PROMESSA

12 gennaio 2007 at 20:20 4 commenti

Agli inizi dello scorso novembre ho proposto al mio amico giornalista Massimo del Papa http://www.babysnakes.splinder.com/ un incontro coi miei studenti del triennio delle superiori, sul tema dell’informazione (e i suoi eventuali inganni). Massimo accettò, e il mese successivo (per la precisione, il 15 dicembre) eccolo al “Mosè Bianchi” di Monza, l’istituto dove insegno (in basso), accompagnato dalla consorte. La parola di Massimo, convincente, diretta e “carnale”, ha impressionato gli alunni e risvegliato in loro una sana curiosità intellettuale. Fra questi ultimi e il mio amico è persino nata una corrispondenza.

Sollecitato a lasciarmi le impressioni su quella giornata, Massimo ha risposto con le righe qui di seguito pubblicate. Mi dispiace solo di non disporre neppure di una fotografia che documenti quegli istanti, ma sul più bello l’apparecchio di un alunno si è “ribellato”…

Buona lettura.

Daniela Tuscano

 
 

Sono tutti miei figli. Da quando un vecchio giudice [Antonino Caponnetto, che concesse a Massimo l’ultima intervista prima della scomparsa] mi ha compromesso con un vaticinio, “quello che fai è importante”. E già sapeva dove mi stava deviando, come una palla su un biliardo. Da allora non ho più smesso di rotolare per le scuole d’Italia, proponendo il messaggio che il vecchio giudice aveva incarnato: il testimone della responsabilità, la dignità che si deve ai giovani uomini. Non carne da televisione, non anime da ingannare; in fondo, una richiesta di soccorso: il nostro futuro è nelle vostre mani. Spendetelo bene. Aiutateci, noi che stiamo già arrendendoci. Non vendete la vostra libertà. Non voltatevi di lato, dove una prepotenza germoglia. Prossima fermata: Monza, dove c’è un enorme casermone che contiene un formicaio di gioventù irrequieta, naufraga come tutta la gioventù di questo tempo assurdo, feroce e inconsistente dove si uccide “per ferocia senza odio”, come dice Giorgio Bocca. Lo sa solo Dio quanti ragazzi incontro nel mio lavoro e quanti ne trovo infelici, disperati per una vita che sentono insulsa, tragicamente assurda ma non sanno spiegarsene il motivo, non riescono a metterlo a fuoco perchè nessuno si prende la briga di orientarli, di ricondurli alla loro dignità di giovani uomini, il che implica un grado di responsabilità. Afasici, anche: intuiscono che determinate situazioni sono “sbagliate”, ma non sanno spiegare perchè, non arrivano a un’analisi per quanto sommaria, figurarsi un commento, le parole non li soccorrono, i concetti neppure, li vedi gesticolare in modo straziante, li vedi sorridere atrocemente, poi ridere forte, in modo sguaiato per spaventare i fantasmi e questa fatica penosa e vana degenera presto in frustrazione, acuisce un disagio già enorme, la convinzione che vivere così, senza comprensione, senza senso, senza passione, senza amore, senza speranza, con tutto ma senza niente, sia inutile. Sono come minorati sociali che si rifugiano nel disprezzo di se stessi. E, alla prima occasione, esplodono. Io provo ad arrivare prima dello scoppio.Eccomi ancora qui, a tentare un’avventura che non so se serve, e a chi. Dipende da loro. Dalla loro pazienza. Benevolenza. Saprò conquistarli anche loro, o mi sputtaneranno col cinismo spietato degli adolescenti?Mi lancio…… e dopo due ore in cui non saprei dire cosa ho detto, mi ritrovo sudato e felice. Poche volte mi sono sentito tempestare così di domande. Interruzioni. Anche sospetti. Mia moglie mi sussurrerà, poi, che è stato uno degli incontri migliori. Missione compiuta, potrei dire, perchè sono venuto a insinuare dubbi contro questo Freak Show in cui è tutto giusto ed hanno tutti ragione. Dubitate, vorrei dire, anche dei vostri dubbi. Non chiudete il cuore a una speranza. Quel giudice m’ha insegnato che “la democrazia è la possibilità di rimettere sempre tutto in gioco”. E abituatevi, se potete, a riconoscere nell’uomo che vi guarda nient’altro che un uomo: strappategli la divisa che forse voi avete cucito, fatta di preconcetti. Pregiudizi. Militanze. Non esistono militanze, esiste la fragilità degli umani. I loro slanci. La loro disperazione così simile. Non siate di nessuno, nemmeno di voi stessi. Ma dell’umanità. Libertà non è nell’evasione, ma nell’immersione. Conquistatevi gli occhi della libertà, gli stessi con cui quel vecchio giudice mi sfidava. E mi comprometteva.Sono felice oggi, e la felicità viene da voi. Un’altra volta ho mantenuto la promessa che il vecchio giudice mi ha estorto: ho fatto qualcosa d’importante. Ma non sarebbe così, senza la disponibilità di chi mi ha ascoltato. Quando torno a casa, accendo il computer e rotola fuori un saluto di qualcuno che c’era: è il mio premio, la conferma di aver lasciato qualcosa. La loro professoressa, cui mi ha avvicinato un Artista colorato e folle [Renato Zero], mi dice che hanno ancora nella mente quella mattina in cui un vento di dubbi ha imperversato. Anche io conservo tutto, ogni volto, ogni domanda. Ogni perplessità. Il prossimo viaggio lo farò più leggero e più carico. Di voi, che mi avete invitato e non sapevate che di queste sfide mi nutro, non posso farne più a meno. Incontrerò altri giovani uomini, con più forza di prima. Perché avete dato un senso a ciò che provo a fare. Alla mia vita. Una promessa che ogni volta io rinnovo. 

Massimo Del Papa

Annunci

Entry filed under: educazione e scuola, frammenti, semi di speranza.

I DIRITTI DI TUTTI – Fermezza degli umanisti su Finanziaria, pace, ambiente UN BEL GIOCO DURA POCO – Per scongiurare l’ampliamento della base Usa a Vicenza

4 commenti Add your own

  • 1. massimo del papa  |  18 gennaio 2007 alle 21:54

    bello, ne sono felice. bello. ringraziamo a ‘rrrenato bbello, che ci ha fatto amiciziare……..

    Rispondi
  • 2. danielatuscano  |  18 gennaio 2007 alle 22:05

    Uahuahuahuah, grande… Ciao Geronimo 😀

    Rispondi
  • 3. Giovanna Nigris  |  22 gennaio 2007 alle 19:01

    Cara Daniela, cerco chi mi aiuta a vincere il vile silenzio stampa che permette, dopo le lesioni colpose ai miei danni consumati sul posto di lavoro, anche le più crudeli conseguenze con la privazione dei diritti di legge e di contratto. Qui a Milano si fanno vedere in televisione anomalie sul funzionamento degli ospedali del meridione d’Italia e si nascondono marciumi milanesi. Non è giusto. Se potete fare conoscere la mia vicenda ve ne sarei molto grata. Se vi inserirete nell’ambiente desertico che non da segno di vita per proteggere dei criminali grazie lo stesso di avermi letto. Nel link sottostante si può accedere alle porte dei risconti oggettivi. Cordiali saluti. Giovanna Nigris

    http://www.nuvolarossa.org/modules/news/article.php?storyid=3287

    Rispondi
  • 4. danielatuscano  |  22 gennaio 2007 alle 20:51

    Cara Giovanna, la ringrazio per la fiducia che mi accorda. Non so se la merito. In ogni caso prometto di inoltrare a Massimo il suo appello. Senza dubbio il diritto a un’informazione più trasparente – e, di conseguenza, la difesa di ogni cittadino, in particolare dei più deboli – dev’essere garantito. Un caro saluto.

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Subscribe to the comments via RSS Feed


Calendario

gennaio: 2007
L M M G V S D
« Dic   Feb »
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293031  

Most Recent Posts


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: