SENZA CULTURA NESSUNA GIUSTIZIA – Appello per Stefano Allievi

26 aprile 2007 at 7:19 4 commenti

Grazie alla mia amica Giulia sono venuta a conoscenza della trista vicenda del prof. Stefano Allievi (sotto), punito con la pena detentiva per aver espresso in un suo libro opinioni giudicate offensive nei confronti di Adel Smith, personaggio molto noto all’opinione pubblica grazie alla pubblicità gratuita tributatagli dai media, che lo hanno innalzato ad “autorevole” esponente dell’Islam italiano.

Smith, un convertito appartenente a una sedicente “Unione Musulmani d’Italia” di cui è il solo associato (assieme alla famiglia) è assurto all’onore dei riflettori per la campagna contro il crocifisso di Ofena (lanciato dalla finestra) e le esternazioni contro la fede cristiana.

In democrazia anche gli intolleranti hanno il diritto di manifestare le proprie… opinioni – purché non ledano la dignità umana e il sentimento comune -; tuttavia in un Paese normale, con un minimo di cultura storico-religiosa e una sicura consapevolezza delle radici comuni che legano i vari popoli del Mediterraneo, a gente del loro stampo si sarebbe dato il peso che merita: cioè, zero.

Ma siamo in Italia. Dove vige, da un lato, un’irrazionale terrore nei confronti del diverso, dall’altro un’accettazione pedestre di qualsiasi panzana provenga dallo sciagurato di turno, sia egli il fondamentalista della mutua, l’opinionista scosciata o l’adoratore di Godzilla. Dove regna, soprattutto, una grande confusione mentale, causa della torpida ignoranza che è il vero peccato senza misericordia del nostro secolo.

Ringrazio quindi la mia amica per la segnalazione e invito tutti a esprimere solidarietà a Stefano Allievi, insigne studioso ed estimatore del vero Islam, come attestano anche le numerosissime firme in sua difesa raccolte da illustri esponenti e studiosi musulmani (vedi http://www.dominiopubblico.it/, ultime righe).

Qui di seguito, il testo della petizione e il link per apporre la nostra firma.

Daniela Tuscano

Appello di solidarietà per Stefano Allievi

Sconcerto ha suscitato tra gli studiosi la notizia, diffusa il giorno 22 febbraio dall’Agenzia Ansa, e ripresa nei giorni successivi da numerosi quotidiani, della pesante condanna per diffamazione aggravata a mezzo stampa (sei mesi, oltre a una pena pecuniaria di tremila euro) nei confronti di Stefano Allievi, professore di sociologia all’Università di Padova, studioso ed esperto di islam.Il professor Allievi – su querela di Adel Smith, controverso esponente islamico, noto per le sue opinioni radicali e i gesti dimostrativi su temi diversi (notissima la sua polemica contro il crocefisso e i gesti eclatanti che l’hanno accompagnata) – è stato condannato per la descrizione dei fatti e le opinioni espresse su Smith e le sue azioni all’interno del libro “Islam italiano”, pubblicato da Einaudi.La condanna è tanto più sorprendente se si pensa alla biografia del professor Allievi, che più volte si è speso nel voler garantire libertà di parola e di espressione proprio ai musulmani, alla cui conoscenza e comprensione ha dedicato oltre quindici anni di studi e di ricerche a livello nazionale e internazionale, pagando talvolta anche il prezzo di minacce e intimidazioni non solo verbali da parte di gruppuscoli anti-islamici. E in generale suo sforzo costante è stato quello di aiutare a far comprendere, senza pregiudizi, la realtà e le dinamiche della presenza islamica in Italia e in Europa: un fatto dimostrato anche dagli attestati di solidarietà giunti al professor Allievi, in questa occasione, proprio da vari esponenti del mondo islamico medesimo.Colpisce, inoltre, la inusitata durezza della condanna, trattandosi di reato di opinione, che va a colpire il diritto di libera ricerca e di libera investigazione, configurandosi di fatto come un pesantissimo atto di censura.

Pur senza entrare nel merito della sentenza, di cui si attende di leggere le motivazioni, e con assoluta fiducia nella giustizia, espressa anche dal diretto interessato, che insieme ai suoi avvocati e all’editore ricorrerà in appello, i sottoscritti, accademici, intellettuali, esponenti del mondo islamico e cittadini comuni, esprimono la propria sorpresa e il proprio disappunto per la condanna del prof. Allievi, manifestandogli personale solidarietà, consapevoli come sia in gioco con questa sentenza anche e soprattutto la libertà di ricerca accademica e di manifestazione delle proprie opinioni, incluso il diritto di critica.

FIRMA QUI: http://213.215.194.151/petition_allievi/

****

RAHMATULLAH LIBERO http://www.repubblica.it/speciale/2007/appelli/rahmatullah/index.html

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Entry filed under: arte e cultura, educazione e scuola, il punto caldo, religioni e società, Uguali&Diversi.

GINA E LA BICICLETTA FIOR DI CALABRIA

4 commenti Add your own

  • 1. bangiu  |  26 aprile 2007 alle 11:26

    Grazie Daniela, sono sicura che attraverso il tuo blog riusciremo ad innescare una piccola grande “valanga”. Davvero il prof. Allievi (che è stato il mio prof per il corso di sociologia generale) non si merita queste accuse.
    Un abbraccio
    Giulia

    Rispondi
  • 2. Marcello Marani  |  26 aprile 2007 alle 20:08

    Questa volta non posso essere d’accordo, perchè non si può essere garantisti a corrente alternata e giustizialisti a seconda della convenienza.
    Infatti, partendo dal comandamento del vostro Cristo: “Non giudicate per non essere giudicati” chi siamo noi che ci permettiamo di giudicare i giudici, che hanno stabilito che il libro di Allievi sia calunnioso nei confronti di Adel Smith?
    Sarà la Magistratura nei vari gradi di giudizio a stabilire i torti e le ragioni.
    Quanto ad Smith di cui non approvo il gesto di avere gettato, se lo ha gettato, il Crocefisso dalla finestra, concordo con lui sul fatto che uno Stato laico non può essere condizionato dai vari simboli religiosi affissi nelle aule, nei tribunali, negli ospedali e comunque nei luoghi pubblici .
    Diverso il fatto dei Crocefissi, posti in località geografiche che stanno ad indicare un evento o una tradizione popolare.
    E premesso che per me il Crocefisso, prima che Cristo, rappresenta Spartaco ed i suoi schiavi e gladiatori ribelli, martirizzati a migliaia sulla strada da Roma a Capua, sono appunto d’accordo con chi ne chiede la rimozione da tutti i luoghi pubblici.
    Quanto poi al fatto della rappresentanza, non essendo musulmano, non mi interessa entrare nella disputa di quanto siano rappresentativi gli uni o gli altri.
    Questioni loro che risolvano da soli, nel rispetto delle leggi della Repubblica Italiana e delle disposizioni della sua Magistratura.

    http://www.iltravaglio.it

    Rispondi
  • 3. danielatuscano  |  27 aprile 2007 alle 6:41

    Rispetto la tua idea, ma secondo me hai commesso un grave errore di prospettiva. Qui non si tratta di cristiani e di musulmani, si vuol soltanto difendere (non giudicare) gli intelligenti dagli idioti. Curioso che, sotto sotto, tu prenda le difese di Smith, il quale compie atti di un certo tipo (e li ha compiuti) e manifesta idee a dir poco aberranti non certo perché gli stia a cuore la laicità dello Stato, ma semplicemente per sostituire i simboli della religione da lui odiata ad altri che piacciono a lui. Non è mica un Robespierre in salsa islamica: è un fanatico e nulla più. Sta bassamente approfittando della libertà di parola, che lui non si sognerebbe mai di concedere ad altri, per portare avanti la sua battaglia di retroguardia. Tutti, credimi, abbiamo il massimo rispetto della magistratura, ma il semplice fatto che uno studioso rispettabilissimo come Allievi – abbi pazienza, ma mi disorienta alquanto la tua sbrigativa frase “questioni loro che si risolvano da soli”, ma per chi hai preso il povero Allievi, per un quaqquaraqquà clericale????? 😮 Ma leggiti la sua biografia, per favore… – sia posto sullo stesso piano di Smith è sintomatico della lungimiranza di taluni togati. Questione di cultura e di valori, come dicevo. E, sì, di laicità. Non di religione. Del resto, che i giudici non siano sempre lucidi ed equi è stato dimostrato un sacco di volte, soprattutto in Cassazione, nei processi per stupro o molestie sessuali. Dico bene?

    Rispondi
  • 4. samuelesiani  |  27 aprile 2007 alle 14:45

    già firmato da tempo la petizione sul sito (onesto e umano) il dialogo.
    PS sul mio blog la risposta al tuo quesito!
    Un saluto

    Rispondi

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