Posts filed under ‘flora, fauna e… cemento!’

LADRI DI STAGIONI

In questi giorni, cancellando tutti gli impegni presi, ho dedicato un po’ di tempo solo a me.

Direte che è positivo, in verità non è la prima volta che accade; sto letteralmente oziando, anche riguardo al mio hobby preferito. Scrivo molto meno, quasi nulla, pur sentendomi viva intellettualmente. Quasi avvertissi il bisogno d’una vita più fisica ed elementare, semplice ed essenziale. Mi mancano le stagioni, anche se ciò mi permette di godere d’un regalo che non pensavo nemmeno di possedere: il Parco Nord. Ladri di stagioni, ladri di memoria. Ladri di noi stessi, ecco cosa siamo diventati.

Mi son ricordata delle sue corse al mattino, vitale nell’ossigeno puro e incandescente. Così, circondata da torri di fumo e al tempo stesso accarezzata da una superstite natura amica, mi sono rituffata in quello spicchio di verde e crategus e sono uscita. Avevo bisogno di pulsazioni arteriose, di terra e di vento e di aria. Mi son gettata in un paesaggio campestre anni ’50 dove speri di veder sorgere ragazzi in calzoni corti e modeste giostre e abbecedari e risa garrule. Ora sono così e forse per questo ho deciso di riappropriarmi di tesori già in mano mia, ma che non conosco e non apprezzo.

E cerco di scacciare un pessimismo opprimente di fronte a tanta libertà obbligatoria, volgare, violenta, torbida e sfacciata. Di figli senza padre e senza storia, mere vacuità di cui non resterà un ricordo perché non c’è, per loro, né passato né futuro. Non lo desiderano e non sanno nemmeno cosa sia. L’estate scorsa, un’estate che si avviava a diventare innaturalmente perenne, confidavo la mia paura di dipendere da qualcosa o qualcuno, ma cosa c’è di più umano, di più naturalmente circoscritto e tenero, di più umile e primigenio del volersi affidare e confidare, nel sentire il bisogno del Tu, dell’Altro?

Daniela Tuscano

 

Madre Teresa di Calcutta, beatificata il 19 ottobre (www.patbenincasa-art.com).

N.B.: Dedico a chi vuol riappropriarsi delle stagioni una poesia che mi è stata indirizzata:

AUTUNNO (25-10-07)

Splende
di gioia vivace
lo spicchio di sole
che appare
sulla terra scura
e ancora addormentata.

S’illumina il cielo
ed arrossisce contento
al saluto
del fedele compagno.

Si scaldano
e si gonfiano
le nubi
basse all’orizzonte
Come piante
che bevano acqua.
Come anemoni
che abbandonino
tutte le paure notturne

Splende
il sorriso di luce
su questo tempo d’autunno.
Sul mosaico
di foglie
appese a morire,
sulla fuga
del mondo
che non sa
dove corre

Splende
sulla preghiera fedele
della mia anziana amica
che mi saluta
ogni mattina
dalla sua finestra.
Come fosse
l’ultima occasione
Come fosse
la prima volta.

Cristiano

26 ottobre 2007 at 10:24 5 commenti

AMIANTO A BRESSO?

Il messaggio risale a qualche giorno fa, ma resta attuale. L’amico Antonio mi comunica che il capannone al confine di Bresso, tra via Papa Giovanni e via Vittorio Veneto (foto sotto), abitato da molti immigrati, è costituito in gran parte di amianto.

Una “camera della morte” per gli sfortunati (e improvvisati) inquilini, e un pericolo per chi vive lì vicino – e, in ultima analisi, per tutta Bresso -. Sembra che un privato abbia spedito al Sindaco una lettera domandando spiegazioni, senza però ricevere risposta. Sembra pure che un giornalista si stia interessando della questione.

A tutt’oggi non sappiamo nulla di nuovo, ma mi sembra giusto tenere desta l’attenzione.

Daniela Tuscano

 

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RAHMATULLAH LIBERO http://www.repubblica.it/speciale/2007/appelli/rahmatullah/index.html

15 giugno 2007 at 0:03 5 commenti

FAMILY DAY (bis)

Gli elementi ci sono tutti: la vigna, i frutti, il padrone tradito, gli amministratori omicidi, il figlio assassinato.

Concretezza evangelica, tanto divina quanto umana. Ecco perché la parabola dei vignaioli malvagi (Lc 20, 9-16) rivive oggi con impressionante realismo.  Anche in questo caso si parla di vigna: una vigna restituita ai figli dopo la pessima amministrazione di un crudele usurpatore; curata con amore, e in seguito violata.

La vigna è quella dei ragazzi di don Ciotti  (sopra, http://www.libera.it). I devastatori, gli affiliati al clan Brusca. “Costoro sono gli eredi”, avranno pensato. “Uccidiamoli, perché l’eredità sia nostra”. Finora, si sono limitati a un avvertimento. Hanno tagliato 700 viti. Il vino I cento passi, nettare di un sogno libero, il prossimo anno non allieterà le tavole di nessuno.

E’ la seconda volta, nel giro di pochi giorni, che la terra-madre viene violata. E la famiglia umana bestemmiata. Non sfilerà nessun corteo per questa famiglia. Vittima di quell’altra famiglia; in realtà, sua irridente e satanica caricatura.

Dall’inizio del Pontificato Benedetto XVI si batte per l’integrità della famiglia, contro tutti i tentativi di “deviazione”. Ci aspettiamo quindi faccia sentire la sua voce forte e chiara contro questo scempio, e non manchi di comunicare la sua vicinanza a don Luigi. La volta scorsa non è avvenuto. Abbiamo udito parole di solidarietà solo per l’arcivescovo Bagnasco. Ora veniamo a sapere che, dal Brasile, ha condannato i narcotrafficanti. Benissimo, Santità. Ma non dimentichi questo suo figlio spirituale, quei ragazzi, quell’interrotta comunione con la terra. Lei che ha così a cuore la famiglia. 

Ma il Vangelo della vita è anche, necessariamente, il Vangelo dell’acqua. La vicenda di Gesù si dipana tra pagine liquide, preziose, purificatrici e sorgive come appaiono solo a occhi incendiati dal deserto.

Senza famiglia la società muore, scandiva uno slogan udito ieri. Ma senza acqua muore la vita. E senza vita, non può nascere alcuna famiglia. La sindaca di Milano, Letizia Moratti, ha aderito convinta al Family Day. Attendiamo lo stesso zelo e sensibilità per l’appello che riportiamo qui sotto. Un appello che vale per ogni vita.

Daniela Tuscano (vedi anche: https://danielatuscano.wordpress.com/2007/04/28/fior-di-calabria/, https://danielatuscano.wordpress.com/2007/05/03/e-adesso-scomunicateci-tutti/)

Impegniamoci per una cultura dell’acqua

Vorremmo che il Comune di Milano ci aiutasse a diffondere una cultura dell’acqua. Per questo vi invitiamo a spedire via email al Sindaco e alle persone indicate la seguente lettera.

Grazie

Amalia Navoni (Coordinamento Nord Sud del Mondo – Comitato Milanese Acqua) 

Lettera aperta a 

Sindaco di Milano, sig.ra  Letizia Moratti

Presidente Consiglio Comunale, sig. Manfredi Palmeri

Assessore  ambiente, mobilità, trasporti Comune di Milano, sig. Edoardo Croci

Assessore verde, arredo e decoro, sig. Maurizio Cadeo

Assessore casa, sig. Giovanni Verga

Consigliere rappresentante di maggioranza,  sig. Giulio Gallera

Consigliere rappresentante di minoranza, sig.ra Marilena Adamo 

La scarsità di acqua che incombe a livello regionale,il grande consumo e spreco di acqua nella nostra regione e nel nostro Comune impongono cambiamenti di organizzazione e di modalità d’uso in agricoltura, nell’industria e nei consumi individuali.Noi cittadini milanesi, consapevoli, facciamo la nostra parte nel non sprecare acqua, ma occorre un impegno più risoluto da parte delle Istituzioni.Chiediamo al Sindaco di Milano, alle istituzioni milanesi che si impegnino in una campagna di informazione e mobilitazione per diffondere fra i cittadini una nuova cultura dell’acqua come bene pubblico,  prezioso e insostituibile.

 

–    incentivando il risparmio idrico  – In agricoltura, sollecitare con sovvenzioni a  sostituire gli impianti a getto con gli impianti a goccia. – In industria, obbligare al riciclo delle acque introducendo tariffe progressive nel consumo di acqua. –  Incrementare le piscine ecologiche  che non devono essere svuotate/riempite. –  Applicare i riduttori di flusso a tutti i rubinetti –   Revisionare regolarmente i rubinetti negli edifici pubblici – Inviare a tutti i cittadini un vademecum per il risparmio idrico;–  investendo in manutenzione e rinnovamento tecnologico, usando l’acqua in modo differenziato;–  promuovendo l’uso dell’acqua di rubinetto durante le riunioni comunali, le sedi comunali, le mense, i centri per rifugiati politici, le scuole; –  pubblicizzando l’acqua dell’acquedotto milanese con pubblicità progresso. Mentre siamo sommersi dalla pubblicità di acque minerali, non una voce autorevole si leva per l’acqua di rubinetto;– incrementando le aree verdi e ponendo fine alle cementificazioni.Tutti dobbiamo collaborare per custodire l’acqua come patrimonio dell’umanità, per difenderla come diritto di tutti, per garantirla a chi non ce l’ha, ma sono soprattutto le istituzioni che devono dare il buon esempio.

FIRMA(Eventuale associazione, gruppo, sindacato, partito di appartenenza)

Inviare a : sindaco.moratti@ comune.milano. itpresidenzaCC@ comune.milano.itassessore.croci@ comune.milano.it assessore.cadeo@ comune.milano.itassessore.verga@ comune.milano.itgiulio.gallera@ comune.milano.itmarilena.adamo@ comune.milano.it 

Si può rafforzare con un fax:

Sindaco: 02.88450591

Assessore Croci  02 884 53317

Assessore Cadeo  02.884 54304Assessore Verga  02.884.53100Consigliere Gallera  02.884.50008Consigliere Adamo  02.884.54803 

 

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RAHMATULLAH LIBERO http://www.repubblica.it/speciale/2007/appelli/rahmatullah/index.html

 

13 maggio 2007 at 7:00 6 commenti

TRE APPELLI URGENTI

1) Ricevo e pubblico, più che volentieri, preoccupata:

 

2) Con la speranza di un Paese meno “diverso”…

Tagli ai costi degli onorevoli. Per una Politica Etica

Roma, 14 Marzo 2007

PER UNA POLITICA ETICA FIRMA E DIFFONDI
http://www.comincialitalia.net/petizioni.asp?id_petizione=3
http://www.comincialitalia.net/doc/petizione_politica_etica.pdf

La nostra Petizione viaggia. In internet, su siti, portali e blog, che ci chiedono il consenso a rilanciarla. La Petizione ha intrapreso anche altre vie: un editore ci ha chiesto di pubblicarla in un libro-sorpresa; molti gruppi, persino famiglie, si stanno mobilitando.
Le fotocopie della Petizione possono essere diffuse nelle università e nei luoghi di lavoro, bar, autobus, e imbucate nelle cassette della posta. Con questi semplici gesti possiamo creare l’onda sulla quale far salire l’Italia onesta, che esige per sé un futuro civile.
Anche le istituzioni cominciano a prestarci attenzione. Il presidente della Camera Fausto Bertinotti ci ha informato che avrebbe firmato la Petizione personalmente se il ruolo glielo avesse consentito. Il suo sarebbe stato un gesto personale e autonomo. Non di un partito, ma di un’istituzione, del Presidente della Camera che esprime il suo consenso verso l’iniziativa. Lo  ringraziamo per l’intenzione. Siamo certi che il nostro Parlamento abbia bisogno di una rivoluzione dell’onestà.

Abbiamo segnalato l’iniziativa anche ad altre forze politiche e, naturalmente, al mondo dell’informazione. Ma è tra la gente e per la gente che la Petizione deve viaggiare. Per questo siamo tutti editori, tutti titolari di giornali e coi nostri blog, siti e mailing list possiamo parlare all’Italia. E’ questa la grande Informazione.

3) Anche Bresso si mobilita contro la privatizzazione dell’acqua potabile e organizza per il 20 aprile (ore 21, Centro Civico Pertini, via Bologna 38) una conferenza dal titolo Acqua: bene comune e diritto universale. Saranno presenti il C. C. Guernica, l’Ass. Kirikù e gli Amici del Parco Nord. Interverrà il sindaco Giuseppe Manni.

Nel corso della serata sarà possibile raccogliere firme contro la privatizzazione. Tale raccolta proseguirà nei giorni successivi e (negli uffici del Comune) fino al 30 giugno prossimo.

Non manchiamo.

Daniela Tuscano (vedi anche: https://danielatuscano.wordpress.com/2007/03/21/chi-la-dura-la-vince-giorgio-schultze-ce-bisogno-di-concretezza/, https://danielatuscano.wordpress.com/2007/03/14/per-non-liquidare-il-futuro-prossimi-appuntamenti-del-comitato-milanese-per-lacqua/ )

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RAHMATULLAH LIBERO http://www.emergency.it/appello/index.php?ln=It 

 

17 aprile 2007 at 15:23 4 commenti

CHI LA DURA LA VINCE – Giorgio Schultze: “C’è bisogno di concretezza”

Si sono accorti che esistiamo. Dopo 20 anni di lotte, campagne, attività nei quartieri, nelle città, fra la gente, in Europa e in Africa, in Asia e nelle Americhe, televisioni, radio, grandi giornali hanno dovuto riconoscerlo: gli umanisti ci sono, e forse – ha suggerito “Il Messaggero” (che assieme a “L’Unità”, “Liberazione”, “Repubblica”, “Corriere della Sera”, “Il Manifesto” e tanti altri, ha raccontato la grandiosa manifestazione di sabato scorso a Roma http://www.partitoumanista.it/ ) in passato “sono stati sottovalutati”. E confessiamolo, a volte lo sconforto ha colpito anche noi, quando sembrava di battere la testa contro un muro. Un altro mondo non sembrava proprio possibile. Qualcosa di diverso dalla corsa al riarmo, dallo scontro di civiltà, dallo sfruttamento del pianeta, dallo sfregio della Costituzione, dai diritti civili costantemente vilipesi. Parlare di salute ed educazione per tutti ti bollava subito (e ti bolla ancor oggi) come pericoloso estremista. Dichiarare che i nostri soldati vanno in missione di pace, invece, era un discorso pragmatico e “moderato”.  

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  Umanisti manifestano per la pace, il 17 marzo 2007 a Roma. Sotto: Giorgio Schultze.

Sabato l’incantesimo, o meglio la grande bugia, si è rotto, o almeno è un po’ più difficile da credere. Perché – afferma Giorgio Schultze, portavoce del Movimento – siamo maratoneti. Questi anni di lavoro “dal basso” ci hanno permesso di stare a contatto con le esigenze profonde della popolazione. Di tastarne quasi il cuore. Di interpretarlo.

Di avvicinarci ad altri “sommersi” come noi. E di scoprire che siamo maggioranza, e non sperduti, anacronistici, vacui coltivatori di sogni. Siamo, al contrario, corpo e sangue.

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Sappiamo – ad esempio – che le necessità immediate non sono quelle millantate dai grandi organi di comunicazione di massa. Forse perché siamo persone, singole persone, diverse e unite nella loro ineffabile singolarità, e non massa.

“Si propaganda la volontà dell’Europa di promuovere la pace e il benessere tra i popoli – denuncia Schultze – ma nel frattempo, col pretesto della lotta al terrorismo, si moltiplicano gli atti di violenza, la strategia della guerra preventiva e una nuova corsa agli armamenti nucleari. Le dichiarazioni di Stati Uniti e Francia sulla possibilità di usare per primi la bomba atomica contro il terrorismo, le affermazioni del Giappone sulla possibilità di entrare nel mondo dell’atomica per scopi difensivi, l‘intenzione dell‘Iran e della Corea del Nord di proseguire nel loro programma nucleare, lasciano tutti sgomenti”.

L’Europa dei popoli, invece, chiede a gran voce la pace. Una pace che non è rinuncia o abdicazione, una pace che è forza, che rappresenta il vero spirito dei trattati del 1996, tutti regolarmente disattesi.

“Gli umanisti sono consapevoli della complessità e a volte delle difficoltà che s’incontrano di fronte a immigrati di differenti costumi o culture – prosegue Schultze – tuttavia la soluzione non può essere una chiusura miope e circoscritta nel proprio particulare, questa sì anacronistica, quand’anche si volesse attuarla, perché contrasta con l’elementare realtà. Per questo gli umanisti hanno aperto, da anni, i Centri delle Culture http://www.dialogo.org/ , strutture dove si promuove il dialogo tra le diverse culture attraverso incontri e ambiti di interscambio; dove i valori, le idee e le credenze delle persone si possano incontrare; non solo per far conoscere la propria cultura, le inquietudini e aspirazioni, ma anche per costruire un dialogo fra la grande varietà e ricchezza di modi di vivere e trovare così i punti in comune che, al di sopra di ogni differenza, noi crediamo si trovino nel cuore dei diversi popoli e individui”.

Si tratta di iniziare dalle piccole cose, dalle emergenze quotidiane. Aiutare nella ricerca di un medico o di un tetto, seguire corsi d’italiano, diffondere giornalini multietnici sono passi indispensabili per raggiungere lo scopo. “Al Sud è stato realizzato il primo asilo multiculturale – annuncia Giorgio – che ha destato l’attenzione persino del presidente Napolitano. L’intenzione sarebbe di portare quei bambini in Quirinale, a raccontare la loro bella esperienza. Non è utopia, sono fatti”.

Un’altra emergenza sono appunto loro, i bambini e i giovani: “Si parla tanto di Europa invecchiata, di mancanza di un futuro per le nuove generazioni, ma chi si preoccupa sinceramente della loro sorte? La colpa della ‘canizie europea’ è del relativismo e delle coppie di fatto, o dello sfruttamento, delle violenze e dell’indifferenza (proprio oggi si è saputo che in Medio Oriente bambini piccolissimi vengono utilizzati come “bombe umane” e immolati per la “causa” d’una guerra voluta dagli adulti, n.d.A.), in cui questa società abbandona i più giovani?”. 

Il Nostro punta il dito su certe istituzioni che, in accordo con medici e case farmaceutiche, cercano di spacciare la naturale vivacità infantile per una malattia, e un disagio per la carenza di strutture pubbliche o di affetto – alzi la mano chi dispone di spazi aggregativi, o semplici aree verdi, per i nostri ragazzi! – venga trasformato in problema giovanile.

E’ di questi giorni la notizia della somministrazione di psicofarmaci ai bambini considerati “iperattivi” (vedi commento n° 1): “Una vera e propria guerra chimica nei confronti dei nostri figli, il cui fine è la cancellazione del ‘diverso’ come nemico non omologabile, argomenta Schultze.

Un altro punto irrinunciabile del programma umanista è la salute per tutti e la tutela dell’ambiente, in particolare dell’acqua. “Il 22 marzo è la giornata mondiale dell’acqua. Noi riteniamo che, come bene comune, essa dev’essere gestita con solidarietà e con la partecipazione democratica di tutta la comunità”. La corsa alla privatizzazione preoccupa molto Giorgio: “Dieci società controllano il mercato mondiale dell’acqua, stimato in oltre un miliardo di dollari all’anno. Le strategie di marketing, attraverso insistenti e costose campagne pubblicitarie, cercano di indurre la gente a bere solo acqua minerale e bibite in bottiglia, screditando la qualità dell’acqua fornita dagli acquedotti pubblici”.

Il messaggio è: avrà accesso all’acqua solo chi paga. Il criterio di distribuzione non sarà la reale necessità delle persone, ma il meccanismo della domanda e dell’offerta di un sistema economico disumano.

“A ciò aggiungiamo che, a causa dell’inquinamento e dell’effetto serra, in Europa meridionale sta avanzando un forte processo di desertificazione. Si verificano inoltre notevoli sperperi nel prelievo, soprattutto a causa di una cattiva distribuzione. Non è certo impossibile invertire la tendenza, – conclude Schultze – purché non si perda ulteriore tempo, innanzi tutto bloccando la privatizzazione, usando le tecnologie per migliorare e non devastare l’ambiente, coinvolgendo le comunità locali nella gestione dell’acqua pubblica. Non dimentichiamo che le spese militari sono una delle prime cause del taglio all’accesso all’acqua potabile in varie parti del mondo.

Grazie per aver resistito, grazie ragazzi. Grazie, Giorgio, perché ci credi e ci crediamo ancora.

Daniela Tuscano (vedi anche: http://www.giorgioschultze.eu )

ULTIM’ORA.

Rahmatullah Hanefi: il comunicato di Emergency

Il 20 marzo all’alba agenti della sicurezza afgana hanno arrestato il manager dell’ospedale di Emergency a Lashkargah, Rahmatullah Hanefi. Rahmatullah ha la sola colpa di avere fatto tutto il possibile per salvare vite umane in immediato pericolo.
Emergency fa appello ai mezzi di informazione perché sostengano con forza la liberazione di Rahmatullah Hanefi, che ha contribuito in modo determinante al rilascio di Daniele Mastrogiacomo.

Emergency
 

21 marzo 2007 at 16:25 8 commenti

PER NON “LIQUIDARE” IL FUTURO… – Prossimi appuntamenti del Comitato Milanese per l’Acqua

Illustri politici ed eminentissimi principi della Chiesa si scannano a vicenda sulle unioni civili. Il Papa, cioè il card. Ratzinger, tuona incessantemente contro i “deviati” responsabili – secondo lui – di tutte le catastrofi dell’umanità dal Diluvio Universale in poi. Autorevoli quotidiani si contendono l’ultimo scoop sulla premiata ditta PdM (s.n.c., come i due si descrivono: pezzi di m…). Questa sollecitudine dei governanti più o meno intonacati verso gli autentici problemi del Paese è, per i poveri mortali, motivo di consolazione; pare anzi che alcuni di noi, riconoscenti e commossi di tanto zelo, si siano recati in pellegrinaggio da San Mastella da Ceppaloni per accendere il cero d’ordinanza.

Dal sito umanista www.simbolodellapace.net

Poi ok, la consapevolezza di stare in così buone mani ha anche i suoi lati negativi. Il primo è la noia: visto che pensano a tutto loro, uno non sa più cosa fare; e molti appunto stanno a casa, o restano precari a vita, sennò sai che barba, sempre lo stesso lavoro. Altri giocano a cowboy e indiani, e invero non da soli, ma in molte parti del mondo. Recitano benissimo, fra l’altro: sembrano veri. Così ci si sono messi anche gli umanisti, tanto per creare un po’ di suspence, e il 17 marzo prossimo saranno a Roma, in piazza Navona, per il simbolo della pace più grande del mondo. Un po’ anacronistici, d’accordo, a rompere ancora con guerra e pace, ormai passate di moda, ma ripetiamo, per ammazzare il tempo – il verbo è quanto mai d’uopo, visto che ormai non è rimasto più molto da ammazzare… – tutto fa brodo. O meglio, acqua.

Sì, l’acqua, anche in questo caso una roba banale, e infatti se ne sciupa a profusione, tutti sanno che è una risorsa inestinguibile, adesso poi che per via dell’effetto serra si sciolgono i ghiacciai e l’inverno è sparito ne avremo a dismisura. Logica pertanto l’oculatezza dei nostri esperti, i quali ogni tanto fanno capolino dalla tv per convincerci, “cari inferiori!”, che la privatizzazione idrica è il toccasana per tutti i guai. Gli crediamo, manco a dirlo. Ma siamo dei mattacchioni. E abbiamo deciso di creare un po’ di scompiglio coi Comitati per l’Acqua Pubblica, organizzando banchini assieme ad altri mattacchioni. Da soli, però, non ci divertiamo. Quindi se a qualcuno va di unirsi ci troviamo nei seguenti luoghi e giorni:

– Giovedì 15/3 dalle ore 20.45 raccolta firme al Teatro Strehler, MM Lanza, in occasione dello spettacolo teatrale di Paolini sull’acqua;

– Venerdì 16/3 ore 20.30 Coca Cola: i diritti negati, serata presso le Acli, Via della Signora 3 (MM San Babila/Duomo);

– Sabato 17/3 dalle 10.30 alle 12.30, raccolta firme al mercato di via Benedetto Marcello;

– Mercoledì 21/3 convegno umanista sulla privatizzazione dell’acqua a Palazzo Marino, Sala Alessi;

– Sabato 24/3 dalle 10.30 alle 12.30 raccolta firme al mercato di via Fauché; dalle 15.00 alle 18.00 raccolta firme all’Ipercoop di Bonola (q.re Gallaratese);

– Sabato 31/3 dalle 10.30 alle 12.30 raccolta firme al mercato di viale Papiniano.

Fatti salvi, naturalmente, gli impegni seri. In fondo voglio bene al mio Paese e non intendo abbandonarlo nelle grinfie degli immorali, sennò la Carfagna mi scomunica.

Daniela Tuscano (vedi anche https://danielatuscano.wordpress.com/2006/11/23/acqua-fonte-di-vita-o-di-guadagno/ )

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DANIELE MASTROGIACOMO LIBERO http://www.repubblica.it/speciale/2007/appelli/mastrogiacomo/index.html

14 marzo 2007 at 13:20 6 commenti

I DIRITTI DI TUTTI – Fermezza degli umanisti su Finanziaria, pace, ambiente

Guardare avanti è sempre stata una delle parole d’ordine umaniste. Ma l’idea che il progresso sia un percorso lineare, scandito per lo più dalla cronologia, è da tempo sorpassata e quantomeno ingenua. Ne abbiamo discusso con Carlo Olivieri (Segreteria Programma) e Salvatore Fraticelli (Area Lavoro) del P.U., mentre Alberto Pero (Centro umanista “Color Porpora” di Milano) e Roberto Benatti (Area ambiente) ci hanno delucidati sulle prossime iniziative in difesa del nostro patrimonio naturale.

“Essere ottimisti va bene – è il commento ricorrente – ma illusi, no. Col 2007 stanno arrivando, sono già in atto, novità poco o per nulla rassicuranti di cui peraltro si parla poco. S’impone, da parte della società civile, una risposta compatta e decisa”.

Iniziamo dal Tfr e dai legami di quest’ultimo col tema del riarmo.

– In che senso, Carlo Olivieri?

– Con la regola scandalosa del silenzio/assenso, il Tfr dei lavoratori che non faranno nessuna scelta, finirà nei famigerati Fondi Pensione, gestiti da banche, assicurazioni e società vicine ai sindacati confederali CGIL, CISL e UIL. Questa eventualità è sicuramente la più scandalosa e pericolosa per i lavoratori, perché i Fondi Pensione useranno questi soldi per “giocare in borsa”, con il serio rischio di perdere il capitale investito e comunque, per bene che vada, non garantiscono il rendimento attuale del Tfr.

– Quale sarà il destino dei soldi del Tfr per quei lavoratori che, non volendo lasciar nulla ai Fondi Pensione, manterranno immutata la situazione?

Probabilmente tali soldi finiscono in un fondo presso l’Inps gestito dal Tesoro, ma fino a poco tempo fa non era chiaro come sarebbero stati usati. Con il varo della Legge Finanziaria 2007 ci è giunta la risposta anche se quest’ultima, a dire il vero, è ben “celata” nei commi e negli elenchi allegati.

Image ImageMilano, presidio umanista di solidarietà NO TAV (30 novembre 2005) 

– E in cosa consisterebbe questa risposta?

– Spulciando tra i 1348 commi della Finanziaria abbiamo scoperto che il risparmio dei lavoratori  – il Tfr, appunto – non solo viene sottratto alla piena disponibilità degli stessi, ma andrà a finanziare, in parte, ARMI e ALTA VELOCITÀ.

Allo scandalo dello “scippo” della liquidazione ai danni di tutti i lavoratori che con il silenzio daranno il proprio assenso al trasferimento nei fondi pensione, si aggiunge quindi un secondo raggiro ancora più scandaloso.

“Ecco qualche dato – interviene Salvatore Fraticelli. – I soldi del Tfr, accantonati nel fondo presso l’Inps, verranno destinati al  Fondo competitivita’ per 645 milioni di euro, al Fondo finanza d’impresa per 135 milioni di euro, al Fondo salvataggio e ristrutturazione imprese in difficoltà per 30 milioni di euro, alle Imprese pubbliche per 1230 milioni di euro, all’Autotrasporto per 290 milioni di euro. All’ ALTA VELOCITA’/ALTA CAPACITA’ sono destinati ben 2900 MILIONI DI EURO, a cui aggiungiamo (mi scuso per la tediosità, ma è necessario) i fondi utilizzati per il Contratto di servizio ferrovie S.p.A. (400 milioni), quelli per il Rifinanziamento rete tradizionale Ff.Ss. (2800 milioni), i nuovi investimenti Anas (3050 milioni) e, udite udite, il FONDO PER LE SPESE DI FUNZIONAMENTO DELLA DIFESA (710 MILIONI DI   EURO)”.

“A ciò – fa eco ancora Carlo – vanno aggiunti i rifinanziamenti per le spese di investimento, pari a10968 milioni di euro (e non 445 milioni come avevamo letto), per un totale di 24.248 MILIONI DI EURO (PARI A 47.000 MILIARDI DI LIRE) IN TRE ANNI!”.

Le conclusioni di Carlo e di Salvatore sono semplici: “Tutti litigano su come spartirsi l’enorme gettito costituito dal Tfr, ma si dimentica che questi soldi sono di chi lavora e sarebbe giusto fossero gli stessi lavoratori a decidere – nel periodo antecedente alla pensione ed in attesa di corrisponderli al lavoratore alla cessazione dell’attività lavorativa – come usare i soldi accantonati. Come umanisti affermiamo che questa enorme quantità di denaro debba essere investita per i bisogni primari della gente, come la sanità e l’istruzione, e sicuramente NON per LE GUERRE o la TAV“.

“Questo in linea generale – soggiunge Alberto Pero. – In concreto, esistono vari mezzi per creare un’inversione di tendenza a partire dalle nostre città. Bisogna convincersi che economia, pace, sfruttamento ambientale sono strettamente collegati”.

– Perché?

– Perché quando tutto è monetizzato e si pensa solo al profitto, ciò che non rappresenta un guadagno immediato e commercializzabile non “serve”, e lo si elimina. Vale per la pace, per l’ambiente, per qualsiasi cosa. E’ la reificazione della vita. 

La svolta “capitalistica” dei risparmi del Tfr, il loro investimento nel settore della difesa, la distruzione delle aree verdi e la privatizzazione dei beni primari sono insomma, secondo gli umanisti, tasselli di un unico mosaico. “Il fenomeno è tristemente diffuso a Milano e in Lombardia – prosegue Pero. – La prossima protesta a cui, come umanisti, abbiamo aderito e che intendiamo diffondere perché, purtroppo, sui giornali se ne parla pochissimo o per nulla, è la salvaguardia del Parco delle Cave (nella foto sotto, da inertitalia.com) e, con essa, della salvezza di tutto il comprensorio, vale a dire Bosco in Città, Terreni agricoli di Trenno e Figino”.

– Quali rischi corriamo?

– Rischiamo una prossima cementificazione della cintura verde ovest di Milano, in vista di quell’evento che passa sotto il nome di MILANO EXPO. Come tutti quelli che hanno a cuore l’ambiente e la difesa del territorio ben sanno, ogni evento di quel genere (Olimpiadi, Colombiadi, Expo ecc.) è servito e serve a dare “gas” a speculatori edilizi grandi e piccoli e chi poi ne paga le conseguenze, in termini anche di salute e non solo di portafoglio, siamo noi. Mauro Giostra, del Comitato Cave, ci ha comunicato che in giunta già si vocifera di un “canale navigabile”  dal sud Milano alla nuova Fiera che passerà proprio all’interno del Bosco in Città e già che ci sono, nelle stesse aree, stanno prevedendo insediamenti alberghieri/terziario e servizi vari non specificati.

– Mi viene in mente che un simile blitz fu tentato un paio d’anni fa a Bresso, col Parco Nord. Fortunatamente si riuscì a sventarlo; ma Arturo Calaminici, dell’Associazione Amici del Parco, commentò che si trattava anche di una questione di cultura, o meglio, di non-cultura: non ci si rende conto, disse, che il verde non è un “vuoto” da riempire.

– Esattamente. Per quanto ci concerne noi saremo presenti al presidio di sabato 27 gennaio, alle 15 in piazza Cairoli [per ulteriori info comitato.cave@yahoo.it cell. 328 59 84 501, n.d.r.].

“Un altro tema sul quale da tempo insistiamo è la lotta contro la privatizzazione dell’acqua di Milano www.acquabenecomune.org  – puntualizza Roberto Benatti. – Da due giorni sono iniziati i banchetti di raccolta firme per scongiurare questa sciagura. Anzi, ti sarei grato se pubblicassi il mio recapito telefonico perché posso fornire i moduli a chi fosse interessato. E’ molto importante”. Eccolo qui di seguito: 333/8251550. E auguri.

Daniela Tuscano (vedi anche https://danielatuscano.wordpress.com/2006/12/14/facile-come-bere-un-bicchiere-doro/ , https://danielatuscano.wordpress.com/2006/11/23/acqua-fonte-di-vita-o-di-guadagno/ )

ULTIM’ORA

Comunicato Stampa

DEBUTTA IN PIAZZA LA RACCOLTA FIRME IN DIFESA DELL’ACQUA 

 

Il 13 gennaio 2007 è iniziata nelle piazze delle città italiane la raccolta firme sulla legge d’iniziativa popolare con la quale si vuole riportare l’acqua sotto il controllo pubblico, sia per quanto riguarda la proprietà che la gestione ed erogazione dei servizi idrici.

 

Ma non saranno banchetti del solo movimento dell’acqua. Più di 100 associazioni e comitati hanno promosso e aderito alla campagna, tra cui il Partito Umanista e gli Umanisti per l’Ambiente, i Cobas, l’ARCI, la CGIL, l’intero movimento di Porto Alegre, i partiti della sinistra radicale, ma anche vescovi e parroci,  personalità della cultura e dello spettacolo che hanno inviato i messaggi di sostegno.

L’obiettivo è di raccogliere mezzo milione di firme in 6 mesi, anche se ne basteranno 50.000 per portare l’iniziativa popolare in Parlamento. La proposta di legge vuole innanzitutto inserire nella legislazione italiana il principio che l’acqua dev’essere un bene comune, un bene pubblico, non una merce che si può privatizzare e vendere, sulla quale si può speculare e fare profitti.

 

In passato l’acqua è stata gestita dai Comuni stessi o da aziende municipalizzate, ma da alcuni anni è partita un’offensiva da parte di aziende e multinazionali per accaparrarsi i diritti su di essa. C’è chi la vede come il “petrolio blu” del futuro, da sottomettere ai meccanismi del libero mercato e da quotare in borsa. Da proprietà e diritto di tutti l’acqua diventerebbe così una merce alla quale si accede solo pagandola salata. Nell’ambito politico tutti d’accordo a privatizzare, dal centrodestra al centrosinistra, dalla sindaca di Milano Moratti fino al presidente Prodi (il quale aveva promesso l’esatto contrario in campagna elettorale). Tutti a collaborare volenterosi alla svendita del patrimonio pubblico, come è accaduto in provincia di Pavia, dove la legge della Regione Lombardia che obbliga a privatizzare i servizi idrici è stata recepita all’unanimità.

 

L’argomentazione che, essendo un bene scarso, l’acqua verrebbe gestita meglio da privati per evitare sprechi, è falsa. Gli acquedotti sono oggi in buone condizioni, l’acqua di ottima qualità, l’accesso garantito a tutti, il costo basso. L’obiettivo principale delle società private è il profitto (a spese dei cittadini) e non la qualità del servizio.

 

La questione è gravissima e non riguarda solo l’Italia. Al summit di Nairobi e alla FAO parlano di siccità, desertificazione e carenza idrica in Europa, negli USA e in Cina, di 200 milioni di profughi idrici, di 800 milioni di contadini poveri cacciati dalle loro terre entro il 2050 e di modelli agricoli ormai in crisi per l’eccessiva dipendenza dall’acqua. In un rapporto sullo sviluppo umano dell’ONU dal titolo significativo Povertà e Crisi Mondiale dell’Acqua” si legge che 4900 bambini al giorno muoiono di dissenteria per mancanza di acqua potabile e servizi sanitari.

 

Per quanto riguarda la situazione italiana, è urgente porre uno stop alla privatizzazione ora che è ancora possibile. Una volta  privatizzata l’acqua,  sarà difficile tornare indietro. I cittadini, i politici e le istituzioni non si stanno rendendo conto di quello che è in gioco. Questa ignoranza è dovuta in parte al silenzio imposto dai mass-media, che hanno la consegna di tacere sulla questione.

 

Scendendo in piazza, pacificamente, a raccogliere le firme dobbiamo quindi anche informare, informare, informare, affinché si crei un’ampia protesta in tutto il paese che riesca ad ostacolare e bloccare l’avanzata dei privati.

L’acqua è un bene pubblico. Non può diventare una merce.

Milano, 17 gennaio 2007

Thomas Schmid – Umanisti per l’Ambiente
 

 

10 gennaio 2007 at 13:17 23 commenti

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