PER NON “LIQUIDARE” IL FUTURO… – Prossimi appuntamenti del Comitato Milanese per l’Acqua

14 marzo 2007 at 13:20 6 commenti

Illustri politici ed eminentissimi principi della Chiesa si scannano a vicenda sulle unioni civili. Il Papa, cioè il card. Ratzinger, tuona incessantemente contro i “deviati” responsabili – secondo lui – di tutte le catastrofi dell’umanità dal Diluvio Universale in poi. Autorevoli quotidiani si contendono l’ultimo scoop sulla premiata ditta PdM (s.n.c., come i due si descrivono: pezzi di m…). Questa sollecitudine dei governanti più o meno intonacati verso gli autentici problemi del Paese è, per i poveri mortali, motivo di consolazione; pare anzi che alcuni di noi, riconoscenti e commossi di tanto zelo, si siano recati in pellegrinaggio da San Mastella da Ceppaloni per accendere il cero d’ordinanza.

Dal sito umanista www.simbolodellapace.net

Poi ok, la consapevolezza di stare in così buone mani ha anche i suoi lati negativi. Il primo è la noia: visto che pensano a tutto loro, uno non sa più cosa fare; e molti appunto stanno a casa, o restano precari a vita, sennò sai che barba, sempre lo stesso lavoro. Altri giocano a cowboy e indiani, e invero non da soli, ma in molte parti del mondo. Recitano benissimo, fra l’altro: sembrano veri. Così ci si sono messi anche gli umanisti, tanto per creare un po’ di suspence, e il 17 marzo prossimo saranno a Roma, in piazza Navona, per il simbolo della pace più grande del mondo. Un po’ anacronistici, d’accordo, a rompere ancora con guerra e pace, ormai passate di moda, ma ripetiamo, per ammazzare il tempo – il verbo è quanto mai d’uopo, visto che ormai non è rimasto più molto da ammazzare… – tutto fa brodo. O meglio, acqua.

Sì, l’acqua, anche in questo caso una roba banale, e infatti se ne sciupa a profusione, tutti sanno che è una risorsa inestinguibile, adesso poi che per via dell’effetto serra si sciolgono i ghiacciai e l’inverno è sparito ne avremo a dismisura. Logica pertanto l’oculatezza dei nostri esperti, i quali ogni tanto fanno capolino dalla tv per convincerci, “cari inferiori!”, che la privatizzazione idrica è il toccasana per tutti i guai. Gli crediamo, manco a dirlo. Ma siamo dei mattacchioni. E abbiamo deciso di creare un po’ di scompiglio coi Comitati per l’Acqua Pubblica, organizzando banchini assieme ad altri mattacchioni. Da soli, però, non ci divertiamo. Quindi se a qualcuno va di unirsi ci troviamo nei seguenti luoghi e giorni:

– Giovedì 15/3 dalle ore 20.45 raccolta firme al Teatro Strehler, MM Lanza, in occasione dello spettacolo teatrale di Paolini sull’acqua;

– Venerdì 16/3 ore 20.30 Coca Cola: i diritti negati, serata presso le Acli, Via della Signora 3 (MM San Babila/Duomo);

– Sabato 17/3 dalle 10.30 alle 12.30, raccolta firme al mercato di via Benedetto Marcello;

– Mercoledì 21/3 convegno umanista sulla privatizzazione dell’acqua a Palazzo Marino, Sala Alessi;

– Sabato 24/3 dalle 10.30 alle 12.30 raccolta firme al mercato di via Fauché; dalle 15.00 alle 18.00 raccolta firme all’Ipercoop di Bonola (q.re Gallaratese);

– Sabato 31/3 dalle 10.30 alle 12.30 raccolta firme al mercato di viale Papiniano.

Fatti salvi, naturalmente, gli impegni seri. In fondo voglio bene al mio Paese e non intendo abbandonarlo nelle grinfie degli immorali, sennò la Carfagna mi scomunica.

Daniela Tuscano (vedi anche https://danielatuscano.wordpress.com/2006/11/23/acqua-fonte-di-vita-o-di-guadagno/ )

****

DANIELE MASTROGIACOMO LIBERO http://www.repubblica.it/speciale/2007/appelli/mastrogiacomo/index.html

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6 commenti Add your own

  • 1. amalia navoni  |  14 marzo 2007 alle 14:00

    Carissimi,

    abbiamo bisogno che l’etica si radichi nella politica. Venerdì 16 marzo ore 20, 30 presso Acli via Della Signora, 3 partiremo dalla vicenda Coca Cola per ragionare sulla regolamentazione etica degli sponsor e degli appalti pubblici alla Provincia. Ci sono ospiti d’eccezione.
    Partecipate ed aiutateci a diffondere l’iniziativa. grazie

    amalia navoni

    tel e fax 02.38002691

    Dietro la bibita più famosa del mondo c’è una lunga lista di pesanti accuse: diritti dei lavoratori calpestati, repressione sindacale, inquinamento e impoverimento delle falde acquifere in molti Paesi. In Colombia nel 2004 una Commissione d’inchiesta indipendente di New York registrò 179 gravi violazioni dei diritti umani, tra cui 8 sindacalisti assassinati, 48 costretti a fuggire, 69 minacciati di morte e 3 incarcerati per false accuse. E le violazioni sindacali continuano in varie parti del mondo, come conferma il rapporto 2006 dell’Icftu, la Confederazione Internazionale dei Sindacati Liberi. Le amministrazioni pubbliche possono fare molto per indurre le aziende a comportamenti sociali e ambientali più responsabili, per esempio selezionando i propri fornitori e sponsor in base a precisi criteri etici.

    Venerdì 16 marzo 2007

    ore 20,30

    Coca Cola: i diritti negati

    Intervengono:

    SANDRA CANGEMI – Coordinamento Nord Sud del Mondo

    La campagna Reboc (Rete boicottaggio Coca Cola) e la vicenda Mtv-Coca Cola

    CRISTOBAL SILVA GONZÁLEZ – Istituto Nazionale Sindacale della Colombia

    I misfatti di Coca Cola e la guerra contro i sindacalisti in Colombia

    ANDREA FERRARI TONIOLO – Ufficio Internazionale FIM-Cisl

    L’indagine ICFTU sugli abusi di Coca Cola nel mondo

    IRMA DIOLI – Assessore alla Pace e Cooperazione Provincia di Milano

    Diritti umani ed imprese

    MARIAROSA CUTILLO – Campagna Meno Beneficenza Più Diritti

    La responsabilità sociale delle imprese

    c/o Acli, via della Signora, 3

    (MM1 San Babila o Duomo)

    Coordinamento Nord Sud del Mondo – Campagna Meno Beneficenza e Più Di

    Rispondi
  • 2. eleonora  |  14 marzo 2007 alle 15:09

    L’acqua è fonte di vita. Senza non c’è vita. L’acqua costituisce quindi un bene comune irrinunciabile dell’umanità. Il diritto all’acqua è un diritto umano inalienabile: dunque l’acqua non può essere proprietà di nessuno, bensì bene condiviso equamente da tutti.
    L’acqua è un bene comune e un diritto umano universale, la disponibilità e l’accesso all’acqua potabile sono diritti inalienabili e inviolabili della persona. Oggi sulla Terra più di un miliardo e trecento persone non hanno accesso all’acqua potabile.

    Fermare la privatizzazione dell’acqua è una questione di civiltà, che chiama in causa politici e cittadini, ciascuno con le proprie responsabilità rispetto alle generazioni viventi e future.

    E’ importante una presa di coscienza in termini globali della situazione, ma è altrettanto fondamentale che ci sia una diffusione capillare e territoriale delle iniziative di sensibilizzazione e di mobilitazione.

    Proprio per questo il Comune di Cologno Monzese in stretta collaborazione con AceA, Itineraria e Martesana Solidale, hanno deciso di organizzare un incontro che coinvolgerà varie personalità legate alla campagna, ma anche, e soprattutto, legate al territorio: associazioni, operatori, esperti,
    istituzioni, …
    L’iniziativa sarà inoltre l’occasione in cui sette amministrazioni del Nord Milano sottoscriveranno il protocollo di adesione alla campagna nazionale di raccolta firme per la proposta di legge a favore dell’acqua pubblica (Cologno Monzese, Sesto San Giovanni, Cinisello Balsamo, Bresso, Cusano Milanino, Cormano, Paderno Dugnano).

    – AceA onlus, da sempre impegnata nella promozione dei consumi etici e nella difesa dei consumatori, fa parte del Comitato Nazionale dei Promotori della Campagna Nazionale di raccolta firme per la proposta di Legge a favore dell’acqua pubblica.
    – Itineraria, è la compagnia teatrale di Cologno Monzese diretta da Roberto Carusi che ha prodotto lo spettacolo H2Oro, L’acqua – un diritto dell’umanità, con Fabrizio De Giovanni.
    – Martesana Solidale, è il Distretto di Economia etico-Solidale della Martesana a cui partecipano realtà del commercio equo (MiMoPo, Tatavasco, Il Punto d’Incontro) dei consumi etici (Acec, Altropallone) e associazioni culturali (La Scheggia).

    per informazioni sulla Campagna:
    http://www.acquabenecomune.org
    AceA 02.36538806
    http://www.consumietici.it
    ufficio stampa: ACCESSO
    comunicazione sociale
    accesso@accessocoop.it
    Des Martesana Solidale
    martesanasolidale@consumietici.it
    Comune di Cologno Monzese
    Ufficio Stampa 0225308229, 0225308615, 3204275147
    lmilla@comune.colognomonzese.mi.it
    (Fonte AceA)

    Rispondi
  • 3. guido  |  14 marzo 2007 alle 16:01

    Non mi e’ chiaro quanto questa notizia sia gia’ circolata. Fatto sta che leggo sul corriere di oggi che il piano per la costruzione del parcheggio di piazza Gobetti e’ stato BOCCIATO per problemi di viabilita’.

    Ancora meglio: su un totale di 27 progetti analoghi nella citta’ di Milano, 11 sono stati bocciati.

    Ciao, Guido

    Rispondi
  • 4. maurizio  |  14 marzo 2007 alle 17:51

    da matteo del centro delle culture di bergamo

    Ciao, a Bergamo abbiamo realizzato questo cortometraggio per sensibilizzare sulla campagna “Acqua bene comune”.

    http://video.google.it/videoplay?docid=7671895825456969777&hl=it

    Ditemi che ne pensate.

    Rispondi
  • 5. pietro  |  17 marzo 2007 alle 22:24

    Ciao!
    Potete scaricare la foto del simbolo della pace di oggi a Roma dal seguente link:

    (677 KB)
    A presto!
    Pietro

    Rispondi
  • 6. donatella  |  23 marzo 2007 alle 22:21

    dal blog di beppe grillo

    “L’acqua non è una merce.”
    Ripetetelo allo specchio ogni mattina: vi darà consapevolezza.
    I numeri parlano e ci sussurrano dati che non vogliamo ascoltare. Un miliardo di persone non ha acqua potabile. Un milione e ottocentomila bambini muoiono ogni anno per malattie causate dall’acqua inquinata. Dove va l’acqua? Una tazza di caffè richiede 140 litri di acqua, un paio di jeans 11.000 litri, un’automobile 400.000 litri. E solo il 3% dell’acqua del pianeta è potabile.
    In Italia l’acqua è una risorsa finanziaria e, quindi, viene privatizzata. Dove prima c’era una sorgente, una fontana pubblica sono arrivati gli imprenditori. I mercificatori dell’acqua. Un bene primario si è trasformato in azioni, in asset, in profitto. L’acqua deve restare in mani pubbliche, le nostre mani. Se non funzionano gli acquedotti pubblici, se sono bucati, vanno riparati, anche a calci nel c..o. I privati devono starne fuori.

    Pubblico parte della lettera ricevuta dal presidente di Greenpeace Italia.

    “La Direttiva 60/2000 dell’Unione Europea recita: “..l’acqua non è un prodotto commerciale, bensì un patrimonio che va protetto“. L’incultura dell’acqua in Italia, porta a consumare 170 litri di acqua imbottigliata per abitante all’anno, contro una media europea di 85 ed una mondiale di 15, equivalenti a 5 miliardi di contenitori plastici che si trasformano in 100.000 tonnellate/anno di rifiuto urbano.
    L’acqua imbottigliata, assoggettata a regimi di controlli spesso lacunosi, ha un costo tra 30 e 50 centesimi, cui si sommano i costi di smaltimento del contenitore, mentre 1.000 litri di acqua da acquedotto, più controllata sul piano chimico-batteriologico, non costano più di 1 euro. Gli italiani dichiarano che alla base di questo paradosso c’è la convinzione che l’acqua imbottigliata sia più sicura ( 51% ), più “buona” (35%), meno “dura” (14% ).
    Il nostro Paese è ricco di acquiferi sotterranei, tra i 5 e i 12 miliardi di metri cubi. Ciò nonostante, la crisi idrica è alle porte in tutto il Paese, anche come effetto del cambiamento climatico globale, che vedrà l’aridificazione nel Centro-Sud e la sub-tropicalizzazione nel Nord.
    L’origine di questa scarsità annunciata?
    – decennale incuria e mancata manutenzione delle reti con un livello di dispersione variabile tra il 30% della Emilia-Romagna e più del 50% dell‘ Acquedotto Pugliese
    – inquinamento dei fiumi da parte di insediamenti industriali, attivi e dimessi, ed urbani, in spregio ad ogni normativa, anche per la totale aleatorietà dei controlli ambientali
    – insostenibile idroesigenza di un settore primario caratterizzato per decenni da monocolture intensive e da tecniche irrigue (es. a pioggia) dissipatrici di oltre il 30% dell’acqua erogata
    – mancata generalizzazione di apparati per la minimizzare i consumi a parità di prestazione, a livello dei consumi domestici. L’eccellente esperienza condotta al riguardo a Bagnacavallo in Emilia Romagna ha mostrato come questa sola misura, il cui bassissimo costo (2-3 euro/abitante) si ripaga con i certificati bianchi per la minore spesa energetica del servizio idrico, consenta di ridurre i consumi familiari di almeno il 10-12 %.”
    Walter Ganapini, Presidente Greenpeace Italia

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