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PREGIUDIZI INSENSATI. INCOMPRENSIONI DI STAMPO RELIGIOSO

Una frase che si sente comunemente pronunciare quando si parla di Mussulmani è la seguente: “In Italia gli costruiamo le moschee, ma prova a cercare una chiesa da loro e vedi cosa ti succede…”.

Frase decisamente inquietante questa e i puntini di sospensione non lasciano presagire nulla di buono. Cosa potrebbe accadere ad un povero occidentale che se ne va alla ricerca di una chiesa in un paese mussulmano? Verrà forse decapitato? Verrà lapidato? Verrà impalato? Lascio scegliere a voi l’opzione da mettere al posto dei puntini.

Questa frase, che sentiamo con insistenza spesso accompagnata da altre come “aiutiamoli, ma nel loro paese…”, “facciamo entrare solo quelli onesti…”, è giusta o no? Se ci pensiamo… in fondo in fondo… potrebbe anche essere giusta. In Italia di moschee ce ne sono parecchie e nessuno impedisce (almeno fino adesso) ai Mussulmani di praticare la loro fede, mentre da loro… non fa una grinza.

Ma siamo sicuri che dietro questa frase non si nasconda invece una delle tante cazzate che, in questi ultimi tempi, è diventato di moda sparare con troppa disinvoltura? Pensiamoci bene…

“In Italia gli costruiamo le moschee…”, senza dubbio questo è vero, in Italia ci sono delle moschee. Sicuramente le abbiamo costruite noi e l’abbiamo fatto per i Mussulmani, anche questo è vero. Ma mi viene da chiedere, quasi ingenuamente, “perché mai non avremmo dovuto costruirle?”. In fondo in Italia è pieno di Mussulmani e quindi queste moschee che abbiamo costruito non restano vuote, ma vengono utilizzate per accogliere persone. Non sono luoghi inutili insomma. Consideriamo inoltre che i Mussulmani che arrivano in Italia  sono spesso clandestini che hanno lasciato nel loro paese, perché costretti dalla povertà, mogli e figli senza sapere quando potranno ricongiungersi con loro. Non conoscono la lingua, non hanno amici a cui rivolgersi, non hanno una casa e spesso non sono neppure attrezzati per sopportare i rigori dell’inverno. Si trovano in un paese sconosciuto e a loro ostile. E a queste persone, noi cosa vogliamo fare? Gli vogliamo anche togliere la possibilità di trovare conforto nella preghiera? Se in questi ultimi anni un paese cattolico come l’Italia, dove c’è il Papa e il Vaticano, ha fatto qualcosa di cristiano, questo è stato proprio costruire le moschee. Non costruirle sarebbe stato assolutamente anti-cristiano, oltre che inumano.

“…ma prova a cercare una chiesa da loro…”, giusto! Provate a cercare una chiesa da loro! Ma siamo proprio sicuri che “da loro”, nei paesi mussulmani, non siano state erette chiese dove anche noi, da bravi occidentali, possiamo praticare la nostra religione? Io penso il contrario. Secondo me i paesi mussulmani sono pieni di “chiese”, forse ormai ci sono addirittura più chiese che moschee. Certo! E’ vero, se noi cerchiamo una chiesa cattolica non la troveremo mai. Ma a chi gliene frega di cercare una chiesa cattolica in un paese mussulmano? (A proposito, mi piacerebbe sapere se quegli stessi che si stracciano le vesti perché non trovano la chiesa nei paesi mussulmani, la domenica, in Italia, ci vanno davvero in chiesa.)

Immaginiamoci un occidentale in un villaggio turistico di Sharm-el-Sheikh che la domenica mattina rinuncia allo snorkeling sulla barriera corallina per andare a messa. Io ci sono stato, lo confesso, i nostri grassi compatrioti si crogiolavano imperterriti al sole sulla spiaggia, la domenica come tutti gli altri giorni della settimana. Nessuno, dico nessuno, si chiedeva: “Dove sta la chiesa?”. Nessuna fede li avrebbe potuti smuovere dal loro ozio. Eppure, questi nostri polputi compatrioti avvistavano, nella medina, un centro commerciale o un fast food con insospettabili energie, si fiondavano a mangiare cibo occidentale e a gustarsi l’aria condizionata. La verità è che in Italia, come in tutto l’Occidente, i luoghi di culto non sono più quelli che abbiamo in mente noi. La religione, quella tradizionale, è stata negli ultimi anni sostituita da una nuova forma di religione: il consumismo. Perché il consumismo ormai non è, né più né meno, che una forma di religione non tradizionale che si fonda su autentici dogmi e come tutte le religioni (cattolica e mussulmana comprese) finisce per provocare, in chi la professa in modo fanatico, autentiche tragedie umane.

Dicevo che i luoghi di culto sono cambiati, oggi c’è solo una minoranza della popolazione che si reca abitualmente in chiesa (al contrario di qualche anno fa, quando tutti ci andavano con assiduità), ma tutti però, nessuno escluso (anche chi scrive) ci rechiamo al centro commerciale, la nostra nuova chiesa, almeno una volta alla settimana, pur di soddisfare il nostro bisogno indotto di consumare sempre di più. Il sabato pomeriggio folle di persone si accalcano presso il centro commerciale più vicino, piccolo o grande che sia, ormai ce n’è uno in ogni quartiere o in ogni paese (proprio come le chiese).

Alcuni vanno in pellegrinaggio presso centri commerciali così grandi che la loro fama ha valicato il confine del rione. E vi assicuro che di luoghi come questi i paesi mussulmani, come l’Italia, sono ormai zeppi. Non diciamo più che “da loro” di chiese non se ne trovano, perché questa è davvero una cazzata!

Alessandro Cutta (“Il punto umanista”)

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1 febbraio 2006 at 14:04 4 commenti


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