FAMILY DAY (bis)

13 maggio 2007 at 7:00 6 commenti

Gli elementi ci sono tutti: la vigna, i frutti, il padrone tradito, gli amministratori omicidi, il figlio assassinato.

Concretezza evangelica, tanto divina quanto umana. Ecco perché la parabola dei vignaioli malvagi (Lc 20, 9-16) rivive oggi con impressionante realismo.  Anche in questo caso si parla di vigna: una vigna restituita ai figli dopo la pessima amministrazione di un crudele usurpatore; curata con amore, e in seguito violata.

La vigna è quella dei ragazzi di don Ciotti  (sopra, http://www.libera.it). I devastatori, gli affiliati al clan Brusca. “Costoro sono gli eredi”, avranno pensato. “Uccidiamoli, perché l’eredità sia nostra”. Finora, si sono limitati a un avvertimento. Hanno tagliato 700 viti. Il vino I cento passi, nettare di un sogno libero, il prossimo anno non allieterà le tavole di nessuno.

E’ la seconda volta, nel giro di pochi giorni, che la terra-madre viene violata. E la famiglia umana bestemmiata. Non sfilerà nessun corteo per questa famiglia. Vittima di quell’altra famiglia; in realtà, sua irridente e satanica caricatura.

Dall’inizio del Pontificato Benedetto XVI si batte per l’integrità della famiglia, contro tutti i tentativi di “deviazione”. Ci aspettiamo quindi faccia sentire la sua voce forte e chiara contro questo scempio, e non manchi di comunicare la sua vicinanza a don Luigi. La volta scorsa non è avvenuto. Abbiamo udito parole di solidarietà solo per l’arcivescovo Bagnasco. Ora veniamo a sapere che, dal Brasile, ha condannato i narcotrafficanti. Benissimo, Santità. Ma non dimentichi questo suo figlio spirituale, quei ragazzi, quell’interrotta comunione con la terra. Lei che ha così a cuore la famiglia. 

Ma il Vangelo della vita è anche, necessariamente, il Vangelo dell’acqua. La vicenda di Gesù si dipana tra pagine liquide, preziose, purificatrici e sorgive come appaiono solo a occhi incendiati dal deserto.

Senza famiglia la società muore, scandiva uno slogan udito ieri. Ma senza acqua muore la vita. E senza vita, non può nascere alcuna famiglia. La sindaca di Milano, Letizia Moratti, ha aderito convinta al Family Day. Attendiamo lo stesso zelo e sensibilità per l’appello che riportiamo qui sotto. Un appello che vale per ogni vita.

Daniela Tuscano (vedi anche: https://danielatuscano.wordpress.com/2007/04/28/fior-di-calabria/, https://danielatuscano.wordpress.com/2007/05/03/e-adesso-scomunicateci-tutti/)

Impegniamoci per una cultura dell’acqua

Vorremmo che il Comune di Milano ci aiutasse a diffondere una cultura dell’acqua. Per questo vi invitiamo a spedire via email al Sindaco e alle persone indicate la seguente lettera.

Grazie

Amalia Navoni (Coordinamento Nord Sud del Mondo – Comitato Milanese Acqua) 

Lettera aperta a 

Sindaco di Milano, sig.ra  Letizia Moratti

Presidente Consiglio Comunale, sig. Manfredi Palmeri

Assessore  ambiente, mobilità, trasporti Comune di Milano, sig. Edoardo Croci

Assessore verde, arredo e decoro, sig. Maurizio Cadeo

Assessore casa, sig. Giovanni Verga

Consigliere rappresentante di maggioranza,  sig. Giulio Gallera

Consigliere rappresentante di minoranza, sig.ra Marilena Adamo 

La scarsità di acqua che incombe a livello regionale,il grande consumo e spreco di acqua nella nostra regione e nel nostro Comune impongono cambiamenti di organizzazione e di modalità d’uso in agricoltura, nell’industria e nei consumi individuali.Noi cittadini milanesi, consapevoli, facciamo la nostra parte nel non sprecare acqua, ma occorre un impegno più risoluto da parte delle Istituzioni.Chiediamo al Sindaco di Milano, alle istituzioni milanesi che si impegnino in una campagna di informazione e mobilitazione per diffondere fra i cittadini una nuova cultura dell’acqua come bene pubblico,  prezioso e insostituibile.

 

–    incentivando il risparmio idrico  – In agricoltura, sollecitare con sovvenzioni a  sostituire gli impianti a getto con gli impianti a goccia. – In industria, obbligare al riciclo delle acque introducendo tariffe progressive nel consumo di acqua. –  Incrementare le piscine ecologiche  che non devono essere svuotate/riempite. –  Applicare i riduttori di flusso a tutti i rubinetti –   Revisionare regolarmente i rubinetti negli edifici pubblici – Inviare a tutti i cittadini un vademecum per il risparmio idrico;–  investendo in manutenzione e rinnovamento tecnologico, usando l’acqua in modo differenziato;–  promuovendo l’uso dell’acqua di rubinetto durante le riunioni comunali, le sedi comunali, le mense, i centri per rifugiati politici, le scuole; –  pubblicizzando l’acqua dell’acquedotto milanese con pubblicità progresso. Mentre siamo sommersi dalla pubblicità di acque minerali, non una voce autorevole si leva per l’acqua di rubinetto;– incrementando le aree verdi e ponendo fine alle cementificazioni.Tutti dobbiamo collaborare per custodire l’acqua come patrimonio dell’umanità, per difenderla come diritto di tutti, per garantirla a chi non ce l’ha, ma sono soprattutto le istituzioni che devono dare il buon esempio.

FIRMA(Eventuale associazione, gruppo, sindacato, partito di appartenenza)

Inviare a : sindaco.moratti@ comune.milano. itpresidenzaCC@ comune.milano.itassessore.croci@ comune.milano.it assessore.cadeo@ comune.milano.itassessore.verga@ comune.milano.itgiulio.gallera@ comune.milano.itmarilena.adamo@ comune.milano.it 

Si può rafforzare con un fax:

Sindaco: 02.88450591

Assessore Croci  02 884 53317

Assessore Cadeo  02.884 54304Assessore Verga  02.884.53100Consigliere Gallera  02.884.50008Consigliere Adamo  02.884.54803 

 

****

RAHMATULLAH LIBERO http://www.repubblica.it/speciale/2007/appelli/rahmatullah/index.html

 

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FAMILY DAY HINA SIAMO NOI

6 commenti Add your own

  • 1. samuelesiani  |  13 maggio 2007 alle 13:01

    Se non ci stringiamo tutti attorno a quelli di Libera o di Adesso ammazzateci tutti li ammazzeranno davvero. Servono leggi serie. Serve togliere i collusi con la mafia dalle amministrazioni e dalla politica. O il loro operato sarà sprecato

    Rispondi
  • 2. Marco Cedolin  |  13 maggio 2007 alle 16:23

    Mentre la febbre del Family Day sta catalizzando l’attenzione dell’opinione pubblica, che si divide fra fautori e detrattori del penoso siparietto in programma nelle piazze romane, il governo si muove nell’ombra al di fuori della legge, ma anche di quell’attenzione mediatica che preferisce occuparsi di “teatro” anziché della drammatica realtà del nostro paese.
    A Serre, nel salernitano, in quella Campania che la camorra di governo ed il governo di camorra hanno ridotto ad un immenso immondezzaio straripante di veleni e sostanze tossiche, dove le patologie tumorali hanno un’incidenza così alta fra la popolazione da suscitare l’attenzione dei ricercatori scientifici internazionali ma non quella di chi sarebbe deputato ad amministrare il territorio, si sta consumando l’ennesimo atto di una lunga saga di prevaricazioni.

    Proprio nei pressi di Serre, un paese di 4000 anime in provincia di Salerno, il Commissario straordinario Bertolaso aveva deciso di costruire una delle 4 discariche che dovrebbero liberare il napoletano dal marasma maleodorante di spazzatura conseguente ad una gestione delinquenziale dello smaltimento dei rifiuti, il cui ricco business è stato oggetto di spartizione fra i clan camorristici e la Fibe s.p.a. del Gruppo Impregilo, in un sodalizio ormai di vecchia data con gli uomini della politica.
    Nei propositi di Bertolaso la discarica di Valle della Masseria avrebbe dovuto sorgere all’interno di un’oasi di protezione faunistica (area SIC) con svariati vincoli ambientali che si affaccia sul fiume Sele, in tutto e per tutto non compatibile con un’opera di questo genere.

    Già nel mese di marzo le forze dell’ordine tentarono di sgomberare con la forza il presidio spontaneo dei cittadini che, insieme al loro sindaco Palmiro Cornetta, si opponevano pacificamente ma con fermezza all’ennesimo scempio ambientale in un territorio già pesantemente martoriato. I manganelli calarono come già accaduto in Val di Susa sulla popolazione inerme ma Bertolaso fu costretto a desistere dal suo proposito. Il Comune di Serre fece ricorso al Tribunale di Salerno e alla fine di aprile il giudice Antonio Valitutti ordinò al Commissario di Governo per l’emergenza rifiuti in Campania, di astenersi dalla costruzione dell’opera, ritenendo il sito non idoneo ad un impiego di questo tipo in virtù del suo valore ambientale. E nell’ordinanza affidò al comando provinciale dei Carabinieri di Salerno il compito di garantire la sicurezza ed il rispetto dell’ordinanza stessa.

    Venerdì 11 maggio il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge concernente l’emergenza rifiuti in Campania che di fatto ripropone la discarica di Serre senza curarsi della decisione del Tribunale di Salerno, rendendo pienamente l’idea del grado di sfrontatezza con il quale la politica ormai abitualmente si rapporta tanto con la legalità quanto con i diritti dei cittadini.
    Da ieri pomeriggio Serre è una città fantasma, con gli esercizi commerciali chiusi e la popolazione accorsa a presidiare quel sito la cui integrità dovrebbe essere per legge garantita dai carabinieri. Da ieri pomeriggio il governo ha inviato oltre un migliaio di uomini delle forze dell’ordine in tenuta antisommossa che hanno già tentato un paio di volte senza successo di forzare il cordone dei presidianti per consentire l’accesso delle ruspe.

    Cambiano i governi ma non cambia l’arroganza della politica e ancora una volta, come nel dicembre 2005 a Venaus, i cittadini si ritrovano accanto ai propri sindaci per difendere l’ambiente in cui vivono ed il loro diritto ad entrare nel merito delle decisioni che li riguardano. Ancora una volta, come in Valle di Susa, la polizia, i manganelli e gli elicotteri vengono contrapposti alla popolazione pacifica che insieme alle autorità locali sta cercando di far valere i propri diritti, in questo caso oltretutto sanciti da una sentenza del Tribunale. Polizia contro cittadini e sindaci, Governo contro Magistratura, Stato contro Stato in una situazione parossistica che rischia di farsi sempre più incandescente, mentre il circo dell’informazione è impegnato a tenere il conto delle presenze a quel grande evento folkloristico che è il Family Day.

    Rispondi
  • 3. Tiziana Cardella  |  14 maggio 2007 alle 7:09

    sarà dura dal Seghino a Serre 🙂
    Il PU a Torino ha partecipato al blocco della ferrovia, simbolico, durato circa un’ora.

    Un abbraccio e a presto, Tiz

    RIFIUTI:SERRE;SODANO;E’GRAVISSIMO,NIENTE INCONTRO PREFETTURA

    (ANSA) – NAPOLI, 12 MAG – Il presidente della Commissione
    Ambiente del Senato, Tommaso Sodano, definisce ”gravissimo” quanto sta accadendo a Serre, in provincia di Salerno. Sodano, tra circa due ore, avrebbe dovuto prendere parte ad un incontro con il prefetto di Napoli, Alessandro Pansa, proprio per fare il punto sulla discarica di Serre. Un incontro saltato, in seguito a quanto successo stamattina nel Salernitano, come confermato dallo stesso Sodano. ”Non sto andando piu’ in prefettura – conferma il presidente della Commissione Ambiente del Senato – voglio vedere con i miei occhi cosa sta succedendo”. ”Sono abituato a prendere gli impegni – aggiunge – se davanti a mille persone comunico che fino alle ore 12 non ci saranno violenze, forzature, visto che e’ questa la rassicurazione che ho avuto dal ministero dell’Interno e dal prefetto, cerco di mantenere fede agli impegni”. ”Si sta scegliendo la strada peggiore – conclude Sodano – Sappia, il Governo, che avra’ bisogno del Parlamento per la conversione del decreto. Se questo e’ il clima sara’ difficile”. (ANSA)

    **RIFIUTI: PECORARO, AMAREZZA PER DECRETO** =
    SUBISCO VOLONTA’ SUPERIORE

    Roma, 12 mag. – (Adnkronos) – ”Questo decreto non porta la mia firma, subisco una decisione superiore”. Alfonso Pecoraro Scanio, ministro dell’ambiente prende le distanze dal decreto contro l’emergenza rifiuti in Campania. Non ha partecipato al Consiglio dei ministri perche’ in rientro dagli Stati Uniti e in un’intervista al ”Mattino” dice: ”Se ci fossi stato non avrei votato”.

    Il suo stato d’animo? ”Di grande amarezza -commenta- Sono
    addolorato per questo accanimento sulle aree protette. E’ un peccato perche’ cosi’ si alimentano solo contrasti”. ”E’ da gennaio -ricordail ministro- che propongo soluzioni alternative tecnicamente valide, ma inutilmente. Sono minoranza nel governo ma cio’ non mi esime dal dire che le direttive Ue vanno rispettate per non incorrere nel rischio di infrazioni”.

    Quanto alla discarica nell’area protetta di Serre e nel parco
    nazionale del Vesuvio, Pecoraro aggiunge: ”Non sono assolutamente d’accordo. Io nel parco del Vesuvio e nelle altre zone sto cercando di far bonificare cave e discariche, sto cercando le risorse per abbattere le case abusive a Casalnuovo. Il decreto e’ uno schiaffo al lavoro che stiamo svolgendo”.”Io sono -prosegue- il ministro dell’ambiente e ho il dovere di dire che se qualcuno volesse aprire una discarica nel parco d’Abruzzo o nel parco Circeo direi mille volte
    no. Non e’ un problema che riguarda la Campania, ma una questione istituzionale di rispetto delle regole.

    (Rre/Zn/Adnkronos)

    **RIFIUTI: NICOLAIS, DECRETO PER LA CAMPANIA NECESSARIO** =
    INTERESSI POLITICI VANNO MESSI DA PARTE

    Roma, 12 mag. – (Adnkronos) – ”E’ un impegno forte che il
    governo prende, una presa di posizione necessaria per trasmettere il chiaro segnale che non e’ piu’ il momento di tergiversare”. Lo sottolinea in un’intervista al ”Mattino” Luigi Nicolais ministro delle Riforme e Innovazione nella Pubblica amministrazione Luigi Nicolais tra i piu’ convinti sostenitori del decreto contro l’emergenza rifiuti in Campania.

    ”Con questo decreto -prosegue Nicolais- ribadiamo il forte
    supporto a Bertolaso e anche alle istituzioni locali. La situazione e’ insostenibile e richiedeva una risposta seria e vera”’. Quanto allo polemiche il ministro osserva: ”Mi auguro che ovunque prevalga il buon senso perche’ lo scontro frontale non giova a nessuno. L’emergenza rifiuti, come dimostrano proprio i continui interventi del governo e’ un’emergenza non piu’ locale ma nazionale e mi sembra
    evidente che ogni decisione rischia di accontentare alcuni e
    scontentare altri, ma il senso di responsabilita’ deve indurre tutti a ritenere che la tutela degli interessi della collettivita’ debba prevalere sulla tutela degli interessi di una parte”.

    Sul caso Serre, dove in pieno parco nazionale del Vesuvio verra’ aperta una discarica, Nicolais riferisce: ”Ne abbiamo discusso in consiglio dei ministri e la decisione non e’ stata facile. Ma il sacrificio va fatto e lo dice uno che abita a Ercolano, a pochissimi chilometri dal parco del Vesuvio”.

    (Rre/Zn/Adnkronos)

    RIFIUTI: AN, DISCARICA IN AREA VESUVIO SCELTA INCOMPRENSIBILE
    Napoli, 12 mag. – (Adnkronos) – “La decisione del Governo di
    individuare, all’interno del territorio del Parco del Vesuvio, una
    delle discariche per i rifiuti previste dal nuovo decreto, risulta
    incomprensibile”. Lo ha detto, in una nota, il capogruppo di Alleanza Nazionale alla Provincia di Napoli, Luigi Rispoli. “Da un alto si investono tantissime risorse pubbliche per valorizzare e preservare le aree protette -ha aggiunto- dall’altra si va a buttare un mare di spazzatura. Credo sia giunto il momento che la Provincia di Napoli scenda in campo e faccia finalmente la sua parte -ha concluso- chiedero’ al presidente Di Palma che l’ente la smetta di ignorare il problema dell’emergenza rifiuti e si faccia carico di individuare subito un sito alternativo a quello di Terzigno”.

    Rispondi
  • 4. TheHours  |  15 maggio 2007 alle 12:54

    …eccomi! : )
    non conoscevo questa parabola inquietante. inquietante se penso al gesto, all’avvertimento che è stato fatto a don ciotti.
    non sfilerà nessun corteo per questa famiglia. è tristemente vero. temo per la sorte di ciotti. e temo quella della sicilia, a fornte delle ultime consultazioni elettorali. temo di vivere in un paese come l’italia perché andrà sempre peggio…
    ps. per la foto di casini nessun problema. se ti interessa qualcos’altro chiedi pure. ho un repertorio assai vasto! : )
    un saluto

    Rispondi
  • 5. Information Guerrilla  |  19 maggio 2007 alle 7:23

    La cosiddetta “emergenza Campania” da mesi viene utilizzata a livello nazionale quale ammonimento verso popolazioni, comitati di cittadini e associazioni che si battono in tutta Italia da Trento a Torino, da Genova alla piana Firenze-Prato-Pistoia, dall’ Emilia alla Sardegna, dal Lazio alla Sicilia contro la proliferazione di inceneritori e discariche. Il messaggio, di chiaro stampo autoritario, è: “O accettate impianti inquinanti o finirete con i rifiuti per strada come in Campania”.
    Questo ricatto è inaccettabile e poggia su di una vera e propria falsificazione della realtà, volutamente accentuata dai mezzi di informazione. In Campania come nelle altre regioni, non è la mancanza di costosissimi e nocivi inceneritori e di discariche ad impedire la soluzione del problema rifiuti, ma la colpevole assenza di qualsiasi politica di riduzione alla fonte, di riutilizzo, di riciclaggio, di serie e diffuse raccolte differenziate.

    Come sosteniamo da anni, c’è un solo modo per uscire dal problema rifiuti e quindi anche dal “tunnel della cosiddetta emergenza Campania”.
    – Investire da subito in forme generalizzate di raccolte “porta a porta”, a partire dalla frazione putrescibile.
    – Chiudere con le fallimentari gestioni dei commissari straordinari, costosissime e antidemocratiche.
    – Restituire – dovunque sia stato calpestato – il potere di programmazione e di gestione alle comunità e agli enti locali, attraverso un percorso di reale partecipazione democratica.
    – Chiudere da subito e totalmente – senza deroghe di sorta – con la truffa dei sussidi all’ incenerimento (Cip 6 e Certificati Verdi )
    – Far decollare davvero produzioni pulite, progetti estesi di riciclaggio e di compostaggio in grado, tra l’ altro, di creare molti più posti di lavoro.

    E’ per questo che SABATO 19 MAGGIO a Napoli la Rete Nazionale RIFIUTI ZERO e i Comitati Campani per la difesa della salute e dell’ ambiente promuovono una Manifestazione Nazionale per denunciare la crisi ambientale e sanitaria procurata dalla nociva gestione del ciclo dei rifiuti, dalle attuali forme di produzione dell’ energia basate su processi di combustione, dalla realizzazione di grandi e meno grandi opere infrastrutturali.
    Tutto questo è l’effetto di governi locali e nazionali appiattiti su logiche economiche neoliberiste formulate da paesi che tanto gestiscono i propri beni primari, quanto formulano teorie di guerre preventive contro terrorismi e stati canaglia per controllare beni collettivi fondamentali per la sopravvivenza dell’ umanità (acqua, fonti energetiche, biodiversità, semi..).

    Quanto accade in Campania e nel Mezzogiorno è emblematico della situazione del paese : sversamento illegale di rifiuti industriali, mancata bonifica di territori pesantemente inquinati, piani regionali di gestione del ciclo dei rifiuti fondati esclusivamente sull’ utilizzo di inceneritori e discariche, costruzione di centrali termoelettriche a olio combustibile, a carbone, a turbogas, a biomasse, progetti di rigassificatori offshore e on board oltretutto ancora da sperimentare, linee elettriche e antenne per la telefonia mobile, proliferazione di insediamenti industriali altamente inquinanti e nocivi in aree urbanizzate e a ridosso di aree agricole.
    La realizzazione e i progetti di grandi e piccole opere infrastrutturali – pubbliche e private – come dighe, autostrade, Tav, ponte sullo stretto di Messina, discariche, inceneritori, Mose, porti turistici, e contemporaneamente l’ Istituto della concessione per la costruzione delle grandi opere pubbliche senza gare d’ appalto e l’ affidamento ai privati della gestione delle risorse idriche e dei servizi locali (rifiuti, energia, gas, telefonia) hanno determinato, e provocano a tutt’ oggi lo spreco di ingenti somme di denaro pubblico, favorendo l’ accrescimento del capitale finanziario e il proliferare di potenti comitati d’ affari, mentre producono la dissipazione e lo sperpero dei beni collettivi comuni e causano un progressivo deterioramento della convivenza civile, compromettendo in modo ormai irreversibile l’ ambiente e la salute delle popolazioni.
    In questo quadro un dato impressionante è quello della situazione sanitaria della Campania, aggravata da una gestione dei rifiuti fallimentare che ha favorito il predominio e gli affari delle ecomafie e della camorra, a discapito della salute delle cittadine e dei cittadini.
    Infatti, l’incidenza generale di malattie tumorali in Campania ha drammaticamente superato, per particolari patologie di cancro, la media nazionale.

    La gestione commissariale, che dura da oltre tredici anni, ha completamente ignorato questa allarmante situazione e ancora oggi prevede, come unica soluzione, il conferimento di rifiuto tal quale, dannosissimo per la salute e per l’ ambiente, in enormi discariche in un territorio ormai sopraffatto da decenni di abusi. Il tutto in aperta violazione delle norme europee e delle leggi nazionali.
    A quanti, uomini di governo e della giunta regionale campana, e allo stesso presidente della Repubblica, tendono ad eludere le proprie responsabilità, i propri errori, i ritardi e le inefficienze, per scaricarli su altri, i comitati campani per la difesa dell’ ambiente e della salute e la Rete nazionale Rifiuti Zero rispondono respingendo ogni addebito e rivendicando per le comunità in lotta il diritto a resistere per la difesa della salute umana, ambientale e territoriale. Nonché a costituirsi parte civile nei processi di risarcimento per danno ambientale.
    A prevalere in Campania sono state le logiche dei comitati d’ affari, supportate dalle scelte del sistema politico istituzionale – da Rastrelli a Bassolino.
    Prova ne sia che ad oggi la Campania è priva di un Piano regionale di gestione dei rifiuti ed a decidere è ancora il commissario straordinario che, con il pieno sostegno del governo regionale e nazionale, continua volutamente ad ignorare le legittime ragioni delle comunità, imponendo le sue scelte con la prevaricazione e senza prospettare le soluzioni alternative concretamente disponibili.
    Tra l’ altro molti dei protagonisti della gestione dei rifiuti sono sotto inchiesta, dalla Fibe – che ancora oggi continua a far danni mandando avanti il cantiere dell’ inceneritore di Acerra – a Bassolino, fino agli alti dirigenti del Commissariato.

    Noi invece riteniamo indispensabile che i governi nazionali e locali si facciano promotori di politiche di riduzione dei consumi energetici, incentivando il risparmio, le fonti energetiche realmente rinnovabili anziché regalare milioni di euro con Cip 6, Certificati Verdi e bolletta elettrica ad inceneritoristi e petrolieri, anziché moltiplicare la costruzione di nuove centrali per la produzione di energia, privatizzando e liberalizzando i servizi pubblici locali ormai diventati Società per Azioni con al centro il profitto e non più l’ interesse della collettività.
    E’ quindi improcrastinabile – per difendere la salute e l’ interesse collettivo – avviare piani straordinari di bonifica delle aree gravemente inquinate, promuovere concretamente programmi di riduzione alla fonte della produzione dei rifiuti e degli imballaggi , il riuso e il riciclaggio, le raccolte differenziate porta a porta, con trattamento meccanico biologico ( ” a freddo” ) della frazione residua. E promuovere sistemi di progettazione e di produzione dei beni di consumo che riducano al minimo i materiali di scarto, puntando all’ obbiettivo RIFIUTI ZERO.

    In questa prospettiva, dalla Val di Susa alla Sicilia, da Civitavecchia a Catanzaro, da Livorno a Brindisi, da Vicenza a Camp Darby, dalla piana Firenze-Prato-Pistoia ad Acerra, Serre, Lo Uttaro, movimenti , realtà di base, comitati ed associazioni si uniscono in un Patto di Mutuo Soccorso, con il quale si impegnano a sostenere le mobilitazioni delle popolazioni in lotta a difesa dell’ ambiente e della salute.

    Rivolgiamo questo appello a tutte le forze sociali, alle associazioni e ai movimenti, alle Reti nazionali (acqua, No centrali, No elettrosmog, NO Mose, NO Tav, Altragricoltura, ) alle forze sindacali, al comparto agricolo, al movimento dei contadini e dei rurali, al mondo del lavoro, dei disoccupati e dei precari, al mondo della scuola e dell’ Università e alle comunità religiose, perché si possa rafforzare la lotta per costruire insieme una società rispettosa della vita e della dignità umana.

    La Rete Nazionale Rifiuti Zero e i Comitati Campani per la difesa della salute e dell’ ambiente, oltre ad esprimere solidarietà alle tante realtà in lotta in tutto il paese, sono particolarmente solidali con le popolazioni di Acerra, Serre e Lo Uttaro colpite dalla violenza della repressione.
    Siamo vicini a chi nella Chiesa sostiene le ragioni della salute e della giustizia – come padre Alex Zanotelli e il vescovo di Caserta Nogaro – e siamo contro le pressioni e le ingerenze di alcune gerarchie ecclesiastiche.

    Rispondi
  • 6. Arcoiris TV  |  29 maggio 2007 alle 17:13

    Acqua e Siccità – Intervista a Giuseppe Altamore

    Acqua e siccità

    La siccità è una vera o falsa emergenza? E che cosa si fa per fronteggiarla? Giuseppe Altamore ha dedicato tre saggi al problema dell’acqua (il più recente è “Acqua spa”, edito da A. Mondadori). In questa intervista rilasciata per Arcoiris a Piero Ricca risponde a questi interrogativi e parla degli interessi economici legati al settore idropotabile in relazione ai diritti dei cittadini.

    Visita il sito: http://www.pieroricca.org

    Rispondi

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