Archive for settembre, 2007

IL SOGNO, L’UTOPIA, LA VERITA’

Si chiamava Luz Santamonica e ha attraversato le nostre vite con la potenza rapinosa della cometa. Come quelle comete, che lambiscono una sola volta i firmamenti umani, e paiono lì, fisse e dense nella calotta del cielo, uno sbaffo a olio tra le impalpabilità siderali, Luz aveva portato la sua luce sonora nelle nostre contrade. Veniva da lontano, Luz. Da un Paese “bello”, come soleva ripetere, con la tenerezza e l’irrisolta malinconia d’una bimba costretta a lasciare un oggetto amato senza capir perché. E lontano è tornata, due giorni fa, condannata all’esilio corporeo da un male incurabile. E’ tornata portandoci con sé: fino all’ultimo, nel momento del dolore, ha rivolto un pensiero a noi, ai suoi amici del Color Porpora, che lei considerava “angeli di Dio”.

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Amici, sì. Un vocabolo divenuto oggi quasi irritante, a causa della sciatteria con cui lo si utilizza. Amico può esser tutto. Per Luz era di più. Non è stato solo andarsene con dignità e amore. Ha significato un ritorno a quel sogno di bambina. Un sogno di bontà. Un sogno di comunione, dove lei, vestita in abiti chiari, con la gioia e la saporosità d’un tulipano orientale, godeva finalmente dell’intatta stupefazione dei colori elementari. Ed era felice, e ringraziava, e aveva un senso per il suo semplice esistere. Gioiosa della sua totale, inebriante inutilità.

Com’era bello non dover spiegare nulla, vero, Luz?

Ma com’è stato strano, illogico, inaspettato, doverlo riscoprire nell’ultimo viaggio. Dove ha conosciuto, lei ferma su un letto, l’intera umanità di cui, fino ad allora, aveva incrociato soltanto i corpi. Erano nomi con una storia, oppure occhi, anch’essi indispensabile per la loro pura essenza. Erano i volontari della Vidas, erano medici volonterosi. Ma erano, soprattutto, Alberto, Sylvia, Maria Teresa, Pasquale, Michelangelo, Tommaso e tanti altri. In ultima e pudica fila voglio mettermici anch’io. Non per miei particolari meriti. Ma perché ho ricevuto. Mai come in quel giorno di settembre, dopo essermi aperta con lei, avevo incontrato empatia. In un refolo di minuti, uno sbatter di ciglia. Occhi negli occhi. Luz non aveva smesso di immedesimarsi negli altri. Di essere gli altri. Non era una monade, Luz.

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Amici, sì. Amico può non significar nulla. E questo nulla, sbattuto in faccia a un uomo come Alberto, è peggio di uno sfregio: è una bestemmia, perché solo grazie alla sua tenacia, possente ed eterea insieme, Luz è stata presa, così, virilmente, e sollevata, da un principe sconosciuto, da un affetto che nessun codice e alcuna chiesa sanzioneranno mai, dall’abnegazione sconsacrata di chi ha saputo parlare coi medici, talora imporsi ad essi, senza essere né il marito, né il fratello, né un qualsiasi lontano parente. Ma un amico, appunto. Un amico e basta. “Solo” un amico, come si dice correntemente. Per la legge italiana, un nessuno.

Grazie a questi nessuno, a silenti e discrete maternità del cuore, Luz non è stata sola nel suo ultimo viaggio terreno. E già, malgrado i segni della malattia, appariva trasfigurata, il giorno che tornava nei luoghi natii, per completare il percorso nella nostra dimensione. Continuava a brillare di luce e di libertà, era già ormai purezza e aria, e i tratti del suo viso avevano preso a somigliare in modo sorprendente ad Aung San Suu Kyi.

Perché anch’essa ha sognato l’utopia. L’utopia della pace, della forza, dell’allegria. Della solidarietà e dell’amore disinteressato; della carità, come si soleva dire. E l’utopia non esiste, per il semplice motivo che non è altrove; gli umani la cercano in modo sbagliato. E’ semplicemente lì, non a un passo da noi, ma in noi, nelle nostre viscere e nei nostri cuori.

Daniela Tuscano 407150902_5be4770afc_m.jpg

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27 settembre 2007 at 7:05 34 commenti

BOMBE? BUFALE! – Firmiamo per liberarci delle armi nucleari!

Si ricomincia. Dopo la parata televisiva di esperti che ci assicurano della bontà e, figurarsi, persino del risparmio che comporterebbe il consumo di acqua minerale, che spergiurano sui benefici dell’effetto serra (la cui colpa, del resto, sarebbe dei lavavetri), da qualche tempo è tornato in auge il nucleare. Passata la buriana pacifista, si sta cercando di riciclarne l’uso, e poi, con l’Iran che minaccia, non si sa mai.

Ebbene, da tempo abbiamo smesso di farci incantare dal gioco delle tre carte. E, assieme a numerosi e importanti esponenti della società civile, il Movimento umanista ha promosso la proposta di legge d’iniziativa popolare per dichiarare l’Italia “ZONA LIBERA DA ARMI NUCLEARI”. Senza ambiguità.

Questa, in dettaglio, la proposta:

Art. 1 – Obiettivi e finalità

1) Il territorio della Repubblica italiana, ivi compresi lo spazio aereo, il sottosuolo e le acque territoriali, è ufficialmente dichiarato “zona libera da armi nucleari”.

2) Il transito e il deposito, anche temporaneo, di armi nucleari e di parti di armi nucleari non è ammesso in nessuna circostanza sul territorio della Repubblica, così come individuato al comma 1.

3) Il Governo provvede ad adottare tutte le misure necessarie, sia a livello nazionale sia internazionale, per assicurare la piena applicazione del presente articolo entro e non oltre il termine di sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

Art. 2 – Entrata in vigore

La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica.

Oggi il pericolo nucleare pone l’umanità sull’orlo dell’abisso; nonostante le riduzioni effettuate negli anni Novanta, rimangono in tutto il pianeta più di 30.000 testate nucleari, sufficienti a distruggerlo per almeno 25 volte.

Vicenza, 15 settembre 2007: ancora un “NO” alla base militare Usa.

Gli Stati Uniti hanno disseminato centinaia di bombe nucleari nelle basi di 6 Paesi europei appartenenti alla Nato, tra cui l’Italia: nel nostro territorio sono dislocate almeno 90 bombe (nelle basi di Ghedi e Aviano), ma la mancanza di informazioni certe fa sospettare ce ne siano molte di più, visto che i nostri mari sono solcati e i nostri porti visitati dai sottomarini nucleari Usa.

Eppure la messa al bando delle armi nucleari è un’aspirazione condivisa da tutta l’umanità. Le armi nucleari vanno smantellate oggi, prima di usarle; domani sarebbe troppo tardi.

Per questo, in occasione della Giornata mondiale della Non-violenza indetta dall’Onu, lanciamo una raccolta di firme (a Milano, il 2 ottobre in piazza San Babila, dalle 17.00 alle 20.00) per una legge d’iniziativa popolare che dichiari l’Italia “Zona libera dalle armi nucleari”, come già accade per varie aree del pianeta: America Latina, Pacifico meridionale (Australia compresa), Sud-est asiatico, Africa, Antartide e singoli Stati (Austria, Mongolia). Potremo inoltre seguire l’esempio di Paesi Nato come la Grecia, l’Islanda, la Danimarca e il Canada, che hanno rimosso le atomiche dal loro territorio senza conseguenze sui trattati internazionali.

Daniela Tuscano – Movimento Umanista (per ulteriori info e sottoscrizioni: www.unfuturosenzatomiche.org )

N.B.: SOLIDARIETA’ DEGLI UMANISTI ALLA PROTESTA NON-VIOLENTA IN BIRMANIA. Cfr. ivi, commento n° 3.

22 settembre 2007 at 8:45 8 commenti

LE OCCASIONI PERDUTE E RITROVATE – Rileggere Pascoli

E’ forse inevitabile collegare quest’autore all’infanzia. Alla mia, segnatamente. Non posso esimermene, poiché fu il secondo poeta che incontrai, dopo Ungaretti (quello della Madre, non di “M’illumino/d’immenso”) e prima di Grazia Deledda, l’altra grande passione della mia gioventù. Nell’antologia – il “libro di lettura” – i versi di Fides spiccavano dietro un’immagine di bimba attonita, dagli occhi nerissimi e curiosi, immersa in un verde lussureggiante. Come il vastissimo parco del mio collegio: mondo protetto, involucro coalescente, lontano dalle brutture e dalle violenze della realtà esterna, e cattiva. Un luogo che sarebbe piaciuto al Pascoli, così folto di siepi che il guardo escludevano e le suore candide, madri spirituali, spose d’un marito celeste. Giardini chiusi, fonti sigillate. Eravamo bambini e lui il cantore buono delle dolci ninnenanne, dei trepidi vagiti, delle umili e fragilissime nonnine… Inevitabile non associarlo all’infanzia, ho affermato. Sì. Eppure, errato.

Certo, Fides non aveva l’andamento solenne e austero della Madre ungarettiana, e ci coinvolgeva molto di più; ma come spiegare il senso d’inquietudine, di confuso smarrimento, di strisciante malinconia che mi assaliva dopo la lettura di quei versi?

Percezioni vaghe e incomprensibili, ma reali.

Nel 1961 Pier Paolo Pasolini – che si laureò con una tesi su di lui – così scrisse a proposito del Nostro: “Non lo amo molto, Pascoli. Egli era un uomo arido, inibito, infecondo, ma a questo sopperiva con una vasta ispirazione […] linguistica. Tutte le esperienze innovative del nostro secolo, buone e cattive, hanno avuto origine in lui. Perciò egli è importante culturalmente. E, si noti bene, tutte le tendenze stilistiche, che si sono sviluppate dai suoi esperimenti – spesso rozzi e provinciali, sia pure – sono state tipiche dell’antifascismo culturale del Novecento. Un antifascismo puramente passivo: ma è già molto”.

Pasolini aveva ragione nel definirlo innovatore linguistico: chiaro, comunicativo, immediato, vicino alla sensibilità contemporanea, se non più a un mondo rurale scomparso. Ricorreva spesso all’onomatopea, che rende “internazionale” il linguaggio poetico: non per nulla il Nostro inseriva nei suoi testi molti vocaboli stranieri (come in ItalyThe hommerless gun); espressioni disusate, per l’evocativo senso del mistero; il tutto in un periodo franto, dal ritmo ora cadenzato, ora sincopato, alla Debussy (ma perché non considerarlo, in qualche misura, un antenato dei nostri migliori cantautori?).

“L’azzurra vision di San Martino” (www.delfo.forli-cesena.it )

Tra gli aggettivi che Pasolini utilizzò per descrivere l’autore romagnolo, spicca l’ultimo, severo “infecondo”. Pascoli lo era anche fisicamente: pingue, molle, greve. Rintanato nella sua casa di campagna con l’inseparabile sorella Maria, cui dedicò diverse poesie (ma tutte o quasi “a margine” della sua produzione maggiore). Il segreto di Pascoli, ingenuo e perverso, resta tale: un desiderio celato, smorzato, sublimato.

Una falsa innocenza

All’inizio del Novecento l’Europa desacralizzata perdeva definitivamente i suoi valori millenari. Alle pressanti esigenze di nuovi soggetti sociali, che si affacciavano da protagonisti alla ribalta della storia, fascismo e nazismo opposero una reazione feroce in nome del passato. Furono movimenti anti-democratici, teorizzatori della divisione tra classi ed etnie, ovviamente bellicisti e misogini; o, per usare un neologismo molto efficace di Luce Irigaray, “uomosessuali”. L’inferiorità naturale della donna, sanzionata dalla legge fino a tempi recentissimi, cominciava a venir sistematicamente contestata, promettendo autentici sconvolgimenti di consolidati equilibri. Di qui la riaffermazione – belluina, benché vana – dell’ordine, della forza, e della sottomissione.

Il timido e impacciato Pascoli, anzi, il professor Pascoli, viveva più di altri le contraddizioni d’un mondo rovesciato, crudele, affascinante e incomprensibile. Il suo smarrimento era necessariamente anche sessuale: dopo le tragiche vicende che contrassegnarono la sua giovinezza, sognava di trascorrere la sua vita “soave/tra le sorelle brave,/presso la madre pia”. Una risposta tutt’altro che virile; ma, anche l’anelito a una vita attenuata, dove l’erotismo era apparentemente rimosso, perché incuteva paura, schianto, violenza. Altro che cantore dell’infanzia!

Rio Salto, un luogo carissimo al Pascoli.

Valida lezione

Fosse stato più consapevole, o coraggioso, il nostro poeta avrebbe potuto diventare un vero ribelle. Ma Pascoli non aveva la forza e, forse, neppure la possibilità – non nella sua condizione, non in quell’Italia umbertina – di trasformare la sua perversione in un elemento di lotta serrata alla società e all’ipocrisia della normalità, come riuscì a Proust e, ancor più, a Gide e a Virginia Woolf. Le sue aspirazioni restavano borghesi. Ma agiva da noi; e fu “già molto”. La parte più nobile dei nostri intellettuali preferì l’ambigua dolcezza del suo umanitarismo aprico alle muscolari fanfare mussoliniane; e fu “già molto”; sedusse Pasolini; e fu “già molto”.

Ogni cosa, ogni umile oggetto, situazione, persone divenivano per lui motivo di compassione, quindi di poesia. Precursore del minimalismo? Piuttosto, paritario: nel mondo malvagio e assurdo, il desiderio, l’aspirazione, l’illusione della bontà pure resta, in qualsiasi luogo essa si nasconda; sia pure in un animo vagolante e dubitoso. Non più divisioni nette fra bene e male: e fu “già molto”.

Così il Fanciullino “garrulo e antico” viveva nel cuore del poeta: e fu “già molto”; fu meglio; fu giusto.

Daniela Tuscano

20 settembre 2007 at 20:35 1 commento

LUCIANO

 

1935-2007

E C’ERI

Ho cavalcato secoli,

onde spumeggianti e lidi di seta,

bastimenti e spianate di fiori,

fazzoletti neri di donne perdute,

risate spiegate come vele,

iridescenze d’infinito,

tricolori d’eternità.

E c’eri.

Voce avventuriera,

cartolina di sola andata.

Italia dell’universo.

E c’eri.

Daniela Tuscano

6 settembre 2007 at 15:53 10 commenti

UNA GARA DI SOLIDARIETA’ – Aiutiamo Gramos

Ricevo e volentieri pubblico.

Dopo tanto interrogarsi sugli effettivi contenuti di Help 2.0, tante manifestazioni di fiducia incondizionata, qualche commento scettico o sospettoso, il momento di soddisfare la vostra curiosità è arrivato.

Come sicuramente avrete capito, martedì scorso abbiamo voluto gettare un sasso nello stagno, alimentare il tam tam nella rete e indurre i nostri lettori a riflettere sulle potenzialità che possiede questo mezzo meraviglioso che è il blog, centrando l’attenzione sul tema del sociale e sulla possibilità di unire le forze dei blogger per creare un’onda “anomala” che investa il mondo reale.

Ma allora, vi starete nuovamente chiedendo, cos’è Help 2.0?

Help 2.0 Lo creeremo tutti insieme nei prossimi giorni, più saremo e più l’onda sarà travolgente.

L’obiettivo primario di questo progetto è AIUTARE GRAMOS, vi ho parlato diverse volte di lui in questo blog, ma per chi non lo ricordasse, Gramos è un ragazzino di 12 anni affetto da tirosinemia, una patologia che richiede una cura molto costosa e indispensabile per il mantenimento in vita. Gramos ha bisogno di 22.000 euro all’anno tra farmaci e dieta per sperare di continuare a vivere.

22.000 euro sono tanti per tutti noi, sono ancora di più per Gramos che non sa davvero dove trovarli…da qui nasce l’idea di Morgan Help 2.0: ognuno di noi è una goccia, ma tutti insieme possiamo creare un mare.
Le prime gocce ad unirsi a Morgan nel progetto insieme a me sono state Simone, Sabrina,Hermansji, Samuele, Antonella, Piggio, Kinozen e Giulianissima.
Ora speriamo che in tanti seguiranno le nostre orme.

Questa potrebbe essere l’occasione per dimostrare a chi sottovaluta il mondo dei blogger che bisogna iniziare a tenerli in maggiore considerazione perchè quando si uniscono possono arrivare dove il mondo reale non riesce (o non vuole) arrivare.
Non possiamo sicuramente salvare tutti i bimbi del mondo, ma magari iniziando da uno potremmo dare visibilità ad una malattia rara e poco conosciuta e risvegliare qualche coscienza assopita che si impegni a fare qualcosa perchè possano essere assicurate le cure anche a chi non se le può permettere…

Come possiamo aiutare Gramos?

L’idea è questa:

5 euro per ogni blogger che decide di impegnarsi: un euro in prima persona e altri 4 da suoi conoscenti che facciano la stessa cosa.
Se riuscite a raccogliere di più sicuramente Gramos non si offenderà… -)

Il versamento del denaro potrà essere effettuato al c/c bancario
3383 oppure 3385 della Banca di Credito Cooperativo di Riano. ABI 08787, Cab 39350, Cin X intestato a: “Associazione Sos infanzia nel mondo onlus”.

O tramite Paypal qui

In entrambi i casi ricordate di mettere nella causale (per il bonifico bancario) o nell’oggetto (per il versamento tramite Paypal) la seguente dicitura: “Donazione spontanea in favore di Gramos Gashi” e il vostro Nickname.

Se non potete fare nessuna delle due operazioni scriveteci una mail ed indicateci dove vivete sul blog di Morgan. Faremo in modo di contattare altre persone della vostra zona per radunarvi e passare direttamente a raccogliere i fondi.

Quando deciderete di impegnarvi a fare una donazione, scrivete un commento a questo post indicando il vostro nickname e l’indirizzo del vostro blog.

Tutti coloro che commentando dichiarano di essere intenzionati a effettuare una donazione verranno inseriti con il proprio link in un articolo su questo blog, in modo da dimostrare quanti e quali sono i blogger che si impegnano a regalare un altro anno di vita a Gramos.

Ogni settimana faremo un nuovo post rimettendo i link di tutti quelli che aderiscono e con l’aggiornamento dei fondi raccolti.

Siccome desideriamo essere molto trasparenti su dove sono i vostri soldi, tutte le donazioni che farete verranno rendicontate su un googlespreadsheet che troverete QUI.
Abbiate un po’ di pazienza per la rendicontazione perchè non potrà essere fatta ogni giorno.

A questo proposito vi chiedo di informarmi via mail quando avrete fatto la donazione indicando il numero dell’operazione bancaria, il vostro cognome, il vostro blog e la cifra donata. Così avremo modo di verificare l’avvenuta transazione.

Ma non finisce qui!

Sicuramente qualcuno di voi in questi giorni avrà visto girare in rete un’altra iniziativa: “Una fiaba per Gramos“…udite, udite: NON è un’altra iniziativa, il concorso letterario lanciato da Sabrina fa parte del progetto Help 2.0, per cui se siete scrittori, o vi dilettate a raccontare fiabe da voi inventate ai vostri figli, lanciatevi! Provate a scrivere una fiaba per Gramos, inviatela a Sabrina e se verrete scelti, potrete entrare a far parte del libro che presto verrà pubblicato.

gramos_250×250.gifOvviamente quando uscirà il libro vi invito tutti a comprarlo, ma cosa parlo a fare? Sicuramente lo comprerete! -)

Bene, non mi resta che invitarvi numerosi ad aderire a questa iniziativa unica, e consigliarvi di ripassare da questo blog martedì prossimo 11 settembre per leggere tutte le novità sull’operazione.

Grazie a tutti per quello che vorrete e potrete fare.

Stefania Santoro

 

 

4 settembre 2007 at 16:55 4 commenti

COMITATO MILANESE PER LA LEGGE SUL DISARMO

Rieccomi. E subito vi segnalo che il Movimento umanista sta creando, nelle varie città, comitati per la legge sul disarmo. A Milano vorremmo esserne noi i promotori, così da diventare un punto di riferimento importante. Per questo abbiamo fissato la prima riunione mercoledì 12 settembre ore 21, in via Mazzali 12.

Invitiamo a partecipare tutte le associazioni interessate.

 

Daniela Tuscano

 

N.B.: PREMIO ENZO BALDONI. Il Comune indice il terzo premio in memoria del giornalista scomparso. Per ulteriori informazioni, cfr. http://www.provincia.milano.it/news/dettaglio_news.html?id=4401

3 settembre 2007 at 14:34 7 commenti


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