REMO E LA MERENDA DI FRAGOLE

14 novembre 2007 at 12:07 12 commenti

Remo, lo ricordo ancora: una faccia da giovane Bacco, inghirlandata di riccioli bruni. Un volto spianato, messidoro. Lo vedevo solo a pranzo. Ma mica tanto. Perché, ogni volta che si avvicinava, io alzavo il lembo della tovaglia candidissima fino agli occhi, e lo fissavo in tralice, arrossendo. C’era sempre qualcuno che glielo diceva, a Remo: tu piaci tanto alla Daniela.

E anche lui era lì, sorridente, in un bianco e nero d’una sala infinita, in vapori di confetto, marcato e solare. Il mio amore non era segreto. Ma impossibile. Perché lui aveva diciotto anni e io cinque…

Image hosted by allyoucanupload.com

(Foto di Cristiano C.)

Mi trovavo in vacanza a Roseto degli Abruzzi. Lui lavorava come cameriere nell’albergo in cui soggiornavo. Ogni pranzo era per me fonte di delizie. Un giorno m’informò che “c’erano le fragole col limone per la signorina”. Mi parve di toccare il cielo con un dito, servita di fragole dal mio dio, e in quel momento in verità ignoravo cosa mi piacesse davvero, e di più: se lui o i saporiti frutti rossi. Mi giocò uno scherzetto, Remo. Quando giunse con la coppa, compì una giravolta intorno al tavolo, e poi susurrò: “E queste, di chi sono? Me le mangerò io”. Quanto penai in quegli istanti!

Poi finalmente la mia sofferenza terminò e non so dire se, gustando le fragole, pensassi di assaporare lui. O le sue labbra? Un suo bacio mi sarebbe piaciuto, ne sono sicura, anche perché la mia prima esperienza in quel senso sarebbe stata abbastanza precoce: otto anni…

Ma l’apparizione fulminante avvenne in spiaggia: già con la carnagione brunita, largo sulla sdraio, abbandonato al sole, inerte e completo, sazio della sua vigoria e dimentico del mondo, di quella sicurezza un po’ spavalda tipica degli anni illusi, il caravaggesco Remo risplendeva soddisfatto di sé. In una solitudine di sicura attesa. Capii che quello era il suo mondo, e che non mi apparteneva. Lo guardai ancora un attimo, poi tornai ai miei giochi infantili.

Daniela Tuscano (grazie a Valerio per il suggerimento)

Annunci

Entry filed under: frammenti.

RESTA CON NOI! – Mons. Bregantini presto trasferito? NO AI “BABY-ZOMBIES”, UN PASSO AVANTI

12 commenti Add your own

  • 1. Daniele Verzetti, Rockpoeta  |  14 novembre 2007 alle 15:10

    Nessun amore impossibile, almeno per ora

    Ciao
    Daniele

    Rispondi
  • 2. Valerio  |  14 novembre 2007 alle 20:24

    …il mio amore impossibile era dolce…era complicato…era un po’ matto…questo amore…
    ..mi faceva sognare ..e disperare..sorridere e sperare…
    ..il mio amore impossibile rimane la’ …
    tra i miei ricordi impolverati….ed io gli sorrido e gli dico…ciao…

    ……..
    Sai che scrivi proprio bene?
    x un attimo mi sembrava di essere li’ nel tuo racconto….hai mai pensato di scrivere un libro ..magari di racconti…di favole?
    ..sei molto brava a descrivere…l’atmosfera…..cmq complimenti e grazie…ciao….
    VALE.

    Rispondi
  • 3. andrea  |  14 novembre 2007 alle 22:42

    Amori impossibili? Hai voglia… 😀

    Non ho che l’imbarazzo della scelta, dammi tempo, intanto ti rivolgo come al solito i complimenti, scrivi da paura… :)))))

    Rispondi
  • 4. Tony  |  15 novembre 2007 alle 5:06

    Bisognerebbe prima definire il termine “amore”, prima di iniziare a trattare alle “occasioni perdute”.
    Noi occidentali tendiamo a confondere le emozioni che derivano dall’ appagamento (Quando “ottengo” di trovare Dio, o “conseguo” il risultato di essere contraccambiato dalla persona che credo di amare), con le emozioni che derivano da quando stiamo davvero “bene” (cioè nel momento in cui passiamo del tempo in buona compagnia, o nel momento che ci stiamo gustando una buona fetta di crostata di mele, o nel momento in cui ci stiamo divertendo insieme a tanti amici, a fiumi di birra e con tanta buona musica).

    L’ amore è un insieme di momenti intensi….attimi di vita che trascorrono, e che, se li sappiamo riconoscere, possono dare senso alla vita.

    La sofferenza che ho provato (tanta) in passato, per rincorrere amori impossibili, mi è servita per imparare questo!

    Vi abbraccio!
    Tony

    Rispondi
  • 5. donatella  |  15 novembre 2007 alle 12:34

    Amore e Musica

    Voglio assaporare la tua anima
    e condirla con il gusto della
    passione, saggiando ogni tuo
    angolo buio donandogli luce
    e colore.

    Voglio sentire il tuo umore
    per inneggiare i miei sensi
    al tuo ardore.

    Voglio antiche sensazioni
    da vivere insieme ogni
    istante, rendere rosa
    la nostra aria e saggiarne
    il profumo nell’incanto
    di una notte.

    Ti adoro dolce musa
    poetica. (Delfino azzurro)

    questa e una delle tanet poesiainviatami da un uomo dolcissimo e sempre presente in ogni attimi della mia giornata , anche se fa un lavoro molto particola e pericolo che lo tiene lontano ….materialmente e distante ma la sua voce e la sua anima è sempre vicina a me come lo trasmette poeticamente!

    Fuggi adorandomi….

    Inquietudine in occhi miei,
    piaceri prigionieri
    che graffiano dentro
    come fuga tremante.

    Scava pareti
    rosso sangue,
    contro tutto
    fremo prigioniera del mio cuore!

    Soffia vento
    come parole
    bastarde ..
    visione mia
    inchiodata come spada!

    Dolore…
    scendono lacrime amare
    da cielo,
    s’infrangono su queste mani
    scolpite di te
    possiedimi come
    farfalla insanguinata!

    Rapisci le mie carni
    fuggi adorandomi…(Donatella Camatta)

    questo s entimento e rofondo …e spero molto di unirmi primo o poi!!

    Rispondi
  • 6. patti  |  15 novembre 2007 alle 19:29

    “Tutta colpa degli aquiloni”

    Era una domenica ventosa; ci demmo appuntamento con il solito gruppo di amici a ******* , una collina appena fuori città, da cui si godeva una splendida vista, fino giù, al lago.
    Uno di loro aveva portato con sé uno scatolone pieno di vecchi aquiloni che aveva recuperato dalla cantina di una casa in ristrutturazione…alcuni erano rotti ma altri promettevano ancora voli, con le loro buffe facce e le lunghe code colorate. Gli amici arrivarono alla spicciolata e tra loro anche lui…. era nuovo del gruppo, non lo conoscevo, ma mi colpì subito per il suo abbigliamento un po’ estroso, per i suoi modi aperti, solari. Ci ritrovammo ben presto in pochi a far volare gli aquiloni, molti preferirono sdraiarsi al sole primaverile ad ascoltare musica, altri a chiacchierare. Alla fine rimanemmo solo io e il “nuovo venuto”, a correre e sudare e ridere e cadere come ragazzini. Gli altri sembravano scomparsi e si creò una strana atmosfera, un misto di allegria, complicità, competizione e… sì, devo ammetterlo, anche attrazione. Il pomeriggio volò via, con il naso all’aria e i fili che si attorcigliavano, senza che ce ne accorgessimo; al momento dei saluti le mie mani si trattennero, o vennero trattenute, un attimo di più fra le sue, i nostri occhi si fissarono e….un lungo brivido mi corse giù per la schiena…

    “…e ho sentito nelle braccia una gran forza, come un impulso di prenderti, di stringerti al cuore, fra le mie braccia. Il gesto sembrava così facile: facile da fare e facile da disfare, un gesto trasparente e proprio uguale a se stesso…”

    “…un gesto, e qualcosa di nuovo nasce nel mondo, qualcosa che ho creato e che si sviluppa fuori di me, senza di me, trascinandosi dietro valanghe imprevedibili…”

    Nei giorni successivi ci cercammo ancora, affascinati da quella strana alchimia che si creava tra noi, consapevoli che niente avrebbe potuto più essere come prima…

    “… ero là, davanti a te e proprio perché ero là mi hai incontrata, senza una ragione, senza averlo voluto; ormai potevi scegliere di avvicinarti o fuggire, ma non potevi impedirmi di esistere nei tuoi confronti…”

    Poi la ragione prese il sopravvento, o forse la paura…chissà! Paura di mettere alla prova questo nuovo sentimento, paura di scoprirlo solo un fuoco, paura della quotidianità, paura di soffrire e di far soffrire…e rimase un amore volutamente “impossibile”. Vigliaccheria o saggezza?????
    Sono passati dodici anni da allora ma ancora, durante le cene con la “vecchia compagnia”, quando i nostri occhi si incontrano, riparte quel brivido lungo la schiena.

    “…Come se tutti quei baci che non ti avevo dato non ci avessero inchiodati l’uno all’altra quanto le strette più ardenti, quanto quei baci che non ti darò più e che mi legano a te, per sempre…”

    ( Le parti tra virgolette sono tratte dallo splendido libro di Simone De Beauvoir “Il sangue degli altri”)

    Rispondi
  • 7. Tina  |  16 novembre 2007 alle 9:01

    “Arduo, complicato, difficile” avevano detto.. e non ci ho creduto neanche un po’ dal primo istante.
    Perché io lo volevo. Lo volevo a dispetto d’ogni dubbio o calcolo scontato. Ed un giorno arrivò, il mio principe. Quando si parla di miracolo ed il miracolo è possibile.
    Mio finalmente, mio completamente. Da potere toccare e sentire, riconoscere tra mille.
    Amore perfetto nei contorni, nei connotati, nel puro significato della parola stessa.
    Lo amo. E per dimostrargli quanto lo amo lo lascerò andar via, a godere di altri sguardi, ad amare altre donne.
    Ed è lui che mi insegna a farlo, giorno dopo giorno.
    Lo amerò anche quando lui non vorrà più saperlo.
    Potrò ancora cercare per lui ma non decidere, accompagnarlo per una strada senza avere la certezza che poi lui la percorra tutta e, soprattutto, non potrò seguirlo, non come vorrò almeno.
    Perfetto dunque, ma impossibile, l’amore per mio figlio.

    p.s. volevo dirti grazie daniela per avermi chiesto di trascriverla anche qui! un bacio

    Rispondi
  • 8. andrea  |  16 novembre 2007 alle 21:26

    …eccomi… il mio amore impossibile si chiamava Sofia…mia compagna non di classe ma di scuola. avevo pochi anni più di te daniela…me la sognavo di notte… era un’angelo, bionda, capelli lunghi, occhi celesti, proprio una creatura irreale, di quelle che leggi sui libri di favole di un pò di tempo fa…

    Non le ho mai parlato…perchè ero timido… e lei come ti dicevo non era in classe con me…

    sai che ci penso ancora ogni tanto dani…anche perchè poi la mia vita ha preso una piega diversa… 😉 chissà… forse con Sofia non sarebbe successo. ma è andata così. un bacio

    A.

    Rispondi
  • 9. apogea2  |  19 novembre 2007 alle 15:58

    Dolcissimo questo ricordo, delicato come cio’ che trasmetti. Lu

    Rispondi
  • 10. Sylvia  |  20 novembre 2007 alle 22:41

    cavolo… me ne vengono in mente diversi… ma ti descriverò il più forte e più prolungato nel tempo: si tratta di un amico col quale ho condiviso 7 anni di amicizia/studio/lavoro e, da parte mia, anche qualcosa in più; lui è il tipico ragazzo che, pur non essendo un “figo”, piace da matti a tutte le ragazze: carino, simpatico, intelligente, coccolone, gentile, generoso, autoironico e chi più ne ha più ne metta. La sua pelle olivastra, il suo profumo intenso e buonissimo, la sua risata… mi è piaciuto fin dal primo momento, ma eravamo entrambi felicemente fidanzati, quindi abbiamo coltivato negli anni un’amicizia e una complicità senza eguali; siamo ancora in contatto ed è sempre una grande gioia sentirci; purtroppo la distanza e il tempo non ci consentono più di essere culo e camicia come eravamo un tempo, ma tutt’ora il cuore mi batte all’impazzata quando lo vedo. Rimane il rimpianto di ciò che poteva essere e non è stato, ma forse era giusto così…

    Grazie per avermi dato l’occasione di esprimere a parole quello che sento…

    Baci e a domani
    *SYL*

    Rispondi
  • 11. rino  |  24 novembre 2007 alle 22:29

    Il mio amore impossibile è la musica. Mi sarebbe piaciuto suonare uno strumento: violino, pianoforte…

    Mia madre cercò di accontentarmi. Mi mandò a scuola di musica, dai salesiani dove studiavo. Ma le lezioni si tenevano durante la ricreazione, la voglia di giocare, dell’aria aperta, era troppo forte, anche perché in tempo di guerra non c’era tanta voglia di starsene rinchiusi…

    Ho continuato come semplice ascoltatore. Ma il rimpianto mi è rimasto.

    Rispondi
  • 12. Daniele  |  4 dicembre 2007 alle 12:09

    Se non sprofondassi con gli occhi
    nell’ala vergine della tua purezza
    sarebbe come stare nel limbo
    ed aspettarti inutilmente.
    Soffia il vento forte dei tuoi anni
    e le maree sono scosse da brividi
    che nel tempo si sono mescolati allo scorrere del sangue.
    Il colore non è più lo stesso
    come acqua di palude e le rane ci saltano dentro.
    Com’è il fuoco della passione che non hai provato?
    Ritorna a volare dentro i miei occhi,
    angelo del cuore
    tu che hai scoperchiato e sovvertito
    i giochi della mia anima e del pensiero.
    Il deserto arido delle mie mani
    tornerà a fiorire
    e sete non patirò più.
    I miei piedi troveranno di nuovo
    sentieri velati di sesso
    e nel peccato si sporcheranno.
    Tu me lo hai insegnato
    e nella tua mano ho perso la mia verginità.
    Tu che mi hai abbagliato
    con i fari degli occhi
    e riposto nel bagaglio del senso
    mi hai condotto al di fuori di me.
    La luce fioca dell’oscurità mi ha rapito
    e tenuto con se legati
    anima e polsi
    al fuoco vivo dell’ardire.
    Calpestami, trasforma le ossa in polvere
    e cospargi il tuo cammino di dolore
    e solitudine
    perché i tuoi anni appassiti
    non ti renderanno lo splendore perso
    di ciò che mi hai rubato.
    Sottratto dall’innocenza leggermente vissuta,
    di un immagine o del sentito dire,
    io che mi vergognavo e mi sono ritrovato ladro
    steso sotto i tuoi spasmi.
    Adesso sono io che pago
    che consumo la carezza in un momento
    sovvertendo le regole del gioco
    al quale mi hai battezzato
    consumando in marcia languide carezze
    come a riempire un bicchiere vuoto che non si colmerà mai.
    Non sono più l’angelo candido
    le piume strappate e lasciate sull’asfalto
    hanno il peso della vita che ho vissuto
    e adesso tu
    non mi degni più neanche di uno sguardo.

    Un amore inseguito per troppo tempo; per troppe lacrime versate inutilmente e alla fine di quell’abbraccio, cosa resta?
    Angelo sarà sempre e per sempre il mio amore impossibile.

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Subscribe to the comments via RSS Feed


Calendario

novembre: 2007
L M M G V S D
« Ott   Dic »
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
2627282930  

Most Recent Posts


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: