Comunicato sul maremoto in Asia del 26 dicembre 2004

30 dicembre 2004 at 21:56

La devastazione provocata dal terremoto in India e nei paesi del sud dell’Asia http://it.wikipedia.org/wiki/Maremoto_dell’Oceano_Indiano

è una situazione che ha sconvolto il mondo intero per le conseguenze umane, risvegliando un sentimento di solidarietà a tutte le latitudini. Ma questa solidarietà trova grandi difficoltà a trasformarsi in un’azione che possa dare una risposta risolutiva al problema.

Il deserto di Aceh (da “Repubblica.it”)

Come d’abitudine, i governi ed altre organizzazioni faranno i loro proclami, e milioni di dollari saranno raccolti. Ma solo una piccola parte di questi fondi arriverà alle vittime (per esempio: dopo un anno dal terremoto avvenuto in Iran, secondo informazioni della stampa, solo l’1% dei fondi promessi é arrivato!).

La Regionale Umanista denuncia ” l’umanitarismo ” dei governi che, dietro i loro proclami ad effetto, dimostrano l’ipocrisia del sistema di valori della nostra società disumana, nella quale gli interessi economici prevalgono sui valori della vita umana.

La propaganda parla di milioni di dollari che saranno inviati per gli aiuti: questi fondi sono in ogni caso irrisori. A titolo di paragone: i soldi stanziati dagli Stati Uniti per la ricostruzione dell’Iraq superano i 18 miliardi di dollari, e gli Stati Uniti chiedono agli altri paesi stanziamenti per altri 35 miliardi. Questo rappresenta un totale di più di 55 miliardi, cioè più di 40 miliardi di euro.

L’Unione europea per questa tragedia ha promesso subito tre milioni di euro, e la commissione deve approvare un aiuto di 30 milioni, mentre per la ricostruzione dell’Iraq hanno già preso accordi per 200 milioni.

Forse non potremo evitare altri disastri di questa portata, ma potremmo migliorare le condizioni di vita, per ridurre i danni e certamente il numero delle vittime, garantendo condizioni di vita degne, che comprendono costruzioni adatte ai rischi di terremoto, e soprattutto mettendo in funzione un sistema di pre-allarme, col quale si sarebbero evitate molte vittime.

Questa catastrofe aumenta la rabbia degli umanisti nei confronti di un sistema di valori sbagliato e di un’organizzazione sociale indegna di chiamarsi umana, e ci spinge a lottare con più forza e determinazione.

Eppure ci sono esempi che ci dimostrano come è possibile trasformare una situazione di disastro nell’occasione di avanzare insieme ed uniti, com’é successo con l’accordo tra i guerriglieri e il governo dello Sri Lanka che lavorano insieme per aiutare le persone colpite dalla tragedia.

Siamo coscienti del fatto che la sofferenza e la violenza colpiscono tutti gli esseri umani, anche se lontani tra loro. Ma tutti i progressi nell’aiuto e nella prevenzione devono dare un segnale importante di cambiamento delle politiche, dei processi di cooperazione ed unione tra i paesi e le regioni.

La Regionale Europea chiede:
– Ai governi europei e all’Unione Europea che aiutino come necessario in questa situazione d’urgenza e non abbandonino i popoli, una volta che le immagini shock siano passate.
In particolare, l’Unione Europea deve garantire che gli aiuti arriveranno realmente a tutte le popolazione colpite, in collaborazione diretta con le ONG dei luoghi.
– Ai governi delle zone colpite, di dare la priorità alla qualità della vita dei loro concittadini prima di spendere le loro risorse nel pagamento del debito estero o nello sviluppo di armamenti nucleari (come nel caso di India o Pakistan).
– A tutti coloro che sono lontani dal luogo, di creare una rete di solidarietà per inviare aiuti e di continuare a pensare a tutte quelle persone che vivono là e che sicuramente passano uno dei peggiori momenti della loro esistenza.

Regionale Umanista Europea http://www.humanisteurope.org

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ENZO E’ MORTO. SCONFITTA DELL’UMANITA’ E’ “STATO” LUI. Il sacrificio di Nicola Calipari


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