8 MARZO PER SEMPRE

8 marzo 2007 at 9:02 13 commenti

DANIELE MASTROGIACOMO LIBERO http://www.repubblica.it/speciale/2007/appelli/mastrogiacomo/index.html

…ci siamo ancora, grazie a noi… 🙂

…ma l’augurio è rivolto anche agli uomini.

Auguro pertanto a ognun* una felice FESTA DELLA DONNA, anzi DELLE DONNE, perché “la donna” in astratto non esiste, mentre le donne in concreto sì, eccome.

L’8 marzo è sicuramente la “nostra” festa, ma anche e soprattutto una festa dell’intera umanità, perché i diritti delle donne sono i diritti di ogni essere umano.

Lo faccio anche per replicare a quelli (e quelle, ahimé) che da questa festa si sentono infastidit*, e/o la riducono a una giornata folkloristica da festeggiare con una pizza e un mazzetto di nauseanti mimose.

Lo faccio perché ieri l’ennesima donna è stata stuprata davanti all’anziana madre, perché il nuovo “sport” di certi bulletti anche minorenni è abusare di una coetanea (l’hanno visto fare in tv), perché il Comune di Milano organizza il funerale dei feti ma non spende un soldo per la Casa delle Donne Maltrattate. Lo faccio senza dimenticare che lo scorso anno, sempre qui, nella civilissima Italia, un incestuoso cinquantenne, reo di aver brutalizzato la figliastra di 14 anni, si è visto ridurre la pena poiché la ragazzina – costretta dalla madre alla prostituzione – non era più vergine (pertanto, già  “navigata”). Lo faccio senza dimenticare che, nella civilissima Italia, un militare americano si è visto concedere le attenuanti (cinque soli anni di galera, presumibilmente con la condizionale) per aver violentato e seviziato una ragazza nigeriana. L’ha stuprata, sì, ma secondo il giudice (maschio) bisognava capirlo: era appena tornato dall’Iraq in stato di shock per una guerra voluta dal cristianissimo Bush (il quale, a questo punto, dovrebbe essere corresponsabile di quello stupro). E poi la donna, oltre a essere donna, era negra.

La violenza verso le donne va di pari passo con la bellicosità , il sopruso, la vendetta, l’odio per il diverso, lo scontro di civiltà e tutte le diavolerie che abbrutiscono l’animo umano. Per questo serve l’8 marzo.

A tutt*.

Daniela Tuscano

sicurezza di  essere  come  tutto ti circonda…. viso in  lacrime! 

sicurezza di  non  voler  sognare…malinconia!

sicurezza di amare per  sempre …..dolcezza immensa!!!!! !!

sicurezza di viaggiare,dove   come  vuoi ….libertà !!!!!!!!!!!! !!!!!!!!! !!!!!!!!! !!!!!!!!! !!!!

sicurezza di  gente  eterna…..  gioia allegria!

sicurezza di  pensiero  come sempre ….coerente! !!!

sicurezza  di  fare  sesso……. ……… …..certezza! !!!!!!

sicurezza  di  carriera lavorativa.. ……… ……..Non futuro  eterno!!!!!!

Per  la  festa della  Donna  vi  invio questi  punti di  sicurezze??? ???

un  pensierino.. ……  
   Donatella  

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Entry filed under: Bresso, Milano e... dintorni, dalla parte di lei.

UN ANNO FA TOMMASO ONOFRI… OGGI, BENITO FARISEI IERI E OGGI – III domenica di Quaresima

13 commenti Add your own

  • 1. emeoicoi  |  8 marzo 2007 alle 9:30

    ed io vi ringrazio donatella, ma non credi che sia un po’ discriminante la festa delle donne?nel senso:per oggi ti regalo un fiore……..e domani?e dopodomani?

    Rispondi
  • 2. carmine miccoli  |  8 marzo 2007 alle 10:35

    Ringrazio il caro Aldo per aver inviato questo articolo della teologa femminista brasiliana Maria Clara Lucchetti Bingemer: è un utile spunto per riempire la “Giornata della Donna” di riflessione e gratitudine. Con l’invito, a me e a tutti/e, di aggiungere in fondo al testo il nome delle donne che riempiono la memoria e la vita di ciascuno… per “dire bene” di ognuna.

    BENEDICIAMO LA DONNA
    L’otto di marzo è un giorno di festa. È il momento di celebrare le guardiane della vita che stanno all’origine della stessa e annidano promesse di futuro nel loro utero fertilizzato.
    Momento di celebrare le dolci guerriere che impugnano armi differenti, strumenti bellici altri e bizzarri per lottare lotte eterne e vincere guerre che paiono perse agli occhi di tanti. Momento di cantare quelle che sanno trasformare il dolore in allegria, il fallimento in speranza, il deserto in giardino. È tempo di celebrare ancora una volta, e sempre, la donna, questo capolavoro del creatore. Tempo di benedire.
    Benedette le donne che consolano agonie, raccogliendo gli ultimi messaggi di moribondi per le loro famiglie; diminuiscono con la loro presenza e con le loro parole le sofferenze del tempo di attesa, a volte così lungo e doloroso che passa tra il momento della ferita e l’arrivo dell’ambulanza; tra il dolore lancinante e il momento in cui l’analgesico comincia a fare effetto; tra la disperazione e il momento esatto in cui la luce comincia a brillare alla fine del tunnel.
    Benedette le donne che persistono nell’esecuzione di alcuni servizi umanitari, nel cuore stesso della battaglia, nel momento culminante della barbarie. Donne che preferiscono esporre i loro corpi e diventano esse stesse obiettivi, santuari e rifugi per l’aggressione e la violenza. Esse costituiscono una sfida folgorante a qualsiasi barbarie scelta e imposta dai nemici più diversi, senza domande o attenuanti. In mezzo alla brutalità della violenza, i servizi di pace svolti dalle donne portano il marchio della dolcezza e sono avvolti da tenerezza materna. La loro efficacia forse non è grande, ma è l’efficacia morale di un simbolo indipendente dalla quantità.
    Benedette le donne che non hanno paura. E che giorno per giorno, vivendo con amoroso coraggio e facendo altri vivere, costituiscono uno spettacolo così nuovo, così significativo e carico di significati così chiari che motiva e entusiasma altri, sollevando feriti sul ciglio della strada e cuori distrutti dalla depressione.
    Benedette le donne disarmate che hanno di sé soltanto lacrime e sorrisi e, a partire da lì, riescono a cambiare il mondo, a metterci il loro timbro. La loro presenza delicata e forte fa più impressione sulla realtà e sul genere umano di qualsiasi altra cosa e fa sentire in modo nuovo e insperato fino a che punto può arrivare la creatura di Dio in termini di grandezza morale e creatività e genio per la risoluzione dei problemi più insolubili.
    Benedette le donne attente e affabili, che con graziosa premura si curvano sopra piccoli e fragili corpi e menti, aprendogli i primi segreti dell’universo e illuminando i canti reconditi e oscuri della conoscenza. Maestre premurose e pazienti, portano avanti senza fretta i neofiti di tutti i generi e razze per la strada luminosa della ragione e dell’amore.
    Benedette tutte le donne che benedicono con la loro vita il rispetto a ogni forma di vita. E che fanno crescere i fiori di bellezza folgorante nelle aiole e nei giardini. E dispongono colori e trame per creare conforto e benessere, così come per far riposare gli occhi incantando nuovamente i sensi e lo stupore.
    Benedette le donne che usano con entusiasmo inquieto e allegro la lingua e le labbra che Dio ha dato loro. Così pregano, così cantano, così lodano, così adorano. Così riempiono la casa, il tempio e l’udito altrui con parole ispirate e ispiratrici, provocando fede, riverenza, e ammirazione davanti alla grandezza del mistero. Benedette donne che comunicano e parlano. E parlando con la bocca, lasciano parlare il cuore. E dalla bocca esce quello che riempie il cuore.
    Benedette le donne le cui mani mostrano delicatezze e soavità. Ma al tempo stesso forza e lavoro. Benedette le mani femminili che scaldano, cullano, cambiano i pannolini, preparano e danno il cibo. E allo stesso tempo, scrivono, digitano, premono bottoni. Curano, trasportano, costruiscono, piantano.
    Il giorno internazionale della donna è il momento di celebrare tanta benedizione che ci arriva attraverso questa creatura di Dio come omaggio alla vita. Questa che è sempre stata, sta e starà presente nella storia come garanzia della continuità della specie e della speranza nel futuro.
    Celebriamole, dunque: Clarices e Marie che hanno sopportato il dolore di vedere i loro compagni torturati e uccisi dalla violenza; Marzie e Anne Lucie che salvano i figli al prezzo e a rischio della propria vita. Cleidi e Rose Marie che fanno del lutto interminabile e del dolore senza rimedio la materia prima della lotta vitale trasformatrice perché altri lutti non avvengano.
    Nel giorno internazionale della donna, lodiamo Dio per la sua più bella invenzione: la donna. E ringraziamo colui che per amore ha deciso, nella pienezza dei tempi, di essere inviato al mondo, nascendo da donna.

    (M. C. Lucchetti Bingemer)

    Rispondi
  • 3. tiziana  |  8 marzo 2007 alle 11:22

    E’ stato pubblicato l’articolo sull’8 marzo su L’Umanista online.
    Baci, Tiz

    http://www.umanista.org/2007/03/08/8-marzo-tutto-lanno/

    Rispondi
  • 4. donatella  |  8 marzo 2007 alle 12:06

    Ragazze Siamo il Meglio ……

    Se la vita è un pranzo, le donne sono il dessert.
    Anonimo

    Rispondi
  • 5. marie teresa  |  8 marzo 2007 alle 14:14

    grazie per essere donna ma non solo oggi,non solo 8
    maggio ma ogni giorno dell.ÀNNO.dovremmo dedicare un
    minuto alle donne che non siano cose`il 8 marzo. un
    abbraccio .M.TERESA

    Rispondi
  • 6. massimiliano frassi  |  8 marzo 2007 alle 14:21

    FESTA SI’, MA DI QUALE DONNA?

    Cara donna, sorella, amica, madre o figlia che tu sia. Conosciuta o sconosciuta, poco importa. L’8 marzo si tiene la tua festa, la festa della donna appunto. Inutile, quanto retorico disquisire, se sia giusta o meno. Lasciamo a chi non ha nulla da dire la solita riflessione sul fatto che non serva un giorno all’anno per ricordarti o che sia una festa per far vendere più fiori. Poiché se guardiamo le cronache recenti mi chiedo cosa ci sia in realtà da festeggiare e mi piacerebbe che ad essere celebrata in questa giornata, sia una di quelle donne protagoniste della ricerca fatta dal Ministero delle Pari Opportunità. Da cui sono emersi dati folli, secondo i quali 14milioni di donne in Italia hanno subito almeno una volta nella vita una violenza fisica o psicologica, e perdonatemi la parola ”almeno”; mentre 482mila hanno subito uno stupro.
    Il 30% di queste vittime non ha mai chiesto aiuto, pensando che l’essere “percosse o violentate non fosse motivo di reato”. E chi trova la forza per denunciare va contro quel muro di omertà e di solitudine che purtroppo fa tornare sui propri passi. Per non parlare dei tempi elefantiaci della giustizia italiana, dove un processo penale può durare anche 10 anni. Con il risultato che lui la fa franca e continua ad essere quello che è a vita mentre lei la parola vita la toglie per sempre dal suo vocabolario.
    Quest’anno allora vorrei che la mimosa la si cogliesse per questa donna. Sempre più sola e schiava di un maschio, tale solo dall’andrologo.
    Una donna di ogni età, bambina sempre più piccola, a volte addirittura neonata, nelle foto che i predatori di bambini si scambiano in internet, oppure adulta, magari già coi capelli bianchi, precocemente invecchiati in case prigione. Solo per lei ha valore la festa della donna.
    Per lei abbandonata spesso anche dalle sue “colleghe” al femminile, talvolta riunite in magniloquenti associazioni culturali, più impegnate ad organizzare cene di gala dove esibire l’ultimo gioiello dono del cornificante partner, solitamente un industrialotto con la pancia e la giovane amante, piuttosto che pronte a sporcarsi mani e pelliccia per alzare da terra una donna sporca di sangue e lividi.
    Se 14milioni di donne hanno subito una grave forma di abuso, difficile sarà pensare che dagli uomini arrivi la risposta giusta. E senza cadere in facili generalizzazioni, tenute a debita distanza in tutto il mio discorso, è alle stesse che chiedo un’azione concreta. Che cancelli certe cifre incivili e ridia dignità a tutti. Maschi compresi.
    Allora e solo allora avrà un senso festeggiare.

    Rispondi
  • 7. giancarlo  |  8 marzo 2007 alle 15:57

    8 MARZO: GIORNATA INTERNAZIONALE PER I DIRITTI DELLE DONNE

    Le origini della festa dell’8 marzo non sono chiare.
    Secondo alcuni risale al 1908. Pochi giorni prima di questa data, a New York (o forse Chicago), le operaie dell’industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, finche’ l’8 marzo, pare per volere del proprietario, vennero bloccate tutte le porte della fabbrica e venne appiccato un incendio. 129 donne morirono tra le fiamme.

    Da questo evento si sarebbe scelto l’8 marzo come giornata di mobilitazione e lotta per rivendicare i diritti delle donne in tutto il mondo.

    Secondo altri, invece, la nascita della Giornata della Donna si rifa’ a uno sciopero, organizzato sempre a New York nel marzo del 1857, durante il quale le donne che vi parteciparono furono brutalmente disperse dalla polizia.

    Un diverso evento che potrebbe essere legato alla nascita della festa ella donna e’ accaduto in Russia, a San Pietroburgo: un enorme corteo di donne si formo’ quasi spontaneamente e sfilo’ per le strade della citta’ russa. Erano madri, mogli e figlie delle migliaia di soldati impegnati nella prima guerra mondiale, che chiedevano a gran voce la fine delle violenze, il ritorno a casa dei loro uomini e la caduta della dittatura zarista.

    Indipendentemente dall’origine, l’8 marzo e’ (dovrebbe essere!) una giornata di denuncia. Ancora oggi molte donne sono vittime di violenza e discriminazione.

    Diritti delle donne in Italia, oggi

    DIRITTO DI VOTO: Il 2 GIUGNO 1946 l’Italia e’ alle urne per il referendum istituzionale della Repubblica: per la prima volta il voto viene esteso alle donne.

    PARITA’ SALARIALE: Art. 37 della Costituzione, legge solo dal 1957 per applicazione di una convenzione internazionale. Grazie a un accordo interconfederale del 1960, nei contratti collettivi nazionali di lavoro si stabilisceuguale remunerazione per uomini e donne. Sancita quindi la parita’ formale e sostanziale tra uomini e donne nel mondo del lavoro, con la legge n.7 del 1963 vengono definitivamente vietate le clausole di nubilato.

    DIVORZIO: Nel 1970, con la l.898, viene approvata la legge sul divorzio.

    12 maggio 1974: importante vittoria del “No” al referendum per l’abrogazione della legge sul divorzio, voluta da Democrazia cristiana e Movimento sociale italiano (l’attuale An).

    MATERNITA’: Con la l. 1204 del 1971 viene estesa la tutela della maternita’ alle lavoratrici dipendenti. La nuova normativa amplia ed estende i diritti introdotti dalla prima legge (L.860 varata nel 1950) sui diritti e le tutele delle lavoratrici; definisce e regola per la prima volta: assenze per maternita’, ore di allattamento e divieto di licenziamento entro il primo anno di vita del bambino.

    ASILI NIDO: Sempre nel 1971 viene promulgata la l. 1044 con l’obiettivo di garantire un servizio a supporto delle famiglie e delle donne, per favorire l’attivita’ di lavoro anche dopo la nascita dei figli. Si afferma il diritto del bambino alla socializzazione e allo sviluppo armonico della sua personalita’.

    DIRITTO DI FAMIGLIA: Nel 1975 con la l.151 viene varata la riforma del diritto di famiglia introducendo la parita’ tra uomini e donne nell’ambito familiare: la potesta’ sui figli, infatti, spetta a entrambi i genitori, che hanno identici diritti e doveri, e non piu’ solo al padre. Viene inoltre sancita la totale uguaglianza morale e giuridica dei coniugi.

    LEGGE DI PARITA’ in materia di lavoro: Con la l. 903 del 1977 si arriva alla piu’ importante svolta culturale nei confronti delle donne. Dal concetto di tutela per la donna lavoratrice al principio del diritto di parita’ nel campo del lavoro, con norme piu’ avanzate in materia di maternita’ e condivisione fra i genitori degli obblighi nella cura dei figli. Dal marzo 2000 (legge 53 sui “congedi parentali”) questa legge ha recepito i nuovi diritti della paternita’ in materia di assenza
    facoltativa.

    INTERRUZIONE VOLONTARIA DELLA GRAVIDANZA: Nel 1978, tra mille polemiche, “passa” la l. 194 “Norme per la tutela sociale della maternita’ e sull’interruzione volontaria della gravidanza”. Scopo principale della normativa e’ la prevenzione delle gravidanze indesiderate, contrastando anche l’aborto clandestino.

    LEGGE PARI OPPORTUNITA’ (Azioni positive): L.125 – 1991: spinta dalle donne, questa legge da’ lo strumento per intervenire e rimuovere le discriminazioni e diffondere l’idea per uguali opportunita’ uomo-donna nel lavoro. La l.125 da’ modo di rendere visibile e valorizzare la presenza e il lavoro delle donne nella societa’, nell’azienda e nella famiglia. Sostanzialmente non applicata. (Nel 2000 L.196 per modifica)

    IMPRENDITORIA FEMMINILE: Negli anni ’90 l’imprenditoria femminile e’ in forte sviluppo: con oltre il 35% delle nuove imprese guidate da donne. La legge l. 215 del 1992 promuove l’uguaglianza in pari opportunita’ economiche e imprenditoriali, favorisce la nascita di imprese composte per il 60% da donne e societa’ di capitali gestiti per almeno due terzi da donne o di imprese individuali di donne. Le imprese agevolate, per almeno cinque anni, devono mantenere la prevalenza femminile nella societa’.

    VIOLENZA SESSUALE: Nel 1996, grazie alla l. 866, la violenza sessuale non e’ piu’ un delitto contro la morale, ma contro la persona. Una legge che da’ dignita’ e giustizia alla persona, ed afferma il diritto alla sessualita’ libera e consensuale.

    LAVORO NOTTURNO: la legge comunitaria del 1998 vieta tassativamente alle donne il lavoro notturno durante la maternita’ sino al compimento di un anno di vita del bambino e la possibilita’ di scegliere fino all’eta’ di tre anni del bambino e nel caso di genitore unico, fino a 12 anni. La legge 903 – 1977 vietava il lavoro notturno alle sole dipendenti delle imprese manifatturiere. Con la legge varata nel 1998, si norma il lavoro notturno per tutti i settori, pubblici e privati.

    ASSEGNO DI MATERNITA’ PER CASALINGHE E DISOCCUPATE: La l. 448 del 1999 prevede l’indennita’ di maternita’ per donne che non lavorano o che svolgono il cosiddetto “lavoro familiare”. Con la Finanziaria del 2000si estende il diritto alle cittadine dell’U.E. ed extracomunitarie con carta di soggiorno.

    INFORTUNI DOMESTICI: La l. 493 del 1999 riconosce il lavoro in ambito domestico. Chi ha un’eta’ tra 18 e 65 anni e svolge in via non occasionale gratuitamente e senza vincolo di subordinazione il lavoro domestico, ha diritto all’Assicurazione contro gli Infortuni. La personache esercita attivita’ casalinghe ha obbligo dal gennaio 2005 di versare annualmente un contributo di circa dodici-tredici euro.

    CONGEDI PARENTALI: Con la l. 53 del 2000 la cura dei figli coinvolge le madri e i padri garantendo uguali diritti, doveri e tutele. Una legge non conforme alle richieste dei datori di lavoro che chiedono riduzioni di salari e di diritti. La normativa punta a una maggiore condivisione dei compiti nel nucleo familiare, per tutti i lavoratori, uomini e donne, pubblici e privati, anche autonomi, apprendisti e soci di cooperative. Prevede la parita’ tra genitori naturali e adottivi o affidatari. Sia la madre sia il padre potranno chiedere anche contemporaneamente l’aspettativa di 6 mesi fino un massimo di 10 mesi, entro gli 8 anni di vita del bambino. Al padre puo’ essere concesso un “bonus” di un altro mese per seguire il figlio nel caso in cui dovesse chiedere un congedo per un periodo superiore a tre mesi. Elevata dai 3 agli 8 anni l’eta’ del piccolo per manifestare il diritto di fruire dei permessi per malattia. I padri possono usufruire del congedo anche nei casi in cui la madre del bambino non e’ lavoratrice.

    BANCA DEL TEMPO: e’ un’esperienza che ha trovato una collocazione legislativa all’interno della L.53 (Congedi parentali). Coniugare lavoro e qualita’ della vita: la Banca del Tempo, prevede lo scambio anziche’ di denaro, di un quantitativo in ore del proprio tempo. Ore di attivita’ da scambiare con altri, disponibili a loro volta a fornire o ricevere servizi in periodo di disponibilita’, per fruirne poi anche da altri secondo necessita’ e disponibilita’ a pareggio o spareggio.

    Rispondi
  • 8. Francesco fares bucci  |  8 marzo 2007 alle 18:59

    8 marzo 2007, festa della donna.
    Vorrei porgere i miei auguri a Daniela Tuscano a mia madre ed a tutte le donne del mondo. Ringraziarle per quanto hanno fatto e fanno ancora per noi. W la Donna.

    Daniela, non ho ancora avuto il piacere di conoscerti, ma leggo i tuoi scritti e seguo le tue battaglie.
    Ti ammiro tanto.
    Con stima
    francesco fares bucci

    Rispondi
  • 9. arcoiris tv  |  8 marzo 2007 alle 21:31

    Dettagli di poco conto – Appunti dal femminismo

    Terza puntata della rubrica “Dettagli di poco conto-appunti sul femminismo” di Monica Lanfranco

    Nella nuova puntata di Dettagli di poco conto- appunti dal femminismo di Monica Lanfranco si parla della situazione in Italia del movimento delle donne, ma anche della società rispetto alle questioni di genere.

    Regia e immagini di Pietro Orsatti

    Visita il sito: http://www.monicalanfranco.it
    Visita il sito: http://www.mareaonline.it

    Rispondi
  • 10. donatella  |  8 marzo 2007 alle 21:51

    mi sembra che non si è capito quello che io ho scritto con punti di ?? ed !!!….
    discriminante oggi come oggi può essere tutto!!!! io non ricevo fiori perchè non li voglio ( i fiori me li compro o se me li regalano mafuori dalla data) non esco a fare festa con le donne (8 marzo) ..perchè io ho amiche tutto l’anno e una volta alla settimana ci incontriamo! vedi cosa tu ora?

    Rispondi
  • 11. bangiu  |  8 marzo 2007 alle 23:17

    Grazie Daniela. Auguri anche a te.
    Tutto di cuore!

    Rispondi
  • 12. communitas2002  |  10 marzo 2007 alle 21:46

    E’ PASSATO L’8 MARZO

    Abbiamo sentito tanta retorica e alcuni interventi rassicuranti.

    Si è fatto un gran parlare di ”salvaguardare la famiglia”, ma questa nostra famiglia certo non ha avuto grande sostegno negli anni passati, se l’Italia (tolti gli apporti delle donne di cittadinanza recente e non italiane) ha la natalità più bassa AL MONDO. Questo significa che le donne italiane sono sempre dilaniate dal dilemma se lavorare in modo dignitoso e rispettoso della propria scolarità (più alta dei coetanei maschi) e della propria aspirazione legittima alla progressione in carriera, e la famiglia e la maternità.

    Non si vuole riconoscere il valore sociale della procreazione. Se l’Italia ha la legislazione più favorevole al periodo specifico della maternità, è agli ultimi posti, al mondo, per quanto riguarda la partecipazione della donna al mondo del lavoro. Si parla tanto di ammortizzatori sociali, ma rientrare nel mondo del lavoro dopo una o due maternità è talmente difficile che ci si deve accontantare di posizioni marginali e precarie, quando ci si riesce.

    E allora non ”santifichiamo” la famiglia solo per slogan! Riconosciamo nei fatti che la società è cambiata e ne va preso atto.

    Abbiamo sentito che…non sottoscriveremo nessuna legge che non contenga norme antidiscriminatorie serie ed efficaci… e questo ci rassicura. Vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno e batterci per tutto quello che è costruttivo.

    Le donne italiane meritano di più!

    Simona Giovannozzi

    10 Marzo 2007

    Rispondi
  • 13. eleonora  |  11 marzo 2007 alle 18:21

    Il Movimento Umanista ci sarà

    Diamoci un appuntamento per Daniele Mastrogiacomo

    Le reti e le associazioni milanesi del movimento per la pace invitano tutte/i a partecipare

    Lunedì 12 marzo – dalle ore 18.00 in Piazza S.Babila
    Presidio/Manifestaz ione

    LIBERARE LA PACE! LIBERTA’ PER L’INFORMAZIONE!

    LIBERTA’ PER DANIELE MASTROGIACOMO E PER GLI ALTRI OSTAGGI DELLA GUERRA

    PACE E LIBERTA’ PER IL POPOLO AFGHANO E TUTTE LE DONNE E GLI UOMINI VITTIME DELLA GUERRA

    Invitiamo le associazioni e le reti milanesi, le cittadine e i cittadini a far circolare l’informazione e a partecipare

    Per informazioni: 333.4665107; 393.9805117

    Rispondi

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