Archive for aprile, 2006

TOMMASO, TRAGEDIA ANNUNCIATA

Una ragazza ha chiesto: ma cosa ci faceva a piede libero uno che aveva alle spalle uno stupro? Infatti. La chiave della tragedia è tutta in questa domanda. Quindi una premessa è obbligatoria.
Proprio oggi, su “Repubblica”, si può leggere un’interessante notizia: LA CASSAZIONE HA RIPETUTO LA FAMIGERATA SENTENZA CHE TUTTI SENZ’ALTRO RICORDERETE PERCHE’ TUTTI HA INDIGNATO (senza esito, evidentemente) PROPRIO UN MESE FA. Questa: STUPRARE IN UN AMBIENTE SOCIALE DEGRADATO E’ MENO GRAVE (!!!).
Basterebbe questo a spiegare gli assassinii di mille Tommasi. Che lo stupro, in Italia, non sia mai stato considerato un autentico reato, è arcinoto. Fino al ‘96, “grazie” anche all’opposizione di molti “cattolici” alle sacrosante istanze delle donne, si trattava di una banalissima questione di morale, di pudore et similia. Senza contare che, le rare volte che un criminale finiva alla sbarra, non era lui che veniva in realtà processato, quanto la sua vittima, su cui si fissavano gli occhi puntuti, inquisitori e libidinosi dei giudici (maschi). I quali partivano già dal presupposto, inossidabile, che la “femmina” (figlia della Eva peccatrice), per sua natura perversa e tentatrice, aveva provocato il povero malcapitato. Chissà, forse quel giorno portava scarpe rosse, colore della passione, o una minigonna, supremo scandalo, o ancora se ne stava fuori casa, e non fra le quattro mura a faticare per il suo signore, come era suo dovere. Fosse rimasta buona, non le sarebbe successo nulla. E pazienza se la maggior parte delle violenze avvengono in famiglia, si sa che l’uomo “non può sempre contenere i suoi istinti” e poi, lo ha detto anche un cardinale spagnolo sulla rivista DIOCESANA “Aleluya” sempre un mese fa, spesso è esasperato per le rampogne della donna, ed è quindi assolutamente logico si comporti così. (Quel cardinale ha anche scritto che le donne che abortiscono sono tout court delle assassine, queste sì senza pietà.)
La cultura, quindi, gerarchica, maschile, maschilista, dualistica e manichea: la cultura che ha SPADRONEGGIATO e SPADRONEGGIA fino a oggi, la cultura delle caste e dei privilegi, del primato dello spirito (maschio) sul corpo (femmina), la cultura che tutto sacrifica in nome del geloso, avido, materialissimo attaccamento ai propri privilegi e al proprio potere.
Nulla da stupirsi, quindi, che Alessi fosse fuori, libero e tranquillo. E potesse pure lavorare. La sua, tutto sommato, era una “ragazzata”.
Per questa cultura, dove solo l’uomo (adulto, e aggiungiamo bianco) costituisce l’umanità vera, non c’è posto per la donna né per il bambino. Entrambi “accidenti”, esseri imperfetti e imprevisti. Certo, il bambino maschio ha una piccola chance in più, la donna è tagliata fuori sempre e comunque. Ma finché è bambino, magari pure malato come il povero Tommaso, è “speranza d’uomo”, come veniva definito in un tempo non lontano da quell’Onu che pure doveva proteggere i suoi diritti. “Speranza d’uomo” è una definizione che, di là della sdolcinatura, non solo non significa nulla, ma anzi è offensiva. “Speranza d’uomo”, cioè adesso non sei nulla, ma lo diventerai. Forse. Se cresci.
Il bambino è invece uomo (E DONNA) DA SUBITO, nel senso che DA SUBITO è essere umano completo; e come uomo (e donna) DA SUBITO dev’essere amato e rispettato.
La nostra cultura non ha MAI rispettato il bambino nella sua integrità umana. Non lo fa oggi, uccidendo gli Iqbal, gli Nkosi, i piccoli anonimi destinati a cucire palloni, le vittime dei pedofili (e giova ricordare, a tal proposito, che pedofili non sono solo gli sfruttatori e assassini di bambini, ma anche i cosiddetti “cultori” di adolescenti e fanciulle in fiore e tutta la pseudo-cultura che vi è sottesa, richiami alla bellezza dei “giovani dèi”, poesie arabe e greche, ecc. ecc. ecc.); non l’ha fatto nemmeno in passato, dove miriadi di bambini erano mandati a morte nelle crociate, nelle guerre, nelle persecuzioni ecc. Non dimentichiamo che i bambini ebrei, nell’età moderna, venivano arsi insieme ai loro genitori. Non dimentichiamo che i bambini sono stati sfruttati come pretesto per le persecuzioni degli adulti (p. es. il massacro dell’inesistente Simonino nel XVII sec., utilizzato per giustificare l’uccisione di giudei e ripreso, negli anni ‘40, dalla rivista nazifascista “La Difesa della Razza”).
Pertanto se è vero, come scrive Serra nel suo bell’editoriale sempre su “Repubblica”, che di cosiddetti “mostri” ce ne saranno purtroppo sempre, è altrettanto vero che, finora, nulla abbiamo fatto (e per questo ho scritto che siamo tutti corresponsabili) per combattere la “mostruosità” in noi – in noi, lo ripeto, e non fuori di noi, nessuna bestia uccide per piacere o per motivi inesistenti (questi l’hanno fatto per pochi spiccioli: non dimentichiamo quest’aggravante). Solo questo ora dobbiamo veramente a Tommaso. Non le vane preghiere per i suoi carnefici che dal consesso umano hanno umanissimamente scelto di ritirarsi.

Daniela Tuscano

(TOMMASO ONOFRI, 18 mesi, venne rapito a scopo di estorsione la sera del 2 marzo 2006 nella campagna parmense. Il suo cadavere fu ritrovato un mese dopo. Responsabili dell’omicidio due balordi, Mario Alessi e Salvatore Raimondi. Il bimbo, sofferente d’epilessia, era stato eliminato circa mezz’ora dopo il rapimento, “perché – spiegò Alessi – urlava e piangeva”. Cfr. Il blog di Tommaso Onofri, ivi, in Collegamenti, e http://it.wikinews.org/wiki/Cronologia_del_sequestro_di_Tommaso_Onofri)

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3 aprile 2006 at 10:26 13 commenti

LA MIA ZEROFOLLIA. MARIANGELA TRAVAGLIATI INTERVISTA DANIELA TUSCANO (PERLA ROSSA)

Per una completa visione dell’articolo, vedi

http://www.zeroarchivio.altervista.org/perla_2006.htm 

(Cfr. anche http://rarozero.altervista.org/Resoconto%20Genova-Milano.htm) 

2 aprile 2006 at 18:41 11 commenti


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