“I GAY? DIO NON VUOLE GHETTI” – Questa sera la registrazione dell’evento che Canale 5 trasmetterà il 24 dicembre

3 dicembre 2005 at 2:58 16 commenti

Renato Zero (Max Pucciariello)

ROMA — «Il profilattico può essere in sé maligno. Ma nelle carceri? Se non si ricorre a quell’accorgimento, si producono disastri. E chi è malato di Aids e si ostina a volere rapporti? Bisogna avere la decenza di non sporcare l’esistenza altrui. Se noi siamo veramente cristiani, dobbiamo salvare la vita a tutti i costi. Magari nostro malgrado e usando mezzi che non devono diventare la regola. Libertà e libertinaggio sono due cose diverse». Renato Zero riceverà stasera nell’aula Paolo VI in Vaticano (parole sue) «un premio Oscar della fede». Registrerà il Concerto di Natale (presenterà Gerry Scotti) che Canale 5 trasmetterà il 24 dicembre. Con lui ci saranno Claudio Baglioni, Riccardo Cocciante, Alex Britti, Gigi D’Alessio. Mancherà la brasiliana Daniela Mercury, testimonial di una campagna anti-Aids e pro preservativo: pare che volesse parlarne in tv. Un po’ troppo per il Vaticano. E così addio serata.

Ci sarà invece il Re dei Sorcini, che fortunatamente non arringherà le folle come Adriano Celentano. Canterà solo La vita è un dono, dedicata a Giovanni Paolo II («Offrire il brano a quel Papa non è stato facile, temevo la facile accusa di sfruttamento, invece certi sentimenti appartengono alla mia sfera più privata»). Renato Zero sotto San Pietro è un «evento », come ormai tutti dicono qualsiasi cosa avvenga in tv. Ma stavolta è vero.

Perché il cantore delle periferie non cambia le sue idee. Nel 2003 con la canzone L’altra sponda dichiarò la sua omosessualità («Ci siamo mascherati per troppo tempo, dobbiamo tirare fuori la nostra identità anche a rischio di perdere amici e lavoro»). Oggi non affronta direttamente il tema. Ma se gli chiedi cosa pensi dell’atteggiamento della Chiesa sui gay risponde con poetica chiarezza: «Nessuno è in errore. O tutti siamo in errore. Dipende dai punti di vista. Gli omosessuali sono un po’ come i bambini Down: sono diversi, hanno il loro mondo, sensibilità acutissime. Ma se non vogliamo vedere ancora un povero nero, o chi per lui, bruciato in un angolo di strada solo perché vive quella condizione, beh, prendiamo la distanza da tutte le forme di razzismo. Tutte. È un consiglio chemi piacerebbe consegnare a tutti coloro che si credono perfetti».

Ovvero? «Siamo di passaggio. Nessuno di noi è Dio. Tutto è relativo. L’errore, il peccato sono la condizione umana. Il peccato permette la redenzione. Sennò vivremmo nell’Eden». In uno slogan: «Non credo che Dio voglia le categorie. Né geografie di ghetti». Il Papa dice che la monogamia mette al riparo dall’Aids: «È una salvezza forse a lungo termine». In che senso? «Conoscevo una coppia monogama. Poi lei si rivelò sieropositiva. Lui morì. Lei è ancora viva. Malata, ma viva».

E sull’aborto? «Io sono un miracolo ambulante, sono nato col fattore RH negativo ereditato da mia madre, mi cambiarono il sangue con quello donato da un frate, guarda caso. Figurati se posso essere d’accordo con l’aborto. È una prospettiva per me inaccettabile, nemmeno l’ultimo dei contraccettivi. Ma mi chiedo: e se una donna viene violentata da uno sconosciuto, da un bandito?».A proposito di frati, il rapporto tra Renato Zero e la fede è mediato da una triade religiosa familiare: «C’era don Pietro, parroco di Esanatoglia, vicino a Camerino, fratello di mio padre Domenico. Poi don Pasquale, zio di mamma Ada, campò fino a 90 anni. Infine fra’ Costantino, cugino di papà. Mi hanno trasmesso l’idea di una Chiesa buona, accessibile, popolare e contadina, lontana dal formalismo dei paramenti».

Si dichiara credente («Assolutamente sì») e disposto alla preghiera: «Soprattutto la sera, quando comincio un Eterno Riposo che dura una ventina di minuti, tante sono le persone da salutare. Mamma, papà…». E poi Luciano Gresta, un suo fan di 22 anni conosciuto nel 1997 già pieno di metastasi in un ospedale romano. «Fa parte dei “segni”. Lo andai a trovare mentre moriva curandosi a Parigi, passò con me l’ultimo giorno di lucidità. Dopo, quando andai a trovare la sua famiglia a Santa Maria delle Mole, a Roma, fermai la macchina e venni avvolto da un vento fortissimo, inspiegabile. Tutti si spaventarono. Io capii che era un saluto straordinario».

Ma è la Chiesa ad essere cambiata perché invita Zero o viceversa? «Forse. Un tempo cantavo per un manipolo di disadattati e parlavo di depressione, disagio, paura di vivere, emarginazione. Oggi questi problemi riguardano la maggioranza della società. Anche il laureato con 110 e lode che non sa dove sbattere la testa». A proposito: come si vestirà? Lustrini, paillettes? «Quello è un guardaroba storico, che forse sarà un giorno frutto di studi sociologici, chissà, c’erano allegorie e autoironia. Oggi solo un sobrio completo nero».

Il Cd Il dono capeggia la classifica dei più venduti. Da lunedì saranno in vendita i biglietti del suo tour, che comincerà il 10 febbraio a Montichiari e finirà il 4 aprile ad Acireale. Stasera il concerto in Vaticano. È un momento d’oro: «Ma non dimentico mai la disperazione che ci circonda. Penso sempre a chi non ce la fa. A chi è inchiodato su una carrozzella. Acerti vecchi. A certi bambini. Soprattutto ora che sono nonno». Suo figlio adottivo, Roberto Anselmi, è diventato papà di Virginia: «Dicono che il diventare nonno faccia paura. Io mi godo i miei 55 anni. Questi 55 anni. E ringrazio Dio».

Paolo Conti (“Corriere.it” )

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FIACCOLE D’AMORE. In scena “Le luci di Laramie”: la diversità come ricchezza, per un mondo più umano PREGIUDIZI INSENSATI. INCOMPRENSIONI DI STAMPO RELIGIOSO

16 commenti Add your own

  • 1. PetaloSs  |  23 settembre 2006 alle 14:19

    Non riesco a commentare il pensiero di Renato su argomenti così profondi… condivido praticamente tutto, ma certe volte penso che questi pensieri che ci poniamo di VA BENE IN QUALSIASI SITUAZIONE nascondano una assetica pigrizia… Fede, religione, aborto, contracezione ecc sono tutti argomenti che ognuno di noi deve adottare a seconda dell’esperienze vissute e del grado di sensibilità ed intelligenza che ognuno di noi ha. In questi argomenti è molto difficile trovarci tutti d’accordo cmq… io seguo la mia strada, senza minacciare nessuno.. o per lo meno preovandoci

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  • 2. danielatuscano  |  23 settembre 2006 alle 17:38

    Non capisco bene cosa intendi, ma, per quel che mi riguarda (se leggi la mia intervista tutto è spiegato molto approfonditamente), ho trovato queste frasi di Renato infelicissime, inopportune e poco rispettose. Anche ingrate. Se leggi ciò che dichiarava non solo agli inizi di carriera, ma semplicemente qualche anno fa – scorri col mouse e lo trovi -, sembra un’altra persona.
    Io ho pubblicato questa intervista, perché è bene non dimenticare, perché Renato non ha né smentito né chiesto scusa, perché è giusto si conosca anche questo aspetto del suo personaggio (spero, non della persona), e, è giusto dirlo, della povertà di spirito e del calcolo che sta dietro quelle parole.
    Voleva farsi bello davanti A Ratzinger (Ratzinger!)… Sono ben contenta che il “mitico” B. XVI abbia annullato il Concerto in Vaticano. Sicuramente è mancata al Nostro un’occasione di mettersi in mostra in un ambiente di prestigio e di rispettabilità. Ma è molto fortunato, può darsi che un’occasione gli si ripresenti lo stesso. Purtroppo (per noi).

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  • 3. PetaloSs  |  23 settembre 2006 alle 19:45

    nn ho voluto commentare il gay down… mi sento un ragazzo normalissimo, con la mia sensibilità e la mia piena funzione mentale… questa cosa offensiva a me nn mi tocca personalmente anche xchè penso che il paragone sia fortissimo ma sentirmi paragonato ad un down nn mi sconvolge, nn mi offende… sono una persona che nn fa del male a nessuno, che cerca di essere gentile + che posso, che cerca di vivere secondo lealtà, quindi xchè un down (o un genitore) si debba sentire offeso se viene paragonato a me? Lo so che gli intenti erano sbagliati, forse ottusi.. ma nn ci ho dato troppo peso anche quando è scoppiato lo scandalo.. io sospendo il mio giudizio xchè le cose gravi secondo me sono decisamente altre..

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  • 4. PetaloSs  |  23 settembre 2006 alle 19:52

    proffff bociami in italiano… quanti strafffffalcioni ma dico io si può? ma vado di fretta… (che scusa del cavolo)

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  • 5. danielatuscano  |  23 settembre 2006 alle 21:00

    Ma sì Petalo, a livello personale hai senz’altro ragione. Voglio dire: se Renato a tu per tu mi avesse detto quelle baggianate io avrei risposto nell’unico modo che meritava, con un silenzio carico di compatimento. Ma Renato è un personaggio pubblico, con una storia alle spalle che conosciamo, e ho trovato il suo comportamento cinico e opportunista. Mentre invece, quando era scoppiata la vicenda del coming out, nel 2003, ha fatto subito fuoco e fiamme – dopo aver alimentato lui stesso le incomprensioni, peraltro -, perché temeva di perdere i fans, i passaggi a Domenica In, le timorate mamme e i bravi papà che lo considerano un giocherellone ma che fremerebbero di orrore al saperlo uno “sporco gay” e, figurarsi, il concerto dal Papa. Il mio migliore amico è gay e, pur essendo amante della musica in genere, non ha un cantante preferito. A differenza mia è poi molto più sereno, tranquillo e accomodante, ma quell’intervista sciagurata ha fatto imbestialire anche una persona pacifica e buona come lui. Sabato era qui da me e a un certo punto siamo finiti sul discorso (cosa rarissima, noi due di R. non parliamo mai). E ho scoperto che nemmeno il mio amico aveva dimenticato. L'”insulto” non è per il paragone coi down, sia chiaro. Intollerabile è invece quell’atteggiamento paternalistico di chi si sente superiore e “normale” di fronte ai poveri sventurati! Io amerò sempre Renato. Ma nonostante questo, anzi, proprio per questo… lo valuto con severità. Io non sono gay, ma considero quelle parole molto cattive. Sì, Renato mi ha fatto davvero soffrire.

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  • 6. PetaloSs  |  24 settembre 2006 alle 0:37

    Odio le etichette e nn certo per vergogna ne tanto meno per una paura di sentirmi fare parte di chissà quale dannato girone.. io mi sento solo ed esclusivamente me stesso, un ragazzo del 2000 che si è ritrovato a fronteggiare problemi + seri dell’identità sessuale, sembrerà un paradosso, ma ora come ora mi preme di + trovare un lavoro che mi dia un sicuro stipendio senza che le mie facoltà vengano sfruttate fino allo sfinimento, fino a portarmi ad odiare un lavoro che nn viene nemmeno equamente gratificato.. forse per questo nn ho tempo di ascoltare chi lancia “accuse oscene” su un argomento.. accuse che mi fanno ragionare solo ed esclusivamente con la mia testa senza farmi sentire parte di un coro di mortalmente offesi… dopo lo scandalo Zero in Vaticano io ci ho pensato e sono arrivato ad un parere che sono sicuro ti (e vi) lascerà sconcertati.. secondo me Renato, che è un’artista che campa, (nn in senso lato ma anche come immagine vincente di un artista) grazie alla vendita dei suoi album.. + ne vende e + si guadagna quella fetta di paradiso che nella musica italiana, in un paese di esterofili, vede pochissimi eletti… per vendere si deve far parlare di se, e nn necessariamente nel bene, io tutta questa improvvisa ottusaggine di un sempre furbissimo Zero l’ho trovata sospetta, secondo me è stata tutta una montatura per scioccare i fan, sia gay che quelli dotati di una spiccata sensibilità come te, ed invece far plaudire i + bigotti e i peggiori ben pensanti che militano senza un preciso senso tra le file dei suoi estimatori.. se ricordi bene dopo questo clamoroso scandalo le vendite di quest’ultimo album, che per quanto bellissimo l’ho trovato un poco sottotono, sono impennate vertiginosamente decretando un altro successo discografico, e per quel che mi riguarda assolutamente ben meritato.. ora se questo è servito a far acquistare il cd anche a quelli che i diversi (esattamente così vengono, anche, chiamati i gay, come i diversamente abili, come i down) proprio gli stanno sul gargarozzo, ecclesiastici e no, e sentono canzoni tipo FAI DA TE e si accorgono che i temi trattati sono quelli di una società attuale con tutti i suoi limiti, dove i tabù si sgretolano e danno spazio alla sfacciata realtà, penso che il discorso assuma una piega diversa… si utilizzano dei mezzi di convincimento, nn sempre corretti, per vendere tutto ormai, anche solo per vendere un disco, ma se oltre al guadagno monetario allo stesso tempo si cerca di lanciare un messaggio con delle canzoni che per una volta tanto nn parlano di cuore, sole, amore allora evviva il sotterfugio a fin di bene..
    Questa è la vita cara Daniela, nuotiamo tutti in un mare di pescecani dove lo scopo di ognuno sembra quello di offendere l’altro.. Renato è stato vero anche in questo, ha forse sbagliato nell’esprimersi, ma se nn ha ritrattato evidentemente trova giusto questo pensare e chi siamo noi per imporgli un cambio di marcia? Io preferisco così cmq, avrei meno sopportato un atteggiamento ipocrita di uno che ritratta per paura del giudizio altrui..

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  • 7. danielatuscano  |  24 settembre 2006 alle 9:20

    Non è questione di etichette che io odio forse più di te, caro Petalo. Ognuno ha un suo percorso, e in base a quello stabilisce una scala di valori e di priorità. Chiaro, se la mettiamo sui bisogni primari chi se ne frega delle panzane (non solo) di Zero… e ti capisco, sono rimasta disoccupata moltissimi anni e nemmeno adesso sono sicura al 100% (comunque avrò una pensione miserrima). Se però ragionassimo soltanto in questi termini non parleremmo più di nient’altro. Non nego che per alcuni versi sarebbe un bene, però… 😐

    Però, tornando al nostro assunto, non siamo soli su questa terra. Per te il tema dell’identità sessuale non è importante o, comunque, convivi bene con te stesso e con la tua realtà; ma non puoi negare che per altri la situazione è ben diversa. Soprattutto saprai benissimo che di discriminazioni i gay e le lesbiche soffrono tutti i giorni per colpa di moltissimi soggetti sociali, anche di quelli che – almeno in teoria – dovrebbero invece difenderli.

    Come vive la sua sessualità Renato Fiacchini non mi riguarda. Lui può ritenersi santo o peccatore, normale oppure “diverso”, indifferente o illuminato (e ogni tanto mi è sembrato indulgere a quest’ultimo atteggiamento). Cavoli suoi. Ma Renato Zero è altra cosa. Volente o nolente (ma, in quest’ultimo caso, si è scelto la professione meno adatta) la sua parola non può essere considerata alla stregua di quella di un privato cittadino. Non ci vuol molto a capirlo e Renato, che scemo non è, lo sa perfettamente.

    Ha commesso un passo falso nell’ansia – sua caratteristica da sempre, con gli anni accentuatasi all’esasperazione – di piacere a tutti o, per essere un po’ severi, di “tenere il piede in due scarpe”. Un passo falso che, però, non ha avuto alcuna ripercussione negativa sulla vendita di quel modesto album, come hai rilevato tu. Il perché è facilmente spiegabile: ha conquistato la maggioranza. E il “manipolo di disadattati”, questa l’espressione con cui ci ha dipinti, beh, lo sappiamo, noi “disadattati” siamo sempre più indulgenti, fors’anche più buoni, della maggioranza. E continuiamo a seguirlo. Se del caso, a difenderlo. Anche se lui, nei nostri confronti, non lo farebbe certo più.

    Se, pertanto, concordo con te circa l’abilità calcolatrice di Zero, non credo affatto, e considero molto ingenuo da parte tua il pensarlo, che un album come Il Dono contribuisca a infrangere i tabù ecc. … ma scherziamo? Semmai, è il contrario. E’ un disco concepito per la maggioranza, come affermavo. Lo ha presentato dalla De Filippi. Molti che lo hanno acquistato non appartenevano al consueto target di Zero. Ma hanno apprezzato molto Il Dono, magari l’hanno regalato a Natale, d’altronde con quel titolo… Ed era il pubblico delle famiglione televisive e conservatrici, del Papa ecc. Lui stesso ha scelto così. E’ quindi tutt’altro che un album trasgressivo (nel senso “sano” del termine).

    Non siamo di fronte a Zerofobia, a Trapezio ma anche, per parlare di anni recenti, a Cattura. Quelli (e molti altri) erano sì dei lavori che assestavano un pugno nello stomaco ai falsi valori della società perbenista. E infatti hanno contribuito, a modo loro, a un cambiamento dei costumi e della mentalità. Ma Il Dono?!?!?!?… 😮

    E ne sei consapevole anche tu. Riconosci infatti che, “per quanto bellissimo…”. In realtà non è affatto “bellissimo”. Ma neppure bello. Neanche “normale”. Diciamolo francamente (ma io l’ho sempre fatto, anche sul sito di Zenzero): è un disco decisamente mediocre, di cui ben pochi brani si salveranno. Ti chiedo: quale messaggio lancerebbe Fai da te?
    Perché dovrebbe scandalizzare gli ecclesiastici, perché parla di masturbazione? Ma per favore…

    E l’importante non è tanto il tema, quanto il modo in cui viene trattato. Di sesso, i nostri cari cardinali parlano ben più di Renato, tanto ne sono ossessionati. Il brano in questione è poi una goliardata. Un divertissement che non fa sussultare nessuno. E non solo per la superficialità del testo, ma per l’ideologia – chiamiamola così – che lo sottende e che è perfettamente in linea con la dottrina ruiniana. In pratica cosa dice Renato? Che la masturbazione non va bene, che è egoismo, che è meglio il rapporto a due (grandissima intuizione, complimenti!) e la solita salmodia sulle sane relazioni d’un tempo ecc. Cosa c’è di diverso da quel che sostiene il Vaticano? Nulla, solo qualche inutile grossolanità di linguaggio, giusto per far vedere che si è “all’avanguardia”.

    Su Stai bene lì, poi, non vorrei nemmeno pronunciarmi. Se quella è un’accusa agli Stati Uniti io sono Che Guevara. Sono certa che farebbe ridere persino Bush, che notoriamente non è un’aquila e ha paura di tutto quanto gli sembri anche lontanamente “antiamericano”. Renato sa far di meglio, ma se magari gli scappasse una tournée in America… non si sa mai, meglio una canzoncina come quella, tanto non fa male a nessuno. Solo i sorcini “a prescindere” possono trovarla coraggiosa.

    Che ognuno pensi al suo “particulare”, e Zero non faccia eccezione, lo sappiamo da un pezzo; solo che lui è anche, principalmente, un artista vero e ha cantato ideali un po’ diversi – che peraltro ha sempre dichiarato di incarnare -. E dunque… dovrebbe soppesare di più le parole. Renato è molto furbo; ma stavolta ho avuto l’impressione che fosse troppo furbo.

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  • 8. PetaloSs  |  24 settembre 2006 alle 13:35

    Cara Daniela, come mi diceva sempre mia nonna, grandissimo cervello che in vecchiaia l’ha tradita: nn metterti mai contro gli intellettuali fino a quando nn sarai diventato intellettuale a tua volta… aveva ragione lei… ma siccome intellettuale nn sono e nn mi interessa nemmeno esserlo cerco di spiegarti il mio punto di vista esattamente come mangio hehehe… allora siamo tutti d’accordo che IL DONO alla fine se l’è fatto a se stesso, rimpinguando un già un elevato capitale… (ma a Renato nn gli serve un altro figlio?) sicuramente è un album senza quei contenuti con cui ci ha viziato in tutti questi anni, ma io ci ho trovato dei pezzi, con ritmo e musicalità, davvero unici… senza poi contare le sue esecuzioni che ho trovato magistrali.. FAI DA TE nn doveva lanciare nessun segnale, ma se il giorno di Natale i bigotti di cui sopra accennavi una volta scartato l’album e messo sul lettore hanno ascoltato una canzone che parla di impotenza e masturbazione nn credi che si siano trovati leggermente sorpresi di trovarsi un tema del genere poco prima della canzone dedicata al Papa? È qui che io parlo di trasgressione.. Mi immagino Ratzinger che balla sollevando i paramenti come una consumata balleria di can can tenendo il tempo alla perfezione.. Questo è un album dei buoni sentimenti, forse mi piace anche il fatto che sia diverso da tutti gli altri e capisco che chi ha amato lo Zero del principio lo vive come un tradimento.
    Ti ricordi nel sito dove ci siamo incontrati che ho detto che nn posso assolutamente definirmi un sorcino ma semplicemente un fan? Sicuramente ti ricorderai del putiferio che n’è venuto fuori.. ora ti spiego cosa intendevo.. io nn vedo Renato come un profeta, ma come un cantastorie che mette in musica la realtà, o meglio un piccolo pezzo di realtà, anche perché se dovesse farlo con tutte le realtà esistenti dovrebbe cantare per un millennio.. lui per me è solo un cantante, nn conosco granchè la sua vita privata, nn so niente delle sue sofferenze, se mai ne ha avute un uomo ricco, ammirato e di successo come lui, e meno che mai sono a conoscenza delle sue ansie.. mi piace il suo modo di comporre canzoni, mi piacciono sicuramente i suoi testi, e ascolterei ore ed ore la sua voce, ma da qui a dire che mi commuovono o che le sie parole siano da considerare come frasi di un libro sacro a questo punto devo smentire.. nn l’ho nemmeno mai visto come un dio infallibile che ha tradito il suo popolo… è vero che ha molti seguaci, ma io ho l’umilità di riconoscere che è un uomo come tutti gli altri, e come tutti gli altri essere pensante, e come tutti gli altri può trovare gente a favore e no, e come tutti gli altri può dire cose agli occhi dei + sbagliate… forse ha fatto la figura del codardo e dell’ipocrita… ma questo a me nn mi sconvolge, il suo sbagliare nn lascerà traccia, nn ha fatto del male, a lunga durata, a nessuno, ha solo offeso gli animi + sensibili, ma vedo che cmq la crisi è già rientrata, Renato nn ne ha + parlato, i fan nemmeno, solo noi lo facciamo ancora  (xò mi piace interagire con un’intelletuale).
    Io nn mi dimentico mai che Zero è un uomo di spettacolo, una persona coccolata da tutti che ha potere, sicuramente divo, molto probabilmente viziato.. ti sembra così strano? A me no, nell’ambiente dei noti sono così al 99%

    Per quanto riguarda il popolo dei gay e delle lesbiche è vero che siamo ancora oggi bersaglio di scherni e discriminazioni, ma le conquiste nn si ottengono con uno schiocco di dita, anzi io sn convinto che in questi ultimi anni si siano fatti dai passi molto celeri, ricordiamo chi c’è in parlamento, cosa accade nella Spagna, nei paesi del nord.. quindi nn pretendiamo che tutti si liberino dai pregiudizi come se si trattasse di fare convincere che sia una cosa ovvia … Renato con le sue affermazioni nn ha danneggiato nessuno, nn ha permesso nessun regresso, sono solo le parole di un artista, nn credere che tutti pendano dalle sua labbra, c’è moltissima gente che lo odia..

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  • 9. danielatuscano  |  24 settembre 2006 alle 23:25

    1) Vorrei che abbandonassi immotivate deferenze nei miei confronti. Io non mi sento un'”intellettuale”. E poi, diamine, tra zerofolli siamo tutti uguali! O no? 😉

    2) Quel che dici non è esatto, Petalo. A me Il Dono non piace, ma non perché parli di “buoni sentimenti”. Non mi piace perché lo trovo brutto. Stop. Sono trent’anni che lo seguo nel suo percorso e mi è sempre andato bene. L’artista cresce, cambia, muta, sperimenta: sennò che artista è? Il fatto che l’abbia scoperto con Trapezio non significa che io mi aspetti sempre e soltanto album di quel tipo. Anzi, se continuasse a riproporre quel personaggio sarebbe patetico. Continuo a ritenermi fortunatissima per aver vissuto i momenti in cui Zero svelava il vero “sé” di autore e di uomo, ma poi bisogna evolvere, guardare al futuro. E, nei vari passaggi della sua lunga carriera, io ho sempre ritrovato il suo “sé” originario: ovviamente, però, maturato e ampliato, com’è giusto che sia.

    La curva dell’angelo era un disco in cui Renato Zero aveva lasciato il posto a Renato Fiacchini. Un disco introspettivo, doloroso, una meditazione sulla morte (e sulla vita). L’Imperfetto, invece, era una corsa verso il sole. Eppure mi sono piaciuti tantissimo. Non c’è stato nessun tradimento. In quest’ultimo caso sì (ma il termine è eccessivo), soltanto per i motivi suesposti però.

    3) Petalo, mo’ ce riprovo: se tu avessi letto la mia intervista – ma pure altri articoli che trovi qui – ti saresti reso conto che se c’è una che non lo considera né un dio infallibile né un profeta sono proprio io. E quanto al “sorcini”, oh, mi sono sorbita ben più di un battibecco su un Forum con quattro ragazzini. So che i miei scritti sono lunghi, e quell’intervista in modo particolare. Però una sua lettura è indispensabile, sennò tu rischi di non capirmi e io mi trovo a ripetere sempre le stesse cose. Prenditi il tempo che vuoi, mica devi rispondermi domani, ma te lo consiglio vivamente. Già sono prolissa, non costringermi a diventarlo di più… 😀

    4) Non mi sembra strano nulla. E’ vero, si tende a idealizzare chi si ama, e da lui si vorrebbe sempre il massimo. Ma è appunto l’amore a muoverci. Penso sia indiscutibile per tutti che Renato è un uomo straordinario; nel significato letterale di “fuori dell’ordinario”. Per quel che ho potuto capire, ha una sensibilità e un’intelligenza non comuni. Ma questo non toglie possa essere, al tempo stesso, meschino, opportunista, lunatico, arrogante e superbo. Come tutti, forse a volte peggio di tutti. La sua umanità non è superiore alla nostra.

    Le sue non sono parole “sacre”. Sono però parole d’ARTISTA, e per questo mi commuovono, mi esaltano ecc. Io lo stimo immensamente perché lo considero un creativo autentico. E lo amo. Come amo Pasolini, Proust, Alda Merini. Si può condividermi oppure no. Ma tutto quanto – abbi pazienza – è ben diverso dall’idolatria.

    5) Quelle parole di Renato non sono state dimenticate. Certo non si può recriminare tutta la vita (perciò ti avevo invitato a leggere anche altre cose). Ma la realtà dei fatti non può essere cambiata. Riguardo al pretendere, ma sai, Petalo, io sono immersa in mille realtà. Fra le altre, quella dei gay credenti, coi quali collaboro da una decina d’anni, e penso di sapere come vanno certe cose. Di pazienza, te lo assicuro, ne ho molta. Ognuno deve fare la sua parte, piccola o grande che sia. Da Renato non dipende il destino del mondo: ma perché vuoi farmi dire delle banalità? Solo che qui stavamo parlando di lui, non del governo spagnolo o di quelli del Nord Europa ecc., e in questo caso R. non ha fatto la sua parte. Poi, è evidente, non ha commesso un peccato di lesa maestà. Ha detto solo delle cretinate per guadagnare una maggior fetta di pubblico, a scapito di quei “disadattati” che l’hanno sostenuto anche nei momenti difficili mentre le brave famiglie che ora lo applaudono lo trattavano come il demonio. Mi si permetterà di dire che non ho gradito.

    P.S.: Quella di Ratzinger che balla non è nemmeno un’immagine divertente: è una pia illusione. Il Vaticano non è il tendone di Zerolandia e con Ratzinger c’è ben poco da ballare: il Papa tedesco è, anzi, un affare tremendamente serio.

    Rispondi
  • 10. PetaloSs  |  25 settembre 2006 alle 0:04

    a me dispiace molto che il dialogo verta solo sul tuo pensare, ho letto la tua intervista, l’ho trovata interessante, condivido praticamente tutto, ma resta una lettua.. lascia che esprima in libertà i miei pensieri… nn volermi ne come te, ne d’accordo al 100% con te, e nn pretendere che scriva come te…. hehe (tutto questo te lo dico in armonia).. si Daniela, il mio essere deferenze nei tuoi confronti era leggermente ironico, ma penso che tu abbia + un gran cuore che una grande testa (notevolissima quella quindi fai tu le proporzioni). Tu trovi brutto questo lavoro di Zero, e ti ripeto che condivido le tue motivazioni, ma lascia che per me sia per lo meno piacevole.. nn mi è mai interessato fare paragoni tra album..
    Nel punto 4 ripeti un po’ il mio discorso.. e cmq io nn mi riferivo direttamente a te Daniè, era un discorso generale x tutti quelli che ne hanno enfatizzato la cosa e mi chiedo; QUELLI DOVE SI SONO CACCIATI? Ripeto siamo rimasti solo io e te.. poi nn so magari tu nello stivale, nella metropoli ne incontri qualcuno in +. Tu dici che la realtà dei fatti nn può essere cambiata, allora xchè parlarne ancora? lasciamo che la cosa scivoli in un angolo, magari la si impugnerà in un momento opportuno.
    Mi spiace che tu mi abbia creduto fuori tema (punto 5), erano solo pensieri in libertà, normali paragoni per fare capire il + possibile il mio pensiero, se ci sono delle regole per lasciare messaggi allora devo andare a rileggermele..

    la battuta sul papa era solo per sdrammattizzare un post che capisco bene di drammatico nn ha nulla.. mi spiace Daniè, come direbbe Renato so’ de coccio, ma credimi, raramente parlo a vanvera.. solo che io penso questo, e nn mi sembra di discostarmi da te… ma proprio a criminalizzare Renato Zero per questa cosa non ce la faccio.

    Rispondi
  • 11. danielatuscano  |  25 settembre 2006 alle 0:24

    Petalo, io ho pubblicato un’intervista senza commentarla. L’hai fatto tu e io ho risposto. Normale. E’ così che funziona, non ci sono regole tranne l’educazione e il rispetto reciproco. Se ti ho dato l’impressione di volerti imporre le mie idee me ne scuso, ma a me sembrava di averti soltanto esposto quel che pensavo, come hai fatto tu. E non ho mai usato il verbo “criminalizzare”. Anch’io comunque penso che più o meno siamo sulla stessa lunghezza d’onda, ma si sa che la comunicazione virtuale, per giunta senza conoscersi, fa brutti scherzi.

    Ad esempio quell'”hai più un grande cuore che…”. Insomma, ho capito la precisazione, ma non assomigliava proprio a un mazzo di fiori. Non è un problema, comunque. Un bacio. 🙂

    Rispondi
  • 12. PetaloSs  |  25 settembre 2006 alle 0:35

    ed invece era un enorme mazzo di fiori, di rose rosse a gambo lungo per giunta… xchè tra parentesi ho spiegato molto bene che di testa ne hai da vendere.. ma a me nn interessa chi ha solo quella, seguo + il cuore.. se poi c’è il giusto mix allora… cavolo, mi trovi in prima linea..

    Criminalizzare ormai è nell’uso corrente di chiunque, ha smesso di essere una parola forte…

    cmq ok, adesso ho capito i tuoi intenti..
    qua la mano… anzi ti abbraccio proprio, secondo me ne accadranno delle belle.. sei pronta agli scontri? (pacccccati mi raccomando) 🙂

    Rispondi
  • 13. danielatuscano  |  25 settembre 2006 alle 0:41

    “Pacccccatissimi” direi… a me piace solo la tenerezza, gli abbracci moltissimo, gli scontri lasciamoli ai Tir… 😀

    Rispondi
  • 14. PetaloSs  |  25 settembre 2006 alle 0:49

    nemmeno ai tir che quelli quando si scontrano fanno veramente grossi danni 🙂

    se tu avessi avuto msn ti avrei mandato le foto del tramonto sul mare che ho fatto questa sera ad alghero… sn notevoli, e nn xchè le ho fatte io, ma xchè nn c’è cosa + bella del tramonto sul mare.. Renato qui avrebbe trovato un’ottima ispirazione per creare una canzone che ti sarebbe piaciuta tanto..

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  • 15. danielatuscano  |  25 settembre 2006 alle 1:10

    Ok, provvederò presto…

    Anche a me piace molto il mare, sono stata nella tua regione alcuni anni fa: a Santa Teresa di Gallura e in un camping presso una località che non ricordo, ma sempre in provincia di Sassari. Inoltre una delle mie scrittrici preferite è la nuorese Grazia Deledda: al quinto anno di liceo preparai una tesina su di lei.

    Tu sei di Alghero? Che fortuna… Mi hai ricordato una canzone di Giuni Russo, un’altra artista che mi piaceva e di cui ho parlato in https://danielatuscano.wordpress.com/2004/09/16/giuni-russo-melodia-incompiuta/. Ti dedico quest’articolo, sperando di far cosa gradita. E poi ti do il bacio della buonanotte, domattina levataccia… per la SCUOLA 😦

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  • 16. PetaloSs  |  25 settembre 2006 alle 1:16

    No io sono di Sassari, ma amo alghero e anche la zona di Santa Teresa, vado spesso anche li e ci andrò anche fra qualche giorno a fare trekking.. buona notte a te…

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