PER L’INDULTO… GOVERNO “SINISTRO” TI RINGRAZIO!

28 luglio 2006 at 9:59 6 commenti

Leggo su “Repubblica” la seguente notizia:

ORA PER PREVITI I SERVIZI SOCIALI. “PRONTO A LAVORARE PER LA CARITAS”Nella foto Cesare Previti (Infophoto)

Nella foto Cesare Previti (Infophoto)

Adesso gli serve un lavoro. “La condanna a sei anni per corruzione giudiziaria ne processo Imi-Sir lo interdisce dai pubblici uffici, ma non dalla sua professione, l’avvocato civilista. Potrebbe fare il consulente di un’associazione con scopi umanitari. Caritas, Amnesty International”, spiega il suo avvocato, Alessandro Sammarco. A Cesare Previti, ex parlamentare di Forza Italia, ex ministro della Difesa, agli arresti domiciliari per i suoi 72 anni, un lavoro è necessario per riconquistare la libertà. Come? Chiedendo l’affidamento ai servizi sociali. Un regalo portato dall’indulto. “Oltre allo sconto di tre anni sulla pena – prosegue Sammarco – il provvedimento ci consente di chiedere l’affidamento ai servizi sociali, che se ottenuto significherebbe la fine della detenzione”. Ma Previti si dovrà impegnare per la collettività. Volontariato? Nemmeno l’avvocato ce lo vede. “Dovrà fare qualcosa di socialmente utile, metterà a disposizione della comunità la sua esperienza. Anche per organizzazioni internazionali”. Se, come è prevedibile, ci riuscirà, Previti saluterà l’autunno a spasso per Roma.
Tre mesi dopo quella mattina del 6 maggio, quando l’ex parlamentare si è presentato ai cancelli di Rebibbia, dopo una condanna resa definitiva dalla cassazione, lo spiraglio. Atteso, agognato, non commentato. La sua non è stata una detenzione dura, pochi giorni in cella, poi l’età lo ha mandato ai domiciliari. Da tre mesi vive nella sua casa di piazza Farnese, a due passi dall’Ambasciata di Francia e da Campo de’ Fiori, con la moglie. “I figli ormai grandi vanno a trovarlo spesso. Può incontrare gli amici, chiacchierare con chi vuole. Ma non può uscire”, spiega Sammarco.
In attesa di attraversare la breccia, Cesare Previti non abbandona l’orgoglio di essere “falco”. “Soffre ma a testa alta. E’ di temperamento sanguigno, il dolore non lo piega. Studia. Si tiene in forma, fa ginnastica, consuma pasti leggeri. In lui non c’è abbandono”. Sammarco, docente di diritto dell’esecuzione penale di Salerno, è uno specialista, lo tirerà fuori. L’avvocato non andrà in vacanza se non dopo aver presentato al tribunale di sorveglianza di Roma la richiesta di affidamento ai servizi sociali. Tempi tecnici per il verdetto? “In genere tre mesi, ma forse l’indulto alleggerirà il lavoro dei giudici e si potrà fare prima”. (Elsa Vinci)

Io sono insegnante precaria da 15 anni, ho preso regolarmente l’abilitazione, insegno con un certo scrupolo (credo), e, malgrado lo stipendio ballerino, sono da molti anni impegnata in attività di VOLONTARIATO e continuo a confidare (questo è il mio errore di fondo) nella giustizia, nell’”intima bontà umana” come diceva un’altra giovane illusa, Anna Frank. Tanto giovane io non sono più (42 anni), e non sono certa di trovare lavoro quest’autunno, non ho nessun avvocato di grido al mio fianco e dubito che
la Caritas o Amnesty s’interessino al mio caso. Vedremo come finirà questa volta, ma ricordo che di quest’indulto potrebbero beneficiare anche Moggi e Giraudo, e quanto ai pedofili, oggi sono puniti, ma ancora per poco: dopo la legalizzazione del loro partito, in Olanda passata sotto silenzio, può darsi che presto libereremo anche loro, magari con tante scuse. Resteranno dentro gli extracomunitari, i piccoli spacciatori, tutti quelli che, anziani o no, non hanno prezzo per la loro vita. Grazie, sinistra che ho colpevolmente votato.

Daniela Tuscano

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QUANDO LE PAROLE DIVENTANO KAMIKAZE – A proposito del Partito pedofilo olandese ANTISEMITI SUL BLOG DI GRILLO!

6 commenti Add your own

  • 1. Angelo Valdameri  |  11 settembre 2006 alle 22:06

    Lettere come la tua sono significative di uno stato d’animo e malessere abbastanza diffuso. Torno dalle vacanze dove ho spesso sentito commenti contrari all’operato del governo Prodi. La speranza, in molti come me che l’hanno votato, era che da subito di desse da fare per modificare le mostruose leggi ad personam del precedente governo Berlusconi e si intervenisse subito sulle questioni economiche. Così non è avvenuto: assistiamo giornalmente a distinguo, prese di posizione di singoli parlamentari, ministri, sottosegretari, e chi più ne ha più ne metta, su tutte le questioni poste, come se un programma da rispettare non ci fosse. Ci sono ipotesi, dopo solo 2 mesi, di allargamento della maggioranza, questa che noi, qualcuno anche turandosi il naso, abbiamo votato sperando in un reale cambiamento. Il decreto legge Bersani sulle liberalizzazioni è stato un capolavoro di giravolte e marce indietro: tutto meno che scardinare le lobby che penalizzano e distorcono il mercato a danno dei consumatori. Da ultimo abbiamo assistito alle prove di inciucio sulla legge sull’indulto, approvata in questi giorni. I cittadini onesti ringraziano e certamente non si dimenticheranno quando saranno chiamati a votare.

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  • 2. carlo olivieri  |  21 settembre 2006 alle 8:14

    Amnistia e indulto: la legge è uguale per tutti.. gli amici degli amici (Posizione del Partito umanista, sabato 29 luglio 2006)

    Sulla questione indulto ed amnistia sono già state scritte molte parole, che – a quanto pare – si sono mescolate confuse tra le notizie del caldo record e quelle di Calciopoli e, inoltre, ci siamo abituati a sentire spiegare cambiamenti importanti del nostro panorama sociale in una maniera un po’ irrispettosa, tipo: “con il centrosinistra finalmente respireremo aria nuova”, “con la riforma costituzionale ci saranno meno parlamentari, così spenderemo meno soldini”, “bisogna svuotare le carceri perché non sono tutti brutti e cattivi, inoltre così spenderemo meno soldini”.

    Per ribattere educatamente, spiegheremo cos’abbiamo capito, invece: che il centrosinistra si sta comportando come in preda ad un incantesimo che lo pone più a destra della CdL; che tanto per cambiare stanno spacciando la scelta tra il peggio ed il peggissimo come se fosse una necessità inevitabile e che nel frattempo non stanno informando adeguatamente i cittadini, affinché possano ignorare in che mani si trovano e non possano decidere da che parte stare.

    Forse può essere utile fare un passo indietro per ricordare la differenza tra amnistia ed indulto? Facciamolo: l’amnistia estingue il reato, cioè anche se sei colpevole, grazie all’amnistia non sarai più perseguito, non sconti la condanna ed hai la fedina penale pulita. È come se ti venisse cancellata, di fatto, la colpa. Con l’indulto, invece, si riduce la pena di un certo numero di anni (in questo caso si parla di tre anni); in questo modo, se si è condannati ad una pena breve come quelle previste per la maggior parte dei reati finanziari e fiscali o per i reati di lesioni o omicidi colposi derivanti da inosservanza di norme poste a tutela del lavoratore, si evita di entrare in carcere pur restando colpevoli.

    Per la grande fretta e l’assoluta trasversalità politica, questo provvedimento viene venduto (quasi letteralmente) come una misura a tutela di tutti i cittadini, una soluzione “svuota carceri”, al fine di ridimensionare il sistema delle pene e di risparmiare soldi; in realtà a beneficiare dell’indulto saranno soprattutto coloro che in carcere non ci sono ancora andati, e, inquisiti per i reati di cui sopra, vorrebbero evitare di andarci.

    Va da sé, dunque, che tra questi condannati che beneficerebbero dell’indulto, soltanto una percentuale molto piccola riguarda quella fetta sociale degli esclusi e iperpenalizzati che si vorrebbe aiutare (immigrati, tossicodipendenti, disoccupati, ecc.), mentre per la stragrande maggioranza dei casi si permetterebbe ad una fascia amplissima di imprenditori, politici, ammanicati ad ogni livello dell’amministrazione pubblica e del privato, di poter continuare i propri affari, impuniti ed a spese dei cittadini (!).

    L’indulto, tra l’altro, impone la prosecuzione delle indagini e del processo, differenziadosi dall’amnistia che estingue reato e pena e almeno evita allo Stato tutte le spese connesse allo svolgimento dei procedimenti.

    Con questo non stiamo dicendo che siamo contrari a questo provvedimento: siamo convinti che il carcere non sia una soluzione, che la sicurezza sociale non si ottenga attraverso la repressione e la reclusione e siamo tuttavia consapevoli che non esistano, al momento attuale, molte alternative praticabili oltre a quelle dell’indulto e dell’amnistia.
    Sicuramente, però, l’utilizzo dell’indulto e dell’amnistia deve poter rendere giustizia ed essere, come viene appunto proposto, un provvedimento che permetta di liberare persone secondo criteri di equità e non creare maggiori discriminazioni, lasciando che una gran parte di evasori fiscali, “mafiosi” in colletto bianco, sfruttatori e via dicendo, continui ad operare indisturbata ai danni della cittadinanza.

    Rispondi
  • 3. danielatuscano  |  9 ottobre 2006 alle 11:21

    Io sono sempre più imbufalita. Il sig. Previti, si legge su “Repubblica” di oggi, continua a chiedere i servizi sociali “dopo aver beneficiato dell´indulto (che, per la vicenda Imi-Sir, gli ha dimezzato la condanna da 6 a 3 anni), e della legge ex Cirielli che gli ha consentito – avendo più di 70 anni – di scontare la pena agli arresti domiciliari”. Deciderà il giudice, ma possiamo star sicuri che il suo verdetto sarà favorevole. A Previti.

    Il quale, dal 4 maggio scorso, “vive «sereno e tranquillo» – come ha fatto sapere – nella lussuosa casa in piazza Farnese, nel cuore di Roma, a due passi da Campo de´ Fiori. La sua è una «detenzione» soft visto che può telefonare, ricevere visite e uscire alcune ore al giorno in permesso”. L’unica differenza che intercorre tra la sua “prigionia” e l’esistenza quotidiana di mio padre, che ha la sua stessa età, è che mio padre non vive in una casa lussuosa. Ah, dimenticavo: lui ha sempre lavorato onestamente. Infatti non è diventato né ricco né illustre.

    Rispondi
  • 4. giancarlo  |  9 ottobre 2006 alle 15:29

    Anche a me ha fatto iniziare di traverso la giornata questa bella notiziola…
    nessuno mi toglierà mai dalla testa che la vera ragione per cui è stato approvato l’indulto è stata la scelta di aiutare delle belle persone come questa…

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  • 5. communitas2002  |  1 dicembre 2006 alle 21:24

    CONTINUIAMO AD INDIGNARCI

    Il trionfalismo che si leggeva nelle espressioni degli avvocati di Previti e dei suoi coimputati, che finalmente vedevano accolte le loro tesi sulla incompetenza territoriale, ci appare vagamente oscena. Sono felici perchè crimini contro la deontologia professionale di giudici e avvocati andranno in prescrizione, non perchè non siano stati commessi e provati al di là di ogni ragionevole dubbio.
    In altri paesi sarebbero in galera da un pezzo con l’onta della interdizione dai pubblici uffici e la cancellazione dagli albi professionali con disonore.
    Ma nell’Italia di oggi, un’Italia che ha smarrito il senso della legalità e della dignità della funzione pubblica, che mira solo a difendersi DAL giudizio e non NEL giudizio (come è stato correttamente detto anche a proposito di altri famosi inquisiti), tutto questo non solo è possibile, ma sarà dimenticato fra qualche giorno.
    Così come sarà dimenticato che il Presidente di una Commissione Parlamentare chieda di essere tutelato dal Parlamento perchè è stato provato (non in giudizio s’intende, ma di fronte all’opinione pubblica) che per anni ha tentato di infangare il capo dell’opposizione e alcuni esponenti di spicco degli avversari politici con l’ausilio di mestatori internazionali.
    Ecco, non esistono più avversari politici: esistono nemici da spazzare con qualsiasi mezzo: calunnia, fango gettato a piene mani, linguaggio sempre sopra le righe, argomenti pescati nell’immondezzaio sociale.
    Questa è diventata l’Italia.
    E così non ci piace.
    Simona Giovannozzi

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  • 6. LA PACE COMINCIA DENTRO DI NOI « Daniela Tuscano  |  1 gennaio 2007 alle 11:44

    […] LA PACE COMINCIA DENTRO DI NOI Archiviato in: semi di speranza, il punto caldo, Italia, Europa, mondo, strade umaniste, Bresso, Milano e… dintorni — by danielatuscano @ 8:40 Mentre la mobilitazione della destra berlusconiana contro la Finanziaria occupa da settimane le prime pagine di tutti i giornali e i network d’Italia, mentre si annuncia un ritiro dall’Iraq che somiglia di più a una fuga – tante vite umane sacrificate per non risolvere NULLA, ma il nostro ex-“premier” ha così dimostrato la lealtà all’amico George -, mentre si celebra come atto di giustizia l’assoluzione di Previti (cfr. https://danielatuscano.wordpress.com/2006/07/28/per-lindulto-governo-sinistro-ti-ringrazio/ e commenti) -,  gli umanisti hanno lavorato in silenzio, ma con costanza e tenacia, per lanciare un altro segnale, ben più importante e concreto: PORTARE IN PIAZZA IL SIMBOLO DELLA PACE. […]

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