BLOCCO DEL TRAFFICO E… NUOVE AUTOSTRADE!

21 novembre 2006 at 19:00 13 commenti

Uno sguardo accennato, un po’ socratico, dietro le finestre appannate e poi via, all’aperto. Per Thomas Schmid (nella foto), della segreteria Ambiente del Partito umanista milanese, cuore di alpino, usare la bici o i piedi è del tutto naturale. Ma proprio perché ecologista convinto non può che scuotere la testa di fronte all’ennesima “domenica senza auto” che il Comune impone ai cittadini con l’illusione – “alla quale, peraltro, nessuno crede” – di limitare l’inquinamento atmosferico. 

“Siamo alle solite” accusa Schmid. “Con l’avvicinarsi dell’inverno, in Lombardia ricompare puntuale il problema dell’inquinamento dell’aria e si ricorre al palliativo di fermare il traffico domenicale. Ma c’è dell’altro: quest’anno si dibatte vivacemente sull’applicazione di un ticket di ingresso a Milano per ridurre la circolazione di automobili. Una nuova trovata. Nuova per modo di dire…”.

 Perché tanto scetticismo, Thomas? 

“Perché queste due soluzioni (blocco e ticket) non servono a migliorare la qualità dell’aria. Di più: sono profondamente inique, poiché colpiscono solo chi non può permettersi di acquistare l’auto di modello più recente. Le vetture nuove di zecca, infatti, restano libere di inquinare quanto vogliono”. 

Dal blocco domenicale vengono però esentati i veicoli elettrici… 

“Ma tutti sanno che l’elettricità viene generata da centrali che bruciano gasolio ed è importata dalle centrali nucleari francesi; da fonti, quindi, tutt’altro che pulite!”  “Inoltre – prosegue Schmid – l’ipocrisia dello Stato e della Regione Lombardia si palesa anche nella proliferazione di nuove autostrade e tangenziali:la BreBeMi,la Tangenziale est esterna e la Pedemontana. In tal modo si contribuisce significativamente ad aumentare la circolazione di automobili nell’area metropolitana intorno a Milano”.     

Quali soluzioni propone il Partito umanista? 

“Per risolvere il problema alle radici è indispensabile che le istituzioni, dal governo centrale al Sindaco di Milano, rinuncino a questi progetti, ma anche alla terza pista di Malpensa. I fondi stanziati dovrebbero invece essere immediatamente investiti nel miglioramento della rete di trasporto pubblico, in particolare metropolitane, tramvie e rete ferroviaria regionale, e nello spostamento su ferrovia del traffico merci da camion, accantonando progetti faraonici – come la TAV – inutili oltre che dispendiosi”. 

Tu sei svizzero di nascita, nelle città del Centro e del Nord Europa non mancano piste ciclabili… 

“L’Italia è ancora poco sensibile a questo tema. Le piste sono pochissime, strette, mal curate e poco sicure. Una delle nostre richieste è proprio che ogni strada venga dotata di pista ciclabile protetta dal traffico motorizzato.  

Voi, però, siete contrari anche alla costruzione di nuovi centri commerciali fuori dei centri urbani…  

“Di questi centri e di ‘outlet’. Per una ragione molto semplice: generano ulteriore circolazione di macchine e distruggono il tessuto cittadino”.  Thomas è ora sulla soglia di casa, pronto per “quattro passi nello smog”. Qualche auto in meno, ma il traffico non è certo bloccato. In compenso, ci si può sempre rivolgere a un taxi, con tariffa festiva inclusa, naturalmente. I tempi del “prezzo politico” sono decisamente fuori moda, troppo sessantotteschi. Thomas mi saluta col consueto, socratico sorriso… 

Daniela Tuscano

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Entry filed under: Bresso, Milano e... dintorni, flora, fauna e... cemento!, strade umaniste.

REALTA’ SENZA DIO, OGGI ACQUA: FONTE DI VITA O DI… GUADAGNO?

13 commenti Add your own

  • 1. alberto  |  22 novembre 2006 alle 19:33

    ciao daniela!
    molto bella questa intervista a thomas!
    complimenti ancora per la qualita’ del tuo blog che leggo sempre con
    tanto
    interesse!
    un abbraccio dalla romania!
    alby

    Rispondi
  • 2. danielebausi  |  22 novembre 2006 alle 22:16

    Moltro interessante però qualche dubbio io ce l’ho.
    Non so cosa possa risolvere a Milano, a Firenze secondo me niente perchè non può bastare una domenica sì e una no per risolvere l’inquinamento e poi diviso dalla fascia oraria.
    O si prendono decisioni drastiche e quindi si allungano le giornate e le ore, magari anche chiudendo un area maggiore del centro storico soltanto, oppure è una gran perdita di tempo.

    Rispondi
  • 3. giancarlo  |  22 novembre 2006 alle 23:16

    Scusami ti rispondo un po’ in fretta… perché il mio computer se lo accendo sembra un elicottero dal frastuono che fa… così ho rispolverato (ma è veramente solo un modo di dire… vista la polvere che invece lo ricopre!) un veccio PC portatile con cui ho dovuto litigare ore per istallare internet… e ogni tentativo di scaricare un aggiornamento dell’antivirus o che so io.. mi si riavvia!!
    Insomma: marasma totale!
    Così al volissimo ti bacio, ti saluto, mi scuso per essere “virtualmente” poco presente e a proposito del problema blocco traffico brevissimamente sono di quelli che ritengono la soluzione del tutto inadeguata e forse addirittura inutile, anche se ha il merito di costringere la gente ad accorgersi che è anche possibile usare i mezzi pubblici o addirittura camminare, ed in ogni caso almeno estemporaneamente è gradevole per qualche ora non avere intorno tante lamiere colorate…
    Buonanotte

    Rispondi
  • 4. ellyr  |  22 novembre 2006 alle 23:22

    Io ti riporto la realta di Mestre…….anke qui l’inquinamento è molto alto….la tangenziale dalla mattina alla sera è sempre piena di camion ke procedono a passo d’uomo e di makkine…..
    Anke qui c’è il blocco delle auto….. in + targhe alterne x passare in centro…..secondo me i blocchi domenicali o le targhe alterne nn servono a niente… abbassano… se abbassano…..polveri sottili x un giorno o due e poi siamo al punto di partenza. Purtroppo usiamo molto poco i mezzi di trasporto pubblico, ke tra le altre cose sn sempre in numero insufficiente e sempre in ritardo……..

    Potenziare la rete di mezzi pubblici potrebbe essere una soluzione….

    Rispondi
  • 5. PetaloSs  |  23 novembre 2006 alle 11:00

    Qui in Sardegna siamo più fortunati riguardo all’emergenza traffico, anche se ne parla pure qui visto che alla fine nn è solo un problema di, sole, alcune città ma tutto il globo… noi abbiamo quasi sempre il maestrale che spazza via lo smog, ma non lo dissolve nell’atmosfera quindi credo che il problema non sia da sottovaluttare… la Realtà della mia città, che è un’unghia (spezzata) di milano, è che ci sono più macchine che persone… sembra assurdo ma per fare alcuni km se passo nel centro di Sassari ci metto tantissimo tepo… ormai siamo in quell’era in cui le vetture sono indispensabili… per quel che mi riguarda se mettessero dei collegamenti decenti nelle città io bloccherei le macchine non solo una domenica al mese, o targhe alterne, ma sempre… vorrei puntualizzare che io proprio odio prendere i mezzi pubblici..

    Rispondi
  • 6. lugalla2001  |  23 novembre 2006 alle 9:21

    Io abito in un paese (Gallarate) dell’asse del Sempione e ogni volta che c’è questo maledetto blocco del traffico sono fermo a casa perchè non ci sono ovviamente mezzi pubblici per potersi spostare.
    Trovo questa “genialata” solamente una trovata per far contenti “falsi ambientalisti” accodiscendenti poi su questioni molto ma molto più gravi e inquinanti sia dal punto di vista atmosferico che ambientale…
    Forse chi abita nei grossi centri tipo Milano, che è servita bene per tutti gli spostamenti, trova queste domeniche forzate senz’auto u modo per scoprire o godersi meglio angoli della città….

    Rispondi
  • 7. Madame  |  23 novembre 2006 alle 13:26

    Confermo quanto dici Luca.
    Io che abito a Roma trovo comunque un modo per spostarmi perchè non mancano di certo i mezzi pubblici!
    E noto con soddisfazione quanto i miei concittadini si divertano a passeggiare con i cosidetti “mezzi ecologici” nelle strade altrimenti dominio delle auto private.
    La cosa che però mi lascia perplessa è che almeno a Roma il blocco riguarda solo alcune tipologie di macchine ormai quasi completamente debellate.
    Quelle non catalitiche ed i vecchi diesel che ormai si contano sulla punta delle dita! Ci hanno incoraggiato in tutti i modi con incentivi vari a cambiare auto, poi sono arrivate le euro 4, e fra un pò metteranno il divieto anche per quelle!
    Insomma, concludendo, non trovo assolutamente di nessuna efficacia queste domeniche cosìdette “ecologiche”.
    Tanto anche le macchine che hanno il permesso di circolare, e sono tantissime, inquinano a loro volta!

    Rispondi
  • 8. Identikit  |  23 novembre 2006 alle 22:15

    Dove vivo adesso questo problema nn c’è ma conosco la città ho lavorato a Romaper tantissimi anni spostandomi da un capo all’altro della città con i mezzi pubblici..bè se dovessi tornare a vivere lì e lavorarci ,scusate ,ma col kavolo ke mi sposterei ankora con i mezzi…è un incubo sono sempre stracolmi di gente il più delle volte nn puoi prenderli nemmeno per quanta ce n’è di gente e devi aspettare quello dopo…in + i mezzi pubblici sono pieni d maniaci ke ti mettono le mani ovunque e quando dico ovunque intendo OVUNQUE!!!
    e lo dico con cognizione di causa perchè mi è capitato un infinità di volte..allora quando devo sclerare perchè i mezzi sono stracolmi e in + mi devo pure far toccare dal pripo porco ke passa prendo la mia bella macchinetta e me ne frego altamente delle polveri sottili!!!

    Rispondi
  • 9. gianni  |  24 novembre 2006 alle 8:47

    Ho scritto per 20 minuti la mia opinione in proposito,
    con ampi riferimenti alla situazione Macchiavellica della circolazione nella mia citta’

    e ZAC, e’ andata via la corrente.

    Ci riprovero’ in altra occasione.

    Nel frattempo vorrei sintetizzare il mio pensiero alla Napoletana maniera

    MA VAFFXXXXXXXXXXXXXULO!!!!!!!!

    E questo nonostante io per i miei spostamenti cittadini mi avvalgo per il 90 % della bicicletta
    (per adesso ancora esentata da divieti)

    ma le idiozie messe in campo a Torino superano ogni piu’ fervida fantasia, e fra l’altro, senza nessun risultato e paradosso dei paradossi

    le polveri sottili sono in costante e quotidiano aumento …….

    L’unico risultato ottenuto finora
    e’ che si distoglie lo sguardo dai reali grandi inquinatori,
    e comunque non si affronta il problema in modo responsabile e maturo come invece andrebbe indiscutibilmente fatto visto che comunque ce ne va di mezzo la salute dei cittadini ……..

    Rispondi
  • 10. thomas  |  2 dicembre 2006 alle 1:22

    Ciao a tutti
    vi mando una posizione della Commissione ambiente del PU sul fatto che
    i politici (attraverso decisioni e leggi sbagliate) e le aziende
    (attraverso pubblicità ingannevole) inducono i cittadini a pensare che
    rottamando le vecchie automobili si faccia diminuire lo smog nelle
    città. In realtà serve solo ad accelerare il consumismo (e
    l’ingiustizia nei confronti di chi non può permettersi di acquistare
    un’auto nuova ogni 2 anni) mentre l’impatto sull’ambiente aumenta.

    C’è poi una maniera fuorviante di parlare di “veicoli inquinanti” come
    se dell’altra parte esistessero veicoli non inquinanti. Tutte le
    automobili e moto in circolazione inquinano, incluse quelle
    elettriche!

    Thomas

    Comunicato stampa

    Milano, 01 dicembre 2006

    Come favorire le case automobilistiche fingendo di lottare contro lo smog

    Nella grande battaglia contro lo smog che attanaglia le città italiane, la soluzione magica che sembra mettere d’accordo tutti, centrosinistra e centrodestra, automobilisti ed imprenditori, è quella del rinnovo del parco macchine: “Incentiviamo la sostituzione delle vecchie macchine Euro 0, 1, 2 e 3 con vetture Euro 4 o addirittura elettriche, e l’inquinamento calerà”. Ne è un esempio la legge approvata il 28 novembre dalla Regione Lombardia che dà un contributo di 2000 euro a chi cambia auto.

    Questa proposta è scellerata perché chiunque si interessi di temi ambientali sa che produce l’effetto contrario: il proprietario di una nuova macchina, attrezzata con il massimo confort e con gli ultimi ritrovati tecnologici (navigatore satellitare, aria condizionata, cambio automatico) è stimolato ad usarla di più, a percorrere più chilometri e quindi ad emettere più inquinanti. Difficilmente questo cittadino che ha appena sborsato 10mila o anche 30mila Euro lascerà la sua scintillante automobile nel parcheggio per infilarsi in un tram affollato o in una soffocante metropolitana, inforcare la bicicletta o andare a piedi.

    Il rinnovo accelerato del parco auto e moto produce un altro drammatico impatto negativo sull’ambiente: per produrre un’automobile nuova ci vogliono ingenti quantità di energia e di materie prime già oggi scarse, mentre la rottamazione della vecchia vettura farà crescere le montagne di rifiuti che ingombrano il pianeta e verranno lasciate in eredità alle future generazioni.

    L’acquisto di un’auto nuova viene esaltato anche dalla pubblicità come un comportamento ecologico e quindi virtuoso. Sia le case automobilistiche che le multinazionali dell’energia amano usare slogan fuorvianti come “emissioni zero” e “la tecnologia al servizio dell’ambiente” per incitare al consumismo.

    Il Partito Umanista chiede che:

    – si incentivi l’uso e potenziamento dei mezzi pubblici, non l’acquisto di nuove auto e moto;

    – si rediga un serio piano energetico nazionale per superare lo stallo degli accordi di Kyoto, insufficienti e mai rispettati.

    – i veicoli elettrici non vengano considerati “vetture ecologiche”: l’elettricità che serve a farli funzionare viene comunque prodotta da centrali termoelettriche, che bruciano combustibili fossili altamente inquinanti, oppure viene importata dalle centrali nucleari francesi.

    Commissione ambiente
    Partito Umanista

    Rispondi
  • 11. donatella  |  1 dicembre 2006 alle 21:47

    Polmoni puliti

    Le città italiane si stanno svuotando di bambini. Sono stati sostituiti dalle macchine. Da parcheggi. Da pendolari motorizzati. Chi ha un bambino deve rassegnarsi a una tosse cronica. A malattie respiratorie. A un rapporto quotidiano con il pediatra. Oppure andarsene. In città entrano le macchine ed escono i bambini e le loro famiglie. Che diventano pendolari. E prendono la macchina per entrare in città e parcheggiano. Per la mancanza di mezzi pubblici efficienti. Una paranoia che produce veleni per i cittadini e utili per i petrolieri. I rappresentanti dei cittadini non muovono un dito. In questo destra e sinistra sono entrambe petrolizzate.

    A Milano la stessa famiglia di petrolieri, la famiglia Moratti, è sia al governo che all’opposizione. Io credo che sia ora di un nuovo RESET. Per evitare di tagliare adenoidi e tonsille ai nostri figli. E vederli giocare in un parco cittadino senza che si avvelenino. Per i nostri governanti sono più importanti i consumi di carburante e le società immobiliari della salute dei bambini. Loro, di solito, abitano altrove. In ville alberate fuori città. RESET.

    Visto che li paghiamo noi devono iniziare a renderci conto delle loro azioni. Quanti morti per Pm10 produce l’incuria dei sindaci, dei presidenti di Regione e di Provincia? Quanti malati? Esiste la possibilità di portare in tribunale i nostri dipendenti? Voglio lanciare con l’aiuto dei Meetup una campagna prima di informazione, poi, se necessario, di incriminazione dei responsabili, dal nome: ‘Polmoni puliti’. Riprendiamoci le città e la nostra salute

    Un bel respiro profondo

    Respiriamo veleni. Costruiamo fabbriche di veleni. Seppelliamo rifiuti tossici in mezza Italia. Trasformiamo le città in parcheggi e l’aria in ossido di carbonio. Chi inquina ti toglie la vita. Quanta? Non si sa. Di certo una modica quantità. Perchè lo fa? E’ sotto controllo. Non può reagire. I media lo tengono sotto ipnosi. Nella classifica mondiale le prime industrie sono il petrolio e le auto. L’opinione pubblica è creata da queste aziende. Dalla loro ideologia: il profitto. Gli italiani vogliono il loro posto al sole per le fabbriche di veleni. All’italiana. Non paga chi inquina, ma chi viene inquinato. E’ il business degli inceneritori. Commesse pubbliche, veleni privati. L’inceneritore non è una soluzione ai rifiuti. E’ una scorciatoia che trasforma l’organismo umano in rifiuto. I nostri dipendenti politici amano gli inceneritori. Ne vogliono uno per città. Porta lavoro, lavoro, lavoro. La grande mistica del lavoro della sinistra. La grande mistica del profitto della destra. Una mistica bipartisan. Gli inceneritori ci avvelenano.

    La Regione Veneto e l’Istituto Oncologico Veneto con il Registro dei Tumori del Veneto, il Comune e la Provincia di Venezia hanno pubblicato uno studio: ‘Rischio di sarcoma in rapporto all’esposizione ambientale a diossine emesse dagli inceneritori’ .

    Le conclusioni:
    – La Provincia di Venezia ha subito un massiccio inquinamento atmosferico da sostanze diossino-simili rilasciate dagli inceneritori. ..

    – Nella popolazione esaminata risulta un significativo eccesso di rischio di sarcoma correlato sia alla durata che all’intensità dell’esposizione

    – Gli inceneritori con più alto livello di emissioni in atmosfera sono stati quelli che bruciavano rifiuti urbani..

    Rispondi
  • 12. Marco  |  30 gennaio 2010 alle 19:58

    C’è una domanda che tutti dovrebbero assolutamente farsi in occasione di questi blocchi del traffico, che non c’entra niente con se e quanto riducono l’inquinamento, ed è una domanda a cui (almeno) tutti i politici dovrebbero rispondere, vedi http://stop.zona-m.net/it/node/85

    Rispondi
  • 13. Bianco  |  8 maggio 2010 alle 15:10

    Qui il vero problema non è solo lo smog da auto Qui siamo difronte a un problema è molto più grave:
    Girando l’Italia ho potuto vedere con i miei occhi che moltissimi cantieri edili
    che sono Tantissimi bruciano milioni di tonnellate di plastica e rifiuti edili
    quali nylon pvc polistiroli vari sacchi cemento o sul posto o in posti un pò
    nascosti !!!
    Da marzo a Torino L’aria è amara e irrespirabile e tutti pensano che i pm10
    sia dovuto a smog da auto: sbagliato!
    Stiamo morendo soffocati fate qualcosa almeno per i bambini!
    Spero che questo appello non resti inascoltato Anche perchè la Diossina
    secondo me andrebbe studiata più a fondo!

    Grazie per l’attenzione.

    Rispondi

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