ALBA DI SANGUE – Impiccato Saddam Hussein. Vendetta è fatta

30 dicembre 2006 at 17:49 14 commenti

Non sono molto originale, in fatto di titoli. Non di rado mi approprio di qualche parola o frase altrui per introdurre miei articoli e/o commenti. E benché la mia mente avesse partorito delle alternative (una delle quali, Vendetta è fatta, l’ho poi utilizzata, come si vede, a mo’ di catenaccio) nemmeno stavolta ho fatto eccezione. Alba di sangue mi sembrava molto più efficace. Mica tanto per qualche gusto vampiresco-thrilling che al contrario non è proprio nelle mie corde, e neppure perché la notizia della (scontata) esecuzione del tiranno è giunta, appunto, all’alba, ma per la… paternità di quelle tre parole. Ero infatti sicurissima di averle lette da qualche parte: ma dove? Ho dovuto pensarci qualche istante, poi me lo sono ricordato. Ma certo, Tex Willer! Precisamente il numero 21 del glorioso fumetto italiano.

L’ex segretario alla Difesa del presidente Bush, Donald Rumsfeld, stringe la mano a Saddam Hussein. Sotto, mentre rilascia un autografo elogiativo per il dittatore.

E allora, non ho avuto più esitazioni: Alba di sangue andava benissimo. Lo ammetto, mi è un po’ spiaciuto per Bonelli e per il suo eroe, americano nella finzione (anzi, mezzosangue indiano, per la precisione), ma italianissimo nella sua problematicità e, diciamolo pure – ne ho piene le tasche del politically correct -, nella sua profondità. Tex è un duro, ma al tempo stesso un giusto.

Resta però un fumetto. Un fumetto ambientato nel Far West. Ed era questo che volevo sottolineare.

A meno di non voler credere alle favole, sappiamo tutti che dietro il processo intentato a Saddam dal governo-fantoccio iracheno c’era la longa manus di chi ama moltissimo quella gloriosa epopea: l’epopea delle pistole facili, degli indiani tutti cattivi e dei bianchi tutti bravi, in particolare delle sentenze sbrigative e dei cappi al collo. E con un cappio al collo è finita – per giunta nel giorno della festa dell’Id [vedi commento n° 13 in https://danielatuscano.wordpress.com/2006/12/24/cara-belta/#comments] -, esattamente come in un fumetto di Tex Willer o, forse, in uno di quei film propagandistici di John Wayne. Oh, yeah.

Sopra: Saddam subito dopo la cattura nel famigerato bunker. L’immagine fece il giro del mondo

E’ finita come in un fumetto, un grottesco e tragico fumetto, perché tutta questa guerra è stata ed è un fumetto, e ci sarebbe da ridere se non fosse per quei morti inutili, straziati, decapitati, per quell’Iraq che non è stato liberato, per quegli oppositori, quei curdi e quei peshmerga che mai avranno giustizia perché con la fine fisica del despota si è voluto porre anche la parola “fine” all’“uomo che voleva uccidere il mio papà” (sono le parole di George W.), ma ci si è ben guardati dall’imputargli, da vivo, quelle morti, e ora che non c’è più chi se ne importa. Ci sarebbe da ridere, e invece si freme di rabbia, a sentirsi nelle grinfie di quei detestabili, insolenti teocon (gli stessi con cui Pio XIII, cioè il card. Ratzinger, ha indicato come validi alleati per i “cristiani” contro i nemici della fede, vale a dire i soliti edonisti-relativisti-coppie di fatto ecc.) e dei loro epigoni nostrani che oggi ipocritamente condannano una vendetta ampiamente prevista e prevedibile, cui essi stessi hanno contribuito con solerzia di schiavi. Quei teocon che eruttavano sulla superiorità dell’Occidente, l’eredità cristiana, la democrazia da esportare, e che ora si mostrano per quelli che sono: del tutto uguali, sia come metodo, sia come etica, al dittatore che hanno spedito sulla forca (pardon: che hanno consegnato alla nuova, democratica giustizia irachena), condividendo la truce allegria dei macellai che essi a parole vogliono sconfiggere e che, naturalmente, non ricambieranno neanche per un centesimo questo “favore”.

Abu-ghraib-leash.jpgGuantanamo, un’altra foto famigerata: la soldatessa Lynndie England tortura un prigioniero iracheno

Quei teocon che non hanno avuto alcuno scrupolo ad allearsi in precedenza col piccolo Hitler del Medio Oriente, quando quest’ultimo si spacciava per uomo moderno e filo-occidentale. Anche allora Saddam inghiottiva nelle sue buie galere migliaia di uomini, vecchi, donne e bambini, anch’essi desaparecidos come le vittime di un altro dittatore foraggiato sempre dagli Usa e però, guarda il caso, morto 91enne nel suo letto, con le esequie religiose che la Chiesa non si è certo sognata di negargli com’è accaduto all'”empio” Welby.

Ma allora era diverso, vero, signori teocon? Allora Saddam Hussein era troppo importante, troppo prezioso come il petrolio che generosamente vi concedeva  – e quando si è messo nella zucca di non concedervelo più, solo allora vi siete ricordati, o magari avete scoperto, i genocidi dei curdi e degli sciiti, i diritti umani, l’identità cristiana e occidentale minacciata… Lo stesso era accaduto con un altro ex-grande amico della famiglia Bush, certo Osama Bin Laden (nella foto) -.

E la stessa morte è diventata un fumetto, o meglio (peggio) un Grande Fratello da esibire: stamane il Tg5 ci preannunciava con compiacimento che il filmato dell’esecuzione di Saddam sarebbe stato trasmesso quanto prima, e così è avvenuto: tanto per soddisfare quel gusto per la morte che il Papa attribuisce soltanto alla nefasta influenza degli “edonisti” – infatti non è stata spesa una sola parola da parte sua per scongiurare l’esecuzione, e solo in seguito il padre Lombardi ha blandamente avanzato il dubbio che si trattasse, chissà, di vendetta, e che – grande intuizione! – “la pena di morte è sempre un fatto tragico” (ma non condannabile in assoluto e infatti, sia pure in casi rarissimi, il Catechismo l’ammette, mentre in materia di aborto ed eutanasia l’anatema è totale e senza eccezioni) -. Sì, la morte è diventata un gioco, il voyeurismo dei nostri tempi, grazie all’opera di diseducazione dei media (ricordate il kit del Saddam impiccato, pubblicato dal britannico, civilissimo “Sun”?). Peccato, i momenti più cruenti ce li siamo persi, ma possiamo star tranquilli, fra poco li vedremo su Internet, e saranno alla portata di tutti, in particolare dei nostri figli.

D’altra parte una nazione, la più potente e progredita del mondo, che mette a capo di uno Stato Arnold Schwarzenegger (sopra), un altro tragico fumetto coi trascorsi che tutti conosciamo e che oggi le reti Mediaset ci hanno ininterrottamente propinato, e che elegge un campione degli omicidi “legalizzati” come Guida Suprema del popolo forse ha smarrito la sua strada. E dunque, grazie per la partecipazione, ma non abbiamo più bisogno di voi.

Daniela Tuscano (vedi anche: https://danielatuscano.wordpress.com/2006/11/08/nessuna-giustizia-nella-condanna-a-morte-di-saddam-hussein-neanche-l%e2%80%99ombra-della-giustizia/ )

****

L’impiccagione di Saddam Hussein
è un atto di barbarie
 

Come ogni esecuzione capitale, l’impiccagione di Saddam Hussein è un atto barbaro e preistorico, da condannare senza esitazione.
In questo caso, poi, si aggiungono l’ipocrisia e la cieca arroganza che contraddistinguono spesso l’operato degli Stati Uniti e dei loro governi-fantoccio: si dimentica che Saddam è stato per anni un fedele alleato degli USA e proprio in quel periodo ha commesso molti dei crimini di cui viene accusato. Le vittime della sua politica brutale, inoltre, non sono tanto diverse per numero e orrore da quelle causate dalle mostruose scelte degli Stati Uniti. Se si dovesse seguire questa logica aberrante da “occhio per occhio”, Bush, Rumsfeld e compagnia dovrebbero subire lo stesso trattamento, giacché i loro crimini non sono certo inferiori a quelli di Saddam.
L’impiccagione eseguita proprio nel giorno della festa del sacrificio, una ricorrenza sacra per i musulmani, inoltre, ha un sapore provocatorio che denota la solita, arrogante cecità rispetto alle conseguenze dei propri atti. E’ facile prevedere un aumento della tensione e della violenza in un paese già martoriato da attentati quotidiani, come confermato dalle prime notizie arrivate dall’Iraq.
L’Iraq non ha bisogno di esibire come un trofeo il cadavere del suo ultimo dittatore, ma del ritiro delle truppe d’invasione e di un serio impegno internazionale per riportarvi giustizia e riconciliazione.

Partito Umanista – Segreteria Programmatica

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Entry filed under: il punto caldo, Italia, Europa, mondo, Politica-Mente, strade umaniste.

CARA BELTA’ QUESTO AMORE

14 commenti Add your own

  • 1. donatella  |  30 dicembre 2006 alle 18:00

    La pena di morte… una vergogna!!!

    La condanna a morte è stata eseguita: intorno alle 4 italiane, le 6 locali, Saddam Hussein è stato impiccato. Lo ha riferito prima la tv irachena Al Hurra, quindi la televisione di Stato ‘Al Iraqiya’. La notizia è stata poi confermata dal viceministro degli Esteri iracheno, Libeed al Abbawi, e dal Pentagono.

    L’esecuzione è stata filmata. Le immagini sono state mandate in onda dalle tv di tutto il mondo. Il video mostra alcuni uomini a volto coperto, e uno a volto scoperto, mentre accompagnano Saddam verso la forca e parlano con lui. Il filmato, senza audio, si ferma nel momento in cui la corda viene posta attorno al collo dell’ex dittatore iracheno. Tutto intorno, una stanza molto piccola e buia.

    ”Restate uniti”, le ultime parole dell’ex rais agli iracheni. Secondo quanto si legge sulla Cnn on line, Mowaffaq Al Rubaie, consigliere nazionale per la sicurezza iracheno presente al momento dell’esecuzione, ha riferito: ”C’era paura sul suo volto”. Rubaie ha detto anche che l’ex presidente iracheno ha rifiutato di indossare il cappuccio e non ha opposto resistenza. L’ex dittatore iracheno sarebbe morto con il Corano tra le mani dopo aver dato i propri effetti personali al fratellastro Barzan al-Tikriti. Lo rivela l’inviato a Baghdad della Tv satellitare ‘al-Arabiya’ .

    L’esecuzione è avvenuta nella sede dei servizi segreti militari iracheni nel quartiere Qadimiya, sul fiume Tigri, a pochi chilometri dalla zona verde di Baghdad. Si tratta di un luogo nel quale venivano torturati e uccisi i suoi oppositori.

    Indossava i suoi soliti vestiti già mostrati durante le udienze del processo, cappotto e pantaloni scuri, camicia bianca, ed è morto alla presenza di sette testimoni. Tra loro, i giudici che hanno seguito il suo processo, alcuni membri del governo e gli Imam sunniti.

    Contrariamente, invece, a quanto riferito in un primo momento è stata smentita l’esecuzione di Barzan Al Tikriti, fratellastro dell’ex rais e dell’ex giudice Awad Al Bandar. Raghad Hussein, figlia di Saddam, ha chiesto al governo yemenita di autorizzare la sepoltura di suo padre nello Yemen finché non avverrà la ”liberazione dell’Iraq allorché sarà possibile il rientro delle sue spoglie” in madrepatria. Lo riferiscono i media yemeniti. Funzionari locali contattati dall’agenzia di stampa ‘Dpa’ non hanno confermato, né smentito la notizia.

    Il premier iracheno Nuri Al Maliki ha salutato l”’esecuzione del criminale Saddam”, rinnovando il suo appello alla riconciliazione nazionale ai sostenitori dell’ex regime, ”le cui mani non sono sporche di sangue”. La condanna alla pena capitale per Saddam è stata confermata in appello martedì scorso. In linea con il primo grado, la corte lo ha ritenuto colpevole di crimini contro l’umanità per la strage di 148 sciiti compiuta nel 1982 a Dujail.

    (Adnkronos)

    Rispondi
  • 2. luisa  |  31 dicembre 2006 alle 19:53

    Condivido pienamente quanto hai scritto nel tuo articolo

    Ne approfitto per salutarti
    un abbraccio Luisa

    Rispondi
  • 3. gianna  |  31 dicembre 2006 alle 10:02

    Dal blog di Beppe Grillo

    Uccidere un assassino è un assassinio? La punizione per un delitto può essere applicata con lo stesso delitto? Lo stupro con lo stupro, il furto con il furto, la morte con la morte? Condannare l’omicidio e poi applicarlo per legge è un incantesimo. Una contraddizione della mente umana. E’ vendetta, non legge. Saddam è stato impiccato. Condannato dagli iracheni. Ma non ci crede nessuno. Le mani del boia erano irachene, ma il cappio era di Bush.
    Saddam andava condannato all’ergastolo. Doveva invecchiare in carcere. Perdere la sua spocchia. Con l’esecuzione gli è stata regalata una dignità che non aveva. Una grandezza made in Texas.
    In morte di Saddam, ora martire, bisognerebbe ricordarsi della guerra con l’Iran finanziata dagli Usa. Del buon Saddam alleato dell’Occidente contro Khomeini. Del Saddam laico e filo occidentale. Poi si è messo in proprio e questo è stato un affronto intollerabile per la democrazia americana. Quella dei due milioni di carcerati e dei bracci della morte. E del controllo del Golfo Persico.
    Se Saddam era un criminale, allora lo sono alcuni capi di Stato che siedono all’Onu. Perchè Saddam sì e loro no? Il petrolio. Il mondo intero ha dichiarato la prima guerra all’Iraq a causa dell’invasione del Kuwait e dei suoi pozzi di petrolio. Nel Darfur sono morte centinaia di migliaia di persone. Nessuno ha mosso un dito. In Cecenia non sono rimasti in piedi neppure i palazzi. Nessuno ha mosso un dito. L’ipocrisia della condanna a morte giusta, occidentale e petrolifera.
    Saddam è stato un criminale? Ha sterminato i curdi con il gas? Ucciso i suoi oppositori? Sì, certo. Ma quando sarà finita la guerra in Iraq si potrà fare una contabilità dei morti. E saranno molti, molti di più di quelli attribuiti al regime di Saddam. Qualcuno sarà appeso a una corda per i quarantamortialgiornochenonfannopiùnotizia? Sarà condannato a pagare una multa, un’ammenda, dovrà chiedere scusa? Saddam ha pagato, con dignità, il suo conto. Hiroshima, i Gulag e il Tibet non li pagherà mai nessuno.

    Rispondi
  • 4. gianna  |  31 dicembre 2006 alle 21:02

    Sì ma stasera al Tg1 la Busi aveva detto che erano in possesso del video dell’esecuzione, realizzato con un telefonino, e che non l’avrebbero trasmesso. Invece l’hanno trasmesso, bastardi… erano le 8, la fascia di massimo ascolto… Bel lavoro, magnifico scoop signora (a)Busi…

    Rispondi
  • 5. danielatuscano  |  1 gennaio 2007 alle 10:39

    Eggià, l’esimia signora Busi non si è certo risparmiata… Ma credi che qualcuno griderà allo scandalo? No di certo. Ho appena saputo di cosa parlerà il messaggio per la pace di papa Benedetto XVI: della famiglia come perno della società e garante della pace stessa. E fin qui tutto bene. Avvertendo però che oggi questa istituzione è in pericolo perché nuove forme di amore debole, deviato ecc. la minacciano dall’interno, scardinando le relazioni umane ab origine e, quindi, la concordia mondiale. In conclusione: il male del mondo non è né la guerra né il terrorismo né lo scontro di “civiltà” né la fame né questo sistema disumano. Il male del mondo sono i Pacs e le coppie di fatto, in particolare ovviamente quelle gay. Grande Papa, non ti smentisci mai. 😡

    Rispondi
  • 6. andrea  |  1 gennaio 2007 alle 11:10

    Cara Daniela,
    innanzi tutto Buon Anno.

    Ma ricorda che il cardinale Martino ha usato parole durissime contro la pena di morte e che il vescovo di Acerra Riboldi ha ricordato nella sua Messa che bisogna pregare anche per uno come Saddam. Tanti auguri di cuore

    andrea

    Rispondi
  • 7. danielatuscano  |  1 gennaio 2007 alle 11:35

    Ricambio gli auguri, Andrea.

    Conosco (e condivido) le parole del card. Martino. Solo che, vedi, doveva parlare il Papa, e non è avvenuto. (Wojtyla si sarebbe comportato ben diversamente, bisogna riconoscerlo.) Inoltre non è sufficiente dichiarare che la pena di morte è rifiutata de facto, deve esserlo anche de jure, per una questione di principio (e di coerenza). Di più: per il suo alto valore simbolico.

    Ma in Vaticano questa convinzione è tutt’altro che radicata.

    La differenza di comportamento sul caso Welby e sulla vicenda Saddam balza subito all’occhio. Naturalmente non si tratta di giustificare il dittatore, né di paragonarlo al povero Piergiorgio. Mi limito a constatare che attorno a una storia di umanissima pietà la gerarchia ecclesiastica ha dimostrato una durezza di cuore spaventosa e un’inflessibilità degne di miglior causa, che verranno annoverate fra le pagine più nere della sua storia e della cristianità tutta, mentre di fronte alla pena di morte, di là dalle posizioni lodevoli, ma isolate, di singoli ecclesiastici, ha manifestato un assordante e imbelle silenzio, che fatalmente diventa assenso.

    In tal modo credo di aver risposto anche a Massimo. Mi sembra anzi strano, sì, non tanto il suo commento, quanto l’aver frainteso le mie parole: forse non sono stata chiara, ma col mio scritto non intendevo difendere l’uomo Saddam.

    La questione è un’altra: si tratta di un principio, anche di semplice logica: non si risponde alla barbarie con la barbarie. Punto. Dovessimo eliminare tutti i dittatori della Terra, ci sarebbe un’ecatombe. L’importante, come avevo scritto in un altro articolo, è non permettergli di arrivare al potere, e magari di garantirglielo, com’è accaduto per Saddam, com’è accaduto per Pinochet, per Marcos e una miriade di despoti piccoli e grandi sostenuti dapprima dai loro stessi “giustizieri”.

    No, in tal caso l’hanno fatta proprio sporca, Saddam era un colpevole facile, era un arabo, era un musulmano (almeno nominalmente: in realtà se ne infischiava), bisognava finirla con lui e chi s’è visto s’è visto. Così hanno ragionato, parlare di giustizia in questo caso è veramente una sinistra barzelletta. Buona vita a tutti e, se volete leggere il messaggio inoltratomi da un amico… così, tanto per parlare di esportazione di democrazia e di diritti civili… ma va là va’…

    *_A gennaio sono previste negli Stati Uniti le seguenti esecuzioni capitali
    _*
    *January 9: Corey Hamilton, OK*

    *January 10: Carlos Granados, TX*

    *January 17: Johnathan Moore, TX*

    *January 24: Larry Swearingen, TX*

    *January 25: Ronald Chambers, TX *

    *January 26: Marcus R. Robinson, NC*

    Si possono firmare petizioni contro queste condanne a morte su
    Alla voce “State/Region”, chi non ha residenza statunitense, deve
    scegliere “Other”.
    Quando le voci che si leveranno con nome e cognome contro la condanna a
    morte saranno valanghe, allora chi conta dovrà pure ascoltarci.
    Fatto non irrilevante: di una moratoria si sta occupando il Consiglio di sicurezza
    Cordialmente,
    Dino

    Rispondi
  • 8. massimo del papa  |  1 gennaio 2007 alle 10:57

    Ti sembrerà strano, ma non riesco a dolermi per la morte di un dittatore. Pensiamo ai vivi, e ai buoni. Auguri a te, speriamo di rifare qualcosa insieme, salutami i tuoi studenti e… che sia un duemilaZEROZEROsette da (zero)folli…
    m

    Rispondi
  • 9. donatella  |  8 gennaio 2007 alle 19:09

    ==============================================

    NESSUNO TOCCHI CAINO NEWS
    La newsletter a cura di Nessuno Tocchi Caino
    Provided by Nexta Media

    ==============================================
    Anno 7 – n. 1 – 06-01-2007

    Contenuti del numero:

    1. LA STORIA DELLA SETTIMANA : PENA DI MORTE. MORATORIA ALL’ONU,
    SUBITO!
    2. NEWS FLASH: NAZIONI UNITE. BAN KI-MOON CORREGGE POSIZIONE SU PENA
    DI MORTE
    3. NEWS FLASH: UNIONE EUROPEA. PRESIDENZA TEDESCA: L’UE SI OPPONE ALLA
    PENA DI MORTE IN OGNI CIRCOSTANZA
    4. NEWS FLASH: ITALIA. PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA: BEL BIGLIETTO DA
    VISITA MORATORIA PENA MORTE
    5. NEWS FLASH: ITALIA. AMBASCIATORE FULCI, OGGI CONDIZIONI PROPIZIE
    PER MORATORIA. NON IMPORTA AVERE CONSENSO TOTALE UE, MA DI QUELLI CHE
    CONTANO
    6. I SUGGERIMENTI DELLA SETTIMANA :

    PENA DI MORTE. MORATORIA ALL’ONU, SUBITO!
    5 gennaio 2007: il Presidente di Nessuno tocchi Caino e parlamentare
    europeo Marco Pannella, dopo otto giorni di sciopero della fame e della
    sete, ha sospeso il 3 gennaio quello della sete.

    Con la sua iniziativa nonviolenta, Pannella chiede al Governo italiano,
    dal 1° gennaio membro non permanente del Consiglio di Sicurezza, di
    assumere un impegno formale e concreto a presentare una risoluzione per la
    moratoria universale delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale
    dell’ONU in corso o in una sua sessione speciale che può essere
    convocata, anche su richiesta del Consiglio di Sicurezza, in base agli articoli
    8 e 9 delle regole di procedura dell’Assemblea stessa. L’iniziativa è
    partita il 27 dicembre con la proposta “Nessuno tocchi Saddam” volta a
    scongiurare l’esecuzione della condanna a morte dell’ex dittatore
    iracheno. Un appello in tal senso, lanciato dall’associazione Nessuno Tocchi
    Caino, era stato sottoscritto da oltre 200 parlamentari e 3 premi Nobel
    per la pace.
    Dopo l’esecuzione di Saddam Hussein e con la moratoria universale delle
    esecuzioni capitali, l’azione di Pannella, che prelude al Primo Grande
    Satyagraha mondiale per la Pace lanciato dal Partito Radicale
    Nonviolento, si propone di evitare che tutto precipiti, in Iraq e non solo, in
    altro sangue, ulteriore morte e pene di morte, in una spirale di
    violenza e di guerra che può trasformarsi in un conflitto generalizzato dalle
    conseguenze incalcolabili.
    Il 2 gennaio, il Presidente del Consiglio, Romano Prodi, e il Governo
    hanno dichiarato pubblicamente il loro “impegno ad avviare le procedure
    formali perché questa Assemblea Generale delle Nazioni Unite metta
    all’ordine del giorno la questione della moratoria universale sulla pena di
    morte”. Ma su questo, ad oggi, non è dato sapere cosa stia avvenendo
    realmente e ufficialmente a New York: se sia stato depositato alla
    Assemblea Generale un testo della proposta di moratoria e quali siano le
    procedure regolamentari attivate per metterla all’ordine del giorno e
    portarla al voto. Secondo le stime dell’associazione Nessuno Tocchi Caino,
    da anni in prima linea nella campagna contro la pena di morte, una
    risoluzione proposta all’Assemblea Generale otterrebbe dai 99 ai 106 voti a
    favore, mentre sarebbero dai 61 ai 68 i paesi contrari e dai 19 ai 26
    quelli che si asterrebbero. Nel 2003 Marco Pannella era stato promotore
    della campagna “Iraq Libero” quale unica alternativa alla guerra !
    e all’occupazione militare, che comprendeva la richiesta di esilio per
    Saddam Hussein e un’amministrazione dell’Onu in Iraq per la transizione
    alla democrazia. La proposta aveva ricevuto l’adesione della
    maggioranza assoluta dei parlamentari italiani di tutti gli schieramenti, ma
    anche in quel caso il governo italiano, allora guidato da Silvio
    Berlusconi, non aveva compiuto passi concreti in quel senso.
    Nel corso della trasmissione di Radio Radicale “Radio Carcere”, nella
    serata del 2 gennaio, Marco Pannella ha rivolto un appello a sostenere
    il grande obiettivo della moratoria con uno o due giorni di sciopero
    della fame. Per aderire allo sciopero della fame vai su
    http://www.nessunotocchicaino.it.
    Per saperne di piu’ : http://www.radicali.it

    —————————————
    NESSUNO TOCCHI CAINO – NEWS FLASH

    NAZIONI UNITE. BAN KI-MOON CORREGGE POSIZIONE SU PENA DI MORTE
    3 gennaio 2007: il neo segretario generale dell’Onu, Ban Ki-Moon, ha
    fatto marcia indietro sulla pena di morte e ne appoggia l’abolizione, ha
    detto la sua portavoce Michele Montas.
    Commentando l’impiccagione di Saddam Hussein, il Segretario generale
    aveva detto che, anche se l’Onu è contro la pena di morte, ”la decisione
    su questa materia spetta a ciascuno degli stati membri”.
    La decisa correzione di rotta rispetto alla chiara posizione
    abolizionista del predecessore Kofi Annan aveva provocato polemiche sulla stampa
    Usa e le critiche delle organizzazioni per i diritti umani. Sono
    bastate 24 ore, e la lettura dei giornali del mattino, a provocare una
    inversione di marcia che suona di buon auspicio per l’iniziativa italiana
    contro la pena capitale.
    ”Cerchiamo di lavorare per l’abolizione”, ha dichiarato la portavoce
    di Ban, osservando che sul bando delle esecuzioni non c’e’ consenso:
    “Alle Nazioni Unite ci fu un dibattito anni fa [nel 1994, ndr] che si
    concluse con una maggioranza di stati che si rifiutarono di condannare la
    pena di morte”, ha detto la portavoce osservando d’altra parte che “se
    l’Assemblea generale, che ha la competenza del problema, dovesse
    decidere per la moratoria delle esecuzioni”, Ban “lavorera’ per farla
    applicare”.
    Intanto, a Ginevra l’alto commissario Onu per i diritti umani Louise
    Arbour ha chiesto all’Iraq lo stop delle impiccagioni dei co-imputati di
    Saddam in una dichiarazione che avanzava dubbi sull’imparzialità del
    processo a cui Ban ha dato, attraverso la portavoce, ”il pieno avallo”.
    Per saperne di piu’ : http://www.nessunotocchicaino.it/

    UNIONE EUROPEA. PRESIDENZA TEDESCA: L’UE SI OPPONE ALLA PENA DI MORTE
    IN OGNI CIRCOSTANZA
    5 gennaio 2007: “L’Unione europea si oppone alla pena di morte in ogni
    circostanza”, è quanto si legge in un comunicato diffuso dalla
    presidenza tedesca in merito all’esecuzione dell’ex capo di uno dei servizi
    segreti iracheni Barzan Ibrahim al-Tikriti e dell’ex presidente della
    Corte rivoluzionaria Awad Hamed al-Badar, previste per domenica.
    “L’Iraq merita un futuro migliore. A questo fine sarà cruciale mettere
    insieme tutte le parti della società irachena. La presidenza – prosegue
    la nota – ricorda che per raggiungere questo importante obiettivo la
    persecuzione dei crimini commessi dal precedente regime deve rispettare
    le richieste di un giusto processo”.
    Intanto la Grecia ha deciso di appoggiare l’iniziativa dell’Italia per
    una moratoria universale delle esecuzioni capitali.
    Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri greco, Yiorgos
    Koumoutsakos. “La Grecia – ha detto Koumoutsakos – saluta, appoggia e
    contribuirà al successo dell’iniziativa assunta dall’Italia nell’ambito
    delle Nazioni Unite per l’abolizione della pena di morte in tutto il
    mondo.“
    “Già durante la 61ma Assemblea Generale dell’ONU – ha aggiunto il
    portavoce – l’Unione Europea ha presentato una Dichiarazione riguardo
    all’abolizione della pena capitale, proponendo in prima fase una moratoria
    delle esecuzioni.” “Tale Dichiarazione e’ stata sottoscritta da 85 Paesi
    fra i quali anche la Grecia insieme con i suoi partner europei”, ha
    ricordato Koumoutsakos.
    Anche la Francia ha dichiarato che intende sostenere gli sforzi che
    l’Italia vuole intraprendere all’Onu contro la pena di morte. Lo ha detto,
    il 3 gennaio, il portavoce del ministero degli Esteri di Parigi.
    Per Jean Baptiste Mattei, che rispondeva ai giornalisti, ha dichiarato:
    “La posizione della Francia è che bisogna operare per l’abolizione
    universale della pena di morte, in stretta concertazione con i partner
    europei, e in tutte le istituzioni internazionali pertinenti”.
    Il portavoce ha poi sottolineato che “la Francia dà pieno sostegno
    all’iniziativa italiana” del 20 dicembre sulla dichiarazione alll’Onu per
    l’abolizione della pena di morte.
    Il 30 dicembre, invece, in occasione dell’esecuzione di Saddam Hussein,
    il governo britannico aveva dichiarato che, pur essendo contrario alla
    pena di morte, ritiene che Saddam abbia pagato per alcuni dei suoi
    crimini contro gli iracheni.
    Lo ha affermato il ministro degli Esteri Margaret Beckett in una nota
    diffusa subito dopo l’impiccagione dell’ex presidente iracheno.
    “Accolgo con favore il fatto che Saddam Hussein sia stato processato da
    un tribunale iracheno almeno per alcuni dei suoi orrendi crimini
    commessi contro il popolo iracheno. Ora ha pagato il suo debito”, ha
    dichiarato la Bekett, auspicando l’abolizione della pena di morte in tutto il
    mondo “indipendentemente dalle persone implicate o dal crimine
    commesso”.
    Un portavoce del premier Tony Blair, attualmente in ferie in Florida,
    ha affermato successivamente che la Beckett ha espresso la posizione
    dell’intero governo inglese.
    Per saperne di piu’ :
    http://www.nessunotocchicaino.it/azioniurgenti/index.php?iddocumento=8334626

    ITALIA. PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA: BEL BIGLIETTO DA VISITA MORATORIA
    PENA MORTE
    3 gennaio 2007: “E’ un bel biglietto da visita per l’ Italia nel
    Consiglio di sicurezza”. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano,
    ha commentato così la risoluzione per la moratoria sulla pena di morte
    che il Paese presenterà entrando nel Consiglio di sicurezza dell’Onu.
    “E’ un gesto molto significativo, una scelta coerente con la tradizione
    italiana, che affonda le sue radici nella Costituzione. Coerente anche
    con un comune impegno europeo: tutti gli Stati membri dell’Unione
    Europea, senza nessuna eccezione, di fronte all’esecuzione di Saddam
    Hussein, ovviamente indipendentemente dal giudizio sul personaggio, hanno
    ribadito la contrarietà rispetto all’esecuzione capitale”. “E’ stato bello
    che l’Italia abbia fatto questa scelta: l’ ha fatta a nome di tutta l’
    Europa,” ha proseguito il Capo dello Stato. “L’ Italia deve cercare di
    non rappresentare solo se stessa”, ha concluso Napolitano.
    Oggi 6 gennaio, a Roma, su iniziativa del comune, verrà illuminato il
    Colosseo, a sostegno dell’impegno del governo italiano e in particolare
    del presidente del consiglio Romano Prodi che ha proposto al consiglio
    nazionale dell’Onu una moratoria universale contro la pena di morte. Un
    modo – si legge in una nota del Campidoglio- per esprimere anche la
    piena solidarietà al leader radicale Marco Pannella che da giorni con lo
    sciopero della fame conduce la stessa battaglia politica e civile.
    “Un segnale che vuole rappresentare una speranza e un auspicio- spiega
    il sindaco di Roma, Walter Veltroni- poiché abbiamo la tradizione di
    segnalare con un’illuminazione speciale del monumento simbolo della
    capitale ogni passo in avanti verso l’abolizione della condanna a morte nel
    mondo.
    Per saperne di piu’ :
    http://www.nessunotocchicaino.it/areautenti/iscriviti.php

    ITALIA. AMBASCIATORE FULCI, OGGI CONDIZIONI PROPIZIE PER MORATORIA. NON
    IMPORTA AVERE CONSENSO TOTALE UE, MA DI QUELLI CHE CONTANO
    3 gennaio 2007: Francesco Paolo Fulci, ambasciatore italiano all’Onu
    dal 1993 al 2000, ritiene “tempestivo”, “utile” e “appropriato” il
    tentativo dell’Italia di tornare a promuovere una moratoria delle esecuzioni
    capitali.
    Protagonista al palazzo di Vetro delle battaglie dell’Italia contro la
    pena di morte, Fulci e’ convinto che oggi “i tempi siano ormai maturi
    per riprovare una terza volta dopo gli insuccessi del 1994 e del 1999”.
    Interpellato su quale sia la via migliore da seguire, Fulci ha
    risposto: “Ci sono due modi per portare avanti questa iniziativa: il primo e’
    farlo da soli, come avvenne nel 1994, ma purtroppo l’esperienza dimostra
    che senza alleati le battaglie si perdono. Il modello da scegliere e’
    quello usato nel 1999, un progetto di risoluzione presentato dall’Ue in
    quanto tale. La volta scorsa il progetto non ando’ a buon fine perche’
    qualcuno – per eccesso di zelo – ritenne che fosse necessario avere un
    ulteriore avallo da parte dei ministri degli esteri riuniti a
    Bruxelles. Non solo quell’avallo non ci fu, ma giunse l’ordine a New York, a noi
    ambasciatori europei, di sospendere qualsiasi iniziativa al riguardo”.
    Quanto alla necessita’ di avere l’unanimita’ dell’Europa, Fulci ha
    risposto: “L’importante non e’ avere il consenso totale dell’Ue, ma il
    consenso di quelli che contano. L’altra volta la preoccupazione fu di non
    turbare eccessivamente, di non mettere sale sulla ferita sulle relazioni
    con il grande alleato al di la’ dell’Atlantico, e si ritenne che fosse
    meglio mettere la sordina sull’iniziativa e sospenderla”.
    Per Fulci fu una “scusa” quella di chi allora disse che non c’erano i
    voti: “Posso assicurare – ha puntualizzato – che non era cosi’, perche’
    io personalmente avevo contattato piu’ di novanta ambasciatori,
    ricevendone assicurazione che sarebbero stati dalla nostra parte. Solo che
    arrivo’ l’ordine di Bruxelles di fermarci, e pur sapendo di essere a un
    soffio dalla vittoria non presentammo la mozione”.
    Per saperne di piu’ : http://www.radicalparty.org/welcome_it.html

    Rispondi
  • 10. donatella  |  8 gennaio 2007 alle 22:11

    venerdì 12 gennaio 2007
    salone S. Rocco – Centro parrocchiale di via Statuto a SAMARATE -ore 21.00
    incontro con Don RENATO SACCO, sacerdote di Pax Christi, parroco di Cesara di ritorno da un viaggio di solidarietà in Iraq
    I PICCOLI-GRANDI PASSI PER COSTRUIRE NEL NOSTRO QUOTIDIANO LUOGHI DI PACE

    Coord. Pace & Solidarietà di Samarate, DisarmiAMO la PACE,
    Associazione Nizzy, Anpi di Samarate e Verghera, Unione circolo Coop.
    Samarate, Associazione GLT, Associazione Le Gocce

    Rispondi
  • 11. sara  |  9 gennaio 2007 alle 12:32

    uccidere una persona è solo una vergogna e le persone che lo fanno se ne dovrebbero rendere conto.
    una persona non deve essere punita con la stessa moneta, perchè se così venisse fatto noi saremo colpevoli quanto lui.
    spero che presto tutti lo possano capire
    sara

    Rispondi
  • 12. Daniela  |  10 gennaio 2007 alle 13:11

    E adesso che Saddam nn c’è più, crediamo di avere davvero risolto qualcosa? O pensiamo che i parenti di tutte le vittime fatte da lui abbiano pace o possano comunque dimenticare ………..o farsi una ragione per quello che è stato?
    A questo punto ritengo siamo tutti assassini, nn sono d’accordo certo con la pena di morte e tanto meno incline a permettere che certi fatti rimangano impuniti, averlo condannato a morte significa solo aver eliminato un essere vivente che ha fatto tanto male ma che adesso nn c’è più……….ma se si fosse deciso di lasciarlo in vita, avrebbe di sicuro espiato le sue colpe, avrebbe avuto tutto il tempo per meditare su quello che ha commesso e sinecramente non so cosa sia peggio tra una impiccaggione e una vita forzata e martellata dai sensi di colpa .

    Rispondi
  • 13. cristina ovvero zerocri  |  11 gennaio 2007 alle 21:12

    ciao daniela, concordo pienamente sulle tue riflessioni in merito all’esecuzione di Sadam Hussein.. ti devo confessare che il giorno 31 dicembre su un sito internet ho visionato l’altro video, quello ” rubato” con il cellulare e mi sono cosi rovinata il morale di tutta la sera (non bastava il fatto di passare la sera dell’ultimo dell’anno al lavoro!).non sò se tu l’hai visto è di una crudeltà inaudita come del resto crudele è il concetto di pena capitale a chiunque venga inflitta sia questo un feroce dittatore che un povero cristo, magari innocente e condannato magari per il colore della sua pelle(!!!!)….ma gli attori del fumetto come tu ironicamente li definisci credo che stiano cambiando scenario, in iraq probabilmente non hanno più “stimoli”, le motivazioni stanno venendo meno e loro che fanno? vanno in somalia giustificando i loro massacri in nome della lotta al terrorismo internazionale se saddam è stato giustiziato per l’uccisione di poco meno di 200 persone, ( non per tutti gli altri atroci delitti di cui si macchiato!) quanti colonnelli americani dovrebbero essere impiccati per le stragi di innocenti che vengono inflitte in nome della “lotta al terrorismo”? spero che almeno questa volta i capi del mondo non si associno a questi malati di mente che cercano ogni pretesto per fare guerre, come se non lo sapesse nessuno che le guerre sono il miglior modo per superare recessioni economiche…. Ora ti saluto carissima e spero di ritrovarti presto.ciao cristina…. P.S. “grazie alla passione per renato ho scoperto questa tizia, una certa daniela tuscano e devo dire che ogni volta che leggo di lei mi piace sempre di più

    Rispondi
  • 14. ragazzi  |  21 febbraio 2007 alle 11:35

    mmm.. nice design, I must say..

    Rispondi

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