrà mai perdonato il fatto che io spesso andassi via
    un bacio a tutti, quanti sogni belli e quanti brutti
    i miei occhiali si son rotti
    ma qualcuno un giorno li riparerà.
    Finalmente un po’ di musica
    ma che nostalgia di quando avevo preso la chitarra elettrica e l’ho data via
    chissà se gli errori del passato sono ancora adesso in garanzia
    e se mi verrà mai perdonato il fatto che non fossi a casa mia
    un bacio a tutti, fate sogni belli e pochi brutti
    i miei occhiali si son rotti
    ma qualcuno un giorno se li metterà
    e a occhi semichiusi
    attraverserà posti distrutti
    e silenziosi

    Rispondi
  • 3. lucia  |  9 ottobre 2006 alle 13:12

    anche io non mi dimentico di enzo …

    se sono a londra, se ho iniziato a viaggiare e’ grazie a lui.

    Perche’ mi ha fatto vedere le cose diversamente, dal basso in alto.

    Lucia

    Rispondi
  • 4. fabio ferri  |  9 ottobre 2006 alle 13:56

    ENZO.

    Ieri c’era il sole ed il cielo azzurro, sul mare di Ostia.
    Guardandola bene, mi è sembrato che una nuvola fosse proprio una balena.
    (Era un gran bel Nuvolone…).

    AUGURI ENZO!
    (:
    Fabio Ferri

    Rispondi
  • 5. nico  |  10 ottobre 2006 alle 1:29

    Domani verrà da me Marco.
    Per lavoro, ma anche per il piacere di due chiacchiere a tavola,
    nell’osteria appena fuori Lugano che è diventata il nostro ritrovo preferito.
    Un tempo c’era anche Enzo, con noi.
    È lì che ci eravamo salutati, un giorno o due prima che partisse.
    Un tavolo di sasso al fresco sotto una pergola, un’occhiata
    alle nuove illustrazioni per la nostra campagna, e la solita allegria.
    Mentre eravamo lì mi aveva chiamato Lorenzo, mio figlio,
    che aveva cinque anni allora. Mi aveva chiesto con chi ero.
    Non conosceva Enzo, però aveva insistito per parlargli.
    Forse un minuto appena, poco più che un saluto.
    Ricordo ancora l’ombra leggera apparsa sul viso di Enzo, dopo quella telefonata.
    “Chissà come mai mi ha voluto salutare…”, aveva commentato,
    lo sguardo assorto.
    Ma era durata solo un attimo.

    Nico

    Rispondi
  • 6. adele e luigi  |  10 ottobre 2006 alle 12:55

    Enzo,con in giro pseudogiornalisti del tipo Vespa/Fede/Feltri,non dovevi andartene..ma posso capire che avessi voglia di tirare il fiato.Ora che sei più vicino alla consolle del controllo generale,vedi un po’ tu di metterci una pezza….qua non ci si capisce più niente.Ciao,Luigi

    Rispondi
  • 7. marzia giusto  |  10 ottobre 2006 alle 11:19

    Commovente questo racconto, queste parole toccano in profondità e calde lacrime scendono dal viso.
    Enzo manchi a tutti, a tanti, in una maniera incredibile, sentiamo la tua presenza anche se non ci sei più fisicamente, ecco qual è la tua forza esserci comunque e nonostante tutto, la tua grande anima e la tua sensibilità vive in noi ogni giorno
    Te quiero

    Marzia Giusto

    Rispondi
  • 8. toni  |  11 ottobre 2006 alle 0:09

    Enzo Feli cumple man, entonces vos estabas todavia en Bogo, y
    festejaste tu cumple alli, y yo estaba tirado en el Parque Bavaria y
    los bichos me devoraban, mira ahora no me acuerdo pero creo que fue
    tu idea de comer en la plazita, mira que sos duro, comimos de lo
    mismo.

    . . . so long

    toni

    Rispondi
  • 9. cristina  |  11 ottobre 2006 alle 0:10

    Sabato sono andata a vedere “Scoop”, il nuovo film di Woody Allen.
    Non sono qui né per recensioni, né per rivelazioni… ma ci sono delle scene che mi fanno fantasticare sulla tua attività in quello che comunemente chiamiamo Aldilà.
    In confronto a quello che potresti rivelarci Enzo, quello SCOOP è niente… soltanto che la qualità della ricezione è proporzionale anche al ricevitore: se non saranno questi pseudo-giornalisti, c’è sempre qualcuno disposto ad ascoltarti… ti aspettiamo! Cristina

    Rispondi
  • 10. gaspare e judith  |  11 ottobre 2006 alle 6:36

    Carissimi

    Vi invio un ricordo di Enzo

    Ciao

    Gaspare D’Angelo

    (…)Mentre guido verso il profondo Nord, mi vengono in mente le parole di Enzo Baldoni (amico di Alcatraz) sulle “affinità elettive”, sulle linee di congiunzione che si congiungono :

    “Il futuro è una serie di linee di congiunzione in formazione.

    Noi non le vediamo, ma sono là, come nuvole spinte da venti

    capricciosi o sapienti, e la nostra strada, senza che noi lo

    sospettiamo, sta per congiungersi con altre, con le strade

    di dieci, di cento, di mille altre persone, e il gomitolo delle

    linee di congiunzione formerà le nostre vite, i nostri destini.

    Ogni tanto bisogna fermarsi, respirare con calma, rilassarsi

    e aspettare che le linee di congiunzione si congiungano”.

    Due anni fa, Enzo Baldoni, pubblicitario e giornalista freelance,
    collaboratore di Diario, veniva ucciso in Iraq. In seguito, anche infangato dal Sismi e da qualche giornale-spazzatura. Enzo ha trascorso gli ultimi giorni della sua vita sotto la bandiera considerata la più sicura al mondo, quella della Croce rossa. Poche certezze e molti dubbi sul “Caso Baldoni”.
    E, oltre alla verità, aspettiamo ancora di riavere la sua salma.

    Il Gruppo Storico (della
    Lombardia) di Alcatraz a Bergamo (1997)

    Rispondi
  • 11. dasial  |  11 ottobre 2006 alle 12:55

    Eccoci qua.
    A leggere e a scrivere su di lui, a commuoverci e a sorridere, e non spinti da TV o giornali, ma solo dalla forza di quello che ci ha lasciato.
    Questo ha potuto un uomo che non ho mai conosciuto e che caparbiamente è entrato nella mia vita dopo la sua scomparsa.

    Questo E’ ancora Enzo.

    Danila

    Rispondi
  • 12. fabrizio  |  11 ottobre 2006 alle 17:20

    Conservo gelosamente le mail di Enzo dall’Iraq e questa newsletter con il calore dei suoi amici vecchi e nuovi mi da la sensazione che lui sia ancora in giro per chissà quale luogo a godere di tutto ciò.

    Vai Enzo

    Fabrizio

    Rispondi
  • 13. maria  |  11 ottobre 2006 alle 17:50

    Ho deciso di fare un piccolo regalo ad Enzo…la mia tesi di laurea sarà
    dedicata a lui.
    mi rendo conto quanto sia insignificante, ma mi sembrava importante
    dedicare il mio lavoro proprio a lui che bruscamente mi ha aperto gli
    occhi insegnandomi che la giustizia non esiste, ma che esiste la
    dolcezza anche la dove c è rumore e violenza. Sapere che esistono uomini
    come lui allevia il senso di impotenza e la rabbia che mi accompagna
    tutti i giorni.

    Rispondi
  • 14. STORIE DI ORDINARIO MENEFREGHISMO « Daniela Tuscano  |  23 marzo 2007 alle 2:58

    […] Feltri in testa (indimenticabile il suo “pirlacchione” rivolto al free-lance, https://danielatuscano.wordpress.com/2004/08/27/enzo-e-morto-sconfitta-dellumanita/), lo irrise nel momento stesso in cui i banditi lo […]

    Rispondi

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