Archive for luglio, 2006

PER L’INDULTO… GOVERNO “SINISTRO” TI RINGRAZIO!

Leggo su “Repubblica” la seguente notizia:

ORA PER PREVITI I SERVIZI SOCIALI. “PRONTO A LAVORARE PER LA CARITAS”Nella foto Cesare Previti (Infophoto)

Nella foto Cesare Previti (Infophoto)

Adesso gli serve un lavoro. “La condanna a sei anni per corruzione giudiziaria ne processo Imi-Sir lo interdisce dai pubblici uffici, ma non dalla sua professione, l’avvocato civilista. Potrebbe fare il consulente di un’associazione con scopi umanitari. Caritas, Amnesty International”, spiega il suo avvocato, Alessandro Sammarco. A Cesare Previti, ex parlamentare di Forza Italia, ex ministro della Difesa, agli arresti domiciliari per i suoi 72 anni, un lavoro è necessario per riconquistare la libertà. Come? Chiedendo l’affidamento ai servizi sociali. Un regalo portato dall’indulto. “Oltre allo sconto di tre anni sulla pena – prosegue Sammarco – il provvedimento ci consente di chiedere l’affidamento ai servizi sociali, che se ottenuto significherebbe la fine della detenzione”. Ma Previti si dovrà impegnare per la collettività. Volontariato? Nemmeno l’avvocato ce lo vede. “Dovrà fare qualcosa di socialmente utile, metterà a disposizione della comunità la sua esperienza. Anche per organizzazioni internazionali”. Se, come è prevedibile, ci riuscirà, Previti saluterà l’autunno a spasso per Roma.
Tre mesi dopo quella mattina del 6 maggio, quando l’ex parlamentare si è presentato ai cancelli di Rebibbia, dopo una condanna resa definitiva dalla cassazione, lo spiraglio. Atteso, agognato, non commentato. La sua non è stata una detenzione dura, pochi giorni in cella, poi l’età lo ha mandato ai domiciliari. Da tre mesi vive nella sua casa di piazza Farnese, a due passi dall’Ambasciata di Francia e da Campo de’ Fiori, con la moglie. “I figli ormai grandi vanno a trovarlo spesso. Può incontrare gli amici, chiacchierare con chi vuole. Ma non può uscire”, spiega Sammarco.
In attesa di attraversare la breccia, Cesare Previti non abbandona l’orgoglio di essere “falco”. “Soffre ma a testa alta. E’ di temperamento sanguigno, il dolore non lo piega. Studia. Si tiene in forma, fa ginnastica, consuma pasti leggeri. In lui non c’è abbandono”. Sammarco, docente di diritto dell’esecuzione penale di Salerno, è uno specialista, lo tirerà fuori. L’avvocato non andrà in vacanza se non dopo aver presentato al tribunale di sorveglianza di Roma la richiesta di affidamento ai servizi sociali. Tempi tecnici per il verdetto? “In genere tre mesi, ma forse l’indulto alleggerirà il lavoro dei giudici e si potrà fare prima”. (Elsa Vinci)

Io sono insegnante precaria da 15 anni, ho preso regolarmente l’abilitazione, insegno con un certo scrupolo (credo), e, malgrado lo stipendio ballerino, sono da molti anni impegnata in attività di VOLONTARIATO e continuo a confidare (questo è il mio errore di fondo) nella giustizia, nell’”intima bontà umana” come diceva un’altra giovane illusa, Anna Frank. Tanto giovane io non sono più (42 anni), e non sono certa di trovare lavoro quest’autunno, non ho nessun avvocato di grido al mio fianco e dubito che
la Caritas o Amnesty s’interessino al mio caso. Vedremo come finirà questa volta, ma ricordo che di quest’indulto potrebbero beneficiare anche Moggi e Giraudo, e quanto ai pedofili, oggi sono puniti, ma ancora per poco: dopo la legalizzazione del loro partito, in Olanda passata sotto silenzio, può darsi che presto libereremo anche loro, magari con tante scuse. Resteranno dentro gli extracomunitari, i piccoli spacciatori, tutti quelli che, anziani o no, non hanno prezzo per la loro vita. Grazie, sinistra che ho colpevolmente votato.

Daniela Tuscano

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28 luglio 2006 at 9:59 6 commenti

QUANDO LE PAROLE DIVENTANO KAMIKAZE – A proposito del Partito pedofilo olandese

Nasce in Olanda, con autorizzazione governativa, il Partito dei Pedofili (cfr. http://www.massimilianofrassi.splinder.com/post/8726996), che naturalmente non si auto-definisce tale, bensì “Partito dell’amore fraterno, della libertà e della diversità”. Qualcuno traduce anche il primo termine con “carità”.
Parole familiari ai movimenti che si battono per i diritti civili delle cosiddette minoranze (culturali, religiose, sessuali ecc.). In aggiunta c’è quel vocabolo così antico, e pregno di significato, che da sempre connota l’amore cristiano: carità.
La carità è il greco agapé. Non la fredda filantropia, non l’asettico pietismo, non la compiacente elemosina. Il Dio dell’agapé-carità non è l’elemosiniere (G. Gentili), non prova amore: è egli stesso amore, ardente, operativo e gratuito. Quale appunto è, o dovrebbe essere, l’amore fraterno, che nella sua caratteristica di gratuità abbraccia ogni tipo di relazione: parentale, amicale o erotica che sia.
Il Partito dei Pedofili (pardon: dell’amore fraterno o carità) si proporrebbe di diffondere, e di difendere, quest’idea dell’amore.
Si proporrebbe di diffondere, e di difendere, il diritto di minoranze perseguitate. Perseguitate per la loro sessualità. Vedremo più sotto in quale modo.
Già altrove dichiarai che una società è in crisi quando in essa s’innesca un processo di de-semantizzazione. Quando il linguaggio viene stravolto e gli stessi vocaboli assumono un significato diverso, se non addirittura opposto, a quello originario. Allora siamo in presenza di un vero e proprio rovesciamento delle idee, della mentalità, dei costumi, persino dei corpi degli individui. Diventiamo altro perché siamo già altro, perché il linguaggio ci caratterizza come esseri umani, perché quello siamo noi; allora “amore” e “odio”, “bene” e “male” diventano concetti fluidi, per dir così intercambiabili, a seconda delle intenzioni dell’interessato. Si tratta, per usare un ossimoro, dell’assolutizzazione del relativo. Tutto è buono o tutto è cattivo a seconda del mio personalissimo, insindacabile (e, questo sì, inviolabile) metro di giudizio.
In questo disancoramento verbale, e di conseguenza intellettuale, e di conseguenza umano, il pedofilo (altro neologismo in sé improprio, inventato da un calco greco: letteralmente significa infatti “amico dei bambini”…) può ben ricorrere a parole e concetti nobili, talora persino sacri, per raggiungere i suoi scopi. Si deve riconoscere che quelli del succitato partito sono fin troppo espliciti: abbassamento dei minorenni da 16 a 12 anni, possibilità di fare sesso con animali, legittima diffusione di materiale pornografico con bambini, proiezione in tv di film a luci rosse lungo tutto l’arco della giornata e via discorrendo. Il Tribunale dell’Aja vi si è opposto? No davvero. Questa la spiegazione: ”La libertà di riunirsi è espressione di una società democratica. Toccherà agli elettori valutarne il programma”. Ecco di nuovo la nobile parola, “libertà”, unita all’altrettanto nobile aggettivo “democratico”. Ma proviamo a sostituire quei poveri e bestemmiati vocaboli con altri ben più consoni (per esempio, “L’arbitrio di riunirsi è espressione di una società barbara, ecc.”), e il processo di de-semantizzazione balzerà subito all’occhio.
C’è molto altro, s’intende. Gli obiettivi del Partito Pedofilo (anzi, dell’amore fraterno ecc.) sono, dicevamo, espliciti; altri ricorrono a mezzi più sottili. Da diverso tempo esiste infatti una corrente di “pensiero” che cerca significativamente di far passare l’idea di una pedofilia “cattiva”, che arriva all’omicidio ed è condannabile, e un’altra “buona”, che sarebbe, secondo tali teorici, una semplice variante della sessualità da non reprimere se accettata con serenità e consenso (come se i minori, non solo i bambini ma anche gli adolescenti – non dimentichiamolo! – fossero psicologicamente formati) . Questa pedofilia “buona”, che per i suoi propugnatori verrebbe condannata solo da bigotti e oscurantisti, teorizza il “ritorno” a una idilliaca società dell’amore (ci risiamo), senza senso del peccato e della colpa, dove tutti possano manifestare la libertà del proprio corpo, così come veniva cantata in arcadiche poesie dell’Arabia o della Grecia antica. Tutto quanto in nome della giovinezza, dello splendore, della bellezza delle Lolite o dei Ganimedi (a seconda dei gusti), sotto il pretesto della cultura e della raffinatezza. Ma il fine cui tendono questi individui è sempre lo stesso: l’accettazione della pedofilia. Che solo nella sua manifestazione esteriore è legata al sesso: in realtà, ed ecco il punto vero, si tratta di violenza.
Siamo pertanto giunti alla tappa finale del processo di de-semantizzazione; e ciò spiega perché il Tribunale dell’Aja non ha saputo opporsi neppure davanti a richieste così manifestamente e spudoratamente criminali come quelle del sedicente “Partito dell’amore fraterno” (e che Dio ci perdoni).
A questo punto nulla vieterebbe, sempre in nome della “libertà (arbitrio) di riunirsi, espressione di una società democratica (anarchica)”, la costituzione legale di un Partito dei Razzisti, che ovviamente non si chiamerebbe così ma, attingendo alla ricchezza del vocabolario, potrebbe presentarsi come “Partito delle identità, delle minoranze etniche e della cultura locale”. Non ci suonano cari e seduttivi, questi termini? Non riscuoterebbero un sicuro successo?
E non si venga a dire che tale “partito” non potrebbe mai nascere perché in contrasto con la democrazia stessa: nella democrazia ridotta ad anarchia è al contrario lecito tutto, persino l’auto-distruzione. Sono le parole-kamikaze l’arma fatale del nostro suicidio.

Daniela Tuscano

N.B.: I giorni successivi alla notizia, comunicata dai giornali con un rilievo peraltro scarso, alcuni gruppi di volontariato e semplici cittadini si sono mobilitati per inviare a Stati e governi petizioni contro la legalizzazione del Partito pedofilo. Eccone di seguito alcune.

PETIZIONE UE CONTRO L’OLANDA

1) collegarsi su www.europarl.europa.eu
2) Ciccare a destra su “petizioni”
3) Ciccare quindi, in fondo, su “Modulo per la presentazione di una petizione online”
4) Riempire i dati personali
5) Riempire il modulo con il testo in francese o in inglese (lingue ufficiali della UE).
Per riempire il modulo scegliere la lingua e fare copia-incolla del testo rispettivoTitolo della petizione:Francese: Je demande l’expulsion de la Hollande de l’Union Européenne

Inglese: I demand for the expulsion of Holland from the European Union

(Chiedo l’espulsione dell’Olanda dall’Unione Europea)

Testo della petizione:

Francese: Si la Hollande accepte d’institutionnaliser le NVD Charity, Freedom and Diversity, un parti qui prétend de légaliser la pédo/pornographie, je demande que ladite Hollande soit expulsée de l’Union Européenne parce que la violence contre les mineurs et l’exploitation des enfants ne sont pas compatibles avec la civilisation, la culture et l’éthique des peuples européens.

Inglese: If Holland allows to institutionalize the “NVD Charity, Freedom and Diversity”political party, a party that intends to make legal pedo-pornography, I demand for the expulsion of Holland itself from the European Union, as violence against the underage is not compatible with the civilization, the culture and the ethics of the European People.

(Se l’Olanda accetta di istituzionalizzare il NVD Charity, Freedom and Diversity, partito che intende legalizzare la pedo-pornografia, chiedo che la stessa Olanda venga espulsa dall’Unione Europea perché la violenza contro i minori e lo sfruttamento dei bambini non sono compatibili con la civiltà, la cultura e l’etica dei popoli europei).

6) Inviare

Link per la petizione in italiano

http://www.europarl.europa.eu/parlia…do?language=IT

Titolo della petizione :Chiedo l’espulsione dell’Olanda dall’Unione EuropeaTesto della petizione :Se l’Olanda accetta di istituzionalizzare il NVD Charity, Freedom and Diversity, partito che intende legalizzare la pedo-pornografia, chiedo che la stessa Olanda venga espulsa dall’Unione Europea perché la violenza contro i minori e lo sfruttamento dei bambini non sono compatibili con la civiltà, la cultura e l’etica dei popoli europei.

(E’ comunque consigliabile usare le lingue ufficiali della UE: francese o inglese).

Appello del CIAI (Centro Italiano di Aiuti all’Infanzia, http://www.ciai.it/news.cfm?ID=2022&mode=dettaglio) al Parlamento italiano


FERMIAMO IL PARTITO DEI PEDOFILI
Un grido d’allarme giunge dalla Ong CIAI all’indomani della sentenza del Tribunale dell’Aja che dà il via libera all’olandese Nvd.Una dura sconfitta per quanti lottano ogni giorno per restituire dignità di persona ai bambini e per tutelare il loro diritto all’innocenza, è arrivata oggi dal Tribunale dell’Aja.
Il giudice Hofhuis, presidente della Corte, ha respinto il ricorso di alcune associazioni che chiedevano l’immediata chiusura e delegittimazione del neonato Nvd, il partito dei pedofili olandesi.
“La libertà di espressione, di riunirsi, inclusa la libertà di organizzarsi in un partito politico sono le basi di una società democratica”: questa la motivazione.
Il CIAI, Centro Italiano Aiuti all’Infanzia, è una Ong che da quasi quarant’anni si batte perchè ai bambini di tutto il mondo vengano riconosciuti gli stessi diritti. E fra questi, quello ad essere bambini.
Il CIAI lancia oggi un allarme perchè si prenda atto della gravità di una sentenza come questa.
“E’ l’inizio della fine?” si domanda preoccupata Valeria Rossi Dragone, presidente del CIAI. “La fine di una convivenza civile fra persone in nome di diritti universali e inviolabili, come l’innocenza dei bambini”.

La pedo-pornografia deve rimanere un reato perchè colpisce in maniera profonda persone indifese e fragili come i bambini, minacciando il loro corretto sviluppo psico-fisico.

Il CIAI chiede a chiunque ne abbia il potere di prendere posizioni ferme e decise per impedire che ancora una volta un presunto desiderio di affermazione di libertà per gli adulti calpesti i diritti dei bambini.

COME SOSTENERE L’APPELLO
Copiate e incollate questo testo scrivendo in calce:

Io sottoscritt* NOME E COGNOME sottoscrivo l’appello del CIAI per fermare il partito dei pedofili olandese.

Gli indirizzi a cui inviarlo:

mail@patriziatoia.it
relazioni.pubblico@esteri.it
serep@pariopportunita.gov.it
segreteriaministroferrero@solidarietasociale.gov.it
presidenza.repubblica@quirinale.it

(grazie ad Alessandro Sgritta)


 

20 luglio 2006 at 9:24 2 commenti


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