MALVENUTO. EBBENE? – Manifestare contro Bush è legittimo e democratico

7 giugno 2007 at 2:04 14 commenti

Ci mancava il Bush ambientalista (ma non gli toccate i gas serra). Ci mancava il Prodi di “sinistra” che si offre come braccio “destro” dell'”amico” George. Tanto amico che quasi gli propone un DiCo. Anzi, un… Diciamo: tutti dobbiamo, infatti, dire “sì” a Bush il 9 giugno prossimo, sennò commettiamo un peccato di esecranda empietà. Mah. Comunque lascio la parola agli amici del Partito umanista, e smetto di tediarvi: più chiaro di così…

Lo spazio spropositato dato dai mass media agli scontri di Rostock – opera di poche centinaia di violenti, rispetto alle 100.000 persone che hanno manifestato pacificamente contro Bush – e le voci su possibili incidenti che da giorni si rincorrono in Italia servono solo ad alzare la tensione e a scoraggiare la partecipazione. E’ un copione già visto molte volte, l’ultima in occasione della manifestazione del 17 febbraio a Vicenza.

Proprio per questo è importante negare fin da ora qualsiasi spazio ad avventure e provocazioni violente all’interno del corteo del 9 giugno, che deve essere assolutamente non-violento e aperto alla partecipazione di chiunque, dagli anziani ai bambini. Il 9 giugno vogliamo dire No alla guerra e ad ogni forma di violenza [per info e adesioni alla campagna Europe for Peace, cfr. www.europeforpeace.eu ] senza doverci preoccupare di violare zone rosse o inscenare assurdi bracci di ferro con la polizia.

declaration

Giorgio Schultze, uno dei promotori di Europe for Peace. Tra gli aderenti, Michail Gorbaciov (cfr. ivi, comm. n° 12).

Come già avvenuto a Rostock, formeremo un “blocco arancione” all’interno della manifestazione. Invitiamo fin da ora tutti i non-violenti a unirsi a noi per dare vita a uno spezzone colorato, allegro, ribelle e pacifico.

****

RAHMATULLAH LIBERO http://www.repubblica.it/speciale/2007/appelli/rahmatullah/index.html

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Entry filed under: appuntamenti, il punto caldo, Italia, Europa, mondo, Politica-Mente, strade umaniste.

S/CORRISPONDENZE TOGLIERE L’INFAMIA – A 40 anni di distanza, don Milani continua a turbarci

14 commenti Add your own

  • 1. Donatella  |  7 giugno 2007 alle 7:12

    9 giugno tutti a Roma No Bush-No War Day
    ore 15 Piazza Esedra (P.zza della Repubblica)
    Contro la guerra globale permanente di Bush, contro l’interventismo militare del governo Prodi.

    Il presidente Usa, George Bush verrà in Italia il 9 giugno, su invito del governo Prodi per ribadire in questo modo la convinta alleanza militare e politica dell´Italia con gli Stati Uniti.
    Oggi, il presidente Bush, ha contro la maggioranza del popolo degli Stati Uniti ma mantiene l’appoggio delle lobbies militari, petrolifere e dell´industria delle armi.

    Bush è l´estremo interprete della volontà di egemonia mondiale delle classi dominanti statunitensi, volontà che porta da decenni gli USA, indipendentemente dall´alternanza dei governi, ad intervenire militarmente ovunque, con truppe, colpi di stato, stragi e attentati.

    Questa volontà di dominio, che fa della guerra una vera e propria strategia politica con la capacità di esportare conflitti dall´Africa all´Asia, dall´America latina alla stessa Europa (Balcani), produce sudditanza politica e culturale.

    In Italia la destra considera Bush il proprio punto di riferimento ma anche il governo Prodi, eletto grazie anche ai voti del movimento no-war “senza se e senza ma”, è orgoglioso dell´alleanza con tale amministrazione e si prepara a ricevere in pompa magna il presidente Usa a Roma.

    Questa subordinazione caratterizza anche l´organica politica di intervento militare che il governo Prodi sta praticando, sia pure nella versione “multilaterale” , cioè “concertata” con le altre potenze.

    Un´internità alla logica della guerra che spinge a mantenere le truppe in Afghanistan, che ha aumentato vistosamente le spese militari (+13% nella Finanziaria) , che vuole imporre a popolazioni unite nell´opposizione, nuove basi militari come a Vicenza (ma anche a Cameri e in altri luoghi in via di ampliamento) , che partecipa alla costruzione di micidiali armi come l´aereo da guerra F35 o lo Scudo missilistico, e conserva le bombe atomiche disseminate nel nostro territorio, come a Ghedi e Aviano.

    E´ questa subordinazione, politica e culturale, che ha abbandonato una delle esperienza più limpide del pacifismo italiano, quella di Emergency, tradita e sacrificata al governo Kharzai e ai suoi servizi segreti che detengono illecitamente Rahmatullah Hanefi.

    Ma la guerra è guerra indipendentemente dalle bandiere usate per condurla e va ripudiata, come il militarismo governativo, che ha riconfermato o promosso le missioni belliche.

    Per questo, come tanti e tante in tutto il pianeta e in mille forme, ci prepariamo ad accogliere Bush come si accoglie un vero e proprio guerrafondaio.

    Lo facciamo per i torturati di Guantanamo, per i bruciati vivi di Falluja, per i deportati, per quelli rinchiusi nei campi di concentramento in mezzo mondo.

    Ma lo facciamo anche per dire che esiste un´altra Italia. Un´Italia che vive già in un altro mondo possibile e concreto.

    E´ quella dei movimenti che si battono contro le basi militari, contro la devastazione ambientale, per i diritti sociali, contro i cpt. Che si batte contro la privatizzazione dell´acqua e la rapina dei beni comuni, contro le spese militari e il riarmo globale.

    Il 9 giugno quindi è un giorno importante per la ripresa del cammino del movimento no war nel nostro paese.

    Vogliamo il ritiro delle truppe italiane da tutti i fronti di guerra, Afghanistan in primis, la chiusura delle basi militari USA e NATO, la restituzione di quei luoghi alle popolazioni per usi civili, per giungere all´uscita dell´Italia dalle alleanze militari.

    Esigiamo la rimozione dal territorio nazionale degli ordigni nucleari e delle armi di distruzione di massa.

    Diciamo basta alle spese militari, rifiutando lo Scudo missilistico e i nuovi aerei da guerra, affinché le decine di miliardi di euro vengano usati per la scuola e la sanità pubblica, per i servizi sociali, per il miglioramento ambientale, per il lavoro e il sistema previdenziale pubblico.
    Pretendiamo che il governo Prodi ottenga l´immediata liberazione di Hanefi e restituisca ad Emergency il suo ruolo meritorio in Afghanistan.

    La mobilitazione del movimento no-war, che ha già visto tre tappe importanti, la manifestazione contro la progettata base militare a Novara il 19 maggio oltre a quelle di Aviano e Sigonella, le Carovane contro la guerra, che sono arrivate a Roma il 2 giugno per protestare contro la parata militare sui Fori Imperiali e la mobilitazione europea contro il G8 di Rostock-Heiligendamm, culmini il 9 giugno in una grande mobilitazione popolare a Roma che faccia sentire a Bush e Prodi l´avversione nei confronti delle guerre e delle corse agli armamenti, che dichiari il Presidente USA ospite non gradito e che faccia sentire a Prodi il ripudio della guerra e del militarismo, così come recita l´articolo 11 della Costituzione.

    La manifestazione del 9 giugno sarà una grande manifestazione pacifica, di massa e determinata, che partirà da Piazza della Repubblica alle ore 15.00 per concludersi in Piazza Navona e sarà aperta dallo striscione “No Bush-No War-No alla politica di guerra del governo Prodi”.

    Quella del 9 giugno è la manifestazione dei movimenti contro la guerra che in questi anni si sono battuti contro l’intero sistema di guerra e non solo contro Bush.

    Rispondi
  • 2. Alberto  |  7 giugno 2007 alle 11:59

    SECONDOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO…
    😀

    Non lamentarti, mi hai chiamato tu! 😉
    Come dire: “Chi è causa del suo mal…” 😀

    W gli USA, abbasso Bush che ne sta rovinando l’immagine all’estero con un eccessivo imperialismo anacronistico!

    Un abbraccio manifestato 🙂

    Rispondi
  • 3. pibua  |  7 giugno 2007 alle 15:36

    spero che non ti dispiaccia, ma ho “copincollato” il tuo articolo da me
    Un bacio 😉

    Rispondi
  • 4. Alessandro  |  7 giugno 2007 alle 17:36

    hihihi ma cosa stanno facendo?? Ma è un fotomontaggio??

    Rispondi
  • 5. Lega Obiettori di Coscienza  |  7 giugno 2007 alle 18:00

    O l’umanità distruggerà gli armamenti o gli armamenti distruggeranno l’umanità”. Il monito di Albert Einstein risuona attualissimo oggi, dal momento che il pericolo nucleare e’ forse più concreto e grave di quanto non lo fosse durante la Guerra Fredda, ma con l’opinione pubblica spesso indifferente.
    Il Convegno di Milano “Fermiamo il pericolo nucleare” intende dare la sveglia e fare il punto della situazione, focalizzando lo stato e le nuove frontiere della proliferazione nucleare, che ha imboccato direttrici completamente nuove ed incontrollabili. Ma propone anche una discussione, che non sfugge al confronto con la cultura militare e del realismo diplomatico, sulle strade percorribili, la bussola della nonviolenza sempre in funzione, da parte del movimento di base per il disarmo. Strade che esistono ed hanno possibilità concrete di essere recepite nella dimensione istituzionale.
    A livello nazionale, con la campagna per la denuclearizzazione immediata, unilaterale, del nostro Paese; a livello euro-mediterraneo, con l’iniziativa per attuare la dichiarazione di Barcellona del 1995; a livello globale, per fare avanzare a livello ONU, con gli approcci intelligenti ed equi proposti dai Sindaci di Hiroshima e Nagasaki, il Trattato di Non Proliferazione Nucleare.

    saluti
    Lega Obiettori di Coscienza
    Giuseppe – Massimo

    Rispondi
  • 6. samuelesiani  |  7 giugno 2007 alle 20:40

    e come non appoggiare chi è a favore della pace?
    Grazie per le segnalazioni, Daniela

    Rispondi
  • 7. La Fée Verte  |  8 giugno 2007 alle 11:01

    Credo che ormai neanche le manifestazioni servano più a nulla. Il cittadino che protesta è come una zanzara nell’orecchio del potente..può infastidire, ma non gli impedisce di andare avanti per la sua strada e perseguire i suoi interessi. Figuriamoci se si tratta dell’uomo più potente del pianeta….

    Rispondi
  • 8. Gennaro Carotenuto  |  8 giugno 2007 alle 14:10

    G8: ci ridono in faccia

    Ridono George Bush e il suo famiglio Tony Blair. Praticamente si sganasciano e poche volte una foto rappresenta meglio la realtà del G8 che si sta tenendo a Heiligendamm in Germania.
    di Gennaro Carotenuto

    Cos’avranno da ridere è presto detto. Ieri Bush aveva detto NIET a qualunque controllo delle emissioni di anidride carbonica. Come un baro al tavolo del poker stava bleffando. In realtà aveva una generosissima offerta da fare al mondo (come fosse un marziano e l’ambiente del pianeta Terra non lo riguardasse).

    Per comunicare al mondo la sua generosissima offerta ha usato Tony Blair, da anni uno dei suoi migliori portavoce, quasi un ventriloquo. Tony è al suo ultimo G8. Gli mancherà! E così George ha voluto dare proprio a Tony la grande soddisfazione dell’annuncio trionfale: “Tagli sostanziali alle emissioni di gas”. Mentre lo diceva, la foto forse lo testimonia, gli scappava da ridere come a Colin Powell all’ONU quando fece la sceneggiata con la provetta prima di incenerire decine di migliaia di iracheni.

    “Tagli sostanziali alle emissioni di gas”, ha detto proprio così Tony Blair.

    L’ho convinto io George, ha aggiunto. Come tutti sanno George è un uomo prudente e un uomo dalla profonda fede. E lui crede profondamente alla mano invisibile del mercato. E pensa che sarà la mano invisibile del mercato a regolare il clima di domani. Sposterà una nuvola in qua, con un enorme innaffiatoio eviterà la desertificazione… Dobbiamo pertanto essere molto grati a George per tanta generosità, conclude Tony, mentre oramai si rotola per terra dalle risate.

    Seduta stante la notizia, ovviamente, fa il giro del mondo: “Tagli sostanziali alle emissioni di gas” ribattono tutte le agenzie e tutti i tg e sarà il titolo di tutti i giornali del mondo. L’ha detto Tony Blair e gli anglosassoni si sa, sono gente seria. E tagli sostanziali saranno, e prestissimo! Addirittura già nel 2050! Se non saremo tutti già fritti è appena dopodomani, del resto si sa che presto e bene non vanno insieme. Ah, e a patto che non ci sia alcun obbiettivo vincolante: “che diamine, ho detto che saranno sostanziali (tra 43 anni), volete mettere in dubbio la mia parola?” ha chiuso George Bush oramai alle lacrime dalle risate!

    Ma non bisogna dare tutte le colpe agli anglosassoni. Qualunque persona onesta di fronte a tale irricevibile non proposta farebbe saltare il tavolo. Ma non ci sono persone oneste tra i grandi della terra. Angela Merkel, colei che fino a ieri giurava e spergiurava che era indispensabile fissare obbiettivi vincolanti oggi salta giuliva: “E’ stato un grande successo!”. Degli obbiettivi vincolanti si è già dimenticata. E Romano Prodi: “è un documento che si impegna ad assumere un’azione forte e rapida per contrastare i cambiamenti climatici”. Forte e rapida?

    Il G8 si sa è in crisi nera. Ai grandi della terra tocca dire ogni anno un sacco di balle per far credere al mondo che attraverso il liberismo economico, si risolveranno la fame e la sete, l’aids e le guerre, la povertà, l’analfabetismo, e pure il cambio climatico. A partire dal 2050 ovviamente.

    Rispondi
  • 9. Arcoiris TV  |  11 giugno 2007 alle 13:11

    Il governo italiano è coinvolto nel progetto internazionale Joint Stike Fighter F 35. Di che cosa si tratta? Aerei da guerra. Il 7 febbraio 2007 il sottosegretario alla difesa Forgieri ha firmato un preaccordo con gli Stati Uniti per una linea di assemblaggio all’aereoporto di Cameri, con l’intenzione di acquistarne un centinaio. La cifra è stellare: si parla di circa cento milioni di euro ad aereo. Come viene giustificata questa scelta? Esigenze strategico-militari e opportunità di sviluppo economico del territorio. A Novara un movimento trasversale di cittadini si oppone al progetto e cerca di sensibilizzare la popolazione.

    Piero Ricca ha intervistato tre suoi esponenti: Laura Bergomi, Renato Bolognese, Carla Lavagna.

    Per vedere il filmato clicca qui http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Unique&id=7511

    Rispondi
  • 10. Eleonora  |  12 giugno 2007 alle 15:28

    Traduzione in italiano della dichiarazione mandata da Noam a Chomsky a Jan Tamas , portavoce del movimento contro le basi in Repubblica Ceca

    Mi scuso per il ritardo, ma sono impegnatissimo. Segue una dichiarazione; temo di non poter fare di più.

    Noam Chomsky

    L’installazione di un sistema di difesa missilistica in Europa orientale è praticamente una dichiarazione di guerra. Provate a immaginare come reagirebbero gli Stati Uniti se la Russia, la Cina, l’Iran o qualunque potenza straniera osasse anche solo pensare di collocare un sistema di difesa missilistica sui confini degli Stati Uniti o nelle loro vicinanze, o addirittura portasse avanti questo piano. In tali inimmaginabili circostanze, una violenta reazione americana sarebbe non solo quasi certa, ma anche comprensibile, per ragioni semplici e chiare.

    E’ universalmente noto che la difesa missilistica è un’arma di primo colpo. Autorevoli analisti militari americani la descrivono così: “Non solo uno scudo, ma un’abilitazione all’azione.” Essa “faciliterà un’applicazione più efficace della potenza militare degli Stati Uniti all’estero.” “Isolando il paese dalle rappresaglie, la difesa missilistica garantirà la capacità e la disponibilità degli Stati Uniti a “modellare” l’ambiente in altre parti del mondo.” “La difesa missilistica non serve a proteggere l’America. E’ uno strumento per il dominio globale.” “La difesa missilistica serve a conservare la capacità americana di esercitare il potere all’estero. Non riguarda la difesa; è un’arma di offesa ed è per questo che ne abbiamo bisogno.” Tutte queste citazioni vengono da autorevoli fonti liberali appartenenti alla tendenza dominante, che vorrebbero sviluppare il sistema e collocarlo agli estremi limiti del dominio globale degli Stati Uniti.

    La logica è semplice e facile da capire: un sistema di difesa missilistica funzionante informa i potenziali obiettivi che “vi attaccheremo se ci va e voi non sarete in grado di rispondere, quindi non potrete impedircelo.” Stanno vendendo il sistema agli europei come una difesa contro i missili iraniani. Se anche l’Iran avesse armi nucleari e missili a lunga gittata, le probabilità che le usi per attaccare l’Europa sono inferiori a quelle che l’Europa venga colpita da un asteroide. Se dunque si trattasse davvero di difesa, la Repubblica Ceca dovrebbe installare un sistema per difendersi dagli asteroidi. Se l’Iran desse anche il minimo segno di voler fare una simile mossa, il paese verrebbe vaporizzato. Il sistema è davvero puntato contro l’Iran, ma come arma di primo colpo. Fa parte delle crescenti minacce americane di attaccare l’Iran, minacce che costituiscono di per sé una grave violazione della Carta delle Nazioni Unite, sebbene questo tema non emerga.

    Quando Gorbaciov permise alla Germania unita di far parte di un’alleanza militare ostile, accettò una grave minaccia alla sicurezza della Russia, per ragioni troppo note per rivederle ora. In cambio il governo degli Stati Uniti si impegnò a non allargare la Nato a est. Questo impegno è stato violato qualche anno più tardi, suscitando pochi commenti in Occidente, ma aumentando il pericolo di uno scontro militare. La cosiddetta difesa missilistica aumenta il rischio che scoppi una guerra. La “difesa” consiste nell’aumentare le minacce di aggressione in Medio Oriente, con conseguenze incalcolabili, e il pericolo di una guerra nucleare definitiva.

    Oltre mezzo secolo fa, Bertrand Russell e Alfred Einstein lanciarono un appello ai popoli del mondo perché affrontassero il fatto che ci troviamo di fronte a una scelta “netta, terribile ed inevitabile. Dobbiamo porre fine alla razza umana, o l’umanità è disposta a rinunciare alla guerra?” Accettare il cosiddetto “sistema di difesa missilistica” colloca la scelta a favore della fine della razza umana in un futuro non troppo distante.

    Rispondi
  • 11. Unaltromondo  |  13 giugno 2007 alle 0:26

    Giovedì 14 giugno: Uniti per il Disarmo

    Invitiamo tutti a partecipare a questa interessante conferenza/dibattito organizzata dall’associazione “Mondo senza guerre”, utile per capire la situazione in cui viviamo, inconsapevoli.
    Presenti molte personalità di spicco della lotta al disarmo italiane ed europee. Presso il Politecnico di Milano.
    http://www.unaltromondo.it/default/id_page/584

    Rispondi
  • 12. anna polo  |  14 giugno 2007 alle 9:17

    Grande notizia: Gorbacion ha aderito alla campagna Europe for peace!!!

    Credo che questo ci aiuterà molto non solo per ottenere altre adesioni, ma anche per invitarlo al forum di Milano.

    Qui di seguito traduco la sua dichiarazione di sostegno:

    Cari amici,
    Appoggio la vostra iniziativa per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica europea sul pericolo del ritorno della minaccia nucleare in Europa. Quest’anno segna il ventesimo anniversario della firma dello storico trattato INF per eliminare i pericolosi euromissili statunitensi e sovietici dal continente; è importante restare vigili ed opporre una forte resistenza al piano di rendere ancora una volta l’Europa ostaggio della paura e del pregiudizio, caratteristici della guerra fredda.

    Mikhail Gorbachev

    Rispondi
  • 13. Presidio Permanente No Dal Molin  |  15 giugno 2007 alle 20:33

    Comunicato stampa
    DAL MOLIN: NON è FINITA QUI

    Romano Prodi non rappresenta la volontà della maggior
    parte dei vicentini e la sua firma in calce alla cessione di
    una parte del nostro territorio agli Stati Uniti per noi non
    ha alcun significato dal punto di vista pratico. Ronald
    Spogli può anche sventolare davanti ai giornalisti quel
    pezzo di carta, ma per noi la realtà resta una soltanto:
    la nuova base Usa al Dal Molin non si farà.

    Non ci aspettavamo più nulla di positivo da questo
    Governo; un esecutivo che ha preso a pesci in faccia la
    cittadinanza e lo stesso Parlamento, dimostrando così ben
    poco rispetto per chi li ha eletti e per le istituzioni. Un
    Governo che non ha avuto nemmeno il coraggio di comunicare
    ai propri cittadini la firma di cessione dell’area del Dal
    Molin, bensì ha delegato l’ambasciatore statunitense
    che, evidentemente, ha il potere di dettare tempi e modi
    della politica del nostro Paese.

    Per noi, comunque, nulla è cambiato. Avevamo detto che, se
    necessario, avremmo impedito alle ruspe di effettuare i
    lavori di costruzione della base militare. Così sarà, e
    ieri sera abbiamo voluto dimostrare simbolicamente la nostra
    determinazione entrando, per più di un’ora, nell’area
    militare del Dal Molin.

    Nei prossimi giorni discuteremo, ci confronteremo,
    costruiremo insieme le strategie di lotta e le prossime
    iniziative. Ieri, per noi, non è successo nulla di
    particolarmente rilevante. Il nostro percorso è appena
    iniziato e siamo determinati a difendere la nostra terra per
    un futuro senza basi di guerra.

    Presidio Permanente, Vicenza, 15 giugno 2007

    ********************************************************************
    Presidio Permanente No Dal Molin
    Via Ponte Marchese – Vicenza
    http://www.nodalmolin.it
    http://www.altravicenza.it

    IL FUTURO è NELLE NOSTRE MANI
    Difendiamo la terra per un domani senza basi di guerra
    ********************************************************************

    Rispondi
  • 14. Franca  |  17 giugno 2007 alle 15:02

    <b>Ufficio Stampa Nazionale del Partito Umanista
    Franca Banti cell. 3357792718 – e-mail franca.banti@fastwebnet.it

    SOLIDARIETÀ DEL PARTITO UMANISTA
    alla protesta dei cittadini di Vicenza
    e del comitato No Dal Molin
    contrari all’ampliamento della base USA</b>

    L’ambasciatore statunitense Ronald Spogli giovedì ha riferito la decisione del governo Italiano di autorizzare il progetto per la base Usa Dal Molin. Quale autorità ha un governo che demanda le comunicazioni ai propri elettori ad un ambasciatore di un altro paese?

    Il Partito Umanista si unisce alla popolazione di Vicenza per ribadire a Bush e a Prodi la più chiara determinazione e la più netta opposizione possibile all’avvio dei lavori per la base Usa Dal Molin ed è solidale con la protesta dei cittadini e comitati contrari all’allargamento che hanno occupato pacificamente l’aeroporto Dal Molin di Vicenza

    Dichiara Giorgio Schultze, portavoce del Nuovo Umanesimo Europeo:
    «È arrivato il momento di far sentire la voce dei senza-voce,
    dei milioni di esseri umani che chiedono con forza che finiscano le guerre.
    Possiamo ottenerlo unendo tutte le forze del pacifismo e della nonviolenza attiva.
    Lavoriamo oggi per garantire un futuro migliore e salvaguardare le generazioni future.
    Perché crediamo nella pace ed in un mondo più umano!
    Per un mondo senza guerre! »

    Campagna Europe for Peace (www.europeforpeace. eu)

    Partito Umanista

    Rispondi

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