FELICE PASQUA

3 aprile 2007 at 9:30 16 commenti

Per alcuni giorni mi assenterò dal blog; porgo quindi in anticipo gli auguri a tutti i miei lettori/amici/curiosi ecc. ecc. e… ne approfitto per qualche info. 🙂La cartolina a lato ben rappresenta lo spirito del seguente messaggio degli Ecumenici www.ecumenici.altervista.org:

02/04/2007 Israele sarebbe pronto a intervenire a un summit dei leader arabi moderati, se venisse invitato dall’Arabia Saudita insieme al presidente dell’Autorità Palestinese. Lo ha dichiarato domenica sera il primo ministro israeliano Ehud Olmert incontrando il cancelliere tedesco Angela Merkel. “Desidero cogliere la presenza qui del presidente di turno della UE – ha aggiunto Olmert “per invitare a mia volta tutti i leader arabi, compreso il re saudita”. (Israele.net)  

Una speranza che non possiamo non far nostra.

Segnalo pure il sito (in costruzione) Human Development Onlus, del gruppo umanista milanese Color Porpora: www.humandevelopment.it . Tra le finalità, promuovere e sostenere attività di sviluppo in Paesi con grandi difficoltà economico-sociali. Fra i progetti più immediati le adozioni a distanza in Romania, Uganda e India (di cui parleremo prossimamente). Si trovano anche le istruzioni per destinare alla Onlus il 5 per mille. Il consiglio direttivo della diocesi di Bolzano (tel. 0472 852530) ha lanciato una petizione affinché il loro vescovo, mons. Wilhelm Egger, affidi a una donna l’incarico di direttrice dell’ufficio pastorale. “Le donne sono la maggioranza nella Chiesa – si afferma – e le loro competenze ed esperienze sono insufficientemente rappresentate soprattutto a livello direttivo. La nomina di una donna direttrice dell’ufficio pastorale sarebbe un segno importante ed un passo avanti necessario per la rivalutazione e parità di diritti delle donne nella Chiesa”.Non può stare vicino a Dio chi si sporca le mani con corruzioni e tangenti. L’ha ricordato il Papa nell’omelia della Domenica delle Palme. Finalmente, verrebbe da dire, e ci va pure bene che ricordi ai giovani che l’amore vero va costruito e non è soltanto passione di un momento. Sono messaggi alti, sui quali è necessario riflettere. Al tempo stesso merita lode il card. Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, per i suoi ripetuti appelli contro la camorra e la violenza, specialmente giovanile. Ma non possiamo tralasciare il monito del nostro Tettamanzi: il regno di Dio non è “politico” e nessuna morale può essere imposta con la forza. La maggior parte dei principi della Chiesa italiana condivide queste parole? Angelo, mio corrispondente, mi ricorda che domani cade il 39° anniversario della morte di Martin Luther King: “Era il 4 aprile 1968 quando quel cuore cessò di battere – scrive – ma siamo stati ricolmati anche noi da questo grande Amore, dalla sua forza creativa e travolgente, ferma nella non violenza, il potere della fede di un nostro fratello di colore, che ha affrontato la morte per amore della vita, perché ‘non c’è un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici’ (Giovanni 15, 13)”. Per non dimenticare la lezione di King rivolta a tutte le confessioni cristiane e, in genere, agli uomini di buona volontà 
la Chiesa evangelica metodista di Pescara (via Latina, 32) organizza un incontro dalle 16.30 in poi, intitolato Rev. Martin Luther King. Un cuore ricolmo di grazia, un’anima generata dall’amore. Ringrazio Angelo della notizia che a mia volta diffondo con vero piacere.
Naturalmente non dimentichiamo Rahmatullah Hanefi e Adjmal Nashkbandi, ancora nelle mani rispettivamente dei servizi segreti afghani e dei Taliban. E’ ancora possibile firmare l’appello di Emergency per il loro immediato rilascio al link http://www.emergency.it/appello/index.php?ln=It . Non lasciamoli soli.

Daniela Tuscano 

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Entry filed under: chi trova un amico..., dalla parte di lei, religioni e società, semi di speranza, strade umaniste.

CHE COPPIA!… SILENZIO, NON MUTISMO

16 commenti Add your own

  • 1. antsonweb  |  3 aprile 2007 alle 10:06

    Martin Luther King

    Martin Luther King, Jr. nacque ad Atlanta in Georgia il 15 gennaio 1929. Suo padre era un pastore della chiesa battista di Ebenezer Baptist Church mentre sua madre era una maestra. I genitori lo educarono cercando di fargli capire quanto fosse importante rispettare tutte le persone, in un periodo non certo facile, dove il padre lottava appunto per cercare di far cadere le barriere razziali che dividevano i neri dai bianchi.

    Crescendo, M.L. King si accorgeva sempre più che le persone che lo circondavano non seguivano i principi che gli erano stati insegnati. Si accorse che le persone nere e quelle bianche erano trattate in maniera differente. Lui e i suoi amici bianchi non potevano bere dalla stessa fontana e non potevano nemmeno utilizzare lo stesso bagno. Fin da piccolo era stato abituato a giocare con i bambini del quartiere e il suo miglior amico era un bimbo bianco, ma quando iniziò le scuole elementari, le cose cambiarono. Fu escluso da tutti i giochi dei suoi amici vicini di casa bianchi e, addirittura, questi ebbero il severo divieto di parlare con lui. Per il piccolo Martin Luther questo fu un duro colpo e a nulla servirono le spiegazioni della madre su cosa significasse essere nero in America. Per lui era inconcepibile che ci fosse quella differenza, per quale motivo? Cosa c’era di diverso da un bambino bianco e uno nero? Perchè i neri venivano trattati così male?

    Quando fu pronto per andare al college, Martin Luther decise di seguire il padre e divenne anche lui pastore battista, decise così di frequantare il seminario di Crozer Theological in Pennsylvania. Fu proprio lì che conobbe Coretta Scott, una ragazza che studiava canto per diventare soprano, e che, come lui, aveva interesse a fare qualcosa di serio per la gente della sua stessa razza. I due si innamorarono e nel 1953 si sposarono nella città natale di Coretta a Marion, in seguito si trasferirono a Montgomery in Alabama dove era maggiore l’intolleranza razziale.

    Nel 1954 si laureò e accettò di lavorare come pastore della chiesa battista di Dexter Avenue a Montgomery in Alabama. Da questo momento in poi Martin Luther King, Jr. divenne “Dr. King”. La lotta di Martin Luther King per i diritti civili iniziò con un fatto apparentemente banale: l’arresto il 1° dicembre del 1955 di Rosa Parks, un’operaia afro-americana, che al ritorno dal lavoro in autobus, si sedette in un posto riservato ai bianchi dato che quelli per i neri erano tutti occupati. Subito le fu imposto di alzarsi, ma lei si rifiutò perchè era molto stanca. Fu chiamata la polizia che la arrestò per essersi seduta su un posto riservato ai bianchi.

    Questo fatto fece scattare in Martin Luther King l’idea di una protesta. Convocò infatti i capi delle comunità afro-americane che oramai erano stanchi di subire questi soprusi e insieme decisero di boicottare la compagnia degli autobus: nessun nero sarebbe più salito su un autobus fino a quando non fossero stati tolti i sedili riservati ai soli bianchi e ai soli neri. Alla protesta aderirono anche i bianchi e per giorni gli autobus viaggiarono completamente vuoti. Le autorità non credevano ai loro occhi e non trovando una soluzione decisero di denunciare Martin Luther King per aver danneggiato l’azienda. Ma quando stava per avere inizio il processo, dopo 381 giorni di protesta, la Corte Suprema degli Stati Uniti dichiarò illegale quello che veniva fatto nello Stato e la suddivisione razziale all’interno degli autobus fu abolita.

    L’enorme vittoria riportata presentava però anche un rovescio della medaglia; delle persone contrarie alle sue azioni fecero espolodere davanti alla sua casa una carica di dinamite, fu spesso picchiato e arrestato per le sue manifestazioni di pace. Iniziò così il suo movimento a favore dei diritti umani tanto che nel settembre del 1957 il congresso degli Stati Uniti creò la Commissione per i Diritti Civili e la Divisione per i Diritti Civili del dipartimento della giustizia, un corpo ufficiale che doveva investigare sulle irregolarità. Nel 1959 i signori King si recarono in India dove incontrarono il Mahatma Ghandi, e il Dr King si impegnò nello studio dell’applicazione della lotta non violenta. Nell’agosto del 1963, a Washington, il Dr. King fu a capo di un’enorme manifestazione contro i soprusi razziali pronunciando il discorso che entrò nella storia: “I have a dream”, io ho un sogno, dove univa i criteri della non violenza ai principi cristiani.
    Nell’anno seguente, 1964, gli fu assegnato il premio Nobel per la pace e fu ricevuto in Vaticano da Papa Paolo VI.

    Nell’aprile del 1968, a Memphis Tennessee, per aiutare degli spazzini sia bianchi che neri che erano in sciopero, mentre si fermava a parlare con i suoi collaboratori sul balcone della sua stanza d’albergo, vennero sparati dei colpi di pistola dall’edifcio di fronte. Il corpo di Martin Luther King cadde riverso sulla ringhiera. Erano le ore 19 del 4 aprile 1968.

    I funerali, ai quali parteciparono migliaia di persone, si svolsero pochi giorni dopo ad Atlanta, sua città natale.
    La persona che lo uccise, James Earl Ray, fu arrestato a Londra circa due mesi dopo. Fu processato e condannato a novantanove anni di reclusione, ma riuscì ad evadere dopo pochi anni. Catturato e arrestato nuovamente, rivelò di non essere stato lui ad uccidere Martin Luther King ma di conoscerne il nome. Purtroppo non potè mai rivelare quel nome perchè venne ucciso a coltellate nella sua cella la notte stessa.
    Ancora oggi il mistero sulla morte di Martin Luther King rimane insoluto, sta di fatto che ogni anno negli Stati Uniti si ricorda quest’uomo, simbolo dell’uguaglianza incontrastata di tutti gli uomini.

    biografia tratta da http://www.nyc-site.com

    Rispondi
  • 2. pibua  |  3 aprile 2007 alle 13:02

    Buona Pasqua 😉

    Rispondi
  • 3. andrea  |  3 aprile 2007 alle 14:51

    Buona Pasqua anche a te cara Dani!

    Rispondi
  • 4. iperio  |  3 aprile 2007 alle 17:50

    Tanti affettuosi auguri anche a te!
    R

    Rispondi
  • 5. donatella  |  3 aprile 2007 alle 18:57

    Buona Pasqua !!!

    divertiti Daniela! abbraccio con tanta forza

    Rispondi
  • 6. Marcello Marani  |  4 aprile 2007 alle 18:01

    Grazie degli auguri che contraccambio, aggiungendo anche la curiosità per i riusultati “Se la gfemminilità fosse..” ed il successivo al maschile.

    Rispondi
  • 7. danielebausi  |  6 aprile 2007 alle 10:41

    Ci sarebbero tante cose da dire ma purtroppo, o forse bene, sono pieno di lavoro e mi manca il tempo per scrivere.
    Voglio solo augurare con tutto il cuore a te Daniela e a tutti i tuoi lettori BUONA PASQUA!!!!
    Baci
    D

    Rispondi
  • 8. ernesto  |  6 aprile 2007 alle 11:02

    auguri Dani, anche se con un (be po’) di tristezza per quel ragazzo suicida a 16 anni che i compagni “accusavano” di essere gay… nell’indifferenza degli insegnanti… che orrore :,-(

    Rispondi
  • 9. cogi  |  6 aprile 2007 alle 11:26

    Mai come quest’anno, il venerdì santo acquista un sapore
    maggiormente amaro: è appena morto un cristo linciato dalla
    malvagità degli uomini e del sinedrio romano!

    Preghiera per chi soffre

    O Dio, provvido rifugio dei sofferenti,
    ascolta la preghiera che ti rivolgiamo
    per coloro che soffrono. Rasserena e
    conforta i malati e gli infermi,
    i vecchi e i moribondi. Dona a coloro
    che li curano scienza e pazienza,
    amabilità e compassione. Ispira ad essi
    i gesti che diano sollievo, le parole
    che illuminano e l’amore che conforta.
    Ti raccomandiamo i cuori scoraggiati,
    in rivolta, lacerati dalla tentazione,
    tormentati dalla passione, feriti o
    profanati dalla malvagità degli uomini.
    Poni dentro di noi, Signore, il tuo Spirito
    d’amore, di comprensione e di sacrificio,
    perché portiamo un aiuto efficace a
    quelli che troviamo sul nostro cammino
    sofferenti. Aiutaci a rispondere alla
    loro invocazione: essa è la Tua.

    Amen

    Rispondi
  • 10. gruppo kairos  |  7 aprile 2007 alle 10:11

    Carissimi,
    è iniziato il conto alla rovescia per la Pasqua, tra gente che parte e gente che arriva… tra lavande dei piedi e vescovi che pontificano. ..

    Ma le ultime polemiche ecclesiastiche hanno molto colpito noi del gruppo Kairos di Firenze e la morte del ragazzo di torino, per le angherie “omofobiche” di cui era oggetto, ci ha molto avviliti, ecco perché abbiamo deciso di far sentire la nostra piccola voce con dignità, fermezza e carità cristiana 🙂 ….

    ecco perché il gruppo Kairos darà vita a firenze ad una veglia interreligiosa per le vittime dell’omofobia il 28 giugno 2007
    Sarà una veglia pubblica che vorrà ricordare alla gerarchia e a chi ci sta intorno che certe parole, purtroppo, sono pietre e ancora oggi uccidono….
    Abbiamo scelto il 28 giugno perché è il giorno della rivolta omosessuale di “Stonewall” ed è considerato da un punto di vista simbolico il momento di nascita del movimento di liberazione gay moderno in tutto il mondo.

    E se volete saremmo felici se quella sera ogni gruppo credente vorrà essere presente (di persona o con un messaggio) con noi segnalandoci quelle persone che conoscete, di cui avete raccolto la storia o di cui avete letto che sono state vittime dell’omofobia …….

    Un abbraccio e … buona pasqua…

    Innocenzo
    del Gruppo Kairos

    ———— ——— ——— ——— ——— ——— –
    Gruppo Kairos – Cristiani e cristiane omosessuali di Firenze
    Web: http://www.kairosfirenze.it
    Blog: http://kairosfirenze.splinder.com
    Email: kairosfirenze@yahoo.itkairosfirenze@gmail.com

    Rispondi
  • 11. eve  |  7 aprile 2007 alle 10:13

    Ricevo e rimando con un augurio di pace a tutti/e
    evelina

    Caro Gesù Bambino,
    così tutti i bimbi buoni a Natale iniziano le loro
    letterine che poi mandano a te. Siccome sono un po’
    cresciutello mi permetto, scusa l’ardire, di cambiare
    la tradizione. E allora, permettimi, di inviarti una
    letterina, non a Natale, ma a Pasqua. Non a Gesù
    Bambino, ma a Gesù Crocifisso. Una lettera non al
    bambino paffutello nato in una grotta, ma all’uomo
    condannato a morte dal Sinedrio. Fra pochi giorni
    Pasqua. Immagino tu già lo sappia. Il giorno in cui i
    bravi cristiani (quelli che applaudono il Papa nei suoi
    discorsi pubblici, che stanno nelle prime fila in
    chiesa la domenica mattina) si ritrovano tutti insieme
    a festeggiarti. Ma, scusa ancora l’ardire, posso
    chiederti una domanda? Ma tu con questa festa che
    c’entri? Ma sei così sicuro sia la tua festa? Cioè ma
    ti rendi conto di quel che ogni anno combini? Come fai
    a presentarti? La Pasqua la festeggiano nel caldo
    delle case tra agnello e cioccolata, seduti su tavole
    imbandite in case calde e comode. Tu sei nato al
    freddo e al gelo come un barbone qualsiasi. Ma i
    barboni puzzano, danno fastidio, chiedono sempre
    l’elemosina e non lavorano mai. Che orrore per la
    gente benestante! Tu sei stato condannato, incatenato,
    hai conosciuto il buio delle carceri. E poi, ma lo
    ricordi che t’hanno condannato a morte? Ma lo sai che
    l’anno scorso, di questi tempi, un signore distinto,
    che la Pasqua sarà tra i primi a festeggiarla, ha
    detto che “se non fosse cristiano sarebbe favorevole
    alla pena di morte”? E che tanti, tantissimi bravi
    cristiani, sono d’accordo con lui?
    E allora tu, nato senzatetto, condannato e a morte,
    dove vai? Dov’è il tuo posto? Ma sei sicuro che ci
    sia?
    Ma forse tutte queste domande le sai già e sai anche
    le risposte. Sai benissimo cosa accadrà, quanto la
    Pasqua dell’Agnello avrà solo il sangue che scorrerà
    sulle tavole imbandite e nelle località del turismo di
    lusso. Sai benissimo che oggi non c’è posto per i
    condannati a morte che la vita non sanno più cosa sia,
    non c’è posto per i più poveri tra i poveri.
    E le domande vere non dovresti portele tu, ma proprio loro.
    Pronti a lodarti con le labbra, ma il cuore lontano da te.
    E allora auguri fratello, sorella che vivi nel freddo di una stazione,
    sotto una coperta di cartone. E buona Pasqua anche a
    te, che in qualche parte nel mondo conti le ore, i
    giorni che mancano alla tua esecuzione. Vostra è la
    Pasqua di Risurrezione, non di altri. Non è Pasqua
    sulle tavole imbandite. Perché “Non è piuttosto questo il
    digiuno che voglio: sciogliere le catene inique,
    togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli
    oppressi e spezzare ogni giogo?”(Isaia)

    Rispondi
  • 12. communitas2002  |  7 aprile 2007 alle 11:28

    MARCIA CONTRO LA PENA DI MORTE

    Communitas 2002 aderisce alla Marcia Contro la Pena di Morte augurandosi che l’Assemblea Generale dell’ONU faccia propria la proposta di moratoria delle esecuzioni capitali.

    Invitiamo tutte le persone che possono ritrovarsi a Roma in piazza del Campidoglio per il raduno alle 9.30 della mattina di Pasqua ad riunirsi per questo alto obiettivo.

    Communitas 2002

    6 Aprile 2007

    Rispondi
  • 13. giovanni  |  7 aprile 2007 alle 11:57

    cara daniela,

    solo una carezza per toglierti ogni amarezza… ogni
    albero si riconosce dai frutti! guarda i frutti che hai
    maturato fino ad oggi…guarda tutto ciò che è cresciuto
    di positivo tra noi e in mezzo a tutti coloro accanto ai
    quali ti batti per giuste cause. e sorridi…

    un bacio forte, forte e…avanti!! !

    grazie per quello che sei e per ciò che fai.

    giovanni.

    Rispondi
  • 14. samuelesiani  |  7 aprile 2007 alle 14:08

    M
    I giornali ti hanno chiamato con così tanti nomi… Io ti chiamerò semplicemente M, se non ti spiace: M, come il mostro di Dusseldorf, un vero mostro quello, ma anche lui marchiato come te, ancor più in questi giorni dagli stolti opinionisti, dai cronisti e dalle palombelle.

    Quando ho saputo del tuo gesto, a caldo, avrei voluto correre in giro per la nostra Torino e riempire i muri, tutti i muri con delle vergogne. Ne avrei avuto per tutti. Che se avessero dovuto mettere la scorta ad ognuno, non ci sarebbero state più guardie per picchiare allo stadio.

    Poi ho riflettuto. E ho iniziato a pensare a te, in quanto a vittima, piuttosto che agli altri: i ragazzi della scuola, i politici sguaiati, i genitori e tutti quelli che non hanno saputo ascoltare il tuo vero e profondo disagio. E che comunque vengono dopo.

    Ecco allora che ti scrivo queste silenziose parole e spero non ti sfuggano fra i rumori di grancassa. Mi spiace perderti così, in quella solitudine. Vorrei dirti quello che avrei detto ad un nipote, o cugino o amico: di avere coraggio, che il mondo fuori è un cesso ma che ci sono anche cose belle. E che valgono gli sforzi.

    Vorrei dirti che i nostri politici e i cardinali sono dei mezzi cialtroni e che non ci si deve chiudere per così poco. Vorrei dirti di tenere duro e raccontarti che nei lager sono entrati anche handicappati, froci, zingari e dissidenti politici. Che chi è tornato era, ed è ancora oggi, ancora solo un handicappato, un frocio, uno zingaro, un dissidente. E che per questo, c’è ancora tanto da lottare.

    Ti avrei detto di non dar retta a tua madre (che in TV oggi racconta che ti rincuorava dicendo che tu eri normale). Non ascoltarla, M, perché in quel termine, normale, non c’è posto – non tanto una diversa eventuale attrazione affettiva (e chi se ne frega) – per i talenti e magari anche il genio! e la sensibilità vera di chi vede realmente il mondo e che nulla ha a che spartire con le facili lacrimucce.

    Se per normale, tua madre intendeva i ragazzetti ignoranti della scuola, i loro genitori strafottenti, gli insegnanti sordi, gli attuali mediocri politici… per forza che ci si possa sentire emarginato in quella melma! Ancor più a sedici anni. Ma in quella melma, ti saresti accorto che vivono dei bellissimi fiori che vale la pena sfiorare. Col tempo avresti imparato a vederli. Quanta fretta, M!

    Rispondi
  • 15. anna  |  9 aprile 2007 alle 7:59

    Lunedì 9 Aprile 2007

    Vangelo Mt 28, 8-15
    Andate ad annunziare ai miei fratelli che vadano in Galilea e là mi vedranno.
    Dal Vangelo secondo Matteo

    In quel tempo, abbandonato in fretta il sepolcro, con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annunzio ai suoi discepoli. Ed ecco Gesù venne loro incontro dicendo: «Salute a voi». Ed esse, avvicinatesi, gli presero i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunziare ai miei fratelli che vadano in Galilea e là mi vedranno».
    Mentre esse erano per via, alcuni della guardia giunsero in città e annunziarono ai sommi sacerdoti quanto era accaduto. Questi si riunirono allora con gli anziani e deliberarono di dare una buona somma di denaro ai soldati dicendo: «Dichiarate: i suoi discepoli sono venuti di notte e l’hanno rubato, mentre noi dormivamo. E se mai la cosa verrà all’orecchio del governatore noi lo persuaderemo e vi libereremo da ogni noia».
    Quelli, preso il denaro, fecero secondo le istruzioni ricevute. Così questa diceria si è divulgata fra i Giudei fino ad oggi.

    ____________ _________ ______

    La questione del “corpo” è l’elemento su cui si gioca tanto del pensiero teologico. La reazione del Sinedrio è quella di puntare sulla sparizione del corpo ad opera dei discepoli stessi, così come spesso lo stesso cristianesimo punta sulla dimensione corporale.

    La resurrezione è cosa se non la continuazione dell’opera di dio nella storia?

    Il si di dio al ministero di Gesù è quindi rimarcata, quel ministero che è il ministero del Cristo alla gloria di dio

    Rispondi
  • 16. Paola Dall'Orto  |  19 aprile 2007 alle 21:09

    Rispettiamolo almeno ora…..

    Ancora una volta il più debole viene calpestato e deriso attraverso il disconoscimento dei suoi vissuti, del suo stare male, del suo bisogno di aiuto, annunciato anche palesemente, da parte di chi gli stava intorno, insensibile, beatamente insensibile, mentre la morte era già dentro di lui.

    Come è possibile mettere disonestamente a tacere tutte le voci che, troppo tardi, hanno invece onestamente riconosciuto le proprie e le altrui colpe che tanto hanno pesato sulla sensibilità di Matteo? Come può un dirigente scolastico tirasi fuori da una simile tragedia con una lettera mielosa, autoassolutoria e irrealistica, senza temere di perdere in dignità di fronte ai suoi alunni e agli insegnanti della sua scuola, incapace di riconoscere, non dico la propria colpa per un suicidio che potrebbe gravare con pesanti sensi di colpa sulle sue spalle, ma che in un dato momento qualcosa non ha funzionato e che l’ipocrisia e il nascondimento della verità non producono altro che ulteriore ipocrisia e dolore, senza di contro prendere i dovuti provvedimenti.. Dolore per la famiglia, in particolare per la madre, che ha saputo dire parole bellissime, senza acrimonia, pur nella delusione di non vedere riconosciute nemmeno le sue parole e la sua testimonianza, proprio lei che tanto lo amava e gli stava vicino! Ha diritto almeno alla giustizia!

    Purtroppo si sono schierati dalla sua parte anche il direttore dell’Ufficio scolastico Regionale , il responsabile degli Ispettori ministeriali, con la negazione di un qualsiasi episodio di bullismo: si metterà tutto a tacere, ma quanto questo silenzio peserà sugli altri milioni e milioni di Matteo che esistono al mondo?

    Riflettiamoci bene e prendiamoci finalmente in carico le loro sofferenze, soprattutto non mettendo a tacere con arroganza e leggerezza una simile tragedia: ci serva di monito e partiamo dall’educazione, prima in ambito familiare e poi nelle scuole, verso il rispetto delle diversità.

    Paola Dall’Orto

    presidente AGEDO nazionale (Associazione di amici e genitori di omosessuali) e di Verbania

    Rispondi

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