(R)ESISTIAMO ANCORA!

25 novembre 2007 at 0:02 5 commenti

Giornata di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne

STOP

Dedicata a:

Hina Saleem

Barbara Cicioni

Maria Antonietta Multari

Chiara Poggi

Giovanna Reggiani

la rom Emilia

Meredith Kercher

la quindicenne brasiliana stuprata in carcere da 20 uomini

la donna saudita punita con 200 frustate per aver subito violenza

…e a milioni di donne e bambine sconosciute che in passato, e in questo preciso istante, vengono umiliate dall’impotenza maschile, belligerante, religiosa, mercimediatica. E di cui non sapremo mai nulla.

Di fronte a questo scempio urliamo BASTA. Agli allegri telefilosofi della morte del femminismo, gridiamo SIAMO VIVE. E non dimentichiamo.

Daniela Tuscano (vedi anche: http://www.mentecritica.net/per-mariaantonietta-maschi-vergogna/cronache-italiane/daniela-tuscano/1145/)

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Entry filed under: dalla parte di lei, Italia, Europa, mondo, Uguali&Diversi.

IL SUONO DI MILANO …E SCOPRIMMO DI ESSERE NUDI

5 commenti Add your own

  • 1. catti cifatte  |  25 novembre 2007 alle 11:36

    Come nella letteratura, nell’arte, nelle scienze e nella politica si sente e si legge soprattutto il linguaggio maschile; eppure sappiamo che lo spazio che le donne si sono create nella poesia è soprattutto uno spazio di pace e di altissima e talvolta sublime spiritualità.

    Riporto di seguito una poesia di donna e un mio breve commento. Una denuncia forte, una presa di coscienza e… come per tutte le donne in guerra, una scelta responsabile: contro.

    IL GRIDO DELLE DONNE

    La terra trema, anch’io
    Il ponte si rompe, anch’io
    Le case crollano, anch’io
    Il mondo è vuoto, anch’io

    Notizie: le donne che sono per la pace
    devono nascondersi a Belgrado
    Saranno le prime a essere uccise;
    le donne che sono per la pace.

    Le bombe rompono il nostro silenzio
    Perché non grido il mio tormento al mondo?
    Griderò da questo stagno
    Lo stagno che ieri portava le acque
    Fresche e pure

    Zitta. Non senti le rane?
    Cominciano a cantare dalle acque fresche e pure
    Per la primavera che sta arrivando.

    Zitta. Non senti le bombe?
    Cominciano a cadere sulle acque fresche e pure.

    Dove sono le voci delle rane?
    Dove è la primavera che stava per arrivare?

    Doveva nascondersi: la primavera,
    Sotto la terra, la terra che trema
    Che trema e lamenta
    La terra che seppellisce
    Che seppellisce la speranza

    Ma alzano le voci: le donne
    Non senti le loro voci? Le donne
    Non senti? Sì, le sento
    Me le sento: negli incubi

    Le sento nei sogni
    Le sento negli occhi
    Le sento nel cuore
    Le sento nel mio corpo
    Le sento tutte
    E tutto quello che vogliono dire.

    Mi dicono: continuare a sognare
    Continuare a lavorare
    Continuare a cantare
    La nostra storia

    Non nasconderti
    Non nascondetevi
    Avete lavoro da fare.

    Jane Toby, La terra trema
    Pasqua a Belgrado 1999

    Rispondi
  • 2. rizzri  |  25 novembre 2007 alle 15:32

    No, non dimentichiamo. E non smetteremo mai di inorridire. Mi unisco a te, nel ricordo, con dolore, con rabbia. Grazie, cara Daniela, scuoti gli animi con una sensibilità forte ed efficace. Spero che tu ci riesca anche con gli ottusi, i cinici e gli animali (uomini)- Un abbraccio – Rita

    Rispondi
  • 3. ernesto  |  26 novembre 2007 alle 12:15

    in ogni caso, la violenza quando è tale colpisce tutti, donne e uomini, e tutti dobbiamo combatterla

    Rispondi
  • 4. patti  |  26 novembre 2007 alle 18:57

    Molte le manifestazioni in tutte le città; anche nella mia, Verona, eravamo quasi un centinaio sotto la pioggia battente. Presenti anche molti uomini (non ho condiviso la scelta di altri cortei di lasciarli fuori), tra i quali il procuratore capo che ci ha drammaticamente ricordato i dati; oltre 14 milioni le donne oggetto di violenza fisica, sessuale e psicologica. La maggior parte di queste violenze arrivano dal partner o dall’ambito familiare. Certamente sono importanti queste iniziative per dire “NO” a questa piaga, che rappresenta la prima causa di morte femminile; ma non dobbiamo dimenticare il nostro operato nei restanti giorni dell’anno. Ognuna/o di noi, nel proprio campo di competenza, dovrebbe operare quotidianamente non solo per sensibilizzare e informare sul fenomeno e sulle iniziative utili a prevenire ogni forma di violenza, ma anche per mettere in atto tutte quelle attività di formazione e di educazione che promuovano una nuova visione sociale e culturale della donna, nel rispetto della persona e nel riconoscimento di pari dignità e diritti.
    Dedico a tutte le donne questa canzone, perchè trovino
    (e ritrovino) la forza di restare unite!

    ” DIGLI NO ”
    Sfiderei chi vuoi
    miracoli farei
    per salvarti, rassicurarti
    e riportare luce in fondo agli occhi tuoi.
    Ti amerei di più
    se ti amassi anche tu!
    Digli no, digli no
    che la tua pelle barattare non si può.
    Scene che si consumano nell’oscurità
    Trame, passioni disumane
    alimentate dall’omertà.
    Digli di no, digli di no,
    devi farlo però
    devi dirgli di no!
    Chi spara, chi spera e chi non reagisce più.
    Giù quella mani sue, via certe fantasie.
    Chi implora, chi ignora, chi non vuole morire più.
    Chi un grido soffoca
    mentre l’alba è ormai livida.
    Si sta meglio senz’anima
    per non soffrire di più.
    Nuda tu stai li
    sazio lui ora… si
    mentre un metro più in là
    c’è chi ha udito e visto
    eppure dormirà.
    Sola no, non sei
    digli no, e vivrai.
    Un dolore ora può
    aiutare qualcun’altro a dire no.
    Scusa se il mondo non si merita i sogni tuoi
    e abusa
    perché sei generosa
    ed al male non pensi mai.
    Digli di no! Digli di no,
    e sentirai un coro che dice no.
    Chi grida, chi prega,
    qualcuno che ti ama c’è.
    Magari non sai che c’è
    e forse non sai chi è.
    Più forte, più vera,
    nessun peso sul cuore tuo,
    lasciati vivere
    che si può ancora credere!!
    Giuro che non ti mentirò, io no,
    ma devi dirgli di no!

    (R. Zero – “L’imperfetto” – 1994)

    Rispondi
  • 5. danielatuscano  |  30 novembre 2007 alle 9:53

    Ottima scelta e analisi impeccabile, Patti. A presto! 🙂

    Rispondi

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