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FACCIA DI PALTA 2007 – Partecipa anche tu alla nomination!

Mi associo all’invito dell’amico blogger Raffaele Mangano e stilo la mia personale classifica del “Faccia di Palta 2007”. Eufemismo, questo, cui ricorriamo “perché, da bambini, il prete ci vietava di dire ‘faccia di m…’ o ‘faccia da c…’, e aveva trovato un sostituto, un termine comprensivo di entrambi”, spiega Raffaele.

“Lo sai fratello, siamo nella merda/A proposito, come ti va?” (Zucchero)

Nel frattempo siamo cresciuti, il prete non può più metterci in castigo, ma le “facce di palta” sono sempre lì, più numerose e potenti di prima! Noi abbiamo individuato sei papabili, oltre ai fuori concorso (per quanto mi riguarda, le “tre B”: Berlusconi, Bush, Bagnasco e l’outsider Previti: ma l’elenco sarebbe sterminato), che la sottoscritta nomina qui sotto. Mi piacerebbe adesso conoscere la vostra personale graduatoria. Buona inzaccherata a tutti!

FACCE DI PALTA 2007

Non vanno in ordine di “merito”. Le scrivo così come mi vengono in mente.

1) Karzai, il presidente-dandy fantoccino di Bush, che tanto piace agli stilisti. Fra le sue prodezze, gli riesce l’impossibile: fa sloggiare Emergency, sbatte in galera Hanefi, liberandolo poi dopo 3 mesi con tante scuse (perché lui è uomo di mondo: ha fatto il militare a…), e, ciliegina sul bigné, si accorge che la guerra scatenata dal suo amico-padrone Bush miete vittime soprattutto fra i civili. Un acume politico non indifferente, attento che mo’ ti dànno del pacifista. E saresti fuori moda.

2) L’intero centro-sinistra italiano. Già ci vuole un bel coraggio a farsi chiamare così: più che “di sinistra”, infatti, gente come Mastella, la Binetti ciliciata, CarraBobba, Parisi ecc. sono sinistri. Il fatto è che dallo scorso anno a questa parte non ho ancora visto un solo provvedimento politico che vagamente possa definirsi progressista. Addirittura, il rifinanziamento alle “missioni di pace”, i dardi dalemiani contro la magistratura, la sostituzione di De Gennaro con Manganelli – un nome, un destino – e l'”attento ascolto delle piazze” (clericali) di Fassino mi ricordano una musica per altri spartiti.

3) Ricucci e consorte (o serve la maiuscola?…). Puah, non mi sembra il caso di commentare.

4) Montezemolo. Idem con patate.

5) La pattuglia di femmine folli: Brambilla, Carfagna, Gardini, Santanché, Claudia Koll. Della serie, quando le vacche diventano pecore. Del Signore.

6) Letizia Brichetto Arnaboldi Moratti e l’intera giunta comunale di Milano, in lizza anche per l’amministrazione più razzista e discriminatrice del dopoguerra. Privatizzazioni a go-go (acqua compresa), partecipazione con gonfalone al Family Day, finanziamento al Festival della Busecca e rifiuto di sovvenzioni al cinema gaylesbico dopo 21 anni. “Mai più soldi agli omosessuali”, assicura il suo vice De Corato, che li considera alla stregua dei peggiori criminali. Costretto a una tardiva, insufficiente e parziale ritrattazione alla quale nessuno crede, lui per primo, incassa la piena solidarietà di Matteo Salvini, capogruppo legaiolo. Che merita, almeno, la palma della sincerità. “Ha detto quel che pensa”, afferma. Ne sono convinta anch’io: De Corato è infatti un neofascista e la giunta pure. Tutto il resto è cavillo, vaniloquio, fumo.

Daniela Tuscano

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26 giugno 2007 at 6:29 14 commenti


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