Archive for 16 giugno 2007

UN PROVVIDENZIALE “AUT-AUT” – Non solo Gay Pride

Ben si comprende come i gay e le lesbiche tengano a questo Pride. In tempi miserrimi e calamitosi come gli attuali, su di loro sembra essere piovuta una maledizione. L’uomo medio – borghese – in senso pasoliniano, non marxista – l’uomo medio, reazionario, gretto, violento – d’una violenza sorda e lenta, esangue, torva, e quindi assoluta, rappresentato oggi dalla classe al potere, ha trovato un nuovo trastullo su cui riversare le proprie negligenze e irresolutezze. Nell’afasia di idee e nel bailamme di opinioni, che fluttuano disancorate in un torpore di maschere urlanti, l’ilota smarrito, da sempre abituato a guardare fuori di sé, si aggrappa ancora una volta all’ordine, al precostituito, alla crociata. Pronto a digrignare i denti, a dilaniare chi non si integra nel suo cieco orizzonte.  

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Ermafrodito dormiente. Sotto: Saffo.

Ognuno si difende come può. Oggi nessuno, o molti meno, sono per fortuna disposti a offrirsi in olocausto. Del resto, è sufficiente ribattere al cieco muro con mere sciabordate in senso contrario? Non è, forse, più adatto un linguaggio “inattuale”, e perciò sacro – ricorro ancora al lessico pasoliniano -, risolutivo e immutabile, per andare all’essenza delle cose?

E’ quanto devono aver pensato i ragazzi e le ragazze del gruppo Kairos di Firenze nell’organizzare, il 28 giugno prossimo, la prima veglia ecumenica per le vittime dell’omofobia . Una domanda di senso che già racchiude, in sé, una risposta. E consiste nella integrità della profferta umana, nell’aspirazione all’alto e all’assoluto, nella preghiera fattasi carne. Gli omosessuali cristiani si presentano come uomini e donne completi, e dietro di loro c’è soltanto un cuore e un corpo, spesso ferito. Non sono, non vogliono essere sinonimi. Non incarnano, tutti indistintamente, la trasgressione, il materialismo, la frivolezza, lo sguardo terreno, come, per opposti motivi, vorrebbero il Papa e certi militanti esacerbati.

La loro iniziativa, che si sta estendendo nelle maggiori città italiane – Firenze, Milano, Roma, Rimini, Napoli , Padova (Gruppo Emmanuele)…, e alla quale ha aderito anche l’Associazione culturale umanista Color Porpora  –, spalanca porte d’oro su un mondo minimo e sterminato, fervido e sommerso, vitale e trepido, anelante di offrire al mondo un cosmopolitismo d’etica. E’ più d’un orgoglio, travalica il semplice emozionalismo, supera la spontaneità irrazionale. E’ lirica, o forse soltanto poetica e ancestrale, tesa com’è verso l’ineffabile. Va alla radice del problema: “Ma tu, o uomo, e tu, o Dio, cosa puoi rispondermi? E cosa ho da donare io, in verità, al mio prossimo?”.

Un particolare importante: le veglie, pur se organizzate da cattolici, si terranno tutte in templi metodisti e valdesi. Per molti gay era importante ritrovarsi in un luogo di culto, in particolare cattolico. Purtroppo non è stato possibile; e ciò dimostra la falsità di quella doppia morale per cui la gerarchia condanna gli atti, ma non le persone. Se fosse davvero così, visto che in questo incontro non si discute su valori considerati “non negoziabili”, ma semplicemente di dignità umana, le nostre chiese accoglierebbero senza indugio questi fratelli e sorelle in preghiera. Invece, l’ingresso resta a loro precluso. Gli organizzatori sanno che solo col paziente lavorio degli innamorati (benché respinti) e con l’aiuto di gruppi diocesani amici potranno, in futuro, cambiare le cose.

Se intendiamo, tutti, lottare davvero contro l’omofobia, possiamo negare a questi ragazzi una preghiera, un aiuto, un pensiero? Sia il nostro parlare sì, sì; no, no. Senza inganni per nessuno.

Daniela Tuscano

…Per sdrammatizzare un po’…

IMG_2492Striscione al Pride romano (foto di Maura). Ringrazio per la citazione musicale… 😉

 

ULTIM’ORA: SCAGIONATO RAHMATULLAH HANEFI.

Il mediatore di Emergency, ritenuto estraneo a tutte le accuse rivoltegli, dovrebbe essere liberato a breve. L’ha reso noto Gino Strada, precisando che il collaboratore si trova ancora nell’ospedale militare per le precarie condizioni di salute. Strada si è detto disponibile a riprendere le attività in Afghanistan, ma solo dopo che Hanefi sarà tornato a casa, pienamente riabilitato.

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16 giugno 2007 at 0:03 20 commenti


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