SESTA GIORNATA DEL DIALOGO CRISTIANO-ISLAMICO – Costruire speranza e convivialità

1 luglio 2007 at 21:52 6 commenti

Dall’associazione Il Dialogo ricevo e pubblico volentieri, anche perché la grande informazione, tanto per cambiare, fa orecchie di mercante. Dedico questo post a Dounia Ettaib  e a padre Giancarlo Bossi .

«Costruire speranza e convivialità»

5 ottobre 2007 ultimo venerdì di Ramadan

Care Amiche, Cari Amici, In vista della sesta giornata ecumenica del dialogo cristiano islamico che quest’anno cade il 5 ottobre prossimo, è opportuno cominciare a riflettere su che cosa è possibile realizzare per fare in modo che quella giornata possa aiutarci a “costruire speranza e convivialità” in un mondo senza più guerre e dove tutti, maschi e femmine, credenti e non credenti, popoli di tutte le etnie e continenti, prendano coscienza del fatto di appartenere alla stessa umanità.

Assisi 1986: lo storico incontro di Giovanni Paolo II coi rappresentanti delle grandi religioni mondiali.

Sentiamo molto pressante la necessità di rilanciare in Italia i temi del dialogo interreligioso, in particolare quello con l’Islam, che vediamo sempre più minacciato e ricacciato indietro, come dimostrano, fra l’altro, anche le vicende giudiziarie che hanno visto coinvolti studiosi e amici del dialogo come i prof. Stefano Allievi,  Renzo Guolo e Paolo Branca. In questi anni si sono moltiplicate le giornate istituzionali di “dialogo”: in realtà i mezzi di comunicazione di massa non cessano di suonare la marcia funebre della guerra e dell’odio fra le nazioni, i popoli, le religioni, le culture diffondendo razzismo  e violenza.La differenza, come sempre, la può fare l’iniziativa dal basso, quella che rompe gli schemi delle persone intruppate nelle rispettive appartenenze, quella che mette a contatto donne e uomini delle varie religioni o senza religione che si incontrano per dire che non ne possono più di odio e di religioni al servizio dei potenti di turno, che spingono i propri aderenti a combattere contro altre donne e uomini di fede diversa.Invitiamo perciò tutte le comunità cristiane e quelle islamiche,  a voler rimettere insieme dal basso tutte quelle forze che negli scorsi anni si sono date da fare per realizzare la giornata del dialogo cristiano islamico. Vi invitiamo a formulare appelli locali costruiti insieme fra cristiani e musulmani, per sollecitare quanti si sono sbandati sotto i colpi dei nemici della pace e stanno pian piano perdendo la speranza. Occorre muoversi prima che sia troppo tardi perché, come tutte le piante, anche quella del dialogo ha bisogno di cure, di concime, di dissodamento del terreno, di potatura dei rami secchi per ridare nuova vita a tutto il tronco. C’è bisogno anche di validi contadini che sappiano fare tutto questo se si vuole raccogliere frutti buoni.Abbiamo bisogno gli uni degli altri per poter lasciare il mondo migliore di come ognuno di noi lo ha trovato.Sollecitiamo le organizzazioni cristiane e musulmane che in questi anni si sono mobilitate per il dialogo a tenere incontri congiunti, magari utilizzando il periodo estivo durante il quale ogni organizzazione da vita a momenti di riposo e riflessione. Che ognuno si sforzi di pensare a cosa poter fare e su quali temi, partendo dalla propria realtà locale, per rimettere in moto il popolo del dialogo. Ci auguriamo che nella prossima Terza Assemblea Ecumenica di Sibiu del 4-9 settembre possa essere avanzata l’idea di una giornata ecumenica di dialogo cristiano islamico a livello europeo.Ci auguriamo che anche quest’anno si possa fare tutt’insieme uno sforzo sulla via del dialogo e della pace.Con un sincero augurio di Shalom, salaam, pace

PER FIRMARE LA PETIZIONE: www.ildialogo.org (sulla destra)

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Entry filed under: appuntamenti, Italia, Europa, mondo, religioni e società, semi di speranza, Uguali&Diversi.

FACCIA DI PALTA 2007 – Partecipa anche tu alla nomination! LA DISINFORMAZIONE DELL’INFORMAZIONE

6 commenti Add your own

  • 1. Francesco  |  2 luglio 2007 alle 10:13

    A questo proposito, vorrei chiedere si ci siano anche dialoghi (si badi bene) islamico-cristiani organizzati magari nei paesi islamici dagli islamici stessi. E’ mai uscita un’iniziativa da parte degli islamici di dialogare con i cristiani? Ho sentito dire che gli
    islamici “comuni” non hanno voce in capitolo e che quelli che vivono in occidente (oggi laico) non hanno nessun interesse di dialogare con i cristiani. Ciò che gli interessa è l’ottenimento dei diritti che esattamente vengono negati ai cristiani che vinono nei paesi muslumani. Utilizzano anche il cristianesimo, pieno di bontà evangelica, a questo scopo.
    Io penso che il problema dell’islam non sia una questione puramente religiosa o interligiosa, ma soprattutto politica. L’Islam, infatti, non è solo una religione e le moschee non sono esattamente le chiese cristiane. Esso totalizza tutta la vita dell’uomo: personale, familiare, sociale, politica…. .. Nulla è lasciato, come si direbbe, al libero arbitrio. Per cui, tutti i dialogi (cristiani) con i rappresentanti dell’islam servono a ben poco. Il pubblico vi accorre senza magari pensare che i cristiani, nei paesi islamici, vengono trucidati. Per affrontare la questione, ci vorrebbe un interveno polito. Purtroppo per questo mancano le parti: la politica occidentale è laica, quell’altra è islamica. Governi islamici sostengono se non addirittura richiedono il diritto di costruire le moschee nei paesi occidentali, i paesi occidentali( non si dice più cristiani), non spendono neppure una parola per quel che riguarda la costruzione e la libertà di culto delle chiese cristiane che vivono nei paesi musulami. Infatti, sono laici! Quale paese occidentale ha mai intrapreso iniziative diplomatiche in tutela dei diritti religiosi dei cristiani che vivono nei paesi muslumani? Oh queste sono cose da unilateralisti; l’islam, nella sua totalità, è tutt’alta cosa!!!!!
    Francesco

    Rispondi
  • 2. Ziad Alrawadieh  |  3 luglio 2007 alle 0:09

    Guardando con occhio sapiente la storia dell’Islam, della diffusione dell’impero islamico nei primi secoli e nel medioevo, si osserva che i periodi della gloria. della potenza forte hanno lasciato il posto alla fase della debolezza e della fragilità della nostra influenza nel mondo.

    L’attuale situazione ci pone di fronte ad una domanda importante sulla causa del declino della nostra civiltà e della decadenza della nostra storia.

    Le regole di relazione fra gli esseri umani sono un principio islamico essenziale che stabilisce la tipologia ed i fondamenti del comportamento umano nella vita quotidiana. Questi principi si esprimono in valori che vanno oltre le apparenze superficiali ed estetiche (come la barba ed il vestire degli uomini) che non fanno parte dell’obiettivo prioritario dell’Islam.

    Facendo un confronto tra la situazione attuale e la storia antica, osserviamo che la missione musulmana, trasmessa grazie ai mercanti musulmani durante i loro viaggi in Asia (Cina e India), Medio Oriente ed Africa (dal nord fino al centro) si è diffusa sulla base di principi e valori quali la sincerità, l’onestà, la fedeltà, ecc.

    Ho detto tutto questo perché sono triste per la situazione dei giovani musulmani in Italia. Si sono smarriti a causa della contorta interpretazione dell’Islam, ma anche per la mancanza degli imam religiosi che guidino questi giovani ai principi giusti dell’Islam.

    A questo punto bisognerebbe chiedersi qual è il nostro apporto allo sviluppo del Paese nel quale noi viviamo, perché nell’Islam, la mano che dà è migliore di quella che prende.

    La partecipazione allo sviluppo dell’Italia include anche la sincerità verso questo Paese, essere idonei, e soprattutto contribuire a progettare la sicurezza generale che rappresenta un fattore ed un valore aggiuntivi alla prosperità dell’Italia. In questo modo il nostro soggiorno in questi Paesi produrrebbe un impatto positivo.

    Infine, c’è la necessità di incoraggiare quelli che parlano ai giovani del mondo arabo e musulmano, come Amer Khald, che ha una personalità distinta. Lui è famoso per i suoi appelli ai giovani affinché prima si comprenda l’Islam, e poi si stabilisca un dialogo con le altre civiltà con le quali condividiamo la vita sulla Terra.

    Rispondi
  • 3. gianna  |  3 luglio 2007 alle 7:09

    firmato anche qui

    Rispondi
  • 4. Fabio  |  3 luglio 2007 alle 20:24

    Vi sottopongo la manifestazione del 4 luglio in piazza Santi Apostoli a Roma, promossa da Magdi Allam.
    Informazioni al sito: http://www.salviamoicristiani.com/
    Un abbraccio
    Fabio

    Rispondi
  • 5. Todo Cambia  |  4 luglio 2007 alle 18:33

    LETTERA AI CITTADINI MILANESI

    Siamo un gruppo di cittadini di Milano e provincia che vive nel VOSTRO paese ormai diventato il NOSTRO paese. Siamo un gruppo di persone immigrate che ha deciso di partecipare attivamente e responsabilmente alla vita di questo paese, non solo versando i contributi ma organizzandosi socialmente.
    Abbiamo a cuore un argomento vissuto in prima persona e che difendiamo a tal punto che ne abbiamo fatto la nostra ragione di vita e di lavoro. Per difendere i nostri diritti siamo spesso dovuti diventare “immigrati di professione”.
    Siamo un gruppo misto, di provenienze diverse e con una forte presenza di donne, che si sta impegnando su temi di questo calibro, perché crediamo che l’argomento è serio e va affrontato in maniera coerente, sistemica e umana.
    Siamo componenti esperti nei vari ambiti legati al tema dell’immigrazione (ambito giuridico, sanitario, educativo, economico…) e lavoriamo come operatori e volontari nel territorio confrontandoci quotidianamente con realtà concrete.
    Per questa grande ricchezza e il nostro impegno giornaliero in materia di immigrazione, abbiamo deciso di fare i primi passi nella costituzione di una rete “la rete dei cittadini di fatto”; cittadini che affrontono volta per volta i diversi argomenti che riguardano l’ampio universo dell’immigrazione.
    Crediamo in questo paese, dove abbiamo scelto di vivere, e lottiamo con coraggio per avere i diritti che ci spettano perché ci sentiamo profondamente cittadini (indipendentemente dal riconoscimento giuridico formale dello Stato) e perché siamo convinti che senza il nostro contributo da protagonisti non ci potrà essere un’Italia migliore.
    Purtroppo abbiamo notato ultimamente in Italia e nella città cosmopolita di Milano che le aggressioni verbali e fisiche nei confronti della popolazione immigrata indistintamente aumentano drasticamente. Aumenta proporzionalmente anche la manipolazione psicologica sui cittadini italiani che oggi ci temono associandoci in maniera semplicistica e irreversibile a delinquenti. Gli psicologi sociali chiamano questa deformazione della percezione, così come quella di attribuire alle minoranze un tasso di criminalità più alto, “correlazione illusoria” (Mente&Cervello, n.7 – genn/febb 2004).
    Siamo consapevoli della esistenza della delinquenza e vogliamo contrastarla esattamente come voi. Ma delinquenza non può e non deve essere sinonimo di immigrati. Diverso non è sinonimo di pericoloso.
    In Italia, siamo 2.670.524 cittadini stranieri (dati ISTAT 01/01/06) e la maggioranza di noi è inserita nella società a tal punto da essere spesso invisibile o “normale”, o erroneamente giudicata “una eccezione”.
    Ma basta che uno di noi “sbagli” per essere immediatamente criminalizzati tutti.
    La memoria non può essere corta: vi ricordate quando per la condotta di alcuni emigrati italiani tutta la vostra comunità veniva definita come mafiosa?
    Non vogliamo che si ripetano luoghi comuni nefasti che solo contribuiscono a creare rabbia e odio. E i mass media hanno una responsabilità immensa, anche indiretta, nella campagna di odio che si sta creando nei nostri confronti.
    Siamo convinti che l’unica strada per costruire una società dove tutti possano avere uguali diritti ma anche uguali responsabilità , una società di convivenza e co-cittadinanza è quella del dialogo, un dialogo tra tutti i protagonisti, che deve essere pensato e agito in base al rispetto e che deve vedere come soggetti i diretti interessati.

    Noi continueremo a impegnarci seriamente a portare avanti le nostre riflessioni, proposte e azioni per migliorare la convivenza tra i cittadini.
    Da parte vostra chiediamo un ascolto affinché cerchiate di immedesimarvi per un minuto nell’altro, senza dovervi difendere di fronte alla diversità, affinché quella vostra memoria storica non rimanga nel nulla.
    Vogliamo sperare che questo appello arrivi a persone che credono ancora nella ricchezza culturale di ogni singola persona, cultura, religione.

    Vi aspettiamo domenica 8 luglio alle ore 15 alla fermata della metropolitana gialla di Porto di Mare a Milano per andare insieme al parco Cassini (parco delle rose) per fare qualche passo in avanti nella costruzione di questo dialogo e convivenza tra cittadini immigrati e italiani.

    Milano, 04/07/07 – Rete Cittadini di Fatto
    Per info – cittadinidifatto@gmail.com

    Ass. Insieme per la Pace, Ass. Pakaritambo, Ass. Sunugal, Ass. Mosaico interculturale, Ass. Todo Cambia, Ass. Culturale di Progettazione e Coordinamento Ispano Americano; Ass. Antonimo Raimondi; Unione Latinoamericana (Rimini), Consejo de Consulta del Consulado general del Peru, Ass. Peruana Lombarda (Aspel), Circoli Bolivariano Internazionale, Todas las sangres, Ass. Unidos por Colombia, Cooperativa sociale A.Me.Lin.C, Ass. Cultural de Chile, Cooperativa Studio 3, Ci siamo anche noi (Pavia), Ass. Arci Zaghridì, Centro delle culture, Rivista El Carrete

    Associazione Interculturale Todo Cambia
    Piazza Ventiquattro maggio 2 – Milano – Italia
    http://www.todocambia.org

    Rispondi
  • 6. il dialogo  |  3 ottobre 2007 alle 15:14

    COMUNICATO STAMPA

    A due giorni dalla celebrazione della VI Giornata ecumenica del dialogo cristiano islamico sono oltre un centinaio le iniziative che si svolgeranno in tutta Italia in occasione dell’ultimo venerdi’ di Ramadan del 5 ottobre. Molte e significative sono anche le adesioni sia di singoli che di organizzazioni cristiane e islamiche.

    Importanti iniziative sono segnalate a Genova-Cornigliano, Torino, Acqui Terme, Chieri, Bologna – Sasso Marconi, Napoli, Avellino,Salerno, Roma, Pescara, Desio,Sassuolo Fiorano, Cagliari, Vicenza,S. Zeno di Colognola ai Colli (VR), Cento-Pievese, Acquedolci – Messina, Palermo, Trentino Alto Adige, Massa Carrara, Reggio Calabria, Caserta. In molte città, come già accaduto negli scorsi anni, le iniziative proseguiranno anche oltre il 5 ottobre.

    All’iniziativa di Roma, che si svolgerà nella Grande Moschea, è annunciato un messaggio di saluto del presidente della Camera dei Deputati On.le Fausto Bertinotti.

    Segnaliamo inoltre l’operazione Moschea aperta, avviata da alcuni giovani musulmani, che ha coinvolto oltre venti luoghi di culto islamici disponibili ad aprire le porte a quanti vorranno, in segno di accoglienza e trasparenza.

    Per l’elenco completo delle adesioni, degli appuntamenti e per articoli e materiali di approfondimento vai alla pagina:

    http://www.ildialogo.org/islam/cristianoislamico.htm

    Segnaliamo infine come l’esperienza del dialogo fra cristiani e musulmani sta cominciando a diventare una realtà anche internazionale. All’indirizzo:

    http://www.ildialogo.org/islam/dialogo2007/UFC13092007.htm

    E’ possibile leggere un’esperienza di dialogo interreligioso nel cuore del Sahel in Burkina Faso fra cristiani e musulmani che abbiamo ricevuto da Joachim Ouédraogo (vescovo di Dori, Burkina Faso).

    Sono tutti importanti segnali che consentiranno di «costruire speranza e convivialità».

    Con un sincero augurio di

    Shalom, salaam, pace

    Il Comitato Organizzatore

    Roma, li 3-10-2007

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