Archive for 16 gennaio 2007

UN BEL GIOCO DURA POCO – Per scongiurare l’ampliamento della base Usa a Vicenza

Ma allora sono fissati. Anzi pugnaci. Caparbi. Ostinati. Cocciuti. Zucconi.

Hai voglia a lamentarti, a ripetergli che no, continuare a giocare alla guerra fa male, e forse ci scappa il morto. Che anzi ci è già scappato, e non uno: tanti. Ma non i loro, non di quelli che giocano. Dei nostri, che non volevano giocare. Viceversa si sarebbero divertiti, e magari sarebbero spirati cantando, come gli eroi di Metastasio. Invece, nulla: oltre il danno la beffa o, per dirla alla partenopea, cornuti e mazziati.

 

Sono bambinoni, ogni tanto se ne escono con idee bislacche, la guerra lampo, l’esportazione della democrazia e dei diritti umani in Medio Oriente, le bombe “intelligenti” che colpiscono solo obiettivi militari e ai civili fanno al massimo il solletico. Ci provano, come tutti i bambini, e si sa, a volte i tentativi dei bambini falliscono. Nella fattispecie la guerra lampo si è rivelata una infinita e inutile strage, la democrazia irachena si è affermata con impiccagioni e decapitazioni (è toccata al fratellastro di Saddam, pare che la corda fosse troppo lunga, sono errori, anche questo succede), le bombe intelligenti hanno sterminato per la maggior parte la popolazione, senza dimenticare le donne e i bambini (quelli degli altri, perciò cattivi). Già nella metà degli anni ’60 don Milani ammoniva: le guerre contemporanee mietono soprattutto vittime civili. Ma i bambinoni, essendo tali, don Milani non lo conoscono di certo, e poi i pacifisti non vanno più di moda nemmeno nella Chiesa; oggi quest’ultima preferisce lanciare strali contro i peccatori della carne, e i bambinoni che giocano coi fucili in fondo sono meglio perché dicono di farlo anche in nome della croce di Gesù, minacciata dal feroce Saladino. Dio è con loro.

Così il gioco continua. A casa degli altri, si capisce, sennò non ci si diverte. E gli spazi non bastano mai. A Vicenza, per esempio, è da un po’ che ci provano. Ivi si trova una base militare per i prossimi, infiniti giochi di guerra, ma è troppo piccola, troppo obsoleta, troppo misera per il fulgido, eroico futuro che li aspetta. Quindi, perché non ampliarla?


E il bello è che anche i bimbi dell’Unione sono d’accordo. “Prodi da Bucarest ha dichiarato un sì per l’ampliamento alla base”, denunciano Massimo Aliprandini, Alfonso Navarra e Francesco Lo Cascio (Obiettori di Coscienza, Disarmo Unilaterale e Riconciliazione). Strani personaggi, questi obiettori, questi pacifisti. Che rompiscatole, però. Osano persino scrivere lettere dai toni perentori: “Il problema, a nostro parere, non è soltanto opporsi a un ampliamento delle servitù militari nefasto socialmente ed ambientalmente per la città veneta – affermano – ma contrastare un progetto funzionale per la ‘guerra unica’ al terrorismo dichiarata dagli USA in termini inaccettabili per lo stesso programma dell’Unione, per gli interessi del nostro Paese oltre che per la vocazione pacifista del patto fondativo della nostra Repubblica, sancito dalla Costituzione”. Decisamente, questi non vogliono giocare.

La base di Vicenza – essi proseguono – sarà il perno operativo del fronte Sud per le azioni militari decise unilateralmente dagli Stati Uniti.

Del resto, se l’Unione rifiutasse di ascoltarli, creerebbe una ulteriore incomprensione nel resto della popolazione, disorientata davanti alle missioni di “pace” in Afghanistan, Nigeria, Libano, Iraq: “Non siamo a conoscenza in esse dei ‘piani di pace’ da Voi dichiarati, mentre ogni giorno sui media vediamo in quegli scenari azioni di guerra, di violenza inaudita”. Già, ma chi glielo spiega, a questi, che ai bambinoni piace giocare non solo alla guerra, ma anche con le parole?

E mentre – continuano i “rompi” – l’aumento delle spese militari in Finanziaria è sottaciuto a fronte delle difficoltà economiche di molti settori sociali e culturali dell’Italia, la protesta popolare aumenta, e aumenterà a dismisura se le richieste non saranno discusse in Parlamento.

Anche in questo caso si parla di lotta; però, a differenza di quella dei bambinoni, è animata dal solo coraggio delle idee. Ed è seria. L’altra, purtroppo per tutti, è invece brutalmente, nudamente, scabramente tragica.

Daniela Tuscano (vedi anche https://danielatuscano.wordpress.com/2006/12/02/la-pace-comincia-dentro-di-noi/ , https://danielatuscano.wordpress.com/2006/12/30/alba-di-sangue-impiccato-saddam-hussein-vendetta-e-fatta/ , https://danielatuscano.wordpress.com/2006/10/29/nonviolenza-ancora-in-movimento-sempre-e-solo-no-alle-guerre/ )

ULTIM’ORA

Comunicato stampa: No alla base USA a Vicenza    

Il sì del governo italiano all’allargamento della base militare USA a Vicenza è l’ennesimo esempio di viltà e servilismo nei confronti della disastrosa politica degli Stati Uniti e di disprezzo della volontà espressa con chiarezza dalla popolazione coinvolta nel progetto.  

Non basta ospitare nel nostro territorio 90 bombe atomiche nelle basi di Aviano e Ghedi, in aperta violazione del Trattato di Nonproliferazione Nucleare. Non basta la presenza dei soldati italiani in Afghanistan travestita da “missione di pace”. Ora dobbiamo anche fare da portaerei alle future missioni di guerra che gli Stati Uniti lanceranno a partire dalla base di Vicenza.  

Denunciamo con indignazione la decisione del governo Prodi e appoggiamo la ribellione dei cittadini di Vicenza.  

Facciamo appello al movimento pacifista e nonviolento che si è sviluppato in questi anni, unendo persone diverse nel rifiuto della guerra e di ogni altra forma di violenza, perché impedisca con la mobilitazione questo ennesimo sopruso.      

Roma, 18 gennaio 2007

Partito Umanista
www.partitoumanista.it

Retescuole: La Scuola e la Pace parlano la stessa lingua

ReteScuole, coordinamento di genitori ed insegnanti delle scuole di Milano e provincia, in sintonia con il coordinamento delle scuole di Vicenza e provincia aderisce alla manifestazione di Vicenza del 17  febbraio, indetta dal Presidio Permanente e dal Coordinamento dei Comitati Cittadini contro il Dal Molin.

La Scuola e la Pace parlano la stessa lingua. Come genitori ed
insegnanti impegnati per una scuola improntata al dialogo e
all’incontro, alla convivenza civile e alla valorizzazione delle
diversità, portatrice di una cultura di pace tra i popoli, rifiutiamo totalmente qualsiasi scelta funzionale alle politiche di guerra e di servitù militari che contrastano con tali principi e con l’articolo 11 della nostra Costituzione, tanto bistrattato, che sancisce il ripudio alla guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.

Vorremmo che decisioni così importanti venissero prese dopo aver ascoltato le popolazioni sulle quali tali scelte ricadono.
Così, come per la base del Dal Molin non si vuole tener conto della volontà delle comunità locali, altrettanto, per la nostra esperienza e per la scuola in generale, non si vuole tener conto delle istanze e delle proposte per una buona scuola per la Repubblica che giungono da chi nella scuola vive e lavora.
In solidarietà con la stragrande maggioranza dei cittadini vicentini, rifiutiamo l’ampliamento della base di Vicenza anche perché questa nuova servitù militare deprimerebbe ulteriormente il territorio dal punto di vista ambientale e lo renderebbe più povero, sottraendo le risorse idriche ed energetiche necessarie ai bisogni delle popolazioni locali.

Nella Finanziaria il Governo ha deciso un aumento complessivo delle spese militari che ammontano a 20,354 miliardi di euro. Inoltre il 41% delle spese per il mantenimento della base statunitense in questione, come per tutte le altre sul territorio nazionale, sono a carico dello Stato italiano.
Riteniamo questo un incredibile spreco di risorse economiche che potrebbero essere destinare ad altri servizi essenziali per la collettività.
Tanto per rimanere solo nel campo della scuola, il settore della Pubblica istruzione viene sottoposto ad un taglio complessivo di 3 miliardi di euro in tre anni di cui 448 milioni nel 2007, che portano a peggiorare le già critiche condizioni della scuola pubblica di tutte e di tutti, per tutte e per tutti.

A chi ci chiede: ma cosa c’entrate voi di ReteScuole con la base di Vicenza noi diciamo: la scuola c’entra sempre con la pace e vorremmo che i soldi delle nostre tasse fossero impiegati più saggiamente nell’educazione e non nell’acquisto e nel mantenimento di macchine da guerra.

Milano, 08/02/2007

Elena Miglietta
 

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16 gennaio 2007 at 15:09 28 commenti


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