MA DI QUALE INFORMAZIONE STIAMO PARLANDO? – Botta e risposta tra Daniela Tuscano e Massimo Del Papa

20 febbraio 2007 at 12:35 12 commenti

Allora, Massimo.

La prima domanda è lapidaria, e anche un po’ scema: cosa pensi di Previti (foto) ai servizi sociali, più precisamente nella comunità di don Picchi (aiuterà minorenni e tossicodipendenti, mantenendo lo stipendio da deputato: 12.000 euro al mese!!! – n.d.A.)?

Chissà perché considero un po’ pelosa la zelante carità di certi prelati per questi poveri peccatori, subito redenti a quanto pare. Pensi che le intercessioni di mons. Mastella (sotto) c’entrino in questa edificante vicenda di pubblica redenzione?

La seconda riflessione è più articolata (o prolissa, vedi tu…).

Domenica scorsa (18 febbraio, n.d.A.), durante un pigro pomeriggio tardo-invernale, mi sono imbattuta nella rubrica di approfondimento di Domenica In, curata da un professionista di razza come Massimo Giletti.

L’ambizione di Giletti è leggendaria: fare un giornalismo popolare (a proposito, sai se è iscritto all’albo?) e nel contempo di qualità. Lodevole. E quanto ha sgomitato, e sgomita, per raggiungere i suoi obiettivi, ma dopo ciò che ho visto ogni dubbio è dissipato: li ha pienamente raggiunti. Siamo ormai all’apoteosi.

L’argomento su cui si discuteva erano “i telefonini a scuola”. Prevedibile, data la kermesse di notizie di cui hanno infarcito i media in questi giorni. Ma Giletti è uomo universale: poteva accontentarsi di simili inezie? Nossignori. Non poteva. E infatti, con rara maestria, nel giro di un’oretta ha spaziato dai film sexy anni ’70 (protagoniste supplenti e alunni guardoni, of course: Fenech e Vitali in testa) al bullismo (termine comprensibile soltanto da chi l’ha coniato, peraltro), dalla violenza sulle donne al disagio adolescenziale; e non è mancato un accenno, fulmineo ma significativo, alle coppie gay.

Il fascinoso Giletti (www.pantelleria.it)

Giletti, però, non ha voluto strafare, e ha chiamato a raccolta un gruppo di esperti del settore. Vale a dire: Klaus Davi (chi è? Cosa fa? Da dove spunta veramente?), lo psicologo di Italia sul Due – lanciato da Costanzo e poi deputato di FI – Alessandro Meluzzi, la superlativa Lory Del Santo (da antologia lo scambio di battute fra lei e l’ammiccante Giletti: “La mia scuola era molto severa… ma certo che alcuni professori… mmm… quando avevo 14 anni uno di loro volle accompagnarmi a casa in macchina… mmm…”, “Eeehh, ma diciamolo Lory, a 14 anni tu eri bellissima… ehhhhhhhhh…”). Quindi Eleonora Giorgi, cui, dopo una dotta dissertazione del Meluzzi sui doveri dei padri e delle madri, si deve il trinciante e risolutivo sillogismo: “E allora vedi? Ci vogliono un padre e una madre, mica due padri e due madri!”. Dopo la Gardini e la Carfogna ora anche la Giorgi si candida come “maitresse” (non sogghignare, maliziosone…) à penser della morale teo-cojon. Chissà se, anche in tal caso, le eccellenze Ruini, Fisichella e Tonini approveranno benedicenti.

Le locandine di alcuni film con Lory Del Santo (a sinistra) ed Eleonora Giorgi (a destra)

Più tardi è stata la volta di Chiara Moroni e del suo affondo contro i messaggi perversi della tv; solo che, a sentir certi toni da una berlusconiana, mi si annebbiavano le idee. In compenso un rappresentante dei Verdi di cui non ricordo il nome ci ha (credo) dispensato pillole di rara saggezza. L’inciso è d’obbligo perché del fervorino del nostro progressista non ho capito una mazza: delle sue quattro parole, sette erano in inglese. Faceva più figo, più “glamour”: sta di fatto che la sottoscritta, e verosimilmente non solo lei, decifra unicamente il volgare italiano, quindi confido nell’acume del nostro politicante, aveva un’aria da primo della classe, avrà sicuramente enucleato concetti fondamentali. Anche se incomprensibili ai più.

Concludeva la carrellata un’insegnante elementare che, da ciò che raccontava, o non sapeva tenere una classe (di bambini), o era finita in mezzo a delinquenti in erba. Può succedere, si capisce. Come può succedere che si abusi del cellulare (ma in tutte le scuole dove ho insegnato, e in 16 anni ne ho viste tante, il regolamento d’Istituto ne vietava espressamente l’uso), che docenti e/o alunni sclerino, ecc. ecc. Ma che un gruppo di parolai incompetenti, lolite invecchiate, analisti da gossip e diplomate al Cepu presentino il mondo della scuola come un Grande Bordello dove prof e studenti trascorrono il tempo a spogliarsi, palpeggiarsi e, dulcis in fundo, ammazzarsi a vicenda, insomma quel micidiale cocktail di pornografia e violenza in cui sguazzano i gossipari sopra citati, non è soltanto insoffribile, ma criminale.

Criminale, non semplicemente e non tanto verso gli educatori, contro i quali è in atto una evidente opera di denigrazione (coi nostri limiti siamo rimasti gli unici assertori del diritto al pensiero; e il pensiero è il primo nemico della tirannide consumista); ma soprattutto nei confronti di loro, dei ragazzi. A differenza di quanto blaterano i tanti urloni strapagati per berciare in tv le loro fesserie, noi li incontriamo veramente, ogni giorno. Li troviamo smarriti, incerti, smarriti, deboli, come tutti i giovani, e come tutti i giovani scompostamente contraddittori, in preda ai sogni e terribilmente concreti, alla ricerca, talora spasmodica, di risposte vere. Certo, la realtà che li circonda è quella che è. E loro vorrebbero credere in qualcosa, ma non sanno da dove cominciare: gli hanno distrutto tutto e ora vorrebbero strappargli via l’unico tratto che li differenzi dagli adulti: l’innocenza. Non quella romantica e ipocrita dei vecchi sussidiari, che era un’altra invenzione degli adulti, ma quella autentica, fatta di ansie, dubbi, sete di assoluto, bisogno di fiducia, speranza, bellezza. E invece no: gli fanno credere che di speranza e di bellezza non se ne trova più nemmeno a scuola, li invitano a odiare e a odiarsi, a diffidare, a sopprimere, a digrignare i denti, a essere contemporaneamente vittime e carnefici.

Lo fanno attraverso giornali, film, spettacoli. Lo fanno attraverso Giletti e circo annesso. E domando: siamo proprio indifesi davanti a questa “informazione”, a questi figuri? Sappiamo bene che basta un’ora di Giletti per rovinare un lavoro di sei mesi in classe. Tu sei giornalista, io insegnante e mi appresto a diventare pubblicista: è ancora possibile esercitare questa professione con dignità?

Daniela Tuscano 

Previti da don Picchi: spero che venga picchiato. Su Giletti & c., concordo col tuo senso di nausea dalla prima all’ultima parola. Io, molto democraticamente, certi programmi li vieterei, spedendo in un gulag quanti a vario titolo vi partecipano. E’ ancora possibile praticare questo mestiere? No, è morto. Di più approfondito trovi, sul “Mucchio” in edicola, il servizio sul libro di Giuseppe Altamore I padroni delle notizie.

mdp (www.babysnakes.splinder.com – Vedi anche https://danielatuscano.wordpress.com/2006/07/28/per-lindulto-governo-sinistro-ti-ringrazio/ )

Raccolgo la provocazione di Massimo, sperando che altri rispondano. Del resto, se entrambi resistiamo, significa che qualcosa ancora si può fare… e io ne sono convinta. Malgrado tutto. 😉 (D. T.)

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VICENZA, COME VOLEVASI DIMOSTRARE LA MIA “Z-LIST”

12 commenti Add your own

  • 1. iperio  |  20 febbraio 2007 alle 20:07

    ma Previti da don picchi potrà portarsi le guardie del corpo?
    potrà portare il telefonino?
    potrà invitare amici come dell’utri, berlusconi e Boldi, pardon, bondi???
    altro argomento.
    telefonini a scuola.
    la scuola è sempre stata un bordello, almeno dagli anni settanta quando ci andavo io.
    alle assemblee molti camerati e compagni venivano con la p38, e se ci fossero stati i videotelefonini forse avremmo avuto molti meno morti ammazzati…
    del resto credo che tutto questo battage sui cellulari sia solo un espediente delle aziende che li vendono per sdoganarne un altro pò ai fresconi che vogliono fare i fighetti e divertirsi coi soldini di papà…
    e giletti e co. incassano
    audience
    visibilità
    pubblicità per i loro programmi…
    a proposito, un quesito fondamentale, ma giletti è il nome vero o un nick?
    sembra il nome d’arte di un prestigiatore di fine ottocento…
    venghino siore e siori venghino, c’è giletti il mago coi controfiletti!!!

    Rispondi
  • 2. danielatuscano  |  23 febbraio 2007 alle 13:10

    Scuola: finalmente parole sensate, non a caso provenienti da una collega e non da cretini prezzolati. I grassetti sono miei.

    SE IN CLASSE E’ ALLA RIBALTA SOLO IL GOSSIP A LUCI ROSSE

    Insegno da ventisette anni. Ho iniziato a diciannove nella Scuola Materna poi nella Scuola media Superiore e ora all’Istituto statale d’Arte “G. Sello” di Udine.
    In questi giorni si propongono con insistenza le innagini rubate con i cellulari nelle classi, accompagnate da titoli ad effetto: “Prof. dorme durante gli esami di stato”, “Studente si cala le braghe davanti all’insegnante”, “Palpeggiano la prof, video hard in classe”. Immagini riproposte all’infinito fornendo un ulteriore rinforzo al protagonismo degli autori. (“Guardatemi! Sono sui mass-media, dunque esisto!” riprendendo l’articolo di Serra).
    Si offre un’immagine della scuola come di un “baraccone umano alla deriva educativa”, di una massa di giovani stupidi e privi di codice morale, di una categoria professionale costituita da insegnanti indolenti, senza autorevolezza, incapaci di gestire le classi, moralmente riprovevoli.
    In questi anni d’insegnamento ho conosciuto una realtà molto diversa. La maggioranza dei miei colleghi svolgono la loro attività quotidiana con impegno, interesse, spesso con passione.
    Mi piacerebbe che allo spettacolo dell’imbecillità, della maleducazione e della violenza si sostituisse un’informazione seria, sulle scuole italiane. Mi piacerebbe fermare la tendenza del “gossip a luci rosse”.

    Cristina Carignani – Udine

    (da “la Repubblica”) 😉

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  • 3. marino  |  23 febbraio 2007 alle 18:15

    Sottoscrivo al 100% .Ci sarebbe molto da aggiungere circa
    l’imbarbarimento dei mezzi di comunicazione di massa, questo mix di superficialismo, cinismo e imbecillita’ , che vende un’immagine distorta della realta’ come prodotto di facile consumo. Ci sarebbe anche molto da dire, riguardo alla scuola, sull’azione nefasta dei pedagogisti e psicologi in carriera, coi loro falsi e finti schemi di una gioventu’ negletta, dedita al vizio e bisognosa di sistematiche terapie di rieducazione, in cui una fumettistica lettura della terminologia freudiana, ridotta a cascame semantico, si sposa col piu’ becero linguaggio aziendalista (progetti, risorse umane, mission, ecc. ecc.) Il tutto al fine di considerare il nostro lavoro niente di piu’ che una “tecnica”, un insieme di procedure, che svilisce e punisce l’autonomia creativa dei docenti e degli alunni. L’insegnamento ridotto a counseling, nel quadro di una visione totalitaria della societa’ intesa come un’immensa clinica a cielo aperto in cui si dispensa la “cura” come pratica dominante, rivolta ai soggetti riottosi, indocili, non addomesticabili, allo scopo di trasformare le antiche tecniche di sorveglianza esterna utilizzate dal Potere nella ben piu’ efficace “auto-sorveglianza”. Lo aveva ben intuito Foucault negli ultimi seminari parigini, coniando il termine di biopolitica. Lo aveva previsto Pasolini. Lo ha descritto perfettamente Pier Aldo Rovatti nel suo ultimo saggio (La filosofia puo’ curare?, Raffaello Cortina editore. euro 9). Ne parla spesso e diffusamente da anni Umberto Galimberti. Ma noi saremo costretti, che ci piaccia o no, a tenerci Fioroni o un suo emulo clericale, con le sue mele marce. La sua idea claustrofobica di scuola non e’ niente di meglio e di diverso rispetto a quella della Signora di San Patrignano, dicasi Letizia Moratti. La societa’ e la scuola come comunita’ di recupero.
    Questo vogliono. E questo, purtroppo ma probabilmente, otterranno.
    Cari saluti. Marino.

    Rispondi
  • 4. pibua  |  24 febbraio 2007 alle 10:47

    12.000 pedate nel culo si meriterebbe quello altro che mangiare con i nostri soldi…e andare a proporsi come modello di vita a quei poveri ragazzi è la burla più tragica che potessero inventarsi…allucinante!
    A proposito Previti sarebbe anche interdetto dai pubblici uffici…a quando le dimissioni?
    Domenica in…cos’è? Roba che si mangia? la televisione italiana, tolte rarissime eccezioni, ci propone programmi qualunquisti, guardoni, superficiali, ruffiani, obnubilanti la coscienza e la ragione…e il bello è che paghiamo a peso d’oro tutta quella spazzatura…sarà per questo che mio figlio guarda solo boing ed io preferisco navigare in internet…le poche volte che guardo la tv in genere sono sintonizzata su rai3, l’unico canale che ogni tanto si sveglia dal letargo.
    Per quanto riguarda la vostra professione, io credo che siano tra le poche ancora in grado di dare una scossa al sistema, ci vogliono persone che come voi tentino di fornire ai giovani gli strumenti per formarsi una coscienza, una scala di valori,insieme alla famiglia ovviamente…dove potrebbero rivolgersi altrimenti?
    un abbraccio
    stefy
    ps ti ho risposto da me 😉

    Rispondi
  • 5. bangiu  |  24 febbraio 2007 alle 14:14

    Grazie Daniela per questa riflessione. Quando avevo 12 anni, e per tutta la durata della scuola media, i miei insegnanti hanno innaffiato, curato e fatto germogliare forti e sani i semi che i miei genitori hanno amorosamente deposto nella mia persona fin dall’infanzia.
    Mi hanno cambiato la vita, quei tre magnifici insegnanti, che ancora oggi sono miei amici.
    Siete un tesoro, la vostra professione sottopagata e svalutata è preziosa tanto quanto quella del medico, che con le sue competenze può salvare vite umane (e con le sue incompetenze può invece rovinarle…).
    Un abbraccio, e un caro augurio!

    Rispondi
  • 6. marisa  |  24 febbraio 2007 alle 23:51

    Io parlerei di comunità “educativa” o comunità “di apprendimento” , di comunità basata su una serie di relazioni tra adulti e ragazzi in cui ogni soggetto produce e riceve “sapere”.

    In questa comunità ci possono esser persone che per vari motivi hanno bisogno di aiuto ed allora e’ necessario il supporto di una persona esperta e pronta a prestare attenzione e indicazioni, questa persona potrebbe essere uno psicologo ( quindi ben vengano gli psicologi! ).

    Ben venga anche il pedagogista se ci potrà dare una proposta sul metodo attraverso alcune intuizioni che spesso si sono rivelate rivoluzionarie e che comunque dovrebbero aiutarci nel nostro lavoro

    Non condivido la tendenza ad annullare tutto, via gli psicologi, via i pedagogisti, via i progetti, via il metodo, via la programmazione, via la tecnica, !!! Basta la creatività!.questa e’ una visione utopistica anni cinquanta!. La tecnica e’stata creata dall’uomo e l’uomo la padroneggia e la usa, la tecnica non e’ antagonista della creatività perchè essa e’ nata dalla creatività

    Rifiuto l’idea del corpo docente fragile , sempre sull’orlo di una crisi di nervi, ci possono essere casi isolati , come in ogni altra categoria di lavoratori

    Condivido la preoccupazione sui media, sui mezzi di informazione

    In effetti giornali e televisione hanno grande responsabilità nel pubblicare continuamente casi di mala scuola , di bullismo, di atti asociali , tutti questi esempi potrebbero portare i giovani ad emulare qualche bravata!

    Questo non vuol dire nascondere l’informazione però ci deve essere anche un contributo ,una guida, un commento, come deterrente a compiere atti assurdi

    Aggiungo anche che i pochi casi di mala scuola possono farci credere che la scuola sia allo sfacelo ma occorre mettere a confronto i numeri : 5 , 6 casi su 10000 scuole..occorre ragionare anche sulle percentuali, sul rapporto tra quantità

    Non credo che la società e nemmeno la scuola siano malate , però si diffonde una certa visione distorta e parziale sulla loro salute Sulla situazione di oggi muovono i grandi equivoci , esempio quello di pensare di essere vicini ai giovani scimmiottando i loro modi di fare e di vestire ; in particolare le donne insegnanti usano e mostrano tanga ,ombellico ,,,eccetera. Assurdo pensare di sentirsi vicini ai giovani usando le loro abitudini e adottando i loro gusti .

    Forse mi trovo a dire una cosa banale nell’affermare che sia necessario recuperare l’immagine del docente, curando anche l’abbigliamento e tenendo a bada i ragazzi che non sono assolutamente autorizzati ai palpeggiamenti di nessun tipo, ne’ alle insegnanti ne’ alle compagne

    I giovani si sentono spesso al centro dell’universo e credono di poter fare tutto ciò che vogliono, ecco il secondo equivoco.

    Non accettano i loro limiti E così abbiamo l’idea di un corpo docente fragile , debole, insicuro e un gruppo di giovani con l’idea di onnipotenza

    Secondo Marino Bocchi dovremmo avere fiducia nella libertà, nella creatività, nell’iniziativa personale, nel pensiero e nella riflessione. Il maestro dovrebbe lasciare che l’allievo compia da solo le sue esperienze. Formare non significa omologare le attitudini e i pensieri .Forse formare significa insegnare da imparare

    Io aggiungo che è importante il sentimento e uno scopo , vivere per un fine da realizzare anche attraverso sacrifici.

    marisa bracaloni

    Rispondi
  • 7. stella  |  27 febbraio 2007 alle 10:40

    Assurdo!!! ma dove va la scuola…
    Resto, sconcertata allibita, a leggere queste notizie.
    che, sempre più spesso appaiono sui giornali o in tv .
    Mi domando ma siamo esseri umani?

    Al Ministro , chiederei di controllare
    con verifiche serie in primis, le attitudini dei docenti.La loro idoneità a svolgere il loro delicato compito. Chiedere, a chi svolge questo ruolo importante, delicato di rispolverare la pedagogia. Non allontanare i genitori dalla scuola ma, permettere loro di essere cooperativi con la scuola. mettendo a loro disposizione strumenti operativi per poter collaborare.
    rimettere mano alla riforma degli oo.cc.rimotivando i genitori alla partecipazione attiva.

    SOLO COSì, SI PUO’ RIQUALIFICARE UNA SCUOLA CHE VA ALLA DERIVA, PER UNA SOCIETà MIGLIORE, PER IL FUTURO DELLE GIOVANI GENERAZIONI.
    GENITORI-SCUOLA- ISTITUZIONI IN SINERGIA E OGNUNO FACCIA LA PROPRIA PARTE SENZA COLPEVOLIZZARE LA FAMIGLIA NE’ I TANTII DOCENTI CHE CON SCRUPOLO E DEDIZIONE LAVORANO SENZA GRATIFICAZIONI. SE SI VUOLE DAVVERO CHE LA SCUOLA FUNZIONI,CI DOBBIAMO TUTTI SVEGLIARE.

    Stella Carfora.

    L’insegnante è stata sospesa: «Non volevo, mi dispiace». Denuncia del preside a polizia e assicurazione
    Maestra taglia la lingua a un bimbo. «Un gioco»
    Milano, 5 punti di sutura. Il piccolo ha 7 anni: «Ho paura, non vado più a scuola» MILANO — Un gioco. «Tira fuori la lingua, forza…». Un gioco? «Tira fuori la lingua che te la taglio, così non parli più». La maestra lo dice una, due volte. Alla terza l’alunno è a tiro. Sono già due volte che va al cestino a temperare la matita. «Ancora?»

    http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/02_Febbraio/27/SacchiStella.shtml

    Rispondi
  • 8. calogero  |  27 febbraio 2007 alle 15:37

    La scuola va male se non si percorre il buon senso. In merito, ti consiglio di non inalberarti senza sapere le cose, e leggendole solo da una cronaca di giornale che ospita con la stessa nonchalance avvistamenti ufo, maghi di paese e oroscopi. Non voglio garantire una collega che neppure conosco, ma voglio garantire un metodo di giudizio che troppo spesso trova un solo volano nell’indignazione istintiva e indisciplinata, che obnubila la capacita’ e la volonta’ di formarsi un giudizio su fatti concreti. D’accordo, non possiamo aspettare il processo e i tre gradi di giudizio (la stampa se la sara’ scordata gia’ domani), ma nel frattempo sospendiamo il giudizio di condanna, eh?
    Questo semplice ma inapplicato metodo dovrebbe valere a maggior ragione per noi insegnanti, che dobbiamo per dovere giudicare alunni…
    Calogero

    Rispondi
  • 9. danielatuscano  |  27 febbraio 2007 alle 17:31

    Ben detto, Calogero, ben detto. A lanciarsi in crociate inutili e qualunquiste son capaci tutti; specie quando non si tocca il loro “particulare”. 😡

    Rispondi
  • 10. retescuole  |  27 febbraio 2007 alle 23:52

    (L’UNIONE E) FIORONI IN ROTTA VERSO DESTRA

    Modena. Salone del convegno del convegno “L’ulivo cambia la scuola- Verso il Partito democratico”. E’ da poco intervenuto il portavoce di Rete Scuole che è riuscito a leggere metà della lettera prima di essere interrotto per superamento (?) dei limiti di tempo (L’ unico interrotto in due giorni di convegno nonostante i ripetuti altri sforamenti). Il clima rimane comunque disteso, interviene il Ministro Fioroni. Con tono più serio e severo del solito, dopo una analisi che incolpa la sinistra radicale della caduta del governo, elenca le nuove priorità della scuola.

    Sentite bene : la prima è il bullismo, a cui bisogna dare una risposta “forte”, tipo tolleranza zero. La terza è la revisione delle procedure per rendere più rapide le sanzioni disciplinari verso gli insegnanti. Nelle prime tre priorità del nuovo programma dell’Unione nella scuola, due sono relative all'”ordine e sicurezza”, le classiche foglie di fico tradizionali della destra per nascondere una mancanza di programma o un programma antipopolare. Lotta al bullismo e sanzioni verso gli insegnanti diventano le nuove emergenze della scuola. SIC, Questo è molto preoccupante in quanto va a delineare le nuove linee del Prodi-bis nella società e nella scuola ovvero Rotta verso destra fino al suicidio.

    Continuando il suo intervento il Ministro di positivo ha assegnato nelle priorità un secondo posto all'”intercultura ” Ha poi annunciato che conta per il prossimo anno scolastico di presentare nuove indicazioni nazionali con nuovi contenuti più valoriali e di identità, ed ha duramente criticato e ridimensionato la rilevanza data nel passato alle “competenze”, mentre sulle critiche alle donazioni ha furbescamente mescolato le carte e non affrontato il nodo delle detrazioni dal capitolo di spesa scuola pubblica.

    Tre osservazioni: la prima, manca nei “politici” la consapevolezza dello stato emergenziale in cui versa la scuola pubblica, nonostante la relazione iniziale di Ranieri e l’intervento del segretario nazionale FLC/CGIL ne abbiano fatto riferimento. Più parole che mobilitazione dei partiti e delle politiche. Una seconda osservazione: mi sembra che aleggi un vuoto totale di idee e di progetti strategici sulla scuola e sulla cultura, poco o niente di idee nuove, disorientamento; insomma di quella che doveva essere una grande officina si intravedono solo dei cacciavite.

    La terza osservazione è che non vi sia ancora nessuna sostanziale volontà di interloquire con i movimenti, con la base; certo il clima nei nostri confronti è stato più cortese, vi è stato spazio per numerosi nostri interventi, ma rimane la convinzione che tutto è deciso nelle segreterie,

    Sentirli affermare che la scuola è il punto di maggior forza dell’Unione e del nascente partito democratico farebbe quasi tenerezza, tanto è la distanza dal mondo reale, se non fosse per i disastri verso cui ci portano.

    Retescuole ha onorevolmente marcato la propria presenza, naturalmente sempre con un dispendio di forze superiore alla qualità dell’evento, e con il piacere di vedersi finalmente scavalcata a sinistra dai precari di montagna.

    Ambrosi Luigi

    Rispondi
  • 11. aghost  |  28 febbraio 2007 alle 8:58

    su previti, io dico che se avesse qualche accidente di salute (lunga vita) diventerebbe immediatamente un martire, un perseguitato dalla magistratura.

    Un po’ come il cognato Pillitteri, che in questo periodo va in giro a dire di essere stato “riabilitato”. Ma de che? I soldi li ha presi o no? La condanna c’è stata o no? L’averla scontata non significa “riabilitazione”. Bah.

    Rispondi
  • 12. aghost  |  28 febbraio 2007 alle 9:20

    ps: cognato di craxi, ovviamente 🙂

    Rispondi

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