LA GUERRA DEI BERLUSCONES – La saga della coppia in diretta sui media. C’interessa?

31 gennaio 2007 at 18:39 13 commenti

E vabbene, stavolta ne parlo. Ne era così contento anche il mio babbo… Hai visto, la moglie di Berlusconi (sig.ra Bartolini-Lario, foto sotto) si è lamentata dalle pagine di ‘Repubblica’ [i dettagli nel commento n° 1] per il comportamento maschilista del marito alla Notte dei Telegatti (sic, sic)! E’ un bel colpo…. Talmente bello, che il quotidiano ha pensato addirittura di sbatterlo in prima pagina. Ma anch’io, in fondo, ho un cuore e, per non essere tacciata di insensibilità d’animo – soprattutto verso il candore d’un padre che crede ancora esista la politica, e soprattutto una “maggioranza” e un'”opposizione”, – ecco cosa penso della “clamorosa” notizia.

…ma, alla fine, ci frega una cippalippa delle diatribe interne di due individui mossi evidentemente dallo stesso fine? Lui il solito “ganassa” imperioso e maschilista, lei che, invece, recita la parte della moglie illuminata e, ora, tradita (ricordiamo che si professava anche contro la guerra in Iraq: che dite, eleggiamo la signora a paladina dei pacifisti? Già Zanotelli scompare di fronte a lei)…
 
Se ne accorge adesso che il modello proposto dal marito è diseducativo? Quale acume, quale sensibilità, signora Bartolini-Lario ecc. ecc.! Brava, santi sentimenti! Sono almeno trent’anni che le televisioni del suo amato consorte ammanniscono messaggi di fanciulle-oggetto, scambi di coppia, grandi fratelli, talpe, puzzole, pupe, secchioni, tronisti, stronzisti, Lelimora e Costantini e Vannemarchi e il marito di Costanzo e i CecchipaVoni, e si è accorta solo oggi del benessere morale dei suoi figli/e? E di quelli altrui? Chissenefrega, naturalmente, secondo la più pura filosofia berlusconide.
 
…Se non altro, Truman era inconsapevole di quanto gli accadeva…

E il giornale di “sinistra” le concede pure la prima pagina (l’altra è sui Pacs), mentre l’Italia va allo sfascio e il governo di “sinistra” si appresta ad allargare la base Usa a Vicenza, incurante delle proteste dei più (e i giornali di “sinistra”, da bravi, o sorvolano, o sminuiscono la notizia, sennò si colpisce il governo di “sinistra”, ma che scherziamo?) .
 
Nel Paese del gossip si dà invece spazio all’Evita Peron nostrana, l’una ballerina (col dittatore, nella foto sotto), l’altra ex-attrice (diciamo così), e anzi ricordiamo l'”educativo” film col quale impose le sue… doti: Sotto sotto strapazzato da anomala passione, in cui interpretava la (svestita) parte della sposa gay di uno stralunato Enrico Montesano. Alla capricciosa moglie di un tiranno che si atteggiava a protettrice dei diseredati, hanno dedicato montagne di libri, canzoni, persino uno zuccheroso film con la boccheggiante Madonna, “don’t cry for me Argentinaaaaaaaa. ..”, chissà che non accada la stessa cosa alla dolce metà dell’italico tirannello?

Non fa bisogno di aggiungere che, come in ogni lieto fine che si rispetti, il premuroso e affranto maritino è corso ai ripari, con una lettera grondante mea culpa (anch’essa pubblica, s’intende). E vissero felici & contenti.
 
Certo, oggigiorno, tutto quanto fa spettacolo (tranne gli spettacoli seri, quelli degli artisti autentici intendo). Ma io, scusate, ho altro da fare che seguire la loro improbabile sit-com.

Daniela Tuscano

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FORSE NON LO SAI… MA PURE QUESTO E’ AMORE – Fra Masseo, uno di noi RENATO ZERO: “ERAVAMO DIVERSI PER SENTIRCI MENO SOLI”

13 commenti Add your own

  • 1. danielatuscano  |  31 gennaio 2007 alle 18:49

    La lettera della moglie su “Repubblica” di oggi…

    “Mio marito mi deve pubbliche scuse”
    di VERONICA BERLUSCONI

    Egregio Direttore
    con difficoltà vinco la riservatezza che ha contraddistinto il mio modo di essere nel corso dei 27 anni trascorsi accanto ad un uomo pubblico, imprenditore prima e politico illustre poi, qual è mio marito. Ho ritenuto che il mio ruolo dovesse essere circoscritto prevalentemente alla dimensione privata, con lo scopo di portare serenità ed equilibrio nella mia famiglia. Ho affrontato gli inevitabili contrasti e i momenti più dolorosi che un lungo rapporto coniugale comporta con rispetto e discrezione. Ora scrivo per esprimere la mia reazione alle affermazioni svolte da mio marito nel corso della cena di gala che ha seguito la consegna dei Telegatti, dove, rivolgendosi ad alcune delle signore presenti, si è lasciato andare a considerazioni per me inaccettabili: “… se non fossi già sposato la sposerei subito”, “con te andrei ovunque”.

    Sono affermazioni che interpreto come lesive della mia dignità, affermazioni che per l´età, il ruolo politico e sociale, il contesto familiare (due figli da un primo matrimonio e tre figli dal secondo) della persona da cui provengono, non possono essere ridotte a scherzose esternazioni. A mio marito ed all´uomo pubblico chiedo quindi pubbliche scuse, non avendone ricevute privatamente, e con l´occasione chiedo anche se, come il personaggio di Catherine Dunne, debba considerarmi “La metà di niente”. Nel corso del rapporto con mio marito ho scelto di
    non lasciare spazio al conflitto coniugale, anche quando i suoi comportamenti ne hanno creato i presupposti. Questo per vari motivi:

    per la serietà e la convinzione con la quale mi sono accostata a un progetto familiare stabile, per la consapevolezza che, in parallelo alla modifica di alcuni equilibri di coppia che il tempo produce, è cresciuta la dimensione pubblica di mio marito, circostanza che ritengo debba incidere sulle scelte individuali, anche con il ridimensionamento, ove necessario, dei desideri personali. Ho sempre considerato le conseguenze che le mie eventuali prese di posizione avrebbero potuto generare a carico di mio marito nella sua dimensione extra familiare e le ricadute che avrebbero potuto esserci sui miei figli.

    Questa linea di condotta incontra un unico limite, la mia dignità di donna che deve costituire anche un esempio per i propri figli, diverso in ragione della loro età e del loro sesso. Oggi nei confronti delle mie figlie femmine, ormai adulte, l´esempio di donna capace di tutelare la propria dignità nei rapporti con gli uomini assume un´importanza particolarmente pregnante, almeno tanto quanto l´esempio di madre capace di amore materno che mi dicono rappresento per loro; la difesa della mia dignità di donna ritengo possa aiutare mio figlio maschio a non dimenticare mai di porre tra i suoi valori fondamentali il rispetto per le donne, così che egli possa instaurare con loro rapporti sempre sani ed equilibrati.

    RingraziandoLa per avermi consentito attraverso questo spazio di
    esprimere il mio pensiero, La saluto cordialmente.

    …e le scuse del Cavaliere (da “Affari Italiani”):

    Cara Veronica, eccoti le mie scuse. Ero recalcitrante in privato, perché sono giocoso ma anche orgoglioso. Sfidato in pubblico, la tentazione di cederti è forte. E non le resisto. Siamo insieme da una vita. Tre figli adorabili che hai preparato per l’esistenza con la cura e il rigore amoroso di quella splendida persona che sei, e che sei sempre stata per me dal giorno in cui ci siamo conosciuti e innamorati. Abbiamo fatto insieme più cose belle di quante entrambi siamo disposti a riconoscerne in un periodo di turbolenza e di affanno. Ma finirà, e finirà nella dolcezza come tutte le storie vere. Le mie giornate sono pazzesche, lo sai. Il lavoro, la politica, i problemi, gli spostamenti e gli esami pubblici che non finiscono mai, una vita sotto costante pressione. La responsabilità continua verso gli altri e verso di sé, anche verso una moglie che si ama nella comprensione e nell’incomprensione, verso tutti i figli, tutto questo apre lo spazio alla piccola irresponsabilità di un carattere giocoso e autoironico e spesso irriverente. Ma la tua dignità non c’entra, la custodisco come un bene prezioso nel mio cuore anche quando dalla mia bocca esce la battuta spensierata, il riferimento galante, la bagattella di un momento. Ma proposte di matrimonio, no, credimi, non ne ho fatte mai a nessuno. Scusami dunque, te ne prego, e prendi questa testimonianza pubblica di un orgoglio privato che cede alla tua collera come un atto d’amore. Uno tra tanti. Un grosso bacio Silvio”.

    …Niente da dire, che coppia!!!!

    Rispondi
  • 2. massimo del papa  |  31 gennaio 2007 alle 19:54

    CARO DIRETTORE CI SCRIVO
    La signora Berlusconi Veronica, lodata da tutti come esempio perfetto di rassegnazione e riservatezza domestica, e cioè il sogno di ogni marito medio italiano, fascistoide e virilista di merda, esce allo scoperto con una clamorosa lettera a Repubblica in cui, praticamente, dice:
    “Caro direttore, sono 27 anni che sopporto quell’idiota di mio marito, ho mandato giù corna pubbliche, private e istituzionali, son passata sopra buffonate e stronzate sconfortanti, anche perchè in mondovisione, ci ho fatto perfino tre figli e Dio sa cosa m’è costato, anche da un punto di vista tecnico perchè io sono giunonica e lui sembra Cucciolo, ho sopportato persino quelle pallosissime passerelle mondiali con Clinton e la moglie Hillary che non capivo cosa volesse dirmi ma aveva gli occhi da pazza, ho tentato di non vivere questo matrimonio confinandomi in un buen retiro brianzolo, ma ora basta! Che quel vecchio ormai taroccato dalla testa ai piedi, quel Ganimede ritinto, quel pezzo da museo si metta a fare il galletto con una sciampista promossa parlamentare, sotto gli occhi di tutti e perdipiù ai Telegatti che come sappiamo sono la festa privata di Costanzo e suo marito, questo no!
    Mi capisca, caro direttore: è vero, è stata una vitaccia, ma dove lo trovavo un altro così? Io facevo l’attricetta del sottobosco, mi chiamo Miriam Bartolini, altro che Veronica, mi ha visto a seno nudo, è venuto in camerino e mi ha comperata e io mi son lasciata comperare. Son passata dal monolocale di periferia alla villa hollywoodiana sia pure in Brianza: qualcosa bisognava pur cedere.
    Ma adesso basta. Io sono ancora giovane e bella, ho appena passato la cinquantina e praticamente senza ritocchi, è lui che è tutto pezzi di ricambio, del Silvio originario non ha più nulla, non si regge in piedi e per di più fa lo scemo con le sue ex veline: pensare che Strisca la notizia va a cercare col lanternino gl’impresari che voglion portarsi a letto le ragazzine, ma bastava uscire dallo studio e girare i corridoi di Mediaset!
    Mi capisca, spettabile direttore: io dell’apprezzamento della sinistra bonvivant, dell’incoraggiamento dei visionari di MicroMega me ne fotto! Non hanno capito niente, ma quale lotta dall’interno, a me piaceva la vita bella, ero anche disposta a passar sopra montagne di affronti, ma a tutto c’è un limite!
    Ho fatto tutto quello che voleva, ho chiuso gli occhi, le orecchie, la bocca, Dio mio quante volte mi son detta “boccuccia mia statti zitta!”, ho perfino recitato la parte della pacifista, dell’illuminata, della dissidente così che tutti potessero dire: però, hai visto Silvio che liberale, lascia perfino parlare la moglie e addirittura contro di lui!!! Lei non sa le scenate alla vigilia di ogni raro appuntamento istituzionale, gli accessi di ira furibondi perchè anche con i rinforzini di 36 cm mi arrivava sempre alle ginocchia e mi urlava: “E’ tutta colpa tua! Ti diverti a crescere quando non ci sono! Comunista maledetta!”, e coi rinforzini a molla mi saltava al collo ghignando come un Gremlin. E io sempre paziente, comprensiva. Immemore.
    E a cosa è servito? A niente, a venire umiliata da questo vecchietto col pace-maker che straparla di fuggire con una trentenne se solo fosse libero. E per far che? Per cambiargli il pannolone prima di mandarlo a dormire?
    Scrivo a lei sig. direttore di Repubblica, per fargli più rabbia: non credete a Silvio! Forse voi non lo sapete, ma è un grande bugiardo, e in più non funziona da molti anni. Quello delle donnine è solo un mito, come per tutti i dittatori! Scrivo a lei egr. direttore, ma mi rivolgo al papa e anche alla Cei di mons. Ruini: avete ragione a impedire democraticamente, con la solita delicatezza da samurai che vi contraddistingue, ogni legge sui pacs: sennò il primo a usufruirne è mio marito! E invece non è giusto che approfitti anche di quest’altra legge ad personam! A me, quando mi ha comperata, mi ha fatta vivere da rapita, come la ragazzina austriaca, per 8 anni e per un periodo è stato pure bigamo! Ma almeno ha dovuto pagare 2 famiglie!!! Anche se nella “Storia italiana” tutto questo non c’è.
    Sono almeno 22 anni che non ci tocchiamo con un dito, anzi che viviamo proprio separati, in ville diverse, una volta volevo lasciarlo perchè andava ogni fine settimana a Parigi da Francesca Dellera, tutti lo sapevano e ridevano anche il commercialista che mi ha insegnato a trasferire le mie sostanze alle isole Vergini britanniche, compresa la proprietà del Foglio: a un certo punto, a consolarmi c’era rimasto solo Giuliano Ferrara. Ma poi mi sono accorta che andava a spifferare tutto a mio marito, sa com’è Ferrara, ha sempre bisogno di una tresca fin da quando faceva l’informatore della Cia: una spiata, un pollastro.
    E non parliamo di quei Natali orrendi, allucinanti con le molte famiglie di mio marito riunite, una sorta di pacs gigantesco, un multipacs: lei non sa cosa vuol dire scambiarsi i regali coi figli di primo letto che guardi sono davvero odiosi, Marina sembra sua nonna, Dudi pensa solo agli addominali, purtroppo non i suoi. E ogni tanto ne spuntava qualcuno illegittimo, di statura e cattiveria insidiose. Poi a mezzanotte arrivano Bondi vestito da Santa Klaus coi regali, che del resto paga mio marito, Emilio Fede agitatissimo e completamente fuori di testa e via via tutti quelli di Mediaset compresa purtroppo la coppia Vianello-Mondaini, che si addormentava l’una contro altro dopo 3 minuti, tutti dico tutti i ragazzi del Grande Fratello delle ultime 7 edizioni, Costanzo che ripeteva “ftate bboni”, un mucchio di veline e paperine e tamburine zoccolissime, ignoranti e feroci, e un paio di volte mi è parso di veder passare perfino Bertinotti.
    Ma ora basta. Se mi gira, mi rifaccio una vita con Vladimir Luxuria, che almeno è alto, e si trucca comunque meno di mio marito! E a far pipì andremo in via dell’Umiltà, nella sede di Forza Italia, ovviamente scambiandoci i cessi!
    Egr. direttore, come le ho già detto, credo che Silvio mi consideri, come il personaggio di Catherine Dunne, “la metà di niente”, perchè lui è una vera nullità! A forza di subirlo mi sono ridotta anch’io una desperate housewife, se non avessi timore di tradire la mia immagine signorile aggiungerei che lui è un grandissimo piduista, ma purtroppo è così.
    Mi creda sua, seppure addolorata
    Miriam Veronica Bartolini Lario in (forse) Berlusconi”.

    Massimodelpapa

    Rispondi
  • 3. Adele  |  31 gennaio 2007 alle 20:41

    …ma tu sei troppo forte!!! Grazie perché mi hai fatto ridere di cuore!

    Quanto alla vicenda in sé: ri-di-co-li!

    Ma se entra,bi hanno in testa cesti di lumache, ma si cominciano a preoccupare in vecchiaia??? mah? non c’è limite!

    Un bacio a massimo per avermi regalato una bella e sana risata!

    adele

    Rispondi
  • 4. cristina ovvero zerocri  |  31 gennaio 2007 alle 21:18

    quello che mi sorprende in tutta questa storia è che il cavaliere questa volta non ha dato la colpa dell’accaduto ai comunisti….che stia veramente invecchiando?

    Rispondi
  • 5. Erica  |  31 gennaio 2007 alle 23:00

    o mamma mia!!!!!!!con questa storia non dico che abbiamo toccato il fondo (quello è accaduto già parecchio tempo fa) ma peggio!!! che pagliacciata….non soi davvero se ridere di gusto o piangere dalla vergogna…e questo fu il capo del governo italiano???annamo bene……………

    Rispondi
  • 6. federica  |  31 gennaio 2007 alle 23:36

    il gossip fa audience…

    … e Berlusconi ne fa la sua linea politica: come sempre!!
    Mi ricordo il pamphlet che l’ esimio mandò ai cittadini in cui parlava di come si separò con “amore e rispetto” dalla sua prima moglie…moooolto americano!!!
    La privacy fa spettacolo ed è importante che si parli di lui ora che non è in prima linea in politica, ma pronto a rientrare alla grande!!!.
    E’ sicuramente un grande stratega nel campo delle pubbliche realzioni. E la moglie è connivente: perchè se avesse un briciolo di dignità verso sè stessa e i suoi figli non parlerebbe in pubblico di cose private. Ma come credere alla sua buona fede?????
    Massimo Ranieri ha trovato molto bello incontrare la sua figlia segreta in pubblico!!!…………. ….Di questo passo “C’ è posta per te” diventerà una trasmissione di alta cultura!!!!!
    Non ci dimentichiamo che essi (Berlusconi, Ranieri, De Filippi) hanno per pubblico una “massa” ormai deforme (nemmeno informe ), omologata dalle pubblicità, dal gossip, e dall’ ultimo modello di cellulare. Una massa numericamente interessante poichè sufficiente a vendere a buon prezzo gli spazi pubblicitari e a rieleggere Berlusconi con simpatia……

    “Dammi una lametta che mi taglio le vene…..” cantava anni fa la Rettore……

    Niente di nuovo sotto il sole……………….Federica

    Rispondi
  • 7. massimo del papa  |  1 febbraio 2007 alle 0:31

    mah, ci ho scherzato un po’ su, ma in realtà sospetto che sia tutta una manfrina per rilanciare le quotazioni del marito; oppure per dargli il colpo di grazia, quando si aprirà il gran ballo delle successioni. per quanto riguarda l’atteggiamento della stampa, hai ragione, è penoso senza distinzioni di sorta e di ideologia.

    CARA MOGLIE CI SCRIVO
    Cara Jolanda,
    a grande richiesta, col cuore contrito e addolorato ci scrivo, sconcertato dai tuoi assurdi e immeritati dubbi, che solo per un rigurgito di pudore non definisco comunisti: come hai potuto sospettare, anche solo per un istante, che io ti abbia messa da parte, mia adorata Amanda? Che ti abbia confusa con una qualsiasi altra, piccola Lucy mia?
    Tu lo sai come sono fatto: sono un uomo eccezionale, geniale, prestante, onestissimo, ma soprattutto buono! Scherzo sempre, faccio il mattacchione, ho un debole per la gnocca, ma non dimentico mai dove abita il mio cuore: dimora dentro il tuo, Luana venerata, mia eterna patonzola.
    Dal primo momento che ti ho vista, mi sono impresso il tuo nome a fuoco nella mente, o mia divina Jenna. Con te ho scelto di spendere questa vita mia, Marisa carissima, compagna dei miei giorni: sei la madre di alcuni dei miei figli, Andrea diletta, e questo, per uno come me, conta: ammazzate se conta, leggiadra Brianna. Apposta ho fatto cancellare la tassa di successione.
    Per cui, mia isola, mio universo, mio sempre, mia unica Melissa, accogli con fiducia queste mie scuse: vengono da ciò che ho di più caro, l’immagine, e tu sai cara Jessica che io ho una faccia sola, anche se di tanto in tanto la cambio.
    Abbi pazienza, dolce sostegno delle mie battaglie, purissima Shannon: sai che ho una vita infernale, tra leggi ad personam, paradisi fiscali, società off shore, tranelli, ricatti, falsi alleati, amici pluripregiudicati, manco lo stalliere sanno scegliersi, debbo fare tutto io e in più sono circondato da una corte dei miracoli di parassiti, farabutti, cialtroni maledetti, tutti vergognosamente infidi e alcuni clamorosamente brutti purtroppo anche di fuori: mettili tutti in fila, scegli quelli che vuoi, che tanto non ne trovi uno che non sia disumano. Una vita di merda mia cara Melany! E poi dimmi se un povero disgraziato non ha il diritto di rifarsi un po’ gli occhi almeno a una festa dei Telegatti. Tanto lo sai che è tutto fumo e niente arrosto: è solo che se c’è una donnina di mezzo non so resistere, è più forte di me, mi fa sentire ancora giovane! Così le sparo talmente grosse che poi, quando tutto è finito, mi chiudo in camera e piango silenziosamente, ma con grande dignità. L’ultima volta che ho tentato un approccio, te lo debbo confessare cara Lory, è stato in Russia al cospetto di Putin: ho provato a “scalare” un’operaia della Ariston di Mosca, ma era alta 212 cm cioè praticamente 2 metri più di me e non ce l’ho fatta neppure con un’asta da competizione ovviamente truccata. Per lo sforzo mi sono saltati 18 punti del lifting ancora fresco, la faccia mi si è squagliata come un mottarello sotto il sole di agosto con Putin che mi guardava come Solgenicyn da spedire subito all’arcipelago Gulag. Da allora ho chiuso queste stronzate! E poi, da quando se n’è andato Bettino non mi diverto più ad andare a puttane: e chi mi porto, Bondi? Ho provato anche con Dudi, ma stranamente non gliene frega niente. Chissà da chi avrà preso, a volte non mi pare neanche figlio mio.
    Mi hanno detto che hai intenzione di videoriprenderti col telefonino insieme a Follini per poi metterti su internet: non farlo, ti prego, mia Nicole, ti scongiuro non mi rovinare, sai che il cuore potrebbe anche non reggermi! Già oggi quello stronzo di Staffelli voleva “attapirarmi”! Proprio a me!
    Mia fantastica Lulù, non dubitare più, ricorda sempre che dovunque sarai, io sarò vicino a te, vicino alla mia meravigliosa Mara. La tua dignità, te lo giuro Aida, è il mio bene più caro: con quello che l’ho pagata…
    Per sempre tuo (lo giuro sulla testa dei tuoi figli),
    Silvio

    Rispondi
  • 8. ernesto  |  1 febbraio 2007 alle 1:26

    io sono contentissimo che renato non sia andato a ritirare il “premio” alla notte dei Telegatti. Tiè. 😛

    Rispondi
  • 9. danielatuscano  |  1 febbraio 2007 alle 8:07

    Ma era scontato non andasse, a parte che l’aveva dichiarato (all’incontro coi fans romani), ma cosa ci faceva il nostro Renato, che appartiene alla schiera degli artisti autentici cui accennavo, in quel circo di maschere pacchiane? Col rischio poi di esser fotografato al fianco delle tette della Carfagna o del ciuffo assassino del marito di Costanzo? E poi, che premio sarebbe mai il TelePacco?????????… 😮 😦

    Renato ha sempre detestato Berlusconi e la sua tv, l’ha detto in numerosissime occasioni, l’ultima volta a Palermo durante un concerto, quando ha invitato a non votarlo (grande Renato!). A Roma poi aveva espressamente indicato ai concittadini di non scegliere, come sindaco, il neofascista Alemanno (sembrerebbe lapalissiano, ma siamo in Italia, in quel periodo era necessaria una presa di posizione chiara e lui non si è tirato indietro), candidato come alternativa a Veltroni, in seguito trionfatore. Di là dal fatto che tutti gli artisti veri di cui sopra dovrebbero essere avversi a B., lui lo è in modo particolare, sia perché la “filosofia” di B. è l’esatto opposto della sua, sia perché coi tiri che gli ha giocato di recente Canale 5… e al Nostro non piace essere preso per i fondelli.

    Rispondi
  • 10. Erica  |  1 febbraio 2007 alle 17:21

    anche a Caserta Renato pronunciò parole durante contro (chi ha anche tre televisioni và…)..da quel giorno lo amo ancora di più! 🙂

    Rispondi
  • 11. Marcello Marani  |  1 febbraio 2007 alle 22:11

    All’inizio avevo sospettato una trovata mediatica, per rilanciare l’attenzione sul Caimano, dopo l’ultima nomination di Fini come suo erede, immediatamente smentita da se stesso.
    Ed anche se non sono ancora pienamente convinto del contrario, penso però che in ogni caso, a leggere bene la lettera ed in special modo la chiusura in cui afferma: “la difesa della mia dignità di donna ritengo possa aiutare mio figlio maschio a non dimenticare mai di porre tra i suoi valori fondamentali il rispetto per le donne, così che egli possa instaurare con loro rapporti sempre sani ed equilibrati”,
    rappresenta un chiaro disconoscimento dell’operato del coniuge ed un invito al figlio a non imitare il padre.
    Solo che non sembra che tanti commentatori abbiano rilevato questo passaggio, che se ben trattato sarebbe un vero e proprio disatro per il Caimano.
    maranimarcel@tiscali.it

    Rispondi
  • 12. danielatuscano  |  2 febbraio 2007 alle 8:20

    Mi sembra un’interpretazione un po’ ingenua, simile a quella di mio padre, per capirci: secondo te, la gente dovrebbe rimanere scandalizzata dal maschilismo e dalla vigliaccheria di Berlusconi. Tutto ciò avverrebbe in un Paese normale, dove la politica è una cosa seria, e dove, soprattutto, si crede e si praticano ancora certi valori. Ma l’unico valore che conta, attualmente, è l’immagine, come ha rilevato Massimo Del Papa. Qui siamo alla “sindrome di Lele Mora”. La tattica è semplice. Si crea il caso, sfacciato o impudico o efferato o granduignolesco non conta, anzi, più lo è e meglio è, si tratti di una storia di corna, vera o presunta, o del rampollo dell’alta società che se la spassa fra cocaina e trans, o di Jack lo Squartatore capace di trucidare un’intera famiglia perché il rumore della chiave nella toppa lo infastidisce. L’importante è colpire l’immaginazione (e la morbosità) non della “ggente”, termine di per sé già vagamente spregiativo nel suo qualunquismo, ma del pubblico – parola molto più connotata e precisa -: si monta il caso, dicevo, si ricorre dapprima a esclamazioni tornitruanti (comprensive però, naturalmente, di dettagliatissime e compiaciute descrizioni sulla prestanza sessuale dell’uno, sul modo in cui sezionava le vittime l’altro, ecc. ecc.), poi, a distanza di una settimana, la si butta in burletta, o si invoca un perdono che nulla ha in comune col sentimento cristiano; lo si chiede, come per un monello che ha rubato le caramelle: poiché nella vita c’è altro cui pensare, anzi non pensare, e non è bene che la gente (pardon, il pubblico) si fermi a riflettere più di tanto, c’è un altro prodotto da reclamizzare. Per farla breve: si banalizza, e il protagonista dello “scandalo”, o del fatto di sangue, molto spesso ce lo ritroviamo in tv ospite di qualche salotto “intellettuale”, e non come oggetto di analisi seria, ma nella veste di opinionista. Ecco che il messaggio è arrivato: vuoi aver successo nella vita? Sii cinico, spietato, arrivista, fai il cretino a 70 anni con le 18enni, drògati, ammazza, e una vetrina te la troviamo.

    Ovviamente, nella vita vera, non funziona così, se non per i cinici e i delinquenti di professione: tutti “gli altri”, a partire dai giovani, ci lasciano le penne, o comunque buttano la loro vita in un water. Ma lo scopo è esattamente questo, neutralizzare una possibile ribellione, cassare in partenza le forze sane del Paese, impedire loro di fermarsi a pensare.

    Nel caso della saga berlusconiana io resto convinta che si è trattato di un grosso colpo mediatico; non per nulla Silvio (!) Sircana, il portavoce del “sinistro” Prodi, ha promosso il suo omonimo (tra Silvi ci s’intende…) con un bel “10 in comunicazione”. Ed è vero. Non mi stupirei nemmeno se fra breve nascesse un partito di Veronica Berlusconi, o ispirato a/da lei. Sarebbe, è chiaro, un partito “di sinistra”, della sinistra salottiera e televisiva che tanto piace al Cavaliere per il semplice motivo che esiste solo nel piccolo schermo, e raccoglierebbe magari i voti di chi ha bevuto questa panzana e crede ancora nelle favole. Io ho smesso di crederci da un pezzo. Questi ci stanno fregando un’altra volta: sveglia, Marcello!

    Rispondi
  • 13. Marcello Marani  |  4 febbraio 2007 alle 21:28

    Cara Daniela, forse non sono riuscito a spiegare bene.
    Infatti no ho escluso che si tratti di una semplice trovata mediatica, per tornare al centro dell’attenzione e far dimenticare appunto la nomina poi revocata di Fini come suo erede.
    Solo che, a mio avviso, se si legge bene l’ultimo capoverso è chiaro che c’è l’invito o consiglio per il maschio a non imitare le imprese di suo padre.
    Quanto al 10 di Sircana, ho grossi dubbi sul giudizio di chi da voti agli altri e poi come portavoce ed “esperto” di comunicazione di Prodi, merita zero nel suo lavoro.
    E non sono stato io a parlare di difetti di comunicazione, o sbaglio?
    Ciao Marcello

    Rispondi

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