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RITORNO E ANDATA – Renato Zero al “Corsera”: riflessioni a caldo

…21 maggio 2007, si ricomincia.

Renato ancora fra noi. Come due anni fa. In procinto di partire per il tour. Reduce da un incontro molto più intimo (6 persone selezionate) a Roma, alla sede di “Repubblica”. Dove ha parlato di musica, di religione, di violenza e di… Dico (cfr. commento n° 1).

Noi in 160, stavolta alla sala “Buzzati”. Lui elegantissimo, affabile, simpatico, così nature. Sexy. Dispensava baci e abbracci a tutti. Accanto, un anziano rompiscatole spacciatosi per giornalista: Mario Luzzatto Fegiz. Angry E questa è stata l’unica nota realmente stonata nel nostro “realismo magico”…

Io, ben più dell’altra volta, tesa come una corda di violino. Sono stata una delle prime a porgli la domanda. Mi ero persino preparata un taccuino. Attaccata al microfono: “Pronto?”. E lui, di rimando: “…Chi parla?”, poi: “Di solito, in Italia, si dice: Pronto, chi parla? Qui a Milano, invece: Pronto, chi pirla???”. 😀 Mia immediata replica: “Spero almeno di non fare una domanda pirla!!!”. Insomma era iniziata bene, tra grasse risate, e proseguita ancor meglio, con me che affermo: “Sono lenta, non riesco mai ad avvicinarmi a te” (alludevo alla ressa di poco prima, tutti si erano accaparrati un posto vicino a lui per una foto e/o un bacio, ma io ero rimasta seminata: e l’ultimo bacio risale al 1994… ), e lui che obietta: “Ma sei vicina” riferendosi alla mia postazione, effettivamente buona anche se si poteva sperare di più.

Io ho accennato alla spettacolarizzazione del dolore, visto che l’attimo precedente si parlava di pedofilia, tema da lui trattato già nel 1974, e volevo dirgli che (contrariamente a quanto sosteneva nell’intervista) la gente ha bisogno di amicizia, solidarietà e amore, e in giro se ne trovano molti, lo vedo coi miei studenti, solo che in tv mostrano solo certe facce… Purtroppo Fegiz interviene sviando del tutto il senso della mia frase, e nel “balordone” più completo m’incarto. Intendevo ricordare a Renato che l’artista deve dar voce alle persone vere; quindi basta tradizionalismo… Ma non ci son riuscita; e Renato mi ha parlato del valore della famiglia…

…che è diverso parlare di bambini e di adolescenti ma che in entrambi i casi l’educazione deve partire da lì ecc., che è intollerabile mandare le bambine in giro come lolite ecc. Sulle donne si è soffermato molto, e comprensibilmente, visto che ne è perdutamente innamorato e, forse, anche un po’ intimidito, venato di inespresso rimpianto, come per un treno mancato. Renato è un femminista sentimentale.

(Foto Massimo Barbaglia)

Milano. Renato Zero nella morsa dei fans e, sotto, con un giovanissimo ammiratore (foto Massimo Barbaglia)

Poi ha ricordato (benissimo!) il piccolo Matteo di Torino, suicidatosi perché “accusato” di essere omosessuale, soggiungendo: “A me lo dicevano già a due anni, ma io la prendevo con allegria, alla fine la mia sessualità me la sono scelta da me (o circa), però, davanti alla tracotanza di certi bulletti, altri, più fragili, si suicidano”. Forse sarebbe stato ancor meglio precisare che essere omosessuali non è un insulto, ma è ok anche così. Che abbia ricordato il ragazzino è positivo.

Carinissimo un 17enne sparuto che gli ha chiesto se rifarebbe tutto daccapo. Una gran voglia di abbracciarlo! Stupenda domanda di una giovane donna: “Come consideri le tue trasgressioni passate, come vivi quelle presenti e come gestirai le future?”. Renato l’ha lodata pubblicamente, ha voluto vedere il suo viso da vicino, ha commentato: “La tua domanda è molto adulta”. La risposta, in verità, è stata un po’ banalotta, soprattutto perché s’è infognato in un pistolotto sulle stragi del sabato sera che proprio ti sembrava di non avergli mai chiesto…

Ma Renato è così: apre parentesi che non sempre riesce a chiudere. Com’è accaduto a un bibliotecario che voleva solo conoscere qualcosa circa i suoi prossimi concerti; appena il Nostro ha saputo che lavorava al Castello Sforzesco si è ricordato del pessimo episodio del 1981 in cui perì la giovane Tiziana Canesi. Renato era rimasto estremamente scosso da quell’episodio, visto che lo ricorda ancora, fra il triste e l’incazzato, fra una carezza per Lucy e un omaggio a Claretta. In seguito, finito lo sfogo, ha tagliato corto: “Bene, ora un’altra domanda” e il povero bibliotecario: “Scusa, Renato, ma ancora non ti ho fatto la mia…”. 

Del resto, i suoi silenzi e i suoi “non detti” sono talora più eloquenti dei discorsi compiuti. Il guaio è che, con lui, non si può barare: quello che provi vien fuori, ti mette a nudo, e sono certa che, se fossimo soli… beh, dovrei raccontargli PER FORZA la verità di me.

Renato è intelligentissimo.

Però questo suo punto di forza m’intimorisce anche parecchio.

Renato è un uomo di rara e spiegazzata bellezza, acuto, prevaricante, eccessivo. In tutto. Lo ha ammesso lui stesso: “Mica è facile starmi al fianco!”. E’ spesso faticoso vivere, ed essere, diversi dagli altri.

Renato che, se non avesse fatto il cantante, sarebbe stato un camionista per poter girare il Paese (o un/a suo/a cliente, come accadeva al protagonista di Nafta). Da brava demente non gli ho portato nulla di mio, come certo avrei potuto e come mi ha rimproverato l’amico che mi accompagnava, eh già, “sarà per la prossima volta” come fosse una bagattella. Mi è sfuggito anche all’uscita: lo aspettavamo da una parte, se l’è filata da quella opposta, dove si trovava un altro amico mio che mi telefonò urlandomi: “E sbrigati, che lo vedi…”. Seeeh, cippirimerlo!!!!

Un altro amico, in collegamento telefonico, ha annotato: “Tremolavi come un’adolescente… ti piace, eh?”. MAMMA MIA, CHE VERGOGNA!!! E lui: “Ma nooo, che quella sala era piena di umori vaginali e non solo!!!!!!!”. Sospetto fossimo tutti “in tiro”… e Renato lo sapeva!

(Foto Massimo Barbaglia) 

Poi, chi altri ho visto? Ah, sì: Roberto con lo stesso maglioncino a V che indossava alla serata con Tieri, durante la prima ressa si è avvicinato con una smorfia stortarella urlacchiando: “Aoh, non così, non state sotto” Poi, però, ogni tanto faceva capolino dai camerini, da solo o a fianco di una bella bionda, o di Mariano. Renato ne parlava sempre con grande affetto.

A proposito di Mariano: è diventato un giovanotto molto interessante. 😛 Oltretutto adesso sfoggia una barbetta assassina che gli dona, e lo fa molto più uomo. Era pensoso, si appoggiava spesso a un lato della parete, ogni tanto rientrava in camerino, poi usciva di nuovo, disinvoltamente charmant.

Ma il mini-tour tra le facce italiane sta per terminare, fra poco ricomincerà la musica, e ci attendiamo e speriamo sia ancora la nostra, vera, tanta, generosa, risorta.

Daniela Tuscano (foto e video in http://www.corriere.it/vivimilano/faccia_a_faccia/articoli/2007/05_Maggio/22/zero_sezione.shtml)

 

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RAHMATULLAH LIBERO http://www.repubblica.it/speciale/2007/appelli/rahmatullah/index.html

21 maggio 2007 at 22:42 17 commenti


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