LIBERO!!! – Mastrogiacomo rilasciato nel pomeriggio: “Grazie, Gino”

19 marzo 2007 at 17:00 8 commenti

Questa volta l’abbraccio sarà soltanto virtuale. Prima di domani sera non potrà festeggiare san Giuseppe coi figli. Avverrà in differita. Eppure, mai quel padre è stato così vicino. Mai è stato così padre. Lo era già in quel drammatico video. Li incoraggiava, abbozzando persino un sorriso. Il loro eroe, il gigante buono, sarebbe tornato. Anche se non ne era affatto sicuro. Donarsi e donare, questa è la lezione del padre. Sempre.        

Gino Strada, fondatore di Emergency, abbraccia Daniele Mastrogiacomo in abiti afghani: “Ormai è fatta!”.

Ma mentre si donava, riceveva. Li coinvolgeva, quei figli, e rassicurandoli, li trattava da adulti. Chiedeva loro aiuto senza volerlo mostrare. Per non angosciarli. Ma chiedeva aiuto. Questa è la vita dell’uomo.

Ha comunicato, si è mostrato nella sua relazionalità, come e più di quanto faceva da giornalista. E questo fluido si è propagato. Ha coinvolto. Ha avvinto e, per una volta, messo d’accordo tutti. Non è stato lasciato solo, né dal governo italiano, né da quello afghano, né da altri (moltissime le manifestazioni di solidarietà in varie parti del mondo). Per lui si sono mobilitati capi religiosi musulmani, artisti e sportivi di fama. Ma si è mobilitata, soprattutto, la gente comune, le piazze, i movimenti (gli umanisti sono stati fra i primi a diramare l’appello per la sua liberazione, ripetuto al corteo di domenica scorsa a Roma). Una risposta a quell’invocazione di dialogo prima che di aiuto, un appello in nome dell’informazione libera, ma anche, e forse in misura maggiore, un “NO” chiaro e consapevole a una logica e a un sistema disumani, basati sul sospetto, l’aggressione, le guerre preventive-“democratiche”-intelligenti e via discorrendo. La gente, insomma, ne ha abbastanza di queste fandonie. Per le quali hanno pagato solo civili innocenti, onesti reporter, inermi lavoratori e professionisti scrupolosi (accenniamo soltanto di sfuggita a Baldoni, Cutuli, Hrovatin, Hassan e Calipari, la cui sorte, come sappiamo, si è rivelata ben più drammatica).

Un’altra bella immagine di Gino Strada.

Ma se proprio vogliamo parlare di combattenti, il pensiero non può che rivolgersi, grato, a chi di lotte s’intende davvero. A chi sta realmente portando la democrazia in Afghanistan, non con le bombe, non con un neocolonialismo camuffato alla meno peggio che tradisce un fondamentale, irriducibile disprezzo per chi è “diverso” dagli standard occidentali, ma con la paziente, monastica, essenziale empatia dell’uomo (di) Strada, del medico condotto che tasta il polso del suo assistito auscultandone il cuore vivo e pulsante. All’instancabile e certosino cultore del demos, del popolo, un popolo che deve aiutare e aiutarsi da sé, in un rapporto fra pari, in vista di un futuro multiforme e disordinato, ma sereno per tutti.

A quell’uomo, e al suo sguardo dolcemente ammonitore che pare uscito da una canzone di Guccini, Daniele ha rivolto le sue prime parole: “Grande Gino, grazie, grazie”. Lui, e quelli come lui, sono i veri costruttori di un mondo nuovo. Adesso forse decifriamo meglio il messaggio variopinto di quella colomba di pace.

Daniela Tuscano

“Quando si presentano all’ospedale, noi pensiamo a curarli, senza badare a etnia, credo religioso o convinzioni politiche. Emergency cerca di salvare delle vite piuttosto che toglierle a qualcuno”.

Teresa e Gino Strada, 19 marzo 2007

ULTIM’ORA. “Said sgozzato sotto i miei occhi”: ecco l’atroce fine dell’autista di Mastrogiacomo, raccontata dal giornalista stesso. L’interprete di quest’ultimo, invece, è stato tratto in salvo poco dopo.

  

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UNA COLOMBA A BRESSO – IV domenica di Quaresima (Gv 9, 1-41) IN CALABRIA, DOMANI, FACCIAMO SORGERE IL BENE CONTRO LE MAFIE

8 commenti Add your own

  • 1. marie teresa  |  20 marzo 2007 alle 12:23

    19.03.2007 è un giorno che non dimenticheremmo
    facilmente,é stato liberato Mastrogiacomo, figurati le
    persone alui piu`care.un grosso abbraccio M.T

    Rispondi
  • 2. pibua  |  20 marzo 2007 alle 17:32

    Un applauso a Gino Strada e a tutto l’impegno che sta mettendo per costruire un nuovo mondo di pace nelle terre più colpite dalla guerra.

    E un caro saluto a te 😉

    Ciao

    Stefy

    Rispondi
  • 3. Erica  |  20 marzo 2007 alle 18:23

    LA LIBERAZIOEN DI MASTROGIACOMO è UNA DI QUELLE NOTIZIE CHE TI FA CREDERE CHE NEL MONDO C’è ANCORA QUALCUNO CHE SI IMPEGNA PER LA PACE, QUELLA VERA….
    CIAO DANIELA!!!!

    Rispondi
  • 4. communitas2002  |  20 marzo 2007 alle 19:38

    INFORMAZIONE: DOMANDA E OFFERTA

    Scorrendo i giornali di oggi 20 Marzo, tutte le testate aprivano con titoli cubitali e di grande sollievo sulla liberazione di Daniele Mastrogiacomo.
    Commenti, dettagli, interviste, approfondimenti.
    Tra i commenti di uomini politici, il più curioso è un deo gratias detto da chi desidera ardentemente accreditarsi presso le gerarchie ecclesiastiche e non esita a farsi fotografare mentre riceve la comunione (cosa che dovrebbe essergli interdetta, stanti le affermazioni papali ribadite recentemente).
    Solo i quotidiani legati alla destra aprivano ancora pescando nell’immondezzaio della cosidetta vallettopoli.
    I motivi sono evidenti e politici. Confidando sulla voglia di pettegolezzo, utilizzandolo per minare l’immagine pubblica di personaggi più o meno noti, si rendono (consapevolmente?) complici di quelle stesse canaglie che sbattono in prima pagina.

    Simona Giovannozzi

    20 Marzo 2007

    http://www.communitas2002.it

    Rispondi
  • 5. mareus  |  21 marzo 2007 alle 10:14

    Daniele Mastrogiacomo è inviato speciale di “Repubblica” dal 1992. Nato il 30 settembre del 1954 a Karachi, in Pakistan, dove il padre lavoravava in una ditta di costruzioni, Mastrogiacomo è anche di nazionalità svizzera, da parte di madre. Docente di giornalismo alle Università Luiss e Tor Vergata di Roma, ha iniziato a lavorare nel 1980, occupandosi di politica internazionale, di politica interna ed economia.Dal 1990 al 1996 di occupa di cronaca nazionale e in particolare di cronaca giudiziaria, seguendo le indagini sul filone romano di “Mani Pulite”. Dal 1997 al 2002 è responsabile della cronaca nazionale, quindi negli ultimi cinque anni si occupa esclusivamente di politica estera, in particolare di Medio Oriente e Asia Centrale, ma anche di Africa subsahariana e orientale. Inviato in Iraq e più volte in Afghanistan – dove è tornato a metà della settimana scorsa – in estate ha seguito da Beirut i 33 giorni di guerra tra gli Hezbollah e Israele.

    Come mai, invece, uno come Tony Capuozzo (da sempre in prima inea e giornalista televisivo) nessuno ha mai torto un capello? Avete mai letto gli articoli di Tony Capuozzo?

    Rispondi
  • 6. danielatuscano  |  21 marzo 2007 alle 12:24

    Mastrogiacomo ha in effetti uno splendido curriculum. Me ne parlò anche un suo collega – Marco Politi, il vaticanista di “Repubblica” – che ebbi modo di conoscere di persona.

    Si capisce – e nel suo memoriale ancor più – che conosce quei posti, quella gente e quella mentalità. Mi sento di affermarlo con una certa sicurezza: su un argomento islamico mi sono laureata.

    Non afferro invece il paragone con Capuozzo e non capisco cosa si voglia insinuare con quella domanda sibillina.

    Rispondi
  • 7. Marcello Marani  |  22 marzo 2007 alle 15:38

    Notate però come la disiformazia ha già cominciato ad operare, dato che dopo i primi entusiastici e formali sollievi, cominiano a partire òle risrve ed i distinguo, che assumeranno nei prossimi giorni, come la calunnia di don Basilio, la forma di veri e propri rombi di cannone, dato che si dice che un funzionario anonimo del Dip. di Stato statunitense, avrebbe detto che con i terroristi non si tratta, che si dice che Blair la Merkel e gli Olandesi siano critici e contrari, eccoli che già usano l’arma del ricatto, senza che nessun pennivendolo o velinaro abbia la schiena dritta per domandare se quando furono liberati, i mercenari Afgliana, Cupertino e Stafio, dopo il macabro e criminale assassinio di Quattrocchi, o per la liberazione delle due Simone, o per la Sgrena avvenute tutte durante il regno di Berlusconi, si siano limitati a distribuire in cambio del riscatto caramelle o lecca lecca.
    Quindi, più che con i politicanti che fanno quello che voglione e che dicono tutto ed il contrario di tutto, smentendo impudentemente oggi quello che hanno affermato appena ieri, me la prendo con i pennivendoli ed i velinari, che hanno le schiene talmente dritte, che basterebbe un punto di saldatura per trasformarli in cerchi. Così, anche il margherito Dini comincia con i distinguo.
    Ed è il loro imbelle servilsmo e sono le loro viltà, a permettere agli arroganti di farla impunemente da padroni e peggio di essere persino riveriti, incensati ed adorati, grazie appunto a chi piuttosto che esercitare la nobile professione del giornalista si è degradato a corifeo incessante ed incensante.

    maranimarcel@tiscali.it http://www.iltravaglio.it .

    Rispondi
  • 8. danielatuscano  |  22 marzo 2007 alle 17:04

    Eccome se l’ho notato, caro Massimo… 😡 come potrebbe essere altrimenti? E ti dirò di più: sono anche parecchio incavolata. Ma lo spiegherò meglio nel prossimo articolo. Aspetta, aspetta…

    Rispondi

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