PRIMO MAGGIO DEDICATO…

1 maggio 2007 at 0:05 8 commenti

*Dedicato ai lavoratori precari, sfruttati e bistrattati che a stento arrivano a fine mese.
Dedicato a chi non sopravvive al lavoro perché le condizioni di sicurezza sono ridicole.
Dedicato a chi crede in un mondo aperto, nella libera circolazione delle persone e nelle loro possibilità di convivenza pacifica.
Dedicato a chi lavora e lotta in Afghanistan, Iraq, America, Europa, Africa, Asia, per riparare ai danni fatti da speculatori finanziari, petrolieri, fanatici ed eserciti, e magari viene anche cacciato via.
Dedicato a chi lavora in Afghanistan, Iraq, America, Africa, Asia, ingannato, credendo di difendere la pace e difendendo invece il petrolio e il gas.

www.legrandsoir.info

Dedicato a chi se ne allontana cercando rifugio, senza trovare invece alcuna difesa. Dedicato a chi crede nella libertà di scelta di orientamento sessuale, di religione, di cultura, per sé e per gli altri.
Dedicato a chi combatte per un mondo migliore e per un sé stesso coerente.
Dedicato a chi crede che esistano
valori non negoziabili: la non-violenza, l’uguaglianza nei diritti, doveri ed opportunità, la ricchezza della diversità, la democrazia partecipativa, la libertà di espressione e di credenze. Dedicato a chi costruisce una vera alternativa, politica, sociale, sindacale, culturale, religiosa.

Dedicato a chi, quel lavoro, non ce l’ha.

  

NOI CI SIAMO, SEMPRE. 

*I Cantieri di Pace sono promossi da: Arci (To), Assopace (To), Ass. Alice, Ass. Nicaraguita, Centro Sereno Regis (To), Comunità Per Lo Sviluppo Umano (To), Donne In Nero (To), Emergency (To), Hiroshima (To), Loc (To), Mondo Senza Guerre (To), Mani Tese (To), Mir-Mn (To), Punto Rosso (To), Torino Social Forum, Un Ponte Per (To), Gruppo Scout Agesci TO 85, Prc (To), Libera Piemonte, Acmos, Attac, Gruppo Scout Agesci TO 1, Partito Umanista (To), Ass. Sinistra critica (To), Circ. Arci Caffè Basaglia, Ass. Arci SUR, Ass. Arci CIOPP, Ass. Vol.P.I. 

****

RAHMATULLAH LIBERO http://www.repubblica.it/speciale/2007/appelli/rahmatullah/index.html

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FIOR DI CALABRIA E ADESSO, SCOMUNICATECI TUTTI

8 commenti Add your own

  • 1. Antonio  |  1 maggio 2007 alle 7:51

    Dedidato a chi non lavora……..e spera di trovare lavoro!!

    Rispondi
  • 2. danielatuscano  |  1 maggio 2007 alle 8:16

    Li avevamo inclusi tra i bistrattati… comunque hai ragione, una precisazione ulteriore andava fatta! A proposito, mentre tu mi lasciavi questo messaggio, io ero a “casa” (anzi, nel Condominio) tuo… 😉

    P.S.: Ho aggiunto la voce!

    Rispondi
  • 3. pibua  |  1 maggio 2007 alle 8:50

    Buon 1° maggio 😉

    Rispondi
  • 4. Marcello Marani  |  1 maggio 2007 alle 9:35

    Dedicato ai morti sul lavoro, cui nessuno pensa di dedicare neppure un vicolo cieco, mentre si parla di dedicare una via al Bettino del Bottino, pregiudicato corrotto e spia morto latitante senza avere neppure scontato un giorno di pena e senza avere risarcito il danno e restituito il malloppo.
    Perciò va bene “Via Craxi, se insieme ci mettimo via anche Bobo e Stefania e via persino il gatto!!!”

    Dedicato a tutti i dimenticati che come ha spiegato Vauro se muoiono sul lavoro vengono chiamati i morti bianche perchè appunto vengono cancellate.

    Dedicato ai bambini abusati e trasformati in oggetto di piaceri preversi, tra l’indifferenza e la disattenzione di quanti dovrebbero tutelarli, e si accorgono di loro solo dopo fatti vergognosamente e colpevolmente eclatanti e poi spargono lacrime di coccodrillo, quando qualche figlio a 16 18 anni accoltella i gentitori.

    Dedicato agli anziani che ormai sembra debbano vergognarsi di campare più a lungo, “sottraendo” risorse per il lavoro dei giovani per la sanità i servizi e le future pensioni .

    Dedicato ai fedeli del “Dio Mercato” , che non riescono a capire che il benessere relativao di 1/5 dell’umanità costa fame miseria, malattie e morte ai rimenenti 4/5, che se poi s’incazzano vengono subito etichettati come “terroristi”.

    Dedicato a tutti quelli che neppure mi vengono in mente ma che….

    Per questo viva il Primo Maggio, giorno anche dei ricordi.

    http://www.iltravaglio.it

    Rispondi
  • 5. Gennaro Carotenuto  |  1 maggio 2007 alle 9:46

    Il secolo della precarietà

    Brecha mi ha chiesto di introdurre uno speciale per il primo maggio su lavoro e precarietà con una storia del lavoro in 3.000 caratteri. Ne è venuto fuori un quasi Haiku in un po’ più, ma non molto, di 17 sillabe.
    Buon primo maggio a tutti gli amici di GennaroCarotenuto.it

    In principio fu la fabbrica. Prima della fabbrica neanche esisteva il lavoro. O se esisteva, quelli che lavoravano erano mille pedine prese singolarmente. Ma non erano né individui né collettività. Senza fabbrica non c’erano le masse. La fabbrica creò la classe, i sindacati, i partiti, la coscienza di sé.

    Quando Karl Marx e Mijail Bakunin smisero di litigare, cominciò il divertimento. I lavoratori uniti in sindacati e partiti ottenevano di più che atomizzati. Nel XX secolo arrivò Henry Ford. Esistevano le masse e Ford capì che poteva torcere il braccio e la coscienza di classe perché gli operai sognassero di consumare gli stessi prodotti che fabbricavano. Tuttavia a quell’epoca erano i capitalisti quelli che si atomizzavano.

    L’economista inglese John Maynard Keynes teorizzò l’alleanza tra capitale e lavoro sotto la conduzione dello Stato. Ciò, specialmente nell’Europa ricca, fu sufficiente per allontanare le sirene del socialismo reale con diritti, sicurezza sociale e lavorativa.

    Finita la guerra fredda, finì la necessità di una tregua tra capitale e lavoro. Almeno non era più necessaria al capitale. E così, dopo la guerra fredda iniziò un’altra guerra: contro il lavoro. C’erano Ronald Reagan, Margaret Thatcher, e centinaia di loro epigoni. Vinsero epiche battaglie contro minatori e lavoratori statali condotti da una sola logica: sconfiggere il potere dei lavoratori organizzati. Molti applaudivano.

    Ci riuscirono e l’alleanza che aveva generato lo stato sociale e sconfitto il socialismo perse di senso. La fabbrica fordista continuava ad essere produttiva in termini economici, ma aveva un difetto: lì i lavoratori, a volte decine di migliaia, si univano e continuavano a guardare a se stessi come classe.

    Utilizzarono la teologia del libero mercato, una strana religione che accende ceri ad una mano invisibile che tutto aggiusta e, aiutandosi con le differenze tra nord e sud, ovest e est, il capitale fratturò sistematicamente la classe operaia. Le grandi fabbriche cominciarono col conto terzi e finirono per delocalizzare.

    Nacquero così le “maquiladoras”. Ognuno aveva la sua. Gli Stati Uniti avevano il Messico e con l’ALCA volevano avere tutta l’America Latina. Il Giappone aveva l’Asia e l’Europa aveva il suo Est. Milioni di lavoratori qualificati, sopravvissuti al fallimento del socialismo reale. Quando il comitato centrale del Partito Comunista Cinese decretò che “arricchirsi è glorioso”, spazzò via tutto. Anche quelli che avevano applaudito. Per i lavoratori cinesi era necessario credere nella reincarnazione: le condizioni di centinaia di milioni di loro somigliano alla Manchester studiata da Carlo Marx.

    Dal nord al sud del mondo, giovani di classe media smisero di consumare, fondare famiglie, comprare auto o case e fare figli. Come, se non ho nulla di sicuro? Nel frattempo milioni di giovani proletari affondavano nei settori informali o migravano. La trovata di Henry Ford -che fossero i suoi lavoratori a comprare le sue auto- tramontò e la precarietà divenne la regola.

    Per i sacerdoti della mano invisibile, l’unica cosa importante del lavoro era il suo costo: basso. Come storici definiamo il XX secolo in molte maniere, per le masse, per la Shoah, per le guerre. Ma se qualche ragione poteva avere Francis Fukuyama, quando proclamò la fine della storia e il trionfo del liberismo economico, allora il XXI secolo potrebbe passare alla storia come il secolo della precarietà e il povero XX secolo passerebbe ad essere il rimpianto secolo della (quasi) inclusione sociale.

    http://www.gennarocarotenuto.it

    Rispondi
  • 6. Francesco  |  1 maggio 2007 alle 15:17

    Il 1° maggio, la Chiesa Cattolica Romana ricorda san Giuseppe lavoratore.
    E allora, buon Primo Maggio a chi si guadagna il pane con il sudore della fronte e fa del bene agli altri. Buon Primo Maggio ai nuovi Cittadini della Comunità Europea che sono trattati da schiavi, fatti lavorare nei turni notturni, per pochi spiccioli (al Parlamento Europeo di Strasburgo questo non risulta!). Buon Primo Maggio al Cristo che soffre nei suoi membri.
    Buone feste a tutti (a tutt*)!
    Francesco

    Rispondi
  • 7. matteo  |  1 maggio 2007 alle 16:24

    mi unisco anche io con francesco nell’unica giornata mondiale che ricorda una parte importante del corpo universale di cristo che sono i lavoratori, in questo Giuseppe, marito di Maria, almeno lo si può ricordare, visto che come lavoratore ha dovuto mantenere la famiglia, senno’ fa la solita figura del fesso e c…. e non mi sembra proprio il caso.
    Per fortuna che ogni tanto ho la sensazione di non sentirmi bastian contrario o di non essere voce fuori coro visto che in qualsiasi denominazione TUTTI formiamo un unico corpo, in una sola CHIESA al di là delle beghe di bottega che pensavo fosse solo roba da “vaticano”.. ..
    ciao a tutti
    matteo

    Rispondi
  • 8. samuelesiani  |  1 maggio 2007 alle 19:01

    Un augurio di cuore a tutti. Belle dediche, Dani

    Rispondi

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