IL SORRISO DEI BAMBINI

22 aprile 2007 at 10:22 17 commenti

Il Dio biblico, presentato da certa pubblicistica come un giudice severo, mostra invece spesso una sollecitudine squisitamente materna – e pazienza se all’attuale Papa dà fastidio – verso le debolezze umane e gli individui che, al tempo degli antichi Ebrei, non godevano di alcun diritto: gli orfani e le vedove, dei quali egli si professa “difensore”. Gesù amplia il concetto, giungendo ad affermare che solo chi avrà il cuore puro come quello di un bambino potrà entrare nel Regno del Padre suo.

Sono trascorsi millenni e non sembra che tali messaggi, così semplici e al tempo stesso dirompenti, siano stati accolti. Fino a poco tempo fa, nei documenti delle Nazioni Unite, il bambino era definito “speranza d’uomo”: espressione che, di là da ogni enfasi, significava semplicemente che, in attesa di diventare uomo, nel frattempo il bimbo non era nulla. Da poco si è giunti a redigere
la Carta dei Diritti del Bambino, riconoscendo a quest’ultimo la dignità di persona completa. Eppure nel mondo attuale le esigenze del fanciullo, talora la sua stessa esistenza, vengono ignorate quando non considerate inutili e fastidiose. Le prime vittime di fame, guerre, mutilazioni, violenze e discriminazioni sessuali che insanguinano il Sud del pianeta sono i bambini; e quando parliamo di violenze non pensiamo semplicemente alle turpitudini dei pedofili, per quanto gravissime, ma anche a quegli adulti, altrettanto criminali, che educano i fanciulli al gusto del sangue: mandandoli a combattere, costringendoli ad assistere al martirio dei genitori (è il caso del tamburino afghano, ricordato ieri), oppure – ed è notizia attualissima – ad eseguire essi stessi sentenze di morte. In un video attualmente in circolazione, un ragazzino sgozza una “spia” nel tripudio infernale che sfregia in eterno la sua innocenza perduta. Nell’opulento Nord, in una società che esalta il giovanilismo a ogni costo ed espone nei manifesti pubblicitari pupi obesi e sazi, si procrea sempre meno; si costruiscono fungaie di condomìni senza un minimo di ritaglio di verde per far giocare i bambini fra loro; genitori sempre più stanchi e annoiati preferiscono affidare la prole alle dubbie cure di una matrigna tanto simile a una scatola colorata, che diffonde immagini crude e volgari. Le società dell’avere (e del non-avere), che ricercano un benessere meramente istintuale, immediato, deificato e paiono puntare sulla concretezza, vivono al contrario nell’irrealtà, poiché hanno cancellato i momenti supremi che dànno un senso all’esistenza umana: la nascita e la morte (e, con esse, i soggetti che maggiormente le incarnano, i bambini appunto, e gli anziani). Al Sud la vita nascente è abortita, troncata, affamata; al Nord è temuta. Il futuro spaventa: meglio rinchiudersi nelle proprie false certezze. È più prudente non accettare la sfida del domani, il sacrificio della crescita; è più comodo e meno rischioso restare tranquilli nel bozzolo delle nostre tiepide, e sempre meno accoglienti case.

Daniela Tuscano

ULTIM’ORA. VIOLENZA A RIGNANO FLAMINIO, I FATTI ERANO NOTI. Dal blog di Massimiliano Frassi www.massimilianofrassi.splinder.com:

RIGNANO FLAMINIO, IL DOSSIER DELLE MADRI

A CURA DEL COORDINATORE RICERCHE E DEI GENITORI DI RIGNANO.

Non lo commento. Riscontro solo che oggi i pedofili che ben conosciamo ed i loro sostenitori sono entrati decine di volte per cercarlo (strano dato che sono fatti che conoscono e praticano) ed ora saranno accontentati. Io l’avrei intitolato in un altro modo: CRONACA DI UNA MORTE ANNUNCIATA.

Mi astengo da commentarlo, perchè è chiarissimo.

Un solo abbraccio, forte, fortissimo, a tutti i genitori ed ai loro bimbi. Non mollate! Mai!

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DOSSIER:

22 Novembre 2006 dal quotidiano “Il Manifesto”

Pedofilia, indagate tre maestre

Rignano Flaminio: Violenze in una scuola materna alle porte di Roma.

Di Eleonora Martini

“Rignano Flaminio, pochi chilometri da Roma, ottomila abitanti e una scuola materna, la «Olga Rovere». Il paese sarebbe stato teatro di orrori talmente indicibili da rendere ormai l’aria irrespirabile. Violenze perpetrate e a lungo taciute sugli alunni della scuola: qualcuno, con la complicità di tre maestre e una bidella, per mesi avrebbe prelevato durante l’orario scolastico bambini di 3 e 4 anni per portarli in case private dove sarebbero stati vittime di abusi sessuali. Probabilmente filmati, forse anche dopo aver drogato le piccole vittime.”

Dal blitz del 12 ottobre 2006 ad opera dei Carabinieri della Compagnia di Bracciano e dei Ris, almeno 80 bambini che frequentavano o avevano frequentato la scuola materna in questi ultimi anni, sono stati sottoposti ad accertamenti. Una parte dei loro genitori ha già sporto denuncia, l’altra è tuttora in attesa dei referti.

ANDREA: Un pozzo buio. Tu che cadi. Ci sei dentro e continui il volo verso il nulla. Non c’è appiglio e nemmeno il conforto di sapere che fra un po’  tutto finirà perché ti schianterai.. NON PUOI PIANGERE, NON PUOI GRIDARE, perché DEVI DARE CONFORTO e sicurezza a chi è indifeso.

Così mi sono sentito dopo il 12 ottobre.

“Il Manifesto” del 22 novembre 2006: «Mia figlia di 4 anni aveva sempre i genitali arrossati, tagliuzzati e non capivamo cosa fosse – racconta un padre – e ci raccontava di posti che aveva visto durante la giornata scolastica, di un’auto, di una casa, ma credevamo fosse solo la fantasia di una bimba. Poi, quando altri genitori si sono accorti, rivolgendosi allo stesso pediatra, che i problemi di emorroidi dei loro bambini affliggevano gli alunni delle stesse classi, abbiamo iniziato a giocare di più con nostra figlia per farla parlare perché la piccola si rabbuiava ogni volta che le chiedevamo delle maestre. Alla fine ci ha raccontato di giochi che avrebbero dovuto rimanere segreti. Una volta ci ha detto che aveva male “lì” perché, come le avevano insegnato, non era ancora abituata al gioco».

PAOLA: Mi chiedo dove ero in quel momento in cui i nostri figli piangenti gridavano il loro dolore. muoio ogni attimo della mia vita pensando che forse sorridevo spensierata al sole di una bella giornata ed odio me stessa.

Nessuno si è abituato a questo gioco. In tutta Italia, sono finora dieci le scuole materne in cui si sono verificati gli stessi fenomeni. Dieci casi del tutto identici, quasi che esistesse un modello predefinito da applicare negli asili approfittando dell’ingenuità assoluta di bambini che, a tre anni, non sanno ancora così si fa in un asilo, cosa si deve accettare di fare e cosa non si deve accettare di fare. Il modello è lo stesso anche per le dichiarazioni degli imputati e per le tesi difensive. Dal nord al sud, abbiamo sentito trattare gli abusi rituali alla stregua degli avvistamenti UFO. L’opinione pubblica e i media si sono sempre divisi fra chi ci crede e chi non ci crede. In una delle scuole incriminate il personale docente ha definito i genitori, “persone che ancora credono che gli asini possano volare”.Abbiamo visto scomodare autori come Le Bon, ispiratore di Hitler, Mussolini e Stalin e la sua “Psicologia delle folle”. Abbiamo sentito citare le teorie sulla comunicazione persuasiva del sociologo americano Cialdini, dalla vendita porta a porta al condizionamento psicologico. Abbiamo riconosciuto la retorica di Aristotele quando, per difendere un imputato, consiglia di negare che il fatto esista, suggerendo per l’arringa finale anche la creazione di parole nuove. …e così un dramma umano è diventato un “fattoide”, termine inventato dal romanziere Norman Mailer , per indicare un fatto che esiste solo dal momento in cui ne parlano i media. Essendo usciti solo tre articoli sul caso in questione, il vero significato del termine deve essere sfuggito al suo utilizzatore. Ma l’apice dell’arringa difensiva non può prescindere da un colpo di teatro, e così ecco apparire il concetto:”se nessuno ha visto, significa che non è successo” . Giusto. Per 40 anni nessuno aveva visto Provenzano. E’ stata la sua salute a tradirlo.

Mara: E’ come stare nel deserto, avvistare un’oasi e rendersi conto che è solo  un’illusione.

Federico: Dal 12 ottobre 2006, nonostante sia un uomo dello Stato appartenente alle forze di polizia, dovrò insegnare ai miei quattro figli a diffidare TOTALMENTE di tutte le Istituzioni, di ogni ordine e grado, perché in Italia non si riesce a tutelare nemmeno il bene più prezioso che abbiamo: i bambini. 

Ma più di tutto si è abusato del termine “psicosi collettiva”, nelle varianti di “stato emozionale collettivo”, “corto circuito”, “panico morale”, “contagio psicologico”, fino al più volgare “isteria collettiva” …. L’immagine che se ne ricava è quella di una gigantesca onda anomala che viaggiando dal nord al sud in una corsa forsennata, contagia intere comunità travolgendo, al suo passaggio, persone al di sopra di ogni sospetto.

Daniela:  Abbiamo lavorato 3 anni per riportare un figlio ad una vita normale.

Terapie, dottori, visite. Feste mancate, amici mancati.

Stavamo rialzando la testa, stavamo scoprendo che il mondo era bello, finalmente. Ci hanno di nuovo fatto piegare a mazzate.

Hanno schifosamente approfittato di un disagio esistente. Dobbiamo ricominciare daccapo. Ci hanno ammazzato tutti, mio figlio per primo. Ci hanno ammazzato. Ma devono temere i morti, perchè ritornano.

…. Quello che colpisce nelle tesi difensive dei processi per abusi nelle scuole materne, è che mentre nei casi di omicidio la difesa deve dimostrare che il tale imputato non ha ucciso la tale persona, qui si parte dall’assunto che il morto è un’invenzione. Non esiste. Quindi, non esistono neppure i colpevoli. I processi sarebbero una farsa inscenata da pubblici ministeri in vena di protagonismo e i genitori solo un’accozzaglia di persone che, pur di sentirsi dire che i propri figli sono stati abusati, sarebbero capaci di qualunque sacrificio: pagare avvocati, specialisti, sottoporre i figli a visite e terapie estenuanti, nella speranza che fra sette o otto anni, qualcuno dica loro: “Siete fortunati, i vostri figli hanno subito abusi sessuali”.

Alessia: descrivere il mio stato d’animo da quando sto  vivendo questo incubo non e’ difficile: dentro la mia vita e’ finita. ma ho ancora la forza di andare avanti, quando guardo mia figlia che con occhi pieni di lacrime mi chiede aiuto.

 

Raffaella: i mille colori di palloncini nel cielo come un dolce arcobaleno, i pagliacci del circo con i nasi rossi, il pigiamone dai tanti disegni, le stelle fluorescenti sul soffitto che lo accompagnano nei sogni. gli hanno tolto tutto al mio angelo. ma io spenderò ogni mio respiro per ricostruire ogni suo sogno, ogni suo sorriso.

 

Ma cosa succede quando in una comunità scoppia un caso del genere? Diciamo subito che i segnali di pericolo non vengono avvertiti perché l’idea non sfiora neppure i genitori. Un bambino torna a casa arrossato e lo si cura, torna a casa sporco e lo si lava, torna a casa con dei disegni sul corpo e si pensa che abbia giocato con i pennarelli. Qualche anno fa in uno di questi asili ci fu un’epidemia di candida fra le bambine e i genitori imputarono tutto alla scarsa pulizia dei bagni. A volte qualche genitore è andato a prendere il figlio prima del previsto e non lo ha trovato. Sentendosi però dire che si era nascosto, o stava giocando da un’altra parte, il personale scolastico se l’è cavata con una ramanzina per la mancata vigilanza. C’è stato un anno in cui, in uno di questi asili, si chiese la sostituzione delle porte perché un bambino era scappato (o almeno così dissero ai genitori). Nessuno poteva immaginare.

Chiara  <<mia piccola, non piangere! io non sapevo. io ti amo piu’ della mia vita. odio chi ti ha fatto cosi’ soffrire. li porteranno in carcere e non usciranno mai piu’. te lo prometto!>>.  Ed ogni notte piango pregando dio e pensando che ho paura che la giustizia umana fara’ si’ che la mia promessa non sara’ vera. rivoglio il sorriso di mia figlia.

Marina:  sono nata in una famiglia che non si fidava nemmeno della propria ombra. per questo ho voluto vivere in un modo diverso. ma ho capito di aver sbagliato.

 

E i genitori come si comportano quando capiscono cosa è successo davvero? Sono sconvolti ma pensano che, probabilmente, il loro bambino sia stata risparmiato. Non ha nessun sintomo. Eh, sì, perché i bambini sono stati terrorizzati e, finchè frequentano l’asilo, in molti casi non parlano. Solo quelli che hanno subito gravi traumi fisici e psichici mostrano sintomi evidenti. Certo la maggior parte non ne vuole sapere di varcare la soglia della scuola, ma le madri pensano che sia solo questione di abitudine. Poi ci sono anche quelli che invece amano le loro maestre e desiderano compiacerle in tutto e per tutto. Essere bravi per loro è la cosa più importante.

Maria: le conoscevo da quindici anni. ho detto a mia figlia che con le sue maestre doveva essere brava come lo era con me. non riesco piu’ a dirle ,”fai la brava”.

MARTA: tante sono le lacrime che scendono dai miei occhi, ma tanto sara’ il dolore che dovranno subire coloro che hanno fatto del male a delle anime pure ed innocenti che non sanno difendersi: i bambini!!!!!

Nella coppia si litiga, si discute, si rischia la separazione, in alcuni casi alla separazione ci si arriva davvero. Lo stress, lo shock dovuto alla scoperta di non essere stati in grado di proteggere i propri figli, anzi di averli obbligati a frequentare l’asilo, per molte è un peso insopportabile. Avere accanto un uomo che non capisce tutto questo o lo nega per paura, a volte, spinge le donne ad affrontare questo duro cammino da sole. Nei casi migliori, invece, dopo una fase di rigetto e negazione, i padri accettano di far visitare i loro figli. A quel punto si sono convinti che sia successo qualcosa e sperano che un esperto dica loro che non è vero, che si sono sbagliati. E’ il disagio, la separazione, la famiglia problematica, il pendolarismo, l’arma segreta degli avvocati nei processi. Si dirà che i bambini sono traumatizzati perché i genitori si stanno separando, la madre è instabile, apprensiva, il padre è assente, la famiglia è disagiata. Se tutti i figli di genitori separati o disagiati avessero i sintomi dei bambini vittime di abusi, ci sarebbero più centri neuropsichiatrici che scuole.

Marzia:   li conosco da quando sono nati. potrei dire quali sono stati toccati, dal modo in cui camminano.

In casa i bambini abusati sono spesso ingestibili. Hanno crisi improvvise, sembrano epilettici, vomitano, sono aggressivi, si spogliano senza motivo, imitano gli animali, si auto infliggono ferite, ma non possono essere curati fino all’incidente probatorio. Per molti mesi a fianco delle famiglie non c’è nessuno. Chi sporge denuncia viene evitato. In molte famiglie ammettere la violenza è una vergogna. Un padre ha detto: “La farò visitare, ma continuerà ad andare all’asilo, altrimenti penseranno che sia stata violentata”. In media, solo la metà delle famiglie decide di sporgere denuncia. Poi c’è qualcuno che sottopone i figli ad accertamenti senza farlo sapere in giro. Ma in tanti non fanno nulla per vergogna o ignoranza. Non conoscono le forme di devianza a cui possono andare incontro i bambini abusati e non curati. La comunità vive in attesa di vedere i bambini migliorare, invoca giustizia, chiede che almeno vengano sospese le maestre indagate. Ma loro dichiarano che: “I FATTI DI CUI SI PARLA SONO ASSURDI ED ESCLUDONO ASSOLUTAMENTE CHE POSSANO ESSERE MAI AVVENUTI.”

Silvia : sono le ore, i giorni, i mesi del dolore. quel dolore che ci fa vivere sospesi in un tempo che non ci appartiene.

Spesso l’orrore raccontato dai piccoli testimoni degli abusi rituali risulta difficile da credere, difficile perché suona nuovo, inaspettato. La nostra coscienza non è pronta ad accettare che delle persone cosiddette “normali” nascondano un lato tanto perverso. Per questo chi raccoglie le testimonianze dei bambini deve avere una preparazione specifica e deve essere disposto ad accettare psicologicamente racconti in cui la realtà straccia la fantasia.

Il fatto che fra i perpetuatori degli abusi rituali siano spesso coinvolte delle donne (in nessun altro tipo di abuso sessuale si riscontra la presenza di così

tante donne che partecipano attivamente alle violenze) rende ancor più difficile credere ai racconti dei piccoli testimoni.

SARAH: questa e’ la prima notte che non si sveglia gridando: “mi picchiano, mi picchiano”.

“In qualunque modo questa guerra finisca, la guerra contro di voi l’abbiamo vinta noi” scrive Primo Levi riportando quanto veniva detto agli ebrei dai nazisti durante la seconda guerra mondiale. “Nessuno di voi rimarrà per portare testimonianza, ma se anche qualcuno scampasse, il mondo non gli crederebbe. Forse ci saranno sospetti, discussioni, ricerche di storici, ma non ci saranno certezze, perché noi distruggeremo le prove insieme a voi. E quando anche qualche prova dovesse rimanere, e qualcuno di voi sopravvivere, la gente dirà che i fatti da voi raccontati sono troppo mostruosi per essere creduti: dirà che sono esagerazioni della propaganda alleata, e crederà a noi, che negheremo tutto. La storia dei Lager, saremo noi a dettarla”.

Eppure alla fine qualcuno è sopravvissuto, qualcuno ha raccontato, e in tanti sono stati creduti.

GRETA: Di giorno vivo. Di notte non riesco a perdonarmi e smetto (24 aprile 2007).  

 asilo 2 maestre

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RAHMATULLAH LIBERO http://www.repubblica.it/speciale/2007/appelli/rahmatullah/index.html

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REQUIEM PER UN TAMBURINO AFGHANO GINA E LA BICICLETTA

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  • 1. unitiperibambini  |  22 aprile 2007 alle 13:26

    Nel mondo più di due milioni di bambine e bambini sotto i 15 anni sono sieropositivi e 15,2 milioni sono orfani e vulnerabili a causa dell’HIV/AIDS. Eppure le risorse attuali per prevenire il contagio, curare, assistere e aiutare questi bambini e le loro famiglie sono ancora inadeguate. I governi di tutto il mondo hanno un ruolo di massima responsabilità nel ridurre l’impatto devastante che l’HIV/AIDS ha sui bambini.

    Le associazioni che aderiscono alla Campagna Globale “Uniti per i bambini, Uniti contro l’AIDS”, promossa dall’UNICEF, chiedono che il Governo italiano si impegni in 4 azioni concrete:

    – Adempimento degli obblighi internazionali in materia di HIV/AIDS

    – Assegnazione di almeno il 20% delle risorse destinate alla prevenzione e cura dell’HIV/AIDS a trattamenti pediatrici

    – Sensibilizzazione permanente degli Adolescenti e loro partecipazione alle campagne

    – Accesso ai farmaci e impegno per la ricerca

    Per ulteriori info, vedi il nostro sito http://www.unitiperibambini.it

    Rispondi
  • 2. gianluca  |  22 aprile 2007 alle 15:05

    Non so perché, ma quando accompagno mio figlio all’asilo e viene il momento del saluto, lui mi ignora completamente.

    Lo chiamo, lo richiamo, gli faccio cenni di saluto. Io ci tengo.

    Ma niente.

    Assorto nei pensieri, lui osserva i suoi compagni che si rincorrono, si scatenano, saltano e urlano.

    La maestra lo richiama anche lui: “Dai Matteo, saluta papà!”.

    A fatica, ricevo solo un ciao veloce, scappa via e insegue i suoi compagni nel gioco.

    Io, come ogni mattina, ci rimango un po’ male. Ma fa niente.

    Un giorno, non so perchè, mi ha chiesto di dargli un abbraccio.

    Una sorpresa per me … una felice sorpresa …

    Rispondi
  • 3. etabeta  |  23 aprile 2007 alle 8:34

    Anche a me gli abbracci a sorpresa del mio bambino mi allietano e mi fanno stare bene. Non lo fa mai in pubblico…prima media, scherziamo? Ma a me basta un suo sorriso.
    Amo mio figlio. Amo tutti i bambini. Vorrei adottarne 1000. Invece è così complicato e difficile.

    Rispondi
  • 4. olivier turquet  |  23 aprile 2007 alle 18:36

    L’associazione “Giù le mani dai bambini” ha presentato al Ministro della Salute Livia Turco un “decalogo di buone prassi” in una lettera aperta preparata nell’ambito della campagna che chiede maggior attenzione sul tema della somministrazione indiscriminata di psicofarmaci ai bambini.
    A questo proposito “Psicologia del Nuovo Umanesimo” tramite il suo portavoce, Carlo Olivieri, ha espresso questa posizione:
    “Come è possibile che, mentre i servizi per la salute mentale sul territorio italiano lascino ancora molto a desiderare, si permetta l’apertura di 82 centri in tutta Italia per la somministrazione di psicofarmaci ai bambini cosiddetti “iperattivi”?
    C’è qualcosa che non va. Sicuramente.
    In quali mani sta la salute dei cittadini? È ancora una preoccupazione dello Stato, così come dettato dalla Costituzione, oppure la nostra salute e quella dei nostri figli è ormai solo un grande affare in mano alla case farmaceutiche?
    Andando più nello specifico, l’uso del metilfenidato (Ritalin) nei casi di bambini a cui è stato diagnosticato il Disturbo da Deficit dell’Attenzione con Iperattività (ADHD) è ancora oggetto di numerose controversie. Alcuni studi dimostrerebbero numerosi effetti collaterali e l’insorgenza di altri disturbi mentali più gravi negli anni successivi. A proposito, invece, dei dati a favore dell’uso di questo farmaco, bisogna premettere che sono nella maggior parte dei casi il prodotto di studi pagati dalle case farmaceutiche. Proprio su questo argomento, sul British Medical Journal viene chiaramente denunciato che “le sperimentazioni di farmaci sponsorizzate dai produttori devono essere valutate con molta cautela, non sono né trasparenti né rigorose”.
    Di fronte a tutti questi dubbi e a tutti questi richiami alla cautela, irresponsabilmente si permetterebbe l’apertura di centri per la somministrazione ai bambini di questi psicofarmaci.
    Psicologia del Nuovo Umanesimo si associa all’appello, di più di cento associazioni e di 230mila addetti ai lavori, indirizzato al ministero della Salute, affinché si fermi questa aberrazione.
    Inoltre è necessario rimettere in discussione, non solo la politica, che risponde sempre più agli interessi delle multinazionali del farmaco e sempre meno alle esigenze dei cittadini, ma anche i modelli di comportamento con cui si sta affrontando il disagio sempre maggiore che si avverte nella nostra società.
    Siamo allarmati per l’aumento sostenuto dell’uso di droghe illecite e psicofarmaci, e per l’impossibilità che hanno i sistemi di salute ad affrontare i problemi psicologici ed emozionali che le attuali condizioni di vita producono negli individui.
    I prodotti chimici, le droghe legali, si sono convertiti, come le droghe illegali, in un mezzo compensatorio per sopportare il nostro stile di vita e minimizzare o evadere le emozioni come l’ansietà, la solitudine, la pena, la noia e la rabbia. La società contemporanea, insegna alle persone ad evadere da tali sentimenti attraverso la soluzione chimica, invece di potenziare le proprie risorse per modificare questa situazione che produce sofferenza.
    Una vita diversa è possibile. Una vita dove la droga diventi non necessaria, dove la depressione, lo stress e la violenza retrocedano. Bisogna dare a tutte le persone gli strumenti necessari che permettano loro di occuparsi dell’equilibrio e sviluppo di se stessi e di chi li circonda, per generare una rete di persone con la sufficiente potenza interna per lottare con forza, creatività e decisione a beneficio del superamento della sofferenza personale e sociale.
    Se scienze come la medicina, la psicologia e la psichiatria si metteranno su questa strada, retrocederanno contemporaneamente tutti coloro che vogliono continuare ad arricchirsi a spese della nostra salute.”

    Fonte: Giù le mani dai bambini http://www.giulemanidaibambini.org/

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  • 5. donatella  |  23 aprile 2007 alle 18:40

    EVACUATO IL VILLAGGIO SOS DI MOGADISCIO
    A causa di un peggioramento della situazione a Mogadiscio, le mamme e i bambini del Villaggio SOS sono stati evacuati.

    Domenica i bambini e le mamme del Villaggio SOS di Mogadiscio sono stati trasferiti a garanzia della loro sicurezza, essendosi intensificati i combattimenti intorno al Villaggio stesso.
    Come testimoniato dal Direttore Regionale SOS dell’Africa dell’Est, Wilhelm Huber, nell’area del Villaggio ci sono stati violenti combattimenti e pesanti bombardamenti nell’arco degli ultimi due giorni e “in accordo con la consuetudine somala di evacuare donne e bambini dalle zone di combattimento, abbiamo messo in sicurezza le nostre famiglie SOS.”

    Huber ha aggiunto che tutte le mamme e le zie SOS hanno insistito per tenere con sé tutti i loro bambini, mantenendo intatti i nuclei familiari. I bambini sono stati trasferiti in zone non colpite dai combattimenti e i ragazzi, insieme con i responsabili dei ragazzi, sono stati trasferiti presso sistemazioni provvisorie.
    Sono tutti in contatto con le autorità del Villaggio, che stanno ancora presidiando la struttura, e che sono costantemente in comunicazione con l’ufficio regionale di SOS Villaggi dei Bambini in Kenya.

    La Scuola e l’Asilo SOS sono stati chiusi per tre settimane per le vacanze scolastiche, quindi non sono presenti nell’area gli insegnanti e gli alunni.

    Nel frattempo l’ospedale SOS sta ospitando i feriti della guerriglia. Tuttavia, la maggior parte del personale medico SOS ha già lasciato l’ospedale, che è proprio sulla traiettoria dei combattimenti, di conseguenza la loro sicurezza non poteva essere garantita. I feriti vengono pertanto curati da altro personale medico, per la maggior parte non appartenente a SOS, e che probabilmente è schierato con i combattenti.

    Wilhelm Huber ha evidenziato che le famiglie SOS torneranno al Villaggio quando la situazione sarà più sicura. “Crediamo che l’attuale situazione di precaria sicurezza intorno al nostro Villaggio durerà poco”, ha dichiarato, “e speriamo che le nostre famiglie possano presto tornare alle loro case. Le famiglie che ci stanno ospitando in questo periodo potrebbero un giorno diventare nostre ospiti se la scena dei combattimenti dovesse spostarsi dalla nostra zona alla loro.” E conclude: “Tutti i nostri collaboratori, i bambini e i ragazzi vanno encomiati per il loro coraggio.”

    La situazione a Mogadiscio è sotto costante monitoraggio e le decisioni saranno prese sulla base di dettagliate informazioni e valutazioni fatte congiuntamente dai collaboratori sul campo e nell’ufficio regionale.

    SOS Villaggi dei Bambini Onlus è un’organizzazione a respiro internazionale, impegnata sia nell’assistenza ai minori in difficoltà che nella prevenzione all’abbandono. In Italia lavora prevalentemente con l’affido familiare, mentre nei paesi in via di sviluppo promuove entrambi gli ambiti di intervento, ovvero assistenza e prevenzione. Da più di sessant’anni la famiglia SOS è impegnata in 132 paesi del mondo, aiuta ogni anno circa 60.000 minori orfani o abbandonati, così come un milione di persone che rientrano nei suoi programmi integrati di sostegno ai minori e al loro contesto familiare: oltre all’accoglienza, sanità, si occupa di istruzione, formazione professionale e rafforzamento familiare. http://www.sositalia.it

    Rispondi
  • 6. eugenio  |  24 aprile 2007 alle 17:47

    SABATO GIOCHIAMO – Pomeriggi con/per bambini al Centro Culturale umanista “Color Porpora”, via Accademia 53, Milano.

    Continua la ricerca di nuovi volontari che partecipino alla realizzazione di uno spazio dedicato ai bambini del quartiere.

    Oltre alle attività in sede, si provvederà a organizzare delle “gite” nei parchi di Milano per sfruttare le belle giornate che si presenteranno.

    L’intenzione preliminare è quella di creare un gruppo solido per
    garantire una certa continuità all’iniziativa e allegerire il carico di lavoro che comporterebbe.

    Gli interessati possono contattarmi qui:

    Dott. Eugenio Crenca
    Parco Agricolo Sud Milano
    Via Principe Eugenio, 53
    20153 – Milano
    tel 02 7740 3465
    cell. 335 7599426
    email: ecrenca@provincia.milano.it

    Rispondi
  • 7. Massimiliano Fanni Canelles  |  24 aprile 2007 alle 18:53

    La società attuale, proiettata verso la globalizzazione e la spasmodica ricerca di benessere a “basso costo” evidenziano, con sempre maggior violenza, segni di malessere, disorganizzazione, destrutturazione e confusione della collettività. Le premesse culturali, l’incompetenza, la malafede, pratiche educative discutibili, esperienze di maltrattamento, difficoltà economiche e sociali incentivano l’uso della droga e della violenza come mezzi di evasione e di ribellione.
    Lo scopo della vita umana viene così miseramente ridotto alla costante ricerca del facile guadagno ottenuto spesso sulle sofferenze dei più deboli grazie al diffuso disprezzo per la vita espresso dalla nostra cultura. Uno dei massimi livelli di questa “cultura nascente” si esprime nella pedopornografia, divenuta argomento di estrema attualità a causa della sconcertante diffusione attraverso internet.
    Ma la veloce ed irrefrenabile evoluzione di questo fenomeno non può essere giustificata solamente con la deviazione sessuale di qualche individuo. In realtà si sta delineando un sistema organizzato per lo sfruttamento dei più piccoli a fini di lucro che una rete organizzata di terroristi, divorando le vite e l’infanzia dei bambini, utilizza per imporre la distruzione fisica e morale della nostra società.
    Una lobby culturale quindi, che con atteggiamenti di accoglienza, accettazione, giustificazionismo, rallenta o impedisce le iniziative della magistratura finalizzate a combattere il male riversato su questi bambini.
    Il 70 % delle immagini esposte su internet riguarda piccoli tra i quattro e gli otto anni, ma non vengono risparmiati i neonati di quindici, venti giorni visibili nei video urlanti e piangenti sotto le sevizie dei loro carnefici.
    Nel mondo, sette milioni di bambini vengono utilizzati per soddisfare i nuovi demoni che cercano la “merce” soprattutto nei paesi più poveri con giri d’affari che superano i dieci miliardi di dollari l’anno. Non importa se Susil dall’età di 3 anni è incontinente alle feci perché veniva ripetutamente sodomizzata. Non importa se Sciluni a 6 anni chiede una medicina per dimenticare gli stupri dello zio, non importa se a tutti loro viene tolta la dignità di vivere.
    Non importa non capire che lo scarso valore dato alla vita affonda le radici nella concezione dell’uomo, padrone del mondo, al centro dell’universo, non importa….non importa…. non importa.
    Quando nulla è più importante, quando anche le sofferenze e le ingiustizie diventano non importanti, quando anche la vita, unico ed irripetibile dono di Dio, diviene non importante, smettiamo di comprendere che tutto ciò che avviene nel mondo è la diretta conseguenza di tutto ciò che è avvenuto E tutto ciò che avverrà è il risultato di quello che avviene oggi, di cui tutti noi siamo responsabili.

    Rispondi
  • 8. pibua  |  24 aprile 2007 alle 20:24

    Passo solo a lasciarti un saluto: questi ultimi giorni sono stati un po’ pesanti per me…sono rimasta indietro con la lettura dei tuoi articoli…ma recupererò, tranquilla 😉

    Buona serata

    Rispondi
  • 9. danielatuscano  |  24 aprile 2007 alle 21:34

    No problem Stefy… con calma! 🙂

    Rispondi
  • 10. Sorgente  |  25 aprile 2007 alle 20:04

    che brutta fine , deve fare… deve… fare…
    il genere umano…
    non contento di aver creato metodi per uccidere il prossimo , torturarlo in tutti i modi , avvelenarlo per poi vendergli le medicine testate su animali o su persone inconsapevoli , schiavizzato popoli interi , sporcato aria terra mare…
    ora vuole e riesce a distruggere quello che di più puro , indifeso , senza rancori , fonte di un amore immenso…
    e per tutti questi motivi intoccabile dalla malizia falsa e abominevole di carnefici ingiudicabili. ..
    da spedire direttamente all’inferno. .. sempre che esista un luogo adatto per maledetti simili…
    quanto durerà questo calvario?
    porre fine ad un incivile sistema destinato all’implosione , sarebbe solo un anticipare il destino già segnato…
    preghiamo…
    unica salvezza…

    Rispondi
  • 11. antonio zumpano  |  25 aprile 2007 alle 20:48

    SOGNAI, VIDI, SENTII

    Ho sognato di colombe
    il volteggiare festoso
    vidi delle stesse… il soccombere
    sotto artigli di falchi assassini.

    Sognai di terre
    il viver quieto in libertà
    vidi di popoli oppressi
    la tirannia.

    Sentii di gente il lamento
    vogliamo la libertà
    e in concentramento…
    andare a morire.

    Sognai di bimbi
    il giocare gioioso
    su verdi prati in fiore
    ho visto gli stessi…
    saltare su campi minati
    mutilati… straziati.

    Quante… quante brutture

    Sognai infine
    un mondo migliore… senza
    oppressioni, brutture, arroganze
    sì ricordo…
    forse era anche… senza di te…
    …oh uomo!…

    Rispondi
  • 12. stella  |  25 aprile 2007 alle 22:41

    ho la pelle d’ oca a leggere vorrei dire ai genitori che sento mio il loro dolore,ma penso che non vi è paragone nemmeno lontanamente si immagina il dolore di quei bimbi e dei loro genitori.
    forse se tutti invece di chiudere gli occhi e non guardare li aprissero e gridassero con quanto fiato hanno in gola, nessuno si approfitterebbe di un bambini indifeso. non mi viene nemmeno da salutare tanto sono arrabbiata con tutti

    stella

    Rispondi
  • 13. Marcello  |  26 aprile 2007 alle 6:39

    Purtroppo è un caso che ha investito proprio il paese che da circa quindi anni ho scelto come sito di mia residenza .

    Ed anche se lo frequento da 4-5 anni, conosco appena di vista una delle imputate, la responsabile della materna che passava per una delle maestre più gettonate e che tra l’altro è anche una catechista volontaria che mia figlia conosce abbastanza ricoprendo lo stesso ruolo.

    Fatto sta che la storia lascia tutti increduli stupiti e naturalmente indignati, e per dire la verità, dopo i clamori, suscitati dalle prime indagini avvenute quasi un anno fa, e dopo le stesse difese del Parroco, don Henry Rocchi della sua catechista, ci auguravamo tutti che si fosse trattato di uno spiacevole equivoco, non tanto in difesa degli implicati quanto degli stessi bambini, presunte vittime degli abusi.

    Purtroppo salva la presunzione d’innocenza per tutti gli imputati, sembra che non sia così ed ora il paese è diviso tra innocentisti e colpevolisti.

    Per questo è stata ventilata l’ipotesi che la responsabile della materna, Silvana Magalotti, più che implicata direttamente come coautrice, lo sia indirettamente come responsabile, per non avere usato tutte le precauzioni, ed avere comunque consentito appunto lo spostamento dei bambini, al di fuori della scuola, non si capisce a che titolo.

    Comunque sembra assodato che nel caso ci sia stata grande sottovalutazione sia da parte della direzione scolastica, anche se l’attuale direttrice, è in carica da dopo l’inizio delle fattispecie contestate.

    Anche il sindaco ha riconosciuto che c’è stata comunque una negligente sottovalutazione all’insegna che cere cose a casa nostra non possono succedere ed invece purtroppo sembrerebbero accadute.

    Tutto questo mi sconcerta e mi indigna fortemente ed essendo un nonno con una nipotina dodicenne, che ha sempre avuto un atteggiamento da coccolone, sia con lei che con tanti bambini in quanto già dai 13 / 14 anni in avanti, ho sempre svolto il ruolo prima di fratello maggiore e poi di padre ed ora di nonno non solo dei miei ma anche dei figli di parenti e di amici, adesso ho paura di fare una carezza e di rivolgere un complimento o regalare qualcosa, perchè con questi chiari di luna non si sa mai come la cosa possa essere interpretata.

    Quello che più m’indigna, anche se ormai non mi stupisco, dato che proprio nel “Manifesto del Partito Comunista”, già un secolo e mezzo fa, gli autori denunciavano la “mercificazione” di tutti, è che la scuola, la famiglia e l’istituzione clericale, e le loro organizzazioni, non sono più quella sorta di porto tranquillo, cui affidare i minori, dati i continui abusi che vengono fatti nei loro confronti specie da parte di chi dovrebbe ben conoscere e praticare il comandamento del Cristo, che dicendo: “Lasciate che i pargoli vengano a me”, aggiunse se ben ricordo che: “Chi darà loro scandalo, è meglio che si leghi al collo una pietra da mulino e si getti nel più profondo del mare”.

    E questo forse è la prova che i bambini già un paio di millenni fa venivano sempre abusati e gli struzzi che spocchiosamente sentenziano, che queste cose sono causate della disgregazione delle famiglie, perché una volta non succedevano, dovrebbero sapere che succedevano lo stesso ma non si aveva il coraggio di denunciarle.

    Quindi se piuttosto che organizzare il “Family day”, in difesa di una inesistente famiglia da “Mulino Bianco “, si organizzassero dei “Boy day”, per affermare i diritti dei bambini di tutto il mondo compresi quelli che il capitalismo lascia morire di fame o che utilizza come bambini soldati, avremmo fatto un altro piccolo passo in avanti verso un cammino di convivenza civile che dovrebbe portare alla Pace universale, premessa indispensabile per un futuro sereno e sicuro per tutti.

    Ciao

    Marcello

    Rispondi
  • 14. Giandomenico  |  26 aprile 2007 alle 21:55

    Se verranno riconosciuti colpevoli che la condanna sia esemplare e senza sconti!
    Se sono innocenti che le scuse occupino le prime pagine per un numero di giorni pari ai giorni della gogna!

    ho fatto una ricerca riguardo le dichiarazioni di Carlo Giovanardi :
    http://www.falsiabusi.it/

    Giandomenico

    P.S. Ah! Se ci fosse maggior correttezza nei comportamenti ….

    Rispondi
  • 15. Massimiliano Frassi  |  8 maggio 2007 alle 12:07

    Dopo anni di fango, accuse, infamia questa sera finalmente parliamo pure noi.
    Guardate per favore questa sera alle ore 23,00 circa su ITALIA UNO lo speciale LIVE interamente dedicato al tema “scuola e pedofilia”. Parlano le vittime e vi danno l’esatta dimensione del problema.
    Alla faccia dei comitati, delle fiaccolate e di chi continua a parlare di Falsi Abusi per proteggere sé stesso.

    ITALIA UNO ORE 23,00/ 23,10 LIVE SCUOLA E PEDOFILIA MARTEDì 08 MAGGIO 2007.

    http://www.associazioneprometeo.org
    blog: http://www.massimilianofrassi.splinder.com (presto sul blog l’ordinanza di custodia cautelare di Rignano)

    Rispondi
  • 16. Donatella  |  9 maggio 2007 alle 8:00

    Vista!!….. ……… Ho letto tanti di quei libri di autori sia italiani che americani sulle problematiche psicologiche infantili in cui la violenza di ogni tipo inferta sui bimbi e ragazzi (sia nella scuola, famiglia, chiesa ecc…) quindi anche la pedofilia è un male sempre esistito! Oggi possiamo far sprofondare con l appoggio di tutti e con la tecnologia questi vermi (perchè umani non si possono chiamare)! Quello che mi meraviglia e mi lascia annichilita… il voler proteggere chi il male l ha inferto e si è sicuri di questo (per farli continuare a vivere nella stessa situazione) e le piccole o grandi vittime sembrano loro i colpevoli, quando sepre urlanti e sinceri segnalano con timidezza e tanta paura i loro carnefici! Vicina ai genitori di questi piccoli che anche loro involontariamente diventano Colpevoli e vittime!
    Ciao

    Rispondi
  • 17. Massimiliano Frassi  |  28 maggio 2007 alle 17:37

    Cari amici

    Vi abbiamo creato, con preghiera di diffusione, un elenco di video da vedere. Sull’onda di quello della BBC che sta facendo tanto scalpore…….

    SPECIALE VIDEO

    Da non perdere. I principali link a video di assoluto interesse:

    1) Rai Trenta Ore per la Vita – edizione 2006:
    intervento di Massimiliano Frassi e di un genitore di Brescia sui casi di abuso nelle scuole materne:

    http://www.trentaore.org/index.php?pageID=125
    (nota: una volta entrati quando appare la scritta IL MEGLIO DI…fatela scorrere finché trovate i nostri interventi) .

    2) Lo speciale di LIVE a cui abbiamo collaborato sui casi di abuso delle materne. Da non perdere:

    http://www.studioaperto.mediaset.it/schede/scheda_592.shtml

    3) Ancora LIVE, col primo speciale realizzato in Italia sul tema Chiesa e Pedofilia. Parlano, tra gli altri, i bimbi abusati da Don Dessì:

    http://www.studioaperto.mediaset.it/schede/scheda_585.shtml

    4) Video Shock dalla Romania. Cosa accade ancora oggi, 2007, dentro a certi orfanotrofi. Att.ne le immagini sono molto forti:

    http://www.itv.com/news/romania.html

    5) Il video più chiacchierato del momento. Lo speciale della BBC:

    http://video.google.it/videoplay?docid=-195322232469003782&q=CRIMINI+SESSUALI+E+VATICANO+BBC

    6) Il sito ufficiale del film Deliver us from evil (Liberaci dal male), acquistabile anche in dvd in lingua inglese:

    http://www.deliverusfromevilthemovie.com

    http://www.associazioneprometeo.org

    http://www.blogantipedofilia.splinder.com

    Rispondi

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