Posts filed under ‘associazione Prometeo’

MA CE STANNO A PIJA’ PER…?

…Così pare. E siamo giunti anche alla Giornata del Pedofilo. Proprio così: il 23 giugno i pedofili (e le pedofile: come fatti recenti hanno dimostrato, e come ha appurato Massimiliano Frassi dell’Associazione Prometeo onlus , il fenomeno non fa distinzione di sesso, orientamento sessuale, classe sociale) di tutto il mondo intendono protestare (con l’esposizione di una simbolica candela azzurra) contro le discriminazioni nei loro confronti, e rivendicare il loro “diritto” di “amare” i bambini (e i ragazzi). Non è la prima volta, del resto, che la cultura e la psicoanalisi sono violentate in modo del tutto decontestualizzato e utilizzate come pretesto per giustificare le proprie perversioni. Usare l’intelligenza al servizio dell’errore è una delle forme in cui si manifesta il peccato contro lo Spirito, l’unico irremissibile secondo il Vangelo. I siti dei pedofili si rivolgono direttamente agli adolescenti e sono spesso subdoli, seducenti, ben scritti, graficamente accattivanti. Sul web le pagine che annunciano a livello mondiale il “boy love day” del 23 Giugno, attaccano “i pochi adulti che con le loro violenze gettano fango sui milioni di adulti che amano gli adolescenti, come già si faceva nell’antica Grecia”. ”Io amo i ragazzi – spiega chi ha ideato il simbolo della candela azzurra- ma non ho mai violentato o molestato nessuno, queste sono distorsioni che i media fanno di noi”. Gli stessi siti invitano gli adolescenti a non aver paura di lasciarsi andare a scoprire il sesso con chi gli sta accanto, anche se si tratta di un adulto.

avete il diritto ed il dovere di essere testimoni

E da Brescia a Palermo le associazioni che si battono contro la pedofilia rilanciano l’allarme “Ormai stiamo assistendo alla normalizzazione del fenomeno – continua Frassi, in passato costretto a girare con la scorta per le minacce ricevute dai pedofili,- è necessario chiudere questi siti internet che propongono questa scandalosa propaganda”.
E non di sola propaganda si tratta; recentemente il nucleo investigativo telematico della procura di Siracusa ha oscurato il sito fonte di liberazione del bambino, il cui ideologo (un educatore della Lombardia) oltre a diffondere concetti come ”Vogliamo poter amare chi ci pare e piace, nella maniera che ci pare, senza limiti di età e sesso credo o altro, senza che nessuno interferisca nella nostra vita privata” è stato trovato in possesso di materiale pedopornografico e di biancheria intima di bambini.
Dalla teoria è passato alla pratica, come molti pedofili.

Per oscurare i siti pedofili clicchiamo QUI.

***

Vae Victis. E a proposito di siti da oscurare, sarebbe interessante dare un’occhiata anche a questo: WWW.PRIEBKE.IT . Proprio oggi siamo stati raggiunti dalla splendida notizia della scarcerazione del criminale nazista non pentito Erich Priebke (93 anni). Motivo? Affinché possa lavorare. In uno studio legale. E approntare l’ultima revisione alla sua brennografia Vae Victis che, come recita il sito sopracitato, costituisce pure un “eccezionale documento umano”. Elementare, Watson. In compenso papa Clemente Mastella ha dichiarato che “gli dispiace molto per gli ebrei”.

Il criminale di guerra Erich Priebke: un “lavoratore” di 93 anni.

***

Rivoluzione umanista. Non si può dar certo torto a Carlo Olivieri, del Partito umanista, quando afferma che da molto tempo la politica italiana rappresenta uno degli spettacoli meno decorosi mai conosciuti. Per molti e validi motivi.

Da un lato, una politica economica che non osa, nemmeno teoricamente, discostarsi dai dettami di quella legge di mercato che ha dimostrato più volte la sua inefficacia; dall’altro, una politica estera assolutamente servile nei confronti del partner americano, la cui attuale amministrazione è la peggiore che gli Stati Uniti abbiano mai avuto, perché in assoluto violenta e bellicista.

“Il senso di vergogna tende poi a tradursi in veri e propri conati di vomito – incalza Olivieri – quando scopriamo dei privilegi che la classe politica italiana riserva per sé, come il riconoscimento delle unioni di fatto dei parlamentari, grazie al Regolamento speciale del 1993 che garantisce al convivente del parlamentare stesso, e all’eventuale prole, gli stessi diritti di un coniuge legale. Pertanto assistiamo allo scempio di tanti piacioni don Abbondio con nome da postribolo che si pavoneggiano al Family Day, vengono additati da alti prelati come esempi di specchiata coerenza cristiana e demonizzano i DiCo studiati per la plebaglia, usufruendo dei Pacs studiati per lor signori e relativi drudi e drude. “Perché io so’ io e voi nun siete un ca…!!!!”.

“Più sostegno alla famiglia”: uno dei manifesti elettorali di Pierferdinando Casini, parlamentare “cattolico” divorziato e convivente, con figlie, ostilissimo ai DiCo. Alla faccia della coerenza.

Fa fremere di rabbia l’altro lindo esempio di clericofascista d’antan, il leggendario Gustavo Selva (già noto come RadioBelva) che, per raggiungere gli studi televisivi, ha costretto un’ambulanza – cioè un mezzo del servizio sanitario – a correre per le vie di Roma bloccate in occasione della manifestazione del 9 giugno.

D’Alema: “Consorte, facce soggna’…”.

Provoca ribrezzo il tentativo di forzare il Parlamento per varare una legge che blocchi la pubblicazione di intercettazioni fra esponenti dei Ds e alcuni indagati per la scalata Unipol a Bnl.

Grida poi vendetta l’aggressione delle forze dell'”ordine” ai danni di un gruppo di pensionati (!) intenzionati a formare una catena umana intorno ai palazzi del potere: “Quando sappiamo – accusa Carlo – che, mentre un terzo di questi pensionati vive con meno di mille euro al mese e uno su quattro con meno di 500 euro mensili,  nel febbraio di quest’anno il governo italiano ha firmato un accordo con gli Stati Uniti per una linea di assemblaggio all’aeroporto di Cameri”. L’obiettivo è acquistare un centinaio di aerei F 35, il cui costo è 100 milioni di euro cadauno. Mentre ci si preoccupa di trovare un impiego dignitoso al povero Priebke.

Davanti a tutto questo scempio “c’è bisogno di un nuovo umanesimo – riflette Olivieri – che accenda il fuoco della rivoluzione a un destino solo apparentemente ineluttabile”. Sì, abbiamo non solo il dovere, come ho scritto una volta, ma il diritto di sperare; e non solo, abbiamo il diritto di costruire un nuovo mondo. C’è bisogno di una rivoluzione umanista.

Daniela Tuscano (grazie a Pibua e a Carlo)

****

RAHMATULLAH LIBERO http://www.repubblica.it/speciale/2007/appelli/rahmatullah/index.html

13 giugno 2007 at 13:47 12 commenti

STORIE DI ORDINARIO MENEFREGHISMO

1) Il Bush è incavolato. Di brutto. Condoleezza, poi, non ne parliamo. Con chi ce l’hanno? Ma col nostro governo, no? Perché accidenti, o meglio, shit, questi maledetti italiani sono sempre i soliti. Inaffidabili. Piagnoni. Perfetti, tipici vecchi europei, cuore tenero, pizza & mandolino & trinariciuti. Ma come? Pur di salvare Mastrogiacomo trattano coi terroristi? Con quei mostri medioevali? Fuck off! In effetti è uno scandalo: tutti, andiamo!, sanno che per la liberazione delle due Simone e della Sgrena l’amico Silvio non aveva scucito un centesimo. Ferreo e impavido a fianco dell’amico George, per difendere la civiltà occidentale. Pare anzi che i sequestratori, dopo aver visto in televisione le loro facce feroci, se la fossero fatta sotto e avessero restituito gli ostaggi con tante scuse. Poi c’è scappato un morto, tale Calipari, ma quella era una svista dei “nostri”, di altri amici. Tutti amici. Quindi si è chiuso un occhio (e pure l’inchiesta). E poi Calipari era stato imprevidente. La macchina che trasportava lui e la Sgrena correva troppo (si narra, addirittura a 20 all’ora): i poveri soldatini yankees, giustamente allarmati, hanno fatto fuoco. In ultima analisi, Calipari se l’è cercata. Si potrebbe quasi dire che… si è suicidato.

La copertina del “manifesto” del 7 marzo 2005, dedicata al funerale di Nicola Calipari.

E’ andata così, vero? Viceversa non si spiegherebbe il motivo di tanto livore. Viceversa, se pure Silviuccio avesse sganciato e/o trattato, un to-tò sul didietro lo meritava anche lui. Invece, per lui, sempre grandi sorrisi: caro amico, amico caro. Tutti amici.

Viceversa si potrebbe sospettare che l’amministrazione americana se la pigli col governo di “sinistra” (…) solo perché le sta antipatico, e miri a farlo cadere. Magari con l’appoggio, discreto ma costante, di qualche palazzo d’Oltretevere. Siamo malfidenti, lo sappiamo. Malfidenti e ingrati. Sembriamo comunisti.

George & Condi, insieme per sempre. 

E per carità, no: perfino papa Ratzinger ancora non ha stabilito se sia peggio essere gay (pardon, deviati) o comunisti. Un bel dilemma. Sorvoliamo. Ciò nonostante, qualche perplessità resta. Cioè: ma se siamo italiani inaffidabili, perché gli strateghi americani continuano a reclamare l’invio di nostre truppe? Visto che valiamo poco, beh, ci lascino a casa. Nessuno piangerà, credo.

Taliban frusta un gruppo di donne ( www.rawa.org)

Parimenti: come mai questi grandi combattenti, questi raffinati strateghi, ancora non sono usciti da una guerra che doveva durare pochi mesi, e invece si protrae da ben quattro anni? E senza alcun risultato concreto, visto che i Taliban sono tornati al loro posto, le donne continuano a portare il burqa e Bin Laden resta uccel di bosco? Oddio, per la verità alcuni risultati si sono visti: qualche migliaio di terroristi catturati e/o eliminati, circa 60.000 vittime civili, bambini inclusi. E un Paese completamente distrutto. Ma anche in questo caso, si tratta di sviste. E poi, erano afghani: ergo, amici di terroristi, o terroristi in erba. Questa è la legge della guerra preventiva, e questi i suoi frutti.

Enzo Baldoni con Alì, l’amico iracheno al quale il giornalista aveva regalato le protesi agli arti inferiori. 

2) Bush non è il solo a essere arrabbiato. Sembra lo sia, e di bruttissimo, Sandro Baldoni, fratello di Enzo (do you remember?). Ma per motivi affatto diversi. Ce li spiega in un’accorata lettera a “Repubblica”: “Ricordiamo come se fosse ieri la solitudine della nostra famiglia di fronte alle scelte più delicate e determinanti, le notizie contraddittorie o addirittura palesemente false che giungevano dal Sismi e dalla Croce Rossa Italiana in conflitto tra loro – scrive Sandro, – lo sguardo muto e accigliato del Vaticano che evidentemente non ci considerava abbastanza cristiani per essere degni d’aiuto”, ed è quest’ultima frase a ferire di più. Perché disgraziatamente vera.

In quel caso si potrebbe affermare che il governo berlusconide tenne duro, mostrò i muscoli (o la mascella), e non trattò con nessuno. Cioè se ne strafregò, allo stesso modo della Chiesa già in aria di restaurazione ratzingeriana. Enzo fu lasciato solo, peggio: la stampa governativa, Feltri in testa (indimenticabile il suo “pirlacchione” rivolto al free-lance, https://danielatuscano.wordpress.com/2004/08/27/enzo-e-morto-sconfitta-dellumanita/), lo irrise nel momento stesso in cui veniva trucidato.

Gli americani se ne strafregarono in eguale e peggior modo, probabilmente di Baldoni non sentirono nemmeno parlare; solo l’Italia, e purtroppo dopo, venne percorsa da un fremito di panico: e per questo, sempre dopo, si capì che non ci si poteva permettere un’altra figuraccia, che il cinismo aveva pure un limite (adesso il problema non si porrebbe nemmeno); e si tentò di evitare il bis. Ma non si risparmiò Calipari (dagli americani). Il sacrificio di Baldoni, in altre parole, servì almeno a questo: a permettere che la pietà non morisse del tutto. Non nel cuore della gente, intendiamo. Ora i parenti esortano l’attuale governo a non dimenticarli, a lavorare perché sia loro restituito almeno il corpo del congiunto. Vedremo come finirà questa volta.

3) Da diverso tempo si parla di scuola. Bisognerebbe compiacersene, d’abitudine è un tema che non interessa nessuno. In sostanza, ce ne freghiamo anche di quello – d’altronde il motto “me ne frego”, tornato prepotentemente attuale, è stato coniato proprio qui, nella ridente terra del sole e dell’amore. Veramente qualcun altro, e proprio per la scuola, gli aveva contrapposto un “I care”, m’importa. Ma si trattava di un prete strano. Uno di quelli che il Vaticano ha sempre avversato. E infatti è stato presto messo in archivio, come un peso fastidioso. Anche la Chiesa se ne è fregata.

Si parla di scuola, dicevo. Ma non come ci si potrebbe aspettare: non dell’interminabile precariato degli insegnanti, non degli stipendi miserabili, non dei programmi obsoleti, non dei tagli ai docenti di sostegno (per saperne di più e firmare la petizione per le immissioni in ruolo cfr. ivi, comm. 2 e 20). Nient’affatto. Gli insegnanti sono presentati come pericolosi squilibrati, e tale squilibrio non è motivato dalla frustrazione per i problemi di cui sopra, ma da una inquieta vertigine sessuale. La scuola, per i media, è divenuta il luogo d’ogni perversione, e l’allarme principale è costituito dal telefonino. Al punto che il nostro impagabile ministro ha pensato di vietarlo per legge. Chi osava obiettare che sarebbe stato sufficiente far rispettare i regolamenti d’istituto ha ricevuto una severa rampogna. Vietato non vietare. Pugno di velluto in guanto di ferro. In egual maniera funzionavano le leggi secentesche, fantasiosamente spietate coi deboli, imbelli e tremebonde coi forti. Barocchismi di ritorno.

4) Gherardo Colombo (sopra) lascia la magistratura, denunciando: “Non mi permettono di lavorare”. In compenso si sono ripresi Carnevale. Avete capito bene, proprio il simpaticone scarcera-mafiosi che “non piangeva Falcone neppure da morto”. Fedele al suo iridato cognome, ora si abbandona a crasse risate. E azzecca, garbuglia, sofistica, pignoleggia. Soprattutto, assolve. E’ davvero il caso di dire che, in Italia, il Carnevale non finisce mai.

Probabilissimo che, grazie a quell’indulto così Clemente – morbido nome da Papa della Restaurazione – dai banchi degli imputati Cesare Previti torni a quello dei senatori. La Clemenza è infinita.

Dal blog di Massimiliano Frassi www.massimilianofrassi.splinder.com: “A) il video con l’intervista ai figli della donna kamikaze: ‘Quanti ebrei ha ucciso la vostra mamma? Ed oggi dov’è?’ Risposta: ‘In Paradiso!’. Oltre il concetto di infanzia violata. b) Dov’è don Pierangelo Bertagna, reo confesso di abusi sessuali su 40 bambini? Cosa sta facendo oggi? Ma soprattutto, perché non è ancora in carcere?”. Senza commenti.

5) Papa Ratzinger ripristina la Messa in latino. E appronta un giro di vite contro il teologo Jon Sobrino http://it.wikipedia.org/wiki/Jon_Sobrino (sotto). Sobrino, grande amico e aiutante di Oscar Romero, è l’ultimo rappresentante della teologia della liberazione, un intellettuale di spicco e, specialmente, un instancabile apostolo dei poveri. Ma per la gerarchia è reo di predicare un Cristo umano, troppo umano. Il Cristo di Ratzinger è ieratico, scarnificato, giudice. Dei peccati sessuali anzichenò. Sobrino si occupa troppo delle sofferenze materiali dei nullatenenti, invece di insegnar loro la rassegnazione e il silenzio; e poi si sa, il Regno di Dio non è di questo mondo. Per loro. Quindi meglio stiano zitti e buoni. Sarcasmi a parte, non permettiamogli di cacciare Sobrino e di sostituirlo con Lefebvre. Firmiamo la petizione (vedi commento n° 1). Serve un segnale forte, fortissimo. I tempi di Bellarmino non devono tornare.

6) Le maggiori organizzazioni cattoliche si preparano per la manifestazione pro-famiglia, sponsorizzata dal Vaticano e prevista il 12 maggio prossimo. Non per colpire il governo, assicurano, ma piuttosto per “sensibilizzarlo” sull’indispensabile ruolo dell’istituzione, “basata sul matrimonio tra uomo e donna”, nella società e nella vita. Nulla da obiettare, figuriamoci. Ci si domanda però perché proprio ora: in cinquant’anni di regno (demo)cristiano tali gruppi avrebbero dovuto scendere in piazza centinaia di volte, dato che i timorati ministri diccì, pur empiendosi la bocca di concetti quali “sacralità del matrimonio”, “figli” e “fecondità”, non attuarono mai una politica familiare attenta e responsabile. Tanto è vero che la natalità in Italia è diventata la più bassa d’Europa, mentre nella protestante Europa del Nord (in certi ambienti l’aggettivo è tornato ad assumere una valenza spregiativa) si assesta intorno ai 2-3 figli per donna. Ma senza andar tanto lontano, sarebbe stato logico veder sfilare la protesta cattolica contro la Finanziaria di Tremonti, che colpiva duramente le famiglie italiane.

Invece, non è accaduto nulla. Al contrario: mai i rapporti tra il Vaticano e il governo furono idilliaci come durante il Berlusconi II (fascismo escluso).

Normale s’insinuino, anche qui, alcuni sospetti, a partire dalla scelta della data, la stessa del referendum anti-divorzio del 1974. Forse sempre non a caso il raduno si terrà un mese dopo quello a favore dei Dico. E quando qualcuno ha agitato lo spauracchio delle unioni gay, si è assistito a un crescendo di attivismo, di proclami contro lo smarrimento dei valori non negoziabili, per giungere fino ad aperti insulti: “deviati”, “materialisti”, “sodomiti”, “contro natura” e altre squisitezze linguistiche.

Francis Bacon, Studio sul ritratto di Innocenzo X di Velazquez, Iowa, Museo Des Moines Arts.

Altre associazioni – Agedo (genitori di omosessuali), l’Arcigay –  si sono auto-invitate al convegno; va da sé che nessuno le aveva convocate, ma la piazza è pubblica. Però, però… evitiamo ambiguità, si è premunito Domenico Delle Foglie, uno dei promotori (il testo del proclama in http://www.vita.it/articolo/index.php3?STAMPA=S&NEWSID=78237 , n.d.A.). Il meeting è contro i Dico. E gli omosessuali, beh, mica si può cacciarli apertamente, ma non si aspettino concessioni (Delle Foglie dà per scontato che tutti i gay siano a favore delle unioni civili). Non pare li si gradisca molto come compagni, ecco. E per taluni questa manifestazione per la famiglia assomiglia, sotto sotto, a un corteo anti-omosessuale. In tal caso, per la prima volta nella loro storia i cattolici, seguaci di quel Cristo che difendeva gli emarginati, sfilerebbero contro una minoranza. Speriamo di no, benché il rischio esista data la martellante campagna di Ratzinger, il quale ha più volte additato nei gay l’origine di tutti i mali (compresa la scarsa prolificità degli italiani, diventati, “per colpa d’un gaio edonismo”, debosciati rammolliti).

Si parlerà pure di revisione della legge 194, e le prime avvisaglie sono giunte da Milano, con la proposta di legge di un cimitero per i feti.

Non resta che osservare. Con molta attenzione. All’evento presenzierà compatta la destra parlamentare, con acclusi deputati & senatori e le rispettive due o tre famiglie. Tanto, loro dei Dico se ne fregano e possono sceneggiare pure una impavida opposizione: grazie al Regolamento Speciale dei Parlamentari, infatti, ai loro congiunti, conviventi o sposati in terze o quarte nozze, senza distinzione di sesso, è prevista una congrua pensione, del tutto simile a quella dei coniugi unici e indivisibili. Non alla volgar plebe, ma non scandalizziamoci: al mondo non siamo mica tutti uguali. Alcuni lo sono più di altri.

Il signorile gesto di Daniela Santanché, An, convivente e strenua avversaria delle coppie di fatto, attesa al “Family Day”.

Non saranno da meno alcuni ministri del cosiddetto centrosinistra, fra cui – poteva mancare? – l’immarcescibile Mastella (quello col nome da Papa): il quale trova “scostumati” i gay ma costumatissimo Previti. Chissà cosa ne pensa l’ex-tronista Zequila, un tempo noto come “Er Mutanda”.

Così le armate di Benedetto sperano di assestare un colpo decisivo a Prodi, far tornare l’amato Cavaliere e, con lui, una politica ligia agli interessi vaticani. E poi delle famiglie chi se ne frega, l’importante sarà raggiungere lo scopo.

7) L’allusione a Zequila e ai tronisti mi ha incastrato, ne sono conscia. E molti di voi, adesso, si aspetteranno io parli di… Ma no, ragazzi: non mi ci colgono. Dolente, non mi ci colgono. Stavolta permettete anche alla sottoscritta di fregarsene. Già il corpo la espelle, e tanti saluti: nemmeno degna di entrare nei lepidi lazzi del Bagaglino. E, come vaticinava Testori, “quando un Paese si diverte col Bagaglino significa che non siamo alla frutta, ma alla merda”. Meglio chiuderla qui, credetemi.

Daniela Tuscano (vedi anche Rahmatullah torturato: il governo italiano deve agire, ivi, comm. n° 21)

23 marzo 2007 at 7:10 44 commenti

NEL TUNNEL DEL NON-SENSO… aspettando la luce

Lo confesso: ogni tanto commetto il peccato, mi capita di imbattermi in un tg o persino in una trasmissione di Bruno Vespa, e non faccio zapping. Ne ignoro i motivi, credo più che altro si tratti di stanchezza; spero almeno sia solo quello, e non, per esempio, rassegnazione all’ineluttabile. Come che sia, ieri ho appunto seguito un servizio al telegiornale e ho scoperto l’esistenza di Sedrina, paese della Val Brembana perennemente immerso in un cono d’ombra. A quell’altitudine, infatti, pare che i raggi del sole non riescano a valicare le cime d’un aguzzo monte, ai cui piedi s’abbarbica la piccola comunità. Dopo vari tentativi (specchi, pannelli solari), gli abitanti hanno quindi deciso di “decapitare” la montagna.

La telecamera scorreva lenta tra le semplici abitazioni, e ogni tanto indugiava sul volto di corteccia di un alpigiano, che davanti ai microfoni, con ampi ed essenziali gesti delle mani, esprimeva la sua semplice e assoluta aspirazione: “Così si può ogni tanto vedere il sole”. Ma nella sua voce si avvertiva una sorta di rimpianto, quasi di scusa, per la montagna da sacrificare. Come se dovesse profanare una madre, il grembo stesso della Natura.

Sarà stato per quel dispiacere sobrio e infantile o per quei ritmi cadenzati – monotoni – che mi sfilavano di fronte, ma la storia del paesino oscuro non suscitava in me alcuna malinconia. Anzi, la seguivo come si segue una fiaba, dove i protagonisti riescono alfine a superare le difficoltà della vita grazie al cuore e all’istintiva sapienza. Forse perché negli occhi dell’alpigiano, la luce si vedeva lo stesso; si vedeva già. Diciamo che s’intuiva, nel desiderio primigenio e basilare di uscire allo scoperto. Uscire dal grembo è doloroso; ma il bambino comprende che è indispensabile, e si lancia e lancia al mondo la sua sfida e la sua presenza. Così, e solo così, potrà “ogni tanto vedere il sole”.

Nelle nostre città affollate le montagne non esistono. Eppure sono anch’esse buie. Non oscure: buie. Nulla, in esse, del fascino raccolto, quieto, brulicante di palpiti e di intimità delle oscurità profonde. Domestiche. No, un buio totale, assoluto, tetro. Il buio di un cielo vuoto di stelle e ingombro di una cappa caliginosa. Una montagna invisibile chiamata inquinamento, che nessun mezzo meccanico potrà mai abbattere. E un’altra montagna chiamata indifferenza, più tenace e invincibile dell’inquinamento atmosferico, lo smog dell’anima, che mai permetterà ai nostri cuori di godere, sia pure ogni tanto, d’un autentico raggio di sole.

In questo consiste la disparità tra noi e l’alpigiano. Noi, dal nostro grembo, non vogliamo uscire. Ma non per una forma d’affetto, sia pure regressivo e isterilito: nulla sappiamo dell’affetto. Il nostro è solo tedio. Di noi, del futuro e degli altri, che non conosciamo né c’importa di conoscere. Tedio della vita. Inutilità. Non-senso.

E’ anzi proprio il non-senso a caratterizzarci. Una forma amorfa, una radice senza terreno, che non diverrà mai pianta, o sarà pianta illusoria, irreale, capace però di portare frutti veri: i frutti avvelenati dell’odio, dell’incomprensione, della malinconia, dell’assenza.

Da un lato ci abbandoniamo a violenze efferate ai danni dei più deboli, temiamo l’immigrato che ci “ruba” un’identità che da tempo abbiamo abbandonato senza rendercene conto. Vediamo in ogni musulmano il rappresentante d’un mondo arcano e ostile, ma nel contempo (o, magari, proprio in virtù di ciò) dichiariamo di non volerne urtare la sensibilità. E siccome, nell’universo del non-senso, le parole hanno perduto il loro significato, ecco che crediamo di rabbonirlo, così come si tiene calma una bestia irragionevole, auto-censurando quelle vestigia di noi stessi che ci sono diventate indecifrabili. Così hanno infatti “pensato” i governanti inglesi: per non offendere la religiosità dei musulmani, si vietino nelle città gli addobbi natalizi! Come se non si sapesse che quegli addobbi nei nostri cuori li abbiamo vietati da un pezzo, da quando cioè abbiamo bestemmiato il Natale rendendolo rito pagano e consumistico, e il Consumismo, è noto, divora tutto e financo sé stesso, in un gigantesco sabba del Nulla. Non è più tempo di acquisti. La gente è povera. La luce serve per risparmiare. I colori di plastica non attirano più. Lo dicano, finalmente, come stanno in realtà le cose, e non si trincerino dietro la religione e i musulmani, che nei secoli hanno condiviso con cristiani ed ebrei una vita di Natali (quelli veri), Ramadan, Purim senza suscitare scandalo né riprovazione. Ma quelli erano tempi lenti. Tempi in cui si cercava insieme la luce. Si usciva allo scoperto. Si abbattevano le montagne. Erano tempi di senso, tempi di Dio. E, dunque, tempi dell’uomo.

Nei tempi del non-senso, nei tempi delle cose, non stupisce nemmeno non solo la mancanza di radici, ma il loro ribaltamento. L'”albero strano” che Dante incontra nel suo Purgatorio attira i golosi col suo profumo, ma non può essere mangiato, e si presenta capovolto, a significare la sovversione operata in terra da questi peccatori materiali. Noi non siamo ancora pentiti, a quanto pare. Tocca dunque a noi sovvertire, ricomporre, distruggere e confondere. Fino alle estreme conseguenze.

Ci deve importare della morte impunita di un topo di fogna, di un miserrimo caudillo, di un emulo di Francisco Franco? In tutta sincerità, no: meno di zero. Perché rammaricarcene? Piuttosto rammarichiamoci per tutte le vittime del topo di fogna che non siamo riusciti a salvare, e adoperiamoci per evitare che altri topi di fogna usurpino il trono della dignità umana. Compiendo poi tutte le atrocità del caso.

Sembra che Stefano Delle Chiaie, in fuga per le accuse (pure impunite) di piazza Fontana, avesse trovato un sicuro rifugio nel Cile pinochettiano. In molti, d’altronde, consideravano Pinochet un campione della democrazia e del comunismo, da Reagan al papa Giovanni Paolo II che con lui si fece ritrarre al celebre balcone.

Dicevo di piazza Fontana, già, oggi ricorre il 27° anniversario di un eccidio rimasto senza colpevoli. La giunta Moratti non ha dato, prevedibilmente, alcuna enfasi alla cosa, che è anzi passata del tutto sotto silenzio. Da un’inchiesta risulta che la maggioranza dei giovani d’oggi attribuisce la responsabilità della strage alle Brigate rosse. Dopo aver incolpato e lasciato morire Giuseppe Pinelli – definito da Bertinotti “la diciassettesima vittima” (qui sotto, le lapidi in suo ricordo) – e aver indagato in un’unica direzione – quella “sbagliata”, sia chiaro – non c’è male davvero!

Ricevo due lettere, quasi in contemporanea e fra loro complementari. La prima è di Massimiliano Frassi. Il quale scrive: “Capita oramai sempre più spesso di leggere notizie dove i canoni classici delle storie sono ribaltati, vittime punite ed assassini in libertà.
Oggi noto che chi commette dei crimini è sempre più rispettato, peggio ancora, a tratti quasi ‘premiato’. Gli si dedicano targhe o film. Ed un posto al talk show del momento statene certi è garantito. Mentre a chi subisce resta solo il vuoto di una perdita, quelle lacrime mai del tutto estinte. Un dolore unico da non poter essere condiviso. Da piccolo mi hanno inculcato che se non andavi a scuola venivano i carabinieri.
Oggi se magicamente azzerassi la mia anagrafe forse l’esempio che riceverei sarebbe opposto. Azzardati a fare il bravo che prima o poi ti passi qualche guaio.
Quella che vi può sembrare una provocazione nasce in realtà da una situazione, a tratti unica, che da tre anni vivo in prima persona.
Mi occupo, per chi ancora non lo sapesse, di bambini che hanno subìto abusi www.associazioneprometeo.org.
Da tre anni sono finito nell’obbiettivo di un comitato, formato da pedofili, loro parenti e sostenitori vari. Gente che ha preso fino a 13 anni in secondo grado per aver abusato bambini di tre e quattro ani d’età e gente che, temo, a processo mai ci finirà. Scopo di questo comitato è quello di far chiudere la mia associazione e ridurre il sottoscritto ‘all’eterno silenzio’.
Per farlo usano ogni arma in loro possesso, partendo da quella della calunnia che in ogni tipo di mafia, giacché anche le lobbies pedofile sono mafiose, dà buoni risultati.
Sono stati fati volantini contro di me, mandati in rete falsi lanci di agenzia, dove tra le varie si leggeva che ero stato arrestato per possesso di materiale pedofilo, o si faceva circolare la notizia che quelle immagini, da me spesso denunciate con ‘toni violenti’, mi avessero invece come protagonista. Grazie al lavoro certosino di questi delinquenti ho perso aiuti, supporti, contatti, amici. Ho visto i miei libri venire ritirati dalle librerie e le mie conferenze, fino ad ora circa duecento, cancellate per le infamie mandate agli organizzatori.
Il tutto senza che nessuno, e ribadisco nessuno, nella legalità intervenisse. Ricacciando i delinquenti al silenzio e permettendo a chi difende i bambini di continuare ad operare.
Segno questo che la rete pro pedofilia è sempre più attiva, ma anche, come ho detto prima che oggi stare dalla parte del bene rende la vita sicuramente meno facile. Per quasi tutti. Criminali esclusi”
.

La seconda è del Centro Wiesenthal. Il quale scrive: “Il regime iraniano ha convocato 70 revisionisti dell’Olocausto da 30 paesi diversi per partecipare alla conferenza a Teheran intitolata: L’Olocausto, un prospetto del mondo. Questa conferenza viene dopo che il Presidente iraniano Ahmadinejad ha dichiarato che l’Olocausto è ‘un mito’ e la sua sponsorizzazione dei cartoni revisionisti a Teheran di quest’anno.
Queste bugie non possono non essere combattute.
Noi ti chiediamo di aderire alla petizione del Simon Wiesenthal Center indirizzata al Segretario Generale (designato ndr) delle Nazioni Unite Ban Ki-moon (
http://www.wiesenthal.com/site/lookup.asp?c=fwLYKnN8LzH&b=2284823) per chiedergli di istituire una Commissione ONU per protestare contro questa dissacrazione dell’Olocausto e per onorare le parole del Segretario Generale Kofi Annan quando disse nella giornata della Memoria del Gennaio 2006: ‘Il negazionismo dell’Olocausto è il lavoro degli stupidi. Noi dobbiamo rifiutare i loro falsi proclami ogni volta, dovunque vengano fatti, e da chiunque vengano fatti’.
Il Segretario Generale Annan ha anche detto: ‘Le Nazioni Unite sono state fondate come reazione agli orrori della Seconda Guerra Mondiale’.
Ma, questa Conferenza, insulta i principi fondatori delle Nazioni Unite e ridicolarizza la Risoluzione dell’Assemblea Generale che ha dichiarato il 27 Gennaio giorno internazionale di commemorazione in memoria delle vittime dell’Olocausto.
Contemporaneamente alla festa dell’odio di Teheran, sta riunendo i ‘testimoni della verità’, una videoconferenza trasmessa in tre città, Los Angeles, New York e Toronto, che riunisce i superstiti dell’Olocausto che esporranno gli orrori della “Soluzione Finale Nazista” e smentiranno i negazionisti.
Il regime iraniano, che ha minacciato il genocidio dello Stato ebraico, usa il negazionismo dell’Olocausto come un simbolo di Stato. Il loro ultimo obiettivo è demonizzare il popolo ebraico, la sua storia, i valori e la fede. Noi NON DOBBIAMO restare in silenzio.
Per favore, usa questo link per firmare adesso la petizione (http://www.wiesenthal.com/site/lookup.asp?c=fwLYKnN8LzH&b=2284823 ) -queste minacce non possono rimanere incontestate. E dopo aver firmato la petizione, per favore usate la funzione ‘invita i tuoi amici’ (appare in automatico dopo aver firmato la petizione ndr), per trasmettere questo importante messaggio ai vostri amici ed alla vostra famiglia.
Mandate le vostre domande (in inglese)  a:
information@wiesenthal.net
Oppure scrivete a Simon Wiesenthal Center, 1399 South Roxbury, Los Angeles, California 90035 Telefono: 310-553-9036 Sito Internet:
http://www.wiesenthal.com“.

La seconda missiva ha un carattere più “tecnico”, ma data l’importanza del messaggio l’ho trascritta per esteso.

Sia Frassi, sia il Centro Wiesenthal parlano di ribaltamento delle prospettive, dei valori, insomma del non-senso – e non dimentichiamo che, se oggi i negazionisti della Shoah rialzano la testa, non lo si deve solo ai gruppi neonazisti, ma anche a quelle frange della sinistra radicale che bruciano le bandiere d’Israele “imperialista e amerikano”, come è accaduto di recente in una manifestazione dove i Diliberti di turno si facevano immortalare in pose da alternativi mentre, alle loro spalle, giovinastri più simili a teppisti che a rivoluzionari si apprestavano ai loro riti vandalici e allucinati -. Certe frasi sono stilettate e non mi sento di aggiungere nient’altro alla loro inoppugnabilità. 

Se continueremo a barricarci dietro la montagna del non-senso e della noia, i risultati saranno questi e anche peggiori. E non ci risparmieranno. La barriera dello spirito, infatti, è spessa, ma vuota; ci impedisce di uscire, ma fa entrare tutto l’odio. E l’odio ha sempre la meglio su un cuore torpido e malato.

Daniela Tuscano (vedi anche https://danielatuscano.wordpress.com/2006/07/20/quando-le-parole-diventano-kamikaze-a-proposito-del-partito-pedofilo-olandese/, https://danielatuscano.wordpress.com/2006/05/19/antisemitismo-nessuna-ambiguita/, https://danielatuscano.wordpress.com/2006/05/24/ahmadinejad-il-passato-che-ritorna/)

12 dicembre 2006 at 20:17 18 commenti

STOP AIDS!!!

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

 preservativoDall’inizio della pandemia a oggi in Italia sono stati diagnosticati 56.076 casi di Aids: tra questi 16.940 sono riferiti alla Lombardia e 8.620 alla sola provincia di Milano, dato che corrisponde al 15% dei casi nazionali, con un tasso di incidenza di 5,3 nuovi casi su 100.000 abitanti nella provincia (dati COA/ISS dicembre 2005). Di questi 8.620 casi nella provincia ben 4721 (54,8%)è riferito a cittadini milanesi.

Da un punto di vista della diffusione del virus la situazione è anche più preoccupante. Infatti si stima che le persone viventi in Lombardia con HIV/AIDS possano essere tra le 25.000 e le 35.000.

In Italia le persone infette asintomatiche (no AIDS) sono circa 140.000 ed il 70% sono persone eterosessuali. Il 50% delle persone positive al test è già in Aids. Mentre il 75% delle donne HIV ha contratto il virus da un partner fisso, il 10% ha già delle resistenze ai farmaci. La popolazione omosessuale sta tornando ad essere una categoria a rischio dimostrando un abbassamento della guardia preoccupante. Numerose donne in gravidanza si rifiutano di fare il test.

Questo è un panorama preoccupante, poiché dimostra che le poche campagne di prevenzione sono state totalmente insufficienti.

Massimiliano Frassi

In questi anni l’attenzione verso il morbo sta calando. Fino a poco tempo fa c’era più attenzione, o meglio, più PAURA… con conseguente emarginazione dei “sospetti”. Oggi invece c’è un disinteresse diffuso, infatti i dati c’informano che i casi stanno aumentando, anche in Europa. Se ne è accorta persino
la Chiesa, visto che pochi giorni fa papa Ratzinger ha incaricato una commissione di esperti di valutare la possibilità di ammettere l’uso del preservativo nei casi di coniuge con Hiv+. Ricordo bene le prediche dei moralisti negli anni ’90: il profilattico è uno strumento intrinsecamente cattivo, perché da un lato è come se si dicesse al partner: “Ti voglio perché ti amo”, ma dall’altra: “Mi proteggo da te perché mi uccidi”. His fretus, vale a dire su questi bei fondamenti, veniva boicottata qualsiasi campagna non solo di prevenzione, ma anche di educazione sessuale.

Anche se non credo che la posizione della Chiesa cambierà, l’annuncio della commissione resta comunque sintomatico.Le associazioni gay si sono mobilitate per prime contro il flagello che, all’inizio, sembrava colpire soprattutto la loro comunità. E ciò tra l’indifferenza e il disprezzo della maggioranza dei “normali” che ritenevano l’Aids la “peste dei froci”. Ben presto si è scoperto che si trattava, invece, di una malattia molto… democratica, come del resto tutte le malattie che si “rispettino”, e mieteva vittime indifferentemente fra gay, etero, tossicodipendenti, e, giusto per non farsi mancar nulla… bambini.Quando, in Europa e nei Paesi ricchi, l’avanzata parve arretrare grazie di nuovo a una massiccia campagna di prevenzione, tornò il disinteresse: tanto a schiattare erano solo gli africani.Il risultato è che le cifre dei decessi sono tornate a livelli stratosferici, e il vaccino, malgrado i miglioramenti ottenuti nella cura soprattutto dei sieropositivi, ancora non esiste. In altre parole di Aids si continua a morire. I reparti infettivi degli ospedali pullulano di persone giovani o giovanissime, assistite dai genitori o dagli amici, ed è straziante la condizione vissuta non soltanto dai protagonisti, ma anche dalle madri e dai padri, costretti a vedere deperire i figli ancor giovani per uno sfregio maledettamente brutale, allucinante e sgarbato riservatogli dalla vita.Ma abbiamo accennato ai bambini. Quelli d’Africa, senza dubbio, ma non solo loro. Massimiliano Frassi c’informa che l’Aids dilaga presso la popolazione infantile dei Paesi dell’Est europeo anche per colpa della pedofilia. I “predatori di bambini”, per usare il titolo di un suo libro di successo, nella loro insaziabile fame di “carne fresca” non si accontentano di lasciar impresso in quella stessa carne lo stigma indelebile dell’obbrobrio: ma spesso, quando risparmiano la vita (fisica) alle loro piccole vittime, ne aggiungono un altro, una morte per procura, che li afferrerà più tardi, ancor più inermi, vacillanti, soli.Per questo segnalo con piacere anche l’iniziativa dell’Arcigay a favore di quegli stessi piccini, qui sotto. Se mai ci volesse altro per far sussultare le nostre sbiadite coscienze…

 

Daniela Tuscano

COMUNICATO STAMPA

Bologna, 30 novembre 2006 

AIDS: ARCIGAY RACCOGLIE FONDI PER ADOZIONE BAMBINI SIEROPOSITIVI

INIZIATIVE DELL’ASSOCIAZIONE IN DECINE DI CITTA’ PER
LA GIORNATA CONTRO L’AIDS
 
Un progetto pilota per l’adozione a distanza di bambini orfani sieropositivi e 80mila profilattici distribuiti gratuitamente nella rete dei 67 circoli ricreativi dell’associazione. In occasione della Giornata mondiale contro l’Aids del 1° dicembre, sono decine le iniziative che coinvolgono Arcigay su tutto il territorio nazionale. Dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, i comitati locali di Arcigay sono impegnati in convegni, concerti, feste, iniziative di raccolta fondi, punti di consulenza, mostre fotografiche, spettacoli teatrali, proiezioni di film, distribuzione di preservativi e materiale informativo davanti alle scuole e nelle discoteche. Tra le città interessate: Aosta, Bologna, Brescia, Catania, Cremona, Domodossola, Genova, Mantova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Parma, Pistoia, Reggio Emilia, Roma, Urbino e Verbania. Una nuova fase di impegno contro l’Aids meno ideologica è più efficace” è la richiesta che il presidente nazionale di Arcigay, Sergio Lo Giudice, rivolgerà domani pomeriggio al ministro Livia Turco, parlando davanti al presidente della
Repubblica Giorgio Napolitano, all’iniziativa
“Stop Aids. Mantenere la promessa” organizzata dal ministero della Salute, al Palazzo dei congressi di Roma. Le richieste dell’associazione includeranno pure “campagne informative specificamente indirizzate ai gay, una massiccia diffusione del preservativo in più luoghi possibili, la promozione del test per l’Hiv, un monitoraggio sulla qualità del trattamento offerto alle persone sieropositive sul territorio nazionale”. 
Tra le novità messe in campo da Arcigay quest’anno, un’iniziativa pilota di raccolta fondi a sostegno di un programma di adozione a distanza di bambine e bambini orfani e sieropositivi dello stato dello Swaziland, nell’Africa meridionale. Il programma, dal nome “Una scuola per amica”, è gestito da Legambiente e garantisce ai piccoli orfani di Aids che vivono in stato di semiabbandono, un luogo protetto dove crescere, essere curati, assistiti e coccolati. Dal 1° dicembre al 6 gennaio, i clienti del club affiliato Arcigay, Frequency, di Roma, potranno devolvere al programma di adozione i soldi di resto delle loro consumazioni. L’ammontare raccolto sarà raddoppiato da una donazione dei gestori del locale. Garanti della raccolta fondi saranno l’onorevole Franco Grillini, deputato Ds e presidente onorario Arcigay e il senatore dei Verdi Gianpaolo Silvestri, co-fondatore dell’associazione. Nei locali affiliati e nei principali punti di ritrovo di Arcigay saranno inoltre installati speciali dispenser per la distribuzione gratuita di 80mila preservativi. L’elenco completo delle iniziative dei comitati territoriali Arcigay, in occasione della Giornata mondiale contro l’Aids, sarà consultabile sul sito http://www.arcigay.it. Ufficio stampa Arcigay:
Luigi Valeri, cell. 335.310655, tel. 051.6493055, e-mail: luigi.valeri@arcigay.it

1 dicembre 2006 at 19:42 8 commenti


Calendario

luglio: 2017
L M M G V S D
« Gen    
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31  

Posts by Month

Posts by Category