IL TEST PIU’ IDIOTA DEL MONDO – Salviamo i nostri bambini dal Ritalin!

29 maggio 2007 at 0:01 6 commenti

“Una volta si diceva: ‘Quel bambino ha l’argento vivo addosso’. Oggi è diventata una patologia e con il test più idiota del mondo si classificano i nostri bambini come malati di ADHD. Non va per il sottile Marta Invernizzi, una delle promotrici della Campagna contro l’uso di psicofarmaci sui bambini promossa dal Movimento umanista.

Ma cos’è l’ADHD? “E’ una sigla che indica la sindrome di mancanza di attenzione e di iperattività, di cui soffrirebbero molti bambini e adolescenti – risponde Michele Padoa, farmacista a Bresso. – Sembra che in America questa malattia sia molti diffusa e si avverte l”esigenza’ di farla conoscere anche in Italia. I dubbi però sono d’obbligo in quanto la diagnosi dell’ADHD è molto difficile; ciò nonostante, si è pensato di ovviarvi con un rimedio a dir poco risibile”. Vale a dire? “Appunto, con il test più idiota del mondo – interviene ancora Marta, – che si vorrebbe introdurre addirittura nelle scuole primarie. Si tratterebbe di rispondere ad alcune domande di questo tenore: ‘Il bambino muove spesso le mani o i piedi e si agita sulla sedia?’, ‘Chiacchiera troppo?’, ‘Sovente sembra non ascoltare quanto gli vien detto?’ e così via”. Domande cui è facile rispondere affermativamente, per un bambino appena un po’ vivace… “E infatti è sufficiente fornire un certo numero di risposte positive per diagnosticare al bambino la misteriosa ADHD, argomenta Padoa.

Misteriosa perché, è opportuno ripeterlo, esistono ragionevoli dubbi sulla sua reale esistenza; ma il guaio, prosegue Padoa, è che il bambino considerato “affetto da ADHD” corre il rischio di essere “curato” con uno psicofarmaco potentissimo: il metilfenidato (Ritalin), o con suoi derivati. “E questo medicinale, appartenente alla famiglia delle amfetamine, è, a tutti gli effetti, una sostanza stupefacente. In Italia fu ritirato dal commercio nel 1989, ma ora sembra si voglia reintrodurlo”. Molti gli effetti collaterali: “Arresto cardiaco, psicosi, ansia, nervosismo, allucinazioni, depressione, insonnia, convulsioni, ridotta capacità di comunicare e socializzare. In America si sono verificati diversi decessi cardiaci tra i bambini in terapia col Ritalin. Inoltre la sindrome da astinenza di questo e altri psicofarmaci usati in età pediatrica è stata messa in relazione con alcuni suicidi avvenuti tra adolescenti”.

Alcune pasticche di Ritalin, il farmaco contro l'”iperattivismo” dei bambini.

L’accusa di Padoa è sferzante e impietosa. “E’ indecente che per risolvere problemi normalissimi, e risolvibili con maggior pazienza e dialogo coi figli (lo affermo non solo da farmacista, ma anche da padre), si ricorra a psicofarmaci”.

Ma tutto quanto si spiega con un preciso piano di controllo sociale, che nulla ha a che vedere con la salute e che mira, piuttosto, a creare individui docili e robotizzati, disposti a farsi sfruttare per esigenze di mercato. Vanno in questo senso anche le pillole anti-sonno, che garantirebbero un totale relax pur permettendo di svolgere comunque un lavoro (ed evitando, quindi, lo “spreco” di 8 ore totalmente improduttive), e quelle anti-mestruazioni, dove il benessere della donna è l’ultima delle preoccupazioni e conta, invece, eliminare la loro “diversità” fisiologica, causa di un eventuale “rallentamento” dei ritmi lavorativi. 

“Sì, il fine è questo – riconosce Marta – e dobbiamo muoverci, finché siamo in tempo. Come umanisti abbiamo dato vita a diverse iniziative, cui chiediamo di partecipare: diffusione di materiali, organizzazione di feste ed eventi, contatti con insegnanti ed educatori, genitori ed esperti, medici e psicologi, creazione di spazi informativi su giornali, radio, tv e Internet. Vorremmo anche dar vita a seminari e gruppi di auto-aiuto in cui i genitori possano confrontarsi e trovare soluzioni ai problemi dei loro figli. Attualmente abbiamo aderito alla campagna ‘Nessuno tocchi Pierino’ (www.nessunotocchipierino.it ), e martedì 12 giugno, in via Passerini 8 a Milano, ore 21, allestiremo una serata informativa con interventi e video. Non manchiamo, ne va della vita dei nostri ragazzi”.

Per ulteriori informazioni, Marta ci ha fornito il suo recapito telefonico: 328/89572096.

Daniela Tuscano (grazie agli amici di “Buone Nuove” e “Officina dei Sogni”. Per i dettagli sul Ritalin, cfr. http://it.wikipedia.org/wiki/ritalin  ) 407143670_df1ac6232b_m.jpg

 

****

RAHMATULLAH LIBERO http://www.repubblica.it/speciale/2007/appelli/rahmatullah/index.html

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Giovanni Battista “Titti” Pinna

FINALMENTE LIBERO!

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SALMO PENTECOSTALE LE MIE “MAGNIFICHE 30”

6 commenti Add your own

  • 1. samuelesiani  |  29 maggio 2007 alle 17:39

    aggiungo il link http://www.giulemanidaibambini.org

    Rispondi
  • 2. Daniele Quattrocchi  |  29 maggio 2007 alle 18:52

    Il nostro domani è anche quello dei nostri figli.

    Non vogliamo rifugiarci nell’individualismo sperando di salvare il nostro piccolo orticello.

    Non ci sarà futuro per nessuno se noi non facciamo la nostra parte.

    Sperimentiamo la necessità di unire le forze e di ispirarci a vicenda.

    Ci incontriamo per:
    – scambiare esperienze
    – rivendicare i diritti dei bambini
    – lavorare su noi stessi
    – confrontarci con educatori
    – organizzare gite e feste
    – aiutarci a seguire i figli
    – cercare spazi su mezzi di diffusione
    – tenere seminari informativi, corsi di non-violenza, psicofisica e ludismo nelle scuole del quartiere

    Per informazioni chiedere a: Daniele 339/3434850 daniele6766@yahoo.it oppure a Michele Padoa presso la Farmacia Moderna di Bresso

    E’ un’iniziativa dell’Associazione culturale umanista “La tribù di Bresso”

    Rispondi
  • 3. Officina dei Sogni  |  29 maggio 2007 alle 20:48

    8.103.000, i minori in età pediatrica in Italia (0/14 anni) (fonte: ISTAT)

    9,1%, cioè 737.000 il numero di minori in età pediatrica che soffrirebbero di disagi o turbe mentali (tutte le patologie) secondo i risultati del progetto di screening “PRISMA” (fonte: Ministero della Salute)

    2%, cioè 162.000 il numero di minori in età pediatrica che soffrirebbero di iperattività e deficit di attenzione secondo i risultati del progetto di screening “PRISMA” (fonte: Ministero della Salute)

    Dal 4 al 20%, la percentuale di minori italiani che soffrirebbero di iperattività e deficit di attenzione secondo le associazioni scientifiche di impostazione più organicista (fonte: Società italiana di Neuropsichiatria Infantile, Kataweb)

    Il disagio esiste. I bambini vivono una situazione disastrata e lo dimostrano come possono: molti genitori e insegnanti si trovano a dover dare risposte a comportamenti incontrollabili, incomprensibili, da parte dei loro figli e alunni. Ma quali sono le cause? Siano sicuri che definendo un disagio come malattia, dichiarando l’affezione di questi bambini, curandoli con un’amfetamina, risolviamo il problema?

    Affermare che la manifestazione di alcuni sintomi sia una malattia è semplicemente un’operazione di marketing farmaceutico.

    Viviamo un momento storico difficile. Le guerre e le violenze di tutti i tipi imperversano; i diritti fondamentali vengono calpestati; la sanità e l’istruzione non vengono garantite e, in ogni caso, non rispondono alle necessità delle persone; le relazioni umane sono in crisi; la politica è corrotta; il nostro sistema sopravvive grazie alla sofferenza di milioni di persone.

    La generazione al potere vuole impedire il cambiamento. La loro preoccupazione è rallentare la dialettica generazionale, fare in modo che le generazioni attuali e quelle future non tentino una strada nuova. Allora bisogna addormentare coloro che potrebbero svegliarsi. E l’addormentamento è chimico (droghe, psicofarmaci), culturale (non si va al di là di ciò che viene accettato come verità assoluta), educativo (spinta all’omologazione e alla produttività), informativo (manipolazione dell’informazione), psicologico (tendenza alla definizione scientifica e clinica del malessere, tendenza che aiuta a riconoscersi nella sofferenza e a non denunciare le reali cause del malessere).

    Inoltre la concezione e l’esperienza che si promuove dell’essere umano è zoologica e primitiva.

    Noi umanisti, gente comune, educatori, psicologi, medici, sociologi, genitori ci dichiariamo contrari a questo atteggiamento, che consideriamo come l’inizio di una vera e propria guerra chimica alle nuove generazioni. Pertanto proponiamo:

    – il ritiro del Ritalin dal mercato mondiale (come primo passo)
    – l’introduzione di un’etica all’interno della scienza e la denuncia delle case farmaceutiche (bel caso particolare la Novartis) che speculano sulla salute
    . il boicottaggio degli organi d’informazione e degli enti che, supportati dagli specialisti di turno (neuropsichiatri, pediatri, ecc.) e sponsorizzati dalle multinazionali, propagandano l’uso degli psicofarmaci in età infantile (vedi anche Prozac) e spacciano una malattia presunta come una patologia organica o, addirittura, genetica (vedi a tal proposito: http://www.aifa.it/documenti/rassegna_stampa/200703-Donna&Mamma.pdf)
    – la disobbedienza civile e consapevole dei genitori che, nelle scuole, si trovino di fronte a qualsiasi tipo di test o screening volto a catalogare o discriminare i bambini
    – la redazione di un nuovo DSM basato sul rigore scientifico e deontologico.

    Rispondi
  • 4. erostetti  |  30 maggio 2007 alle 20:46

    L’associazione “Giù le mani dai bambini” ha presentato al Ministro della Salute Livia Turco un “decalogo di buone prassi” in una lettera aperta preparata nell’ambito della campagna che chiede maggior attenzione sul tema della somministrazione indiscriminata di psicofarmaci ai bambini.
    A questo proposito “Psicologia del Nuovo Umanesimo” tramite il suo portavoce, Carlo Olivieri, ha espresso questa posizione:
    “Come è possibile che, mentre i servizi per la salute mentale sul territorio italiano lascino ancora molto a desiderare, si permetta l’apertura di 82 centri in tutta Italia per la somministrazione di psicofarmaci ai bambini cosiddetti “iperattivi”?
    C’è qualcosa che non va. Sicuramente.
    In quali mani sta la salute dei cittadini? È ancora una preoccupazione dello Stato, così come dettato dalla Costituzione, oppure la nostra salute e quella dei nostri figli è ormai solo un grande affare in mano alla case farmaceutiche?
    Andando più nello specifico, l’uso del metilfenidato (Ritalin) nei casi di bambini a cui è stato diagnosticato il Disturbo da Deficit dell’Attenzione con Iperattività (ADHD) è ancora oggetto di numerose controversie. Alcuni studi dimostrerebbero numerosi effetti collaterali e l’insorgenza di altri disturbi mentali più gravi negli anni successivi. A proposito, invece, dei dati a favore dell’uso di questo farmaco, bisogna premettere che sono nella maggior parte dei casi il prodotto di studi pagati dalle case farmaceutiche. Proprio su questo argomento, sul British Medical Journal viene chiaramente denunciato che “le sperimentazioni di farmaci sponsorizzate dai produttori devono essere valutate con molta cautela, non sono né trasparenti né rigorose”.
    Di fronte a tutti questi dubbi e a tutti questi richiami alla cautela, irresponsabilmente si permetterebbe l’apertura di centri per la somministrazione ai bambini di questi psicofarmaci.
    Psicologia del Nuovo Umanesimo si associa all’appello, di più di cento associazioni e di 230mila addetti ai lavori, indirizzato al ministero della Salute, affinché si fermi questa aberrazione.
    Inoltre è necessario rimettere in discussione, non solo la politica, che risponde sempre più agli interessi delle multinazionali del farmaco e sempre meno alle esigenze dei cittadini, ma anche i modelli di comportamento con cui si sta affrontando il disagio sempre maggiore che si avverte nella nostra società.
    Siamo allarmati per l’aumento sostenuto dell’uso di droghe illecite e psicofarmaci, e per l’impossibilità che hanno i sistemi di salute ad affrontare i problemi psicologici ed emozionali che le attuali condizioni di vita producono negli individui.
    I prodotti chimici, le droghe legali, si sono convertiti, come le droghe illegali, in un mezzo compensatorio per sopportare il nostro stile di vita e minimizzare o evadere le emozioni come l’ansietà, la solitudine, la pena, la noia e la rabbia. La società contemporanea, insegna alle persone ad evadere da tali sentimenti attraverso la soluzione chimica, invece di potenziare le proprie risorse per modificare questa situazione che produce sofferenza.
    Una vita diversa è possibile. Una vita dove la droga diventi non necessaria, dove la depressione, lo stress e la violenza retrocedano. Bisogna dare a tutte le persone gli strumenti necessari che permettano loro di occuparsi dell’equilibrio e sviluppo di se stessi e di chi li circonda, per generare una rete di persone con la sufficiente potenza interna per lottare con forza, creatività e decisione a beneficio del superamento della sofferenza personale e sociale.
    Se scienze come la medicina, la psicologia e la psichiatria si metteranno su questa strada, retrocederanno contemporaneamente tutti coloro che vogliono continuare ad arricchirsi a spese della nostra salute.”

    Rispondi
  • 5. Marta  |  30 maggio 2007 alle 23:30

    Quando osservo un bambino, posso vedere tutto ciò che ha in sé di meraviglioso. Il bambino timido, quello vivace, quello intraprendente, quello riservato… E mi chiedo con stupore, immagino cosa dirà al mondo. Da questo posso creare una relazione dove si impara reciprocamente; oppure posso decidere quale bambino deve diventare, quali obiettivi deve raggiungere, le sue gravissime lacune, imperfezioni, inadeguatezze e cercare in tutti i modi di “guarirlo”.
    Se è uno standard quello che devo raggiungere, allora tutto è lecito, ma anche tutto è violenza, dallo sguardo giudice, agli psicofarmaci.
    In educazione si decide sempre ciò che è bene e ciò che è male, per cui ci si mette sempre un certo punto di vista e una certa moralità.
    Allora a volte come educatrice, ma soprattutto come persona, mi chiedo: chi decide questo? e quale immagine ha del futuro?
    Educare significa anche pensare a tutto questo.
    Provate ad immaginare come sarà il mondo partendo da oggi se nelle scuole si faranno dei test per verificare quali sono i bambini troppo “vivaci” a cui dare psicofarmaci.
    Allora avremo bambini buoni, zitti e fermi, dei piccoli “robot”, adolescenti dipendenti da droghe legali, uomini… forse.
    “Immagina tutta la gente vivere la vita in pace…” dice John Lennon.
    Ma questo non deve accadere sotto l’effetto di pilloline che la rendono rincoglionita e consenziente a qualsiasi cosa.
    Il presente ha bisogno di bambini svegli, con ideali elevati, e con strumenti adeguati, per cambiare questo mondo violento ed incoerente.
    Quando guardo veramente ciò che succede nel mondo, me lo prenderei anch’io uno psicofarmaco, MA MI CONVIENE?

    Rispondi
  • 6. Eliana Gilad  |  4 ottobre 2007 alle 13:19

    Bravo per la photo de la musica de la paz con gli bambini in Israel-Palestine.

    Sono la Dirrectore dela programma e la compositora.

    Please excuse my poor Italian… it is VERY beginner.
    Thanks for showing the photo of our research in Meir Hospital. I am the founder of Voices of Eden and direct a peace center in Galilee, as well as lead sacred peace tours to Israel.

    Grazie
    Eliana Gilad
    Founder, Voices of Eden
    http://www.voicesofeden.com
    Founder, Sacred Peace Tours
    http://www.sacredpeacetours.com

    Rispondi

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