IL DOVERE DI SPERARE – Conclusa a Corleone la “tre giorni” antimafia. Con l’inaugurazione della piazza “11 aprile”

11 aprile 2007 at 8:01 3 commenti

Da un anno, Bernardo Provenzano è in carcere. Da un anno, il boss non ha più la cittadinanza corleonese. Da un anno, Corleone è libera da lui. Ed è giusto festeggiare. E’ una bella notizia.

E’ bella anche perché di mafia, in Italia, non si parla più. Viene da chiedersi se per caso sia sparita, o da sospettare che, forse, non la si ritiene più così importante. Perdonate il pessimismo ma propendo per la seconda ipotesi.

Non mi fermo al pessimismo, comunque. Non posso e non devo. Che con l’arresto di Provenzano la partita non sia chiusa, lo sappiamo (dovremmo saperlo) tutti. Ma la vita è dinamismo, mobilità, coraggio, impegno. L’Italia non è I Soprano per cui tanto sbavano gli statunitensi. E se molti giovani corleonesi pensano ancora al boss come a una leggenda (come da reportage su La7 di ieri sera), oggi sappiamo (dovremmo sapere) un po’ di più che non soffrono di alcuna malattia congenita. Manca loro qualcosa: lo Stato. Dove lo Stato non c’è s’intitolava significativamente un volume pubblicato dallo scrittore marocchino Tahar Ben Jelloun una ventina d’anni fa. E quel non-luogo era il nostro Sud. In qualche modo il nostro Iraq, il nostro Afghanistan.

Oggi s’inaugura la piazza 11 aprile. E’ una bella, radiosa giornata. Qualche chilometro più a Nord, nella terra che fu dei miei antenati, tanti ragazzi, molti di più di quelli per cui Provenzano è leggenda, sfilano e sfidano con una provocazione potente: Ammazzateci tutti. Cercano quello Stato che non può continuare a non esserci.

E’ una giornata di incerto sole, tra mille nubi che si addensano all’orizzonte. Uno squarcio di luce. Una fiammella che fumiga. Non permettiamo si spenga, soprattutto nella nostra mente.

Daniela Tuscano (vedi anche: https://danielatuscano.wordpress.com/2007/03/21/in-calabria-domani-facciamo-sorgere-il-bene-contro-le-mafie/, http://www.ammazzatecitutti.org/)

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RAHMATULLAH LIBERO http://www.emergency.it/appello/index.php?ln=It 

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SILENZIO, NON MUTISMO PRIMO LEVI, L’UOMO DELLE SCALE

3 commenti Add your own

  • 1. andrea  |  12 aprile 2007 alle 7:24

    meno male che almeno sui blog ogni tanto ne parliamo… per carità, capisco la tragedia dell’afganistan, dell’iraq… ma in Italia la mafia non è peggiore… Ieri accendo la tv e su cosa stanno azzannandosi i nostri parlamentari? sul PARTITO DEMOCRATICO… ma siamo matti???????……….

    la verità è che quando un problema è serio si preferisce aggirarlo… un abbraccio e un “forza” a quei ragazzi che noi gente del nord possiamo forse capire poco, o non con la dovuta attenzione…

    Rispondi
  • 2. donatella  |  12 aprile 2007 alle 17:01

    UOMINI

    Uomini amati per i loro favori..
    Uomini ascoltati solo per far credere…
    Uomini servi della falsa Libertà.

    ….Uomini, costretti ad stare Uniti fra loro
    solo con una pistola in mano!

    Uomini, raccogliete la mente, l’ anima ..
    …ma ne vale la pena…. venderSi così!

    Rispondi
  • 3. Alessio Di Florio  |  26 aprile 2007 alle 20:09

    Cassibile: riprende anche quest’anno la vergogna del caporalato e delle provocazioni razziste

    Anche se in ritardo rispetto agli anni scorsi, sta iniziando nel siracusano la campagna per la raccolta delle patate da parte dei migranti stagionali.

    L’anno scorso la stagione si era chiusa con l’impegno da parte delle istituzioni a prevenire il concentramento di migranti a Cassibile favorendo altri punti di raccolta a Lentini e Rosolini; invece quest’anno dopo mesi d’inutili chiacchere concertative la Prefettura di Siracusa ha fatto allestire una tendopoli alla Croce Rossa ( con una capienza massima di 120/130 posti letto e senza un ambulatorio funzionante) , grazie al contributo di 100.000 euro del ministero degli interni e 30.000 euro del ministero alla solidarietà sociale. Una scelta del genere ci sembra la peggiore possibile:

    —i migranti in questa stagione arrivano a superare facilmente le 500 presenze (altri anni sono arrivati a 1.000)

    —la distinzione fra migranti regolari ed irregolari favorisce la criminalizzazione di chi non ha il maledetto permesso di soggiorno, ma non può rinunziare al proprio di diritto a sopravvivere, anche in condizioni neoschiaviste di sfruttamento ed in condizioni abitative peggiori dell’anno scorso, quando Medici Senza Frontiere provvidero a costruire docce e latrine ed a fornire assistenza medica e legale

    —le forze dell’ordine eseguono “brillanti” operazioni di polizia facendo retate fra i migranti alla caccia dei famigerati “irregolari” , emettendo decine di fogli d’espulsione e deportando nei Cpt, chi aveva già avuto l’espulsione

    —quasi tutti i mezzi di comunicazione, soprattutto “La Sicilia”, stanno contribuendo ad allarmare la popolazione cassibilese, già opportunamente aizzata dalle destre locali, sulla prossima “invasione” di migranti

    —abbiamo già sentito alcune testimonianze riguardanti suppellettili bruciate e ronde di teppisti locali, che hanno lanciato bottiglie addosso ai migranti e qualcuno è stato anche bastonato;anche nel siracusano si ripete la vergogna della “caccia al nero” , come già avvenuto nei mesi scorsi a Rosarno(Rc)

    —le organizzazioni sindacali, nonostante abbiano sottoscritto un protocollo d’intesa (molto impegnativo a parole) tra Prefettura, Provincia, Comune ed organizzazioni datoriali di categoria (Cia, Confagricoltura, Federcoltivatori e Coldiretti), proseguono la loro pluriennale latitanza nella difesa dei diritti dei lavoratori migranti, come se un migrante, solo perché “irregolare” (grazie alle attuali leggi razziste) non sia più detentore di diritti esigibili in quanto lavoratore.

    —buona parte dei proprietari dei terreni, continuano, nonostante gli aumentati controlli , ed evitare l’assunzione ed il dovuto versamento dei contributi ai migranti, anche quelli “regolari”, che avranno così notevoli difficoltà a rinnovare il permesso di soggiorno.

    Giovedì 26 alle 20 a Cassibile si terrà un Consiglio di quartiere sul tema degli “extracomunitari irregolari”, saremo presenti per impedire che continui la persecuzione delle vittime del caporalato e denunciare le responsabilità e le complicità di chi si arricchisce sul lavoro nero e dopo cavalca le ondate xenofobe contro i migranti.

    Rete Antirazzista Siciliana

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