SALMO PENTECOSTALE

27 maggio 2007 at 7:06 15 commenti

Per l’inquietudine di un barbaglio di sole.

Per un filtro di luce nella pioggia.

Per un uomo che ascende

e un Dio che discende,

nelle viscere e nelle carni,

un soffio che è femmina,

un ossimoro d’amore,

inno alla diversità,

schiaffo di fuoco

su ricche vesti

di ipocriti farisei,

muti sepolcri imbiancati…

Un condominio di attese,

speranze samaritane

in una giornata tremula

con sorrisi di bimbi…

Duccio di Buoninsegna, La Pentecoste

Che nascono alla terra,

e che dal ventre acqueo

non escono più,

raggelati nel buio

colpiti da chi in sé

ha cancellato l’immagine di Dio

e non può vederla

né in una donna,

né in una vita accennata.

Barbara Cicioni

Daniela Tuscano (dedicata a Barbara Cicioni, alla sua bimba mai nata e a tutti i “diversi” della terra. Vedi anche: Lettera all’arcivescovo Bagnasco di don Paolo Farinella, ivi, comm. n° 7)

 

 

****

RAHMATULLAH LIBERO http://www.repubblica.it/speciale/2007/appelli/rahmatullah/index.html

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Entry filed under: frammenti, religioni e società, Uguali&Diversi.

DIRITTO ALLA MATERNITÀ COSCIENTE – Incontro col CAV Mangiagalli e col Naga (Milano) IL TEST PIU’ IDIOTA DEL MONDO – Salviamo i nostri bambini dal Ritalin!

15 commenti Add your own

  • 1. Darianna  |  27 maggio 2007 alle 8:30

    Domenica 27 Maggio 2007

    PENTECOSTE

    Vangelo Gv 7,37-39
    Sgorgheranno fiumi di acqua viva.
    Dal Vangelo secondo Giovanni

    Nell’ultimo giorno, il grande giorno della festa, Gesù levatosi in piedi esclamò ad alta voce: «Chi ha sete venga a me e beva, chi crede in me. Come dice la Scrittura: fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno».
    Questo egli disse riferendosi allo Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui: infatti non c’era ancora lo Spirito, perché Gesù non era stato ancora glorificato.
    ____________ _________ ______

    La questione dello spirito è stata oggetto di grande discussione ed elemento fondamentale nella cosiddetta chiesa primitiva. L’elemento distintivo della persona credente era proprio il fatto se aveva ricevuto quello che veniva chiamato “il battesimo dello spirito”.
    Tale questione si assopisce con il sorgere del dibattito cristologico fino a quando nel 1100 circa riemenrge con i movimenti spiritualisti, per poi nuovamente inabissarsi e risorgere nel 1900 con i movimenti “pentecostali” .
    La questione dello spirito è quindi questione che ha avuto centralità in quei periodi ed in quei gruppi in cui si sottolineava l’importanza della conversione, dell’azione di dio nella storia, della testimonianza di questa azione di fronte al mondo. E’ la libertà dal vincolo normativo e l’ubbidienza al mandato stesso di dio che si manifesta nella storia investendo la persona credente che, nel suo essere testimone, diventa colei dal quale sgorgano fiumi di acqua viva.
    La fede non è quindi adesione ideale, non è vincolo ad una dimensione ecclesiale o/e dogmatica, ma è l’essere state chiamate al servizio nell’ubbidienza a dio alla sua gloria.

    Amen

    Rispondi
  • 2. salvuccio  |  27 maggio 2007 alle 12:32

    Benedizioni di Pentecoste a voi tutti!

    Pentecost blessings to you!

    Rispondi
  • 3. dan  |  27 maggio 2007 alle 14:57

    Abbi il tuo scopo davanti a te
    a ogni passo che fai.
    Tu desideri la libertà
    e non devi dimenticarlo mai.

    Rispondi
  • 4. Gruppo MARCONI  |  27 maggio 2007 alle 18:54

    Pentecoste, 27.5.2007

    (Atti, 2.1-11Romani, 8.8-17Giovanni, 14.15-26)

    Proposte di riflessione

    Spirito di Dio

    La riflessione teologica ha sviluppato uno sforzo enorme per spiegare la realtà dello Spirito Santo secondo le categorie mentali filosofiche e le espressioni tecniche che ne derivano (“generazione”, “processione”, “persona”, “natura”) hanno un valore analogico e figurativo che non sempre riesce ad arricchire veramente la nostra comprensione della vita divina. Aldilà delle dispute tra specialisti, c’è però convergenza su alcuni principi:

    Dio non è solitudine ma comunione, e la vita divina si esprime attraverso una circolarità di relazione tra Padre, Figlio e Spirito Santo;

    Questa correlazione lascia che ci siano modalità specifiche attraverso le quali si esprime il Padre, il Figlio e lo Spirito

    Lo Spirito Santo supera la relazione Io-Tu ed introduce il Noi: attualizza la memoria di Gesù facendo sì che le sue parole non restino lettera morta ma vengano rilette continuamente e si traducano in impegni pratici

    Le due letture (Atti e Vangelo) confermano l’attribuzione allo Spirito di Dio di azione specifica:

    In un periodo in cui presumibilmente i discepoli sono ancora impauriti e sbandati ricevono prima la presenza rassicurante di Gesù e quando capiscono che è definitivamente concluso il suo tempo terreno percepiscono la presenza – diversa da Gesù ma altrettanto potente – dello Spirito di Dio che irrompe nella loro esistenza come forza trasformatrice e che dà loro una forza nuova di operare e di trasmettere il messaggio agli altri. La Pentecoste, non necessariamente fatto storico nei termini descritti, esprime però l’esperienza vera che – venuto meno Gesù – è lo Spirito che sosterrà le giovani comunità; la Pentecoste, originariamente festa della mietitura e successivamente anche della rinnovazione dell’alleanza, assume così il nuovo significato della fedeltà di Dio e di conferma dell’aiuto che verrà dato alle comunità nascenti (Bibbia di Gerusalemme).

    Nel Vangelo si ribadisce la convinzione espressa sopra: quando Gesù non ci sarà più (“Queste cose vi ho detto quando ero ancora tra voi. Ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome…”) sarà lo Spirito di Dio ad essere presente nelle comunità e ad aiutarle nello sforzo di rinnovamento di tutte le cose.

    Molte delle letture post-pasquali contengono questo riferimento allo Spirito di Dio: viene a mancare la fisicità di Gesù ma non la certezza della presenza di Dio nella storia dell’uomo. Sembra quasi che debba maturare questo evento della venuta meno di Gesù perché i discepoli crescano e capiscano finalmente che non è il nuovo Regno di Israele la loro missione (Atti, 1, 6-7)

    Anche se non inquadrato in un contesto dottrinale strutturato, lo Spirito è presente nella Bibbia come uragano e turbine, forza trasformatrice delle persone che spinge a compiere opere grandiose, e viene rappresentato appunto come energia vitale (fuoco, vento, tuono). Cfr.anche 1 Re, 19.8-18.

    Azione dello Spirito

    Lo Spirito di Dio è colui che attualizza la memoria di Gesù: è la forza del nuovo e del rinnovamento di tutte le cose; in tal senso la sua azione si può ricondurre a questi due aspetti:

    Dà forza nei momenti di sconforto

    Dà luce per capire come attuare nella storia il messaggio di Gesù

    In conclusione è presente nella storia dell’uomo per aiutarlo a realizzare nella creazione quel dinamismo di convergenza e di comunione che rispecchia la realtà intima della vita di Dio (Boff).

    3. Quando agisce lo Spirito?

    Come l’attribuzione del potere è condizionata all’esercizio della carità (“Mi ami tu?…Pasci le mie pecore”), così Giovanni nel vangelo sembra affermare chiaramente che l’atteggiamento d’amore è pure pre-condizione per ricevere il Consolatore (“Se mi amate…io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perchè rimanga con voi per sempre”)

    Molti di noi hanno sperimentato che sono i momenti di sofferenza e di vuoto spirituale le situazioni privilegiate in cui si riesce a fare spazio all’azione dello Spirito, a riconoscere – magari dolorosamente – il percorso da fare e le cose da cambiare. Ed a posteriori a scoprire anche che in quel vuoto in realtà si era fatto spazio per capire e che Dio non ci aveva abbandonato. Sono queste le esperienze da cui si esce rafforzati. Meglio che “consolatore” od “avvocato” è il termine “Dio accanto” che esprime compiutamente la continuità di presenza dello Spirito.

    E’ stato messo in evidenza che lo Spirito svolge un’azione trasformatrice ed innovatrice e penetra le azioni umane facendole partecipare all’azione creatrice di Dio: in questo senso il luogo privilegiato dell’azione dello Spirito è là dove maggiormente si esercita il dominio e la violenza dell’uomo sull’uomo, ed i destinatari privilegiati dell’azione dello Spirito sono i poveri quando resistono contro l’oppressione, quando si organizzano per cercare la vita, il pane e la libertà, quando in mezzo alla lotta conservano la fede e la tenerezza verso gli altri e diventano i grandi sacramenti storici della presenza operante dello Spirito Santo (Boff) (Cfr. esperienza della Comunità ai tempi dell’abbandono della Basilica di S. Paolo))

    L’azione dello Spirito è possibile quando c’è docilità ad ascoltare; il rifiuto dell’arroccamento sembra un’altra pre-condizione per aprirsi al nuovo, ricordando che “lo Spirito soffia dove vuole…”. Quando il relativismo è rifiuto pregiudiziale della verità certa e quando invece è sforzo di confronto e di lettura dei segni dei tempi? (Comunità aperta all’accoglienza – Martini). Con il Consolatore noi possiamo incarnare in modo mite la Parola perenne di Gesù e vivere il tempo della Chiesa evitando due estremi pericolosi: da una parte l’iconoclastia contro l’istituzione, perchè strutture sono necessarie per vivere in comunità e nella comunità delle comunitàche è (dovrebbe essere) la Chiesa; dall’altra evitando l’idolatria che ritiene sacra, intoccabile ed immodificabile l’istituzione. Lo Spirito ci dà il coraggio di guardare al passato senza farne un mito, e rivolgerci al futuro con speranza, sapebdo che GRANDI COSE ancora vuole compiere nel mondo – attraverso quanti e quante si fanno docili a Lui – il Consolatore che ci ha promesso e davvero dato Gesù (Luigi Sandri).

    La crisi delle ideologie ed i rapidi cambiamenti che caratterizzano la nostra epoca rendono più difficile trovare risposte ai nostri interrogativi in una struttura monolitica di verità od in un’unica esperienza (“Abbiamo confezionato delle perfette risposte – peccato che nel frattempo siano mutate le domande!”). Tanto più importante quindi appare un atteggiamento di docilità all’ascolto dello Spirito e di apertura all’accoglienza dell’altro.

    La razionalità non sempre è la via migliore per accedere al cuore della verità, a volte l’intuito e la buona disposizione dell’animo consentono di percepire con molta più immediatezza e molta più profondità che lo Spirito è (o “non è”) presente in mezzo a noi e di cogliere il contributo che ciascuno di noi ha saputo dare (cfr. Luigi Sandri)

    Gruppo MARCONI

    ——————————————————————————–
    Una preghiera

    Non e’ fascino o nostalgia della Chiesa primitiva; e’ una necessità attuale, dolorosa e angosciante quella di ascoltare e riuscire a comprendere oltre la superficie delle parole e di parlare linguaggi che siano a loro volta compresi e di vedere il vero volto dietro il viso di ciascuno; perché la comprensione è amore.

    Nel brano degli Atti degli Apostoli, questo appare confinato ad un evento unico, descritto con potenza e certezze, quando invece forse appartiene alla continua esperienza di limiti esistenziali dove si perdono i riferimenti sicuri, quelli che caratterizzano la baldanza umana e dove prevale l’affidamento e la docilità.

    E’ probabilmente in quell’area indefinita, in quei momenti fuori dal tempo, quasi un’increspatura singolare della normalità della vita, che l’apparente debolezza esistenziale si riempie di una forza consolatrice, che fa vedere oltre la vista e udire oltre le parole.

    Forse e’ proprio cosi’ !

    Signore, aiutaci a scoprire le condizioni per questa esperienza sia a livello personale sia a livello di Comunità, perche’ e’ una necessità per noi; altrimenti l’angoscia del vivere senza capire, del fare senza sapere, ci puo’ indurre allo sconforto.

    Forse nella tua bontà infinita tu ci eviti il peso di comprendere troppo: forse se noi comprendessimo nel profondo il gemito disperato della terra e dei suoi esseri viventi oltraggiati dagli uomini violenti o piu’ banalmente distratti dalla mondanità, noi ne moriremmo all’istante.

    Signore donaci la capacita’ di ascolto e di comprensione attraverso il tuo Spirito, ad ognuno secondo le sue necessità.

    Ascoltaci o Signore

    Rispondi
  • 5. donatella  |  27 maggio 2007 alle 23:29

    E’ l’Amore che nasce dal cuore aperto di chi non ha paura di vedere, udire e amare.

    Accogli questo Amore, accogli la vita, accogli la bellezza del mondo e degli umani!

    Rispondi
  • 6. pibua  |  28 maggio 2007 alle 10:27

    Ciao dani, volevo chiederti se non ti dispiace che io pubblichi questi tuoi versi nel mio blog su blogger, che è dedicato alla poesia ed all’arte in genere, questo, se vuoi dargli un’occhiata, è l’indirizzo:

    Tre metri sopra il cielo

    ovviamente il post lo linkerei qua…

    Ciao 😉

    Rispondi
  • 7. Paolo Farinella  |  28 maggio 2007 alle 11:01

    Invio questa lettera, che avevo scritto all’arcivescovo Bagnasco e inviata a diversi organi di stampa, fra cui L’Unità. Dopo avermi rassicurato che l’avrebbero resa pubblica, non è successo niente e la metto ora in rete. Ognuno ne disponga come vuole.

    Paolo prete

    Lettera al presidente della Cei, Mons. Angelo Bagnasco arcivescovo di Genova.

    Sig. Presidente,
    Il 12 maggio in piazza S. Giovanni a Roma al raduno organizzato dalla Presidenza della Cei attraverso le aggre-gazioni laicali cattoliche, è accaduto un fatto grave che come presidente dei Vescovi italiani non può lasciare senza ri-sposta. Silvio Berlusconi, notoriamente divorziato e felicemente convivente, ha dichiarato che i cattolici coerenti non possono stare a sinistra, asserendo con questo che devono stare a destra, cioè con lui e con il suo liberismo che coincide sempre con i suoi interessi e mai col «bene comune».
    Non è questa la sede per stabilire i confini di «destra» e «sinistra». Una sola annotazione: da tutta la letteratura documentale del magistero, da Leone XIII al «Compendio» pubblicato nel 2004 da Giovanni Paolo II, risalta che i pro-grammi della «sinistra», presi nella loro globalità e alla luce della categoria dirimente del «bene comune o generale» so-no molto più vicini alla «dottrina sociale della Chiesa» di quelli della «destra», che, al di là delle parole ossequiose e strumentali, sono la negazione di quella dottrina nei suoi principi essenziali (bene comune, democrazia, legalità, stato so-ciale, ecc.). Alcide De Gasperi, già negli anni ’50, definiva la DC «un partito di centro che guarda a sinistra».
    Benedetto XVI ad Aparecida in Brasile ha detto che la scelta preferenziale dei poveri è costitutiva della Chiesa e ha dichiarato la fine del marxismo (forse intendeva dire del marxismo ideologico e storico come realizzato nel sovieti-smo) e il fallimento del capitalismo. Silvio Berlusconi è il rappresentante più retrivo del capitalismo speculativo e senza regole, appena condannato dal papa, perché egli adora un solo dio e ha una sola religione: il mercato. A condizione però che il mercato faccia gli interessi dei ricchi, i quali, si sa, sono capaci di sprazzi di «compassione» ed elargiscono elemo-sine ai poveri, magari davanti alla tv, conquistandosi anche il paradiso e risolvendo il rebus del cammello e della cruna dell’ago. Con le sue tv commerciali, egli guida e gestisce il degrado morale del nostro popolo, imponendo modelli e stili di vita che sono la negazione esplicita e totale di tutti i «valori» cristiani che il raduno del Family Day voleva affermare.
    E’ notizia di oggi (14 maggio 2007) che Berlusconi ha comprato la società Endemol, la fabbrica del vacuo, dei grandi fratelli e del voyeurismo amorale e anti-famiglia che fornisce anche la tv di Stato che così viene ad essere, a livel-lo di contenuti, totalmente nelle sue mani. Il conflitto di interessi ora è totale. La sua presenza ad un raduno di cattolici manifestanti a favore della famiglia è strutturalmente incompatibile. Egli non può stare nemmeno nei paraggi del cattoli-cesimo che di solito ossequia subdolamente e di cui si serve con qualsiasi strumento economico o di potere. Mi fa ottima compagnia P. Bartolomeo Sorge S.J. che ha dimostrato con ampia facoltà di prova sulla scorta del magistero ordinario nei memorabili editoriali di Aggiornamenti Sociali, l’incompatibilità del berlusconismo con la dottrina sociale della Chiesa e ancora di più con i principi esigenti del cristianesimo.
    Un altro campione di famiglia cattolica, pontificante al raduno, fu il deputato Pierferdinando Casini. O tempora! O mores! Il 19 ottobre 2005, all’inaugurazione dell’anno accademico nella Università del Papa, la Lateranense, il Gran Cancelliere, Mons. Rino Fisichella, ebbe l’ardire di presentarlo come esempio di persona che «forte della sua esperienza trentennale di vita politica e sostenuto da una forte coscienza cristiana, può offrire a noi tutti un chiaro esempio di come la fede possa ispirare comportamenti politici liberi e coerenti nella ricerca del bene comune». Parole di un vescovo, Gran Cancelliere nell’Università del Papa, ad un cattolico praticante, divorziato e felicemente convivente con prole.
    Tutto ciò crea disorientamento, scandalo e sconcerto nei cristiani che faticano ogni giorno a fare conciliare l’esigenza della fede con il peso delle situazioni della vita, a volte insopportabili. Ad un uomo divorziato che, di fronte a queste dichiarazioni, affermava il suo diritto di «fare la comunione», non ho potuto dare torto, perché non potevo conte-stare l’autorevolezza di un vescovo e Gran Cancelliere del Papa: ho dovuto dirgli che aveva ragione e che sulla coscienza e responsabilità di Mons. Fisichella, del deputato Pierferdinando Casini e di Silvio Berlusconi, divorziati e conviventi, paladini difensori della «famiglia tradizionale», dell’indissolubilità del matrimonio, poteva andare tranquillo. Rilevo di passaggio che sia Casini che Berlusconi, in quanto parlamentari, usufruiscono «già» per i loro conviventi di tutti i bene-fici che contestano al progetto di legge sui «DICO».
    O la Chiesa è coerente fino allo spasimo, fino al martirio, sapendo distinguere i falsi profeti per difendere le pe-corelle dal sopruso e dalla sudditanza di avventurieri senza scrupoli, o la Chiesa si riduce ad una lobby che intrallazza interessi materiali con chiunque può garantirglieli. E’ una questione «di verità» per usare un’espressione a lei cara. Sulla stampa (la Repubblica 14-05-2007, p. 9) all’interno di una intervista, mons. Giuseppe Anfossi, responsabile Cei per la famiglia, ha dichiarato che Berlusconi si assume la responsabilità di ciò che ha detto. Non parlava però a nome della Cei che, credo, abbia l’obbligo di fare chiarezza e prendere le distanze da simili individui che non fanno onore né alla chiesa, né alla politica (nella concezione espressa da Paolo VI), né al popolo italiano. Se non vi sarà una chiarificazione ufficiale da parte della presidenza della Cei resterà un «vulnus» che ne appannerà la credibilità.
    Sulla stampa sono stati pubblicati i capitoli dell’8 per mille che hanno cofinanziato il raduno del Family Day, suscitando in larghi strati del popolo cattolico una reazione a devolvere altrove la quota della Chiesa, generando ancora una volta una scollatura più grande tra popolo di Dio e Gerarchia che ormai sembrano camminare su sentieri diversi. Mi auguro che lei abbia il coraggio necessario, adeguato alla situazione.
    E’ mia intenzione nella giornata di lunedì 21 maggio 2007, rendere pubblica questa lettera di credente ferito che si dissocia dalle parole per nulla cristiane di Silvio Berlusconi e anche dal silenzio pesante della Presidenza della Cei. Nessuna pretesa, solo una testimonianza «nunc pro tunc».

    Genova 14 maggio 2007
    Paolo Farinella, prete

    Rispondi
  • 8. danielatuscano  |  28 maggio 2007 alle 12:07

    @Stefy: Certo che puoi, non mi ero mai accorta di quel link… Provo a dargli un’occhiata 🙂

    Rispondi
  • 9. donatella  |  28 maggio 2007 alle 12:17

    Cammino infinito

    Che si alzi forte la voce
    dei popoli del Mondo!

    Basta distruzione,
    sangue nella
    nostra casa “ Terra!”

    Ricostruiamo!

    Viviamo,
    pieni di Gioia
    e Pace!

    Riconciliamoci!

    Alziamo
    Mani e sguardi
    verso il nostro
    Arcobaleno!

    Rispondi
  • 10. pibua  |  28 maggio 2007 alle 13:09

    Grazie 😉
    Effettivamente non lo conoscono in molti, è il blog che avevo prima di migrare a wordpress, mi dispiace abbandonarlo e quindi ogni tanto scrivo qualcosa…
    Buona giornata

    Rispondi
  • 11. Paolo Farinella  |  28 maggio 2007 alle 16:46

    Care Amiche e Amici,
    ringrazio tutti coloro che mi hanno scritto a margine della mia lettera al presidente della Cei. Mi conforta sapere di non essere la sola voce perduta nel deserto. Grazie.

    Vi incollo il comunicato per l’incontro tanto atteso con il Prof. Zagrebelsky a GENOVA.

    CHI VUOLE E PUO’ DIVULGARLO, CI FAREBBE UN FAVORE.

    Grazie a tutte e a tutti con simpatia

    Paolo Farinella prete

    Comunicato
    Giovedì 31 maggio alle ore 17,00 a GENOVA
    nella sala conferenze del Museo di Sant’Agostino (P.za Sarzano 35/R),
    colloquio con il Prof. Gustavo Zagrebelsky,
    Presidente emerito della Corte costituzionale.
    Saranno presenti anche il Prof. Luca Borzani, Assessore alla Cultura del Comune di Genova e Paolo Farinella, prete, autore del libro sul rapporto tra Cristianesimo e civiltà occidentale, «Crocifisso tra potere e grazia. Dio e la civiltà occidentale», edito da Il Segno dei Gabrielli di Verona.

    Prendendo lo spunto dalle tesi del libro l’incontro sarà l’occasione per colloquiare in pubblico e col pubblico su «Laicità e Vangelo, alla luce dell’attualità» che annuncia il tentativo di un ritorno al vetero cesaropapismo che si credeva sepolto dopo il Concilio ecumenico Vaticano II.

    In un tempo che pullula di spiriti deboli sia nella Chiesa che nel mondo, si vuole ancora e con più forza ragionare di laicità senza aggettivi come l’unico contesto possibile per vivere senza guerre di religione. Il professore Zagrebelsky, attento osservatore del «fattore spirituale», lo legge rigorosamente all’interno delle categorie della laicità e per questo in modo straordinariamente mistico e attuale.

    Sarà presente anche l’autore che darà un saggio di esegesi di due testi del Nuovo Testamento da cui emerge come il Vangelo non abbia bisogno di altre garanzie e tutele al di fuori della libertà di espressione e di aggregazione.

    Vangelo e laicità si oppongono al rigurgito clericale e il suo dirimpettaio, l’anticlericalismo emotivo e di maniera che arrivano a coniare terribili neologismi come «teo-con», «teo-dem», «atei devoti» che sono negazione della spiritualità e affermazione di interessi immediati politici ed economici.

    Frotte di atei si accalcano sui sagrati delle chiese per usare la religione a fini di potere e non pochi ecclesiastici si affannano a cercare convergenze con politicanti scadenti per usare le istituzioni a fini impropri, quasi un nuovo ritorno al medievale «potere spirituale e braccio secolare».

    Affermare che Dio non è occidentale e tanto meno un Dio nazionale è un atto rivoluzionario che solo i profeti credenti e non credenti sono capaci di profetizzare in un tempo di opportunismo e di viltà.

    Il priore di Bose, Enzo Bianchi, scrive sulla Stampa (6 maggio 2007): «René Remond, il grande pensatore dell’Académie française recentemente scomparso, cattolico convinto che negli ultimi tempi aveva denunciato il sorgere di un nuovo anticristianesimo, aveva anche profetizzato l’avvento di un uso politico della religione da parte di forze politiche ad essa estranee; anzi, aveva individuato la difesa della religione e dei suoi valori come opportunità feconda per guadagnare consensi in una stagione segnata da frammentarietà culturale ed etica e da tentazioni identitarie. Non possiamo che prendere atto che così è realmente avvenuto: ormai, e di questo soprattutto i cristiani dovrebbe esserne convinti, ogni fatto e ogni parola che appartengono alla religione e alla vita ecclesiale sono soggetti a un uso politico, fino a poco tempo fa da parte di chi in realtà non è segnato dalla fede, ma ultimamente anche da parte dei cristiani stessi».

    (Paolo Farinella, prete)

    Rispondi
  • 12. Valeria  |  29 maggio 2007 alle 18:15

    Molto condivisibile questa lettera, soprattutto quando mette in
    evidenza l’ipocrisia di alcuni partecipanti al Family day e i difetti
    del capitalismo.

    Pace e bene

    Valeria

    Rispondi
  • 13. ronny  |  30 maggio 2007 alle 21:08

    31 mag. – MARIA, Nostra Signora dei Fiori
    (Calendario Liturgico: FESTA, colore liturgico: AZZURRO)

    Questa festività di Maria, che chiude il mese di maggio,
    tradizionalmente dedicato alla madre del Signore, è una celebrazione che non compare nei Calendari Liturgici delle varie Chiese, ma trae la sua ispirazione dagli innumerevoli e anonimi Capitelli (Edicole), privi di “titolazione” , dedicati alla Madre del Signore, che possiamo incontrare nelle campagne del Veneto. Qui i fedeli delle case vicine e i viandanti, si soffermano per un momento di preghiera, rivolgendosi a Maria sopratutto come madre, e vi portano fiori e lumi colorati, segno del loro affetto. Effettivamente sulle parole di Gesù a Giovanni: “Ecco tua madre” e sulla preoccupazione di Maria al pranzo di Cana per la felicità umana, vediamo la sollecitudine di nostra madre fin da bambini. Maria rappresenta nostra madre, e nostra madre rappresenta Maria.

    Si usa l’Ufficio delle Feste dei Santi.

    LODI: salmo 44*
    EUCARISTIA: Giuditta 15,9-10 sal 26* Gv 2,1-12
    VESPRI: salmi 145* e 149*

    *(Per problemi al pc non posso allegare i salmi secondo la mia
    versione liturgica)

    Preghiera Propria
    Signore nostro Dio,
    che in Maria ci hai dato una madre, come nostra madre, sempre sollecita alla nostra felicità, donaci di onorare tua madre in nostra madre, e in nostra madre di vedere tua madre; così cammineremo nell’amore e nella compassione. Per Cristo, nostro Signore.
    – Amen.

    Rispondi
  • 14. Donatella  |  3 giugno 2007 alle 22:14

    Donna velata

    Amori sparsi,
    in ogni paese e città.
    Dove il donare
    è stato tutto il mio
    piacere sincero.
    Ormai,
    come donna velata
    dal dolce pensiero,
    abbraccio la vita in
    altra forma.
    La fede emerge,
    in ogni riga dolce, in
    mani mie giunte
    solo fatte di preghiera…

    Rispondi
  • 15. rizzri  |  4 novembre 2007 alle 20:47

    ..Ancora brividi e commozione…. ogni tuo articolo mi suscita un’emozione

    Rispondi

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