LIBERATE GABRIELE TORSELLO!

23 ottobre 2006 at 1:06 11 commenti

torsello01.jpgLa redazione di Information Guerrilla si unisce alla famiglia del reporter italiano Gabriele Torsello chiedendo la sua immediata liberazione. Gabriele Torsello è stato rapito in Afghanistan il 12 Ottobre, mentre si recava a Kabul. Era partito da Lashkargah nel sud del paese, dove si trova l’ospedale italiano di Emergency e viaggiava a bordo di un autobus pubblico in direzione Kabul. Nella capitale afghana non è mai arrivato. Cinque uomini armati lo hanno prelevato con la forza insieme al suo interprete afghano. I rapitori chiedono cose che non possono ottenere con il rapimento di Garbiele, anzi è vero il contrario. Il lavoro di Gabrielle Torsello in Afghanistan è stato prezioso per mantenere accesa l’attenzione sull’Afghanistan, un paese da anni sottoposto a una criminale occupazione militare straniera. Garbiele si è recato in Afghanistan per testimoniare la drammatica realtà dell’Afghanistan e aveva avuto contatti positivi con i Talebani con i quali aveva visitato un villaggio raso al suolo dalle truppe straniere. Questo rapimento non giova a coloro che vogliono la fine dell’occupazione militare e non giova soprattutto ai civili afghani e a tutte quelle persone che sono le vere vittime della guerra, spesso dimenticate dai media e dai governi occidentali. Non giova neppure all’immagine dei musulmani perché l’Islam vieta di rapire e di mancare di rispetto a una persona che è venuta in pace e in particolare durante il mese di Ramadan. Lo ha ribadito anche il noto islamista Tariq Ramadan che ha dichiarato: “Niente, niente in assoluto può giustificare i rapimenti e i sequestri di donne, bambini e uomini innocenti”. Garbiele Torsello, secondo quanto dichiarato sul sito PeaceReporter, si era convertito all’Islam con il nome di Kash e aveva frequentato a Londra la moschea di Regent’s Park. A rivelare questi dettagli è Nazir Ahmed primo Lord di origine pakistana a sedere nel parlamento britannico. Il barone Nazi Ahmed ha dichiarato: “Ho conosciuto ‘Kash’ otto anni fa, quando si è presentato a me con il suo lavoro fotografico sul Kashmir. Da subito ho apprezzato il suo occhio attento e compassionevole delle ingiustizie e del dolore di questa popolazione. Per questo ho scritto la prefazione al suo libro ‘The heart of Kashmir’, presentato tre anni fa alla House of Lords. Se lei mi chiede che tipo è Kash, io posso garantirle che Kash è una persona fantastica, un uomo eccezionale.”
I Talebani dal canto loro hanno smentito di essere gli autori del rapimento. Questi particolari gettano un’ombra su questo rapimento, i suoi autori e i mandanti. Noi crediamo che ancora una volta l’informazione indipendente sia stata la principale vittima di questi anni di guerre imposte sotto il falso pretesto della esportazione della democrazia. Il lavoro di Gabriele Torsello serviva e serve a non farci dimenticare l’inutilità della guerra. Mettere a repentaglio la sua vita non giova a nessuno, giova solo a chi vorrebbe mantenere il buio sulla realtà dell’Afghanistan. Il nostro appello si rivolge non solo ai suoi rapitori ma anche a chiunque possa contribuire alla sua liberazione. Siamo contro la guerra e contro l’occupazione militare in Afghanistan e vorremmo che le nostre truppe tornassero a casa e per questo siamo dalla parte di Garbiele e chiediamo che venga liberato.
La redazione di Information Guerrilla, 22 ottobre 2006

Scusate il disturbo: Gabriele Torsello libero!

di Gennaro Carotenuto
– Rapiscono Giuliana Sgrena, emerita compagna del collettivo del Manifesto e agiamo come un sol’uomo, ci indigniamo, denunciamo, sfiaccoliamo. Rapiscono un Gabriele Torsello qualsiasi e a nove giorni di distanza, con la vita dell’ostaggio in serio pericolo, non si vede una bandierina della pace in giro

Prima del sequestro Torsello era appena tornato da Musa Qala, distrutta dai bombardamenti della Nato

Una città sconosciuta al mondo ma ben inquadrata nel mirino dei cacciabombardieri Nato-Isaf. E’ stato lì con la sua Nikon D200, ed è tornato con delle foto importanti. Musa Qala non c’era più. Al posto dei palazzi e delle case, solo degli enormi crateri. Persino l’ospedale è stato raso al suolo dai bombardieri in missione di pace e di stabilizzazione.

(“Information Guerrilla” )

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YUNUS: NOI SIAMO DI PIU’ – Il Nobel all’inventore del microcredito BRUNO LAUZI SCRIVE A “MISTER PARKINSON”. L’ultima sfida del piccolo-grande artista

11 commenti Add your own

  • 1. Massimo Trapani  |  23 ottobre 2006 alle 11:46

    Ho visto la bambina operata con l’elargizione privata di fondi privati di questo giornalista, ascoltato le parole del papa’ di questa bambina.
    Ho la sensazione spero veritiera che questo e’ un caso che si possa risolvere in maniera positiva.
    In ogni caso, sappiano i familiari di Torsello, che per stasera e’ stata organizzata una veglia di preghiera dalla mia parrocchia.
    Spero possa servire a qualcosa..

    Rispondi
  • 2. danielatuscano  |  23 ottobre 2006 alle 14:13

    Iniziative come queste servono sempre, se non altro a noi.

    Servono a noi perché, se pur insufficienti se lasciate isolate, in qualche modo, foss’anche per poco tempo, ci costringono a riflettere, ci mettono in comunicazione con gli altri, ci dànno la sensazione che stiamo in questo mondo per qualcosa di più grande rispetto al buon lavoro, il quieto tran tran e la pizza il sabato sera.

    E io penso servano anche a Torsello, sono certa che in qualche misteriosa maniera il vostro fluido vitale gli sia giunto. Non so, onestamente, come si concluderà questa vicenda. Lungi da me fare l’uccellaccio del malaugurio ma anche nel caso di Baldoni si ostentava ottimismo, poi è andata come è andata.

    E’ vero che allora avevamo un “governo” del tutto incapace e per nulla credibile, ma se ci si illude basti sostituire B. con una “sinistra” all’acqua di rose come la nostra per essere fuori pericolo, stiamo freschi.

    E poi in una situazione estrema come quella afghana non esistono gli amici: esiste solo carne da macello, follia pura, ed è questo che mi fa temere per la vita del reporter.

    Che altro aggiungere? Restiamo in attesa, e non perdiamo comunque la speranza. Secondo le ultime notizie (fornite dai rapitori stessi circa due ore fa) l’ostaggio sarebbe ancora vivo e starebbe “bene” – se il termine è lecito -. Importante è pure capire la loro identità.

    Rispondi
  • 3. donatella  |  23 ottobre 2006 alle 17:03

    La speranza …per alcuni c’è! Per altri???..Ovunque vada al potere ” la parola giustizia e libertà” la gestisce come fa comodo e a piacimento proprio !!! questa storia mi fa un pò tremare….una grande forza

    Rispondi
  • 4. piero  |  24 ottobre 2006 alle 6:00

    noto anch’io questo disinteresse che mi atterrisce, e che mi ricorda alcune, troppe analogie con un altro free-lance che amava il paese dove lavorava… un certo Enzo Baldoni…

    speriamo solo sia del pessimismo, forse sano in questo momento, per la sorte di un uomo che si è sempre distinto per la sua integrità e altruismo…

    Rispondi
  • 5. donatella  |  28 ottobre 2006 alle 10:47

    LIBERATE GABRIELE TORSELLO… CESSI LA GUERRA

    E l’Italia – in flagrante violazione della sua stessa legge
    fondamentale, della sua carta costituzionale – sta partecipando alla guerra afgana, e’ complice di tutto questo orrore, e’ parte della coalizione militare suscitatrice di stragismo e terrorismo.
    Nel silenzio vile e schiavo di un’opinione pubblica narcotizzata e idiotizzata, nella criminale corresponsabilita’ di un ceto politico che nella sua quasi totalita’ ha condiviso la scelta dell’occupazione militare neocoloniale e della guerra terrorista e stragista, e nella complicita’ dei cosiddetti “movimenti” che si occupano di tutto tranne che di questo:
    della guerra che la Nato – e con essa l’Italia – sta conducendo in
    Afghanistan.
    Cessi immediatamente la partecipazione italiana alla guerra afgana.
    Torni loStato italiano al rispetto del diritto internazionale e della legalita’costituzionale. Troppo sangue e’ stato sparso.
    Sia liberato Gabriele Torsello.
    Cessi la guerra.

    Rispondi
  • 6. color porpora  |  28 ottobre 2006 alle 10:53

    Da Articolo 21, di Redazione

    Nel corso dell’audizione del sottosegretario all’editoria Ricardo Franco Levi in commissione Cultura, alla Camera, il portavoce di Articolo21 Giuseppe Giulietti ha richiamato l’attenzione sul caso del giornalista italiano Gabriele Torsello rapito in Afghanistan. ”Il governo sta lavorando bene – ha detto Giulietti – ma non vorrei che Torsello passasse come un sequestrato di serie B, magari perche’ e’ un giornalista ‘non ufficiale’ ed e’ convertito all’Islam. Con l’associazione Articolo 21 abbiamo deciso di dedicare tutti i giorni l’apertura del nostro sito a questa vicenda e chiederemo alla Federazione internazionale dei giornalisti di mettersi in contatto con tutte le associazioni professionali dei paesi islamici, per rendere noto chi e’ veramente Gabriele e favorirne il ritorno a casa”.

    —————————————————————–

    Mercoledì 25 ottobre, sul sito Internet “www.islam-online.it” (legato all’Ucoii, l’Unione delle Comunità Islamiche in Italia), è stato pubblicato un appello per la liberazione di Gabriele Torsello. Questo è il testo intergrale.
    “Non vogliamo esprimere nessuna valutazione sulle circostanze del rapimento di Gabriele Kash Torsello e sulle richieste avanzate dai suoi sequestratori se non che la vicenda è islamicamente inaccettabile e quindi coloro i quali rivendicando tale appartenenza lo detengono, hanno il dovere religioso di rilasciarlo immediatamente e consentire che possa rientrare in sicurezza in Italia.
    Nessuna giurisprudenza islamica consente il sequestro e la detenzione di persone che pur trovandosi in terreno di guerra ne sono del tutto estranei e, anzi, cme nel caso di Kash Torsello, prestano la loro opera professionale, per documentarne gli orrori con l’intenzione di denunciarli e favorirne la cessazione. La sua condizione di musulmano inoltre deve essere una ragione in più per invitare coloro che lo restringono ad esercitare nei suoi confronti gli elementari doveri di fratellanza obbligatori per tutti i musulmani. Siamo vicini al nostro fratello e alla sua famiglia con la preghiera e con quanto potremo”.
    Questo appello è “un fatto positivo”, ha commentato il ministro degli Esteri, Massimo D’Alema.

    Rispondi
  • 7. danielatuscano  |  28 ottobre 2006 alle 18:19

    Anche il Comune di Bresso ha esposto un lenzuolo con la scritta “GABRIELE TORSELLO LIBERO”. Oggi ha parlato anche la compagna del giornalista. La prigionia è davvero molto lunga, speriamo resista, poveraccio.

    Rispondi
  • 8. rino  |  29 ottobre 2006 alle 10:31

    CITTA’ DEL VATICANO (Reuters) – Papa Benedetto XVI ha espresso oggi “la più ferma condanna” dei sequestri di persona in tutto il mondo e ha lanciato un appello per la liberazione di Giovanni Battista Pinna, un allevatore rapito in Sardegna nel settembre scorso.

    “Da più parti mi giungono richieste di intervento in favore di persone che, in diversi Paesi del mondo, sono vittime di sequestri. Mentre ribadisco la più ferma condanna di questo crimine assicuro il mio ricordo nella preghiera per tutte le vittime e per i loro familiari e amici”, ha detto il Pontefice al termine della preghiera dell’Angelus a piazza San Pietro.

    “In particolare mi unisco al pressante appello recentemente rivoltomi dall’Arcivescovo e dalla comunità di Sassari in favore del signor Giovanni Battista Pinna, rapito il 19 settembre scorso, perché sia presto restituito ai suoi cari”.

    Intanto sono passati 18 giorni da quando il fotoreporter italiano Gabriele Torsello è stato rapito in Afghanistan. Scaduto il 22 ottobre l’ultimatum dei rapitori, che chiedevano, in cambio sua della liberazione, il rimpatrio dall’Italia di un afghano convertito al cristianesimo e il ritiro delle truppe italiane, la Farnesina ha detto che le trattative proseguono.

    Quello che è giusto è giusto e penso il papa abbia fatto bene a reclamare il rilascio di tutti i rapiti, compreso questo Pinna che sinceramente non ricordavo, così come la sua fermezza contro la pedofilia nel clero.

    Rispondi
  • 9. danielatuscano  |  30 ottobre 2006 alle 12:48

    Il rapimento è un crimine odioso. Mi viene sempre in mente quel passo dei Promessi sposi dove il bravo si rivolge a Lucia, appena rapita, con queste parole che vorrebbero essere di conforto: “Non vedete che avremmo potuto ammazzarvi cento volte, se avessimo voluto? Quindi state calma, che non vogliamo farvi del male.

    Certo, per chi è abituato a nefandezze ben peggiori, rapire una persona non è farle del male. In verità tendiamo a sottovalutare l’atto stesso che, ripeto, è abominevole. E non solo nei casi estremi, quando cioè viene coinvolto un bambino o un vecchio, o quando si conclude male, con la morte dell’ostaggio. Queste sono aggravanti che rendono ancor più infame un delitto che comunque resta tale. Sono ricorsa apposta a un esempio “letterario” perché, a parer mio, qualsiasi rapitore, dal terrorista all’anonimo sardo, altri non è che un delinquente della peggior specie.

    Usare violenza a una persona, trattarla come un oggetto, farla vivere nel terrore, usurpare la sua intimità, umiliare la dignità sua e della sua famiglia, non tenere in nessun conto, o sottovalutare molto, la sua paura e il suo dolore, così come la sua dignità ferita (è il caso dei bravi manzoniani: non vogliamo farti del male…), beh, che cosa lo differenzia dall’assassinio puro e semplice? Semmai vi si trova, in più, una componente di sadismo e soprattutto di vigliaccheria.

    Bene quindi ha fatto il Papa a ricordarlo. Bene ha fatto a citare Pinna, anzi lui in particolare, di cui nemmeno io rammentavo la vicenda. Uno dei compiti di un Pontefice è proprio l’attenzione verso i più deboli e indifesi e, se Torsello non ha ricevuto tutta la solidarietà che ci si sarebbe aspettati, Pinna ne ha ottenuta ancor meno.

    Quanto all’intervento contro i preti pedofili, ovviamente non si può che sottoscrivere, però è tutta un’altra faccenda perché i continui insabbiamenti di questi anni non possono essere cancellati con un colpo di spugna e ti rimando all’intervento di Massimiliano Frassi in proposito: https://danielatuscano.wordpress.com/2006/09/21/luigi-chiatti-beneficera-dellindulto/#comment-561; e anche al suo libro Predatori di bambini (se riesci a resistere, ma devi farlo), e lì altro che pronunciamenti papali… 😐

    Rispondi
  • 10. franco  |  3 novembre 2006 alle 13:36

    Ce l’ha fatta…

    Afghanistan: liberato Gabriele
    Torsello
    Un rapimento durato 23 giorni
    ROMA – Il fotoreporter italiano Gabriele Torsello, rapito in Afghanistan il 12 ottobre scorso, è stato liberato. La notizia è stata confermata da Peace Reporter
    Repubblica (03-11-2006)

    Rispondi
  • 11. danielatuscano  |  3 novembre 2006 alle 17:42

    Che occhi dolci ha Gabriele, che sguardo infantile dietro la barba afghana, e quella tunica, più che un indumento islamico, mi fa pensare alla veste battesimale…

    Lo hanno tenuto al buio e incatenato per ventitré giorni, ha avuto paura, all’inizio poteva disporre di un Corano, lui convertito, poi non ha potuto avere più nemmeno quello. Come Giuliana Sgrena prima di lui, ha pensato ai familiari, al figlio di quattro anni che lo ha sempre nominato in questi giorni, alla sua donna, ai genitori.

    Ora è tornato a casa. Non m’interessa sapere i particolari e i gossip dozzinali sull’eventuale pagamento del riscatto: questa spazzatura riserviamola agli sciacalli con la penna. Noi possiamo solo unirci alla gioia di riaverlo qui fra noi, nell’attesa che si ponga la parola “fine” a questo conflitto assurdo.

    Rispondi

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