NONVIOLENZA (ancora) IN MOVIMENTO – Sempre e solo “no” alle guerre

29 ottobre 2006 at 16:21 11 commenti

Anche noi abbiamo partecipato al seminario del Movimento NonViolento svoltosi il 21-22 ottobre a Verona, presso i Padri comboniani http://nonviolenti.org/content/view/495/2/.Scopo dell’incontro non era solo presentare e confrontare le esperienze dei singoli gruppi sul difficile e contrastato cammino della pace; ma anche quello più immediato di “contarsi”, di valutare cioè le proprie forze.Mai come in questo momento ci siamo resi conto di essere impopolari. I grandi media ci ignorano.  Parlare di pace e di non-violenza è diventato più che mai scandaloso. In fondo, “grazie” alla campagna orchestrata dai mezzi di comunicazione più importanti, l’opinione pubblica ha praticamente finito per accettare l’idea della democrazia da esportare a colpi di cannone come unica e valida alternativa al terrorismo dilagante. Chi si ostina a cercare altre vie viene tacciato come minimo di ingenuità, quando non è accusato apertamente di simpatizzare per i terroristi.Portiamo avanti molte iniziative, sia all’interno della nostra città, sia in un contesto più ampio. Ormai – ha osservato un partecipante – non possiamo prescindere dall’”internazionalità” del nostro agire.Siamo oscurati, e qualche volta, forse, contribuiamo senza volerlo a questo oscuramento.Quando incontriamo difficoltà nel comunicare fra noi, quando si tratta di coordinare le forze. Il pensiero di fondere un unico gruppo di lotta, eterogeneo certo, ma con finalità comuni, è la vera sfida da vincere. Matteo Valpiana, coordinatore dell’incontro e direttore di “Azione NonViolenta”, l’ha precisato con molta chiarezza.

Abbiamo dalla nostra Capitini, Tolstoj, Gandhi, don Milani… Non dobbiamo dimenticarcene!

daniverona3.jpgNoi rappresentavamo rispettivamente il Partito e il Movimento Umanista.Abbiamo distribuito volantini per la manifestazione del  2 dicembre 2006 a Milano www.simbolodellapace.net. L’intervento pubblico, a cura di Daniela, verteva principalmente sul Disarmo, i forum di Milano e Lisbona, le campagne d’appoggio umano in Africa e l’azione nelle scuole,  dove siamo presenti con seminari per studenti e insegnanti.Abbiamo riposato nell’ ostello della gioventù Villa Francescatti,  luogo pulito e  decoroso, con uno splendido chiostro del XII secolo.

danidona2.jpg

Ma il “senso” ultimo dell’incontro, nonché un sorriso di profonda speranza, l’abbiamo trovato nel…regolamento. La cappella Comboni situata a un dipresso, si leggeva infatti, è aperta a tutti i giorni, ma con una particolarità: dalle  7 alle  9 e  dalle 18 alle  20 dal lunedì  al  giovedì per  i  credenti  di  tutte  le  religioni; mentre il venerdì è a  disposizione dei  fedeli dell’Islam,  il  sabato degli  ebrei e  la domenica dei  cristiani…! In barba ai teocon, un mondo diverso è davvero a portata di mano.Sia  essa giusta, santa, umanitaria, chirurgica, difensiva, offensiva, legittima, illegittima o  preventiva… la  guerra, fatta da  chiunque, per  qualunque motivo, con  qualsiasi arma, è  sempre e  comunque il  più  grande crimine contro l’umanità! 

Daniela Tuscano e  Donatella  Camatta (nelle foto: l’intervento di Daniela al seminario; Daniela e Donatella sorridenti a Verona. Vedi anche http://www.silo.ws/ e https://danielatuscano.wordpress.com/2004/11/30/zanotelli-il-capitalismo-e-peccato/)

 

 

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BRUNO LAUZI SCRIVE A “MISTER PARKINSON”. L’ultima sfida del piccolo-grande artista IL SIGNIFICATO DELLA VITA

11 commenti Add your own

  • 1. tiziano  |  29 ottobre 2006 alle 21:21

    VIALEBOMBE NEWS

    Alcuni appuntamenti.

    Venerdì prossimo, 3 novembre, si terrà a Pordenone un dibattito dal titolo “Guerra preventiva o eterna?”. Interverranno Michael Hardt, docente di letteratura alla Duke University del North Carolina e coautore con Toni Negri di “Impero” e “Moltitudine”; Vilma Mazza, dell’Ass. “Ya Basta”; il sottoscritto, in rappresentanza del Comitato “Via le Bombe”; Walter Lorenzi, del Comitato Unitario per lo smantellamento e la riconversione di Camp Darby; Cinzia Bottene, del Comitato contro l’ampliamento della Base di Vicenza. L’appuntamento è all’ex convento di San Francesco, alle ore 20.30.

    Sabato 4 novembre il Comitato parteciperà ad un presidio in piazza Cavour (sempre a Pordenone), in cui verrà ricordato in maniera alternativa l’anniversario della fine della prima guerra mondiale; un’analoga iniziativa è in programma a Firenze, dove la sezione locale del Comitato “via le Bombe” ha promosso una “Festa delle Forze Disarmate” (per ulteriori dettagli: Patrizia Creati ).

    Lunedì 6 novembre, alle 20.00, presso il Centro di Accoglienza
    “Balducci” di Zugliano (periferia sud di Udine), si terrà un’assemblea allargata convocata dalla Tavola per la Pace regionale del FVG: all’ordine del giorno, fra le altre cose, le iniziative da mettere in atto sul territorio a sostegno del disarmo atomico.

    Venerdì 17 novembre, sono invitato dalla “Tenda per la Pace” di
    Bellusco (MI) per un dibattito sul nucleare. Non ho ancora i dettagli logistici, ma spero di riuscire a segnalarli prossimamente.

    Rispondi
  • 2. donatella  |  29 ottobre 2006 alle 18:37

    Nucleare…

    Qual è la situazione italiana?

    È paradossale (non meno di quella di altri paesi). L’Italia è ufficialmente uno Stato non nucleare aderente al TNP. Questo status è però clamorosamente contraddetto da molti fatti. L’adesione alla NATO – che ha radicalmente cambiato fisionomia e ruolo dopo la fine della Guerra Fredda e con l’adozione nel 1999 del “Nuovo Concetto Strategico”, mai discusso né approvato da alcun Parlamento – comporta la partecipazione alla dottrina strategica e alla pianificazione nucleare, quindi l’assunzioni di capacità militari nucleari. In questo contesto l’Italia mantiene schierate sul proprio territorio 90 testate nucleari a gravità (nelle basi NATO di Aviano, ed italiana di Ghedi Torre), delle 480 in sei paesi europei della NATO. Queste testate sono il residuo delle armi nucleari schierate in Europa, dopo che il Trattato INF del 1987 rimosse quelle portate da missili a gittata intermedia (che furono chiamati Euromissili, e ci portarono sulla soglia di un conflitto nucleare). Oggi sono armi obsolete dal punto di vista strategico, e sembrano quasi solo il simbolo dell’affermazione della nostra subalternità, poiché sono molto più utili i sommergibili con capacità nucleare o le testate schierate in basi più avanzate. Tuttavia la loro rimozione (che la Grecia, ad esempio, ha ottenuto senza che questo abbia implicato altri problemi politici) potrebbe avere una funzione positiva per sbloccare il processo di disarmo: infatti, poiché gli Euromissili, furono rimossi ma non si prevedeva nulla sulla destinazione delle testate (mentre il trattato START-II prevedeva la distruzione delle testate rimosse), il conteggio delle armi nucleari tattiche esistenti e del loro stato operativo costituisce uno degli aspetti più oscuri e problematici; ma la Russia ha fatto sapere che, qualora le testate a gravità schierate in Europa venissero rimosse, sarebbe disposta ad aprire un negoziato sulle armi tattiche e sulla loro rimozione, che contribuirebbe a riaprire il processo di disarmo. Vi è poi un problema più grave ed inquietante, costituito dai sommergibili nucleari statunitensi con capacità nucleare, che scorazzano nel Mediterraneo, e possono entrare nelle nostre acque territoriali e in ben 11 porti, costituendo un rischio reale per le popolazioni, ed un bersaglio nel caso in cui scoppi una guerra nucleare per errore (o per volontà deliberata).

    Rispondi
  • 3. color porpora  |  29 ottobre 2006 alle 17:15

    Ricordiamo quanto avevamo scritto sul numero attuale di “Color Porpora”:

    CAMPAGNA MONDIALE PER IL DISARMO

    Ci troviamo in una situazione di enorme rischio, con 30.000 testate nucleari capaci di distruggere il pianeta 25 volte, e nessuno ne parla. Intanto la corsa al riarmo atomico prosegue e la possibilità di un “incidente” nucleare, le cui conseguenze potrebbero essere devastanti, aumentano sempre di più.
    Per questo una rete di organizzazioni umaniste attive in tutto il mondo nel campo dei diritti umani, della pace, della cooperazione internazionale e dell’ambiente ha deciso di lanciare una campagna mondiale per il disarmo e ha chiesto l’assistenza di Silo, pensatore e scrittore argentino e guida spirituale conosciuta per la sua saggezza dalla gente semplice e di buon cuore di moltissimi paesi.
    Si tratta di una campagna che vuole arrivare alla coscienza della gente comune, provocando una risposta capace di raggiungere i potenti. Una campagna mondiale che porti dovunque la richiesta di pace sentita da milioni di persone.
    Per arrivare al maggior numero possibile di persone si è deciso di concentrare il messaggio della campagna in uno spot di 30 secondi, durante il quale Silo lancia un appello per il disarmo nucleare. Lo spot verrà trasmesso simultaneamente dai canali televisivi nazionali e internazionali e apparirà anche sugli schermi situati negli aeroporti, nelle stazioni ferroviarie e della metropolitana di moltissime città. Le trasmissioni sono cominciate il 20 settembre… Informazioni dettagliate al sito http://www.silo.ws.

    Rispondi
  • 4. alessandro  |  30 ottobre 2006 alle 14:04

    4 novembre, non festa ma lutto

    Il 4 novembre, festa delle Forze Armate, diamoci appuntamento di fronte a tutte le caserme d’Italia per contestare la guerra, le guerre “umanitarie”. Mentre nel pianeta milioni di persone muoiono di fame, soprattutto bambini, le nazioni, in maniera particolare quelle occidentali, sperperano denaro e risorse per
    costruire micidiali e sempre più sofisticati ordigni di morte. Quest’anno la Finanziaria del governo Prodi prevede oltre 20 miliardi di euro per le spese militari, tutti soldi che vengono
    vergognosamente sottratti alle spese sociali: sanità, scuola, occupazione. A Cagliari, in contemporanea con la cerimonia per la festa delle Forze Armate, al Parco delle Rimembranze in via
    Sonnino si terrà alle ore 9 del 4 novembre una contromanifestazione pacifista di protesta.

    Antonello Repetto
    tel. 0781.856397

    Rispondi
  • 5. piero  |  30 ottobre 2006 alle 23:27

    Comunicato Stampa

    Che tipo di armi sono state usate in Iraq e in Libano?
    Se i soldati italiani si ammalano di tumore dopo pochi mesi di permanenza, cosa succede alla popolazione civile?
    Quali sono gli effetti diretti e indiretti dell’uranio impoverito?

    Le guerre inquinano. Per sempre.
    A Firenze un’opportunita’ unica per parlarne con testimoni ed esperti scientifici

    sabato 4 Novembre alle ore 17.00
    Circolo SMS Rifredi – Firenze
    Via Vittorio Emanuele II 303

    Hitoshi Shimizu
    Regista e co-autore del video documentario “The Unknown Terror of DU”
    Naomi Toyoda
    Fotogiornalista, co-autore del video documentario “The Unknown Terror of DU”
    Dr. Monica Zoppe’
    del gruppo di studio “Nuove armi” – Comitato Scienziate e Scienziati contro la guerra
    Moderatore: Francesco Iannuzzelli
    della Coalizione internazionale per la messa al bando dell’uranio impoverito
    Organizzato da PeaceLink – Nodo di Firenze
    in collaborazione con
    Centro Documentazione “Semi sotto la neve” di Pisa

    “…male non fare paura non avere…”

    Piero

    Rispondi
  • 6. anna  |  31 ottobre 2006 alle 19:20

    Ciao,

    giro un articolo che mi è arrivato sull’Afghanistan: altro che missione di pace!

    Anna

    Afghanistan – 25.10.2006

    Afghanistan, signornò!

    I reduci si ribellano: “Lì è peggio dell’Iraq”, “Troppe perdite e troppe bugie”, “Un suicidio”

    I soldati Isaf britannici, canadesi e olandesi di ritorno dalla guerra in Afghanistan raccontano le loro verità. Verità scomode per i governi che continuano a parlare di “missione di pace”.

    Gran Bretagna. “Dopo sei mesi di missione in Iraq sono venuto volontario in Afghanistan. Non avevamo capito che qui sarebbe stata così dura. E’ stato uno shock! In confronto con la situazione afgana, quella irachena era tranquilla”. Sono le parole di Michael Diamond, 20 anni, soldato del 1° Battaglione del Reggimento Reale Irlandese dell’esercito britannico. E’ appena tornato dal fronte, da Musa Qala, nella provincia di Helmand, dove i talebani hanno tenuto sotto assedio le forze Isaf per mesi, fino a costringerle alla ritirata, avvenuta pochi giorni fa. “I loro attacchi iniziavano ogni giorno intorno alle 4 di mattina e proseguivano per sei, sette ore”, racconta il suo comandante, Paul Martin, 29 anni, gravemente ferito da una granata lanciata dai talebani su una postazione d’artiglieria britannica. “Sono tenaci, coraggiosi e addestrati. Ci stavano addosso senza sosta. E’ stata molto dura”.

    Canada. Simili racconti vengono fatti dai soldati canadesi che nelle scorse settimane hanno combattuto a Panjwayi e Zhari, nella provincia di Kandahar. L’operazione “Medusa” è stata segnata da violente battaglie che hanno lasciato sul terreno 43 soldati canadesi e 231 feriti, molti dei quali – un numero molto maggiore di quelli dichiarati dal governo di Ottawa – paralizzati e mutilati. Proprio sui feriti gravi è in corso a Ottawa una durissima polemica tra governo e opposizioni: queste ultime accusano il ministero della Difesa canadese di fornire cifre false, ampiamente sottostimate, sul numero dei ragazzi che tornano dall’Afghanistan senza gambe, braccia o costretti per tutta la vita su una sedia a rotelle. Ma l’accusa più dura è quella di aver mentito alla nazione, usando la menzogna della “missione di pace” per mandare i ragazzi canadesi a morire in guerra.

    Olanda. Anche le truppe olandesi impegnate sul fronte nord del “triangolo talebano”, quello della provincia centrale di Uruzgan, stanno pagando le conseguenze di mesi di battaglie. Soprattutto dal punto di vista psicologico. Molti soldati inviati a combattere i talebani in Afghanistan si sono trovati in una situazione così dura che hanno perso la testa. Chi , secondo la stampa olandese, dandosi ad atti di violenza gratuita, chi suicidandosi, come ha fatto lo scorso 11 ottobre il sergente Dijkstra. L’esperienza afgana deve essere stata davvero dura se i reduci, pur di non essere rimandati al fronte, preferiscono la galera. Come il soldato ventunenne Wegenaar, afflitto da disturbi psichici dovuti alla sua ultima missione in Afghanistan e ora finito davanti alla corte marziale come disertore per essersi rifiutato di tornare al fronte. “Quella è una missione suicida”, ha dichiarato davanti ai giudici in divisa.

    Enrico Piovesana

    Peacereporter

    Rispondi
  • 7. Marcello Marani  |  1 novembre 2006 alle 2:17

    Per capire a quale livello sia giunta ormai la “disinformazia” basterebbe leggere i due volumi di autori vari, dal titolo: “Tutto quello che sai è falso”, oppure “Fidati, gli esperti siamo noi” di Sheldon Rampèton e Jhon Stauber, assieme a “Scacco al Potere” di Amy e David Goodman, editi da Nuovi Mondi Media.
    Mentre prima si parlava di giornalisti “embedded” adesso si parla di giornalisti “in bed”, per dire che dormono proprio.
    Diceva il romanziere e giornalista Steinbeck, parlando dei corrispondenti della 2^ guerra mondiale,
    “Non voglio certo dire che i corrispondenti fossero dei bugiardi… Ma è in ciò che non si dice che risiede la menzogna”.
    Ed oggi non ci dicono neppure la metà delle cose e quelle che ci dicono sono il più delle volte false e come scrive la Goodman i Pacifisti contrari alle guerre, non sono una maggioranza silenziosa, ma una maggioranza “silenziata”
    E più avanti cita il caso di come si spaccia per buona la moneta falsa: si fa filtrare la falsa notizia, che ad esempio l’Iraq è sul punto di avere l’arma atomica, avendo fatto grossi acquisti di materili adatti allo scopo, come fece il vicepresidente Cheney.
    Il N.Y. Times imbocca e pubblica la notizia ed allora con il Times in mano, Cheney fece il giro di tutti i talk show, sbandierando il quotidiano a conferma della sua tesi.
    Credo che se veramente vogliamo uscire da questo labirinto di disinformazione informata o di disinformata informazione non ci resti che una sola strada.
    Pretendere ai sensi dell’art.43 della Costituzione, che lo Stato trasferisca a delle associazioni o comunità di utenti, lettori o telespettatori, appunto le reti televisive ed i principali quotidiani, in modo che non essendoci più un padrone, stampa e TV, da voce del padrone, diventino le voci dei padroni, dato dovranno rsipondere non all’editore ma ai lettori ed agli spettatori.
    E noi, pittosto che pagare i quotidiani 1 Euro potremmo pagarne due per poter avere voce in capitolo e se si stabilisse che le azioni dell Tv liberalizzate sarebbero vendute da un minimo di ad un massimo di, ai teleabbonati, sono pronto a scommettere, che anche gli evasori inizierebbero una corsa virtuosa per abbonarsi e da oggetto passivo, riscattarsi a soggetto attivo.
    maranimarcel@tiscali.it

    Rispondi
  • 8. donatella  |  1 novembre 2006 alle 10:07

    FORUM UMANISTA EUROPEO LISBONA 2006
    La forza della diversità

    Primo Forum Umanista Europeo – Lisbona 3-4-5 Novembre 2006
    Aula Magna dell’Università di Lisbona – Città Universitaria – Portogallo

    L’obiettivo del Forum è quello di creare ambiti di convergenza, scambio, discussione e progetto tra organizzazioni sociali, partiti e persone coscienti della necessità di cambiare profondamente questo mondo e dell’urgenza di costruire nuove vie per farlo.

    Sono molti i volontari che lavorano in organizzazioni sociali di ogni tipo capaci di occuparsi delle necessità di altri e di ricostruire il tessuto sociale, capaci di agire con permanenza ed autonomia. Il Forum invita a tutte le persone ed iniziative che lavorano e si interessano alla pace, alla nonviolenza, ai diritti umani ed al superamento di ogni forma di discriminazione.

    In questa ampia base sociale oggi si moltiplicano gli incontri e le convergenze, perché sperimentiamo la necessità di unire le forze e di ispirarci mutuamente.

    Il Forum Umanista europeo è un ulteriore tentativo affinché l’incontro della diversità e l’intuizione del futuro chiariscano la strada e si trasformino in progetti… facendo anche pressione verso coloro che oggi decidono il destino di tutti.

    Il Forum Umanista europeo sarà un foro aperto ad attività nei campi culturali, sociali, artistici, educativi, ecc., tanto a persone come ad associazioni e gruppi.
    Inf. http://www.forumumanista.org/

    Pace, forza e allegria

    Donatella Camatta

    Rispondi
  • 9. danielatuscano  |  1 novembre 2006 alle 13:21

    Saluto Donatella anche da questa sede e le faccio i miei più sentiti auguri per la buona riuscita del Forum. Insieme avevamo partecipato anche all’evento di Milano, il 16 settembre scorso (vedi link in “Strade Umaniste”) ed è stata un’esperienza indimenticabile. Aspettiamo di vedere i frutti a livello europeo. Tornerò più tardi su queste pagine, per ora un abbraccio e… in bocca al lupo! 🙂

    Rispondi
  • 10. donatella  |  1 novembre 2006 alle 17:45

    Ti ringrazio tanto Daniela …penso che entrerò in internet a Lisbona e quindi comunicherò con te e tutte Voi!!!
    Inviatemi tanta forza……e io Vi penserò Tutte!!!! un Bacione e un grosso abbraccio Vs Doni

    Ps grazie Daniela è stata una bella serata……….a Verona e bella giornata!!

    Rispondi
  • 11. anna  |  1 novembre 2006 alle 22:05

    Ciao a tutti, a questo link

    http://www.europeanhumanistforum.org/index.php?id=program

    si può leggere il programma (quasi completo) del forum di Lisbona. La domenica 5 ci sarà anche una Dichiarazione Finale letta da Giovanna Ubaldeschi e poi una cerimonia tenuta da una messaggera francese.

    Anna

    Rispondi

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