IL SORRISO CHE DISARMA

1 gennaio 2007 at 10:20 6 commenti

Non ho chiesto nulla di particolare a questo 2007. Trovo un po’ ridicoli, e molto ipocriti, i “propositi” di inizio anno, che regolarmente finiscono per essere disattesi. Non ho chiesto nulla, se non una continuità, che per me è rappresentata da un sorriso. Quel sorriso che disarma, quel sorriso primigenio racchiuso in una mano, in un piccolissimo corpo. Saper sorridere dei piccoli/grandi miracoli dell’esistenza infonde un calor di vita potente, una voglia di andare avanti e, al tempo stesso, una calma tranquilla. No, non ce la faranno. Non riusciranno a distruggere il pianeta, non riusciranno a trasformarci in sanguinari pistoleri, non riusciranno a farci odiare il vicino e l’extracomunitario. Non ci toglieranno l’anima, non arriveranno a disumanizzare la Terra.

Non ce la faranno fin quando verranno disarmati dal semplice sorriso di un uomo nuovo che si affaccia, per la prima e irripetibile volta, al mondo meraviglioso.

Daniela Tuscano

 Budda stava parlando con alcune persone e disse: Budda :  “Se un uomo mi danneggia, gli renderò il mio affetto; quanto maggiore sarà il danno tanta più bontà avrà da parte mia; il profumo della bontà arriva sempre a me e l’aria del male va verso di lui”.

Quindi un uomo che si trovava lì gli disse:

Uomo: ”Sono tutte sciocchezze”.

Budda: “Se un uomo rifiuta un regalo indirizzato a lui, dunque a chi apparterra’ questo regalo?”

Uomo: “In questo caso resterà in mano di chi lo ha offerto”.

Budda:”Bene, ti sei burlato di me, però io rifiuto ciò che mi dai e ti prego di tenerlo per te. Dunque ti domando: non sarà questo una fonte di miseria per te?

L’uomo non rispose ed il Budda continuò:

Budda: “Un uomo perverso che offende uno virtuoso è come uno che guarda il cielo e gli sputa; la saliva non insudicia il cielo, ma al contrario torna e macchia la persona stessa.”

L’uomo violento è come uno che getta terra ad un altro quando ha il vento contro; la terra non fa altro che tornare a chi l’ha gettata. Chi desidera dare qualcosa che vuole per sé stesso ottiene quello che è per lui”.

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Entry filed under: frammenti, semi di speranza.

QUESTO AMORE LA CONVIVIALITA’ DELLE DIFFERENZE… A TAVOLA!

6 commenti Add your own

  • 1. danielebausi  |  2 gennaio 2007 alle 12:10

    Eccolo quì!!! Questo è Stan Marcel, un altro piccolo bimbo che la fortuna a deciso di non passare a trovarlo.

    Ma qualcosa è possibile fare visto che è stato accolto all’ospedale Budimex.

    Ma ancora non lo sento mio, possono sembrare dure queste affermazioni, ma è ancora troppo vivo in me il volo verso il Paradiso di Marian, ancora non l’ho digerito.

    Ma è con me in qualche modo e so che il mio contributo servirà per le cure. Quel sorriso è contagioso, e questi occhioni, anche. Come restare indifferenti a tanta dolcezza?

    Come si fa a metterli in mano ad “orchi” che poi li abusano, li vendono e poi anche li ammazzano?

    Come fanno ad usare tanta brutalità quando ti guardano negli occhi?

    Che gente è questa? Cos’hanno al posto del cuore?

    Stan Marcel ha sei anni, ancora più giovane di Marian e in fondo al mio cuore, vive la speranza che possa farcela.

    E’ capodanno e solo poche ore fa abbiamo brindato al nuovo anno, fatto promesse di serenità, gioia, felicità, ecc.

    Ma quanti di noi hanno veramente la volontà di mettersi in gioco per ottenere queste splendide cose non dimenticando chi è meno fortunato di noi?

    Io ci penso ogni giorno, in ogni momento della mia vita, affinchè non ci sia spreco perchè molti di questi bambini sniffano colla per cercare di illudersi di non avere fame.

    E noi spendiamo, sperperiamo e buttiamo via quantità industriali di cibo, e non è vero che non possiamo fare niente, questo è cercare una scusa per non muovere un dito.

    Cominciamo con il comprare meno roba di mangiare. Un esempio? Per Natale, con la mia famiglia e parenti c’era il pranzo con una quantità di roba da non credere.

    il giorno dopo altro pranzo con nuovo menù. Allora mi chiedo, non potevamo mangiare ciò che era avanzato?

    Queste sono cose che mi fanno andare fuori di testa perchè mi vengono in mente i bambini che vivono nelle fogne in Romania

    (in tal proposito leggi” i bambini delle fogne di Bucarest” di Massimiliano Frassi edizioni Ferrari).

    Noi possiamo lo stesso riempirci la pancia fino a scoppiare e allo stesso tempo avremmo sprecato meno.

    Sono pazzo a pensarla così? No, non credo.

    Adesso voglio uscire allo scoperto, sono stanco di fare l’umile quando parlo del mio volontariato o dei miei bimbi adottati a distanza.

    Sono sempre stato reticente nel farlo perchè mi infastidiva il sentirmi dire “bravo” dagli altri.

    Oggi ho altri argomenti e quando mi dicono “bravo” posso rispondere che puoi esserlo anche tu.

    Una speranza a questi bambini puoi dargliela anche tu, con una modesta cifra che non scomoda assolutamente quando spendi centinaia di euro per i pranzi di Natale o cenoni di fine anno.

    Puoi sceglierne tra tante associazioni, due delle quali le troviscritte anche quì nel mio blog, ma desidero ricordarti questa: http://www.associazioneprometeo.org. Visita il sito, così tanto per curiosità, vedrai che non te ne pentirai.

    Non dico rinunciare, sarebbe alquanto stupido, ma un pochino più oculati, questo si.

    Adesso è cominciato l’anno nuovo, le promesse ce le siamo già scambiate, adesso dobbiamo agire e dobbiamo contare solo sulle nostre forze; con la nostra indiavolata volontà, perchè possiamo davvero trovare un pò di gioia, ma dov’è una più grande di quella di far sorridere un bambino?

    Rispondi
  • 2. raffaele mangano  |  2 gennaio 2007 alle 12:15

    E come ormai è consuetudine, eccovi il file con la raccolta di poesie che ho inviato durante lo scorso anno! Anche questa volta vi suggerisco di provare a leggerle tutte di seguito, mescolate così come sono, nella loro diversità. Un buon modo per entrare nel 2007, no?
    Proviamo ad avere coraggio. Per sperare di poter vivere in un mondo migliore di questo, in effetti ci vuole coraggio! Ma non credo ci siano alternative.

    Spesso il male di vivere ho incontrato:
    era il rivo strozzato che gorgoglia,
    era l’incartocciarsi della foglia
    riarsa, era il cavallo stramazzato.

    Bene non seppi, fuori del prodigio
    che schiude la divina Indifferenza:
    era la statua nella sonnolenza
    del meriggio, e la nuvola,
    e il falco alto levato

    (Eugenio Montale)
    —————————————-

    Ci impegniamo
    Noi e non gli altri,
    né chi sta in alto né chi sta in basso.
    Né chi crede né chi non crede.
    Ci impegniamo
    per trovare un senso alla vita,
    a questa vita, alla nostra vita.
    Ci impegniamo
    non per riordinare il mondo,
    non per rifarlo,
    ma per amarlo.
    Ci impegniamo
    perché noi crediamo nell’Amore,
    la sola certezza che non teme confronti,
    la sola che basti
    per impegnarci perdutamente.

    (Bertolt Brecht)

    ——————————————–

    Sei un lontano passo di danza
    mentre saluti tra i corridoi,
    un ventaglio di grazia che il male
    non ha ucciso, diagonale
    tra i quattro cantoni, silenzio
    di fate e di foglie, finché il giallo
    si fa scuro, si fa minaccia nel cielo,
    il sorriso fragile e la gola
    resta li’, sospesa e selvaggia

    (Milo De Angelis)

    Spendi l’ amore a piene mani.
    L’ amore è l’ unico tesoro
    che si moltiplica per divisione.
    E’ l’ unico dono che aumenta
    quanto più ne sottrai.
    E’ l’ unica impresa nella quale
    più si spende più si guadagna.
    Regalalo, buttalo via,
    spargilo ai quattro venti,
    vuotati le tasche,
    scuoti il cesto,
    capovolgi il bicchiere.
    E domani ne avrai più di prima.
    (anonimo)

    ———————————————————

    Non si è mai molto seri, a diciassette anni.
    Di colpo ci si stanca di birra e limonata,
    dei chiassosi caffé dalle luci splendenti!
    E allora si passeggia sotto i tigli del viale.

    Ed ecco che si scorge un piccolo riquadro
    d’azzurro cupo, incorniciato da un ramo,
    e dentro, come un punto, una cattiva stella
    che, con dolci brividi, si dissolve nel biancore…

    Notte di giugno. Diciassette anni.
    Ci si lascia inebriare.
    La linfa è come un vino
    che ti monta alla testa.
    Si vaneggia e sulle labbra affiora
    un bacio palpitante come una cosa viva…

    (Arthur Rimbaud)
    _____________________________________

    Insegue questo bacio che mi hai dato
    la mia immaginazione. Nel frastuono
    del giorno, nella quiete della notte,
    risento su di me quel suo stamparsi.

    Giunge il sonno, si chiudono le palpebre,
    e io ti sogno, sogno l’ abbandono;
    cessa il miraggio, cessa anche la gioia.
    Rimane solo amore e languore.

    ( Evgenij Baratynskij )

    Io nulla so, non so se Chi m’ha creato
    m’ha fatto per il Cielo
    o m’ha destinato all’Inferno.
    Ma una coppa, una bella fanciulla e un liuto
    sul lembo del prato
    per me son monete sonanti:
    a te la cambiale del Cielo
    Entrare in questo universo
    e non sapere perché né da dove,
    come acqua che, volere o no, fluisce.
    E uscirne come vento nel deserto,
    che, volere o no, soffia non so dove.

    (Omar Khayyam)
    —————————————————–
    Al porto il battello si posa.
    Nel crepuscolo che brilla,
    negli alberi quieti di frutti di luce,
    nel paesaggio mitico
    di navi nel seno dell’ infinito,
    ne la sera calida di felicità.
    Lucente in un grande velario
    il battello si scairca
    ininterottamente cigolante;
    e la bandiera è calata,
    e il mare e il cielo è d’oro,
    e sul molo
    corrono i fanciulli e gridano,
    con gridi di felicità.

    (Dino Campana)
    —————————————————–
    Senza uscire dalla porta
    conoscere il mondo.
    Senza spiare dalla finestra
    vedere la via del cielo.
    Più lontano si va,
    meno si sa.
    Perciò il saggio non viaggia, eppure sa;
    non guarda eppure comprende;
    non fa, eppure compie.

    (Lao Tzu)

    Nome o corpo: quale ti è più caro?
    Corpo o beni: quale conta di più?
    Guadagno o perdita. Quale t’affligge di più?
    Perché più si accumula, più si spende.
    Chi sa contentarsi non si disonora,
    chi sa fermarsi non è in pericolo
    e può durare a lungo

    ( L. T.)

    Tra tutti gli abiti, che Dio confonda il velo!
    Sarà per sempre il flagello della giovinezza.
    Dissimula le belle, ci priva della loro visione,
    e camuffa le brutte per indurci in errore.

    (Dhoul Roummah)

    ———————————————————

    Un tempo, in una valle, tra i poveri pastori,
    apparve sul far dell’anno,
    una fanciulla stupenda.

    Rendeva felici incontrarla
    ogni cuore pareva gonfiarsi:
    ma di nessuno era amica,
    tanto la sua dignità era altera.

    Portava con sé fiori e frutti
    maturati in altre campagne,
    coltivati sotto un altro cielo,
    figli di una più felice natura.

    Ne faceva dono a ciascuno;
    sia il giovinetto che il vecchio malconcio
    tornava a casa appagato.
    Ma se incontrava due innamorati,
    il fiore più bello era per loro

    ( Friederich Von Schiller)

    Mi strappa e mi distoglie
    – il brusio fuori di me –
    da queste liete e tormentate sponde.

    L’ acqua dei miei pensieri erranti
    non sanno a lungo stagnare
    e tra ciottoli e strettoie s’ approntano la via.

    Mi disturba e mi dà noia
    la patina che vela il disappunto
    solo per tenere salva l’ apparenza.

    L’ acque dei miei pensieri
    sanno irrompere nel nero assenso
    e col velo sollevano la menzogna.

    (Rosalba Sgroia)

    Domani forse ti dimenticherò,
    ma lascia che oggi ti accarezzi;
    l’ ape così liba nella rosa
    e poi dispiega le sue ali nell’ aria.

    Le onde azzurre del mare
    baciano per un attimo la riva,
    e il vento fragoroso
    confessa il suo segreto e trascorre.

    Domani forse mi dimenticherai
    ma lascia che oggi ti accarezzi;
    e di chi giungerà domani
    nessuno conosce il nome…

    ( Maria Eugenia Vaz Ferreira)
    ——————————————–

    E’ assurdo
    dice la ragione
    E’ quel che è
    dice l’amore

    E’ infelicità
    dice il calcolo
    Non è altro che dolore
    dice la paura
    E’ vano
    dice il giudizio
    E’ quel che è
    dice l’amore

    E’ ridicolo
    dice l’orgoglio
    E’ avventato
    dice la prudenza
    E’ impossibile
    dice l’esperienza
    E’ quel che è
    dice l’amore

    ( Erich Fried )
    ————————————–

    Mentre, una notte, se n’annava a spasso,
    la vecchia tartaruga fece er passo
    più lungo de la gamba e cascò giù
    co’ la casa vortata sottinsù.
    Un rospo je strillò: Scema che sei !
    Queste so’ scappatelle
    Che costeno la pelle…
    Lo so -rispose lei –
    Ma prima de morì vedo le stelle!

    (trilussa)

    BUON
    Non stare a piangere sulla mia cenere.
    Non sono là. Non sono morto.
    Io sono mille venti che soffiano.
    Io sono lo splendore nella neve.
    Io sono le lacrime che luccicano
    nei tuoi occhi.
    Non piangere per me. Non sono morto.
    Io sono il sole sui tuoi capelli: guardami.
    Io sono dappertutto.
    Per favore, non stare a piangere per me.
    Non sono là. E non dormo…

    ( orso che corre)

    ———————————————

    Stupefatto del mondo mi giunse un’età
    che tiravo dei pugni nell’aria
    e piangevo da solo.
    Ascoltare i discorsi di uomini e donne
    non sapendo rispondere, è poca allegria.
    Ma anche questa è passata,
    non sono più solo,
    e, se non so rispondere, so farne a meno.
    Ho trovato compagni trovando me stesso.

    (Cesare Pavese)

    ——————————————————–

    Io ti conosco,
    strada dei miei passi quotidiani,
    strada di suoni dissonanti,
    strada dove all’angolo trovi
    l’offerta di un feticcio di sesso,
    strada dai colori artificiali,
    strada di fiori al neon e uccelli
    di cartone,
    tra mandrie d’acciaio assordanti,
    strada di sonori colori rutilanti.

    Io ti conosco,
    strada eccitata ed eccitante,
    i tuoi sapori di supplì e patate fritte,
    i tuoi profumi di altre razze,
    le tue scritte arabe
    e un sogno antico mi assale
    di Petra e Damasco “les belles”

    un sogno di mute carovane,
    un sogno di palme lontane,
    i vecchi tunisini seduti al bar,
    gli occhi ciarlieri e tristi.
    E’ morto per sempre l’ulivo e il fico.

    Alle nove di sera
    quando il cielo azzurra
    e le alghe della notte
    tacite giungono,
    la campana suona
    i suoi richiami d’argento.
    Per morire basta un bacio leggero.
    Il suo languido monologo
    dona il muezzin
    dal minareto svettante.

    Io ti conosco ed io ti canto,
    strada lucida di pioggia,
    strada di opache speranze,
    strada ebbra di nulla,
    io ti conosco ed io ti canto
    e tu non sai che fartene del mio canto

    (Terry Olivi)

    Quando una delegazione
    visita un paese straniero,
    depone una corona di fiori
    sulla tomba del Milite Ignoto.

    Se domani
    una delegazione verrà nel mio paese
    e qualcuno mi chiederà
    “Dov’è la tomba del Milite Ignoto?”
    io risponderò:
    “Eccellenza,
    sulle sponde di ogni fiume,
    sui gradini di ogni moschea,
    alla porta di ogni casa,
    sulla soglia di ogni chiesa,
    di ogni grotta,
    su ogni roccia di queste montagne,
    sotto gli alberi di ogni foresta,
    su ogni lembo di cielo, non tema,
    s’inchini,
    posi pure la corona di fiori”.

    ( Abdullah Pashew )

    Mi nasconda la notte e il dolce vento.
    Da casa mia cacciato e a te venuto,
    mio romantico amico fiume lento.

    Guardo il cielo e le nuvole e le luci
    degli uomini laggiù così lontani
    sempre da me. Ed io non so chi voglio
    amare ormai se non il mio dolore.

    La luna si nasconde e poi riappare,
    lenta vicenda inutilmente mossa
    sovra il mio capo stanco di guardare.

    (Sandro Penna)
    ——————————————————

    Pretende che io sia cambiato
    nei sui confronti.
    Quale uomo non cambia?
    Il mio corpo è cambiato,
    ma i sentimenti sono quelli d’ allora.
    E non ho rivelato
    il nostro segreto a nessuno.

    ( Kouthayyir)

    Dammi un autunno come quello
    degli alberi cedui, mia vita.
    Il tremolio glorioso e tintinnante
    di una luce superstite e infinita,
    di esistere ancora la voglia,
    il sogno di essere il sole che fa ogni foglia
    prima della caduta.

    (Giuseppe Conte)
    ————————————-

    La guerra che verra’
    non e’ la prima.
    Prima ci sono state altre guerre.
    Alla fine dell’ultima
    c’erano vincitori e vinti.
    Fra i vinti la povera gente
    faceva la fame.
    Fra i vincitori faceva la fame
    la povera gente
    egualmente.

    (Bertold Brecht)

    Fuggono i giorni lieti
    lieti di bella età.
    Non fuggono i divieti
    alla felicità.

    (Sandro Penna)

    Il mare è tutto azzurro.
    Il mare è tutto calmo.
    Nel cuore è quasi un urlo
    di gioia. E’ tutto calmo.

    (S. P.)

    Notte bella, riduci la mia pena.
    Tormentami se vuoi, ma fammi forte.

    (S. P.)

    ————————————–

    Chi l’ha criata è stato nu grand’ommo,
    nun ‘o vvoglio sapè, chi è stato
    è stato;
    è stato ‘o Pateterno? E quanno, e comme?
    Ch’avite ditto?
    ‘0 fatto d’ ‘a custata?
    Ma ‘a femmena è na cosa troppo bella,
    nun ‘a puteva fà cu ‘a custatella!
    Per carità, non dite fesserie!
    Mo v’ ‘o ddich’io comm’ è stata criata:
    è stato nu lavoro ‘e fantasia,
    è stata na magnifica truvata,
    e su questo non faccio discussione;
    chi l’ha criata è gghiuto int’ ‘o pallone.

    (Totò)
    ——————————————-

    Quel suono di veste di seta
    non sento più.
    Sul pavimento di marmo la polvere cresce.
    La camera vuota è fredda e silenziosa.
    Foglie cadute si ammucchiano contro le porte.
    Sempre sospiro per quella bellissima dama.
    Come potrà riposare il mio cuore dolente ?

    (Wu Ti )

    Il gigantesco rovere abbattuto
    l’ intero inverno giacque sulla zolla,
    mostrando in cerchi, nella sua midolla,
    i centonovantanni che ha vissuto.

    Ma poi che primavera ogni corolla
    dischiuse con le mani di velluto,
    dai monchi nodi qua e là rampolla
    e sogna ancora di essere fronzuto.

    Rampolla e sogna, immemore di scuri,
    l’ eterna volta cerula e serena,
    gli ospiti canori, i frutti e i secoli futuri….

    Non so perché mi faccia tanta pena
    quel moribondo che non vuol morire.

    ( Guido Gozzano)

    —————————————–

    Creiamo l’uomo nuovo,
    cantando.
    L’uomo nuovo del mondo,
    cantando.
    Canto in questa notte di stelle
    Che sono esiliato e solo.
    Ma nella Terra nessuno
    È solo se sta cantando.
    L’albero ha le sue foglie,
    e se è secco non è un albero.
    L’uccello ha le nubi, il vento,
    e s’è muto non è un uccello.
    Il mare ha le sue onde
    E il loro canto allegra le navi.
    Il fuoco ha fiamme e scintille
    E anche le ombre s’è alto.
    Nulla è solitario in Terra.
    Creiamo l’uomo nuovo cantando.

    (Rafael Alberti)
    ————————————-
    Spesso il male di vivere ho incontrato:
    era il rivo strozzato che gorgoglia,
    era l’incartocciarsi della foglia
    riarsa, era il cavallo stramazzato.

    Bene non seppi, fuori del prodigio
    che schiude la divina Indifferenza:
    era la statua nella sonnolenza
    del meriggio, e la nuvola,
    e il falco alto levato

    (Eugenio Montale)

    BUON 2007!

    Rispondi
  • 3. danielatuscano  |  7 gennaio 2007 alle 22:18

    Orso Che Corre era l’indiano che quel brav’uomo del “governatore” Schwarzenegger fece “giustiziare” lo scorso anno alla veneranda età di 75 anni. Il condannato più anziano d’America. Grazie Raffaele per avercelo ricordato.

    Rispondi
  • 4. donatella  |  8 gennaio 2007 alle 11:31

    Un sorriso

    Un sorriso non costa nulla e rende molto.
    Arrichisce chi lo riceve, senza impoverire chi lo dona.
    Non dura che un istante, ma il suo ricordo è talora eterno.
    Nessuno è così ricco da poterne fare a meno.
    Nessuno è così povero da non poterlo dare.
    Crea felicità in casa; è sostegno negli affari;
    è segno sensibile dell’amicizia profonda.
    Un sorriso dà riposo nella stanchezza;
    nello scoraggiamento rinnova il coraggio;
    nella tristezza è consolazione;
    d’ogni pena naturale è rimedio.
    Ma è bene che non si può comprare,
    nè prestare, nè rubare,
    poichè esso ha valore solo
    nell’istante in cui si dona.
    E se poi incontrerete talora
    chi non vi dona l’atteso sorriso,
    siate generosi e date il vostro,
    perchè nessuno ha tanto bisogno di un sorriso,
    come chi non sa darlo agli altri.
    (Padre Faber)

    Rispondi
  • 5. massimiliano frassi  |  11 gennaio 2007 alle 14:15

    Cari amici vi segnaliamo questo link dove troverete il grande Luca Barbareschi leggere un breve passo del libro Predatori di Bambini di Massimiliano Frassi e parlare di Prometeo:
    http://www.radiomontecarlo.net/RMC_04/on_air/rubriche/rush_hour/index_leggio_html

    Rispondi
  • 6. donatella  |  11 gennaio 2007 alle 15:30

    La tenerezza è la forza più umile, eppure è la più potente, per cambiare il mondo. Non è debolezza, ma forza che sboccia solo in un cuore libero, capace di offrire e ricevere amore. È la manifestazione di due esigenze fondamentali del cuore: desiderare di amare e sapere di essere amati.
    La scelta della tenerezza è tale solo quando racchiude in sé la fortezza.
    Essere teneri con fortezza e forti con tenerezza è uno dei più alti gradi di perfezione morale.

    La tenerezza è un cuore palpitante, accogliente, capace di compassione, di benevolenza e di amicizia gratuita.

    Rispondi

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