Archive for settembre, 2006

FINANZIARIA DA PIAZZA

Ancora Finanziaria. Dopo la voce della scuola https://danielatuscano.wordpress.com/2006/09/28/fatevi-pure-un-16000-tanto/, ascoltiamo ora un’altra campana.

<B>Cuneo fiscale, come funziona<br>per i lavoratori e le imprese</B>
Il viceministro dell’Economia Vincenzo Visco (da “Repubblica.it” )


Dopo due giorni di informazione in mano al centro-destra (radio, televisione al 90%, carta stampata, grazie  a uno sciopero, legittimo, ma inopportuno nei tempi sul piano politico), finalmente abbiamo potuto dare uno sguardo serio ai numeri della finanziaria. E ci siamo arrabbiati con il Governo e in particolare con il Presidente del Consiglio  e il suo staff che manderei volentieri a fare corsi accelerati di Comunicazione e Relazioni Pubbliche.

Ma è mai possibile che lasciamo a una opposizione che ha devastato lo stato di diritto, l’equità sociale, che ha fatto arricchire i ricchi e impoverire ulteriormente i poveri, che ha svenduto gran parte del patrimonio pubblico a favore degli amici (salvo poi dover riaffittare  Ministeri, scuole ed edifici pubblici a prezzi di mercato, ovviamente) ineggiando alle famose cartolarizzazioni e alla finanza creativa, dicevo, lasciamo a quella
opposizione la DIFESA DEL CETO MEDIO? Quale è il ceto medio? Quell’1,58% che guadagna più di 70.000 euro all’anno?

Si dirà, e anche  il centro destra improvvisamente ha detto: bisogna far emergere il sommerso e gli evasori. Giusto. Visco si è impegnato a recuperare nel prossimo anno 7 Miliardi di Euro dall’evasione (sui 13 Miliardi previsti di entrate tributarie). Ma non era il precedente presidente del consiglio del centro-destra che ha varato i più scandalosi condoni e si è vantato pubblicamente che il 30% del PIL era dovuto al sommerso?

Che vadano in piazza, vorrei ci fossero telecamere ben visibili e accese per individuare tutti gli evasori fiscali che sicuramente saranno lì a protestare contro la finanziaria che, a spese dei cittadini onesti, ma non solo, rimette a posto i conti disastrati e ci riporta, con dignità, in Europa.

Simona Giovannozzi (www.communitas2002.it)

(Il testo completo del documento si trova in http://www.cittadinolex.kataweb.it/article_view.jsp?idArt=46875&idCat=54)

30 settembre 2006 at 1:00 7 commenti

RATZINGER AL PARCO IRIDE

(Il Papa entra con un po’ di cose sulla scia di un canto gregoriano o similare.)

 

BENEDETTO XVI – “Chi canta prega sempre due volte, dice S.Agostino. E non c’è niente di meglio che lavorare canticchiando . Non però quello strano rumore, come chiamate voi, ah si: il ROCK! Un’espressione di passioni elementari e veicolo di messaggi satanici…. Ben venga invece la sana e virtuosa musica gregoriana…

 

…CHE FA SENTIRE MENO
LA FATICA MA L’ATTENZIONE NEL LAVORO NON CALA…

 

Perché nella vigna del Signore non  manca certo il da fare, bisogna sempre vegliare.

 

Ah ecco che vedo subito un ramo intruso di relativismo etico che si fa strada: allora io ZAC applico soluzione  finale .. ehm, papale…

 

Poi mi guardo intorno ed ancora osservo, ad oriente ed occidente, strani vigorosi tralci della nuova teologia della liberazione che necessitano immediati paletti a sostegno e contenimento.

 

Però volgete attorno lo sguardo: in questo splendido giardino del Signore tutto segue un ordine superiore, ogni cosa è mirabilmente al proprio posto… eccetto i Gay!

 

Per questo vogliamo che i gay trovino assolutamente la loro giusta e definitiva collocazione. E come Chiesa vogliamo noi per primi accogliere e concentrare questi nostri fratelli non più arruolandoli nelle nostre fila (come un tempo), ma proponendo loro un degno cammino di liberazione che ripercorra nella sostanza il sempre valido “ora et labora” e che con licenza poetica amo esprimere nel mio idioma natale nel più sintetico motto ARBEIT MACHT FREI!

 

Nella grande vigna del Signore non dobbiamo trascurare neppure l’aiuola pubblica,
la RES PUBLICA,  va innaffiata con cura giorno dopo giorno. E gli effetti poi si vedono!

 

Guardate infatti che bella margherita: certo è ancora un po’offuscata dalle tinte rosse del terreno su cui è cresciuta, ma sta già volgendo al bianco! Tutto merito del ns peculiare fertilizzante, il RUINIL che, come ben sapete, agisce con comprovata efficacia su tutte le piante con radici cristiane……

(Benedetto viene interrotto, Dio lo chiama ad un’azione di difesa…)

DIO – BENEDETTO!!!

 

BENEDETTO XVI – Dominus Jesus mi hai chiamato?  

DIO – SI’, PRESTO, TRASFORMATI, L’ESERCITO DEL MALE STA PER ARRIVARE

(Parte la musica di Goldrake) 

BENEDETTO XVI – Eccomi mio Signore….

DIO – BENEDETTO ATTENTO: AD ORIENTE STANNO PER TORNARE I REGIMI NEO COMUNISTI!!

 

BENEDETTO XVI – Che non sia mai: TUONO SCOMUNICANTE!!!!!!

DIO – BENEDETTO, AD OCCIDENTE: GUARDATI DAI GUERRAFONDAI CAPITALISTI

BENEDETTO XVI – Li fermerò con la forza della parola  OMELIA ATOMICA !!!!!

DIO – BENEDETTO: STANNO ARRIVANDO ORDE DI DONNE CHE VOGLIONO DIVENTARE PRETI E PRETI CHE SI VOGLIONO SPOSARE…

BENEDETTO XVI – Per essi non c’è scampo: DOPPIA ENCICLICA PERFORANTE!!!

(Benedetto si guarda attorno, la musica sfuma, si toglie l’armatura)

BENEDETTO XVI – Confido che anche per oggi sia finita

Mi ritiro a recitare la compieta

Cari fratelli e sorelle vi impartisco la mia benedizione

Ma non illudetevi: le parole della formula latina non tradiscono alcun ripensamento da parte mia sulle coppie di fatto!!!!!

“PACS” VOBISCUM

 

(Esce di scena sulla musica del Gloria)

 

 

Cristiano Culicchi

30 settembre 2006 at 0:07 11 commenti

FATEVI PURE UN “16000 TANTO”…

Finanziaria e scuola nell’era Prodi

La doccia fredda è arrivata puntuale e noi razionalmente constatiamo ciò che covava da mesi sotto la cenere: dopo la riforma della scuola Tremonti, ecco il consolidamento Padoa Schioppa.
Con scuola, sanità e giustizia si fa cassa con l’intento malcelato di arrestare un declino economico che spaventa. Del declino culturale non si deve parlare, dell’impoverimento dei cuori, prima ancora che di quello delle coscienze, si deve parlare con presupposti politically correct: “purché non costi”!
Qui a Milano, come altrove, avevamo ricevuto nettamente la sensazione che il piano economico dei tagli non si arrestasse,
già nel mese di luglio, quando non erano “saltati fuori” dal calderone ministeriale 190 sparuti posti di insegnanti, per coprire tutte le richieste di tempo pieno, nonostante al tavolo che contava,  si fossero seduti i dirigenti regionali, i sindacati, i politici, i…  chi più ne ha più ne metta.
Un’inezia si diceva… se solo si volesse… Poi la doccia fredda dei
facilitatori di lingua, poi la vergogna dei tagli al sostegno.
Intanto la sinistra radicale ci porta come fiore all’occhiello, si
trastulla con il fatto che la nostra “nicchia intellettuale” è in
grado di farsi un “16000 tanto”, per mantenere alto lo sguardo su una scuola pubblica che non verrà.
Avanza granitico un partito democratico, in cui il problema della scuola… è che le vacanze sono troppo lunghe, lo dice chi?
non il famoso pedagogista “fasotutomì”, non il sindacato, no! lo dice l’associazione degli albergatori, che dovendo lavorare nel bel paese del sole e del mare si ritrova con gli alberghi vuoti a febbraio, problema dei problemi!
Detto per inciso, se solo vedeste quanti quattrini pubblici stanno “investendo?” in impianti di innevamento artificiale sulle piste da sci, cambiereste presto idea sui poveri albergatori con gli alberghi vuoti nel periodo delle settimane bianche, che si adeguano alla congiuntura sotto-pagando contratti stagionali a lavoratori migranti.

Cara sinistra, la mia scuola è differente!

Combatte con l’acqua che scende dal tetto, s’arrampica per recuperare quattrini per il foto-stampatore, raccoglie fondi per organizzare i ricorsi per il reintegro del sostegno (se vinci la causa le spese processuali te le rimborsano, ma l’avvocato te lo cucchi tu), e così organizziamo la lotteria per indovinare il peso delle salamelle, prossimo anno, vediamo un po’…,  indoviniamo l’età del prof. più anziano… chi si avvicina di più se lo porta a casa una settimana per il recupero dei debiti.
E poi… la mia scuola… cara sinistra,  raccoglie per mezzo di un
500 persone (quelle che si sono fatte un 16000 tanto)
80.000 firme in sei mesi su un progetto di scuola dignitoso, libero, “costituzionally correct”.
Come dite? Non si dice “costituzionally” in Inglese? Lo immaginavo, ma il problema è che l’insegnante specialista di Inglese nella scuola di mio figlio non è mica ancora arrivato e così qui in famiglia ci si arrangia,  come a scuola!
Buon Governo a tutti… e mi raccomando, già dall’anno prossimo… una bella sorpresa nell’uovo di Pasqua… venti giorni di vacanza in  più… per dare tempo all’insegnante di Inglese precario di tornare a casa a… fare il cameriere stagionale nell’albergo del pedagogista che va per la maggiore.

Stefano Piccinini (www.retescuole.net)

28 settembre 2006 at 5:17 4 commenti

11 SETTEMBRE, BUSH HA MENTITO. Il documentato atto d’accusa del guardiano delle Twin Towers

di Philip J. Berg & William Rodriguez (Editori Riuniti)
L’11 settembre 2001 William Rodriguez era lì. In possesso, come guardiano della gigantesca Torre Nord, di tutte le chiavi dell’edificio, perfetto conoscitore dei passaggi, delle scale, delle uscite d’emergenza, dei sotterranei, è riuscito a guidare i vigili del fuoco e i soccorritori, fino al momento del crollo. Ha rischiato la vita, è stato elogiato e decorato dalle autorità. Ma la ricostruzione fatta dall’Amministrazione Bush del terribile attentato non lo ha convinto. Rodriguez è stato testimone diretto di un evento radicalmente diverso da quello raccontato. Si è affidato perciò a un importante studio legale dalla Pennsylvania, per sostenere e documentare la sua accusa. Questo libro la riproduce nella sua interezza, dubbio per dubbio, contestazione per contestazione, menzogna per menzogna. Da dove provenivano gli scoppi distintamente uditi da Rodriguez e da altri, molto prima del crollo? Perché gli aerei dirottati, in volo sul paese meglio difeso del mondo, non sono stati intercettati? Perché e come è crollato il cosiddetto «Edificio 7»? Dove è caduto esattamente e perché, il misterioso «Volo 93»? Come hanno potuto, terroristi senza alcuna esperienza di volo guidare un possente Boeing proprio contro il Pentagono, nel luogo più inaccessibile e protetto del pianeta? A cinque anni dal terribile attentato al World Trade Center, una parte crescente dell’America si interroga sulle macroscopiche contraddizioni della versione ufficiale. Nessuno può essere in grado di dire come si sono svolte effettivamente le cose quel giorno. Ma un punto sembra ormai acquisito, come questo atto d’accusa dimostra: George Bush ha mentito.

Philip J. Berg, avvocato, è titolare di un prestigioso studio legale della Pennsylvania, www.911forthetruth.com/
William Rodriguez è l’uomo che fungeva da guardiano delle Torri Gemelle e che l’11 settembre 2001 contribuì a salvare centinaia di vite umane.
www.informationguerrilla.org(Vedi anche: http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Unique&id=3329)

25 settembre 2006 at 20:34 10 commenti

IN NOME DELL’UMANITA’: PIERGIORGIO WELBY

Piergiorgio Welby

Piergiorgio Welby (da “Corriere.it” del 22 settembre 2006)

Piergiorgio Welby, co-presidente dell’associazione “Luca Coscioni” http://www.lucacoscioni.it/ e malato di distrofia, ha scritto due giorni fa al presidente Napolitano una toccante lettera http://www.lucacoscioni.it/node/7131 in cui chiedeva, fra l’altro, il ricorso all’eutanasia, in Italia vietata per legge. Immediata la risposta del Presidente http://www.lucacoscioni.it/node/7136, che ha sollecitato un serio confronto sulla questione. Davanti a episodi come questi siamo combattuti da due opposti sentimenti. L’uno è il pudore. Sì, proprio quello. Quando ci ricordiamo della sacertà della vita, ci rendiamo conto che il silenzio (un silenzio che può essere anche preghiera) è l’unica, degna risposta. Il silenzio che non giudica, che ci mette di fronte all’impotenza della nostra razionalità. Ma, anche, il silenzio che comunica amore e com-passione.

Ricordo di aver letto tempo fa, su “Famiglia Cristiana”, una testimonianza sui lager dei nostri giorni. Sulla porta di uno di questi luoghi, inoltre, campeggiava una scritta dantesca, molto simile al celeberrimo “Lasciate ogni speranza voi (visitatori) che entrate”. Gli ospiti, lì dentro, si sarebbe faticato moltissimo a chiamarli uomini: gente dal corpo perfettamente simile a un palo e con un solo piede, bicefali, muniti di due fori al posto di naso e bocca… Unici assistenti, amorevoli, le suore e i religiosi. Gli unici a ravvisare in loro la più vera natura: quella UMANA. Vite abbandonate, vite da amare.

L’altro sentimento è opposto. Il bisogno, direi il dovere, di parlare. Non possiamo tirarci indietro, non possiamo eludere il “grido di dolore” di una umanità che appartiene a tutti. Ma questi due sentimenti opposti non si escludono a vicenda: si integrano in perfetta armonia. Sia il nostro parlare sobrio e misurato: o anche il più ricco periodare somiglia a un inintelligibile grugnito. Favorevoli o contrari all’eutanasia, ricordiamo sempre che, innanzi tutto, in quel letto c’è un UOMO e non un’IDEOLOGIA da difendere. E’ in nome di quell’UOMO, quindi di tutta l’umanità, che dobbiamo lottare.

Invito tutti a lasciare, sul sito di Luca Coscioni, un messaggio a Piergiorgio http://www.lucacoscioni.it/welby/form.php. Qui di seguito trascrivo il mio.

Carissimo Piergiorgio, ti ho visto ieri in televisione e mi sembra di conoscerti da sempre. Non potevi parlare né muoverti, ma quel tuo sguardo fisso, severo eppure dolcissimo, penetrante e sincero, immensamente amorevole nella sua disarmante nudità, pareva leggermi nell’anima. Ammonirmi. Mi metteva di fronte tutte le mie miserie, i miei piccoli, patetici “drammi” quotidiani. Ma mi faceva anche capire quale grande e irripetibile miracolo sia l’essere umano, quando non abdica alla propria umanità.

Non posso sapere cosa provi. Eppure ti sento così “vero” che quasi ne provo imbarazzo e turbamento. Tu soffri, Piergiorgio, in modo crudele e irripetibile; hai sempre sofferto, a quel che leggo. E la domanda vera, mi pare, è questa. Affermi che “morire ti fa orrore”, e ti credo, perché la tua lettera è un autentico, realissimo, inno alla vita. Quella vera, non l’astratto concetto evocato, magari con tanto di maiuscola, dai sedicente paladini della stessa. Ma la tua lettera non è motivata dalla semplice constatazione di vivere in un corpo ormai “squadernato”, come icasticamente descrivi quell'”involucro” che non senti più appartenere a te stesso. L’innaturalità della tua situazione, caro Piergiorgio, è proprio in quest’afasia, in questa, vorrei dire, schizofrenia, in questo cortocircuito che ha diviso con brutalità la realtà sensibile dal tuo spirito.

Dicevo che, secondo me, il motivo ultimo che ti ha spinto a quell’accorato appello non può essere stato il “semplice” – permettimi l’aggettivo, e scusa se ricorro a espressioni banali, goffe e inadeguate – dolore fisico. No, è la consapevolezza dell’ingiustizia della nostra sorte. Perché il male? Perché soffrire? Perché – soprattutto – soffrire senza scopo?

E’ la tua dignità umana che ne viene ferita, scossa, è l’eterna domanda dell’uomo che si ribella, è il grido della sofferenza innocente. Insieme a te gridano gli anziani lasciati soli in squallidi ospizi, i bimbi violati, i bimbi soldato, i morenti di fame, sete, banali malattie, le donne brutalizzate. Il tuo è il grido di Giobbe, cui gli amici dotti nella Scrittura non riescono a fornire risposta. Ma è, non dimenticarlo, anche e soprattutto il grido di Cristo. “Elì, Elì, lemà sabactani?”. Ma Dio non rispose.

Nemmeno io posso risponderti. A te viene negata anche quella possibilità, quella morte “liberatrice”. Una cosa sola mi sento di dirti: se e quando staccheranno quella spina, Piergiorgio, io piangerò, perché mi sentirò privata di una parte della mia umanità. Perché sarò più povera, più sola. Perché non so cosa accadrà a me, quando mi accadrà, e cosa farò. In una società che non esalta la vita, qualsiasi vita, in qualsiasi modo. In una società che preferisce “staccare la spina”, o che vorrebbe farlo, piuttosto che accompagnare tutti a una morte serena. Perché le ricerche sarebbero troppo dispendiose. Perché i malati terminali non “servono” più. Perché le famiglie hanno loro voltato le spalle. Perché non ci si prende cura dell’altro, non si vede nell’altro il proprio volto.
La tua morte è davvero l’unico “premio” che meriti? E il tuo corpo rigido, impersonale, scarnificato, sacrificato, credi davvero non trasmetta più niente? Credi non susciti un grande, immenso abbraccio d’amore, proprio come il “silenzio” di Dio a Cristo?

Daniela Tuscano

(Vedi anche: Dichiarazioni di Cappato, Pannella, Berardo, http://www.lucacoscioni.it/node/7133, UAAR, Cosa intendiamo per eutanasia?http://www.uaar.it/laicita/eutanasia/, Giovanni Paolo II, lett. enc. Evangelium vitae http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/encyclicals/documents/hf_jp-ii_enc_25031995_evangelium-vitae_it.html, B. Sorge, Eutanasia, atto d’amore o delitto?, http://www.donboscoland.it/articoli/visualizzaarticolo.pax?idrealta=1&ID=2594, La vita è per tutti: Maria Luisa, perché dico “no” all’eutanasia, https://danielatuscano.wordpress.com/2006/02/13/la-vita-e-per-tutti-maria-luisa-perche-dico-no-alleutanasia/)

24 settembre 2006 at 8:04 24 commenti

LUIGI CHIATTI BENEFICERA’ DELL’INDULTO?!?

Vedi https://danielatuscano.wordpress.com/2006/09/21/luigi-chiatti-beneficera-dellindulto/

21 settembre 2006 at 18:00 18 commenti

TROPPA GRAZIA, EMINENZA?…

Pochi giorni fa avevo duramente criticato “L’Opinione” per un articolo discriminatorio nei confronti dei single https://danielatuscano.wordpress.com/2006/09/05/vade-retro-single/. Stamane, però, ne trovo un altro http://www.opinione.it/pages.php?dir=naz&act=art&edi=197&id_art=3832 (non proprio recentissimo, in verità) con le cui conclusioni, se l’episodio riportato è reale – a me infatti non risulta che la bambina di cui si parla sia stata raggiunta da anatema -, non posso che trovarmi d’accordo. Lo sottopongo ai lettori senza commentarlo perché non sono sicura che la vicenda si sia svolta esattamente così; in quel caso l’autore dell’articolo meriterebbe una bella tirata d’orecchi. Mai scagliare la prima pietra; però, data l’importanza del tema, chiedo lumi a chi ne sa di più. Domando pure se anche per il peccato di associazione mafiosa è prevista, come per l’aborto, la scomunica latae sententiae. In questo momento non ho sotto mano il Catechismo e non me ne ricordo.

Daniela Tuscano

Vergogna!

A Bogotà, in Colombia, una bambina di undici anni, violentata dal patrigno, grazie ad una sentenza della Corte Costituzionale che ha depenalizzato l’aborto nei casi di stupro, di rischio di malformazione del feto e di pericolo di vita per la mamma, ha potuto abortire presso l’Ospedale “Simon Bolivar” di Bogotà. <B>Colombia, abortisce dopo una violenza<br>Il cardinale scomunica medici e familiari</B>

Sul caso è intervenuto pesantemente il cardinale cattolico Alfonso Lopez Trujillo [vedi foto, da “Repubblica.it”], presidente del Consiglio colombiano per la famiglia. Ma non è intervenuto per condannare l’autore della violenza, ma per scomunicare l’équipe medica affermando: “Quanti hanno partecipato all’intervento sono dei malfattori, perché hanno stroncato la vita di un innocente”. Davanti a simile linguaggio (anche la bambina di undici anni è stata scomunicata) ogni parola di condanna è inutile. Si prova solo nausea e disgusto. Nessuna condanna per quel turpe individuo e mai nessuna per i reati che sempre più frequentemente vengono commessi dai preti arrestati per pedofilia e ora anche come corrieri della droga, mentre il vescovo di Bologna ha giustificato il recente pestaggio a due giovani gay affermando che “la violenza è cugina della trasgressione”. Anche Ratzinger nella sua Germania ha tuonato contro “l’Occidente sordo a Dio” [in http://www.donboscoland.it/articoli/visualizzaarticolo.pax?idrealta=16&ID=2575, nota di D. Tuscano] (ma di questo invasato predicatore parleremo nel prossimo articolo), avrebbe dovuto prendersela con i suoi preti che escludono il “vero” Dio dalla loro vita. Vergogna.

Aldo Chiarle (18 settembre 2006)

 

21 settembre 2006 at 8:09 12 commenti

MORATTI FINANZIA LE SCUOLE PRIVATE

Dal sito del Comune di Milano (quindi fonti più che ufficiali) viene propagandata la delibera di riequilibrio del bilancio. Per chi non lo sapesse entro il 30 settembre il comune deve valutare se i soldi ipotizzati nel bilancio preventivo e quelli effettivamente spesi durante l’anno coincidono o meno. Siccome è impossibile fare delle stime di precisione, è possibile che ci sia un avanzo o un disavanzo.

Quest’anno il comune si trova ad avere un avanzo di € 20.875.000, ma date un’occhiata come viene utilizzato! Per questo vi allego il link del sito ed il testo del comunicato.

http://www.comune.milano.it/webcity/portale/homepage.nsf/vNews/DSEV-6TSN53

Ma non è anti-costituzionale finanziare le scuole private! 

DELIBERA PER IL RIEQUILIBRIO DEL BILANCIO 2005
Il Vice Sindaco Riccardo De Corato ha presentato in commissione Bilancio la delibera per il riequilibrio del Bilancio 2005 che sarà portata in Consiglio Comunale la settimana prossima.La delibera ridistribuisce l’avanzo di amministrazione 2005 generato con il conto consuntivo 2005. Una parte dell’avanzo di amministrazione, pari a € 20.875.000, viene ora utilizzato per coprire le spese divenute necessarie successivamente, in particolare per interventi nel sociale e nella ricerca.Tra gli stanziamenti di spesa corrente che sono stati integrati, si evidenziano:

  • alla Sicurezza € 100.000 per rispondere alla sempre maggiore richiesta di sicurezza da parte dei cittadini e per la creazione di un “Ufficio vittime della violenza”, dedicato al primo sostegno delle persone deboli (anziani, donne e bambini);
  • ai Servizi Socio Sanitari € 4.060.000 per Tele-assistenza e Residenze per Anziani;
  • ai Servizi all’Infanzia € 280.000 per l’inserimento dei bambini nelle strutture gestite dai privati;
  • a Salute-Ricerca, Innovazione € 900.000;
  • allo Spettacolo e Turismo € 3.800.000 per il Teatro Arcimboldi, iniziative di promozione turistica e nuove manifestazioni;
  • allo Sport e Giovani € 100.000 per contributi ad enti ed associazioni operanti nel campo sportivo;
  • al Diritto allo Studio € 1.200.000 per servizio trasporto alunni, contributi per l’inserimento scolastico dei portatori di handicap e servizio ristorazione scuole private.

Da segnalare poi l’assegnazione di € 700.000 previsti per le prime attività riguardanti la candidatura di Milano ad EXPO 2015 e l’intensificazione dei rapporti con enti istituzionali, con gli organi di governo, l’ANCI, la Comunità Europea, ecc.

Lo scoramento degli esseri umani valenti e solidali ritarda il cammino della storia (Silo, “Lettere ai miei amici” )

Salvatore Fraticelli

20 settembre 2006 at 10:06 2 commenti

“NON NE FACCIAMO UNA QUESTIONE DI ISLAM” – L’assassinio di suor Leonella


Image“Per carità non ne facciamo una questione di Islam, non è così. Non vorremmo che si associasse quello che è accaduto a cose indebite, è il gesto di estremisti isolati. La gente somala vuole bene alle sorelle. Proprio il sacrificio di Leonella dimostra che si può convivere. Ha insegnato a ragazzi e ragazze di Mogadiscio di fede musulmana per due anni, nel rispetto reciproco delle proprie convinzioni religiose. La vita di suor Leonella continuerà proprio in quei giovani”: a parlare è suor Gabriella Bono, madre superiora delle Missionarie della Consolata, raggiunta dalla MISNA nella casa generalizia di Nepi (Viterbo) in Italia. “Poco prima che le altre consorelle partissero per Nairobi ci hanno detto – aggiunge la superiora delle missionarie della Consolata – che la casa di Mogadiscio era piena di gente, di somali in lacrime che erano andati a testimoniare la loro vicinanza e il loro dolore per l’accaduto”.

Fonti della MISNA a Nairobi confermano intanto l’arrivo della salma di suor Leonella nella capitale keniana. Dall’aeroporto il corpo della religiosa è stato subito trasferito alla Funeral House. A Nairobi sono appena arrivate anche le altre suore che da anni gestiscono l’ospedale SOS di Mogadiscio (suor Marzia, suor Annalisa e suor Gianna Irene) e che non avevano mai lasciato la capitale somala neanche nei momenti più difficili. Non è ancora chiaro quando le missionarie rientreranno in Somalia.
La presenza delle missionarie della Consolata a Mogadiscio è stata continua e costante, anche quando la comunità internazionale decise di abbandonare l’ex-colonia italiana, lasciandola sprofondare nell’anarchia e nel caos. “Una presenza delicata, sicuramente, ma ripagata dall’amore incondizionato della gente” dice alla MISNA una missionaria della Consolata che ha chiesto di restare anonima. “Quando nel 1998 suor Marzia, una delle missionarie che ora si trova a Nairobi, venne rapita – ricorda la religiosa – furono le donne di Mogadiscio (circondando la casa in cui era trattenuta da giorni) a costringere i rapitori a rilasciarla con un ‘sit-in’ pacifico fatto di canti e grida”. “Suor Leonella è stata un dono prezioso di vita; continuerà a vivere – sottolinea la superiora della Consolata – come continueranno a vivere i frutti del suo lavoro, quei giovani e quelle giovani che ha formato a Mogadiscio e che proprio in questi giorni avevano concluso il primo corso da infermieri. Il sorriso di suor Leonella, il suo credere alla vita nonostante tutto, la sua passione per la vita, continueranno nei gesti dei giovani che ha formato e che anche grazie ai suoi insegnamenti potranno salvare altre vite” aggiunge ancora la superiora.Suor Leonella non apparteneva alla piccola comunità della Consolata di Mogadiscio, ma a quella di Nairobi. Da qualche anno però coordinava un corso per infermieri organizzato all’interno dell’ospedale ‘SOS’ della città somala e faceva la spola tra Nairobi e Mogadiscio, dove restava per circa sei mesi l’anno. La religiosa era tornata in Somalia solo da qualche giorno. “Lei se lo sentiva. Era cosciente del pericolo eppure ha sempre scelto di mettere completamente in gioco la sua vita per gli altri. È questo il suo messaggio per noi e per la gente somala che ha sempre amato” conclude suor Gabriella Boni. (a cura di Massimo Zaurrini)

“Corti Islamiche” condannano il delitto “Condanniamo l’assassinio di questa religiosa. E’ un atto barbaro e contrario agli insegnamenti dell’Islam (… ) noi siamo desolati per quello che è accaduto”: lo ha detto lo sceicco Muktar Robow, vice responsabile per la sicurezza del Consiglio supremo islamico di Somalia (Sics), a proposito dell’uccisione di suor Leonella, al secolo Rosa Sgorbati, la religiosa della Consolata uccisa stamani da due uomini armati in un ospedale della zona sud della capitale somala. Secondo Robow, uno dei due sarebbe stato già arrestato. Nata a Piacenza nel 1940, Rosa Sgorbati era suora dal 1963; aveva svolto la sua missione in Kenya dal 1970 al 2002 e da quattro anni insegnava in una scuola di infermieri professionisti nell’ “Ospedale Sos” di Mogadiscio. Oltre a suor Leonella, sarebbe stato ucciso anche un uomo che la scortava.

Direttore sala stampa Vaticana all’ANSA Commentando “con infinita tristezza” l’uccisione di una suora a Mogadiscio – ferita da colpi d’arma da fuoco e deceduta dopo il ricovero in ospedale – padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana, ha detto all’agenzia Ansa: “Mi pare che sia un episodio frutto della violenza e dell’irragionevolezza, pensando soprattutto all’attuale situazione che non ha motivo e fondamento…Seguiamo con preoccupazione le conseguenze di questa ondata di odio sperando che non portino a conseguenze gravi per la chiesa nel mondo”. Fonti raggiunte dalla MISNA a Mogadiscio e in Italia riferiscono che restano confuse e contraddittorie le notizie sull’agguato e non esistono finora elementi concreti per collegare l’uccisione di una suora alle “reazioni” di ambienti islamici al “caso” suscitato dall’errata interpretazione di un passaggio della Lectio Magistralis tenuta da Benedetto XVI il 12 settembre in Germania. La suora è stata raggiunta da colpi d’arma fuoco ed è spirata dopo essere stata ricoverata.

Il nipote esclude legame con parole del Papa

Paolo Villa, nipote della religiosa uccisa a Mogadiscio, rispondendo a una domanda di un giornalista dell’Ansa sulla possibilità che suor Leonella sia stata uccisa da integralisti in relazione alle parole di Papa Ratzinger, ha detto: “Io non credo che sia legato a questo. La situazione a Mogadiscio era rischiosa già da tempo. Noi per ora sappiamo solo che è stata uccisa, che le hanno sparato e che con lei è morta anche una guardia del corpo, ma nulla di più. Per adesso siamo in contatto con le suore del suo ordine e da loro stiamo apprendendo ulteriori notizie sulla vicenda”. Il 5 ottobre del 2003, a Barana, nel Somaliland, ‘stato sovrano’ autoproclamato nel 1991, composto da cinque regioni amministrative del nord-ovest della Somalia, venne uccisa – in circostanze e per motivi mai del tutto chiariti – la missionaria laica Annalena Tonelli ; era nata a Forli, aveva 60 anni e aveva trascorso in Somalia oltre 20 anni. ““I musulmani – diceva la Tonelli – mi hanno insegnato la fede, l’abbandono incondizionato a Dio. Mi hanno insegnato a tutto fare, tutto incominciare, tutto operare nel nome di Dio”. In Somalia vennero uccisi nel marzo 1994 anche la giornalista italiana Ilaria Alpi e l’operatore televisivo Miran Hrovatin; poco meno di un anno dopo un altro operatore della Rai, Marcello Palmisano, morì nel rogo dell’auto su cui viaggiava con la giornalista Carmen Lasorella, in seguito all’attacco di alcuni uomini armati.

Messaggio del presidente della Repubblica

Per l’uccisione di suor Leonella, è stato diffuso il seguente messaggio del presidente della repubblica Giorgio Napolitano: “La notizia del barbaro assassinio di suor Leonella e della sua guardia del corpo nell’ospedale pediatrico di Mogadiscio, dove la religiosa assolveva alla sua missione umanitaria rappresenta un crimine orrendo. E’ stata colpita una donna che aveva dedicato la sua vita al servizio dei più deboli, dei più indifesi e dei più bisognosi, al di là di ogni distinzione etnica o religiosa, offrendo una esemplare testimonianza di amore e di dedizione alla causa della solidarietà e della pace tra i popoli. Profondamente addolorato per questo atto crudele, che richiama alla memoria un lungo e tragico elenco di vittime della ferocia e dell’odio in una terra così travagliata esprimo, a nome del popolo italiano e mio personale, i sensi del più profondo cordoglio ai familiari, ai collaboratori, ai confratelli e alle consorelle di suor Leonella”.

Dichiarazione di “Aiuto alla Chiesa che soffre” “Bisogna ricordare anche che episodi di violenza contro religiosi cristiani in Somalia non sono nuovi e che le corti islamiche che si contendono il potere minacciano continuamente gli stessi somali cristiani; inoltre, in Africa, fenomeni di banditismo locale che alle volte hanno tra le loro vittime dei religiosi sono all’ordine del giorno”: lo ha detto all’agenzia Ansa Attilio Tamburrini, direttore di “Aiuto alla Chiesa che soffre” (Acs) che da alcuni anni studia casi di “intimidazione e violenza” verso le comunità cristiane di tutti i continenti e pubblica ogni anno un rapporto sulla libertà religiosa nel mondo. Tamburrini, pur non potendo “escludere un legame tra l’agguato alla suora e le reazioni alle parole del papa” ha ricordato che in Somalia “è in corso una guerra interna da parecchio tempo, ed è senz’altro un paese tipico dove queste cose possono accadere”. Secondo il direttore di Acs, la mappa dei paesi in cui i religiosi e i missionari cattolici sarebbero più a rischio include oggi il Pakistan, alcune zone dell’India (in particolare al confine col Pakistan), l’ Afghanistan, il Sudan e l’ Egitto dove però “il papa copto ortodosso della Chiesa egiziana Shenouda III è già intervenuto per calmare gli animi”.
Missionari della Consolata http://it.ismico.org/content/view/1482/1/

(Vedi anche https://danielatuscano.wordpress.com/2004/11/30/islam-e-pace-islam-e-pace-aprile-2002/)

19 settembre 2006 at 10:08 7 commenti

PACE! PACE!

In un momento storico caratterizzato da tensioni, dove anche le forze politiche e religiose che più di tutte dovrebbero garantire il dialogo e il reciproco rispetto si lasciano sedurre dalle sirene dello scontro di civiltà, sta a noi, uomini e donne comuni, cittadini/e del mondo, mantenere la barra del timone dritta sull’unica scia possibile: quella della non-violenza attiva.

Non siamo anime candide né pacifisti salottieri. Ma proprio perché consci dei rischi che ci sovrastano e della pericolosità del fanatismo da qualunque parte arrivi, confidiamo nella capacità dell’essere umano di uscire dalle peggiori situazioni nelle quali, durante la storia, si è venuto a trovare. Una capacità che va alimentata con la cultura, l’educazione e il confronto, anche acceso se del caso, ma franco e leale. Una capacità che va alimentata mettendosi in ascolto della realtà di tutti i giorni, non ponendosi su un pulpito marmoreo e irraggiungibile. 

Diffidiamo, anzi rifiutiamo, quei profeti di sventura già stigmatizzati dal beatissimo papa Giovanni XXIII e il loro anti-umanesimo, rinunciatario, imbelle, sospettoso e privo di qualsiasi fede.

Respingiamo l’idea, già foriera di immani sciagure, della chiamata alle armi per difendere la propria religione e/o identità.

Non ci associamo ai nuovi persecutori che sembrano “spiegare” gli atti terroristici come risposta dell’edonismo occidentale. Dalle nostre parti esiste anche questo fenomeno: ma non caratterizza certo tutto l’Occidente e, in particolare, ha molteplici cause e non può essere sempre e solo ascritto a precise categorie di persone. Anzi, diffondendo quest’ideologia perniciosissima  non si fa che irrobustire l’odio e la discriminazione nei loro confronti.

Costruire ponti è senza dubbio più faticoso che innalzare steccati: ma sappiamo che non esistono alternative e non intendiamo tacere davanti a chi, scientemente o meno, collabora alla distruzione dell’essere umano.

Daniela Tuscano – Segreteria Programmatica Umanista

 

(Vedi anche: Video di Silo sul disarmo nucleare http://www.youtube.com/watch?v=MxYb4HdCDvg , appello contro la guerra di padre Zanotelli http://www.ildialogo.org/, appello per la Quinta giornata del dialogo cristiano-islamico, 20 ottobre 2006 http://www.ildialogo.org/islam/cristianoislamico.htm , lettera di Tiziano Terzani a Oriana Fallaci, http://larete.ilcannocchiale.it/)

 

18 settembre 2006 at 12:37 15 commenti

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