Posts filed under ‘Italia, Europa, mondo’

ARIDAJE… – Sventata la controriforma editoriale

Cerchiamo di capirci. Il preclare Ricardo Franco Levi, che solo recentissimamente ho scoperto essere “il braccio destro di Prodi” – e in cotanta ignoranza mi trovo in ottima compagnia, avendolo Beppe Grillo definito “un signor Nessuno eletto da nessuno” – pochi giorni or sono s’era fatto balenare un’idea. Se lo scopo era passare dall’anonimato più totale alla notorietà conclamata, c’è riuscito alla grande, e non importa come; oggi, si sa, la regola valida è una e quella soltanto: far parlare di sé il più possibile. Soltanto in quel modo c’illudiamo d’esser presenti a noi stessi.

Possibile, pertanto, che il parto intellettuale dell’esimio giurista fosse nato da un freudiano complesso d’inferiorità; e i complessi d’inferiorità, com’è noto, esplodono anche e soprattutto con prepotenze, capricci, ripicche da parte di chi ne soffre.

Ordunque. Cos’aveva escogitato Levi, per passare alla storia? Questo: una riforma dell’editoria . Mica una qualunque, però. Una riforma che conteneva un articolo, il n° 7, secondo cui chi svolgeva attività editoriale su Internet, bloggers compresi, doveva iscriversi al Roc (Registro degli Operatori della Comunicazione) con la presentazione di certificati e il pagamento d’un bollo.

Levi ha fatto immediatamente il botto: non è passato un iota che il popolo della rete si è letteralmente sollevato. Ma il prode di Prodi, asciugandosi il sudore dietro il colletto della camicia di seta, non demordeva: “L’articolo non contempla i blog privati, ma solo quelli che si configurano come organi d’informazione”. Tradotto: tranquilli, nessuno v’impedisce di continuare a parlare di Malgioglio, di Paris Hilton e della Gregoraci. Nessuno si opporrà se elencate con dovizia di particolari quante volte trombate al giorno (anche virtualmente). Anzi, vogliamo continuiate a farlo. Anzi, dovete farlo.

Una cosa non dovete fare: pensare. Non è tanto, via. Parafrasando Gaber: con tutte le libertà che avete, volete anche pigliarvi questa? Che egoisti, diamine. Pure un’informazione alternativa, adesso? Ma non pensate ai poveri lavoratori della nostra stampa, delle nostre tv? E poi vi lagnate della disoccupazione… L’informazione è nostra. L’informazione siamo noi. Punto e basta.

Se Ricardo Franco Levi s’imbattesse in un blog come il mio, non avrebbe dubbi. Non parlo delle mie fregnacce. Esprimo ciò che penso. Ergo, testata giornalistica. Ergo, tassa.

Poi è finita come è finita. Contrordine, (ex) compagni. La sollevazione è diventata un uragano, con Beppe Grillo pronto per un nuovo V-Day sull’informazione (vedi sotto). E l’illustre Levi si rimangia tutto. Coi ministri che si rimpallano le responsabilità. Già, è vero, in effetti il testo è ambiguo. Ma non eravate presenti alla sua stesura? Sì, no, forse. C’ero, ma se c’ero dormivo.

A questo punto, la teoria del complesso d’inferiorità non regge più.

Locandina per il V-Day dello scorso 8 settembre. Quello sull’informazione è previsto per il 25 aprile p.v. (www.beppegrillo.meetup.com)

Verrebbe da parlare di schizofrenia. Ma poiché la schizofrenia non è un morbo contagioso, e men che mai endemico e circoscritto a una sola categoria – quella dei politici, nella fattispecie – sorge un sospetto. Che, in barba alla malattia, questi siano sani come pesci e, semplicemente, ci abbiano provato.

Hanno provato a imbavagliarci, ligi a quella logica inquisitoriale e censoria che, da sempre, è l’assillo di ogni potente, specie quando comincia a veder vacillare la sua potenza. Allora è il momento più delicato e terribile. E’ il momento della verità. Quando il re è nudo, e il Leviatano si mostra nella sua essenza: un bruto irragionevole, spietato, sanguinario.

Li abbiamo fermati. Stavolta. Occhi aperti, comunque. Torneranno. Noi siamo qui. E vi abbiamo avvertiti: non ci avrete.

Daniela Tuscano

POST SCRIPTUM. Visto che lor signori si dimostrano tanto zelanti sulle regole, ci vorrebbero spiegare perché mai ritengono dannosi quattro blogger, mentre si sono dimostrati del tutto imbelli al momento d’elaborare uno straccio di legge sul conflitto d’interessi?… 😡

Annunci

27 ottobre 2007 at 11:35 11 commenti

NON CI AVRETE! – Giornata della Non-Violenza, un successo planetario

Milano, Roma, Vicenza, Torino, Napoli… Sì, c’eravamo proprio tutti, eravamo tanti, eravamo felici. Forti. Pacifici.

Image hosted by allyoucanupload.com

Sopra: Milano, 2 ottobre 2007: un momento della Giornata Mondiale della Non-Violenza. Tra i promotori, il Movimento umanista. Sotto: il logo della manifestazione.

C’eravamo proprio tutti a gridare il nostro “SI'” a un mondo senza atomiche, a un futuro diverso da quegli scenari bellicosi che sempre più i potenti della Terra ci prospettano come inevitabili. C’eravamo nell’anniversario del compleanno di Gandhi, per attestare, con la nostra presenza fisica, che la sua speranza non si è persa nel vento. E che lui era ancora fra noi, mentre chi crede di stare in alto non riceverà menzione nemmeno nei tombini della cronaca. Noi sì, e loro no. Perciò auguri, Mahatma Gandhi.

C’eravamo tutti. E ci saremo ancora, il 7 ottobre, ad Assisi. La città di un altro santo, stavolta cattolico. A comprovare che la religione non si declina affatto con la violenza e la tirannia. Che, anzi, è sinonimo di giustizia, progresso, benessere, felicità, comunione. Un indelebile schiaffo ai fondamentalisti. Uno schiaffo silenzioso. Uno schiaffo che non ferisce fisicamente. Ma che umilia e tacita i superbi. E che spazza via in un refolo di ciglia lo scontro di civiltà, i kamikaze, Bush che “piange sulla spalla di Dio”… Ma quale Dio, il suo? Quello che lascia morire i bambini in nome della crociata “democratica”. Conosciamo bene quel suo Dio, quel dio con la minuscola, quell’anti-dio, quell’idolo. Non occorre essere dotati di poteri divinatori per capire che presto questi signori faranno tutti la fila per entrare alla funesta corte del loro anti-dio.

ImageNoi invece eravamo lì, insieme, e, nel frattempo, il nostro pensiero veleggiava lontano, molto lontano, insomma vicinissimo: si stringeva ai fratelli e alle sorelle birmani, uomini e donne in jeans o avvolti in purpurei manti, che soli, senza armi, con Dio, hanno testimoniato che la vera rivoluzione si compie nella pace. Dobbiamo ringraziare i monaci e le monache birmane per averci ricordato che lo Spirito soffia ovunque. In questi giorni siamo tutti buddhisti; esattamente come loro, hanno dato prova di uno spirito a dir poco evangelico.

Siamo eclettici, contaminati, misti, colorati, numerosi. Non ci avrete.

Daniela Tuscano (vedi anche: https://danielatuscano.wordpress.com/2007/09/22/bombe-bufale-firmiamo-per-liberarci-dalle-armi-nucleari/ )

3 ottobre 2007 at 10:04 11 commenti

BOMBE? BUFALE! – Firmiamo per liberarci delle armi nucleari!

Si ricomincia. Dopo la parata televisiva di esperti che ci assicurano della bontà e, figurarsi, persino del risparmio che comporterebbe il consumo di acqua minerale, che spergiurano sui benefici dell’effetto serra (la cui colpa, del resto, sarebbe dei lavavetri), da qualche tempo è tornato in auge il nucleare. Passata la buriana pacifista, si sta cercando di riciclarne l’uso, e poi, con l’Iran che minaccia, non si sa mai.

Ebbene, da tempo abbiamo smesso di farci incantare dal gioco delle tre carte. E, assieme a numerosi e importanti esponenti della società civile, il Movimento umanista ha promosso la proposta di legge d’iniziativa popolare per dichiarare l’Italia “ZONA LIBERA DA ARMI NUCLEARI”. Senza ambiguità.

Questa, in dettaglio, la proposta:

Art. 1 – Obiettivi e finalità

1) Il territorio della Repubblica italiana, ivi compresi lo spazio aereo, il sottosuolo e le acque territoriali, è ufficialmente dichiarato “zona libera da armi nucleari”.

2) Il transito e il deposito, anche temporaneo, di armi nucleari e di parti di armi nucleari non è ammesso in nessuna circostanza sul territorio della Repubblica, così come individuato al comma 1.

3) Il Governo provvede ad adottare tutte le misure necessarie, sia a livello nazionale sia internazionale, per assicurare la piena applicazione del presente articolo entro e non oltre il termine di sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

Art. 2 – Entrata in vigore

La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica.

Oggi il pericolo nucleare pone l’umanità sull’orlo dell’abisso; nonostante le riduzioni effettuate negli anni Novanta, rimangono in tutto il pianeta più di 30.000 testate nucleari, sufficienti a distruggerlo per almeno 25 volte.

Vicenza, 15 settembre 2007: ancora un “NO” alla base militare Usa.

Gli Stati Uniti hanno disseminato centinaia di bombe nucleari nelle basi di 6 Paesi europei appartenenti alla Nato, tra cui l’Italia: nel nostro territorio sono dislocate almeno 90 bombe (nelle basi di Ghedi e Aviano), ma la mancanza di informazioni certe fa sospettare ce ne siano molte di più, visto che i nostri mari sono solcati e i nostri porti visitati dai sottomarini nucleari Usa.

Eppure la messa al bando delle armi nucleari è un’aspirazione condivisa da tutta l’umanità. Le armi nucleari vanno smantellate oggi, prima di usarle; domani sarebbe troppo tardi.

Per questo, in occasione della Giornata mondiale della Non-violenza indetta dall’Onu, lanciamo una raccolta di firme (a Milano, il 2 ottobre in piazza San Babila, dalle 17.00 alle 20.00) per una legge d’iniziativa popolare che dichiari l’Italia “Zona libera dalle armi nucleari”, come già accade per varie aree del pianeta: America Latina, Pacifico meridionale (Australia compresa), Sud-est asiatico, Africa, Antartide e singoli Stati (Austria, Mongolia). Potremo inoltre seguire l’esempio di Paesi Nato come la Grecia, l’Islanda, la Danimarca e il Canada, che hanno rimosso le atomiche dal loro territorio senza conseguenze sui trattati internazionali.

Daniela Tuscano – Movimento Umanista (per ulteriori info e sottoscrizioni: www.unfuturosenzatomiche.org )

N.B.: SOLIDARIETA’ DEGLI UMANISTI ALLA PROTESTA NON-VIOLENTA IN BIRMANIA. Cfr. ivi, commento n° 3.

22 settembre 2007 at 8:45 8 commenti

LUCIANO

 

1935-2007

E C’ERI

Ho cavalcato secoli,

onde spumeggianti e lidi di seta,

bastimenti e spianate di fiori,

fazzoletti neri di donne perdute,

risate spiegate come vele,

iridescenze d’infinito,

tricolori d’eternità.

E c’eri.

Voce avventuriera,

cartolina di sola andata.

Italia dell’universo.

E c’eri.

Daniela Tuscano

6 settembre 2007 at 15:53 10 commenti

PER SEMPRE – La musica salverà il nostro futuro?

Saranno anche solo canzonette, ma senza di esse non si potrebbe vivere. Letteralmente.

Sarà stato un grande business, ma al diavolo i calcoli, il cinismo, il disincantamento. Noi vogliamo il contrario. Vogliamo cantare. Le note sono salite fino al cielo, hanno fatto sognare, sperare, gridare e far l’amore. Si accusano spesso i giovani (e, sempre più, i “vecchi” giovani) di seguire maestri sbagliati, che le vere guide, semmai ce ne fosse bisogno, sono altre: governanti, capi religiosi.

Come possa “guidarci” Bush, penso sia noto a tutti, ormai. A lui interessa solo la guerra (santa). Nel caso specifico del Live Earth la sua posizione, dopo i ripetuti rifiuti degli accordi di Kyoto,  è inequivocabile: riduzione di metà dei gas serra entro il 2050. Si potrebbe definire una pena di morte camuffata da eufemismo; più brutalmente, trattasi di presa per il didietro.

Quanto al Papa stia a cuore la salute del pianeta è altrettanto noto.

Leggo: anche le star devono cambiare abitudini. Ovvietà. Assurdità. Fastidio. Alle “star” non si chiede alcuna coerenza fuori della loro arte. E l’arte è tutto. Il mondo sarebbe stato più povero, più incivile, persino meno buono senza Sergeant Pepper’s, senza Volare, senza Wish you were here. Senza Dylan e De André. E sono solo piccoli esempi.

Perciò, grazie Live Earth. Se sarai servito, non dico a loro, loro non cambiano, ma a noi, a renderci più teneri e solleciti verso questa nostra madre Terra svergognata e depauperata, se hai contribuito a renderci nuovamente radice, a ricordarci che il suono del mondo prosegue anche dopo il nostro contingente e opaco atomo d’universo, avrai regalato, ancora, all’infinito universo una stilla di rugiada. La poesia.

Daniela Tuscano

****

Fiaccolata per padre Giancarlo Bossi . Martedì 10 luglio, ore 21, ad Abbiategrasso (Milano). Ritrovo in centro.

ULTIM’ORA. Padre Bossi, liberato dopo un mese di prigionia, vedrà presto il Papa e intende tornare nelle Filippine. Ha dichiarato ai telegiornali: “Il mio rapimento non è imputabile all’Islam. Siamo tutti diversi e tutti uguali, e Dio ci ama allo stesso modo, perché vede in ognuno la propria umanità”. Invece nelle nostre sazie contrade, incapaci di tenerezza, l’odio e il sospetto per il “diverso” sono il pane quotidiano. E l’altro non è visto come un uomo, ma semplicemente come un nemico. Da abbattere.

8 luglio 2007 at 8:09 13 commenti

SESTA GIORNATA DEL DIALOGO CRISTIANO-ISLAMICO – Costruire speranza e convivialità

Dall’associazione Il Dialogo ricevo e pubblico volentieri, anche perché la grande informazione, tanto per cambiare, fa orecchie di mercante. Dedico questo post a Dounia Ettaib  e a padre Giancarlo Bossi .

«Costruire speranza e convivialità»

5 ottobre 2007 ultimo venerdì di Ramadan

Care Amiche, Cari Amici, In vista della sesta giornata ecumenica del dialogo cristiano islamico che quest’anno cade il 5 ottobre prossimo, è opportuno cominciare a riflettere su che cosa è possibile realizzare per fare in modo che quella giornata possa aiutarci a “costruire speranza e convivialità” in un mondo senza più guerre e dove tutti, maschi e femmine, credenti e non credenti, popoli di tutte le etnie e continenti, prendano coscienza del fatto di appartenere alla stessa umanità.

Assisi 1986: lo storico incontro di Giovanni Paolo II coi rappresentanti delle grandi religioni mondiali.

Sentiamo molto pressante la necessità di rilanciare in Italia i temi del dialogo interreligioso, in particolare quello con l’Islam, che vediamo sempre più minacciato e ricacciato indietro, come dimostrano, fra l’altro, anche le vicende giudiziarie che hanno visto coinvolti studiosi e amici del dialogo come i prof. Stefano Allievi,  Renzo Guolo e Paolo Branca. In questi anni si sono moltiplicate le giornate istituzionali di “dialogo”: in realtà i mezzi di comunicazione di massa non cessano di suonare la marcia funebre della guerra e dell’odio fra le nazioni, i popoli, le religioni, le culture diffondendo razzismo  e violenza.La differenza, come sempre, la può fare l’iniziativa dal basso, quella che rompe gli schemi delle persone intruppate nelle rispettive appartenenze, quella che mette a contatto donne e uomini delle varie religioni o senza religione che si incontrano per dire che non ne possono più di odio e di religioni al servizio dei potenti di turno, che spingono i propri aderenti a combattere contro altre donne e uomini di fede diversa.Invitiamo perciò tutte le comunità cristiane e quelle islamiche,  a voler rimettere insieme dal basso tutte quelle forze che negli scorsi anni si sono date da fare per realizzare la giornata del dialogo cristiano islamico. Vi invitiamo a formulare appelli locali costruiti insieme fra cristiani e musulmani, per sollecitare quanti si sono sbandati sotto i colpi dei nemici della pace e stanno pian piano perdendo la speranza. Occorre muoversi prima che sia troppo tardi perché, come tutte le piante, anche quella del dialogo ha bisogno di cure, di concime, di dissodamento del terreno, di potatura dei rami secchi per ridare nuova vita a tutto il tronco. C’è bisogno anche di validi contadini che sappiano fare tutto questo se si vuole raccogliere frutti buoni.Abbiamo bisogno gli uni degli altri per poter lasciare il mondo migliore di come ognuno di noi lo ha trovato.Sollecitiamo le organizzazioni cristiane e musulmane che in questi anni si sono mobilitate per il dialogo a tenere incontri congiunti, magari utilizzando il periodo estivo durante il quale ogni organizzazione da vita a momenti di riposo e riflessione. Che ognuno si sforzi di pensare a cosa poter fare e su quali temi, partendo dalla propria realtà locale, per rimettere in moto il popolo del dialogo. Ci auguriamo che nella prossima Terza Assemblea Ecumenica di Sibiu del 4-9 settembre possa essere avanzata l’idea di una giornata ecumenica di dialogo cristiano islamico a livello europeo.Ci auguriamo che anche quest’anno si possa fare tutt’insieme uno sforzo sulla via del dialogo e della pace.Con un sincero augurio di Shalom, salaam, pace

PER FIRMARE LA PETIZIONE: www.ildialogo.org (sulla destra)

1 luglio 2007 at 21:52 6 commenti

MALVENUTO. EBBENE? – Manifestare contro Bush è legittimo e democratico

Ci mancava il Bush ambientalista (ma non gli toccate i gas serra). Ci mancava il Prodi di “sinistra” che si offre come braccio “destro” dell'”amico” George. Tanto amico che quasi gli propone un DiCo. Anzi, un… Diciamo: tutti dobbiamo, infatti, dire “sì” a Bush il 9 giugno prossimo, sennò commettiamo un peccato di esecranda empietà. Mah. Comunque lascio la parola agli amici del Partito umanista, e smetto di tediarvi: più chiaro di così…

Lo spazio spropositato dato dai mass media agli scontri di Rostock – opera di poche centinaia di violenti, rispetto alle 100.000 persone che hanno manifestato pacificamente contro Bush – e le voci su possibili incidenti che da giorni si rincorrono in Italia servono solo ad alzare la tensione e a scoraggiare la partecipazione. E’ un copione già visto molte volte, l’ultima in occasione della manifestazione del 17 febbraio a Vicenza.

Proprio per questo è importante negare fin da ora qualsiasi spazio ad avventure e provocazioni violente all’interno del corteo del 9 giugno, che deve essere assolutamente non-violento e aperto alla partecipazione di chiunque, dagli anziani ai bambini. Il 9 giugno vogliamo dire No alla guerra e ad ogni forma di violenza [per info e adesioni alla campagna Europe for Peace, cfr. www.europeforpeace.eu ] senza doverci preoccupare di violare zone rosse o inscenare assurdi bracci di ferro con la polizia.

declaration

Giorgio Schultze, uno dei promotori di Europe for Peace. Tra gli aderenti, Michail Gorbaciov (cfr. ivi, comm. n° 12).

Come già avvenuto a Rostock, formeremo un “blocco arancione” all’interno della manifestazione. Invitiamo fin da ora tutti i non-violenti a unirsi a noi per dare vita a uno spezzone colorato, allegro, ribelle e pacifico.

****

RAHMATULLAH LIBERO http://www.repubblica.it/speciale/2007/appelli/rahmatullah/index.html

7 giugno 2007 at 2:04 14 commenti

Articoli meno recenti Articoli più recenti


Calendario

settembre: 2019
L M M G V S D
« Gen    
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
30  

Posts by Month

Posts by Category