VECCHIO AMICO…

6 novembre 2007 at 21:30 13 commenti

…sì, eri vecchio, ti ho sempre visto vecchio. Un diafano e tenace nonno. E volevo vederti così. In questo mondo di giovinastri settantenni rifatti e tinti, gradassi e feroci, tu solcavi le nostre vite lentamente perenne, ostinatamente démodé.

Ci hai sfiorato con la delicatezza pensosa d’una brezza padana, bianca, modesta, impalpabile, quieta e pingue. Ti temevano perché eri spirituale come la musica. Ma per questo, inafferrabile, nessuno ti ha mai imprigionato. Sei libero. Ancora. Definitivamente.

Daniela Tuscano

Enzo Biagi (Pianaccio di Lizzano, 1920 – Milano, 2007)

***

Impressionanti le manifestazioni d’affetto. Nel 2002 il grande giornalista fu licenziato dalla Rai per il famigerato “editto bulgaro” di Berlusconi (vedi sotto), ma il Tg 1 di stasera ha parlato soltanto di uno “scontro” terminato con l'”abbandono” dell’azienda da parte dello stesso Biagi.

 L'”EDITTO BULGARO”

« L’uso che Biagi, Santoro, … come si chiama quell’altro … Luttazzi, hanno fatto della televisione pubblica, pagata con i soldi di tutti, è un uso criminoso. E io credo che sia un preciso dovere della nuova dirigenza di non permettere più che questo avvenga. »

Silvio Berlusconi, 18 aprile 2002

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Entry filed under: arte e cultura, Bresso, Milano e... dintorni, frammenti, Italia, Europa, mondo, Politica-Mente, Uguali&Diversi.

POLVERE, SALE RESTA CON NOI! – Mons. Bregantini presto trasferito?

13 commenti Add your own

  • 1. Communitas 2002  |  6 novembre 2007 alle 22:13

    Communitas 2002, che voleva proporlo al Presidente della Repubblica come Senatore a Vita, e per questo aveva lanciato l’iniziativa via internet, rimpiange il giornalista simbolo di una grande stagione.
    Enzo Biagi stesso aveva declinato la nostra proposta per motivi personali e per la salute allora non molto ferma.
    Non si può non riconoscere la grandezza di un giornalista che ha attraversato lunghe stagioni della vita italiana, mantenendo acutezza e lucidità di analisi.
    Communitas 2002

    Rispondi
  • 2. rino  |  6 novembre 2007 alle 22:43

    addio enzo, ma che momentaccio è questo? se ne stanno andando tutti i migliori… :-/

    Rispondi
  • 3. vasty love  |  6 novembre 2007 alle 23:01

    Tristissimo…

    Ciao Biagi… hai fatto un TEMPO… che e` STORIA…

    poet

    Rispondi
  • 4. solozero  |  6 novembre 2007 alle 23:27

    E’ successo davvero…la nostra cultura nazionale quest’anno ha perso molto…un saluto ad un grande giornalista e ad un uomo serio e pacato….

    Rispondi
  • 5. kitty  |  6 novembre 2007 alle 23:43

    E’ davvero un pezzo di storia italiana che se ne va… Spero che abbia saputo trasmettere ad altri la sua cultura, la sua educazione, la sua onestà. “Che il tuo ultimo viaggio… sia degno di te”

    Rispondi
  • 6. gianna  |  6 novembre 2007 alle 23:59

    Ciao Enzo, e che vergogna quell’editto bulgaro………..

    Rispondi
  • 7. ZeroKucciola  |  7 novembre 2007 alle 8:32

    quoto rino..

    che momento..

    ciao enzo!

    Rispondi
  • 8. Tina  |  7 novembre 2007 alle 9:52

    «Si è addormentato sereno – ha detto la figlia trattenendo le lacrime -. Devo dire che aveva programmato come sempre tutto anche per noi. Ci ha fatto dormire qualche ora, me e mia sorella, e ci ha aspettato. Siamo stati insieme». A chi le ha chiesto come vorrebbe fosse ricordato il padre, Bice Biagi, con la voce tremante, ha risposto: «Mi rendo conto che voi tutti ricordate Enzo Biagi, io ricordo mio padre e sono grata a tutti quelli che in questi giorni gli hanno dimostrato tanto bene. Non dico che per noi è una scoperta ma, noi siamo le sue figlie, e ci ha stupito. Io ho perso un padre, sono solo più sola»

    noi, aggiungo, abbiamo perso una grande voce di libertà !

    Rispondi
  • 9. ellyr  |  7 novembre 2007 alle 10:36

    il messaggio del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. “Scompare con Enzo Biagi – ha scritto il capo dello Stato – una grande voce di libertà. Egli ha rappresentato uno straordinario punto di riferimento ideale e morale nel complesso mondo del giornalismo e della televisione, presidiandone e garantendone l’autonomia e il pluralismo. Il suo profondo attaccamento – sempre orgogliosamente rivendicato – alla tradizione dell’antifascismo e della Resistenza lo aveva condotto a schierarsi in ogni momento in difesa dei principi e dei valori della Costituzione repubblicana”.

    CIAO! Enzo…….

    Rispondi
  • 10. zero77  |  7 novembre 2007 alle 10:50

    Ciao grande Enzo !!!!

    Rispondi
  • 11. 0RFE0  |  7 novembre 2007 alle 11:15

    Mi dispiace tanto era un grande giornalista

    Rispondi
  • 12. andrea  |  7 novembre 2007 alle 15:41

    dal Messaggero

    Enzo Biagi, centinaia in fila per l’ultimo saluto

    MILANO (7 novembre) – In tanti sono accorsi per rendere omaggio al giornalista Enzo Biagi, scomparso martedì 6 novembre, all’età di 87 anni. Alle nove di questa mattina è stata riaperta la camera ardente nella clinica milanese Capitanio, accessibile fino alle 19. Domani, alle ore 11, sarà celebrato il funerale a Pianaccio, sull’appennino bolognese, paese d’origine di Biagi. Le prime ad entrare nella sala dove è stata composta la salma del giornalista sono state le due figlie, Carla e Bice, e una nipote.

    Un centinaio di persone, in un raccoglimento silenzioso, hanno aspettato il loro turno, in via Quadronno, per poter dare l’ultimo saluto a uno dei più grandi giornalisti italiani. Anche i ragazzi della classe 3P dell’Istituto professionale Oriani Mazzini hanno voluto rendere omaggio a Enzo Biagi, per vedere l’uomo conosciuto soltanto attraverso articoli e libri. «Stiamo portando avanti il progetto il “Quotidiano in classe” – ha spiegato Pasquale Caputo, uno dei due insegnanti che li ha accompagnati – e questa mattina abbiamo fatto una piccola rassegna stampa ed è emerso come molti dei miei ragazzi non conoscessero Enzo Biagi. Abbiamo allora deciso di portarli qui alla camera ardente, per poi proseguire in classe un dibattito sulla figura e sugli scritti del giornalista».

    Nella fila fuori dalla camera ardente tanti volti noti. Enzo Berzot, ex ct della nazionale, ha voluto partecipare al commiato del giornalista perché «uomini di questo tipo mancano a tutti, un grande giornalista, un uomo libero che mi ha insegnato molto». Berzot e Biagi si incontravano spesso per strada perché abitavano vicini e si raccontavano dei loro guai, anche se il giornalista «dei suoi non parlava mai».

    L’ex sindaco di Milano, Carlo Tognoli, associa a Biagi «il ricordo di quando, tornando insieme da una cena a casa di Missoni, ebbe parole consolatorie in un periodo difficile della mia vita». Tognoli ha fatto la fila insieme a tanti altri milanesi per salutare il suo amico che stima e apprezza. «È quello che si può considerare un vero testimone del secolo – ha aggiunto l’ex sindaco- aveva un grande senso dell’amicizia e un modo semplice di esprimersi, ma sempre incisivo, un grande equilibrio e una spiccata capacità di mettersi nei panni degli altri».

    La bara è circondata da tanti biglietti, lasciati dai suoi ammiratori, soprattutto dai giovani aspiranti giornalisti che lo considerano un maestro. «Hai rappresentato per noi che scriviamo i primi articoli, un esempio da seguire e lo spunto per una riflessione su questo mestiere. Ti penserò ogni volta che mi ritroverò con una penna e un foglio in mano. Nessuno potrà mai eguagliarti, ci mancherai», scrive Santina, una ragazza di 26 anni che studia giornalismo. Una 23enne che sogna di diventare una giornalista del calibro di Biagi e che ha imparato tanto seguendo le interviste del giornalista ha scritto: «Grazie. Con lei se ne va un pezzo di storia, ma resterà sempre nelle nostre memorie». Un altro messaggio recita: «Costruirsi un’idea del mondo e delle cose attraverso i tuoi occhi e alla tua penna è stato un bel costruire. Grazie perché sei una bella persona».

    Silvio Berlusconi ha fatto sapere, durante una visita al 65° Salone del ciclo e motociclo, che non andrà in visita alla camera ardente del giornalista Enzo Biagi perché non è solito «fare queste cose».

    …povero piccolo uomo… quanto sei meschino… meglio che non sei andato, almeno ci hai risparmiato questa ultima ipocrisia (anche se purtroppo hai mandato il tuo burattino Fede).

    Enzo… come si dice a Napoli… FUTTATENNE……

    Rispondi
  • 13. bangiu  |  8 novembre 2007 alle 14:19

    Ricorderò sempre la puntata de Il fatto, del 24 dicembre 2000, in cui, mentre mi preparavo per scartare i luccicanti pachi dono, mi ha fatto conoscere la realtà di Korogocho… quel Natale ha cambiato molte cose in me.

    Grazie.

    Rispondi

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