Posts filed under ‘appuntamenti’

TRASLOCO…

Detto, fatto: come avevo anticipato nel post precedente, anche per me è arrivato il momento di cambiare sede. Non abbandonerò del tutto questo blog, che mi ha dato tanto e a cui sono molto affezionata; continuerò a visitarlo periodicamente e chi vorrà potrà lasciarmi ancora commenti, sia ai vecchi articoli, sia soprattutto qui . Ma ancor più spero vogliate seguirmi nella mia nuova “casa”, che trovate a questo indirizzo: Di me, l’altra metà . [E poiché nel nuovo ho qualche difficoltà coi banner, segnalo da qui che POTETE VOTARMI come MIGLIOR BLOGGER   MigliorBlog.it ] .

Non mancate, mi raccomando! Un grande saluto dalla vostra inossidabile

Daniela Tuscano                     

9 gennaio 2008 at 9:14 6 commenti

PIZLAND – L’OroscoPizza Perpetuo!

Diciamolo francamente: li leggiamo tutti, sempre, ma non c’azzeccano mai. Mi riferisco ai vaticini, letture astrologiche, previsioni cosmiche, aruspici, insomma agli oroscopi dell’anno nuovo. In questo periodo impazzano i vari Starman-Maga Maghella-ZipZap con le loro stralunate capacità divinatorie (chessò, fine di tutte le guerre, Bush in esilio su Marte, scudetto all’Audax Bresso). Laughing In fondo, finché si attengono alle panzane in senso stretto, sono anche divertenti (eppure ricordo che anni fa una rivista “specializzata” annunciava a tutta pagina: “1992, sconfitto l’Aids”. Da sedia elettrica). Mad Io comunque vado sul sicuro e vi offro un OroscoPizza che almeno ha il pregio di poter essere riciclato ogni anno senza tema. Oh, lo so, mancano dei gusti fondamentali (pizza alla napoletana, secondo me sublime, alla siciliana, capricciosa…) mentre hanno strizzato fin troppo l’occhio a quella che in passato veniva definita “nouvelle cuisine” – ‘na ciofeca, la pizza al philadelphia se la mangino loro! puke_l – ma questo ho trovato, e questo vi regalo. Domattina parto per la montagna, torno all’Epifania, o con la Befana (no, non sono io, cattivelli…). pottytrain1 Quindi vi saluto tutti adesso. Ciauz – forse con un nuovo blog? – e non strafogatevi…

D. T.

Ariete: Segno di Terra e d’azione, governato da Marte, il focoso Ariete sprizza entusiasmo ed energia da tutti i pori. Combattente innato, per l’audacia a volte avventata che manifesta merita una caldissima Pizza con salame piccante, magari con aggiunta di polvere di peperoncino. 

Toro: Attenti, riflessivi, oculati, per il nostro tranquillo e un po’ pigrotto Toro ci vuole una bella Pizza con panna e prosciutto crudo, un connubio di gusti sani e semplici, come questo segno di Terra, sinonimo di stabilità. 

Gemelli: Il loro elemento è l’aria, hanno una grande capacità di adattamento e sono di agile intelligenza. Niente è più indicato di una Quattro stagioni variegata e fantasiosa, che ben si concilia con la loro creatività e comunicativa. 

Cancro: Per il sensibile Cancro ci vuole una pizza ricca di ingredienti teneri e burrosi. Consigliamo una Pizza stracchino e philadelphia, un’accoppiata di sapori profondi e delicati, ideali per la grande immaginazione dei nostri trasognanti Cancerini. Leone: Il segno è governato dal Sole. I Leoni hanno grande capacità di dominare e padroneggiare, supremazia, ottimismo e senso di ammirazione non gli mancano. Vogliono tutto e allora Pizza mari e monti. Più di così… 

Vergine: Segno di Terra famoso per la precisione e l’ordine. I Verginelli possiedono una mente logica e organizzativa, pochi semplici concetti ma ben chiari e saldi, come la Pizza alla romana: pochi semplici ingredienti ma intensi e saporiti.

Bilancia: Equilibrio, armonia, gentilezza sono i segni distintivi della Bilancia, un segno d’aria cui calzano a pennello le caratteristiche della pizza più famosa: la Margherita, una pizza gentile e armoniosa nella sua equilibrata semplicità. [E’ la mejo… è la mia!!!Wink Razz love1 ]
 

Scorpione: Il suo elemento è l’acqua, governato da Plutone, simbolo di distruzione e rigenerazione, istintivo e impetuoso, decisamente estremista. Consigliamo una Pizza salsiccia e cipolla, ricca di calcarea sulphurica, il sale omeopatico dei nostri Scorpioncini. 

Sagittario: L’elemento fuoco domina il segno. La loro curiosità, il loro spumeggiante ottimismo, i loro inarrivabili slanci sono degni di una croccante Pizza alla marinara guarnita con insalata di mare, calamaretti, cozze e vongole. 

Capricorno: Il Capricorno è segno della tenace e lucida volontà, dell’ambizione concentrata in un unico scopo. Logica, raziocinio e sangue freddo contraddistinguono i nativi del segno. Per loro Pizza fumée, un gusto intenso che soddisfa il loro tenace senso del dovere. 

Acquario: Eccentrici e indipendenti, vogliono libertà d’azione. Si sa, i nostri cari Acquari sono grandi idealisti, anche se un tantino indisciplinati. Per loro la pizza giusta è la 4 formaggi, che offre un connubio di sapori adatto alla loro personalità eclettica e originale. 

Pesci: E’ il segno della sensibilità emotiva, dell’intensa ricettività psichica, della ricerca dell’assoluto con un pizzico d’irrazionalità. Tutto ciò ben si concilia con una croccante Pizza con funghi e panna, un connubio di sapori delicati, intensi e indimenticabili come i nostri cari Pesciolini.

FELICE 2008!!!


__._,_.___

31 dicembre 2007 at 0:06 14 commenti

SE NON VI FIDATE DI BABBO NATALE…

Mancherò da Milano (e dal blog) per diversi giorni. Anticipo quindi gli auguri di Natale a tutti i miei lettori, regalando loro i pensieri che alcuni bambini hanno indirizzato al Coetaneo più illustre. 🙂  E ringrazio l’amica Elisa per l’insostituibile contributo.

Buon Natale  Merry Christmas  Joyeux Noël Froehliche Weihnachten  Feliz Navidad  Feliz Natal חג המולד שמח לכל אחד  عيد الميلاد المرح إلى كل ش خ  Счастливого рождества Neşeli Noel Cestitamo Bozic Gajan Kristnaskon …e molte altre…

D. T.

****

Caro Gesù Bambino, i miei compagni di scuola scrivono tutti a Babbo Natale, ma io non mi fido di quello. Preferisco te.
Sara

Caro Gesù, sei davvero invisibile o è solo un trucco?
Giovanni

Caro Gesù, Don Mario è un tuo amico oppure lo conosci solo per lavoro?
Antonio
Caro Gesù, mi piace tanto il padrenostro. Ti è venuta subito o l’hai dovuta fare tante volte? Io quello che scrivo lo devo rifare un sacco di volte.
Andrea
Caro Gesù, come mai non hai inventato nessun nuovo animale negli ultimi tempi? Abbiamo sempre i soliti.
Laura
Caro Gesù, per favore metti un altro po’ di vacanza fra Natale e Pasqua. In mezzo adesso non c’è niente.
Marco
Caro Gesù Bambino, per piacere mandami un cucciolo. Non ho mai chiesto niente prima, puoi controllare.
Bruno
Caro Gesù, forse Caino e Abele non si ammazzavano tanto se avessero avuto una stanza per uno. Con mio fratello funziona.
Lorenzo
Caro Gesù, a carnevale mi travestirò da diavolo, ciai niente in contrario?
Michela
Caro Gesù, tu che vedi tutto mi dici chi mi ha nascosto l’astuccio?
Marco

Caro Gesù, mi chiamo Andrea e il mio fisico è basso, magrino, ma non debole. Mio fratello dice che ho una faccia orrenda, ma sono contento perché così non avrò quelle mogli che stanno sempre tra i piedi a fare pettegolezzi.
Andrea
Caro Gesù, abbiamo studiato che Tommaso Edison ha inventato la luce. Ma al catechismo dicono che sei stato tu. Per me lui ti ha rubato l’idea.
Daria
Caro Gesù Bambino, grazie per il fratellino. Ma io veramente avevo pregato per un cane.
Gianluca
Caro Gesù, non credo che ci possa essere un Dio meglio di te. Bè, volevo solo fartelo sapere ma non è che te lo dico perché sei Dio.
Valerio
(Foto di Mario Radaelli)
Caro Gesù, i cattivi ridevano di Noè, stupidino, ti sei fatto un’arca sulla terra asciutta. Ma lui è stato furbo a mettersi con tuo padre, anche io farei così.
Edoardo
Caro Gesù, lo sai che mi piace proprio come hai fatto la mia fidanzata Simonetta?
Matteo

Caro Gesù, invece di far morire le persone e di farne di nuove, perché non tieni quelle che hai già?
Marcello
Caro Gesù, la storia che mi piace di più è quella dove cammini sulle acque. Te ne sei inventate di belle. La mia seconda preferita è quella dei pani e dei pesci.
Antonella
Caro Gesù, se te non facevi estinguere i dinosauri noi non ci avevamo il posto, hai fatto proprio bene.
Maurizio
Caro Gesù Bambino, non comprare i regali nel negozio sotto casa, la mamma dice che sono dei ladri. Molto meglio l’iper. Lucia
santa

ULTIM’ORA: MONS. BREGANTINI RISPONDE AI NOSTRI AUGURI. E’ nel cuore di Maria che è germogliato il “sì” all’Amore, fatto VITA per noi. Con Giuseppe e Maria anch’io chiedo, con fiducia tenace, di ripetere sempre più, il mio sì alla volontà di Dio, anche sorretto dalla vostra amabile preghiera.

AUGURI NATALIZI  a tutti voi.
27 dicembre 2007
+ p. GianCarlo M. Bregantini
Vescovo

22 dicembre 2007 at 0:02 25 commenti

CONTRO L'”ASSOLUTO RELATIVO” – I “giovani”, Moni Ovadia e la vita integra

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Mi chiamo Federico e ho 18 anni: sono dunque un giovane. Uno di quei tanti ragazzi che le testate nazionali giornalistiche e i media in generale descrivono come drogati, violenti, che si fanno le cosiddette “canne” o invadono uno stadio. No, non è così, questa è una descrizione inappropriata che i giornali e le tv ci propinano tutti i giorni, ma che non corrisponde per nulla alla realtà. La maggior parte di noi invece, e lo posso dire con cognizione di causa in quanto frequento la classe quinta di un liceo scientifico, sono proprio l’opposto, persone che non si sono mai “sballate” una volta, educate, rispettose della vita propria e altrui.

Certo nessuno è santo, tutti vogliamo divertirci, ma c’è modo e modo di farlo. Io e tanti altri abbiamo detto NO alle canne, NO alla violenza di qualsiasi genere, NO alla maleducazione, con cui purtroppo, per colpa delle bravate di pochi, veniamo identificati. 

Non è moralismo, è una questione di civiltà, educazione, cultura ma soprattutto di Vita. La vita è un dono e, retorica a parte, io come altri crediamo fermamente non vada sciupata. Purtroppo l’informazione è pressoché nulla, ma i pericoli che si corrono prendendo il vizio delle canne sono innumerevoli: da quello principale di salute, al rischio (e purtroppo la percentuale di questi casi è molto alta) che si passi a droghe ben più pesanti con conseguenze immaginabili.

Ma, come dicevo, siamo accusati non solo di drogarci, ma di ogni sorta di perversione: secondo “loro” andiamo allo stadio per far del male, ci ubriachiamo di continuo, non rispettiamo niente e nessuno. Anche a questo io, assieme a molti altri, ho detto No. Un No che significa No all’eccesso.

Chiariamoci: in discoteca vado anch’io, vado a ballare, esco la sera, sto con tanti ragazzi e ragazze della mia età e ci divertiamo, ma quello che mi sento di dire è che l’eccesso non va bene in nessun caso. Mi diverto, ballo e rido con i miei amici ed amiche, certo anche persone che conosco commettono le azioni appena descritte, ma siamo altrettanti che ci divertiamo, coscienti che c’è un limite a tutto. Amiamo la musica e ogni espressione di arte, è questo secondo me il miglior modo di esprimersi e di comunicare. Quindi niente moralismi e retoriche che non servono a granché.

Leggo, vedo e sento di bambini, ma anche adulti, morti per colpa di automobilisti alcoolizzati, e ciò fa veramente pensare. E’ orribile ed egoista guidare con la consapevolezza di aver bevuto troppo, mettendo a repentaglio non solo la vita di altri, ma persino la propria. Bere di per sé non è vietato, ballare nemmeno, i ragazzi hanno diritto alla spensieratezza, ma devono anche essere consapevoli dell’unicità della vita, una volta buttata nessuno ce la restituisce…

Federico Diatz – La Spezia

Pier Paolo Pasolini l’aveva compreso già nel 1960: i “giovani” non esistono. Appartengono alla categoria dell’astrazione, del mito; “giovane” è un aggettivo e, come tale, riferibile a persone, animali, cose. Viviamo, del resto, nella civiltà (?) degli aggettivi, i quali, a differenza dei sostantivi – che, come da etimo, indicano sostanza -, si adattano a tutto (ed è il loro fascino) e a nulla (e in ciò sta il loro limite). Costituiscono l’emblema dell’irrisolto, del non-concluso, del relativo. Il “giovane” non è mai soltanto “giovane”: prima di quest’ultimo, dietro quest’ultimo, esiste un uomo, una donna, una farfalla, una pietra, ciascuno con la sua impareggiabilità.

Sopra e in basso: alcune immagini di Moni Ovadia.

Ieri sera a Bresso, la cittadina in cui vivo, Moni Ovadia ha incontrato i “giovani”. Lo ha fatto al Centro Anziani. Ed erano presenti tutti, compresi, figuriamoci!, quelli di mezz’età. Regolare. Perché, se è vero che “il futuro è nei giovani”, è ancor più vero che l’ossatura di quel futuro si trova nel passato, il quale, a sua volta, attesta e dona significanza all’oggi.

Il “giovane” è un’invenzione del giovanilismo. E il giovanilismo è una caricatura della gioventù. Tutti i regimi dittatoriali declamavano di puntare molto sui giovani: i giovani balilla, i giovani hitleriani, i giovani di Stalin, i giovani di Pol Pot fino ai giovanissimi talebani, istruiti da un Vecchio della Montagna di soli 50 anni.

Tutta questa gente enunciava di amar molto i “giovani”; e non mentiva; amava la loro parzialità materiale, la loro vitalità diffusa, il loro corpo ingenuo e sano, per mandarli a combattere nelle sue guerre, per farli suicidare in nome di un eterno immanente e blasfemo, e magari per eliminarli con le sue stesse mani, non appena si accorgeva di non poterli incasellare nelle regole d’uno Stato maschiamente monocorde.

Anche il nostro “mondo occidentale” esalta di continuo i “giovani”. “Life is now” è diventato la parola d’ordine (imposta) delle nuove generazioni. Cogli l’attimo. “Ma attenzione – ha avvertito Moni – la pubblicità non invita a cogliere la bellezza del momento, cioè la sua sacralità. Quella che Federico chiama dono della Vita (significativamente, con la maiuscola). Questo slogan, ha proseguito Ovadia, non va inteso in senso faustiano: “Faust afferra l’attimo perché ne coglie il senso e ha chiesto il sapere. Oggi, invece, con quella frase si toglie al ‘giovane’ la consapevolezza del passato e la prospettiva del futuro. La vita va vissuta con un progetto. Se si vive l’attimo, non è possibile. In pratica ‘Life is now’ significa ‘Sei morto’.

L’operazione per rendere l’essere umano un consumatore acritico consiste in questo smembramento, in questa categorizzazione ossessiva, nella moltiplicazione degli aggettivi, delle parzialità, dei tasselli impazziti d’un mosaico mai ricomposto: “La società dei consumi non coltiva più l’intuizione dell’illuminato Buddha che, a 27 anni, capì che la vita è integra. Di conseguenza la teoria che il “giovane” è diverso dall'”anziano” con cui, anzi, non ha niente in comune, è un solenne inganno. “Assistiamo al fenomeno che Baudrillard denominava ‘l’assassinio della realtà – ha incalzato l’attore – e che si perpetra attraverso una serie di assassini preventivi, fra cui quello delle stagioni, e quello del tempo”. Le stagioni non fungono più da baricentro dei nostri ritmi naturali e spirituali, non solo per l’effetto serra che sta annullando il fascino della loro rapinosa diversità; ma anche per l’inventiva senza fantasia dei viaggi organizzati, che vendono inverni caldi in esotici paradisi plastificati, togliendo non il gusto, ma il realismo dell’impraticabile attesa. Il tempo, poi, è polverizzato: “L’ultima oasi al riparo della logica di produzione e consumo rimaneva la festa. Naturalmente già nella prima fase del capitalismo si era diffusa l’idea che il ‘tempo libero’ dovesse essere monetizzato: si pagava per divertirsi, per andare a ballare, al cinema, al bar… Adesso, gli ipermercati sono aperti anche nei giorni festivi. E’ del tutto logico: il tempo s’impiega, si compra”. Non casualmente si parla di “ammazzare il tempo”. La “spensieratezza” cui allude Federico va intesa come freschezza dell’animo piuttosto che come evasione da responsabilità che investono anche chi si affaccia all’alba della vita. E proprio per sfuggire a questa reificazione continua, secondo Moni, la Bibbia considera il sabato un giorno sacro, dove lavorare e produrre è assolutamente vietato a uomini, donne, schiavi, stranieri, e persino ad animali, piante, terra! E non si ascolta la radio, non si guarda la tv. No. Si ascoltano storie. Si canta. Si studia. Si parla in famiglia. Chi è solo viene ospitato da altri. Il rito celebra lo stare insieme. Si fanno, insomma, gli esseri umani.

I rotoli della Torah, “culla” della saggezza ebraica.

Se in una famiglia s’impara il dialogo, ci si riappropria del tempo, si conosce la propria storia, si sa andare indietro, la coscienza via via si rafforza: “E allora si potranno sfruttare anche i videogiochi, le conquiste della scienza e della tecnica, le comodità che abbiamo inventato e che così malamente utilizziamo, ben sapendo però che si tratta di mezzi e non di fini, anch’essi con la loro storia e il loro limite”.

L’essere umano è integro. La sua parcellizzazione (in giovane, anziano, bianco, nero, cristiano, ebreo, musulmano…) serve soltanto a chi ci vuole sfruttare.

I “giovani” non sono tutti perdigiorno senza valori? Ma questo, alle società giovaniliste e ai loro lacché dell’informazione non interessa affatto. Il “life is now” consiste, innanzi tutto, nell’instillare sfiducia in sé e in chi ci attornia. Non c’è nulla prima, non ci sarà nulla poi, acciuffiamo il più fugace dei momenti, l’estetico e l’apparenza, conquistiamolo a qualsiasi costo prima di rientrare nel buco nero dell’insipienza, e se non ci riusciamo, tanto vale andare in malora subito, e con noi gli altri “scarti” che ci attorniano e che riteniamo nostri intollerabili specchi accusatori. Ci s’impantana nella torbida morbosità, come rane senz’occhi, non domandandosi ovviamente le ragioni di tali fenomeni, perché ragioni non se ne devono cercare.

Il “giovane”, secondo questa logica, esiste solo se privo di sé. Come un muto coriandolo impazzito. Il “giovane” appena normale – umano, intero, cioè – va censurato. Sterminato, anche sull’altare del tanto celebrato “lavoro”: “E trionfano i call-center – denuncia ancora Ovadia – pseudo-attività indegne di un essere umano, a maggior ragione d’un ‘giovane’. E’ giovane, si dice, ‘si farà’. Ma farà cosa? Un giovane non ha forse il diritto a crearsi una casa, una famiglia, una vita propria? Come può farlo con 32 euro al giorno? ‘Life is now’: questa è una mancia, o piuttosto un’elemosina – pelosissima, però – che strozza qualsiasi progettualità, anche minima. Altrimenti resta l’opzione d’una carriera competitiva, da lupi, dove vieni bruciato in cinque anni, per ritrovarti poi quarantenne, bulimico di giorni obesi e disperati”.

L’uomo, però, avverte il bisogno della gratuità scomparsa, perché solo quest’ultima ci rende pienamente noi stessi. Un abbraccio, un sorriso senza aspettarsi nulla, l’affetto spontaneo dei genitori. Per questo, oggi, moltissima gente fa volontariato. Moltissimi “giovani”. “Loro” non ne parlano, è vero. Non gli conviene. Non aspettatevi nulla da “loro”. Ma ci si aspetta molto da voi. Tutto. Fatevi sentire. Un coro vi risponderà.

Daniela Tuscano 407142083_7e3fbe69b7_m.jpg

7 dicembre 2007 at 10:15 6 commenti

IL MALE OSCUR(AT)O – Giornata della lotta all’Aids: e le istituzioni dove sono?

A S.

Lo scorso anno, da queste pagine, avevo denunciato il preoccupante calo d’attenzione di governo, organi d’informazione e opinione pubblica nei confronti della malattia. Si potrebbe quasi sostenere che, se non fosse per alcune associazioni, oggi di Aids non si parlerebbe più, dopo i tremendi anni ’80 caratterizzati da un terrorismo psicologico-mediatico degno della Milano manzoniana.

A proposito di Milano: finora non mi risulta (ma, se mi giungeranno notizie in merito, sarà mia cura fornire tempestivamente informazioni) siano state avviate dal Comune campagne, incontri, iniziative di sensibilizzazione. Tutto tace. Del resto, il criterio morale che anima la giunta è espresso nel progetto di legge del 25 ottobre scorso(Governo della rete degli interventi e dei servizi alla personain ambito sociale e sociosanitario, art. 5: “Le prestazioni sanitarie e sociali sono finalizzate a sostenere la persona e la famiglia, con particolare riferimento allo sviluppo di una sana e responsabile sessualità, alla procreazione consapevole, alla prevenzione dell’interruzione di gravidanza e alle problematiche relazionali e genitoriali”). C’è quindi poco da stare allegri: cosa s’intenda per “sana” sessualità non si capisce, o meglio, si capisce benissimo, e a nessuno sfugge che le “categorie” cosiddette “a rischio” – quelle, insomma, peccaminose e reiette – sono di fatto escluse non solo dai servizi, ma anchedall’attenzione delle istituzioni.

Di conseguenza posso segnalare soltanto il consueto appuntamento con la coperta dei nomi in piazza Mercanti, dalle 11.00 alle 19.00, oltre naturalmente ai nutriti programmi di Anlaids, AsaLila e molti altri, mentre il 5 dicembre, al Teatro Olmetto, debutterà  Baby, animato da attori giovanissimi eorganizzato da Cesvi: a ricordare che l’Aids miete vittime soprattutto tra i bambini, non solo europei.

A questo deve aver pensato la comunità parrocchiale di San Carlo, a Bresso (p.za De Gasperi, 1), che sostiene dal 1996 il progetto di suor Ernestina Akulu per il sostegno, la cura, la prevenzione e la promozione nel distretto di Luweero (Uganda). Maggiori ragguagli si possono ottenere telefonando al n° 256 – 772 – 411217 o scrivendo direttamente a suor Ernestina, eakulu@yahoo.co.uk.

Stemma del Comune di Bresso (www.bresso.net).

Da altre città mi sono poi pervenute interessanti notizie. La Chiesa Valdese della Capitale (in piazza Cavour, ore 20.30) ospiterà domani il concerto del Roma Rainbow Choirdurante il quale saranno raccolti fondi per l’assistenza ai malati. In programma brani di diverse epoche e stili, dal Rinascimento allo spiritual. Degno di nota anche il “full-time” di Arcigay Calabria, che quest’anno ha puntato in particolare sull’arte. Dopo un nutrito incontro con esperti del settore (Anlaids, Asl Cosenza, Università degli Studi di Calabria) e la testimonianza di Antonietta Parisi, mamma adottiva di Daniele, bimbo sieropositivo deceduto pochi anni or sono, si assisterà a diverse video-proiezioni e a un passo di danza di Diego Cartaginese sulle note de La medicina, brano che Renato Zero dedicò proprio a Daniele. Al termine s’indirà un concorso fotografico nazionale dal titolo Scatto in quattro lettere. Info: Roberto Principe, pierrecs@aliceposta.it .

Daniela Tuscano (www.scrivi.com)

UN INEDITO DEI QUEEN. Il gruppo dell’indimenticato Freddie Mercury (1946-1991, secondo da destra in basso) regalerà al mondo della rete un inedito, suonato in versione acustica nel loro concerto del 2005, per focalizzare l’attenzione mediatica sul primo dicembre (da Soundblog).

1 dicembre 2007 at 0:01 8 commenti

IL SUONO DI MILANO

C’era una volta il gran cuore di Milano. “Milan col coeur in man”, Milano col cuore in mano, ripetevano i nostri vecchi. Quasi un mantra, a ricordare il calore domestico e fragrante che si celava dietro i comignoli bigi e ombrosi della città indaffarata. Dove una merla poteva trovare riparo presso i tetti spioventi delle case alte e scrostate.

Oggi, i comignoli non esistono più. Nemmeno il grigio è più lo stesso. Persino lo smog ha perduto quella prevedibilità che lo rendeva meno malsano. Ha ucciso la nebbia, quella cappa ovattata di sordi mormorii.

Oggi la monocromia è maligna, innaturale, guardinga. E’ un cielo ferrigno, una nuvola di scappamento stolida e persistente. Talora cede il passo a un sole secco e gelido, sfrontato nel suo anacronismo. E noi siamo lo stesso. Torvi, egri, indecisi, frettolosi, affabulanti, asserragliati.

Finocchiaro Svampa Borelli

Finocchiaro, Svampa, Borrelli: tre illustri testimonial per il quarantennale della Cena dell’Amicizia  milanese. Sotto: Clemente Rebora (1885 – 1957).

Ma non è sempre così. Non è solo così. Voci antiche premono, come viscere dalla terra. Viscere ancor vive, tenaci, possenti. Il cuore batte nel profondo. E resiste. Il cuore in mano è finito nelle miniere della città, perché non lo vediamo più, non lo udiamo palpitare.

Il cuore sboccia e si manifesta, mescolato fra mille pennelli di muro, con parole strane e antiche: Amicizia, Colletta. Un filo d’erba nelle crepe d’un battiscarpa, che solo improvvisamente diviene rigoglio. Ma era lì, umile e ostinato. Milano può tornare a rifiorire, non solo sotto Natale. Milano è qui, in noi, nel nostro Natale quotidiano. Nel silenzio deflagrato si può percepire, quasi tastarne il suono. Verrà, forse già viene, il suo bisbiglio.

Daniela Tuscano 407142257_2ba64c289c_m.jpg

24 novembre 2007 at 6:18 3 commenti

BOMBE? BUFALE! – Firmiamo per liberarci delle armi nucleari!

Si ricomincia. Dopo la parata televisiva di esperti che ci assicurano della bontà e, figurarsi, persino del risparmio che comporterebbe il consumo di acqua minerale, che spergiurano sui benefici dell’effetto serra (la cui colpa, del resto, sarebbe dei lavavetri), da qualche tempo è tornato in auge il nucleare. Passata la buriana pacifista, si sta cercando di riciclarne l’uso, e poi, con l’Iran che minaccia, non si sa mai.

Ebbene, da tempo abbiamo smesso di farci incantare dal gioco delle tre carte. E, assieme a numerosi e importanti esponenti della società civile, il Movimento umanista ha promosso la proposta di legge d’iniziativa popolare per dichiarare l’Italia “ZONA LIBERA DA ARMI NUCLEARI”. Senza ambiguità.

Questa, in dettaglio, la proposta:

Art. 1 – Obiettivi e finalità

1) Il territorio della Repubblica italiana, ivi compresi lo spazio aereo, il sottosuolo e le acque territoriali, è ufficialmente dichiarato “zona libera da armi nucleari”.

2) Il transito e il deposito, anche temporaneo, di armi nucleari e di parti di armi nucleari non è ammesso in nessuna circostanza sul territorio della Repubblica, così come individuato al comma 1.

3) Il Governo provvede ad adottare tutte le misure necessarie, sia a livello nazionale sia internazionale, per assicurare la piena applicazione del presente articolo entro e non oltre il termine di sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

Art. 2 – Entrata in vigore

La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica.

Oggi il pericolo nucleare pone l’umanità sull’orlo dell’abisso; nonostante le riduzioni effettuate negli anni Novanta, rimangono in tutto il pianeta più di 30.000 testate nucleari, sufficienti a distruggerlo per almeno 25 volte.

Vicenza, 15 settembre 2007: ancora un “NO” alla base militare Usa.

Gli Stati Uniti hanno disseminato centinaia di bombe nucleari nelle basi di 6 Paesi europei appartenenti alla Nato, tra cui l’Italia: nel nostro territorio sono dislocate almeno 90 bombe (nelle basi di Ghedi e Aviano), ma la mancanza di informazioni certe fa sospettare ce ne siano molte di più, visto che i nostri mari sono solcati e i nostri porti visitati dai sottomarini nucleari Usa.

Eppure la messa al bando delle armi nucleari è un’aspirazione condivisa da tutta l’umanità. Le armi nucleari vanno smantellate oggi, prima di usarle; domani sarebbe troppo tardi.

Per questo, in occasione della Giornata mondiale della Non-violenza indetta dall’Onu, lanciamo una raccolta di firme (a Milano, il 2 ottobre in piazza San Babila, dalle 17.00 alle 20.00) per una legge d’iniziativa popolare che dichiari l’Italia “Zona libera dalle armi nucleari”, come già accade per varie aree del pianeta: America Latina, Pacifico meridionale (Australia compresa), Sud-est asiatico, Africa, Antartide e singoli Stati (Austria, Mongolia). Potremo inoltre seguire l’esempio di Paesi Nato come la Grecia, l’Islanda, la Danimarca e il Canada, che hanno rimosso le atomiche dal loro territorio senza conseguenze sui trattati internazionali.

Daniela Tuscano – Movimento Umanista (per ulteriori info e sottoscrizioni: www.unfuturosenzatomiche.org )

N.B.: SOLIDARIETA’ DEGLI UMANISTI ALLA PROTESTA NON-VIOLENTA IN BIRMANIA. Cfr. ivi, commento n° 3.

22 settembre 2007 at 8:45 8 commenti

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