L’INIZIO E IL FINE – I domenica di Quaresima (Mt 4, 1-11)

25 febbraio 2007 at 19:00 5 commenti

C’è qualcosa di troppo immediato, diretto, e quindi brutale, nel Vangelo che introduce al tempo di Quaresima. Intanto perché redatto da Matteo. E l’apostolo degli ebrei, lo sappiamo, è uomo concreto. Soffermiamoci sull’incipit: “In quei giorni, Gesù fu trasportato dallo Spirito Santo nel deserto per essere tentato dal diavolo. Matteo lo annota così, con freddezza da contabile, retaggio forse della sua antica professione. E lascia sgomenti. Ci domandiamo: ma come? Gesù non sta muovendo i primi passi della sua missione? Anzi, forse non ha nemmeno le idee chiare riguardo al futuro. Lo immaginiamo giovane, pieno di sogni e di entusiasmo, di aspirazioni e di gioie improvvise, con gli occhi colmi di un fremito incontenibile e abbacinante, e già Dio permette venga sottoposto a una così forte tentazione? Peggio: è lo stesso Spirito di Dio che “trasporta” Gesù in quel luogo inospitale, affinché resti in balia dell’avversario. Lo lascia solo.

F. e P. A. Picenardi, Cristo nutrito dagli angeli nel deserto, Cattedrale di Cremona

Con la stessa asciuttezza esordisce il libro di Giobbe, che ci sarà compagno durante la Settimana Santa. “Hai visto il mio servo Giobbe? – chiede Dio a satana – Sulla terra non c’è un altro come lui: retto, integro, timorato di Dio e alieno dal male”. E quella replica sprezzante dell’avversario: molto logica, pratica, tangibile: per forza, tutto gli va bene, è potente, ricco e benvoluto, ma togligli i suoi averi e vedrai come ti benedirà in faccia. Nell’originale si parla di bestemmia; ma questo è uno dei rari casi in cui la traduzione italiana ci sembra egualmente efficace, forse involontariamente, perché dietro l’apparente eufemismo si nasconde un sarcasmo crudele, accentuato dal vocabolo plebeo “in faccia”. Insomma, argomenta satana, facile fare i virtuosi quando tutto fila liscio, in realtà l’uomo non ha alcun bisogno di Dio, anzi Dio è una sua invenzione, una fantasia consolatoria; l’uomo è naturalmente egoista, cattivo, legato solo alla terra. Privalo del suo, e vedrai come ti benedirà in faccia, vale a dire… verrà fuori la sua vera natura, malvagia, sterile, gretta. Inerte materia.

O. Kulhanek, Giobbe

Anche Gesù è in balìa della materia. Anzi, possiede solo quella, la propria vita. La vita fisica. E’ inerme, minacciato. Conseguente, e allettante, l’invito del diavolo: se sei figlio di Dio, fa’ che questi sassi diventino pane. Niente di più naturale, ovvio, indispensabile, primario. Chi negherebbe il pane a sé stesso. E agli altri. Sarebbero tutti contenti, e potrebbero pure permettersi, come Giobbe, il lusso di comportarsi bene, magari anche di lodare Dio.

A patto di sentirsi indispensabili, unici, auto-referenziali. A patto di esaurirsi nel finito e nell’immanente. A patto di una soddisfazione palpabile destinata a finire, di barattare il volto per una maschera che solo per poco tempo celerebbe il ghigno ferino, aguzzo, insaziabile del lupo.

Gettati giù dal monte, ritenta allora satana. Se Dio esiste ti salverà. E per avvalorare la propria teoria, ricorre a citazioni sacre. Ci ricorda il fondamentalista, che ogni momento brandisce le Scritture come scimitarre affilate per sterminare gli infedeli. In nome di Dio, Gott mit Uns. Il kamikaze pensa: non morirò veramente, sto compiendo la volontà di Dio. Egli mi aspetta a braccia aperte. Nel buio. Annullarsi per affermarsi, morire per esistere. A volte la tentazione si presenta così, gentile, suadente, dimessa, umile, scorrevole e intelligibile come un placido rivo. Altre volte stravolge ogni retto sentire, capovolge la realtà, fa desiderare il male per il bene e viceversa. Nel primo caso, il miraggio del “pane per tutti”, nel secondo il delirio della “morte per la vita”.

Ma all’ultima tentazione è praticamente impossibile resistere: tutti i regni della terra io ti darò se, prostrandoti, mi adorerai. Potenza è forza. Gloria. Certezza. Vittoria. Eternità.

Ma un’eternità contraddittoria. Un’eternità conquistata con mezzi limitati. Con materiale deperibile. Un orizzonte di cartone dorato, come il mare artificiale contro cui va a cozzare il protagonista di Truman Show. L’eternità umana, troppo umana, super-umana, si trasforma ben presto nel suo contrario. Il superuomo contrapposto all’uomo trasfigurato, si rivela una diminuzione, non un potenziamento dell’umanità. “Il superuomo – affermava Schweitzer – consiste nel fatto che, in base alle sue conquiste nel campo della scienza ed alla propria capacità di realizzarle, l’essere umano non solo dispone delle forze fisiche del proprio corpo, ma s’impadronisce anche delle forze della natura e le piega al proprio servizio […] però soffre di un infausto difetto spirituale: non riesce ad impiegare una razionalità superumana, corrispondente al potere superumano che possiede. Questa gli consentirebbe di servirsi del potere raggiunto soltanto per realizzare ciò che è sensato e buono… Per questo le acquisizioni raggiunte nel campo della scienza e della sua applicazione pratica, anziché acergli recato un vantaggio, gli sono divenute fatali” (Conferenza al Nobel per la Pace, Oslo 1954).

Albert Schweitzer, 1875-1965 

Ora, chissà, comprendiamo meglio il significato di quell’originaria violenza. Le tentazioni di Gesù rientrano nell’ordine della cruda natura. Sono tattili, spesse, coriacee, dure come la pietra, ma volute da Dio, per metterci di fronte a una carnalità che ci definisce, ma non ci esaurisce né ci soddisfa. Non si tratta di negarla né di esaurirsi in essa: ma di assumerla su di sé, nel deserto della sua nudità, per giungere sopra di essa. E vederla meglio. Senza specchi.

Daniela Tuscano

 

QUARESIMA DI FRATERNITA’ A BRESSO. Quest’anno le tre parrocchie bressesi (S. Carlo, Ss. Nazaro e Celso, Madonna della Misericordia) hanno unito bisogni e risorse raccogliendo ogni settimana del denaro da destinare a progetti di aiuto nelle realtà più disagiate. In particolare:

Bambini di strada. – Fundacion Padre Semeria – Cile (Padre Antonio Bottazzi)

– Oné Respé – Repubblica Dominicana (Dona Un Sorriso)

– Camillian Social Center – Thailandia (Fr. G. Dalla Rizza)

– Fundavida – Argentina (Dona Un Sorriso)

Settore sanitario. – D.ssa Anna Semeraro – Burundi

– Padre Mario Cuccarello – Armenia

– Presidio Sanitario “Vescovo Asili” – Uganda (Sr. Ernestina Akulu)

Settore istruzione. – Sr. Giovanna Bianchi – Etiopia

– Padre Marco Brioschi – Filippine

Attività sociali. – Sr. Emilia Martelli – Colombia

– Sr. Alda Vola – Mozambico

Oggi invitiamo a casa nostra uno dei 2000 ragazzi delle scuole salesiane di Zway (Oromo – Etiopia). Nelle scuole in cui suor Giovanna Bianchi, nostra concittadina, svolge il suo servizio missionario, questi ragazzi seguono un programma di nutrizione, che spesso li salva da morte sicura, e un cammino di alfabetizzazione di base. Si aprono poi per loro percorsi di informatica, di sartoria e di preparazione di insegnanti che potranno poi lavorare nelle scuole dello Stato. Inoltre la Missione salesiana si è attivata in un serio progetto idrico a favore di popolazioni che vivono in zone semidesertiche.

 

 

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LA MIA “Z-LIST” LA CASA DELLA “SCIURA PUNTATA”. Daniela e il suo ricordo

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  • 1. anna  |  25 febbraio 2007 alle 20:00

    Domenica 25 Febbraio 2007

    I DOMENICA DI QUARESIMA – ANNO C – I SETT. DEL SALTERIO

    Vangelo Lc 4,1-13
    Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto e tentato dal diavolo.

    Dal Vangelo secondo Luca

    In quel tempo, Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano e fu condotto dallo Spirito nel deserto dove, per quaranta giorni, fu tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni; ma quando furono terminati ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, dì a questa pietra che diventi pane». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo”».
    Il diavolo lo condusse in alto e, mostrandogli in un istante tutti i regni della terra, gli disse: «Ti darò tutta questa potenza e la gloria di questi regni, perché è stata messa nelle mie mani e io la do a chi voglio. Se ti prostri dinanzi a me tutto sarà tuo». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Solo al Signore Dio tuo ti prostrerai, lui solo adorerai”».
    Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul pinnacolo del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, buttati giù; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordine per te, perché essi ti custodiscano” ; e anche: “Essi ti sosterranno con le mani, perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «E’ stato detto: “Non tenterai il Signore Dio tuo”».
    Dopo aver esaurito ogni specie di tentazione, il diavolo si allontanò da lui per ritornare al tempo fissato.

    ____________ _________ _________

    Dopo aver esaurito ogni specie di tentazione? Cosa ci dice questo testo in merito? Non ci circoscrive con chiarezza e con profondità l’ambito ed il limite nel quale la persona credente si trova a muoversi e quale sia il totale delle “tentazioni” ?

    La tentazione è il potere in tutte le sue forme, il giocare per sé stesse e per la propria gloria, il pensare dio a nostro uso e consumo. Tutto il resto? Tutto ciò che l’ipocrisia religiosa vuole regolare e porre sotto peccato? Dove sono? Dov’è ogni altra forma della vita che viene dalla religiosità rappresentata come peccato e come tentazione?

    Dare gloria a dio, non avere altro dio che il dio che da te si è fatto conoscore e rendergli gloria nella tua quotidianità.

    Amen!

    Rispondi
  • 2. anna  |  26 febbraio 2007 alle 6:11

    Lunedì 26 Febbraio 2007

    I SETTIMANA DI QUARESIMA – ANNO C – I SETT. DEL SALTERIO

    Vangelo Mt 25,31-46
    Ogni volta che avete fatto qualcosa a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me.
    Dal vangelo secondo Matteo

    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore sepàra le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra.
    Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi.
    Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti?
    Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me. Poi dirà anche a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato.
    Anch’essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l’avete fatto a me. E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna».

    ____________ _________ _____

    La visione escatologica ci riporta chiaramente a quello che dovrebbe costituire la prassi quotidiana della persona credente, discepola del cristo. Visione escatologica che ci riporta al nostro oggi ed alla considerazione di quale sia il nostro vivere ed il nostro agire di fronte all’assenza di diritto che è radicata nel sistema nel quale viviamo.

    Abbiamo per forza necessità di vedere per agire? L’agire secondo l’evangelo non è un agire per prassi secondo la giustizia? Non è un vivere nella logica piena dell’accoglienza indipendentemente dalla visione o dalla conoscenza?

    L’agire della persona credente è un agire alla gloria di dio indipendentemente da chi sia l’oggetto di tale azione di giustizia, poiché è un agire alla gloria di dio. Amen!

    Rispondi
  • 3. ronny  |  26 febbraio 2007 alle 14:05

    27 feb. – III° GIORNATA DELLA MEMORIA, Persecuzione dei Pagani
    (Calendari liturgico: MEMORIA, colore liturgico: VIOLA)

    Il 27 febbraio del 380, l’imperatore Teodosio, emana l’infame Editto di Tessalonica, il cristianesimo ribadisce il suo ferreo “diritto” ad essere la religione dominante, obbligatoria ed esclusiva. il cristianesimo era già religione ufficiale privilegiata dallo Stato fin dal Concilio di Nicea del 325, ed i Pagani erano già stati perseguitati ferocemente fin dall’anno 346, ma questo ancora non bastava. L’Impero Cristiano diventa intollerante al massimo con gli altri Culti a lui preesistenti. Obbligo per tutti i sudditi di accettare il “Credo” del Concilio di Nicea. Divieto di riunione per gli aderenti alle altre Religioni e per gli “eretici”. “Tutte le nazioni che sono soggette alla nostra clemenza debbono professare la religione che è stata data ai romani dal divino apostolo Pietro”.
    Tutti coloro che non seguono la religione cristiana vengono
    definiti: “dementi”, “detestabili” , “disgustosi eretici”, e viene negato loro il diritto di riunirsi in luoghi di culto, condannati all’ira divina e dello Stato “con castighi suggeriti dal nostro sdegno”. Con altro Editto, Teodosio chiama “insani” coloro che non credono nel dio cristiano e vieta ogni disaccordo coi dogmi della Chiesa. “San” Ambrogio, il famigerato vescovo di Milano, forte delle leggi che lui e il clero cristiano avevano sollecitato, inizia a distruggere i templi pagani in Italia. I preti cristiani aizzano i cristiani alla distruzione dei luoghi di culto delle altre Fedi.
    Famoso l’attacco dei cristiani contro il tempio di Demetra di
    Eleusi, in cui hanno cercato di linciare gli Ierofanti Nestorio e Prisco. Nestorio, 95enne sacerdote di Demetra, pone fine alla
    celebrazione dei Misteri Eleusini e parla di caduta in un periodo di oscurità mentale del genere umano. Comunque già nel 372 l’imperatore Valente aveva ordinato lo sterminio degli Hellenisti (Pagani e Politeisti) e la distruzione del loro sapere e dei loro templi, sempre fatti chiudere dai cristiani.

    (Per problemi al pc non posso allegare i salmi secondo la mia
    versione liturgica)

    LODI: salmi 3* e 53* Mt 25,31-40
    SESTA: salmo 21A* Lettura: (Qualche scritto conforme)
    VESPRI: salmi 15* e 22* Sap 3,1-4.7-9

    *(Si usano le antifone della Passione)

    Preghiera Propria
    Signore nostro Dio,
    in questo giorno che ricorda una delle tante infamie del
    cristianesimo, ti preghiamo che mai più abbiano a ripetersi simili mostruosità, e che la sofferenza e la persecuzione inflitta agli altri credenti, sia per noi sempre di insegnamento, che senza la compassione ogni legame con te è spezzato.
    Per Cristo, nostro Signore.
    – Amen.

    Rispondi
  • 4. carmine miccoli  |  27 febbraio 2007 alle 10:00

    In questi primi giorni del tempo liturgico di Quaresima, memoria sacramentale dell’esodo d’Israele riassunto nel deserto di Yoshua’, trascrivo le parole che ho “inviato” nella lettera rivolta a coloro che passano e sostano nella mia chiesetta, oasi spoglia e silenziosa nel cuore della città…

    Lanciano (CH), Quaresima-Pasqua 2006

    Carissimo/a, il Signore ti dia pace!

    Nel cammino dei giorni, può capitare che non siano grandi sciagure o scelte impreviste a dover rimettere in ballo la nostra vita, ma la piatta, grigia, noiosa patina dell’abitudine. Abitudine a se stessi, innanzitutto, con i propri difetti e i propri talenti; abitudine alle relazioni con chi ci circonda, sia esso compagno/a di vita e di scelte, sia semplice passante con cui incrociamo a malapena lo sguardo, sia del mondo che ci circonda, violento ed estraneo, oppure asettico e ovattato; abitudine nel proprio rapporto con Dio, sempre più simile alla brutta copia delle nostre consuete compromissioni, dei nostri aggiustamenti perenni.
    Il tempo di Quaresima introduce in questi giorni una pausa salutare, che può tramutarsi in vera e propria rottura delle più inveterate abitudini. Lo spazio di tempo che viene proposto, anche in quest’epoca che dilata all’inverosimile le distanze, è il percorso dell’esodo che ogni creatura vivente compie, anche inconsapevolmente, per nascere ad una vita più profonda, più piena, passando per il deserto della prova, salendo sul monte della trasfigurazione, aprendo gli occhi alla luce della fede, entrando fino in fondo nel mistero del dolore che rappresenta la controparte necessaria ad una vita che vince ogni paura, soprattutto quella della morte – e delle piccole “morti” quotidiane, cui abbiamo già fatto l’abitudine, naturalmente…
    Vorrei proporre a tutti/e alcuni spunti, tratti dal Diario di una testimone singolare e profetica, Etty Hillesum, ebrea olandese morta giovanissima ad Auschwitz nel 1943, che nella sua esperienza di vita interiore può darci modo di uscire dalla trappola dell’abitudine – trappola che colpisce anche chi, come noi, non vive l’esperienza limite della persecuzione e della disfatta.

    “…siamo noi stessi a derubarci da soli. Trovo bella la vita, e mi sento libera. Credo in Dio e negli uomini e oso dirlo senza falso pudore. La vita è difficile, ma non è grave.”

    Quale sconcertante affermazione! Non si nega il peso della vita, ma si offre ad esso un significato, nel duplice affidamento a Dio (che Etty invocava come “Mio”, col possessivo unico degli innamorati!) e alle persone, anche quelle che erano causa della deprivazione che l’ha portata alla fine. Più che una libertà apparente, concessa da chissà chi, conta il sentimento di quella condizione che sa fare a meno di tutto, e sente la libertà come dono al fondo della propria vita. È l’annuncio che risuona nei primi giorni di Quaresima, è .il grido che sale dopo la corsa al sepolcro vuoto, nel mattino di Pasqua: “Abbiamo visto il Signore!”. Quello stesso Dio che si mostra dietro il velo delle abitudini, e che rende anche la nostra morte quotidiana un attimo carico di speranza, perché aperto alla fiducia nel nuovo, nell’inedito, nell’impossibile.

    Ci accompagnino ancora le parole di Etty, perché questo tempo risulti fecondo e, di certo, meno banale di quanto siamo stati capaci, finora, di rendere la nostra vita, la nostra fede.

    “Ti prometto una cosa, Dio, soltanto una piccola cosa: cercherò di non appesantire l’oggi con i pesi delle mie preoccupazioni per il domani… Ogni giorno ha già la sua parte. Cercherò di aiutarti affinché Tu non venga distrutto dentro di me… L’unica cosa che possiamo salvare di questi tempi, e anche l’unica che veramente conti, è un piccolo pezzo di te in noi stessi, mio Dio. E forse possiamo anche contribuire a disseppellirti dai cuori devastati di altri uomini…”.

    Buon cammino!

    *** A chi volesse approfondire la spiritualità di Etty Hillesum e meditare in questo tempo, con le sue parole, la Parola di Dio, consiglio il libro di: MichaelDavide Semeraro, Etty Hillesum: Dio matura, La meridiana, Bisceglie (BA) 2003, € 15,00. Buona lettura!

    Rispondi
  • 5. danielebausi  |  3 marzo 2007 alle 11:35

    Nel mio intimo, per quel che mi riguarda e per non essere retorico, confido tutto in questo gesto

    In ginocchio, nel riflesso di una candela, chiedo perché.

    Rispondi

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