MORATTI FINANZIA LE SCUOLE PRIVATE

20 settembre 2006 at 10:06 2 commenti

Dal sito del Comune di Milano (quindi fonti più che ufficiali) viene propagandata la delibera di riequilibrio del bilancio. Per chi non lo sapesse entro il 30 settembre il comune deve valutare se i soldi ipotizzati nel bilancio preventivo e quelli effettivamente spesi durante l’anno coincidono o meno. Siccome è impossibile fare delle stime di precisione, è possibile che ci sia un avanzo o un disavanzo.

Quest’anno il comune si trova ad avere un avanzo di € 20.875.000, ma date un’occhiata come viene utilizzato! Per questo vi allego il link del sito ed il testo del comunicato.

http://www.comune.milano.it/webcity/portale/homepage.nsf/vNews/DSEV-6TSN53

Ma non è anti-costituzionale finanziare le scuole private! 

DELIBERA PER IL RIEQUILIBRIO DEL BILANCIO 2005
Il Vice Sindaco Riccardo De Corato ha presentato in commissione Bilancio la delibera per il riequilibrio del Bilancio 2005 che sarà portata in Consiglio Comunale la settimana prossima.La delibera ridistribuisce l’avanzo di amministrazione 2005 generato con il conto consuntivo 2005. Una parte dell’avanzo di amministrazione, pari a € 20.875.000, viene ora utilizzato per coprire le spese divenute necessarie successivamente, in particolare per interventi nel sociale e nella ricerca.Tra gli stanziamenti di spesa corrente che sono stati integrati, si evidenziano:

  • alla Sicurezza € 100.000 per rispondere alla sempre maggiore richiesta di sicurezza da parte dei cittadini e per la creazione di un “Ufficio vittime della violenza”, dedicato al primo sostegno delle persone deboli (anziani, donne e bambini);
  • ai Servizi Socio Sanitari € 4.060.000 per Tele-assistenza e Residenze per Anziani;
  • ai Servizi all’Infanzia € 280.000 per l’inserimento dei bambini nelle strutture gestite dai privati;
  • a Salute-Ricerca, Innovazione € 900.000;
  • allo Spettacolo e Turismo € 3.800.000 per il Teatro Arcimboldi, iniziative di promozione turistica e nuove manifestazioni;
  • allo Sport e Giovani € 100.000 per contributi ad enti ed associazioni operanti nel campo sportivo;
  • al Diritto allo Studio € 1.200.000 per servizio trasporto alunni, contributi per l’inserimento scolastico dei portatori di handicap e servizio ristorazione scuole private.

Da segnalare poi l’assegnazione di € 700.000 previsti per le prime attività riguardanti la candidatura di Milano ad EXPO 2015 e l’intensificazione dei rapporti con enti istituzionali, con gli organi di governo, l’ANCI, la Comunità Europea, ecc.

Lo scoramento degli esseri umani valenti e solidali ritarda il cammino della storia (Silo, “Lettere ai miei amici” )

Salvatore Fraticelli

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“NON NE FACCIAMO UNA QUESTIONE DI ISLAM” – L’assassinio di suor Leonella TROPPA GRAZIA, EMINENZA?…

2 commenti Add your own

  • 1. sonia  |  20 settembre 2006 alle 11:41

    Se mandassimo tutti una mail di protesta con una frase del tipo
    ” E alla scuola pubblica chi ci pensa?” O altro del genere
    MA TANTE TANTE TANTE MAIL…

    Rispondi
  • 2. danielatuscano  |  21 settembre 2006 alle 10:34

    Per me va benissimo… Intanto leggete qui:

    «Scuole statali poco affidabili? No, troppi immigrati in aula»

    In aumento le iscrizioni in strutture religiose e collegi, «li problema riguarda soprattutto le medie, la fascia d’età più difficile». «Così si frena l’integrazione»
    I genitori: l’insegnamento privato dà garanzie. I presidi degli istituti pubblici: cambiano perché vogliono classi selezionate
    «Le scuole statali? Troppi stranieri, episodi di bullismo, insegnanti che cambiano in continuazione. I genitori hanno paura che i figli siano poco protetti e seguiti». Ecco perché molte famiglie, soprattutto alle medie, scelgono l’istruzione privata. Sono i presidi delle statali a dare questa spiegazione. E dicono: «Noi ce la mettiamo tutta, ma certi genitori, quando vedono classi con oltre la metà di alunni extracomunitari, scappano».
    Scuola privata, le ragioni di un boom. Iscritti cresciuti fino al 10% per cento, liste di attesa, aule che scoppiano. «Merito dell’attenzione all’insegnamento e alla persona, di un percorso educativo sicuro condiviso da mamme e papà» spiegano i responsabili di istituti religiosi e non (rette fino a ottomila euro all’anno). «Razionalità e cuore», sintetizza Laura Catalucci, insegnante di latino e greco al collegio San Carlo (dopo un’intera carriera nella scuola pubblica).
    Ma i colleghi degli istituti statali — elementari e medie alle prese con nomine di supplenti, insegnanti di sostegno in arrivo, facilitatori linguistici promessi e non ancora in organico — smentiscono: «I motivi sono altri».
    Francesca Lavizzari, preside dell’istituto comprensivo Cavalieri di via Anco Marzio, spiega: «Non è la qualità della scuola a fare la differenza, non nascondiamoci dietro a questo paravento. Noi abbiamo insegnanti bravissimi, preparati e attenti». E allora qual è il problema? «In una scuola privata l’utenza è più selezionata. La ragione è questa. Punto. Del resto Milano è la città che ha più stranieri in Italia, 35mila. Alcune classi hanno fino al 70 per cento di alunni non italiani. Mi chiedo se, in questi casi, si debba parlare di integrazione o di scuola-ghetto». Anche i 10.300 disabili che studiano a Milano spaventano. «Abbiamo programmi fantastici per loro – continua la preside — ma alcune famiglie, se c’è un disabile in classe, temono che i figli rimangano indietro con il programma».
    Il problema, ammettono tutti, è la scuola media. Fascia d’età difficile, docenti «che non hanno avuto una speicifica formazione in ambito pedagogico e che faticano a trovare un approccio educativo consono a tutti i ragazzi», modalità di apprendimento variate rispetto a non molti anni fa. «E’ più elevato il numero di alunni con difficoltà relazionali – continua Giorgio Galanti, preside dell’istituto comprensivo di piazza Axum, in tutto 800 studenti – e comportamenti disturbati. Alcuni genitori, in tale situazione, credono di proteggere i figli iscrivendoli a una scuola privata, ogni giorno vediamo nei loro occhi la paura dello straniero, notiamo il timore che i loro ragazzi non abbiano un’istruzione adeguata».
    Altra questione, gli alunni rom, circa 500 nelle elementa
    ri e medie statali di Milano. «Le scuole private — continua Galanti — parlano tanto di accoglienza nei loro programmi. Perché non aprono le porte ai piccoli nomadi?».
    Sicurezza, ascolto, programmi seguiti alla lettera, niente scioperi nè professori in congedo. Sono questi elementi, spiegano i genitori, a fare la differenza in una scuola privata. Claudia Geraldini, i figli alla «Vittoria Colonna» di via Conservatorio, aggiunge: «Alla pubblica, purtroppo, ho riscontrato continui problemi organizzativi. Io sono sempre stata a favore dell’istruzione statale, ma dove sono ora mi sento ascoltata, ho avuto subito un riscontro alle mie richieste». Conferma Paola Barbieri, mamma di due bambini: «Ci sentiamo più protetti».
    Ma «la realtà è questa, non possiamo nasconderla». La pensa così Giovanna Filipcic, un figlio alle medie e uno alle superiori statali: «Non vedo perché i ragazzi debbano essere protetti da un mondo che va accettato e condiviso».

    Annachiara Sacchi (”Corriere della Sera”, 14 settembre 2006)

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