CORAGGIO!!!

21 giugno 2007 at 14:51 9 commenti

E siamo a due. Fa nulla, innocente zerbinotto sbalestrato, non importa, struggente ragazzina dipinta. Mica hanno pensato a voi. Vi hanno messi in condizione di dare il peggio, anzi: di “non dare”. Con quei temi tronfi, libreschi, obsoleti, irritanti, impolverati, persino inesatti (rabberciati, scarabocchi) hanno voluto lanciarvi un segnale chiaro: qui non si sogna. Il mondo adulto è così, grigio e raggelato. Qui non si vola.

Non importa, non conta. La summa della vostra adolescenza non consiste nel burocratico affanno degli ultimi giorni. Il sole cocente e inesorabile vi spinge a fuggire e a gridare, o forse anche a dormire, lo so. Qualcuno non c’è riuscito, né oggi né ieri. E’ un buon segno. Non sapete che farvene di una nostalgia che non provate, perché il vostro mondo è questo, e altri non ne conoscete. Riappropriatevene, dunque, non dategli retta. Restituite loro il sorriso rigido e cordiale delle vecchie computisterie, visto che ci tengono tanto, ma poi, dentro di voi, mandateli allegramente a quel paese. E godete alla faccia loro. In attesa di sbattergli, su quella faccia, una liberatoria, impudente, chiassosa risata.

Daniela Tuscano

Foto di Silvia Lazzaroni

CUORE DI CANE
Il ragazzo ha un fucile di legno e ci tira alle stelle
com’è dritta la schiena, che bianchi i suoi denti
e gli occhi sono due caramelle
e se provi a sentire stanotte puoi sentire abbaiare
è il suo cuore di cane che corre e non si vuole fermare.

Il ragazzo a trovargli un difetto, non gli piace studiare
preferisce le stelle e quel pezzo di legno, preferisce aspettare
che capire c’è tempo e capire certe volte non vale
che capire c’è tempo e capire certe volte fa male.

Ma il ragazzo una notte si perde, il ragazzo è perduto
ha lasciato la casa del padre e della madre e nemmeno un saluto
e se provi a cercarlo stanotte puoi trovarlo che dorme seduto
addormantato in una stazione
sotto le stelle dentro un vagone
con un amore di fortuna
sotto l’ombrello della luna
ma il ragazzo anche senza divisa è comunque un soldato
c’è una guerra che brucia qua fuori e il ragazzo può morire bruciato
o tornare sconfitto una sera che nessuno lo vuole
senza nemmeno un dolore da dividere in due
e tornare che è finita la notte non c’è più compagnia
e abbaiare al mattino e vedere il mattino piano piano andar via

Edgar D. Mitchell, Paesaggio lacustre sulla luna

Imparare le lingue del mondo imparare a parlare
a passare tra la pioggia e la polvere tra la terra ed il mare
che viaggiare non è solamente partire, partire e tornare
ma è imparare le lingue degli altri, imparare ad amare
il ragazzo ha da vendere fiato e muscoli buoni
e cervello veloce e paura di poco e capelli a milioni
mentre scende le scale è già fuori già la notte è finita
mentre scende le scale è già fuori già comincia la vita.

Ma il ragazzo una notte si perde, il ragazzo è perduto
ha lasciato la casa del padre e della madre
è volato e nemmeno ha lasciato un saluto
e se provi a cercarlo stanotte puoi trovarlo che dorme seduto
abbandonato in una stazione
con gli occhi chiusi dentro un vagone
con un amore di fortuna
sotto le stelle della luna
ma il ragazzo anche senza divisa è comunque un soldato
c’è una guerra che brucia qua fuori e il ragazzo può morire bruciato
o tornare sconfitto una sera che nessuno lo vuole
senza nemmeno un dolore da dividere in due
e tornare che è finita la notte non c’è più compagnia
e abbaiare al mattino e vedere il mattino
piano piano andar via

Fiorella Mannoia (testo di Francesco De Gregori)

 

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Entry filed under: educazione e scuola, frammenti.

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9 commenti Add your own

  • 1. ronny  |  21 giugno 2007 alle 16:54

    Cara Daniela,
    ho ricordato anche io, oggi, nell’Ufficio le Vittime e tutti
    i “poveri” Cristi. Pur essendo vissuto nella sperduta campagna veneta (passava solo un carriera dal paese al mattino e alla sera e per andare a prenderla alla mattina, per andare a scuola alle medie, ci davamo i passaggi in motorino fra ragazzi della contrada) ho avuto la benedizione di avere una infanzia e adolescenza davvero sazie di felicità. Seppur isolati noi eravamo felici, come vorrei lo fossero tutti i ragazzi/e e adulti e vecchi. Che l’estate, la stagione dei frutti e dei doni lo sia per tutti, specie per chi più li attende.
    Grazie della tua poesia che segue: anche se è un po’ malinconica, è bella e rende il cuore buono. grazie ronny.

    Rispondi
  • 2. fra Roberto  |  21 giugno 2007 alle 17:16

    Daniela carissima,
    che dirti dei tuoi “versi” (perchè non si può parlare che di poesia….). Mi sono sentito dentro la tua storia vera di adolescenti messi lì a di8re di cose che poi non servono, che non toccano il loro cuore, che svaniscono ma non sono sogni.
    Grazie. Ci hai regalato una notte di sogno e di nostalgia anche se…..siamo un pò stagionati come età…..ma, si sà….gli esami non finiscono mai.
    Auguri per la tua professione. E godi del rimpianto di quanti come me non hanno avuto che libri polverosi e stagioni vuote di senso e di amore…..
    grazie
    fra Roberto

    Rispondi
  • 3. samuelesiani  |  21 giugno 2007 alle 18:44

    queste tue parole sono così diverse da quei titoli! e la tua riflessione veramente illuminante. non ci avevo pensato.
    brava Dani. credo tu sia un’ottima insegnante.

    Rispondi
  • 4. La Fée Verte  |  21 giugno 2007 alle 20:37

    Ce ne fossero, di insegnanti come te, l’Italia sarebbe un paese di belle speranze!
    Baci. Francesca

    Rispondi
  • 5. Erica  |  21 giugno 2007 alle 21:35

    e non ti nascondo che ho pianto!!!
    oggi c’è stata la seconda prova…matematica per me!!!
    ho svolot tutto da sola…gli esercizi e i problemi erano difficilissimi…..roba da non credere!!!
    gli esami sono quasi finiti…che cosa farò dopo?non lo so…l’unica certezza è la mia volgia di comunicare, di affermare al mondo che io esisto malgrado ancora molti cerchino di occultarmi, di sminuirmi…
    io ci sono e, anzi, volgio esserci con i miei difetti, con le mie contraddizioni, i miei dubbie le mie incertezze….
    voglio esserci ma o che non sarà semplice…
    ecco, un’altra sfida…l’ennesima…
    so che nons arà l’ultima!
    ma sono pronta…adesso tocca a me:
    sognare, sperare, cantare, ridere e disperarsi….sono ancora libera di farlo?
    volgio credere di esserlo, voglio provare ad esserlo perchè,se mai un giorno avrò dei figli, voglio che siano fieri del coraggio di chi li ha preceduti…
    ciao dani…
    un abbraccio più forte
    di quanto tu possa immaginare!
    Erica

    Rispondi
  • 6. alessio  |  22 giugno 2007 alle 7:56

    bel pezzo, dany, gran bel pezzo.

    hai ragione, i temi erano bruttissimi (come quasi sempre, del resto, ma stavolta hanno toccato il fondo)… se avessi 18 anni oggi starei molto poco allegro. ma per fortuna la vita non è solo uno stupido tema di… maturità.

    Rispondi
  • 7. birbimirti  |  22 giugno 2007 alle 10:54

    bello,grazie mille!! hai proprio ragione,anche i nostri prof alla prima prova ma anche alla seconda hanno detto subito che ci hanno messo in condizione di dare il peggio di noi stessi!!!!!! è una cosa inaudita,fare quel tema e affrontare la difficilissima prova di ieri è stato terrificante..hanno fatto proprio,fammelo dire,schifo !!!!

    Rispondi
  • 8. alberto  |  22 giugno 2007 alle 12:46

    Bel post, e bel blog.

    Ti ho letta anche sull’altro sito: complimenti! 🙂

    Rispondi
  • 9. Daniele  |  23 giugno 2007 alle 11:48

    Ciao Dani,
    ho appena finito di leggere questo articolo. mi ha colpito molto, come gli altri del resto, ma questo in modo particolare e non so perchè. Mi ha suscitato una qualche strana emozione.
    Via via che scendevo nel leggere mi sono imbattuto in quel testo che solo alla fine ho scoperto essere canzone di Fiorella Mannoia.
    BELLISSIMA! Fatto sta che l’ho subito cercata su internet e l’ho scaricata e stamani ho trovato un cd di lei che si chiama “le canzoni” a soli € 9,90 contenente questa e tante altre belle canzoni e così l’ho comprato.

    Rispondi

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