CHI LA DURA LA VINCE – Giorgio Schultze: “C’è bisogno di concretezza”

21 marzo 2007 at 16:25 8 commenti

Si sono accorti che esistiamo. Dopo 20 anni di lotte, campagne, attività nei quartieri, nelle città, fra la gente, in Europa e in Africa, in Asia e nelle Americhe, televisioni, radio, grandi giornali hanno dovuto riconoscerlo: gli umanisti ci sono, e forse – ha suggerito “Il Messaggero” (che assieme a “L’Unità”, “Liberazione”, “Repubblica”, “Corriere della Sera”, “Il Manifesto” e tanti altri, ha raccontato la grandiosa manifestazione di sabato scorso a Roma http://www.partitoumanista.it/ ) in passato “sono stati sottovalutati”. E confessiamolo, a volte lo sconforto ha colpito anche noi, quando sembrava di battere la testa contro un muro. Un altro mondo non sembrava proprio possibile. Qualcosa di diverso dalla corsa al riarmo, dallo scontro di civiltà, dallo sfruttamento del pianeta, dallo sfregio della Costituzione, dai diritti civili costantemente vilipesi. Parlare di salute ed educazione per tutti ti bollava subito (e ti bolla ancor oggi) come pericoloso estremista. Dichiarare che i nostri soldati vanno in missione di pace, invece, era un discorso pragmatico e “moderato”.  

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  Umanisti manifestano per la pace, il 17 marzo 2007 a Roma. Sotto: Giorgio Schultze.

Sabato l’incantesimo, o meglio la grande bugia, si è rotto, o almeno è un po’ più difficile da credere. Perché – afferma Giorgio Schultze, portavoce del Movimento – siamo maratoneti. Questi anni di lavoro “dal basso” ci hanno permesso di stare a contatto con le esigenze profonde della popolazione. Di tastarne quasi il cuore. Di interpretarlo.

Di avvicinarci ad altri “sommersi” come noi. E di scoprire che siamo maggioranza, e non sperduti, anacronistici, vacui coltivatori di sogni. Siamo, al contrario, corpo e sangue.

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Sappiamo – ad esempio – che le necessità immediate non sono quelle millantate dai grandi organi di comunicazione di massa. Forse perché siamo persone, singole persone, diverse e unite nella loro ineffabile singolarità, e non massa.

“Si propaganda la volontà dell’Europa di promuovere la pace e il benessere tra i popoli – denuncia Schultze – ma nel frattempo, col pretesto della lotta al terrorismo, si moltiplicano gli atti di violenza, la strategia della guerra preventiva e una nuova corsa agli armamenti nucleari. Le dichiarazioni di Stati Uniti e Francia sulla possibilità di usare per primi la bomba atomica contro il terrorismo, le affermazioni del Giappone sulla possibilità di entrare nel mondo dell’atomica per scopi difensivi, l‘intenzione dell‘Iran e della Corea del Nord di proseguire nel loro programma nucleare, lasciano tutti sgomenti”.

L’Europa dei popoli, invece, chiede a gran voce la pace. Una pace che non è rinuncia o abdicazione, una pace che è forza, che rappresenta il vero spirito dei trattati del 1996, tutti regolarmente disattesi.

“Gli umanisti sono consapevoli della complessità e a volte delle difficoltà che s’incontrano di fronte a immigrati di differenti costumi o culture – prosegue Schultze – tuttavia la soluzione non può essere una chiusura miope e circoscritta nel proprio particulare, questa sì anacronistica, quand’anche si volesse attuarla, perché contrasta con l’elementare realtà. Per questo gli umanisti hanno aperto, da anni, i Centri delle Culture http://www.dialogo.org/ , strutture dove si promuove il dialogo tra le diverse culture attraverso incontri e ambiti di interscambio; dove i valori, le idee e le credenze delle persone si possano incontrare; non solo per far conoscere la propria cultura, le inquietudini e aspirazioni, ma anche per costruire un dialogo fra la grande varietà e ricchezza di modi di vivere e trovare così i punti in comune che, al di sopra di ogni differenza, noi crediamo si trovino nel cuore dei diversi popoli e individui”.

Si tratta di iniziare dalle piccole cose, dalle emergenze quotidiane. Aiutare nella ricerca di un medico o di un tetto, seguire corsi d’italiano, diffondere giornalini multietnici sono passi indispensabili per raggiungere lo scopo. “Al Sud è stato realizzato il primo asilo multiculturale – annuncia Giorgio – che ha destato l’attenzione persino del presidente Napolitano. L’intenzione sarebbe di portare quei bambini in Quirinale, a raccontare la loro bella esperienza. Non è utopia, sono fatti”.

Un’altra emergenza sono appunto loro, i bambini e i giovani: “Si parla tanto di Europa invecchiata, di mancanza di un futuro per le nuove generazioni, ma chi si preoccupa sinceramente della loro sorte? La colpa della ‘canizie europea’ è del relativismo e delle coppie di fatto, o dello sfruttamento, delle violenze e dell’indifferenza (proprio oggi si è saputo che in Medio Oriente bambini piccolissimi vengono utilizzati come “bombe umane” e immolati per la “causa” d’una guerra voluta dagli adulti, n.d.A.), in cui questa società abbandona i più giovani?”. 

Il Nostro punta il dito su certe istituzioni che, in accordo con medici e case farmaceutiche, cercano di spacciare la naturale vivacità infantile per una malattia, e un disagio per la carenza di strutture pubbliche o di affetto – alzi la mano chi dispone di spazi aggregativi, o semplici aree verdi, per i nostri ragazzi! – venga trasformato in problema giovanile.

E’ di questi giorni la notizia della somministrazione di psicofarmaci ai bambini considerati “iperattivi” (vedi commento n° 1): “Una vera e propria guerra chimica nei confronti dei nostri figli, il cui fine è la cancellazione del ‘diverso’ come nemico non omologabile, argomenta Schultze.

Un altro punto irrinunciabile del programma umanista è la salute per tutti e la tutela dell’ambiente, in particolare dell’acqua. “Il 22 marzo è la giornata mondiale dell’acqua. Noi riteniamo che, come bene comune, essa dev’essere gestita con solidarietà e con la partecipazione democratica di tutta la comunità”. La corsa alla privatizzazione preoccupa molto Giorgio: “Dieci società controllano il mercato mondiale dell’acqua, stimato in oltre un miliardo di dollari all’anno. Le strategie di marketing, attraverso insistenti e costose campagne pubblicitarie, cercano di indurre la gente a bere solo acqua minerale e bibite in bottiglia, screditando la qualità dell’acqua fornita dagli acquedotti pubblici”.

Il messaggio è: avrà accesso all’acqua solo chi paga. Il criterio di distribuzione non sarà la reale necessità delle persone, ma il meccanismo della domanda e dell’offerta di un sistema economico disumano.

“A ciò aggiungiamo che, a causa dell’inquinamento e dell’effetto serra, in Europa meridionale sta avanzando un forte processo di desertificazione. Si verificano inoltre notevoli sperperi nel prelievo, soprattutto a causa di una cattiva distribuzione. Non è certo impossibile invertire la tendenza, – conclude Schultze – purché non si perda ulteriore tempo, innanzi tutto bloccando la privatizzazione, usando le tecnologie per migliorare e non devastare l’ambiente, coinvolgendo le comunità locali nella gestione dell’acqua pubblica. Non dimentichiamo che le spese militari sono una delle prime cause del taglio all’accesso all’acqua potabile in varie parti del mondo.

Grazie per aver resistito, grazie ragazzi. Grazie, Giorgio, perché ci credi e ci crediamo ancora.

Daniela Tuscano (vedi anche: http://www.giorgioschultze.eu )

ULTIM’ORA.

Rahmatullah Hanefi: il comunicato di Emergency

Il 20 marzo all’alba agenti della sicurezza afgana hanno arrestato il manager dell’ospedale di Emergency a Lashkargah, Rahmatullah Hanefi. Rahmatullah ha la sola colpa di avere fatto tutto il possibile per salvare vite umane in immediato pericolo.
Emergency fa appello ai mezzi di informazione perché sostengano con forza la liberazione di Rahmatullah Hanefi, che ha contribuito in modo determinante al rilascio di Daniele Mastrogiacomo.

Emergency
 

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8 commenti Add your own

  • 1. daniele  |  21 marzo 2007 alle 17:35

    Campagna contro l’uso di psicofarmaci in età infantile

    L’associazione “La Tribù”- rete solidale di genitori- lancia una
    campagna di diffusione per informare le famiglie del pericolo dell’uso di psicofarmaci come il Ritalin (da poco re-immesso nel mercato) nei bambini “affetti” dalla cosiddetta sindrome ADHD una patologia inventata da una commissione internazionale.
    Utilizzando dei banalissimi test nelle scuole si cerca di etichettare bambini particolarmente vivaci o disattenti come malati mentali pronti ad essere curati con un farmaco, il Ritalin, che è un’anfetamina, da assuefazione e ha effetti collaterali gravissimi tra cui: arresto cardiaco, psicosi, allucinazioni, ecc.
    A causa delle pressione di case farmaceutiche come la Novartis
    (produttrice del farmaco) e la connivenza delle istituzioni che dovrebbero garantire la salute di tutti i cittadini (compresi i più piccoli) rischiamo di compromettere seriamente il futuro dei nostri figli.
    Il controllo e la manipolazione delle nuove generazioni toglie forza al cambiamento che tutti desideriamo profondamente.

    Per informazioni e contatti
    Daniele Quattrocchi 3393434850 daniele6766@yahoo.it
    http://www.nessunotocchipierino.it

    Rispondi
  • 2. sylvia  |  21 marzo 2007 alle 18:06

    Molto bello Dany!

    Bacioni *SYL*

    Rispondi
  • 3. l'umanista  |  21 marzo 2007 alle 18:41

    Ambiente: la solita finta preoccupazione
    21 Marzo 2007
    Unione Europea e fabbriche di automobili giocano a nascondino mentre i problemi ambientali diventano esplosivi

    “Non ci sono reali possibilità che l’industria automobilistica europea realizzi la strategia elaborata dalla Commissione Europea a febbraio, secondo la quale dal 2012 le nuove macchine utilitarie che entrano sul mercato europeo emetteranno al massimo 120 grammi d’ossido di carbonio al chilometro – ha dichiarato martedì scorso a Bruxelles l’amministratore delegato della Fiat – “la realizzazione degli obiettivi fissati provocherebbe il blocco delle vendite” – ha proseguito Sergio Marchionne al margine di un incontro dedicato alle prospettive dello sviluppo del settore automobilistico nei nuovi paesi membri UE.
    La strategia della Commissione Europea presentata a febbraio anticipa le soluzioni giuridiche concrete e ipotizza la riduzione delle emissioni dei motori ai 130 g/km. I rimanenti 10 grammi dovrebbero essere “risparmiati” grazie al perfezionamento di altre parti della macchina (gomme, climatizzazione a risparmio energetico) e all’uso più massiccio dei biocarburanti.
    Secondo Marchionne, a nome di tutto il settore automobilistico UE, é irreale ipotizzare il raggiungimento di questi obiettivi entro il 2012 . “Le fabbriche di automobili non sono delle panetterie, dove la produzione è giornaliera. I modelli delle macchine che saranno lanciati sul mercato nel 2012, sono già stati elaborati – ha detto – addebitare tutti i costi che comporterebbe la riduzione ai produttori delle macchine è ingiusto”
    L’amministratore delegato della Fiat ha aggiunto che l’imposizione delle modifiche tecnologiche dei motori è il modo più costoso di limitare l’emissione di CO2. “Nessun economista con un po’ di buon senso potrebbe ideare una cosa del genere” – si irritava durante la conferenza stampa.
    In un anno la strategia dell’Unione dovrebbe trasformarsi in proposte legislative, che – prima di entrare in vigore – dovranno essere approvate dai paesi membri e dal Parlamento Europeo. Solo allora la Commissione Europea potrà precisare le modalità di riduzione delle emissioni CO2 nei motori. Tra le opzioni ponderate c’è anche quella di fissare i limiti diversi secondo la grandezza del veicolo e la potenza del motore.
    Negli anni 1998-1999 l’industria automobilistica europea si è impegnata volontariamente di ridurre le emissioni CO2 di un quarto a cavallo egli anni 2008/09. Questo significherebbe l’emissione di 140 g/km. Sappiamo già che il ritmo dei cambiamenti tecnologici è troppo ridotto affinché i produttori possano raggiungere questo obiettivo. Al momento la media europea è 163 g/km.
    E intanto la natura se ne infischia delle strategie a lungo termine e ci rende pan per focaccia già ora.
    E non è questione di vendetta, ma di “naturale” autodifesa…

    Rispondi
  • 4. guido casiraghi  |  21 marzo 2007 alle 19:05

    Il 22 marzo e’ la “Giornata Mondiale dell’Acqua”:

    http://www.legambiente.com/documenti/2007/0302_giornataMondialeAcqua_2007/index.php

    Ciao, Guido

    Rispondi
  • 5. donatella  |  21 marzo 2007 alle 19:39

    Anche tu puoi essere un eroe: dichiaralo

    http://www.sositalia.it

    Rispondi
  • 6. gianluca tarasconi  |  21 marzo 2007 alle 22:31

    Da oltre 6 mesi nella ex caserma dei Carabinieri di Viale Forlanini si trovano 150 profughi con permesso umanitario, Eritrei ed Etiopi che fuggono da guerra e mancanza di democrazia.

    Vivono in tale area, assegnata loro dalle istituzioni, senza servizi igienici, riscaldamento, acqua corrente o elettricità.

    La disperazione è tale che domenica 11 uno di essi si è tolto la vita; molti altri invece sono malati, scoraggiati, depressi.

    Solo la buona volontà di alcune associazioni consente la distribuzione di qualche coperta, un tè caldo, dei maglioni. Manca ogni struttura.

    E’ stato dato loro un permesso di soggiorno come profughi e poi sono stati dimenticati. 150 persone. Hanno inoltrato ogni dove delle semplici richieste: un alloggio dignitoso, dei corsi di formazione per trovare un lavoro, rimanendo inascoltati.

    Per questo domenica 25 il coordinamento “città per tutti” sta organizzando un pranzo presso al caserma di via Forlanini, per non lasciare abbandonate queste 150 persone e per tenere vivi i riflettori su questo caso.

    Ti invitiamo a partecipare portando anche tu una sedia, un cestino da pic nic, e la voglia di conoscere persone così diverse ma così simili a noi

    info: 347 1498343
    lasvolta@hotmail.com

    Rispondi
  • 7. Marcello Marani  |  22 marzo 2007 alle 9:18

    Scrive Susan George, nel suo £”Un alro mondo è possibile se…”, che il fatto che pennivendoli della carta stampata e velinari dei tg e delle “disinformazie” non parlano di noi, non è perchè siamo una “maggioramnza silenziosa” ma solo una MAGGIORANZA SILENZIATA.
    Una maggioranza che non viene messa in condizione di farsi conoscere e quindi diventa inesistente o peggio, se si cade nelle provocazioni e si prende la strada della violenza per poter avere visibilità eccoli allora che ne parlano per additarci al pubblico ludibrio e spesso riusciamo ad ottenere l’effeto opposto di quanto ci proponiamo, come quando ad es. si bruciano bandiere statunitensi e siamo tout court etichettati per “antiamericani”, coin il negaticvo duplice risultato, come diceva nonna di prenderci botte in piazza e malparole su stampa e Tg.
    Ed il paradosso è che questa etichetta ce la danno i nipotini di chi a suo tempo dichiarò guerra al mondo, SUA compresi, ed oggi sono diventati schizofrenici, perchè rimpiangono da un lato Salò e dall’altro fanno i tappettini al Ranger texano, che sarebbe stato meglio per il mondo intero, avesse continuato sulla via dell’alcool e della droga.
    Sicuramente avrebbe fatto meno danni e provocato meno disastri e meno lutti, lui e tutta la sua banda del PNAC.
    E se la disinformazia è presente nei paesi anglosassoni, di forte vocazione democratica e liberale, figuriamoci nel Bel Paese dei Fede, Vespa, Belpietro, Feltri, Rossella,Pionati, Vigorelli,P G Battista, Gervasio, Ostellino, Panebianco, Ferarra, Polito, Del Noce, Socci, Marano, Moncalvo, Ferrari, Marzullo, che rappresentano solo la prua della corazzata Piotemkin della disinformazia, dove l’art. 21 sembra non esistere affatto.
    E a dare soccorso arrivano persino truppe cammellate, come i cosiddeti terzisti e pseudo moderati del centro e addirittura certi proteiformi personaggi persino del CS, come il Polito Margherito, detto anche il Baffino 2
    Perciò è necessario un severo e rigoroso mea culpa, per quanto il primo governo del Professore, non fece e precisamente le due cose indispensabili a garantire la democrazia proprio attraverso il diritto all’informazione:
    1°) La conferma della legge mi sembra del 1954 che stabiliva l’ineleggibilità per chi avesse concessioni governative di qualsiasi genere. A mo d’esempio, un operatore ecologico del Comune di Roma, per candidarsi alle elezioni ciroscriozionali, dovette mettersi in aspettativa per conflitto d’interessi.
    2°) Il riordino delle concessioni delle frequenze, allargando il mercato a più operatori, piuttosto che consolidare il duopolio che partito come Raiset, oggi sarebbe più giusto definire Mediarai, dato che le quinte colonne del Caimano di Lega ed An,occulte o palesi, continuano a farla da padroni e padrini, tanto che non si vede, a parte Santoro, vincitore di tutte le cause contro l’azienda, ancora il ritorno degli altri desaparedios, mentre l’insetto molesto continua imperrito ad imperversare, ed il peggio è che a presidente c’è l’imbelle Petruccioli, in letargo come presidente della CdV, che targato DS ed ex PCI si è dimostrato di fatto la quinta colonna del caimano, che non ha caso lo a voluto, cogliendo due piccioni con una fava, anzi con un Claudio, senza glaudio e meno spes.
    Infatti ha un uomo di sua assoluta fiducia al vertice e può dire che la sinistra ha la presidenza della Rai.
    E siccome al peggio non c’è mai fine, abbiamo gli stessi Morri a responsabili dell’informazione dei DS oltre al fatto che questo Governo non ha alcuna voglia di affrontare i problemi posti nel pogramma e per cui è riuscito a farsi eleggere, e tutte le assicurazioni sul riassetto dell’informazione ripetono quelle confessate da Violante alla Camera.
    Infatti considerando che tutto il CS, si è prodigato nell’assicurare urbi et orbi, che l’eventuale
    legge Gentiloni, non solo non sarebbe “punitiva” con il Caimano, ma che addirittura sarebbe concordata in forma bipartizan.
    Il che , tradotto fuori dal politichese, per le persone normali e non per le greggi della “ggente”, vorrebbe dire che forse faranno una legge contro i furti, senza però punire i ladri, che anzi saranno chiamati al tavolo delle decisioni, in modo che possano essere meglio tutelati e accontentati.
    Ed a conferma basta vdere la posizione del Governo in sede europea contro Europa 7 vittima della rapina subita per colpas di Rete 4.
    Rapina che la Gasparri ad onta dei molteplici pronunciamenti di Cassazione, Corte Costituzionale, ed Istituzioni Europee ha confermato e consolidato.
    Come uscirne?
    Bisogna creare un movimento di massa, che rivendichi il pluralismno dell’informazione, oltre che ai sensi dell’art. 21, che ne fissa i principi, anche ai sensi del 2° comma dell’art. 3 “rimuovendo gli ostacoli e dell’ 43, per ottenre gli striumenti atti a rendere effettivi i diritti sanciti, con lo Stato che si ripeìè+rende le frequenze e le riassegni in forma pluraòlista a Publi Compani, Coop o associazioni di spettatori ed utenti, perchè solo avendo le reti informative di proprietà sociale e gestiste da non privatistica di questo o quel padrone ma sociale, potremmo avere la certezza del pluralismo dell’informazione, che è alla radice della democrazia e delle libertà.
    Mi scuso per la lunghezza ma è un argomento che non si poteva liquidare con qualche battuta, perchè se non si risolve quanto prima possibile, è inutile piangere poi sul latte ancora una volta versato.
    Perchè se sbagliare è umano ripetere l’errore è bestiale, ma non possimo farci soverchie illusioni che si intervenga dall’alto, considerando che nessuno dei reponasbili del precedente disastro è stato mandato a meditare in convento e messo in condizione di non più nuocere, ma sono rimasti tutti abbarbicati alle poltrone peggio delle ostriche allo scoglio.
    E se una pseudo sinistra è composta da così tanti sinistri, meglio che vadano ad impiccarsi, perchè non staranno più nei posti di potere in mio nome, col mio voto, e col mio consenso.
    maranimarcel@tiscali.it http://www.iltravaglio.it

    Rispondi
  • 8. cecio  |  28 marzo 2007 alle 11:14

    brava Daniela! :*

    Rispondi

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