TOMMASO, TRAGEDIA ANNUNCIATA

3 aprile 2006 at 10:26 13 commenti

Una ragazza ha chiesto: ma cosa ci faceva a piede libero uno che aveva alle spalle uno stupro? Infatti. La chiave della tragedia è tutta in questa domanda. Quindi una premessa è obbligatoria.
Proprio oggi, su “Repubblica”, si può leggere un’interessante notizia: LA CASSAZIONE HA RIPETUTO LA FAMIGERATA SENTENZA CHE TUTTI SENZ’ALTRO RICORDERETE PERCHE’ TUTTI HA INDIGNATO (senza esito, evidentemente) PROPRIO UN MESE FA. Questa: STUPRARE IN UN AMBIENTE SOCIALE DEGRADATO E’ MENO GRAVE (!!!).
Basterebbe questo a spiegare gli assassinii di mille Tommasi. Che lo stupro, in Italia, non sia mai stato considerato un autentico reato, è arcinoto. Fino al ‘96, “grazie” anche all’opposizione di molti “cattolici” alle sacrosante istanze delle donne, si trattava di una banalissima questione di morale, di pudore et similia. Senza contare che, le rare volte che un criminale finiva alla sbarra, non era lui che veniva in realtà processato, quanto la sua vittima, su cui si fissavano gli occhi puntuti, inquisitori e libidinosi dei giudici (maschi). I quali partivano già dal presupposto, inossidabile, che la “femmina” (figlia della Eva peccatrice), per sua natura perversa e tentatrice, aveva provocato il povero malcapitato. Chissà, forse quel giorno portava scarpe rosse, colore della passione, o una minigonna, supremo scandalo, o ancora se ne stava fuori casa, e non fra le quattro mura a faticare per il suo signore, come era suo dovere. Fosse rimasta buona, non le sarebbe successo nulla. E pazienza se la maggior parte delle violenze avvengono in famiglia, si sa che l’uomo “non può sempre contenere i suoi istinti” e poi, lo ha detto anche un cardinale spagnolo sulla rivista DIOCESANA “Aleluya” sempre un mese fa, spesso è esasperato per le rampogne della donna, ed è quindi assolutamente logico si comporti così. (Quel cardinale ha anche scritto che le donne che abortiscono sono tout court delle assassine, queste sì senza pietà.)
La cultura, quindi, gerarchica, maschile, maschilista, dualistica e manichea: la cultura che ha SPADRONEGGIATO e SPADRONEGGIA fino a oggi, la cultura delle caste e dei privilegi, del primato dello spirito (maschio) sul corpo (femmina), la cultura che tutto sacrifica in nome del geloso, avido, materialissimo attaccamento ai propri privilegi e al proprio potere.
Nulla da stupirsi, quindi, che Alessi fosse fuori, libero e tranquillo. E potesse pure lavorare. La sua, tutto sommato, era una “ragazzata”.
Per questa cultura, dove solo l’uomo (adulto, e aggiungiamo bianco) costituisce l’umanità vera, non c’è posto per la donna né per il bambino. Entrambi “accidenti”, esseri imperfetti e imprevisti. Certo, il bambino maschio ha una piccola chance in più, la donna è tagliata fuori sempre e comunque. Ma finché è bambino, magari pure malato come il povero Tommaso, è “speranza d’uomo”, come veniva definito in un tempo non lontano da quell’Onu che pure doveva proteggere i suoi diritti. “Speranza d’uomo” è una definizione che, di là della sdolcinatura, non solo non significa nulla, ma anzi è offensiva. “Speranza d’uomo”, cioè adesso non sei nulla, ma lo diventerai. Forse. Se cresci.
Il bambino è invece uomo (E DONNA) DA SUBITO, nel senso che DA SUBITO è essere umano completo; e come uomo (e donna) DA SUBITO dev’essere amato e rispettato.
La nostra cultura non ha MAI rispettato il bambino nella sua integrità umana. Non lo fa oggi, uccidendo gli Iqbal, gli Nkosi, i piccoli anonimi destinati a cucire palloni, le vittime dei pedofili (e giova ricordare, a tal proposito, che pedofili non sono solo gli sfruttatori e assassini di bambini, ma anche i cosiddetti “cultori” di adolescenti e fanciulle in fiore e tutta la pseudo-cultura che vi è sottesa, richiami alla bellezza dei “giovani dèi”, poesie arabe e greche, ecc. ecc. ecc.); non l’ha fatto nemmeno in passato, dove miriadi di bambini erano mandati a morte nelle crociate, nelle guerre, nelle persecuzioni ecc. Non dimentichiamo che i bambini ebrei, nell’età moderna, venivano arsi insieme ai loro genitori. Non dimentichiamo che i bambini sono stati sfruttati come pretesto per le persecuzioni degli adulti (p. es. il massacro dell’inesistente Simonino nel XVII sec., utilizzato per giustificare l’uccisione di giudei e ripreso, negli anni ‘40, dalla rivista nazifascista “La Difesa della Razza”).
Pertanto se è vero, come scrive Serra nel suo bell’editoriale sempre su “Repubblica”, che di cosiddetti “mostri” ce ne saranno purtroppo sempre, è altrettanto vero che, finora, nulla abbiamo fatto (e per questo ho scritto che siamo tutti corresponsabili) per combattere la “mostruosità” in noi – in noi, lo ripeto, e non fuori di noi, nessuna bestia uccide per piacere o per motivi inesistenti (questi l’hanno fatto per pochi spiccioli: non dimentichiamo quest’aggravante). Solo questo ora dobbiamo veramente a Tommaso. Non le vane preghiere per i suoi carnefici che dal consesso umano hanno umanissimamente scelto di ritirarsi.

Daniela Tuscano

(TOMMASO ONOFRI, 18 mesi, venne rapito a scopo di estorsione la sera del 2 marzo 2006 nella campagna parmense. Il suo cadavere fu ritrovato un mese dopo. Responsabili dell’omicidio due balordi, Mario Alessi e Salvatore Raimondi. Il bimbo, sofferente d’epilessia, era stato eliminato circa mezz’ora dopo il rapimento, “perché – spiegò Alessi – urlava e piangeva”. Cfr. Il blog di Tommaso Onofri, ivi, in Collegamenti, e http://it.wikinews.org/wiki/Cronologia_del_sequestro_di_Tommaso_Onofri)

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Entry filed under: Uguali&Diversi.

LA MIA ZEROFOLLIA. MARIANGELA TRAVAGLIATI INTERVISTA DANIELA TUSCANO (PERLA ROSSA) ATTO DI FORZA – Con Renato Zero al “Tornasole” (Raidue)

13 commenti Add your own

  • 1. danielatuscano  |  4 aprile 2006 alle 12:09

    Pubblico qui di seguito la lettera che un mio studente 16enne ha indirizzato al piccolo Tommaso Onofri.

    Monza, 2/04/06

    Caro Tommy,

    ieri è arrivata la notizia della tua scomparsa, e questo mi ha colpito profondamente, è due giorni che non mi sento bene. Sai anche se non ti ho mai conosciuto, mi sei entrato subito nel cuore con quei ricci biondi e quegli occhi azzurri e profondi come il mare. Mi dispiace che sei capitato in un mondo dove c’è molta violenza e inciviltà, infatti non capisco come ti abbiano potuto uccidere, guardandoti in faccia perché credo che non rimanere inteneriti dal tuo viso sia una cosa che non può succedere, perché con quel bel viso saresti entrato nel cuore di qualunque persona!

    Ho sottolineato la parola persona, perché credo che per farti quello che ti hanno fatto non bisogna essere delle persone, ma peggio di animali, sai io ho una nipotina bionda con occhi azzurri proprio come te, e più o meno avete la stessa età, forse è per questo che la tua scomparsa mi ha colpito e ferito così tanto, provocando in me molta rabbia e molto dolore.

    Sai oggi ho giocato e avrei voluto segnare, per dedicarti un gol, ma ti prometto che il primo gol che farò quest’anno sarà per te… Mentre ti ho scritto questa lettera mi sono messo a piangere, dalla rabbia e dal nervoso, e spero che ovunque tu sarai andato, riuscirai a perdonare chi ti ha fatto questo, perché io non ci riesco. Tommy spero che ora sarai in paradiso a giocare con le nuvole, dove nessuno ti farà più del male, e spero che giocherai con i miei cuginetti, mio nonno, e mio zio che ora si trovano lì con te…

    Ciao piccolo angelo, salutami le stelle

    Stefano

    Rispondi
  • 2. mixandy  |  4 aprile 2006 alle 21:30

    Che meraviglia questa lettera piena di dolore e di rabbia, si , ma anche piena di purezza e semplicità.

    Sono queste le cose che mi riportano un po di serenità nel cuore, se questo ragazzo 16 enne scrive e pensa queste cose allora posso sperare in un futuro migliore, allora credo che non tutto sia perduto, allora so come dice Renato che

    Dove c’e’ amore c’e’ speranza………………….

    Grazie per avermi regalato questa perla grazie per avermi ridato la speranza, ringrazialo da parte mia,sarà un uomo onesto e pulito…..

    ciao Andrea………..

    Rispondi
  • 3. icaro  |  4 aprile 2006 alle 22:16

    non ho parole, testo profondo pieno di sentimenti, rabbia e dolore,
    la frase che mi ha colpito di piu’ e'” ciao tommy,salutami le stelle”

    comunque anche a me ha lasciato un ruga nell’anima, alla notizia della sua morte, ho perso un battito del cuore, ho avuto un attimo di amnesia,
    non capivo piu’ se ero circondato da uomini o da ” si possono definire cosi'” bestie.
    dedica a tommasino: buona notte tommy, stai tranquillo,si e’ fusa soltanto la scocca,ma la tua anima, sara’ allevata da dio e questo lo de vi considerare
    ” un dono”.

    la vita e’ un dono, legato a un respiro… il bene che colpisce come il male,persino quello che fa’ piu’ soffrire!

    e’ un dono che si dovrebbe accettare, condividere eppoi restituire.

    purtroppo tu non l’hai restituito, ti e’ stato levato con la forza e troppo presto.
    ciao,e saluta anche a me le stelle!

    Rispondi
  • 4. zerokucciola  |  4 aprile 2006 alle 22:30

    bellissima..fai i complimenti al tuo studente e mandagli un abbraccio enorme

    Rispondi
  • 5. ZiaMonic@  |  4 aprile 2006 alle 23:56

    Esseri immondi…

    Possono essere definiti ESSERI IMMONDI.

    Non offendiamo le bestie !

    Dolce Stefano, se pensi al Diavolo e a come viene rappresentato…capirai perché la bellezza e la dolcezza, l’assoluta innocenza e il dolore di quel bambino che urlava di paura….abbiano potuto fare rabbia e paura ai suoi aguzzini…..tanto da ucciderlo.

    La bontà fa rabbia a chi non l’ha.

    Rispondi
  • 6. fede58  |  5 aprile 2006 alle 15:04

    in questi giorni così scuri, così disperati la lettera di questo ragazzo di 16 anni è come una luce…una luce che fa sperare in un mondo migliore…grazie dolce stefano per le tue parole, dedica il tuo gol più bello a tommy…e dedichiamoli tutti un pensiero, anche quando tutto questo parlare di lui sarà passato…

    1 abbraccio a stefano

    Rispondi
  • 7. ZiaMonic@  |  5 aprile 2006 alle 16:02

    Stavo per fare una precisazione su quanto letto….ma ora la precisazione la faccio a me stessa:

    pensavo che non ci fosse motivo di temere il prossimo in sé….in quanto, chi compie atti così efferati, è fondamentalmente “malato”, quindi impossibile da controllare e curare.

    Ora invece mi rendo conto che la paura nasca dal fatto che CHIUNQUE potrebbe compiere un simile reato. Erano gente qualunque, gli assassini. Facevano i manovali, lavoravano per procurarsi da vivere. Avevano la fiducia di chi gli ha dato lavoro…

    Come difendersi da questo??? Ma si può andare a indagare ogni volta sulla vita delle persone solo perché non li conosciamo dalla nascita???? E’ la giustizia che dovrebbe darci parte di questa tranquillità…….colpa delle leggi fatte male! ….questa in particolare è stata corretta da poco….ma il lavoro non è finito. C’è ancora tanto da fare…

    Rispondi
  • 8. pulcinomì  |  6 aprile 2006 alle 13:31

    ho pianto leggendo questa lettera!

    ho pianto guardando quel volto angelico e pensando che due DEMONI abbiano avuto il coraggio di deturparlo.

    Sono 16enne anke io…so cosa prova quello studente e sono vicina sia a lui ke alla famiglia ke ha ricevuto come un colpo al cuore la terribile notizia. sarà ke adoro i bambini,sarà ke per me non devono essere toccati, MAI…eppure mi sento affranta!

    Rispondi
  • 9. diego  |  6 aprile 2006 alle 10:38

    Caro amico Stefano

    innanzitutto grazie perchè la tua lettera a Tommy che è morto ha resuscitato cose dimenticate nel mio cuore. Tommy se n’è andato, per sempre da questa terra. Ma tu esisti ed esistono tanti ragazzi come te capaci ancora di piangere qualche lacrima gratis e senza guadagnarci nulla. Perchè le tue lacrime fanno per me più rumore del gridare di Tommy che sogno ancora la notte, del suo gridare prima che la fatidica vanga non gli spaccasse la testa sporcando il mondo di vergogna oltre che di sangue innocente. Che dirti? io sono un prete, un giovane prete che crede ancora nel bene e nel Bene, nel futuro, nel per sempre, nei cieli puliti e nella terra pulita. Sono uno che a volte si ritira solo sotto le coperte per la vergogna di essere prete in mezzo a preti che violentano bambini, che uccidono bambini. Preti che rubano e pensano solo al loro ventre, che fanno carriera e che scandalizzano quelli come te capaci ancora di provare dolore per qualcuno che muore disperatamente. C’è però un’altra cosa che devi sapere, amico mio: io sono un prete omosessuale. Sono un prete di quelli che non ci dovrebbero essere a questo mondo. ma io non l’ho chiesto e non l’ho voluto. Sono e basta. Non ho operato scelte, ma accettazione. E quando avevo la tua età ho sentito chiara la voce di Dio che mi chiamava a essere uno dei suoi apostoli. E ho avuto paura di non poter rispondere con il mio si. Poi ho accettato e mi sono accettato e ti giuro che mai le mie mani si sono sporcate di fango. Che i miei occhi si sono sempre abbassati. Che mai ho tradito la mia promessa a Dio. Che solo quando chiudo la porta della mia stanza il mio cuore si apre, non alla speranza di chissà quale incontro, ma ai progetti di vita che la mia sensibilità mi fa sognare. E così ho cominciato a collaborare col SerT, dove decine di giovani cercano risposte alla loro sessualità negata attraverso la droga e la morte. E ho cominciato a lavorare in un Istituto in cui vivono 7 adolescenti difficili abbandonate quasi completamete dai loro genitori. E così questo prete con sensibilità femminile realizza la sua paternità con chi padre non avrà forse mai. E non ho più vergogna.

    Amico mio, non so perchè ti ho detto questo, ma le tue lacrime hanno dato coraggio al mio silenzio. Noi non ci conosceremo mai. Ma tu saprai sempre che dietro ognuno di noi c’è una storia. Che Dio è presente dove vuole Lui e non dove vogliamo noi. Che per ogni bambino che muore improvvisamente c’è un adulto che muore lentamente in un mondo che non lo vuole. Io non sono ancora morto, come Tommaso. Ma ho bisogno di lacrime per rinascere, per sentire non la pietà ma la vita, l’accoglienza.

    Continuo a lavorare per te, per voi, per tutti. Non chiedo che comprensione e non porte aperte. Non chiedo che onestà e

    Scusa daniela non posso continuare.
    Non fare niente di questa stupida lettera. Forse era solo per te.
    Ne scriverò poi una per Stefano ma non oggi.

    Ciao
    diego

    Rispondi
  • 10. danielebausi  |  7 aprile 2006 alle 13:41

    Ciao Dani,

    grazie per questo piccolo gioiello. E’ splendida nella sua semplicità e nel sentimento vero e commovente che ne è uscito.

    avevo deciso di non occuparmi più del fatto di Tommy per un motivo: sono stato malissimo per due giorni e ho pianto non so quanto. Per questo non volevo più occuparmene, solo per non piangere più e non ascoltare più quella rabbia che mi assale ogni volta che si parla o si legge o si ascolta il tg e nominano quel mostro che l’ha massacrato. Tu mi conosci e sai che che provo tutto questo.

    Questa lettrera mi ha commosso e anche adesso che ti rispondo ho le lacrime agli occhi.
    Tu mi scrivi di non lasciarlo solo; dimmi come e io ci sarò, è una promessa.
    Vorrei metterla sul mio blog, che ne dici?

    Ciao

    Dani

    Rispondi
  • 11. paolo  |  5 aprile 2006 alle 10:19

    Caro Stefano,

    Mi chiamo Paolo, abito a Genova e sono un prete. Per caso ho conosciuto in internet la tua insegnante Daniela con la quale mi sono subito inteso: ci scriviamo e ci scambiamo opinioni su tanti argomenti. Insomma, io la stimo molto e spero che anche lei abbia un pò di stima per me. Mi ha inviato la tua e-mail che l’ha colpita dentro e la ringrazio per avermi fatto partecipe di quello che tu scrivi perché arriva subito al cuore. Tu dici di essere zio di una nipotina della stessa età di Tommy, anch’io sono pro-zio di Alessia che ha quasi due anni e di Giulia che non ha ancora un anno. Davanti a loro so stare solo in adorazione e provo le stesse sensazioni di quando tengo in mano l’Ostia consacrata: timore e tremore. Ti ho detto che sono un prete, ma prete particolare: ho avuto otto figli, di vaie età. Questi figli erano senza genitori o perché morti o per altri motivi. Avrebbero dovuto andare in qualche istituto se io non li avessi presi con me. Il giudice tutelare era molto chiaro: se non li prende lei perché nessuno li vuole, io sono costretto a mandarli in istituto, cioè a condannarli per la vita. Li ho presi con me, ora sono tutti grandi e hanno le loro famiglie, il loro lavoro. So cosa vuol dire aspettare sveglio la sera che il figlio ritorni: il tempo non passa mai e ogni rumore è un tuffo al cuore, se suona il telefono, salti sulla sedia come se aspettassi la condanna a morte. Iuri, Fausto, John avevano la tua età e con loro sono stato bene. Mi hanno insegnato a vivere.

    Sulla morte di Tommy, non riesco a dire nulla. So solo stare in silenzio e pregare. Una sofferenza interiore che perfora l’anima. Sono certo con te che Tommy ora gioca con tanti altri bambini e dal cielo, dalle braccia di Dio-Padre e Madre guarda noi quaggiù per farci capire che violenza e aggressione non portano mai a nulla. Un bambino indifeso che muore perché piange è una condanna per tutta l’umanità. Tommy piangeva perché si sentiva tra estranei, non aveva la sua mamma, non vedeva l’amore che era solito contenerlo: in uno zaino prima e in un pagliaio dopo. Un colpo secco e la fine. Per un verso sono contento che sia morto “subito” perché fin dal primo momento personalmente ero sicuro che l’avrebbero ammazzato. Pensa cosa sarebbe stato un mese in quelle mani, senza medicine e senza protezione alcuna. Immagino la sofferenza che sarebbe stata una tortura infinita e straziante. Gli animali non fanno questo con i loro cuccioli: essi abbandonano o uccidono per non fare soffrire, per amore. Gli adulti sono diventati feroci per interesse, per denaro, denaro facile senza fatica e senza lavoro. Da dove nasce tutto questo? Gesù dice nel vangelo che le cattiverie nascono nel cuore dell’uomo che si crede padrone di tutto, senza regole e senza etica. Oggi vige la legge: io prendo ciò che voglio: può essere Tommy per avere soldi, una donna, una cosa non mia, ecc. Apparire! Ecco l’inganno. Bisogna apparire quello che non si è, non cercare di diventare quello che siamo.

    Per esempio: io senza conoscerti, sto scrivendo a te, sto impiegando il mio tempo ad una persona che non conosco, di cui non vedo il volto, ma di ci so solo il nome. Tutto questo accade attraverso una terza persona che mi ha fatto il regalo di una e-mail importante per sé. Tu, io e la tua insegnate in questo momento stiamo costruendo un mondo migliore perché ci ascoltiamo, ci comunichiamo sentimenti forti e condividiamo un dolore incontenibile: sapendo che nessuno di noi saprebbe contenerlo da solo, abbiamo cercato altri amici con cui spartirne il peso insieme alla speranza di collaborare insieme perché non succeda più.

    Ciao, Stefano, ti voglio bene e prego Tommaso insieme a Gesù che benedicano te e la tua famiglia, la tua nipotina e tutti i bambini del mondo, specialmente quelli più fragili e più bisognosi di protezione.

    Caro Stefano, salutami la tua insegnante Daniela e dille che è fortunata ad avere studenti come te, integri, sensibili e che pensano. A te dico che sei fortunato ad avere una insegnante come lei: sfruttala più che puoi perché il compito di una insegnate è proprio questo: lasciarsi succhiare il midollo della vita per avere quegli strumenti adeguati per affrontare la vita da persone, da uomini e donne liberi e profondamente se stessi.

    Un abbraccio caro a te e alle persone che ami.

    Paolo Farinella, prete Genova

    Rispondi
  • 12. danielatuscano  |  8 aprile 2006 alle 22:50

    Certo che puoi… 🙂

    Un bacio

    Daniela

    Rispondi
  • 13. UN ANNO FA… TOMMASO ONOFRI « Daniela Tuscano  |  5 marzo 2007 alle 18:17

    […] by danielatuscano @ 18:17 Si apre domani il processo agli assassini del piccolo Tommaso Onofri, https://danielatuscano.wordpress.com/2006/04/03/tommaso-tragedia-annunciata/ . Dal blog di Massimiliano Frassi, riceviamo e volentieri […]

    Rispondi

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